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Documento che riassume le lezioni tenute il 29 e 30 settembre 2020 sulla Linguistica Generale. Esplora la natura e la funzione della lingua e del linguaggio, le differenze tra lingua e dialetto, i tipi di segni linguistici e la loro arbitrarietà, la doppia articolazione e la linearità dei segni. Introduce concetti come biplanarità, economia del sistema linguistico, combinatorietà, contesto e non referente, produttività, ricorsività, distanziamento, complessità, equivocità e ambiguitas, sincronia e diacronia, lingua e parole, asse sintagmatico e paradigmatico.
Tipologia: Appunti
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Lezione del 29/09/
-Di cosa si occupa la LINGUISTICA? La linguistica studia la lingua e il linguaggio, si divide in linguistica GENERALE e STORICA. Generale : si occupa del modo in cui la lingua e il linguaggio funzionano. Storica : si occupa del modo in cui si è evoluta la lingua nel tempo e i rapporti fra lingue e culture.
-La linguistica si occupa spesso di LINGUE NATURALI, ovvero delle lingue nate naturalmente e spontaneamente nel corso dello sviluppo della civiltà umana. Una lingua naturale è ciascuno dei sistemi simbolici propri della specie umana, ma che cambiano da
comunità a comunità, trasmessi attraverso la cultura, e non ereditati biologicamente, attraverso cui gli individui possono conoscere la realtà e categorizzarla, producendo anche pensieri e comunicando le proprie conoscenze. Teoricamente, quindi, non c’è differenza fra lingua e dialetto; semplicemente la distinzione è basata su radici politiche e socio-culturali. Non esiste una lingua unica per tutti gli umani perché i segni linguistici hanno un carattere arbitrario e inoltre ogni lingua viene usata, modificata e sviluppata in particolari comunità di persone con esigenze, posizione geografica e vicende storiche diverse. Le lingue sono proprie della specie umana, però la capacità comunicativa è comune a tutto il mondo animale anche se nessun linguaggio animale è complesso come quello umano.
-Le lingue sono espressioni di ciò che viene definito LINGUAGGIO VERBALE UMANO. Si distinguono quindi il linguaggio verbale e non verbale, e il linguaggio umano e non umano. Esempi di linguaggio non verbale: Emoji, simboli, gesti, metafore visive. Esempi di linguaggio non umano: script e stringhe di codici, versi di animali.
-La linguistica ha una funzione DESCRITTIVA ed ESPLICATIVA. Descrittiva perché spiega come funziona ed è strutturata la lingua. Esplicativa perché spiega il perché funziona ed è strutturata così.
-La singola unità della comunicazione è il SEGNO Il segno è una cosa che sta per qualcos’altro, che viene usato per comunicare questo “qualcos’altro”. Quindi comunicare significa scambiarsi informazioni, idee, pensieri. Ci sono quattro tipi di segni: 1-INDICI: l’espressione e il contenuto sono legati da un rapporto naturale e causale, non intenzionale. es. impronte--->passaggio/ cielo grigio--->temporale/ starnuto--->raffreddore/ fumo--->fuoco 2-SEGNALI: l’espressione e il contenuto sono legati da un rapporto naturale e causale, intenzionale. es. sbadiglio volontario--->noia/ lucina accesa in montagna--->segnalo dove sono 3-ICONE: sono basati sulla similarità tra forma e struttura, intenzionali. es. segnali stradali, segni toilette 4-SIMBOLI: il simbolo e il significato sono legati da un rapporto che non possiede motivazione di tipo naturale o analogico, ma da un rapporto convenzionale , c’è quindi intenzionalità. es. semaforo rosso--->fermarsi/ vestito nero--->lutto
(I simboli caratterizzano tipicamente il linguaggio umano)
-Il rapporto tra l’espressione e il contenuto è ARBITRARIO , quindi è basato sulle convenzioni e non è determinato da fattori naturali. Le lingue naturali quindi sono caratterizzate dall arbitrarietà dei segni che ne fanno parte.
-Proprietà della lingua: BIPLANARITÀ e ARBITRARIETÀ. Biplanarità: la presenza di due dimensioni del segno: il significante (la forma e l’espressione del segno) e il significato (contenuto del segno) Arbitrarietà: è la convenzionalità del segno, quindi del rapporto che c’è fra significante e significato
-I quattro tipi di arbitrarietà: 1- Il rapporto tra segno (significante+significato) e referente è arbitrario. 2- Il rapporto tra significante e significato è arbitrario, quindi all’interno del segno stesso. 3- Il rapporto tra forma e sostanza del significato è arbitrario. es. lingue diverse che dicono cose equivalenti in modo diverso. 4- Il rapporto tra forma e sostanza del significante è arbitrario. es. lingue diverse in cui la lunghezza e l’apertura delle vocali è distintiva oppure non distintiva
-ECCEZIONI di arbitrarietà: Onomatopee e Ideofoni (trascrizioni verbali di suoni)
A seconda dell’attenzione che viene posta a ciascuno di questi sei elementi corrisponderà una funzione comunicativa diversa:
_attenzione! Nel quadrante azzurro chiaro l’elemento della comunicazione dominante è il CONTESTO, NON REFERENTE (Errore della prof nel fare la slide)_**
-Ricorsività della lingua: Le lingue permettono di creare catene di morfemi/parole attraverso un processo ricorsivo.
-Il distanziamento: Le lingue ci permettono di parlare di eventi e cose lontane nello spazio e nel tempo, quindi ci permette di astrarre dal momento esatto in cui si è (la lingua in questo senso è indipendente dall’esperienza).
-Due assi di analisi: SINCRONIA e DIACRONIA Sincronica: Analisi linguistica in uno stesso tempo (tempo “statico”). Diacronica: Analisi linguistica che si attua nel tempo (“tempo dinamico”).
-Differenza fra LANGUE e PAROLE (introdotta da Ferdinand de Saussure): Langue: lingua intesa come una struttura linguistica generale, in senso astratto, come sistema composto di una grammatica (regole) e di un lessico (componenti). Quindi è’ la struttura linguistica collettiva di una comunità. Parole: La lingua com’è effettivamente parlata, come l’insieme degli enunciati prodotti da chi parla. Quindi è la realizzazione individuale, l’applicazione e l’uso della langue.
-Asse SINTAGMATICO e asse PARADIGMATICO Sintagmatico: direzione logica/temporale Paradigmatico : ciò che potrebbe esserci al posto di ogni parola
1- Fonetica e fonologia
2- Morfologia
3- Sintassi
4- Semantica
5- Pragmatica e testualità