









Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti delle lezioni di editoria libraria Roma3
Tipologia: Appunti
1 / 16
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!










Lezione 1: 04/10/ Libri: Diego Guida (Editoria e istruzioni per l’uso), Federica Fornica (L’invenzione del libro), (Storia dell’editoria dall’unità ad oggi?), Dal rotolo al codice. Consigliata la lettura di Tomaso Munari o Gabriele Sabatini vedi elenco su whatsapp. X non frequentanti: Irene Piazzioni (Il Novecento dei libri). Definizione di Editoria di Treccani (Gian Arturo Ferrari). Il prodotto fisico determina ciò che è il libro, sebbene ci siano diversi generi o argomenti. Tuttavia, ci sono due tipi di libri: il libro funzionale e il libro non funzionale. Il primo serve ad uno scopo e vengono letti per una domanda specifica dal mercato, mentre il secondo non risponde a un bisogno specifico. Questa scissione è da discutere, perché obiettivamente esistono libri non funzionali a cui comunque si affida il proprio prodotto. Nel caso del libro non funzionale, è il libro a crearsi il suo mercato nel momento in cui viene pubblicato. Ferrari divide l’editoria di conoscenza (funzionale) in: editoria di evasione, l’editoria scolastica, l’editoria scientifica. Nel 2022 sono stati stampati 80.700+ titoli, il che significa che ogni giorno in Italia escono 221 nuovi libri, che è una quantità esorbitante. Di questi 80k titoli, circa il 30% sono stati pubblicati dai primi 50 editori. A differenza dell’editore, il marchio editoriale fa parte di un gruppo editoriale o di una casa editrice (es. Carocci editore che pubblica anche volumi di Salerno Editrice). Gli editori attivi in Italia sono più di 5k, di cui i primi 50 hanno pubblicato il 30%. Il lettore, oggi, in Italia, vede 1mln 400 titoli acquistabili, messe grandissima di titoli: questo fa sì che tutti questi libri non possano essere i libri, come neanche tutti gli 80k non riescono ad essere ospitati in libreria per problemi di spazio. Il cambio delle tecnologie tipografiche hanno portato gli editori a poter stampare piccole tirature secondo il print on demand (pod): una casa editrice non è obbligata a tirare molte copie per poi vedersele tutte o quasi in magazzino, ma può farle commisurate e poi valutare se ristampare per rispondere alle esigenze del mercato. Questo, fino a 20 anni fa, faceva sì che i libri fossero di qualità molto bassa perché la qualità di stampa in digitale che consentiva questo ragionamento era visivamente diversa dalla qualità di stampa offset (tradizionale del 900). La tecnologia, però, è migliorata a tal punto che ormai le due categorie sono indistinguibili. L’avvento di IBS e Amazon ha consentito la possibilità di poter raggiungere facilmente i lettori; infatti, ci sono stati degli anni in cui editori anche piccoli potevano contrastare i giganti internazionali, ma consente di spedire e ridurre le quantità di copie che si hanno nei propri magazzini. L’editore stampa in una tipografia che consegna le copie al magazzino dell’editoria. La domanda alla base è, come si è passati in 12 anni, da 670k copie a+1mln. Le case editrici sono nel 2022 4.8k (attive, cioè che abbiano pubblicato almeno un libro l’anno), mentre le 3.6k aziende che pubblicano 1-9 libri l’anno sono davvero troppo piccole e molte di queste sono familiare che pubblicano dei pamphlets che rispondono ad esigenze celebrative. Esistono altre aziende piccole con pochi libri l’anno che però sono di grande pregio, cioè magari riprendono manoscritti medievali ecc. che costano moltissimo e li vendono a committenti internazionali che hanno bisogno di mostrarsi tramite quel libro. Anche per questo esiste il concetto di coffee-table book che servono appunto per arredare. Gli editori che pubblicano dai 30 libri l’anno in poi sono quelli più frequentati, e più cresce il numero di libri, meno è il numero di editori che li pubblicano. La capacità di assorbimento degli editori e di forza lavoro è molto limitata, fermo restando che non tutti i lavori editoriali vengono eseguiti all’interno della casa editrice, ma nella maggior parte delle volte da altre aziende il cui scopo è servire la casa editrice o l’autore. ISTAT dice che più di un terzo degli editori attivi è in tre città: Roma, Milano, Torino e fanno il 71.5% della tiratura totale. Che tipo di libri si pubblicano in Italia? Al primo posto c’è Mondadori, ma al secondo Panini Comics, che denota un grande afflusso di fumetti. Fra i primi 30 editori ci sono anche editori che pubblicano volumi di tipo tecnico. Nel 2022 si restringe la fetta dei primi editori, in cui il 47% è preso da “altri editori”, mentre i più forti risultano essere Mondadori, Feltrinelli etc. Della non-fiction si distinguono: editoria pratica (guide, ricette ecc), saggistica, editoria specialistica (diritto, medicina ecc). Degli ottantamila titoli totali, la narrativa fa il trenta percento, cioè venticinquemila titoli (avventura, biografia, erotica ecc.), di cui 11mila per il romanzo italiano e straniero: questo dato ci sta dicendo che, di quelle aziende che non assorbono una grande massa di
lavoratori, la maggior parte offre lavori su libri che non sono romanzi, ma saggi ecc. Uno dei settori che vende di più c’è un grande crescita per quanto riguarda le pubblicazioni di tipo turistico. Potrebbe darsi che ci sia un picco dato dal post-pandemia. Nel 2022 la produzione di ebook è stata più bassa rispetto a quella del 2021: dal momento in cui viene inventato l’ebook, gli editori hanno cominciato a pescare dal loro catalogo e trasformare libri cartacei anche in versione ebook. Questa cosa non è un processo che un editore fa improvvisamente. Il mercato del libro digitale, ad oggi, ancora non ha mantenuto quelle che erano le previsioni iniziali, quindi, comunque sia, c’è un calo della produzione. L’ebook ha invece inciso nei dizionari, nei vocabolari, nei codici, nelle enciclopedie che hanno sofferto più di tutti. Il sopravvento del digitale è evidente, in quanto hanno ridotto i tempi di ricerca ad es. sul dizionario o per una tesi. Gli editori che fanno produzione digitale sono soprattutto quelli di grandi dimensioni. Le opere scolastiche hanno per la maggior parte la versione ebook poiché ormai la didattica non si svolge più soltanto in modalità cartacea. Una importante fetta di numero pubblicati per l’anno la fa anche il self-publishing, cioè quando un autore per scelta non entra nel vagone del giudizio editoriale e si rivolge alle piattaforme di self-publishing. Nel caso del romanzo, molto spesso c’è una volontà da parte dell’autore di vedersi pubblicato e, molto spesso, chi ha già pubblicato su piattaforme ritorna a pubblicare sulle stesse. Lezione 2: 11/10/ Leggere non è un’attività passiva, e la lettura cambia nella sua praticità anche in funzione della società che cambia: noi non leggiamo le opere classiche più come le leggevano nei secoli scorsi, cambia quindi la modalità in cui leggiamo e interpretiamo le fonti. La lettura viene fatta attraverso le nostre categorie ed interpretazioni e la nostra esperienza personale, e questo vale con tutte le relazioni con qualsiasi opera. La scriptio continua era la modalità di lettura/scrittura del mondo classico, che costringeva quindi a una lettura ad alta voce, mentre oggi la lettura silenziosa è molto più diffusa e anzi, si pensa che fin quando non è nata la lettura silenziosa, non ci siano state eresia nel cristianesimo. Non è un caso che uno dei processi per eresia più famosi che Carlo Ginzburg ha raccontato in Il formaggio e i vermi, cioè la vicenda di un mugnaio che leggeva i testi sacri e le interpretava autonomamente creando una sua interpretazione: questo tipo di lettura privata e fuori controllo è oggetto quindi del suo processo, che finisce con il rogo. Il rapporto diretto con il libro, quindi, ha cambiato il modo in cui la nostra società interpreta un’opera. La lettura ad alta voce, comunque, sopravvive oggi tramite gli audiolibri. La lettura digitale è una copia di quello che è il libro stampato che cerca di imitare l'oggetto del libro, però non rimanda al richiamo fisico del libro – e non si tratta solo della percezione romantica, ma di una questione neuroscientifica in merito alla capacità di trattenere le informazioni dalla lettura in digitale. La pergamena ha un vantaggio importante sul papiro, che è quello di durare nel tempo. La carta, invece, oltre alla sua maneggevolezza, dura in eterno. Ciononostante, subisce maggiore deterioramento nel tempo rispetto alla pergamena. La carta arriva in Europa dal mondo arabo, come molte delle invenzioni orientali. La fabbricazione avviene fondamentalmente attraverso l’uso di stracci o tessuti non più utilizzabili. I tessuti vengono pestati e messi su un telaio per realizzare il foglio di carta. Nel mondo classico e medievale si scriveva col calamo, che poi viene sostituita dalla penna di volatile. Quando il libro viene confezionato, i fascicoli potevano essere o piegati e ritagliati, o piegati e inseriti uno dentro l’altro per poi essere cuciti tutti insieme e incollare sulla copertina. Di solito, queste legature sono di cuoio e hanno un costo spropositato: la fabbricazione di un codice medievale costa quando un’automobile odierna e solo istituzioni come i monasteri e le università potevano permetterselo. La stampa accelera poi il processo rendendolo più economico, rendendolo comunque piuttosto costoso per diversi secoli. Vi erano diversi tipi di grafia con cui si scriveva, ma c’era bisogno di un evento politico per far sì che la grafia fosse unitaria per tutto il continente europeo, e questo fu l’incoronazione di Carlo Magno (800 d.C), grazie al quale si uniformò la scrittura. Per fare il punto interrogativo veniva messo “questio” o “quo” alla fine della frase. Tutto quello che viene scritto fino a quel punto è quasi tutto in latino. Se fare un libro costa molto, significa che bisogna qualcuno che voglia pagare per farlo, che sia un committente, un progetto culturale etc., soprattutto se c’è una riscoperta di un’opera importante o per attrarre più lettori/visitatori in biblioteca. Il tipo di scrittura da Carlo Magno si chiamava
di molti dei più famosi font come il times new roman. Ricordato anche per la vastità del catalogo. Seguito da Ratdolt per l’uso delle cornici xilografiche bianche su fondo nero. ALDO MANUNZIO La frammentazione politica è vantaggiosa e va a Venezia sposando la figlia di Torresani (attrezzature di jenson in tipografia) e comincia ad oltre 40 anni l’attività di stampatore. Viene finanziato da Barbarigo e il primo libro che pubblica è una grammatica greca > erotemata, contiene una importante introduzione all’alfabeto e testi religiosi su cui far pratica. Ottiene il privilegio di stampare qualsiasi libro sul greco per vent’anni nel territorio della repubblica veneta. Con Manunzio inizia il percorso dell’editore come programmatore. Pubblicò libri in greco integrale senza commenti, servendosi anche dei fogli per gli errata corrige. Superò la consuetudine di prendere informazioni da traduzioni latine o iberiche. Riesce in 4 anni a pubblicare i cinque volumi dell’opera omnia di Aristotele. Dopo la morte di Barbarigo iniziò a sperimentare anche altri generi, allargando il mercato oltre l’ambito accademico (aveva già pubblicato degli scritti di Poliziano nel 1498) > Come accade per gli editori contemporanei non si può pubblicare ciò che si vuole, ma anche ciò che è utile per la salute della propria azienda. HYPNEROTOMACHIA POLIPHILI > 1499. racconto di un sogno fatto da Polifilo e della sua storia d’amore per Polia, pubblicato da Manuzio su commissione (volgare). Contiene 172 xilografie in una dimensione onirica. L’identità dello scrittore è ancora ignota. (si presuppone sia francesco colonna). Il racconto inizia all’alba del primo maggio 1467, quando Polifilo cerca la donna amata passando per giardini e antiche costruzioni, incontrando bestie, piante e personaggi fortemente simbolici. Partendo dalla data del sogno, l’Hypnerotomachia è stata collegata al processo avvenuto tra il 1466 e il 1468 contro alcuni umanisti romani, accusati di negare il potere temporale del papa e di voler tornare al paganesimo. Tra i misteri c’è anche la lingua, perché il volgare è artificioso, costruito su base toscana ma pieno di forme latineggianti e arcaiche. > opera in folio 234 pagine. In questo libro Aldo Manunzio creerà il suo marchio tipografico, costituito dall’ancora (tenacia) e dal delfino (dinamicità). Il suo motto era “festina lente”; affrettati adagio. L’opera è arricchita da immagini realizzate con la tecnica del technopaegnion tipografico, che consentiva, attraverso la composizione dei caratteri, di costruire un’immagine interpretabile anche grazie all’ausilio delle parole che la facevano emergere. Aldo Manunzio si ricorda anche per le edizioni in piccolo formato (ENCHIRIDIA, volumi in ottavo > per la praticità d’uso venne fuori il termine “manuale”.) e l’invenzione grazie a Francesco Griffo del carattere aldino, ossia il corsivo / italic, utilizzato per guadagnare spazio, essendo leggermente inclinato verso destra, compare per la prima volta nelle epistole di santa Caterina da Siena (titolo del libro che tiene in mano nell’illustrazione). Muore nel 1515, stampando più di 130 edizioni. Vicino a Manunzio compaiono due figure molto importanti: 1) Pietro Bembo (Petrarca e dante); testi modernizzati dal punto di vista grafico e introduzione di un sistema interpuntivo moderno con interpunzione moderna, come il punto e virgola e spazio dopo il punto. (De Aetna). 2) Erasmo da Rotterdam; assunto come correttore di bozze per pagare le ristampe delle sue traduzioni. LA STAMPA FUORI VENEZIA, GIOLITO E GIUNTA Bernardino Giolito De’ Ferrari: inizia a stampare del 1483, dai 6 agli 8 titoli l’anno di diritto civile, medicina e filosofia. Il marchio tipografico era un cuore sormontato d’auna croce + l’araba fenice che verrà utilizzata dal figlio GABRIELE GIOLITO DE’ FERRARI. Il cugino Giovanni fondò la LIBRERIA DELLA FENICE, la cui politica era caratterizzata dalla diffusione della lingua volgare > primo esemplare di “divina” commedia. Insieme a Tommaso Orcacchi????, Gabriele dà vita ad una COLLANA editoriale. Primo esempio di frontespizio nel POLIBIO HISTORICO GRECO (dell’impresa de greci 1564) che contiene tutte le informazioni riguardanti i libri, tra cui anche info sulle traduzioni. Collana HISTORICA. Importante perché si presenta come un progetto chiuso, confermando e affermando l’idea della “serie”. Distingue due serie: 1) anelli, autori classici 2) gioie, autori contemporanei —> nasce da questa terminologia la parola “collana.” Giunta: opere religiose. Nel 1490 realizzò la prima Bibbia istoriata con numerose xilografie. Riuscì poi ad eludere le leggi veneziane, che proteggevano gli editori della città, facendo copiare le edizioni di Aldo Manuzio > controriforma (ottiene un privilegio per una edizione della bibbia). CHIESA DEL CASTELLO DI WITTENBERG (RIFORMA PROTESTANTE 1517) E IL SEICENTO. Lutero affigge le 95 tesi nel 1517, criticando il sistema delle indulgenze. Lutero arrivò alla rottura con l’autorità ecclesiastica nel 1520, scomunicato dalla exsurge domine. Messo al bando da Worms, si rivolge al duca di Sassonia per chiedere la protezione e iniziare a tradurre il Nuovo Testamento in tedesco, cristallizzando la
codifica di lingue minori che vengono attestate.> bibbia del 1534, in 445 edizioni + serie di opuscoli e piccoli manifesti satirici contro la chiesa di Roma. Lettera del tradurre: Lutero vuole dare a tutti i tedeschi la possibilità di leggere la bibbia, rendendo la religione accessibile. La chiesa non si accorge delle potenzialità della stampa e non riesce a frenare l’avanzata del protestantesimo. Costituisce un “indice” dei libri proibiti rispondendo con la Controriforma. In questo periodo il libro inizia a registrare anche vicende storiche. Non era più un mezzo di trasmissione e conservazione per pochi, piuttosto diventò uno strumento di opinione. La tipografia in Italia all’inizio del Cinquecento vede un organo molto importante > de propaganda fide. Il Seicento portò in Italia un periodo di decadenza economica, il resto era sostenuto dal capitalismo mercantile, alimentato dalle rotte atlantiche. Nel Seicento ad avere il monopolio erano i Paesi bassi con le case editrici di Plantin e Elzevier > esportare la cultura nelle colonie. !! bibbia poliglotta del 1568 (Anversa, edizione della Bibbia stampata in cinque lingue e quattro alfabeti diversi) CHAPBOOK E BIBLIOTHEQUE BLEUE A partire dal 1600 fino al 1800. Sono sostanzialmente piccoli libri stampati, formati da un singolo foglio ripiegato, che venivano venduti a bassissimo prezzo a tutti gli stati della popolazione. Piccoli libri illustrati per intrattenimento, potevano servire come libri di cucina, almanacchi, prontuari, fiabe, manuali di etichetta, libri religiosi etc. Nasce in Francia dai fratelli Oudot nel 1602, largamente diffusi. Le grandi fortune editoriali lasciano Venezia come grande centro editoriale, il baricentro dei commerci si sposta nell’atlantico, Paesi Bassi, poi Milano, x diversi eventi storici come l’avvento dell’impero austro ungarico. La bibliotheque bleue prende il nome dal fatto che la copertina era stampata su carta azzurra, di uso commerciale come ex da alimentari e carta di scarsa qualità. Si vendevano nelle fiere e nei mercati. Simbolo specchio di una società che stava imparando a leggere. Questa modalità di diffusione avrà fortuna nelle stazioni ferroviarie (hachette), in quanto formato tascabile aiutavano a far passare il tempo del viaggio. SETTECENTO; L’ENCICLOPEDIA Grande affare dell’Enciclopedia. Illuminismo. 1750, esce il primo prospetto dell’enciclopedia (Encyclopedie di Diderot), che è un’opera monumentale che coinvolge moltissimi autori. Descrizione dell’opera riassunta + altre caratteristiche tecniche. Viene sottolineata la statura intellettuale dei curatori. Dieci volumi in folio, proposti in sottoscrizione. Viene presentato il prospetto, descrizione opera, lunga e scientifica organizzazione e presentazione, quindi la sua ratio (tutto il conoscibile umano con la stessa dignità). Conoscenza come strumento per la crescita dell’umanità. Successo dell’enciclopedie: 17 volumi in folio, stampati su due colonne, tutti i lemmi seguono lo stesso schema (etimologia, categoria di riferimento, spiegazione in paragrafi), si aggiungono 11 volumi di tavole, illustrazioni. 1751-1765; 18mila pagine, tiratura 4m850 copie fatte con la collaborazione di 140 autori. Viene finanziata con queste sottoscrizioni. Distribuite su tutto il territorio. Vengono anche contraffatte, dal momento che non c’era ancora una legge universale sul diritto d’autore (esempio gran duca di toscana). La scomunica dell’enciclopedie e di chi la possedeva, portava al rogo dei libri. Il percorso dell’enciclopedia: inizialmente viene appoggiata ma da Roma si vede che organizzare il sapere in modo così moderno, dove è la scienza a determinare la conoscenza e non la verità ecclesiastica, porta la chiesa a reagire. Viene fatta togliere la protezione reale e viene bandita. Il fulcro dell’enciclopedia era la ragione. I curatori si divertirono a criticare la chiesa nelle voci secondarie, nel discorso preliminare e anche in una grande illustrazione che rappresentava l’albero della conoscenza con la filosofia al centro, con la religione vicino alla magia nera. I tipografi hanno protetto l’affaire dell’enciclopedia. Era remunerativo. OTTOCENTO, RIVOLUZIONI INDUSTRIALI Storia editoriale dell’oggetto libro che si lega alle innovazioni tecnologiche. Si lega all’espansione della rete ferroviaria in Europa. Si sviluppa anche in Italia (napoli portici). Mercato sempre più ampio per il trasporto. Lo sviluppo coinvolge principalmente la tipologia. Viene completata la composizione a mano (perfezionata da gutenberg) e che dura uguale a sé stessa fino alla rivoluzione industriale. Torchio a vapore inventato nel 1810 per mille copie all’ora. Rimpicciolimento dei formati, che nell’uso comune diventano i formati libro di oggi. Viene perfezionato un tipo di stampa “stereotipia”, che era stata già inventata nel 1700. Imprime i caratteri, non più inchiostrati, su una lastra inferiore che diventa una grande matrice su cui viene calato il piombo (diventa già un foglio intero pronto per la copia). Non posso correggere il refuso, ma posso abbassare le tirature. Conservo questa lastra metallica e posso utilizzarla per altre ristampe. Editoria digitale tiratura basata sulla richiesta. L’ottocento non può
pubblica una serie di libri rivolti a varie figure, sia professionali sia domestiche (giardinaggio, elettricità etc.) oppure libri di base per figure di base (ingegnere, tecnico ecc.). Alcune collane, anche oggi, non seguono necessariamente degli argomenti o un tipo di autore, ma è proprio il tipo di libro strutturale, in questo caso, che parte da un quadro generale ed esemplificativo con dei casi di studio in successione. Quando si parla di alfabetizzazione, si deve tener conto del fatto che nel 1871 gli analfabeti in Italia erano oltre il 75% percento, di cui la maggior parte donne. Nel 1901, la percentuale di analfabetismo è del 56%: cala, ma non viene azzerata perché avere confidenza con la lettura è una cosa che si fa in generazioni, è un percorso lungo. Quando si fanno gli studi sui lettori, si va a vedere spesso quali sono le origini sociali dei lettori, dei bambini e delle varie fasce di età e che tipo di biblioteca domestica hanno i lettori: si scopre che c’è un legame stretto con un ragazzo che continua a leggere sin da piccolo e la quantità di libri che leggevano i genitori. Nel momento in cui si fanno delle leggi sulla scolarizzazione, queste non possono avere effetto immediato, ma sono di lungo periodo: i ragazzi cominciano ad iscriversi e devono diventare a loro volta genitori per poter trasmettere l’importanza della lettura. Oltre a ciò, è anche una questione di comunità in cui ci si trova: se un ragazzino ha dei cugini, fratelli che hanno studiato, è più probabile che venga stigmatizzato se decide di non studiare. La legge Casati istituisce la pubblica istruzione nel regno di Sardegna ed estesa nel 1861 a tutta Italia (salvo le zone non unificate come Lazio e Lombardo-veneto): con la legge si decide di istruire un ciclo scolastico di 12 anni, l’istruzione elementare ha 4 anni (ciclo inferiore e superiore, di cui solo il primo obbligatorio). Il problema fondamentale di questa legge era che non erano previste sanzioni per chi non rispettava l’obbligo. Nel 1877 viene istituita la legge Coppino che alza a 5 anni elementari (da 12 a 13 anni) e introduce delle pene pecuniarie, quindi questo obbliga il diffondersi dell’alfabetizzazione. Il risultato è che dal 75% del 1861 si arriva al 56% del 1901. Laterza sono una famiglia meridionale che aprono una cartoleria e nel 1901 fondano una casa editrice: la svolta si ha con Giovanni, figlio di Vito che decide di intraprendere un porta a porta con i grandi intellettuali dell’epoca. A Napoli, incontra diversi docenti universitari, fra cui Benedetto Croce che, incuriosito dal ragazzo, gli dà delle indicazioni. Croce diventa colui che darà l’imprinting alla casa editrice che è in vigore ancora oggi. Non si può parlare di 1900, senza menzionare il futurismo con Marinetti che si fa editore egli stesso. Lui seguiva la sua casa editrice da mecenate e la voglia di portare il messaggio futurista, faceva sì che Marinetti facesse cose senza guardare al ritorno economico. Il futurismo si basa su una rivoluzione tipografica e il libro ordinario non ha niente a che fare col messaggio futurista. La rivoluzione futuristica vuole dare una sensazione, ma l’occhio non ha abituato a orientarsi su testi sfasati, e infatti molti dei testi diventavano delle recite nei teatri. È difficile, infatti, distinguere la parte informativa da quella di prestazione artistica del reportage. Il futurismo ha un senso artistico di grande rilevanza, ma pensare di presentarsi con un testo così fantasioso dopo anni di abitudine senza avere un medium è molto difficile. Il futurismo è forse l’unica avanguardia ad aver utilizzato il metallo con i libri bullonati. Dal punto di vista dell’editoria, la guerra è un abbattimento della produzione, che non significa però fine del lavoro. Infatti, molti editori investono nei giornali di guerra e di trincea. Una produzione editoriale sussiste comunque. Finita la guerra, arriva il fascismo e l’Italia ha strascichi terribili e molti operai guardano con ammirazione ciò che è successo in Russia nel 1917. La crescita del fascismo non è esente da opposizioni: è un fenomeno incompreso dall’opposizione parlamentare. Gli eroi della patria durante la guerra si ritrovano a non avere più un ruolo sociale e aderiscono ai fasci di combattimenti. Una dittatura deve e vuole usare l’editoria come strumento: il fascismo, quindi, si interessa di giornalismo e periodici. Col passare del tempo, il fascismo si interesserà anche all’editoria libraria, tramite diverse operazioni: sostegno alla distribuzione, organizzazione delle categorie, organizzazione di fiere nazionali. Bisognava quindi garantire agli editori che tutto possa funzionare, onde evitare che questi si tirino indietro: di fatto, molti editori aderiscono al fascismo. Quello che era l’insegnamento scolastico tramite libri viene un po’ soppressato, poiché il fascismo propone un libro unico. Lo scopo era proprio rendere il pubblico così appagato da chiudere un occhio su molte cose: dopo tanti anni di guerra e di disorientamento sociale, il fascismo si proponeva di mettere ordine. Mussolini se la vede brutta dopo il delitto Matteotti e se ne prende le responsabilità, rafforzando i fasci e dal 1925 si entra nel pieno ordinamento statale con le leggi fascistissime. Negli anni 30, scatta ovviamente anche la
censura nell’editoria libraria. Di fatto, se un libro poteva essere diffamatorio per il regime, si evitava di pubblicarlo. Nel 38 si arriva ad impedire agli editori ebrei di pubblicare. Alcuni riescono a pubblicare sotto pseudonimo come Natalia Ginzburg. Una particolarità degli anni 30 è che si traduceva tantissimo dall’estero. Le traduzioni venivano riviste e sistemate per evitare problemi interni, ma si importa comunque molta letteratura da paesi esteri per ravvivare il mercato. Mondadori è storia di un tipografo mantovano che, con la Prima guerra mondiale, si interessa alla pubblicazione di giornali e propaganda militare, mentre poi si avvicina alla narrativa per il grande pubblico. Mondadori sfrutta le possibilità che il regime offre. Luigi Lorusca ci dà una definizione di un genere letterario: nel 1929 inizia a pubblicare una serie di collane divisi per colore della copertina (gialli, verdi e forse rossi). Con questo tipo di grafica editoriale, si ha un prospetto di edizioni già pubblicate e di annunci delle altre collane. Mondadori pubblica anche Topolino e Paperino. Quando viene deciso di organizzare un libro unico per l’insegnamento, Mondadori è fra quegli editori che pubblicano il libro unico. Prima i libri per la scuola erano vari, ma se uno stato decide di affidare solo ad alcuni editori la stampa di un libro, fa fallire delle aziende. Dall’altra parte, Gobbetti è stato uno dei più importanti oppositori del fascismo e pubblica delle riviste a riguardo. Un libro importantissimo che pubblica Gobetti editore è Ossi di seppia di Montale. La fine di questo editore è di vedersi aggredito, vedere le proprie tipografie assaltate e muore poi di polmonite. Uno dei libri più interessanti che vengono pubblicati grazie a Gobetti, è Il castello di Udine di Gadda. Cesare Pavese pubblica con Solaria la raccolta Lavorare stanca. Angelo Formiggini nasce a Modena nel 1878 da una famiglia di origini ebraiche che sta a Modena da molti anni, nel 1908 Angelo decide di esordire come editore organizzando una festa fuori Modena e pubblicando due libri: uno è La secchia e la Miscellanea Tassoniana. Formiggini è un abilissimo costruttore del mito di sé stesso: racconta, in delle note editoriali, la sua attività editoriale. Lui aveva già programmato di diventare editore provando a trattare con un editore di Modena. Una delle catene più importante di cui si occupa è quella della collana dei profili, che rispondono all’esigenza di voler apprendere senza grande impegno, oltre alla collana del riso. Il problema di fare una collana editoriale, pur essendo una buona idea, è fare un progetto editoriale che riesca a continuare nel tempo. Un libraio, un giornalista o un bibliotecario non avevano un grande strumento di consultazione per essere aggiornati sulle novità, quindi dovevano andare a cogliersi le informazioni: Formiggini si propone di offrire dei dossier per affrontare questa necessità, ma non solo, anche per disquisire dei problemi dell’editoria. Formiggini, all’interno de L’Italia che scrive, racconta spesso del suo lavoro: si lamenta dei giornalisti, del costo delle spedizioni, degli studenti, esalta la Mondadori che manda un’informativa ai librai su come esporre le vetrine. Un’altra iniziativa editoriale sono le cartoline parlanti, cioè delle cartoline di attori noti all’epoca che lui utilizzava come bollettino pubblicitario, oppure le biblioteche circolanti, cioè una biblioteca che si rivolge alla classe media e secondo cui sono i libri a circolare. Questa iniziativa fallì e Formiggini si vide rifiutare diverse proposte. Lezione 5: 08/11/ Angelo Formiggini si è suicidiato nel 1938 in segno di protesta contro le leggi razziali. Molta della letteratura su di lui interpreta il suo lavoro editoriali sotto questa lente. Gli anni 30 sono importanti perché si inizia a parlare di “editore protagonista”, cioè l’editore capace di imprimere una personalizzazione a un progetto editoriale che dura tutto l’arco di vita del prodotto e sta nella scelta dei collaboratori, della diffusione dei libri, della pubblicità etc. L’editore protagonista rimane nella storia dell’editoria italiana e fra questi è doveroso menzionare Valentino Bompiani. La casa editrice pubblica, nel 1929, una collana dal titolo Letteraria che afferma il genere del romanzo, già affermato. Numerose sono le traduzioni: gli anni 30 sono un decennio di fervida traduzione, sebbene gli editori lo facessero con non poche accortezze a causa del vigente regime fascista. Un altro editore protagonista in questi anni è Rizzoli, che nasce come tipografo di modeste origini sociali che pubblica soprattutto periodici, inizialmente. L’editore Einaudi nasce nel 1933, il suo marchio proviene dalla rivista “la cultura” e che a sua volta era ripreso da un libro rinascimentale che aveva come motto “spiritus durissima coquit”. Nasce da un gruppo di intellettuali torinesi che si rifanno all’esperienza di Gobetti: fra i primi collaboratori Leone Ginzburg che viene incarcerato e ucciso, Massimo Mila. È importante tener presente che Einaudi non aveva una produzione di narrativa italiana se non a
Lezione 6: 15/11/ Oltre il 50% della produzione avviene sotto pochi marchi di grandi gruppi editoriali, ad esempio Gruppo Mondadori, Gruppo Feltrinelli, Cairo Communication, Giunti Editore. L’editore è sostanzialmente chi ci mette i soldi, chi finanzia l’impresa e rischia anche se non ha un ruolo di editore protagonista e non dà una sua impronta personale poiché è circondato da collaborati: rispecchia comunque la figura da cui dipende tutto. La direzione editoriale e le scelte non aziendali ma riguardanti i libri sono delegate al direttore editoriale che, nelle piccole case editrici, può coincidere con l’editore stesso. Molto spesso succede che, man mano che la casa editrice cresce, chi ha ideato l’attività si trova a doversi occupare più del lato gestionale che di direttore editoriale. È sorto fra l’altro un caporedattore che, insieme ai redattori, lavora alla correzione di bozze, al processo di impaginazione. Ci sarà un grafico, inoltre, che, oltre ad aver pensato a un progetto di identità visiva della figura dell’editore, lavora di volta in volta. Altri uffici sono l’ufficio del marketing e quello commerciale, che guarda alla rete di distribuzione, di promozione e di logistica. Un ufficio importante, anche se non visibile, è quello dei diritti e dei contratti, quindi che si occupa di relazioni formali e contrattuali con gli autori, degli accordi, anche senza necessariamente avere potere decisionale. L’ufficio diritti si occupa anche delle trattative per le traduzioni estere, che attraversano una fase intenzionale sulla scelta di tradurre un libro, la scelta del budget e la relazione con la casa editrice estera. L’ufficio stampa e comunicazione riguarda invece tutta la relazione fra un editore e la stampa in qualsiasi forma, quindi televisione, radio, social, festival. Un editore che abbia una sua caratteristica magari di essere progressista non pubblicherà libri reazionari. Un punto a favore per qualsiasi casa editrice è il numero di titoli che l’editore è in grado di produrre annualmente, stabilendo ovviamente un budget di costo e facendo un calcolo preliminare di almeno un paio di anni. Se x fa cento libri e ha diverse collane (narrativa, saggistica, etc.), deve decidere quanti libri queste collane dovranno avere al loro interno. All’editore si configurano tanti paletti, poiché deve non solo produrre un x numero di libri, ma anche cercare gli autori che si adattino ai generi predefiniti. Nel momento in cui un editore fa selezione editoriale, deve tenere conto della convenienza dei libri che andrà a produrre. Se una casa editrice fa cento libri l’anno, si trova nella condizione di avere più libri del necessario e doverli spalmare nel tempo, che risulta poi in una difficoltà ad accettare le proposte successive. Quando un autore emergente propone un libro a una casa editrice, viene indicato che non si ricevono nuove proposte o solo si ricevono in un determinato periodo o che, se non si considera risposta entro x mesi, la bozza è da considerare rifiutata. Si progetta la pubblicazione sulla base dei temi di moda (soprattutto in vigore nei paesi delle lingue “forti”), degli anniversari (es. 700 anni de La divina commedia) per cui è importante essere fra i primi o quantomeno essere “in tempo”, dei vuoti (argomenti ancora non trattati, tipi di editoria, tipi di ricerca linguistica), dei cataloghi esteri (si vede molto ciò che è in voga all’estero poiché l’italiano è una lingua minore). Una volta individuato il tema su cui si vuole indagare, si deve andare alla ricerca sul profilo del migliore autore, quindi un autore affidabile che sia in grado di potersi prendere un certo tipo di incarico, cercando di non bruciare il progetto e valutando la fattibilità del progetto. L’altra fonte di approvvigionamento di libri è la selezione delle proposte spontanee. Si fa una prima scrematura a cui segue la valutazione del proponente e poi l’affido a consulenti e lettori che valuteranno il libro pensando al bene della casa editrice in base al genere e all’argomento. Se si lavora come editor esterni, si deve fare uno studio sui cataloghi di certi editori. La redazione, durante la valutazione di un libro, ha bisogno di sapere diverse cose (autore, titolo, collana, data di uscita, novità, traduzione, formato volume, battute, pagine, ebook, traduttore, revisore, copertina, lingua, indice, note, bibliografia, formule, tabelle, tiratura da contratto). Lezione 7: 22/11/ La grafica editoriale non si risolve solo sulle copertine, ma riguarda tutta la sua presentazione pubblica. Il reparto grafico è quello che detiene il controllo e le proposte sul lavoro in merito alla presentazione visiva. Nel mondo contemporaneo, sappiamo essere un mondo invaso dalle immagini che usiamo, vediamo, creiamo. Quando guardiamo un’immagine da uno schermo, già la forma ci dice delle cose (rettangolo
verticale = libro, finestra, ritratto etc. oppure rettangolo orizzontale = paesaggi, monitor, tv). Ci approcciamo alle immagini già dalla loro forma. Noi guardiamo uno schermo con immagini dematerializzate, eppure riconosciamo ciò di cui si tratta anche se non vi sono informazioni specifiche a riguardo. L'immagine rappresenta una mimesi, che quindi riprende un oggetto e un’assenza, cioè una rappresentazione di ciò che non c’è fisicamente. Di fronte a un’immagine digitale e rettangolare, siamo sempre convinti di poter riconoscere ciò che stiamo guardando. Basta un’immagine a dirci se si tratta di una copertina? In realtà è il rapporto fra immagini e parole che ci fa capire di cosa si tratta. Un esperimento negli anni 80 ha rilevato che un libro senza nome dell’autore e titolo non vendeva. D’altro canto, i libri “coperti” solo da una breve descrizione vendono di più, quindi una copertina ha bisogno di parole per far risultare l’immagine efficace. Spesso, la stessa immagine viene utilizzata per più scopi (copertina, quadro, merch), pertanto bisogna avere un quadro generale di ciò che abbiamo intorno. Si possono fare diversi errori attorno alla scelta della copertina, come inserire un soggetto che non ha a che fare col libro oppure utilizzare due immagini più o meno simili per libri diversi. L’ottocento inglese è il momento in cui si configura la producibilità industriale delle famose stampe di Morris utilizzate per le copertine: ciononostante, le copertine hanno sempre avuto una funzione sin dalle origini del libro, sebbene fossero diverse, cioè erano spesso in avorio e perlopiù rigide e avevano lo scopo di illustrare il libro. Il costo dei libri era molto più elevato a causa dei materiali utilizzati per le copertine oppure per le opere d’arte firmate che includevano. Gregorio Magno ha redatto un’enciclica (ipsa pictura quasi scriptura) in cui spingeva all’uso delle immagini (molto spesso con pittura) a scopo comprensivo e informativo. La Bibla pauperum è un’espressione che si utilizza per descrivere l’apparato iconografico di una chiesa (affreschi, tele) ed è una raccolta di immagini che rappresentano scene della vita di Gesù. Le sinsemie rappresentano quell’approccio visivo non fatto solo di lettere, parole e numeri, ma anche da elementi come il colore, il peso dei caratteri, lo spazio: degli esempi possono essere il tabellone dei treni, un cartello stradale, un fumetto, che hanno una propria gerarchia di caratteri. A un certo punto, i libri cominciano ad arrivare a tutti, fino alla fine dell’800 entrare in una libreria era un po’ come entrare in una farmacia. Fino a un certo punto, l’approccio visivo del libro era molto limitato. Alcuni esempi di libro futurista, quindi del libro visto anche come oggetto, c’è Anguria lirica, illustrato da Munari, che giocava molto con gli oggetti e la sua idea di base era di scoprire le altre possibilità sensoriali di un oggetto. Il kindle stesso può essere considerato come la mimesi di un libro. Noi approcciamo alle immagini, più che alle copertine. L’art director, in editoria, si occupa di organizzare il team ad agire verso un progetto editoriale che sia coordinato e coerente. La composizione è il lato più importante di una copertina e bisogna studiare la composizione dello spazio affinché sia giustamente equilibrata fra testo e immagine. La ricerca iconografica riguarda font e soluzioni grafiche. La fotografia e l’illustrazione compongono le copertine e hanno due vie professionali differenti. Il type design è la scelta del font. L’allestimento si riferisce alla misura in cui il grafico può lavorare sulla copertina, che sia fisica o digitale. La copertina, infine, dipende anche da quanto un grafico conosce il libro e quali sono le principali mode editoriali. L’approccio visivo prevede delle regole di progettazione matematiche o architettoniche che consentono di spiegare, ad esempio, le illusioni ottiche o il posizionamento delle immagini negli spazi. La copertina dovrebbe suggerire il contenuto del libro, non raccontarlo. Kafka aveva di fatto il timore che qualche illustratore potesse disegnare l’insetto in copertina, quindi alla sua epoca gli editori hanno rispettato la sua volontà, ma ad oggi vi sono molte edizioni con l’insetto. Il modo di percepire le immagini è cambiato anche a causa del fatto che visualizziamo le immagini su altri supporti come i social media. Lezione 8: 29/11/ Il prezzo di copertina è determinato innanzitutto dal libro di pagine, fermo restando che alcuni progetti editoriali hanno dei prezzi prestabiliti a prescindere dalle pagine. Una collana economica è pensata in maniera che, su 100/120 pagine, si fissi un prezzo di 10-12 euro. Le collane che invece hanno prezzi di copertina vari si basano molto sul numero delle pagine. Per determinare il prezzo, bisogna agire in fase preliminare, quindi prima di editare il libro, poiché la lunghezza del libro è molto determinante. Se noi
non venga fuori un altro eventuale editore precedente. Il copyright, invece, è stato pensato per proteggere la circolazione illecita di quell’opera. Nel momento in cui scrivo un racconto, sono l’autore di quell’opera e il diritto improvvisamente esiste. Il diritto di autore dura per tutta la vita e 70 anni dopo la morte, dopo di ciò diventa di pubblico dominio a meno che non ci siano eredi. Il diritto economico dura quindi 70 anni, mentre il diritto morale non muore mai. Il diritto d’autore tutela anche le opere derivate: se io faccio un film tratto da un libro, il titolare dei diritti del libro deve concedermi la possibilità di farne un film, che poi comunque diventerà un’opera a sé stante. Frequentissimo in editoria è il nome di opere create e pubblicate sotto il nome e a conto e spese di specifici enti, tipo amministrazioni dello Stato, Regioni, Provincie e Comuni, enti senza scopo di lucro, enti pubblici culturali. I diritti morali (di integrità e di paternità) non possono essere toccati, mentre i diritti patrimoniali di utilizzazione economica sì, e si riferiscono ai diritti di pubblicazione, riproduzione, trascrizione, esecuzione, noleggio, traduzione, distribuzione, comunicazione al pubblico etc. In Italia, il contratto editoriale ha una massima durata di vent’anni, mentre in altri Paesi può essere indeterminato. L’editore e l’autore, per stipulare un contratto e un progetto, chiariscono i termini di ordine editoriale per la stesura del volume dal titolo provvisorio (è provvisorio poiché deve essere sempre aperta la possibilità di cambiarlo per un ragionevole motivo), risultato dell’attività creativa originale dell’autore e che ha i requisiti per essere pubblicabile. Inoltre, editore e autore devono definire i termini contrattuali per la stesura del volume in oggetto e quindi della sua pubblicazione. Art. 1 L’autore cede all’editore il diritto esclusivo di pubblicare e di mettere in vendita il volume in oggetto, e prima della stesura del volume l’autore ha un sommario dell’opera che diviene definitivo per la compilazione del volume (battute, pagine, grafici e tabelle, illustrazioni, collane). Deve, per legge, essere fissata la data in cui l’opera sarà consegnata (priva di errori, corredata di tutti gli elementi accessori come bibliografia, illustrazioni, didascalie etc.) dall’autore all’editore che, entro 18 mesi, deve pubblicarlo. Se la consegna non ha luogo, l’editore non ha l’obbligo di rispettare la data di pubblicazione prevista e se dopo due mesi dal sollecito non si riceve la consegna dell’opera, l’editore ha la facoltà di sciogliere il contratto. In caso di perdita della copia consegnata, l’editore è tenuto a rimborsare all’autore il costo di una nuova copia dattiloscritta. Art. 2 L’editore resta unico arbitro della valutazione dell’idoneità dell’opera e si riserva la facoltà di accettare l’opera dopo aver preso visione del dattiloscritto completo e definitivo. L’autore riconosce all’editore il diritto di chiedere modifiche, correzioni e interventi necessari e l’editore potrà sottoporre all’autore le proposte di intervento sul testo che ritiene necessari, che l’autore può comunque rifiutare e non autorizzare. Art. 3 L’editore deve fornire gratuitamente all’autore un numero di copie della prima edizione e un numero di copie della ristampa. Art. 4 L’autore cede all’editore tutti i diritti di traduzione e gli altri diritti di utilizzazione economica (adattare il libro a fumetto, film, podcast, cartone, programma televisivo, spettacolo teatrale, traduzione in audiolibro, diritti di merchandising). Art. 5 l’Editore ha la facoltà di trasferire ad altri i diritti acquistati col presente contratto. Art. 6 L’autore garantisce l’assoluta originalità dell’opera, la disponibilità di essa e il godimento per tutta la durata del contratto dei diritti ceduti, compreso quello relativo al titolo ed assicura che la sua pubblicazione non violerà i diritti di terzi, assumendo la responsabilità personale e patrimoniale, l’autore quindi dichiara che nel compimento dell’opera egli non attingerà ad altra sua opera pubblicata preso altri editori salvo che a ciò non sia stata data autorizzazione e si impegna a non pubblicare altra opera che per la sua natura o per il suo contenuto possa fare diretta concorrenza a quella oggetto del contratto. Art. 7 Le caratteristiche tecniche e l’aspetto grafico restano di esclusiva pertinenza dell’Editore. Art. 8 L’autore ha diritto, su richiesta, ad una seconda revisione delle bozze. Se l’autore omette di restituire le prime e le seconde bozze entro x giorni, l’editore ha il diritto di pubblicare l’opera nella condizione in cui essa è stata presentata dall’autore. Art. 9 L’editore si impegna a pubblicare l’opera entro 18 mesi dalla data di ricevimento della copia ultimata e approvata. Art. 10 l’editore corrisponderà all’autore la seguente misura percentuale sul prezzo di copertina (X% fino a n. copie, Y% oltre le n. copie). A titolo di anticipo, l’autore riceverà la somma di euro n. netti/lordi alla pubblicazione del volume. Art. 11 I rendiconto delle vendite saranno presentato all’autore entro il x. di ogni anno, chiusi al 31 dicembre precedente, e saranno saldati previa approvazione dell’autore. Resteranno a carico dell’autore tutte le tasse e tutti i tributi relativi alle sue spettanze. Sell-in: aver venduto delle copie a
delle librerie, suscettibile ancora di modifica. Sell-out: copie che dalle librerie sono andate a casa delle persone. Art. 12 Nulla è dovuto all’autore per le copie distribuite come saggio, servizi stampa o omaggiate, di scarto, difettose e invendibili. L’editore, per promuovere la distribuzione e la commercializzazione del libro, ha la facoltà di escludere dal computo del compenso percentuale la 13^ copia (se mi ordini 12 copie, ti regalo la 13). Art. 13 Saranno divisi nella misura rispettivamente del n.% all’autore e del n.% all’editore i proventi derivanti da premi, da cessioni dei diritti di traduzione. Art. 14 L’autore si impegna, ad apportare all’opera, gli aggiornamenti e le modifiche che siano utili ai fini di una maggiore diffusione dell’opera stessa. Art. 15 In caso di pubblicazione in versione ebook, l’autore cede in via esclusiva all’editore i diritti di sfruttamento in ambito digitale. Art. 16 Per quanto altro non è qui contemplato valgono le vigenti disposizioni di legge. Lezione 10: 13/12/ Il redattore di una casa editrice che si occupa di manuali di studio e di saggistica è diverso da chi si occupa di narrativa, anche se le competenze di base sono le stesse, fra cui grande attenzione al dettaglio e attenzione a non sottovalutare nessuno dei piani. Un redattore che si occupa di manuali di studio deve avere una prospettiva e un approccio differente dallo studente e deve quindi scavare a fondo nel testo per accertarsi che tutto ciò che è contenuto del testo corrisponda al vero, sia dal piano contenutistico che linguistico. Questo non vuol dire che l’autore non sia esperto della disciplina, infatti molti sono appunto professori universitari. L’autore rimane il detentore del contenuto, è lui il padre del testo, ma è compito del redattore individuare dei possibili errori materiali. Il testo arriva in casa editrice dopo l’accordo fra autore ed editore e la prima cosa da fare è editarlo: il redattore lo prende in carico e inizia a leggerlo in maniera del tutto integrale ed è il momento in cui si scava nel testo. L’editing di solito di svolge a schermo e si suggeriscono proposte all’autore che viene fatto partecipe di tutte le scelte sul testo. Terminato l’editing, si passa all’impaginazione del testo, includendo anche i materiali di corredo (immagini, tabelle etc). Poi si bassa alla prima bozza, che viene letta sia dall’autore e sia dal correttore di bozze e si devono individuare i refusi e gli errori. L’autore dovrà farsi anch’egli carico di una lettura secondo gli input forniti dall’editore. Dopodiché, arrivano in casa editrice due copie: una dell’autore e una dell’editore che vengono messe insieme. Si procede finché il testo non viene definito abbastanza pulito e si preparano tutti gli apparati che vanno a completare il volume (indice, glossario etc.). Poi ci si appresta alla verifica della ciano (controlli su un pdf di stampa che indicano dove sarà fatto il taglio del foglio tipografico) e infine si procede alla stampa. L’editing interviene su diversi aspetti del testo, fra cui 1. logico-contenutistico (lapsus, dimenticanze): bisogna valutare l’architettura generale del volume e vedere se i contenuti sono ben ripartiti nel complesso del volume e se l’indice del volume appaia sbilanciato, bisogna inoltre valutare la necessità di materiali di corredo, come repertori, cartine, bisogna progettare eventuali testi di servizio, come abbreviazioni, citazioni tradotte, individuare eventuali lacune o aggiornamenti da inserire, evidenziare contraddizioni e informazioni discordanti 2. sintattico-grammaticale, il testo deve essere ben fruibile, si puliscono i doppi spazi, si aggiunge la punteggiatura mancante, si puliscono le grafie erronee (pò, perchè, nè), si correggono eventuali errori ortografici e sintattici, ci si concentra sull’aspetto stilistico e si suggeriscono all’autore riscritture di frasi poco chiare 3. adeguamento al normario e alle convenzioni editoriali (insieme di norme proprie della casa editrice: fonti, maiuscole, bibliografie, corpo per i titoli, paragrafi, sottoparagrafi): si adegua il testo alle norme redazionali della casa editrice, si attribuiscono gli stili tipografici previsti (corsivo per i titoli, maiuscoletti, numeri romani, corsivo), si uniformano diverse grafie e si presta attenzione alla coerenza del testo, si controlla che siano presenti tutte le fonti delle citazioni, si adegua la bibliografia alle norme 4. controllo di immagini e tabelle che deve andare di pari passo con il controllo del testo, quindi bisogna fare attenzione che coincidano: si verifica che le immagini abbiano i requisiti tecnici necessari, si dà indicazione all’impaginatore sulla collocazione e le caratteristiche delle immagini, si verifica la leggibilità della scala dei grigi nel caso di complessi grafici bianco e nero, si controllano i titoli e le didascalie, si verifica la presenza di liberatorie e autorizzazioni alla riproduzione. Subito dopo l’editing, il testo abbandona il formato word o analogo e si passa all’impaginazione. Il testo editato viene impaginato secondo i requisiti
tutti gli altri modelli. La libreria è sopravvissuta perché è l’unico luogo in cui si può soddisfare il desiderio di possedere un’idea (chi compra un libro, molto spesso vuole possedere quel pensiero dietro a una corrente o un argomento); per le corrispondenze e le analogie che vengono create fra ciò che c’è al loro interno, potenziando l’idea che si aveva tramite il rimbalzo e il collegamento con altri autori e altri generi che rendono il settore più interessante al lettore; il bagaglio umano e culturale del librario che riesce ad imprimere una connotazione molto più personale al negozio e all’offerta e il suo negozio offrirà un’altra prospettiva rispetto ad un’altra libreria; imprevedibilità del mercato. La libreria è anche un luogo che ha una struttura rigida come gli altri negozi, ha un direttore, una squadra con diverse mansioni con diversi gradi di responsabilità, uscite ed entrate economiche e spese vive. È un luogo, allo stesso tempo, diverso dagli altri luoghi, che permette di rivendere delle idee, si eleva a presidio culturale e farmacia di pensiero. In Italia ci sono circa 3.700 librerie e impiegano 11.000 addetti. In alcune regioni ci sono molti più lettori in relazione alle librerie, che ha a che fare molto con il livello di istruzione. Il lettore tipo italiano ha mediamente 11-24 ed è donna, ed è il motivo per cui molte proposte editoriali vengono disposte in una certa maniera: molto spesso si cavalca questo elemento anziché allargarlo. Il lettore forte (12 libri l’anno) rappresenta solo il 15.4% della totalità. Nella struttura personale della libreria, riconosciamo il direttore, il buyer, il responsabile del settore, il responsabile degli eventi e della comunicazione, il magazziniere. La struttura locale del libro, invece, contiene i settori, la cassa, il gestionale, le vetrine, la sala eventi, il magazzino-spunta. I libri possono comprarsi presso l’editore, presso il distributore, in promozione editoriale oppure presso un grossista. I principali distributori italiani sono: Emme-effe libri, nasce nel 2015 dalla fusione fra Messaggerie e Feltrinelli, principale distributore italiano e distribuisce Feltrinelli, Sellerio, Carocci, Garzanti, Adelphi, Nave di Teseo, Laterza; Mondadori che possiede il 100% di A.L.I. e distribuisce Mondadori, Einaudi, Pickwick, Sperling; A.L.I. che raccoglie oltre 80 editrici; Giunti-Bompiani, terzo gruppo editoriale; C.D.A., consorzio che racchiude 11 distributori regionali. I libri si pagano con due metodologie: il conto assoluto e il conto deposito. Sconto al librario 30%-40%, sconto al pubblico 5% o max 20%.