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Appunti di microbiologia, include: cellula, microbiota, virus, diagnosi microbiologica, crescita microbiologica, infezioni in gravidanza, infezioni a trasmissione ematica, infezioni nosocomiali, sars-cov 2, malattie sessualmente trasmissibili
Tipologia: Appunti
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Studia i MICRORGANISMI, un numeroso gruppo di organismi viventi microscopici ed unicellulari che sono capaci di vita autonoma, al contrario degli organismi pluricellulari. TIPOLOGIE DI MICRORGANISMI:
conferisce resistenza all’essicamento, permette di sopravvivere se le temperature non sono ideali ed è antigenica, quindi i componenti inducono la produzione di anticorpi. Alcuni possono produrre le spore, chiamate anche ENDOSPORE perche si formano dentro il corpo del batterio, è una struttura cellulare specializzata che il batterio produce quando si trova in ambienti sfavorevoli, per esempio quando non ci sono nutrimenti. Quindi questi batteri sono detti SPORIGENI , dotati di spore e sono la maggior parte gram positivi. CLOSTRIDIUM —> genere —> Clostridium tetani è il nome della specie. Clostridium botulinum , Clostridium difficile( pazienti con questo devono essere messi in isolamenti, è un batterio intestinale, può causare diarrea e colite pseudomembranosa) nell’ambiente si trasforma in spora. BACILLUS —>genere, Bacillus. Antracis, Bacillus cereus(contaminano il riso, le spore resistono alla frittura) Questi due generi producono spore. La spora permette al batterio la sopravvivenza in condizioni ambientali sfavorevoli, è resistente al calore, all’essicamento, ai disinfettanti, alle radiazioni UV,grazie ai diversi strati di rivestimento e al basso contenuto di acqua, è metabolicamente inerte, non fa nulla, ma dentro ha il genoma, quindi se le condizioni sono favorevoli dalla spora può fuoriuscire di nuovo il batterio. SPORULAZIONE = il batterio si trasforma in spora GERMINAZIONE = dalla spora emerge di nuovo il batterio che poi riprende a replicarli e quindi torna ad essere metabolicamente attivo. ?DESCRIVIMI LA CELLULA BATTERICA ?MI PARLI DEL MICROBIOTA RELAZIONI CHE ESISTONO TRA L’UOMO E I MICRORGANISMI SIMBIOSI = vivere insieme, indica un’interazione tra due organismi, il più grande è chiamato OSPITE mentre il più piccolo SIMBIONTE. Licheni sono simbiosi tra un fungo e un alga. Può essere di tre tipi diversi:
MALATTIA = è un danno causato da un microrganismo che compromette lo stato di salute dell’ospite Infezione è diversa dalla malattia (soggetti asintomatici) MICROBIOTA È la popolazione di microrganismi presenti sul o dentro il corpo umano, nel corpo ci sono più batteri che cellule umane, la maggior parte del microbiota si trova nell’ intestino crasso. Può essere: TRANSIENTE —> quando colonizza l’ospite per un periodo limitato (giorni o settimane) RESIDENTE —> quando c’è in maniera permanente Varia per numero e composizione nelle differenti aere del corpo sotto l’influenza di vari fattori: età, dieta, stato ormonale, stato di salute, condizioni igieniche. In utero il feto è sterile, ma alcuni virus possono attraversare la placenta; il microbiota del bambino si inizia a formare durante il passaggio nel canale del parto, attraverso le mani che toccano il neonato e ingerendo i primi alimenti. Entro poche ore dalla nascita si stabilisce una flora microbica residente nel cavo orale e nel nasofaringe; in circa 24 ore si stabilisce una flora microbica residente intestinale. RUOLO POSITIVO DEL MICROBIOTA :
maggior produzione di sebo e occlude il follicolo del pelo, si crea un ambiente anaerobio e causa acne. ALTRI MICRORGANISMI PRESENTI SULLA PELLE TRANSIENTEMENTE SONO:
puo causare anche il tumore allo stomaco: adenocarcinoma gastrico e linfoma MALT(tessuto linfoide associato a mucose). L’ulcera duodenale è piu frequente di quella gastrica; si forma perchè il batterio rende la mucosa gastrica più sensibile e favorisce l’ insorgenza dell’ulcera. Si stima che meta della popolazione umana sia infetta, cioè che abbia questo batterio nell’organismo, ma solo il 10-15% sviluppa i sintomi, il resto è asintomatico. In alcuni si sviluppa la malattia e in altri no perchè alcuni sono più predisposti geneticamente a sviluppare la malattia e perchè ci sono alcuni ceppi di questo batterio che sono più virulenti. Questo batterio riesce a sopravvivere nello stomaco grazie ad un enzima speciale: l’ UREASI , che neutralizza l’acidità dello stomaco e fa sopravvivere il batterio, inoltre grazie ai flagelli riesce ad entrare nello strato mucoso, e poi ha delle molecole chiamate adesine che gli permettono di attaccarsi e di aderire alle cellule delle mucose e formare uno strato. INTESTINO Ha miliardi di batteri, soprattutto localizzati nel colon. Il microbiota intestinale ha funzione protettiva, perchè forma uno strato sulla mucosa intestinale e cosi ci protegge dall’attacco dei batteri patogeni, evita la colonizzazione dei patogeni; inoltre sono capaci di indurre le IgA (anticorpi, immunoglobuline) che sono secretorie e vengono prodotte a livello delle mucose, e servono per proteggerci da altri batteri; ha anche funzione metabolica, i batteri intestinali producono vitamine K, acido folico e biotina, e favoriscono la digestione dei polisaccaridi vegetali. Con la terapia antibiotica è molto importante prendere i fermenti lattici. CLOSTRIDIUM DIFFICILE È un batterio opportunista (di solito da sintomi lievi ma in alcuni casi può essere patogeno). Diventa patogeno quando c’è una condizione di dismicrobismo, ovvero quando ce un’alterazione della flora quantitativa(diminuiscono) e qualitativa. Dopo terapia antibiotica il numero dei batteri intestinali si riduce, ma clostridium difficile è resistente ai comuni antibiotici e cresce di più. Causa diarrea o enterocolicote pseudomembranosa. Esce dal nostro corpo con le feci, ma è molto resistente nell’ambiente quindi è importante che tutti i pazienti positivi al clostridium difficile siano messi in isolamento perchè con le loro feci contaminate possono infettare altri pazienti. Inoltre forma anche le spore. TRATTO URINARIO La flora nel tratto urinario è presente solo in un punto, perchè solitamente il tratto urinario è sterile; i batteri sono localizzati nell’ URETRA DISTALE (ultimo pezzo), i quali provengono dall’ano, dal colon. È più colonizzata la donna rispetto all’uomo perche c’è meno tratto. Possono causare infezione della vescica (cistite) e infezione dei nei (pielonefrite). Nell’85% dei casi Escherichia Coli causa cistite.(è un opportunista, perche è commensale nel nostro intestino ma diventa patogeno per cambiamento di sede). Se c’e il sospetto di un infezione urinaria per l’urocoltura la raccolta delle urine deve essere fatta con il mitto intermedio (flusso urinario intermedio, secondo pezzo senza interrrompere il flusso), perche nella prima urina ci sono i batteri dell’ uretra distale. TRATTO GENITALE
contenitori sterili e di strumenti sterili è fondamentale per evitare contaminazioni da parte di microrganismi ambientali. Alcuni campioni provenienti da zone che dovrebbero essere sterili come quelli mostrati in tabella, solitamente sono raccolti dopo il passaggio attraverso orifizi non sterili nei quali è presente un microbiota residente che può contaminare i campioni. Ciò deve essere considerato nell’interpretazione dei risultati. Ad esempio, il sangue raccolto per eseguire l’EMOCOLTURA potrebbe essere contaminato da batteri presenti sulla cute del paziente, qualora non fossero adottate misure di pulizia e di asepsi della cute prima dell’esecuzione del prelievo. VALUTAZIONE DEL GRADO DI CONTAMINAZIONE DEL CAMPIONE DA PARTE DELLA FLORA MICROBICA RESIDENTE L’escreato non deve essere eccessivamente contaminato da microrganismi residenti nel tratto orofaringeo. Tale valutazione viene eseguita con un esame microscopico preceduto da colorazione di Gram. Il rapporto granulociti/cellule pavimentose viene valutato come indicazione della contaminazione da parte delle vie aeree superiori. Le cellule pavimentose sono presenti a livello del cavo orale; un alto numero di cellule pavimentose è indicativo della contaminazione da parte della flora microbica residente nel cavo orale. I granulociti sono indicativi di un’infezione delle basse vie respiratorie. Questo rapporto deve essere a favore dei granulociti, per potere affermare che il campione biologico origini correttamente ed esclusivamente dalle basse vie aeree. Il referto preliminare si basa sulla visualizzazione di batteri al microscopio; l’esame colturale standard permette di rilevare ed identificare una specie batterica. Ricerche mirate per microrganismi particolari vengono condotte su richiesta esplicita del personale medico che ha in cura il paziente. TECNICHE DI PRELIEVO UROCOLTURA Viene fatto prima della terapia antibiotica, deve essere raccolto 5 ore prima dall’ultima minzione; si preleva il MITTO INTERMEDIO ovvero non la prima minzione, poiché nella prima vi può essere contaminazione da batteri commensali dell’uretra distale. In caso di catetere è necessario chiudere il catetere con pinza al di sopra del raccordo con la sacca per almeno un’ora; disinfettare il catetere al di sopra della giunzione con il tubo di raccordo, dopo aspirare con una siringa sterile e inserire in contenuto in un contenitore sterile. Se possibile sostituire il catetere prima del prelievo, è necessario lavarsi bene le mani e indossare i guanti sterili, pulire esternamente il catetere con alcool 70%. SACCHETTO DI PLASTICA ADESIVO PEDIATRICO
—> prelievo: raccolta di feci in un contenitore sterile con paletta e consegna al laboratorio entro poche ore dal prelievo(eventualmente refrigerato) —> tampone rettale EMOCOLTURA Il sangue è un campione normalmente sterile, ma in particolari processi infettivi può essere colonizzato da microrganismi di diverse specie (setticemia). In corso di setticemia, il sangue è il campione clinico da utilizzare per l’esame colturale. È necessario effettuare tre prelievi consecutivi di sangue ad intervalli di 15/20 minuti all’inizio del rialzo della febbre, prima dell’inizio della terapia antibiotica o, se necessario iniziarla, prima della somministrazione del farmaco. Il volume di sangue da prelevare cambia a seconda dell’età del paziente: 10ml per i soggetti adulti, 5ml per i bambini e 2ml per i neonati. Il campione ematico, al momento del prelievo, in presenza di anticoagulante, deve essere introdotto mediante l’uso di un ago sterile all’interno di appositi contenitori pronti all’uso, contenenti terreni di coltura appropriati per l’isolamento di batteri aerobi, anaerobi e funghi. I contenitori inoculati (almeno due per paziente) devono essere inviati celermente al laboratorio di microbiologia per consentire l’incubazione a 37°C; in alternativa è possibile conservarli a temperatura ambiente, è molto importante NON refrigerarli. Il prelievo viene sempre eseguito in doppio, essendo che si utilizzano bottiglie differenti per batteri aerobi e anaerobi. In laboratorio di microbiologia si utilizzano degli incubatori a temperatura costante per permettere la crescita dei batteri eventualmente presenti nel sangue. L’abitazione delle bottiglie permette una crescita microbica migliore. Strumentazioni automatizzate permettono la lettura in continuo, al fine di rilevare in tempi rapidi segnali di una crescita microbica nel campione in esame. —> MODALITÀ DI RACCOLTA
Lesioni peridontali: categoria di patologie infettive del dente. Catetere Foley: è un tubo flessibile posizionato lungo l’uretra e si ancora alla vescica per il tramite di un palloncino riempito di soluzione fisiologica. DIAGNOSI MICROBIOLOGICA La diagnosi eziologica di una malattia da infezione consiste nell’identificazione del microrganismo patogeno che ne è la causa. Il suo fine ultimo è la scelta della terapia appropriata. Per poter eseguire una diagnosi microbiologica corretta è necessario prelevare il campione clinico adeguato. La diagnosi eziologica può essere:
fucsina all’interno delle cellule. Successivamente, i micobatteri resistono alla decolorazione con acido e alcool mentre altri no; perciò sono definiti alcool- resistenti e acido-resistenti. COLTURA DEI MICRORGANISMI IN LABORATORIO Per la coltivazione dei microrganismi è necessario un terreno di coltura. Il terreno in questione è una soluzione liquida o solida che contiene sostanze nutritive per la crescita di microrganismi in vitro. Organismi diversi richiedono una composizione diversa, ma tutti richiedono alcuni macronutrenti fondamentali. I principali macronutrienti sono C, O, N. Altri sono H, P, S,K, Mg, Ca, Fe. Il terreno di coltura deve contenere la corretta quantità di nutrienti, deve avere il corretto pH, deve contenere la corretta quantità di ossigeno, inizialmente deve essere sterile e deve essere incubato alla corretta temperatura. I terreni liquidi si preparano pesando gli ingredienti necessari e poi aggiungendo acqua distillata. Sono usati per fare crescere grosse quantità di batteri. Hanno però lo svantaggio che non permettono di differenziare il microrganismo. La torbidità è indice di crescita batterica. I terreni solidi sono molto più usati in diagnostica. I primi esperimenti di Koch erano fatti su patate bollite, che vennero poi sostituite da una gelatina. Questa però fondeva a 37°C, temperatura ottimale per la crescita batterica. Quindi venne poi sostituita dall’agar che è un estratto polisaccaridico di un’alta marina che fonde a 80°C e rimane liquido fino a 40°C. Per seminare i batteri in piastra occorre utilizzare un’ansa sterile. Una piccola quantità di brodocoltura viene seminata sulla piastra utilizzando la tecnica dei quadranti: la viene idealmente suddivisa in 4 quadranti. Si semina prima un quadrante, poi si ruota la piastra di 90 gradi, si semina il quadrante risultante, si ruota di nuovo e così fino a seminare tutta la piastra. Poiché si sono prelevati i batteri una sola volta, l’ultimo quadrante seminato conterrà la quantità minore di batteri. Sono necessarie almeno 12 ore affinché da una singola cellula batterica si formi un numero di cellule sufficiente per essere viste ad occhio nudo. I terreni di coltura possono essere:
L’identificazione del microrganismo isolato in coltura si realizza studiandone le proprietà biochimiche, antigeniche e genomiche. Prima si coltiva il microrganismo per ottenere la coltura pura e poi si eseguono i saggi biochimici per l’identificazione del microrganismo in coltura pura. Il sistema API è costituito da strip plastificati su cui sono posizionati dei pozzetti contenenti dei reagenti disidratati/dei terreni. Si utilizza una sospensione cellulare per idratare tutti i pozzetti. In ogni pozzetto si realizzerà una reazione (idrolisi, fermentazione, decarbossilazione, ecc.) facilmente interpretabile dal cambio di colore del pozzetto. Ogni test positivo viene cerchiato e ad esso associato un valore numerico. Si otterrà un codice numerico, e dal codice si risale alla specie microbica consultando un database di riferimento. L‘ Enterotube è formato da un tubo sterile contenente un ago o un tampone da inoculo e dodici scompartimenti contenenti ciascuno un terreno di coltura di tipo differenziale, ovvero che contiene un indicatore il cui colore vira alla presenza di particolari sostanze o caratteristiche permettendo all'operatore di identificare il microrganismo in questione. Rimuovendo i tappi ai lati del sistema si può procedere al prelevamento di una colonia (precedentemente all'utilizzo di questo metodo bisogna aver coltivato i batteri in modo da avere colonie isolate) direttamente con la punta del tampone e dell'ago da inoculo. Successivamente, avendo cura di toccare ogni terreno, estrarre e reinserire senza disinfettare il sistema di inoculo. Alcuni degli scompartimenti richiedono la presenza di ossigeno per reagire per questo il dispositivo è dotato di fori in prossimità di questi scomparti che vengono aperti dopo l'inoculo. Richiudere dunque l' enterotube e riporlo su superficie piana a 37° gradi per ventiquattro ore. Trascorso il tempo di incubazione è possibile interpretare l‘ enterotube senza l'ausilio di particolari macchinari ma confrontando le colorazioni assunte dai terreni con quelle di un'apposita legenda. Per l’identificazione di un virus isolato in colture cellulari più frequentemente si ricorre alla caratterizzazione antigenica mediante immunofluorescenza. Oggi nei laboratori analisi si utilizzano sistemi automatizzati che identificano il patogeno e ne studiano la sensibilità. PROVE BIOCHIMICHE Si deve partire da una coltura pura, viene fatta con sistema API e denterò tube. Il sistema API è costituito da strip plastificati su cui sono posizionati dei pozzetti contenenti dei reagenti disidratati. Si utilizza una sospensione cellulare per idratare tutti i pozzetti; in ogni pozzetto si realizzerà una reazione (idrolisi, fermentazione) facilmente interpretabile dal cambio di colore. Un codice è generato per ogni risposta ai vari test, dal codice si risale poi alla specie microbica. ENTEROTUBE È un sistema colorimetrico per l’identificazione delle Enterobatteriacee, sfrutta una serie di test biochimici per la rapida identificazione di un microrganismo batterico appartenente al genere degli
Enterobatteri, solitamente viene utilizzato per velocizzare le operazioni di identificazione e di analisi dei campioni presunti portatori di patogeni. È formato da un tubo sterile contenente un ago o un tampone da inoculo e 12 scompartimenti contenenti ciascuno un terreno di coltura di tipo differenziale, ovvero che contiene un indicatore il cui colore vira alla presenza di particolari sostanze o caratteristiche, permettendo all’operatore di identificare il microrganismo in questione. SCELTA DEL FARMACO ANTIMICROBICO Dopo avere identificato il batterio responsabile dell’infezione nel paziente, si esegue l’Antibiogramma per valutare la sensibilità del batterio isolato a vari farmaci antibatterici. Il metodo di Kirby-Bauer è un saggio di diffusione in agar basato sull’utilizzo di dischetti impregnati con quantità note di farmaci antibatterici (un singolo dischetto per ciascun farmaco antibatterico saggiato). I dischetti vengono applicati su una piastra di terreno solido preventivamente inoculata, omogeneamente e in modo standardizzato, con una sospensione del batterio in esame isolato dal paziente. I farmaci, diffondendo dai dischetti, creano un gradiente di concentrazione inversamente proporzionale alla distanza dal disco. Dopo il periodo di incubazione (16-20 ore a 35 °C) vengono misurati gli aloni di inibizione della crescita batterica intorno ai dischetti. La dimensione degli aloni di inibizione è inversamente proporzionale alla MIC del farmaco contenuto nel dischetto per il ceppo batterico saggiato (aloni di inibizione grandi sono indicativi di MIC basse, e viceversa). Facendo riferimento a valori soglia forniti da Organismi Internazionali di riferimento, le misure degli aloni di inibizione vengono interpretate in modo qualitativo, ed il ceppo batterico viene classificato come Sensibile, Intermedio, o Resistente ai rispettivi farmaci antibatterici. Studio della sensibilità del batterio a vari antibiotici; il metodo di diffusione= il diametro dell’alone è indicativo se il batterio è sensibile, intermedio o resistente. C’è una proporzione diretta tra MIC e alone. MIC = concentrazione più bassa del farmaco che è in grado di inibire la crescita del microrganismo. Per la diagnosi diretta vengono anche utilizzati dei sistemi automatizzati per identificazione e antibiogramma —> Vidas, Phoenix. DIAGNOSI INDIRETTA La Diagnosi indiretta prevede la ricerca degli anticorpi sierici («sierologia») nei confronti dell’agente infettivo (rileva la risposta immune del paziente all’infezione). Particolarmente importante quando l’agente patogeno non può essere coltivato nei terreni di laboratorio (es. per la sifilide) o quando la coltura è particolarmente pericolosa per il personale di laboratorio. E’ importante per fare diagnosi di infezione recente o pregressa. Le IgM sono le prime ad essere prodotte e hanno un’emivita relativamente breve e il loro ritrovamento è indicativo di infezione recente. Le IgG vengono invece prodotte in un secondo momento, hanno un’emivita lunga e la loro presenza è indicativa di un’infezione pregressa. Per stabilire se un paziente è immune nei confronti di un determinato agente patogeno in seguito ad infezione naturale o a vaccinazione si ricercano le IgG specifiche sul singolo campione di siero. Per effettuare diagnosi di infezione recente è possibile ricercare le IgG in due campioni di siero per evidenziare la siero-conversione: se siero acuto (prelevato all’esordio della malattia) è IgG-negativo mentre il siero convalescente è IgG-positivo, allora la presenza di IgG è indicativa di infezione recente. Nel caso in cui nel campione siano presenti sia IgG che IgM, può essere necessario datare il momento dell’infezione determinando l’indice di avidità delle IgG. Le IgG a bassa avidità sono indicative di