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La vita e il pensiero di Friedrich Wilhelm Nietzsche, filosofo tedesco del XIX secolo. Si parla della sua malattia mentale, della sua visione della donna e delle sue vicende personali. Si analizza il suo atteggiamento nei confronti delle donne e si contestualizza la misoginia nell'epoca in cui Nietzsche viveva. Si parla anche della sua amicizia con Wagner e del suo amore per Lou von Salomé. Infine, si spiega come la malattia mentale abbia influenzato la sua produzione letteraria e come sia stato visto come fautore del nazismo.
Tipologia: Appunti
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Friedrich Wilhelm Nietzsche Dal punto di vista contenutistico parla di vitalità, di gioia… (tutto quello che non abbiamo noi). È tedesco, nasce a Rotterdam nel 1844, quindi cronologicamente non è figlio del '900. Nietzsche a un certo punto della sua vita inizierà a soffrire di disturbi psichici; sintomi quali vomito, mal di testa, nausea, saranno l'inizio di una malattia mentale che lo accompagnerà fino alla fine dei suoi giorni.
la sua filosofia farà scalpore, e a tal proposito alcuni ritengono che ciò sia frutto della follia di questo filosofo, altri suppongono che è proprio questo pizzico di follia che lo ha portato a sostenere delle teorie con estrema lucidità, perché con estrema lucidità ha visto che a volte solo un folle, lontano dai coinvolgimenti delle distrazioni, può comprendere. EXCURSUS sulla DONNA Nei confronti di Nietzsche c'è questo voler necessariamente attribuire un atteggiamento di misoginia , avversione nel ruolo delle donne, che però non è solo di Nietzsche, ma degli uomini di quel tempo. Questa misoginia consiste nel ritenere la donna biologicamente e fisiologicamente inferiore all'uomo , ma in realtà la cultura occidentale, che ha origini antichissime e risale all'antica Grecia, presentava la donna in questi termini, e il primo filosofo che si è macchiato di questa definizione nei confronti delle donne fu Aristotele; quando ci parlava del ruolo che un capo di stato deve avere all'interno di una società, aveva escluso la possibilità che questo potesse essere ricoperto dalla donna, poiché ritenuta inferiore per forma mentis e per ideologia. La donna ricopriva un ruolo importante nella sfera privata, nella casa e nelle famiglie nei confronti dei figli, l'uomo invece ricopriva un ruolo importante nella sfera pubblica, quindi nell'accesso al mondo esterno, nel rapporto con la società, nell'interazione con l'uomo. Il mondo del lavoro vedeva fino a quel periodo la donna reclusa. Siamo nel risveglio dell'800, periodo in cui comincia il movimento attivista delle donne , in cui le donne iniziano a farsi coraggio e a manifestare rivendicando i loro diritti di uguaglianza rispetto a un uomo che per secoli era stato considerato superiore, perché più intelligente, più forte… PERCHÉ NIETZSCHE È FIGLIO DEL SUO TEMPO? È molto avanti mentalmente rispetto agli uomini del suo tempo, però sulla visione della donna non riesce ad essere moderno, e le sue vicende personali ci mostrano che per quanto amasse accompagnarsi a donne intelligenti con le quali poter interagire e dialogare, allo stesso tempo le temeva : c'era una sorta di approccio e di apertura alla donna intelligente, che riconosce, ma questa intelligenza femminile paradossalmente diventa qualcosa di negativo, perché la donna intelligente secondo Nietzsche è incontrollabile, una donna che non può essere sottomessa, che si ribella, che non esegue gli ordini e basta, ma ribatte. Il rapporto e la relazione con una donna intelligente deve essere escluso, secondo lui, perché porterebbe l'uomo a vivere una continua guerra, non una lotta o una discussione, dalla quale probabilmente l'uomo ne uscirebbe sconfitto, perché la donna intelligente non è in grado di accettare i limiti, quindi porterebbe avanti le sue tesi. Da questi elementi si attribuisce a Nietzsche la misoginia e l'avversione contro le donne. VICENDE PERSONALI Nasce in una famiglia in cui il padre muore quando lui era ragazzino, e vive con la madre e con la sorella, che svolgono un ruolo fondamentale per lui, in quanto saranno una presenza troppo asfissiante e opprimente, sia da fanciullo che da adulto. Lo staccheranno dalla sua città nativa portandolo in giro per la Germania, e difficilmente riuscirà a stabilirsi nei posti in cui vivrà. Si laurea in teologia, ma comincerà l'insegnamento in università come docente di lingua e letteratura greca.
Estenderà la sua cerchia di amicizie al punto che comincerà ad avere rapporti e conoscenze particolari. Uno tra questi è Wagner, che adora e con il quale ha un'amicizia decennale, poi però resterà deluso da alcune manifestazioni dello stesso, e se ne allontanerà. In questo periodo conosce una donna, 21enne russa, Lou von Salomé , di cui lui si innamorerà follemente. Solo che questa donna era moderna, intelligente, ma anche una donna che non ama una relazione fissa, ama divertirsi, come anche lui, e accerchiarsi di tanti uomini. In particolare si avvicinerà a un terzo amico della comitiva, e quando lo stesso Nietzsche la chiederà in sposa, lei rifiuterà. Questo evento lo porterà ad allontanarsi da lei, ma era un allontanamento frutto di una ferita, l'orgoglio di uomo con un'elevata statura culturale che si sente rifiutato da una donna. Poi però tornerà, la cercherà, la inseguirà, e questa cosa non andrà bene né alla madre né alla sorella, che a un cero punto gli vieteranno di frequentarla, perché si sapeva che questa donna era andata a convivere senza prima essersi sposata (scandalo per quel tempo). Contemporaneamente all'amicizia con Salomé si confronterà con una scrittrice, anche lei molto moderna, e attivista, quindi non è vero che lui non accompagnava le donne, però le temeva, tanto è vero che anche lei poi verrà allontanata da lui, perché ritenuta pericolosa. ● Ecco perché questo filosofo, per i suoi tempi, è considerato innovativo e iniziò a essere famoso prima della sua morte: non per i contenuti, bensì per lo scandalo causato (era scandaloso il modo di descrivere la vita e l'esistenza dell'uomo). Poi sopraggiunse la malattia mentale, che lo indusse a rinchiudersi, ma lui continuò a scrivere e a proliferare. Quando morì la madre e lui rimase sotto le cure uniche ed esclusive della sorella, ella approfittando della sua malattia decise di creare un archivio, archivio di Auschwitz, dove inserì tutti gli scritti (poesie, aforismi…), ma il fratello, non essendo più lucido, non fu in grado di spiegare lei come sistemare queste opere: che ordine e che modalità di catalogazione scegliere. Riunì tutto a modo suo, manomettendo dal punto di vista della scrittura anche alcune opere, e ciò porterà Nietzsche ad essere visto come un fautore del nazismo. Si dice anche che lo stesso Adolf Hitler, quando non spiccava ancora politicamente, sia andato a visitare questo archivio, ci sono anche reperti fotografici di questa visita. Quando si presentò nella vita politica pubblica del suo paese e diventò il capo della sua dittatura nazista, si attribuì, a questo suo modo di pensare, la paternità a Nietzsche, perché Hitler parlava di volontà di potenza e di superuomo (razza ariana), ma Nietzsche non aveva idea di cosa fosse il nazismo, perché doveva ancora essere generato OPERE Ha avuto tante fasi della sua crescita filosofia e culturale. Gli scritti giovanili sono legati alla letteratura greca, in particolare alla tragedia. Il momento della tragedia lui lo vive storicamente come il momento dell'apoteosi del tentativo di conciliazione di due forze contrapposte. Le due forze sono due modi di pensare, due modi di vivere, due idee, due ideologie, due forma mentis, che sono da una parte l'apollineo, e dall'altra parte il dionisiaco; sono due modi diversi di vedere la vita e l'esistenza umana. Lui ci dice che nella tragedia greca c'è questo alternarsi dell'apollineo e del dionisiaco (il dionisiaco lo identifica nel momento dei cori, che raccontano e narrano le vicende; momento della collettività)(il momento di narrazione dei personaggi rappresenta l'apollineo). L'apollineo è tutto ciò che coincide con l'armonia, la forma, l'ordine, la pacatezza, la pace, la tranquillità, e l'apollineo ripudia e si allontana dal concetto e dall'idea di divenire. Il divenire è trasformazione, evoluzione, progresso, rottura dei cardini e dell'equilibrio (non c'è un'evoluzione se non si rompono gli equilibri). Ma non tutte le rivoluzioni sono negative, è sì un cambiamento, ma potrebbe essere positivo. Rispetto a questo atteggiamento apollineo, tipico di alcuni esseri umani, si contrappone l'atteggiamento opposto, il dionisiaco , che è connaturato non dalla forma, ma dalla fantasia, dalla vitalità, dal desiderio, dalla gioia, dall'amore, dalle ebrezza, dal caos, dal divenire.
il dionisiaco nella letteratura greca viene rappresentato da Bacco, il dio del vino, del divertimento, della gioia
Per quanto questa accusa dell'uomo inteso come assassino di dio possa sembrare qualcosa di negativo, non lo è agli occhi di Nietzsche, perché per lui la morte di dio coincide con la presa di coscienza e con la consapevolezza dell'uomo che se vuole andare oltre, vivere, progettare, l'unico modo che ha è quello di uccidere dio, per potersi reimpossessare di sé, della sua autonomia e della sua libertà. Tutto questo prima non c'era perché l'uomo per secoli ha creduto di essere il figlio di qualcun altro, e non artefice del proprio destino. D'altronde il credere in qualsiasi entità religiosa è nata di fronte all'ignoto, di fronte alla difficoltà e di fronte alla mancata consapevolezza e luce, per spiegare eventi - > quel dio serviva all’uomo per giustificare l’irrazionalità della terra e per dimostrare all’uomo che solo perseguendo un’ideale razionale avrebbe salvato la sua anima. Nietzsche rompe questo pensiero dicendo che dio non esiste e non è mai esistito, è il frutto della mente dell’uomo, perché quest’ultimo, per salvarsi, si è trovato nella necessità di dover inventare la sua figura. Insieme a dio l’uomo ha inventato un oltre mondo dove tutto è regolare, pianificato, ha un senso ed è bellissimo
questa doppia visione del mondo e dell’oltre mondo fa riferimento all’apollineo e al dionisiaco, contrapposizione tra ordine e caos. La morte di dio coincide con il momento della nascita dell’uomo nuovo, del super uomo, non quello valoroso, eroico e coraggioso di D’annunzio, ma colui che fisicamente e razionalmente ha superato il vecchio uomo per approdare a una visione dell’uomo in cui l’uomo prende consapevolezza della sua esistenza e del fatto che questa non deve essere sottomessa all’esistenza di un dio superiore, o finalizzata per raggiungere un oltre mondo che non esiste Opere della maturità : ricapitoliamo − primo periodo: filosofia illuminata del mattino - > ci introduce come si presenta la luce all’uomo, ovvero in seguito all’ annunciazione della morte di dio – dopo secoli in cui l’uomo era succube di una realtà superiore, che poteva essere dio, o la sostanza, da cui l’uomo dipendeva; era una sorta di sudditanza nei confronti di qualcosa superiore a lui stesso. − secondo periodo: filosofia del meriggio, del crepuscolo, del pomeriggio, quando la giornata sta terminando (l’uomo ha vissuto e la sua vita si sta portando a compimento), abbiamo l’ affermazione della morte di dio: una volta che l’uomo si è liberato da questa presenza ingombrante che per secoli ha determinato il suo cammino, non resta che agire e affermarsi come uomo, attaccarsi quindi al suo mondo, non all’oltre mondo; non si parla più di uomo ma di super uomo, non è un uomo che ha un qualcosa in più rispetto agli altri uomini, è un uomo diverso, cioè un uomo che si distingue dal vecchio, quindi dall’uomo, perché è andato oltre e ha incentrato la sua vita su sé stesso; comprende la sua esistenza e la afferma. Il superuomo, ovvero l’ oltre uomo in termini Nietzschiani, contiene al suo interno qualcosa di antidemocratico. L'essere antidemocratico consiste nell’essere consapevole che questa non è una possibilità a cui tutti gli uomini possono approdare; gli oltre uomini sono una cerchia ristretta - > esponenti legati al mondo filosofico o artistico che riusciranno ad andare oltre quella forma mentis che per secoli ha accompagnato la natura dell’uomo, affermandosi grazie al suo valore personale che non dipende da nessuno; è un uomo attaccato alla terra e alla vita, con tutte le contraddizioni che essa comporta, e che vuole fare da sé - > è in grado di fare ciò l’ uomo dionisiaco, perché è nell’essenza dionisiaca che troviamo l’attaccamento alla vita Questo passaggio dall’uomo all’oltre uomo Nietzsche ce lo presenta con la metafora dei tre individui: cammello, leone e bambino/fanciullo: - Il cammello si distingue dagli altri per la presenza della zavorra che porta addosso, la quale allude al peso delle menzogne millenarie, che dio, la religione e la metafisica gli ha imposto per secoli. Così come il cammello non potrebbe vivere senza la sua gobba, perché è lì che risiede la sua forza vitale, allo stesso
modo l’uomo del passato non poteva vivere senza quelle bugie e senza un credo in dio, perché ciò doveva colmare l’imperfezione dell’uomo stesso, senza il quale l’uomo si vedeva smarrito.