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Introduzione alla Pedagogia Sociale: Nuclei Tematici e Approcci - Prof. Milana, Appunti di Pedagogia

Un'introduzione ai nuclei tematici della pedagogia sociale, esplorando il suo scopo preventivo e rieducativo in contesti formali, non formali e informali. Analizza l'interazione tra individui e società, il ruolo dell'educazione e le responsabilità educative di vari attori sociali. Vengono esaminati gli approcci di ricerca, le origini storiche con figure come diesterweg e natorp, e contributi di paulo freire e ivan illich. Infine, affronta temi come marginalità, devianza e il lavoro educativo in carcere, fornendo una panoramica completa della disciplina. Utile per studenti universitari e professionisti del settore educativo che desiderano approfondire la pedagogia sociale e le sue applicazioni pratiche.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 11/10/2025

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Lezione 1
Nuclei tematici della Pedagogia Sociale:
Lo scopo della pedagogia sociale è di valutare le potenzialità di un intervento
pedagogico a carattere preventivo e/o rieducativo in contesti di apprendimento
formale, non formale e informale.
formale: scelta intenzionale della persona che si realizza in un contesto
organizzato e strutturato e che conduce ad una qualche forma di
certificazione o titolo di studio riconoscibile
non formale: scelta intenzionale della persona che si realizza al di fuori dei
sistemi formale in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi
(principale ambito del pedagogista sociale)
informale: a prescindere da una scelta intenzionale si realizza nello
svolgimento di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che
in esso hanno luogo
Il pedagogista sociale si occupa dell'interazione tra le persone e la società: come la
società ha degli effetti nello sviluppo del singolo
e come le persone influenzano la società in cui vivono.
Si occupa del rapporto educazione-società in termini di influenza o azione
della società sulla crescita umana e azione dell'educazione sulla società
È il sapere relativo a processi educativi diffusi che costituiscono parte
integrante dell'agire sociale
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Lezione 1 Nuclei tematici della Pedagogia Sociale: Lo scopo della pedagogia sociale è di valutare le potenzialità di un intervento pedagogico a carattere preventivo e/o rieducativo in contesti di apprendimento formale, non formale e informale. ● formale: scelta intenzionale della persona che si realizza in un contesto organizzato e strutturato e che conduce ad una qualche forma di certificazione o titolo di studio riconoscibile ● non formale: scelta intenzionale della persona che si realizza al di fuori dei sistemi formale in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi (principale ambito del pedagogista sociale) ● informale: a prescindere da una scelta intenzionale si realizza nello svolgimento di attività nelle situazioni di vita quotidiana e nelle interazioni che in esso hanno luogo Il pedagogista sociale si occupa dell'interazione tra le persone e la società: come la società ha degli effetti nello sviluppo del singolo e come le persone influenzano la società in cui vivono. ● Si occupa del rapporto educazione-società in termini di influenza o azione della società sulla crescita umana e azione dell'educazione sulla società ● È il sapere relativo a processi educativi diffusi che costituiscono parte integrante dell'agire sociale

● Richiama e pone attenzione alle valenze e responsabilità educative di una pluralità di attori e agenzie (soprattutto non formali e informali) della società Tra il XIX e il XX secolo si svolge un acceso dibattito per dare legittimazione epistemologica alla pedagogia come scienza autonoma, ovvero un complesso organico e sistematico delle conoscenze sull'agire educativo. Dewey afferma che “la scienza dell'educazione è un insieme di metodi sistematici di indagine che, una volta impegnati a determinare una serie di fatti, possono permettere di comprenderli meglio e controllarli più intelligentemente”. La riflessione pedagogica è teorica ma basata su una base empirica poiché muove sempre la categoria di ordine pratico che sono determinate empiricamente e localmente. La Striano afferma che “la pedagogia, come ogni scienza dell'uomo, racchiude in sé un momento nomotetico ed un momento idiografico; ha necessità di individuare leggi, norme possibilmente generalizzabili, e di disegnare modelli applicabili a diversi contesti, ma ha anche necessità di indagare, interpretare e comprendere il particolare, l'hic et nunc esperienziale”. La ricerca pedagogica non è solo di tipo osservativo-descrittivo, ma anche interpretativo: ciò richiede una costante revisione critica delle proprie istanze culturali, ideologiche e politiche. Specificità della pedagogia sociale: ● Rapporto tra educazione delle nuove generazioni e costruzione della comunità civile ● Educazione come compito sociale che riguarda tutta la comunità, seppur con diverse responsabilità ● Rapporto educativo come processo necessariamente sociale: l'educazione è di origine sociale e deve promuovere un intenzionalità verso il bene comune ● Rapporto educativo come processo necessariamente politico: l'educazione permette a ciascuno di acquisire gli strumenti per integrarsi nella vita civile e sociale e al contempo il divenire interprete dei valori sociali e culturali del contesto sociale di appartenenza, grazie all'esercito di uno sguardo critico verso la vita sociale e civile di cui partecipa Il sociale: ● È una costituente della natura umana ma come tale non è qualcosa di dato, bensì si sviluppa con lo sviluppo dell'essere umano ● Non si contrappone all'individuale: queste sono due dimensioni proprio della natura umana ● Le persone necessitano di altre persone per poter essere e poter vivere La ricerca della pedagogia sociale presenta una pluralità di approcci di ricerca ● Descrittivo per cogliere le caratteristiche più evidenti di una realtà presa in esame

La pedagogia come scienza autonoma necessita di acquisire un metodo di indagine rigoroso e di dialogare con altre scienze, attraverso il confronto diretto con le fonti, ossia i problemi concreti che emergono dalla pratica educativa, da identificare e studiare attraverso l'applicazione del metodo scientifico. Secondo Dewey, la pedagogia e’ una scienza perché si basa sulla produzione di metodi d’indagine. Usa altre conoscenze provenienti da altre discipline. In Italia si sviluppano due prospettive di sviluppo: ● Metodologico-funzionalista: basata sul paradigma empirico-sperimentale ispirato alle scienze naturali e tendente ad una conoscenza nomotetica. ● Alternative (orientamento marxista, laico o cattolico): si recuperano l'autodeterminazione umana e la coscienza ideografica ○ Si mettono in luce gli scopi psicosociali e politici dell'educazione per la realizzazione di una diversa umanità ○ Il problema educativo si estende a tutta la vita, in tutte le sue forme e in tutti i suoi atteggiamenti, nella scuola e fuori dalla scuola Le scienze dell'Educazione presentano quattro settori di conoscenza scientifici: ● Psicologico, che riguarda la conoscenza del discente e dei processi di apprendimento ● Sociologico, che riguarda lo studio del rapporto scuola e società ● Metodologico-didattico, che riguarda mezzi, metodi e strumenti dell'educazione ● Contenutistico, che riguarda l'analisi delle discipline di insegnamento e della conoscenza in generale Elementi caratterizzanti la pedagogia come scienza autonoma:

La pedagogia sociale si distingue dalla pedagogia generale in quanto, pur condividendone l'intero apparato teorico, rileva e approfondisce quelle tematiche che si riferiscono all'impegno educativo in seno alla realtà sociale. Inoltre, la pedagogia sociale condivide la centratura sulle relazioni tra educatori ed educandi con le scienze dell'educazione e si occupa del comportamento umano in relazione alla società come le scienze sociali. Lezione 3 Il termine pedagogia sociale è usato per la prima volta in Germania: Wilhelm Educard Mager lo conia negli anni ‘40 del 1800. Diesterweg (1790-1866): ● Orientamento pratico alla pedagogia sociale in risposta alla situazione socio-politica del tempo (rivoluzione industriale come pericolo sociale). ● Pedagogia come risposta pratica per aiutare i poveri che vivevano in condizioni di deprivazione e degrado. ● Il pensiero pedagogico cambia in base alle esigenze del contesto storico, culturale e politico. ● Teoria areligiosa e apolitica Natorp (1854-1924): ● Filosofo e educatore tedesco ● è il primo a trattare la pedagogia sociale da un punto di vista teorico-scientifico e normativo. ● Vede un rapporto biunivoco tra educazione e società in quanto l'educazione è condizionata socio-culturalmente e il rinnovamento sociale è il risultato di interventi educativi razionalmente orientati. ● Pedagogia e sociologia sono inseparabili

Lezione 4 Film Lezione 5 Marginalità e devianza Marginalità e devianza non corrispondono. La marginalità è un fenomeno di allontanamento e/o periferizzazione dovuto a diversi fattori: povertà, etnia, contesto storico o socio-culturale… E’ un fenomeno dinamico: non si nasce con tale status che viene in realtà acquisito nel tempo in modo volontario o involontario. La marginalità riflette la struttura economica della società, che è un sistema sociale caratterizzato da disuguaglianze e organizzato in un centro e in una periferia. Essa però non riguarda solo la povertà: è infatti multidimensionale. Esistono diverse nozioni di marginalità: ● esclusione dall’accesso ai processi di un sistema sociale di tipo produttivo, decisionale, distributivo (ottica prevalente nelle riflessioni teoriche di stampo funzionalista e marxista) ● sradicamento sociale e incertezza di stato causata da transizioni nell’appartenenza etnica, territoriale, professionale… (ottica prevalente nelle riflessioni teoriche sugli aspetti culturali e psicologici dei processi di differenziazione sociale) La marginalità nelle società pre-moderne non era percepita come un problema: comincia ad essere tale con la società industriale, capitalistica. Il pieno riconoscimento inizia nel XIX secolo, quando i diritti umani iniziano a diffondersi. Oggi la marginalità non è di pochi, è costituente della società e esistono nuove forme di marginalizzazione. Germani nel 1976 identifica 5 fattori che possono spiegare il fenomeno:

  1. economici
  2. politici
  3. culturali
  4. psicosociali
  5. demografici La devianza è la differenza tra il comportamento previsto dalle norme sociali condivise e quello messo in atto. E’ un dato universale: se tutti ci conformassimo alle alle norme scritte e non scritte non esisterebbe uno sviluppo sociale. La devianza è un fatto universale ma può assumere forme molto diverse e non dipende dal comportamento messo in atto, ma dall'interpretazione che se ne dà. La devianza viene teorizzata e compresa da diverse prospettive contrastanti tra loro e cambiate nel tempo:
  6. Devianza come patologia da estirpare, qualità intrinseca del soggetto
  1. Devianza come scostamento dalla distribuzione normale a livello statistico
  2. Devianza come condotta trasgressiva, non seguire regole enormi sociali stabilite Esistono tre contesti educativi principali nell'ambito della devianza:
  3. Ambito penale: carcere con intento educativo
  4. Ambito della dipendenza e della prostituzione: lavoro educativo con soggetti che abusano di sostanze e coinvolte nello sfruttamento sessuale
  5. Ambito dell'emarginazione: lavoro educativo con adulti emarginati e di tutela dei Minori in svantaggio sociale Non tutti in comportamenti devianti sono punibili dalla legge. Per il pedagogista sociale è importante l'emarginazione e la devianza che la causa. Lezione 6 Il lavoro educativo in carcere Francesca Rapanà: tirocinio nell'area educativa del carcere di Padova nel 2002 La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. La pena non ha valore punitivo: deve tendere alla rieducazione. Essa può essere modificata: le persone che escono gradualmente dal carcere sono meno recidive. Gli stranieri in carcere sono in una percentuale maggiore perché non hanno i requisiti per scontare la fine della pena all'esterno (ad esempio, non hanno una famiglia che li possa aiutare oppure mancano i fondi per entrare nella comunità). Esperienza teatrale presso la casa circondariale di Montorio, sezione femminile. Nell'ambiente carcerario le immagini ma soprattutto i suoni acquistano un significato che non è comprensibile, è sconosciuto al mondo fuori, dal momento che solo chi è in carcere soffre questi suoni nella solitudine della Cella. Da qui partono riflessioni universali che spalancano le finestre e le porte del pensiero, allargandosi ai suoni del vasto universo che ci circonda ed ha senso alla nostra esistenza. Le donne detenute grazie al teatro hanno avuto una possibilità di sfogo e di espressione e hanno avuto l'opportunità di presentare il loro spettacolo alle scuole in modo da insegnare qualcosa a dei ragazzi più giovani. Lezione 7- Bertolini e i ragazzi difficili Nasce nel 1931 e muore nel 2006. Percorso di studi: maturità classica a Milano e laurea in filosofia a Pavia con Enzo Paci Tra il 1958 e il 1968 dirige l'istituto penale minorile Beccaria di Milano. Tra il 1969 e il 2006 insegna all'Università di Bologna.

Distorsione di intenzionalità (eccesso dell'io): onnipotenza, assenza di principio di realtà, totale rifiuto dell'altro. Sono delle categorie interpretative, dei modelli: dietro ad uno stesso comportamento ci possono essere difficoltà diverse nell'attribuire significato al mondo. Ogni intervento pedagogico deve ripercorrere momenti passivi della formazione della soggettività, la sua storia culturale e familiare, ma come punto di partenza da oltrepassare. Non ci si può limitare a conoscere il passato del ragazzo. Alcuni luoghi di intervento educativo sono il corpo, i modelli di intenzionalità e il mondo dato per scontato. L'approccio educativo secondo il paradigma fenomenologico prevede la comprensione dell'intenzionalità, ovvero il senso che il ragazzo dà al suo comportamento, la costruzione di una nuova visione del mondo e la centralità della relazione (non dare modelli di comportamento, ma aiutare a costruirsi unità di senso). Il soggetto si costruisce come soggetto in relazione con il mondo. Si parla di eccesso di mondo quando il ragazzo è caratterizzato da ricerca di soddisfazione immediata, fuga da sé e svalutazione. Si parla invece di eccesso di io quando il ragazzo è caratterizzato da irrerazionismo , disobbedienza , ribellione e/o violenza. I due estremi sono un modo di concettualizzare la situazione. Il corpo è uno dei primi filtri con cui esperiamo il mondo. Il processo di rieducazione è atto a produrre un cambiamento nella visione del mondo. Conoscere il ragazzo significa vedere la sua visione del mondo. Entropatia significa capire cosa significa un evento per un'altra persona. Tra il pedagogista e il ragazzo difficile si deve creare una sorta di transfert. Fasi dell'intervento educativo:

  1. Conoscere il ragazzo, cogliere la sua visione del mondo: conoscenza comprendente, entropatia, lavoro di equipe.
  2. Destrutturazione e ristrutturazione, trasformare l'immagine di sé rompere profezie fatte da sé, attraverso attività che richiedono nuove competenze o un nuovo utilizzo di quelle possedute.
  3. Dilatazione del campo di esperienza: costruire ottimismo esistenziale, educazione al bello, al difficile, all'avventura, attraverso esperienze collettive e la relazione con l'educatore che abbiano carattere di eccezionalità.
  4. Costruzione di una nuova visione del mondo, nel presente e per proiettarsi nel futuro. L'educatore deve presentare le seguenti caratteristiche: ● Disponibilità (empatia e mettere fra parentesi pregiudizi) ● Autocontrollo, professionalità (non aver fretta di risultare simpatico) ● Autorevolezza: distanza pedagogica, porsi come vincolo per garantire stabilità ● Esempio di intenzionalità, non come modello (transfert pedagogico) Campeggio estivo Lezione 9

Comunità e territorio Non esiste una definizione univoca di comunità.