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APPUNTI MALTE E APERTURE, Sbobinature di Tecnologia Dei Materiali

MALTE E APERTURE INTEGRATI CON SLIDE

Tipologia: Sbobinature

2021/2022

Caricato il 27/10/2023

ilenia-consiglio
ilenia-consiglio 🇮🇹

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CULTURA E FONDAMENTI DI TECNOLOGIA DELL’ARCHITETTURA, LEZIONE 6 25 MARZO 2022
GIUNTI DI MALTA
I giunti di malta e la sequenza costruttiva nella realizzazione di una muratura sono importanti per
collegare fra di loro gli elementi della muratura, ripartendo i carichi da corso filare al corso
sottostante. I giunti si valutano di spessore 1mm.
Per realizzare la muratura, i mattoni devono essere immersi in un recipiente di acqua pulita per
assorbire l’acqua della malta, utile per la presa.
Nella realizzazione della muratura, è importante, soprattutto per le murature di chiusura, garantire
la buona tenuta all’acqua Þ bisogna eseguire con precisione i giunti di malta realizzati con malta
cementizia, che tende a ritirarsi Þ giunti come punto in cui l’acqua può essere riportata dall’esterno
all’interno. Ciò è importante anche nel caso delle murature faccia a vista:
Si utilizzano dei mattoni paramano (pieni, semipieni);
Tecniche di stilatura dei giunti: costipazione (ferro particolare che agisce sulla malta fresca)
e ringiuntaggio (asportazione della malta con ferro a unghia e stuccatura con malta di
stuccatura che può essere colorata).
SOLUZIONI D’ANGOLO (angoli ottusi e acuti)
Non sempre gli edifici hanno muri ortogonali Þ si utilizzano mattoni normali con rientranze o
sporgenze oppure sull’angolo possono essere utilizzati dei mattoni sagomati appositamente.
MODALITA’ DI CONCATENAMENTO NELLE MURATURE DI BLOCCHI
I blocchi realizzeranno l’intero spessore della muratura Þ blocchi con foratura parallela al senso di
giacitura si utilizzano dei controblocchi per gli angoli per evitare i fori in vista.
TIPOLOGIE DI MURATURE CLASSIFICAZIONI Þ in relazione della morfologia e in relazione
al ruolo funzionale svolto
IN RELAZIONE ALLA MORFOLOGIA
Murature monolitiche, quando sono formate da una sezione piena continua di muratura
(semplici, miste) Þ muro monolitico semplice (monostrato, blocchi che consentono di
realizzare determinati spessori), muro monolitico misto (collegamento garantito ogni tot
filari).
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CULTURA E FONDAMENTI DI TECNOLOGIA DELL’ARCHITETTURA, LEZIONE 6 – 25 MARZO 2022

GIUNTI DI MALTA

I giunti di malta e la sequenza costruttiva nella realizzazione di una muratura sono importanti per collegare fra di loro gli elementi della muratura, ripartendo i carichi da corso filare al corso sottostante. I giunti si valutano di spessore 1mm. Per realizzare la muratura, i mattoni devono essere immersi in un recipiente di acqua pulita per assorbire l’acqua della malta, utile per la presa. Nella realizzazione della muratura, è importante, soprattutto per le murature di chiusura, garantire la buona tenuta all’acqua Þ bisogna eseguire con precisione i giunti di malta realizzati con malta cementizia, che tende a ritirarsi Þ giunti come punto in cui l’acqua può essere riportata dall’esterno all’interno. Ciò è importante anche nel caso delle murature faccia a vista:

  • Si utilizzano dei mattoni paramano (pieni, semipieni);
  • Tecniche di stilatura dei giunti : costipazione (ferro particolare che agisce sulla malta fresca) e ringiuntaggio (asportazione della malta con ferro a unghia e stuccatura con malta di stuccatura che può essere colorata). SOLUZIONI D’ANGOLO (angoli ottusi e acuti) Non sempre gli edifici hanno muri ortogonali Þ si utilizzano mattoni normali con rientranze o sporgenze oppure sull’angolo possono essere utilizzati dei mattoni sagomati appositamente. MODALITA’ DI CONCATENAMENTO NELLE MURATURE DI BLOCCHI I blocchi realizzeranno l’intero spessore della muratura Þ blocchi con foratura parallela al senso di giacitura si utilizzano dei controblocchi per gli angoli per evitare i fori in vista.

TIPOLOGIE DI MURATURE – CLASSIFICAZIONI Þ in relazione della morfologia e in relazione

al ruolo funzionale svolto IN RELAZIONE ALLA MORFOLOGIA

  • Murature monolitiche , quando sono formate da una sezione piena continua di muratura (semplici, miste) Þ muro monolitico semplice (monostrato, blocchi che consentono di realizzare determinati spessori), muro monolitico misto (collegamento garantito ogni tot filari).
  • Murature doppio strato o pluristrato : utilizzati per i tamponamenti degli edifici Þ murature di chiusura Þ due strati e intercapedine interna lasciata vuota o riempita in parte/del tutto con materiali isolanti. IN RELAZIONE AL RUOLO FUNZIONALE SVOLTO
  • Murature portanti : attraverso le fondazioni, i carichi vengono riportate sino al terreno;
  • Murature di tamponamento : requisiti di isolamento termico, acustico, isolamento all’acqua;
  • Murature di partizione interna : muri di separazioni tra diversi ambienti (isolamento acustico, attrezzabilità, resistenza al fuoco, resistenza agli urti) Þ non collegate alle murature di fondazione per cui possono essere rimosse senza alcun pregiudizio per l’integrità dell’edificio (non sempre vero). COSTRUIRE IN MURATURA PORTANTE Þ realizzare la struttura dell’edificio La muratura possiede delle caratteristiche:
  • Resistenza a compressione buona ;
  • Resistenza a trazione scarsa (quasi nulla). Occorre evitare l’insorgere di sollecitazioni di flessione, intervenendo:
  1. Sui singoli elementi murari (materiali, apparecchiatura, spessore, forma) Þ progettazione adeguata;
  2. Sulla configurazione d’insieme dell’organismo strutturale , che va concepito come un organismo scatolare. 1. SINGOLI ELEMENTI MURARI Quali cause possono determinare l’inflessione e quindi l’instabilità di un muro? Þ condizione di instabilità di una muratura: o Carico orizzontale Þ azioni orizzontali determinate dai terremoti; o Carico eccentrico rispetto al piano baricentrico della muratura Þ la muratura tende ad inflettersi; o Carico di punta in una muratura snella Þ spessore esiguo rispetto alla sua altezza Þ entrare in carico di punta e inflettersi Þ instabilità. Per contrastare l’inflessione possiamo intervenire con il peso ma anche con la forma dell’elemento murario. Quando la muratura può andare incontro a rilevanti sollecitazioni di flessione per carichi orizzontali fuori dal suo piano, si può intervenire con il peso e la forma per sbilanciare il carico spingente o aumentare la rigidità a flessione della parete. 2. CONFIGURAZIONE D’INSIEME DELL’ORGANISMO STRUTTURALE MURARIO I muri portanti vanno correttamente dimensionati in relazione ai carichi agenti, ma per opporsi alle azioni orizzontali che tendono ad infletterli è necessario attivare una collaborazione fra tutti gli elementi del sistema Þ i muri che concorrono negli angoli e orizzontamenti. o Muri che concorrono negli angoli Þ Rondelet Þ sperimentazioni confrontando casi differenti: il comportamento delle azioni orizzontali di un muro isolato rispetto a uno ammorsato a una estremità. Il fatto che due muri siano collegati tra loro va a vantaggio della stabilità della struttura e del sistema. Il muro posto dietro viene chiamato muro di controvento, in grado di opporsi alle azioni del vento, fornendo un ruolo rilevante nei confronti di questa azione orizzontale. o Muri che concorrono negli angoli e solai : § Le murature perimetrali di un edificio e il solaio collaborano nella resistenza delle azioni orizzontali impedendo meccanismi di ribaltamento e di collasso. § Nelle torri, in assenza del contributo del solaio, la rigidità è ottenuta grazie all’elevato spessore delle murature perimetrali.

APERTURE NELLE MURATURE

Le spalle o stipiti delle aperture possono essere realizzate a squadro o con degli stipiti che prevedono una parte sporgente ( mazzetta ) pari allo spessore di una testa Þ elemento su cui va fissato il serramento (telaio mobile, telaio fisso, controtelaio per fissare questi elementi alla muratura). La mazzetta fa si che gli scuotimenti vengono ripartiti in tutta la struttura; ripara anche dalle azioni meteorologiche. Lo sguincio è una superfice si apre obliquamente alla muratura Þ migliorare l’illuminazione diurna degli ambienti e consente l’apertura dei serramenti. In basso abbiamo il davanzale : § Se l’apertura si apre in tutta altezza, la parte sottostante si chiama soglia.

ARCHI IN OPERA MURARIA

L’arco è un elemento strutturale curvilineo, formato da un insieme di elementi, i conci, sorretti per mutuo contrasto, andando a scaricare sui piedritti una forza con una retta d’azione inclinata, scomposta in due componenti, una verticale e una orizzontale (spinta Þ controbilanciata Þ ribaltamento delle spalle). La spinta, se non adeguatamente contrastata, tende a ribaltare i piedritti verso l’esterno. I conci , di cui il concio di chiave (sommità), sotto l’azione dei carichi, tendono ad abbassarsi Þ i conci si comprimono l’un l’altro Þ tutti i conci si sorreggono per mutuo contrasto Þ forze di compressione Þ l’arco è una figura destinata ad impegnare gli elementi che la compongono con struttura intelligente. I carichi si distribuiscono secondo la curva delle pressioni Þ per non verificarsi delle sollecitazioni di trazione, è importante che la curva delle pressioni sia contenuta in una parte centrale. NOMENCLATURA DEGLI ELEMENTI DELL’ARCO Il primo concio dell’arco è il concio d’imposta, che viene appoggiato sul piano d’imposta, sotto cui sono posti i piedritti. Negli archi, la freccia o monta è la misura che definisce l’altezza, ossia la distanza in verticale tra la retta d’imposta e l’intradosso della chiave. La luce o corda è la distanza tra i due piedritti. La freccia di una corda è la massima distanza misurata in verticale tra la retta che unisce gli appoggi e la corda.

IMPOSTA DELL’ARCO

Costituisce il primo giunto dell’arco e deve risultare perpendicolare alla tangente in quel punto alla superfice di intradosso (orizzontale per gli archi a tutto sesto, inclinato per archi a sesto ribassato). Quando i due archi si impostano sullo stesso piedritto si preferisce adottare per la loro imposta una sporgenza del piedritto, formando un peduccio dell’arco. N.B. Lo stesso ragionamento vale per le volte. N.B. Più l’arco è ribassato, più la spinta orizzontale aumenta. LA SPINTA ORIZZONTALE L’entità della spinta orizzontale varia al variare della geometria dell’arco: cresce a diminuire della monta. COME SI PUO’ ASSORBIRE L’AZIONE ORIZZONTALE?

  1. Murature o piedritti sufficientemente massicci e pesanti;
  2. Controstipite (sollecitate da strutture arcuate o voltate o affiancate);
  3. Tiranti (catene), elementi che collegano le estremità dell’arco e che eliminano la spinta grazie alla resistenza a trazione. I materiali che consentono ciò sono l’acciaio (materiale equi- resistente Þ capacità di resistenza meccanica a trazione e a compressione) e il legno (che resiste bene a trazione). I conci possono avere forma a cuneo o con una forma di un parallelepipedo Þ realizzati a secco se c’è precisione nel tagliare i conci (puntando sull’attrito). Se realizzati con malta, i conci devono assorbire le loro differenze. Quando al crescere della luce deve crescere l’altezza dell’arco, lo spessore di giunti di malta può diventare eccessivo. Per evitare che questo accada, l’arco può essere:
  • Suddiviso in più rotoli o anelli ;
  • Realizzato con elementi cuneiformi. ORGANIZZAZIONE DEI FILARI O CORSI DEI MATTONI La disposizione sfalsata dei mattoni nei successivi corsi o filari che compongono l’arco, portano ad avere giunti continui. LA REALIZZAZIONE DELL’ARCO E DELLA VOLTA IN MURATURA – LE CENTINE Le centine sono sistemi resistenti provvisori, necessari per dare la forma e il sostegno agli archi e alle volte durante la costruzione. I materiali più adatti per la loro formazione sono il legno e il ferro. Le centine possono essere realizzate:
  • A sbalzo: sostenute dalle murature;
  • Fisse : appoggiate a terra tramite i piedritti;
  • Miste: sostenute in parte dalle murature e in parte da piedritti verticali. La complessità delle centine aumenta all’aumentare della luce. Oggi si usano centine metalliche ad assetto variabile. L’arco si realizza partendo dalle imposte e posizionando i conci in modo simmetrico sino ad arrivare al concio di trave. L’arco, una volta realizzato, deve essere disarmato. DISARMO
  • Disarmare l’arco a malta completamente indurita : in fase di disarmo, si producono piccoli movimenti che possono dar luogo a fessure che introducono nella struttura delle soluzioni di continuità Þ maggior lentezza delle operazioni di costruzione.
  • PIATTABANDA ALLA ROMANA: i conci sono inclinati verso il centro,
  • PIATTAMANDA ALLA FRANCESE: i conci sono inclinati specularmente fino al centro, realizzato spezzando dei mattoni.
  • PIATTABANDA CON ARCO DI SCARICO SOPRASTANTE (“SORDINO”): la piattabanda sorregge una piccola porzione di muratura perché al di sopra vi è un arco di scarico, chiamato sordino, che scarica il peso.

ARCHITRAVE E SISTEMA TRILITICO

L’architrave è un elemento architettonico disposto orizzontalmente sopra due elementi portanti (piedritti), su cui si appoggia oppure si incastra, in modo da chiudere superiormente un vano quadrangolare e da sostenere il peso della costruzione sovrastante. Deve resistere alla flessione e a taglio Þ parte di elemento trave inferiore che devono resistere a trazione, mentre la parte superiore deve resistere a compressione. Il complesso di Stonehenge funziona secondo questo sistema. ARCHITRAVE NELL’EDILIZIA RURALE (PIETRA, LEGNO) ARCHITRAVE IN CALCESTRUZZO ARMATO Si possono utilizzare delle travi di questo tipo realizzate in opera o possono essere anche prefabbricate. L’architrave può avere, in questo caso, la necessità di essere rientrante per rivestire con un listello di cotto il suo appoggio.

ARCHITRAVI IN CALCESTRUZZO ARMATO. SOLUZIONI LATERO-CEMENTIZIE

In questo caso, il c.a. non contrasta bene il passaggio di calore Þ soluzioni latero cementizie Þ si utilizzano degli elementi a C o a U in laterizio, con cavità interne, su cui vengono inseriti elementi in carpenteria metallica. Si verifica così un ponte termico, con l’elemento del travetto e il laterizio con delle cavità. ARCHITRAVI CON MATTONI FACCIA A VISTA ED ELEMENTI INTEGRATIVI DI SUPPORTO (a simulare soluzioni a piattabanda)