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Introduzione alla Disabilità: Modelli Concettuali e Approcci Educativi - Prof. Lascioli, Appunti di Pedagogia

Appunti presi a lezione di Pedagogia Speciale

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 15/04/2019

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PEDAGOGIA SPECIALE , Prof. Angelo Lascioli 27/09
Pedagogia speciale- > riflessione teorico pratica che si occupa di persone che hanno bisogni speciali, di persone che
vivono le condizioni di disabilità. In passato per queste persone non c’era un’educazione speciale per loro, anzi i bambini
nati con disabilità venivano soppressi o segregati in casa o in istituzioni delegate ad accogliere queste persone.
Il resto della società voleva liberarsene.
Non si credeva nell’educabilità di queste persone.
Esempio bambino selvaggio trovato in Francia (1700) -> ipotesi che per certe persone era inutile l’educazione, perché era
impossibile, idea che ci fossero persone non educabili era supportata dalla scienza.
Oggi invece l’educazione non pensa di costruire degli involucri intorno a queste persone , ma di aiutarli a costruire le loro
normali vite.
Educatore speciale-> si avvicina agli speciali bisogni di queste persone non di costruire intorno a loro dei recinti, ma di
aiutarli a vivere una vita normale, perché è quello che loro vogliono.
Le disabilità oggi ci parlano di NORMALITA’ non più di disabilità.
Motto: “Nulla su di noi senza di noi” .
Prima che tu prenda una decisione su di me, devi pensare a me.
Spesso i genitori di queste persone decidono per loro.
Differenza tra genitori e educatori- > le cose spesso non coincidono. Il genitore talvolta non è un buon educatore. Perché
non si fonda solo sul voler bene -> perché porta a mettere in atto azioni che non sono educative, tipo quelle iperprottettive.
L’educatore deve sempre mettere in atto interventi educativi.
Cogliere le asimmetrie per lavorare sulla riduzione delle asimmetrie.
Conoscenze:
-1. Conoscere il campo di studio della pedagogia speciale, il suo linguaggio specifico, i riferimenti teorici e metodologici
fondamentali e i maggiori documenti internazionali in materia di disabilità.
2. Conoscere le caratteristiche dell’azione educativa speciale e come si progetta un intervento educativo speciale, sapendo
distinguere tra differenti tipologie di disabilità e diverse forme di bisogno educativo speciale.
3. Conoscere i paradigmi scientifici di riferimento della ricerca pedagogico-speciale.
Abilità:
4. Saper agire in modo conforme al profilo professionale dell'educatore nei contesti che erogano servizi educativi alle
persone con disabilità.
5. Essere in grado di reperire fonti pertinenti ed efficaci rispetto ai problemi educativi delle persone con disabilità e sapere
progettare interventi educativi idonei a rispondere alle loro necessità educative speciali.
6. Saper mettere in atto le modalità d’approccio, di tipo educativo, idonee e funzionali alle differenti tipologie di disabilità
e alle diverse forme di bisogno educativo speciale.
1a parte
20 domande chiuse
3/4 domande aperte sui testi fondamentali
2a parte -> 2 spazi liberi dove bisogna parlare di un capitolo, argomento trattato nei libri a scelta. x ogni spazio libero 3
punti. Indagare i due temi che ho scelto.
Libri a scelta:
1-Nido inclusivo e bambini con disabilità.
2- Attività motoria compensativa.
No preappelli
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Scarica Introduzione alla Disabilità: Modelli Concettuali e Approcci Educativi - Prof. Lascioli e più Appunti in PDF di Pedagogia solo su Docsity!

PEDAGOGIA SPECIALE , Prof. Angelo Lascioli 27/

Pedagogia speciale- > riflessione teorico pratica che si occupa di persone che hanno bisogni speciali, di persone che vivono le condizioni di disabilità. In passato per queste persone non c’era un’educazione speciale per loro, anzi i bambini nati con disabilità venivano soppressi o segregati in casa o in istituzioni delegate ad accogliere queste persone. Il resto della società voleva liberarsene. Non si credeva nell’educabilità di queste persone.

Esempio bambino selvaggio trovato in Francia (1700) -> ipotesi che per certe persone era inutile l’educazione, perché era impossibile, idea che ci fossero persone non educabili era supportata dalla scienza. Oggi invece l’educazione non pensa di costruire degli involucri intorno a queste persone , ma di aiutarli a costruire le loro normali vite.

Educatore speciale-> si avvicina agli speciali bisogni di queste persone non di costruire intorno a loro dei recinti, ma di aiutarli a vivere una vita normale, perché è quello che loro vogliono.

Le disabilità oggi ci parlano di NORMALITA’ non più di disabilità.

Motto: “ Nulla su di noi senza di noi”. Prima che tu prenda una decisione su di me, devi pensare a me.

Spesso i genitori di queste persone decidono per loro. Differenza tra genitori e educatori- > le cose spesso non coincidono. Il genitore talvolta non è un buon educatore. Perché non si fonda solo sul voler bene -> perché porta a mettere in atto azioni che non sono educative, tipo quelle iperprottettive.

L’educatore deve sempre mettere in atto interventi educativi.

Cogliere le asimmetrie per lavorare sulla riduzione delle asimmetrie.

Conoscenze: -1. Conoscere il campo di studio della pedagogia speciale, il suo linguaggio specifico, i riferimenti teorici e metodologici fondamentali e i maggiori documenti internazionali in materia di disabilità.

  1. Conoscere le caratteristiche dell’azione educativa speciale e come si progetta un intervento educativo speciale, sapendo distinguere tra differenti tipologie di disabilità e diverse forme di bisogno educativo speciale.
  2. Conoscere i paradigmi scientifici di riferimento della ricerca pedagogico-speciale.

Abilità:

  1. Saper agire in modo conforme al profilo professionale dell'educatore nei contesti che erogano servizi educativi alle persone con disabilità.
  2. Essere in grado di reperire fonti pertinenti ed efficaci rispetto ai problemi educativi delle persone con disabilità e sapere progettare interventi educativi idonei a rispondere alle loro necessità educative speciali.
  3. Saper mettere in atto le modalità d’approccio, di tipo educativo, idonee e funzionali alle differenti tipologie di disabilità e alle diverse forme di bisogno educativo speciale.

1a parte 20 domande chiuse 3/4 domande aperte sui testi fondamentali

2a parte -> 2 spazi liberi dove bisogna parlare di un capitolo, argomento trattato nei libri a scelta. x ogni spazio libero 3 punti. Indagare i due temi che ho scelto.

Libri a scelta: 1-Nido inclusivo e bambini con disabilità. 2- Attività motoria compensativa.

No preappelli

________________________________________________________________________________

Primo argomento della Prima Lezione

IL SIGNIFICATO DI DISABILITA’ IN BASE ALL’ONU E LE RICADUTE SUL PIANO DELL’INTERVENTO

EDUCATIVO

Disabilità -> parola sviluppata dall’uomo che rinvia ad un concetto , non ad un oggetto, che cambia nel tempo. Il significato di disabilità è mutato nel corso del tempo come è cambiata anche la rappresentazione delle disabilità nella storia.

Video “Il circo della Farfalla” -> modo di guardare la disabilità. Molto dipende da come guardiamo le disabilità. Will. Si può vivere con qualità la vita anche se la natura non ci ha dato tutto quello che volevamo. Le stesse persone con disabilità sono i modelli + forti per le stesse persone con disabilità. Due concetti diversi di disabilità si vedono guardando Will. È quello che vedo, o è quello che penso. Cos’è che lo rende effettivamente disabile?

Sulla disabilità si sono sviluppate concettuali diverse. Il concetto di disabilità è parte della nostra formazione. La disabilità non è per tutti la stessa cosa. La definizione della disabilità ha occupato L’ONU e l’organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Un forte input verso una definizione scientifica di disabilità, lo si deve ai documenti dell’ONU e dell’OMS.

Si farà qui riferimento ai seguenti:

• la classificazione ICIDH (International Classification of Impairments Disabilities and Handicaps) (OMS, 1980) ,

operazione del classificare le disabilità serve agli esperti per riuscire a dare una definizione.

• La International Classification of Functioning, Disability and Health ( OMS, 2001) ICF

• La Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (Assemblea delle Nazioni Unite, 2006).

IDEA DI DISABILITA’ -> molto importante nell’educazione, dipende da che idea hai tu di disabilità.

Oggi i disabili sono per lo più anziani perché le cause della disabilità sono cambiate nel tempo. -> una volta durante la guerra i disabili erano dai 18-30/40 , coloro che avevano combattuto nella prima GM Anni ’60-‘70 -> eventi bellici ma anche meningiti e poliomieliti -> malattie infettive cause della disabilita. Anni 2000 -> disabilità vengono dall’allungamento della vita media. Oggi -> disabilità di coloro che sopravvivono a fenomeni traumatici: ex trauma cranico (incidenti stradali), operai che hanno incidenti sul lavoro (ex lesione midollare),

L’anziano che diventa disabile è diverso dal disabile che invecchia. -> fenomeno del disabile che invecchia è nuovo -> non invecchiavano perché non c’era una ricerca scientifica mirata sulle malattie di queste persone.

Malattie non guaribili ma curabili ->

Disabilità che colpiscono l’infanzia:

• paralisi cerebrale infantili -> anche durante il parto , il bambino subisce una perdita di possibilità di ossigenare

il sangue e il cervello , carenza di ossigeno -> quindi paralisi cerebrale infantile. Il cervello quando muore , muore partendo dalle aree sottocorticali che riguardano l’area motoria -> quindi i bambini avranno dei problemi e delle difficoltà motorie. Le cause sono diverse, possono essere anche in fase prenatale non solo perinatale. Non vuol dire insufficienza mentale!

Concettualizzare la disabilità non è scontato , perché è una parola che rinvia ad un concetto, definire il disabile con la sua menomazione è una forma semplicistica. I disabili sono cechi sordi paraplegici , è la meno scientifica, ed è la prima che si è sviluppata, guarda la disabilità solo negli aspetti biologici, criterio dell’alterazione biologica criterio del deficit. È la prima definizione che nasce attorno al sapere medico, l’approccio biologico. La definizione del malato con il nome della malattia è proprio parte della cultura medica. Il medico guarda la malattia e la definisce. La persona con disabilità non vuole essere pensata e riconosciuta con la sua disabilità. Ma come persone che hanno una problematica. Ho visto un down / ho visto una persona con la sindrome di Down. Forma mentis dell’educatore -> modo in cui hai formato il tuo pensiero e lo porti nel tuo lavoro.

Il primo tentativo per elaborare una concezione non solo medica, perché le disabilità non sono malattie. No forme riduttive.

Classificazione ICDH 1980

• i termini “ deficit/menomazione”, “disabilità” e “handicap” sono spesso confusi tra loro, come se si trattasse di

sinonimi;

• L’operazione culturale dell’OMS

• Inoltre, ha offerto una logica interpretativa, su base scientifica, del significato di menomazione…

Modello concettuale delle disabilità ICDH : MENOMAZIONE -> riguarda un organo o un apparato funzionale. Ogni perdita o anomalia strutturale, funzionale, fisica o psichica

DISABILITA’ -> no malattie ma causate delle malattie , si manifesta a livello di persona , aspetto personologico. Ogni limitazione della persona nello svolgimento di attività secondo i parametri considerati normali per un essere umano.

HANDICAP -> si manifesta a seguito dell’interazione con l’ambiente. È uno svantaggio che limita o impedisce il raggiungimento di una condizione sociale normale ( in relazione alla età, al sesso, e ai fattori sociali culturali).

Il modello interpretativo ICIDH (1980) è il riferimento scientifico sotteso al modello dell’integrazione scolastica degli alunni certificati con handicap.

La legge italiana 1992 -> si usa ancora il termine handicap , dal 2001 scompare dai documenti perché si ritiene che la parola handicap non rappresenti più un termine tecnico per descrivere le condizioni di disabilità. Dal 2001 quindi non si usa più in contesto scientifico la parola handicap.

La definizione di “persona con handicap” riportata nella legge 104/1992 si ispira all’ICIDH (OMS, 1980)

• Persona con Handicap è “colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o

progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale e di emarginazione” (Legge 104/92, articolo 3, comma1).

Menomazione -> Disabilità -> Handicap

Oltre la prospettiva individuale: la disabilità come prodotto della relazione individuo-ambiente

• Risulta evidente al lettore che la logica ICIDH di interpretare il significato di disabilità ha il limite di ricondurre il

senso e la portata di tale condizione esclusivamente all’ampiezza e alla gravità delle limitazioni individuali, indipendentemente da atri fattori o concause.

• La novità introdotta dall’ICF consiste nel guardare alla condizione di disabilita come effetto della complessa e

multifattoriale interazione tra individuo e ambiente;

• In base a tale logica, nell’ICF viene abbandonato l’uso del termine “handicap” il significato viene ricompreso

nella ridefinizione, in senso allargato …

Il paradigma scientifico biopsicosociale = modo di interpretare la realtà in base al quale non posso vedere una cosa alla volta ma devo imparare a leggere le cose nelle loro interazioni reciproche.

-> rappresenta una svolta paradigmatica, il cambiamento del modo di concepire una realtà. Ci porta ad una lettura delle disabilità -> che è il modello ICF delle disabilità (OMS, 2001)

Modello bidirezionale , non a cascata come l’ICIDH. Non è vero che il processo dialogico a cascata mi spiega il funzionamento del procedimento umano.

La definizione dell’ ICF ( OMS,2001) : la prospettiva biopsicosociale e l’abbandono del termine handicap.

• nel 2001, l’OMS , con a pubblicazione dell’ICF “ la disabilità viene definita come la conseguenza o il risultato di

una complessa relazione tra la condizione di salute ( malattie, disturbi, ecc.) di un individuo, i fattori personali e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive il soggetto”. Complessità = irriducibilità al semplice.

Il campo nel quale opera l’educatore è il campo dei fattori contestuali =fattori ambientali + fattori personali.

Il paradigma scientifico biopsicosociale

DIMENSIONE BIO:

  • Montessori , riconoscere gli oggetti con il tatto ai bambini con disabilità -> letterine di legno con il bordo ruvido, le faceva toccare, le riconoscevano grazie all’esplorazione sensoriale, traccia sensoriale -> conoscenze a partire dall’esperienza motoria sensoriale. Percorri il bordo con il dito -> perché questa esperienza supporta un Processo Cognitivo che è quello che serve al bambino per riconoscere la lettere, competenze cognitive che si fondano su esperienze sensoriali. -> dimensione dipendente dal corpo.

• Sangalli -> Costruiamo un rettangolo sul pavimento, poi una croce dentro al rettangolo. Avanti indietro dx sx ->

poi anche in uno spazio più allargato riuscirà ad orientarsi. “nulla di ciò che si trova nell’intelletto sarebbe lì se prima non è stato nella mano” Aristotele.

DIMENSIONE PSICO:

Fatta di moltissimi elementi , ex: autostima è difficile per una persona con disabilità specialmente intellettiva avere autostima.

• Winnicot -> Falso sé -> i bambini a volte hanno di sé un’opinione falsa.

• In alcuni casi si sviluppa “ impotenza appresa ” -> il nostro cervello a volte apprende anche cose che non ci fanno

bene , anche a livello motorio. ex: A volte impari a camminare zoppo se ti fa male un piede. Cioè noi impariamo anche a non saper fare, a non riuscire. -> problema psicologico. Componenti psichiche che insieme alle componenti BIO fanno la loro parte. Magari dice che non ha capito ma non è vero. È abituato a non essere capace anche se magari lo è , e così inizia veramente a pensare di non essere capace.

• La motivazione , Ziggler ->abbiamo messo in atto uno scotoma = meccanismo sia psichico che fisico per cui noi

a volte non vediamo cose che abbiamo davanti. Dice che tutti abbiamo avuto uno scotoma nelle disabilità intellettive e non abbiamo capito che la parte del leone nelle disabilità intellettive la fa la MOTIVAZIONE. L’immaginario, il desiderarlo, il volerlo. L’educatore deve riuscire ad aiutare l’altro a visualizzarsi, a potersi vedere, riattivare in lui la dimensione sognante, stimolare l’idea che tu puoi fare, puoi cambiare. Educatore che va a lavorare su un processo rappresentazionale. Qualcosa che aiuta l’altro a gettare se stesso avanti.

Dimensione identitaria Chi sono io tecnico e psichico -> chi sono io per gli altri. Figlio, studente, sorella, collega….

Def. ICF dell’abbandono del termine handicap e la prospettiva biopsicosociale.

Secondo l’ICF il contrario di disabilità è FUNCTIONING -> ovvero con il corpo riescono a fare delle cose che li fanno star bene con loro stessi e con gli altri.

Determinate da fattori ambientali e fattori personali che se agiscono come barriere ho il disability se agiscono come facilitatori ho functioning.

Parte presa da internet per studiare l’ICF x esercitazione :

La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) fa parte della Famiglia delle Classificazioni Internazionali dell’OMS insieme all’ International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems 10th revision (ICD-10), all’ International Classification of Health Interventions (ICHI), e alle Classificazioni derivate. ICF fornisce sia un linguaggio unificato e standard, sia un modello concettuale di riferimento per la descrizione della salute e degli stati ad essa correlati (ICF, WHO 2001, pag 3). ICF rappresenta una revisione della Classificazione Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità e degli Handicap (ICIDH) pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1980 a scopo di ricerca. Il testo dell’ICF è stato approvato dalla 54° World Health Assembly (WHA) il 22 Maggio 2001 e ne è stato raccomandato agli Stati Membri l’uso nella ricerca, negli studi di popolazione e nella reportistica. È stata accettata come una delle Classificazioni delle Nazioni Unite. In quanto tale, costituisce lo strumento adeguato per la realizzazione di mandati internazionali a difesa dei diritti umani nonché di normative nazionali (ICF, WHO 2001, pag 6). L’OMS raccomanda l’uso congiunto di ICD-10 per codificare le condizioni di salute e di ICF per descrivere il funzionamento della persona. ICF è stata tradotta e pubblicata in molti Paesi. Una prima traduzione italiana è del 2002 relativa alla prima edizione OMS del 2001. A partire dal 2009 è stata pubblicata su questo Portale la versione on-line di ICF 2001 a cura del Centro Collaboratore italiano per la Famiglia delle Classificazioni Internazionali. Sarà disponibile a breve una versione on-line di ICF aggiornata. Come ogni classificazione, anche ICF è stata pensata per essere aggiornabile. A tal fine, l’OMS ha attivato una procedura di aggiornamento della Classificazione, aperta al contributo di tutti gli utilizzatori, per integrarla, modificarla e migliorarla. Tale procedura si avvale di una piattaforma on-line per l'aggiornamento. A seguito del processo di aggiornamento, l'OMS ha pubblicato gli aggiornamenti per gli anni 2011, 2012 e 2013, tradotti dal Centro Collaboratore italiano per la Famiglia delle Classificazioni Internazionali e pubblicati su questo Portale. Scopi di ICF La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute:

• fornisce una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute come interazione tra individuo e

contesto;

• costituisce un linguaggio comune per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlate, allo scopo di

migliorare la comunicazione fra operatori sanitari, ricercatori, pianificatori, amministratori pubblici e popolazione, incluse le persone con disabilità;

• permette il confronto fra dati raccolti in Paesi, discipline sanitarie, servizi e momenti diversi;

• fornisce una modalità sistematica per codificare le informazioni nei sistemi informativi sanitari.

ICF può essere utilizzata in tutti quei sistemi che hanno attinenza con la salute, come ad esempio quello della previdenza, del lavoro, dell'istruzione, delle assicurazioni, dell'economia, della legislazione e quelli che si occupano delle modifiche ambientali. Per farlo è necessario definire protocolli di utilizzo di ICF come linguaggio e come modello descrittivo dello stato di salute.

L’acronimo ICF sta ad indicare la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute e fa parte della più ampia famiglia delle Classificazioni Internazionali dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Il testo dell’ICF è stato approvato dalla 54° World Health Assembly (WHA) il 22 Maggio 2001 , come revisione della Classificazione Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità e degli Handicap (ICIDH) pubblicata nel 1980. Il suo utilizzo è stato stato raccomandato agli Stati Membri e risulta accettata come Classificazione delle Nazioni Unite; per tale motivo viene utilizzata per la difesa dei diritti umani. L’ ICF è stata pubblicata con una prima traduzione in Italia nel 2002, mentre dal 2009 si è resa disponibile una versione on-line consultabile al seguente link e aperta al contributo di tutti gli utilizzatori.

A COSA SERVE

L ’ICF è una classificazione che mira a descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere tutte quelle difficoltà che nel contesto di riferimento possono causare difficoltà. L’ICF descrive le situazioni di vita quotidiana in relazione al loro contesto ambientale evidenziando l’unicità di ogni persona piuttosto che mettere in risalto la sua salute o la sua disabilità. La classificazione è uno strumento importantissimo dalle molteplici funzioni:

• garantisce uno standard per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlata. In questo modo la

comunicazione tra i vari professionisti diventa univoca e sempre comprensibile;

• permette di produrre una reportistica e di raccogliere dati che possono essere scambiati anche tra i vari Paesi

delle Nazioni Unite;

• fornisce una base scientifica per la comprensione della salute intesa come interazione tra individuo e contesto.

Questo ultimo punto in particolare interessa a noi tecnici delle costruzioni, perché ci aiuta nella progettazione: conoscere e comprendere quali necessità hanno le persone, in base al loro stato di salute, ci permette di produrre ambienti adatti e vivibili. L’ICF infatti può essere utilizzata in tutti quei sistemi che hanno attinenza con la salute (previdenza, istruzione, lavoro…) e in quelli che si occupano delle modifiche ambientali.

GLI OBIETTIVI DELL’ICF

La classificazione ICF sottolinea l’importanza di analizzare la disabilità facendo riferimento ai molteplici aspetti che la denotano come esperienza umana universale , che tutti possono vivere nel corso della loro esistenza. La disabilità infatti non è vista solo come un deficit ma piuttosto come una condizione che va oltre la limitazione superando le barriere, sia mentali che architettoniche. L’ICF propone dunque un’ analisi dettagliata delle possibili conseguenze sociali della disabilità avvicinandosi con umanità e rispetto alla condizione del disabile. L’importante innovazione introdotta dalla classificazione è che essa analizza lo stato di salute degli individui ponendolo in relazione con l’ambiente circostante e giungendo alla definizione di disabilità, intesa come una condizione di salute all’interno di un ambiente sfavorevole.

Educazione SPECIALE

Disabilità è l’individuo e l’ambiente! -> concetto di disabilità -> conseguenze dei danni alla salute che il singolo porta su di se indipendentemente dall’interazione con l’ambiente. Ottica ICF -> ruolo dell’educatore opera sui contesti -> facilitazione e ….

Educatore speciale

Ottica educativa della disabilità Se vediamo questi pensatori (molti erano medici, ex. Montessori) che hanno costruito la pedagogia speciale sono di due categorie:

1. Riflessione che viene dai medici pedagogisti legato a uno sguardo tecnico scientifico, che si sono occupati

storicamente delle disabilità psichiche , intellettive , che hanno lavorato con adulti -> medici pedagogisti. Sguardo di questi pensatori era orientato a vedere come favorire in queste persone un incremento umano. -> non solo un percorso di abilitazione ma anche per aiutare queste perone a divenire + umani, a collocarsi nella società umana. Ipotesi che ci fossero anche gli ineducabili -> non in grado di sviluppare una coscienza di umanità, non erano fatti oggetto di una progettualità educativa. Se non penso che tu abbia divenire allora non faccio progetti. L’educatore invece pensa che se aiutato puoi sviluppare le capacità per riuscire ad appartenere all’umana società, quindi è utile fare progetti.

• Louis Braille (1809-1852) il merito di aver inventato l’alfabeto Braille, ancora oggi utilizzato dalle persone non

vedenti. Lui trasforma l’intuizione di Klein in un metodo. Nei 6 puntini che è la matrice 1 o 2 sono in rilievo, e così il non vedente decodifica immediatamente la lettera appoggiando il dito. Dalla costruzione delle parole alla costruzione dei discorsi. La lettura in Braille è molto veloce. Dito DX dito SX -> è lo stesso meccanismo dell’occhio che avviene nelle dita.

L’educazione dei disabili mentali alle origini

• La disabilità intellettiva, fino alle soglie dell’800 è assolutamente esclusa sia dal consorzio sociale sia da

riflessioni aventi una qualche istanza educativa.

• Fino a questa. Epoca è totalmente assente una riflessione pedagogica per le persone disabili, che eccezionalmente

vengono tolte dalle strade e raccolte in istituzioni animate da obiettivi di tipo filantropico e non certo, ancora, educativo. Ex: Ospizio degli Incurabili fondato a Parigi nel 1632 e destinato ad accogliere indigenti affetti da malattie incurabili, fra i quali idioti, insufficienti mentali lievi, ciechi e paralitici. Andavo distinti anche in base all’età -> intuizione che i bambini vanno gestiti in modo diverso dagli adulti , perché non sono adulti in miniatura. Intuizione che è proprio di questo periodo.

• Iniziano a inventare la musico terapia , l’orto terapia, la pet terapia. -> i primordi di quelle cose che ancora oggi

sono ancora utilizzate.

Si deve allo psichiatra francese Philippe Pinel aver separato i disabili mentali dai criminali comuni e aver liberato loro dalle catene.

• Pinel (1745-1826) , contributo è di are affrancato la malattia mentale all’aura di misterp, disagio, irrazionalità,

superstizione che le ammanettava e dj aver contribuito a produrre una nuova concettualizzazione del malato mentale

Il ritrovamento nel 1799 in Francia di Victor, il ragazzo selvaggio della foresta dell’Aveyronne. Il medico Itard decide di provare ad educarlo.

Prof. Francesco Fusillo -> So.Di.Linux = Software didattico libero -> canale Youtube. -> insegnante di sostegno. -> artigiano della didattica

(Obsolescenza programmata)

Costituzione della Repubblica Italiana.

Don Milani -> Lettera a una professoressa.

TFA = Tirocinio Formativo Attivo

VIDEO

Victor -> disabilità dello sviluppo intellettivo, spettro autistico Anna dei miracoli -> bambina con disabilità sensoriale, è sordo cieca.

Plasticità ….. -> capacità del cervello distruttore quelle parti inutilizzate per dare una mano alle altre parti utilizzate -> Ex: area cerebrale occipitale (vista) se una persona non vede il cervello utilizza quell’area a sopporto di un’altra area -> ex: più abili di riconoscere le cose al tatto.

Disabilità intellettive -> principio -> sfruttare quelle capacità in cui le persone riescono -> massima economizzazione ….

Livello di apprendimento che passa attraverso l’azione —> ti insegno facendo. Non vado a lavorare sull’astratto ma sul concreto.

Le persone con disabilità intellettive una volta venivano ritenute incapaci di apprendere e dunque venivano gestite in contesti protetti ma non ricevevano un’azione educativa. Il 90% non ha una disabilità intellettiva grave ma lieve. Sono in grado di apprendere e possono anche raggiungere discreti livelli di apprendimento. Ex: ragazza con sindrome di Down che si è laureata.

Il ritrovamento, nel 1779, in Francia, del ragazzo selvaggio, l’opera pioneristica di Jean Gaspard Itard: -> allievo di Pinel. A dare un forte impulso allo studio del deficit intellettivo fu anche la storia del ragazzo selvaggio dell’Aveyron, un unicum pedagogico nel suo genere, da cui sono derivati importanti corollari non solo nell’ambito della pedagogia speciale, ma nell’ambito educativo nel suo completo. Il suo educatore fu Jean Marc Gaspard Itard (1774-1838), medico ed educatore di grande talento, il cui diario divenne un vero e proprio trattato di educazione speciale che influenzò i più importanti educatori speciali del XIX e XX secolo.

  • 1799 , Francia , foresta dell’Aveyron, ritrovamento di Victord , tentativo del medico e educatore Itard di educare un individuo ritenuto ineducabile dalla società scientifica dell’epoca. Con Itard nasce la Pedagogia Speciale nella misura in cui viene a configurarsi un modo di intendere la Pedagogia in quanto scienza.

La disabilità intellettiva e la disabilità mentale rinviano a due aspetti distinti che rinviano alla psiche dell’uomo. Distinzioni importanti che fanno parte dell’ignoranza informata dell’educatore. Ex: alcune persone che hanno un disturbo autistico che sono molto intelligenti e magari hanno difficoltà affettive, relazionali, comunicazione, linguaggio.

Manicomio = Dentro questi manicomi le persone ricevevano delle terapie

Curare = nonostante la presenza di un disturbo io ho una buona qualità di vita, riuscire a funzionare in modo positivo nell’ambiente in cui si trova nonostante il disturbo. -> non sempre porta alla guarigione ( eliminazione del disturbo).

To care -> prendersi cura, aver cura. To cure -> curare

Con Itard andiamo anche oltre alla concezione pietistica:

• come osservano Canevaro e Gaudreu , si è potuto assistere ad un significativo cambiamento degli atteggiamenti di

pensiero intorno si “diversi”, simbolizzati nella figura del Sauvage (selvaggio/selvatico ), solo a partire alla seconda metà del 700. Non si trattò ancora della nascita di una vera e propria attenzione educativa verso la persona del disabile, quanto dell’embrionale sviluppo di una considerazione scientifica dei concetti “diversi”, gli anormali e i disabili, che si contrapponeva alla diffusa concezione pietistica e morale dei secoli precedenti.

Un vero educatore non si avvicina ad una persona con disabilità per pietà ma per la scienza della pedagogia.

Stereotipia -> comportamenti ripetitivi del corpo e anche della voce, hanno diverse interpretazioni , legate alle emozioni, stress che le persone vivono. spesso presenti in bambini autistici, in molte sindromi genetiche anche nella sindr. Di Down. Anche noi le utilizziamo in certi momenti, quando sbatti da qualche parte e ti fai male o mal di denti che non passa, forme atoconsolatorie. Forme di comunicazione, atti consolatori che a volte dobbiamo lasciarli fare, atti di stress che fanno in un ambiente che per loro è troppo difficile.

Costruire un rapporto personale -> gli pulisce il volto. Errore -> spersonalizzare il rapporto -> lo fanno alcuni educatori, lo fanno anche i medici con i pazienti ma ha più senso ( sapere finalizzato a intervenire sul corpo , i occupo di curare il corpo , non mi interessa sapere chi è).

L’educatore deve avere uno sguardo verso la persona, Interessato alla persona -> punto fondamentale.

Devono esserci 4 caratteristiche tipiche del comportamento autodeterminato:

• autonomia

• autoregolazione

• empowerment

• autorealizzazione: individuo comprende i propri punti di forza e i punti di debolezza per fatturare tale conoscenza.

Punti fondamentali:

• progettare all’interno del contesto

• progettare lifesplan: comprende tutta la vita dell’individuo.

• Evitare il fai da te :

• Tenere in considerazione i bisogni e gli indicatori della qualità di vita

• Tenere in considerazione … valutazione finali per vedere i risultati ottenuti

Concezione nazionale e internazionale.

• Convenzione ONU (2006)

• 50articoli

Vita indipendente Concetto inventato da uno studente universitario negli anni ’60 -> volevano accedere alle aule e ai dormitori come tutti gli altri studenti , infatti loro erano segregati nell’infermeria. 1972 -> fondata la prima agenzia , al momento in Inghilterra ce ne sono 400.

Qualità di vita :

• Benessere fisico

• Relazione materiale

• Benessere emozionale

• Autodeterminazione

• Sviluppo personale

• Relazioni interpersonali

• Inclusione sociale

• Diritti e Empowerment

• Microsistema : legato alla crescita personale dell’individuo e alle opportuntà di sviluppo che gli vengono

presentate.

• Mesosistema:

• Macrosistema:

Il capability approach -> prospettiva basata sull’economia del benessere che sottolimnea l’abilità di essere o di fare di un soggetto.

Capability interne e combinate.

Capability esterne ->

Lavorare sull’autodeterminazione :

• Elencazione delle attività preferite attraverso un’osservazioni dei comportamenti

• Osservare quali sono i comportamenti maggiorente collegati a comportamenti motivati

• Predisporre delle situazioni che prevedano una scelta tra due o più stimoli

• Effettuare una valutazione interattiva ( viene tolta l’attività e poi ripresentata , per vedere la reazione).

Capacità di fare scelte È complesso far scegliere alle persone con disabilità intellettiva grave e autismo tra più alternative soprattutto per fargli comprendere le conseguenze di tali azioni. Complessità di pensare in termini astratti…

Definire degli obiettivi Esperimento Fullerton e Coyne -> propone di fare un disegno a dei soggetti adolescenti ,per sviluppare definire e pianificare degli obiettivi a lungo termine per adolescenti e giovani adulti con la sindrome di Asperger ad alto funzionamento.

Comprendere le conseguenze far comprendere quali sono le aioni necessarie per compiere.

Ci sono varie scale -> lei ne ha analizzate 4 : Arc’s Self Determination Scale Basic Psychological Needs Scale AIR self- Determination Scale

• Solo per persone con disabilità grave.

Scala ADIA -> somministrata alle persone che si occupano dell’individuo.

strutture: organi; funzioni: cosa noi facciamo con gli organi quando lavoriamo con le disabilità dobbiamo avere delle ignoranze informate

DISABILITA’ INTELLETTIVE

recentemente la comunità scientifica ha sostituito ritardo mentale con disabilità intellettiva. Motivi di questo cambiamento perché tende ad assumere connotati stigmatizzanti e negativi; sembra più adatto ad evidenziare la molteplicità delle varie forme con cui si manifestano le disabilità che coinvolgono l’intelligenza (disabilità rinvia a bio-psico-socio, il ritardo fa riferimento alle variabili negative); intellettivo è più specifico che mentale

intelligenza: capacità di adattarsi, di risolvere i problemi distinzione disturbi mentali (può essere presente anche in assenza di disabilità intellettiva) da disabilità intellettiva. La disabilità intellettiva dipende dal funzionamento adattivo non più sulla base dei punteggi del QI. Livelli di gravità vanno misurati in funzione dei processi adattivi. Problema vero che si incontra non è dato dall’ostacolo ritardo mentale ma da funzioni adattive, imitazione è meccanismo di apprendimento più potente del disabile intellettivo (abbiamo neuroni specchio che attiva ciò che vediamo fuori prima che compiamo l’azione); i processi imitativi sono spontanei. Funzione adattiva: efficacia con cui il soggetto fanno fronte alle esigenze comuni …

le difficoltà adattive sono valutati in base a specifici test es.VINELAND

scale per la valutazione del QI: QI misurato attraverso le scale/test WISc: va a vedere il qi verbale, qi di performance, qi totale (combinazione dei punteggi dei subtest verbale e performance) la WISC III fornisce inoltre 4 quozienti di deviazione fattoriale: -comprensione verbale -organizzazione percettiva -liberta della dstraibilità -velocità di elaborazione (tempo di latenza) La wisc genera dei dati numerici: 60% della popolazione risponde tra 85-115 (intelligenza nella norma); 70- intelligenza identificata come fil (funzionamento intellettivo limite); da 70 in giù si parla di disabilità intellettiva e da 132-133 in su si parla di iperdotati (bambini manifestano difficoltà adattivo)

F.I.L.: funzionamento intellettivo limite. Porre in un’attenzione educativa

i livelli di gravità frl tiyardo mentale: -lieve 50- -moderato 35- -grave 20- -gravissimo sotto il 20 maggioranza tra lieve moderato, piccola minoranza tra grave gravissimo

problemi correlati alla gravità: a seconda di dove si colloca qi più o meno difficoltà

Le sindromi genetiche non sono delle malattie in senso stretto. Però essendo sindromi che derivano dalle alterazioni dei geni , può essere che si generi una condizione patologica ->visto che i geni controllano le informazioni degli organi. Ex: anemia.

Possono causare anche altre condizioni cliniche : come ritardo mentale.

*Lieve insufficienza mentale -> Q.I leggermente sotto la media -> non c’è una sindrome genetica ma c’è lo stesso problema. Bambino uguale ai genitori.

Hanno anche delle caratteristiche peculiari : avere una piuttosto che l’altra non è la stessa cosa.

• Perché ciascuna ha delle particolarità.

Ex: una variabile impo : c’è o no una disabilità intellettiva?. Non c’è una ricetta educativa per ogni sindrome -> perché le caratteristiche soggettive individuali di coloro che hanno una sindrome genetica sono identiche di quelli che non hanno le sindromi genetiche. Fattori personali che in interazione con le condizioni di salute fanno le variabili.

Sindrome di Williams

Anomalia genetica individuata nel 1961 dal dottor Williams. -> prende il nome dal dottore che la scopre. La sede dell’alterazione del patrimonio genetico su una parte (braccio lungo) del cromosoma 7. La 23esima coppia contiene l’informazione del sesso. Autosomiche -> colpisce quelle non sessuali. cromosomiche -> colpisce la X o la Y.

Bambini con la sindrome di Williams hanno delle faces tipiche. Caratteristiche : testa un po’ più piccola , sopracciglia rade nella prima parte, epicanto (=angolo interno dell’occhio coperto dalla pelle), iride stellata prevalentemente azzurra, strabismo, radice del naso infossata, anomalie dentarie, mento piccolo, labbra carnose, tendenza a tenere la bocca aperta, andatura goffa, spalle curve, collo allungato. Caratteristiche di tipo neuropsicologico: ritardo della produzione verbale, ritardo nelle tappe di sviluppo psicomotorio globale; deficit intellettivo variabile da lieve a medio, associato a difficoltà di concentrazione e a facile distraibilità; deficit di coordinazione fino-motoria e visuo- spaziale. In alcuni casi, risultano compromessi sia gli aspetti funzionali che quelli formali dell’area linguistica. Cocktail party -> verbalismo vuoto.

Problemi educativi:

• Sin dai primi mesi di vita, sono osservabili ritardi nello sviluppo motorio, cognitivo e comunicativo che

andrebbero trattati precocemente attraverso specifici programmi riabilitativi e o educativi speciali. Terapie riabilitative e interventi educativi speciali richiedono di essere sviluppati in modo sinergico.

• Il peculiare attaccamento mostrato nei confronti dei familiari dovrà essere valutato attentamente….

• Tendenza alla reazione positiva (Zigler) se stimolati hanno facile reattività di azione. Invece negativa c’è una

chiusura dall’altra parte ( ex: autismo)

Hanno un ottima memoria uditiva ( nell’autismo invece memoria visiva). Amano la musica ( dato da una caratteristica del loro apparato uditivo) -> problema sensoriale , soffrono di iperacusia (paura e fastidio per i suoni di forte intensità). La musica ha un potere saturativo (effetto tappo). La voce non è saturativa mentre il suono si. Non riesce a superare il dettaglio, il particolare si bloccano l’attenzione e la memoria per incapacità di ricondurre il particolare al generale. Ci sono delle alterazioni sensoriali. Non hanno problemi a livello di strutture (scheletrico, muscolare) ma hanno problemi funzionali (fatica a scendere le scale) come problema di coordinazione -> oculo podali , ma anche oculo manuale ( scrivere).

->Vedi attività motoria compensativa. È ≠ dalla psicomotricità. Pet-terapy : AAA attività assistite con gli animali -> di 3 tipi :

attività terapeutiche con gli animali attività educative con gli animali (educatori) -> l’animale è un partner educativo, è un accelleratore dei processi educativi. Cura, autostima, coordinazione. Richiede competenze rappresentative , deve un po’ mettersi nei panni del cavallo. Sviluppo abilità di interazione con un partner vivente che mi aiutino a svilupparlo con un partner umano. attività animative con gli animali

problema -> saper capire che cosa serve per ogni persona.

La sindrome dell’ X- fragile Forma più comune di ritardo mentale ereditario. C’è più problematicità nei maschi -> perché hanno solo un cromosoma X. Invece le donne ne hanno due dunque compensano. Disabilità intellettiva più grave nel maschio e meno nella donna. Diagnosi nei primi due anni di vita -> ritardo con le tappe dello sviluppo psicomotorio. Iperattività, ansietà, difficoltà dell’attenzione. Fmr1 -> cromosoma X -> non produce la proteina frp -> sviluppo del sistema nervoso centrale.

La sindrome di Down

Il disturbo autistico 27/

Autistico: Persona con differenza di tipo qualitativo -> funziona in modo differente da noi. Modo di stare nella realtà diverso da noi. (ASPI) La loro percezione non funziona come la nostra , sono attratti da aspetti della realtà che magari noi non notiamo neanche. (ex: rumori di fondo) -> figura (attenzione) , fondo (rumore di fondo). Stimolare i canali percettivi che per lui sono più forti, come quelli visivi. Lavoro educativo che risulta tra i + difficili. No definizione chiara sulle cause, ricerche ancora in corso, si presume che siano correlate a cause genetiche -> organizzazione del sistema nervoso centrale. ALTERAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO CETRALE -> alcuni pensano che sia causata da intolleranze alimentari, da … Disordine , di varia natura, dell’organizzazione del sistema nervoso.

Sembra essere un fenomeno in crescita, aumenta all’interno della popolazione. Prevalenza di 8 su 1000…. 1 ogni 150 nati. Più maschi che femmine.

La Diagnosi -> manuali utilizzati hanno differenze tra le ultime versioni : DSM – 5 ma si usa ancora il 4. L’ICD 11 , ma si usa ancora il 9.

Sintomi e comportamenti osservabili in presenza di autismo:

1. Comportamento di chiusura autistica: forma di isolamento, ignora gli altri, scarsa interazione sociale, sguardo

inadeguato alla situazione (no sguardo che si orienta in relazione alle intenzioni comunicative dell’altro , non dirige lo sguardo dove indichi, non ti guarda negli occhi.) il punto dove guardano i bambini autistici non è lo stesso dei bambini non autistici (non guardano il protagonista ma il contesto).

2. Turbe della comunicazione verbale e non verbale: nessun tentativo di comunicare mediante la parola; difficoltà a

comunicare mediante i gesti e la mimica; emissioni vocali o verbali; la musica fa da tappo, la corteccia uditiva è catturata dalla musica e mette in secondo piano tutti i rumori (cuffie) ; emissioni vocali o verbali stereotipate, ecolalia (ripetizioni di suoni e frasi , senza un senso logico).

3. Reazioni bizzarre all’ambiente : mancanza di iniziativa; strani comportamenti con gli oggetti (ex: eccessiva

attenzione per un particolare, ex far ruotare la ruota della macchinina davanti agli occhi); intolleranza nei confronti dei cambiamenti e delle frustrazioni.

4. Turbe della motricità : strani movimenti che spesse volte si vedono negli autistici -> attività sensoriale e motoria

stereotipata ( comportamenti ripetitivi stereotipie, si mettono insieme varie azioni motorie e anche verbali e ripeterle) ; agitazione, turbolenza; mimica, postura, marcia bizzarre.

Tratto comune a tutti gli autori -> il pregiudizio è un giudizio anticipato. Giudicare qualcosa o qualcuno prima di aver conosciuto, antecedente all’esperienza, scarsità di dati empirici. Modi approssimativi del pensare.

EDUCATORE SPECIALE -> LAVORO IMPATTANTE , per far bene il lavoro educativo bisogna tenere sotto controllo il rischio pregiudizio.

A priori del pregiudizio -> cose che operano all’interno della nostra ragione per cui noi arriviamo a formare pregiudizi.

Sfondo di senso antecedente al giudizio e sfuggevole al controllo del soggetto intento a pensarne a formulazione. Tale sfondo sfugge alla consapevolezza.

• “atteggiamento immotivato da parte di un individuo o di un gruppo, favorevole o sfavorevole, tendente all’azione

in una direzione che gli è consona”.

• La ricerca riguardante il pregiudizio richiede lo scandaglio degli sfondi di senso a cui attingono le ragioni di

rifiuto dell’altro. In particolare la percezione della sua diversità, a cui fa seguito il processo di scart.

• Filosofo Jollien-> tetraplegico che fa una riflessione. Lo sguardo non si posa su ciò che andrebbe guardato ma su

altro.

• Murphy -> “l’evitamento che spesso i cosiddetti normali manifestano nei confronti di chi è disabile ….. -> tema

dell’origine del pregiudizio. L’origine del pregiudizio non è dentro il suo deficit ma è dentro alla testa della persona che guarda la persona con disabilità. Video: vedere con gli occhi dei bambini. Lo sfondo da cui parte il pregiudizio è la percezione di diversità. -> non è qualcosa in chi abbiamo davanti perché altrimenti il genitore e il bambino avrebbero la stessa reazione.

• La convinzione che l’altro, il “diverso”, non appartenga alla propria biologia mette al sicuro dalla paura di poter

divenire “come l’altro”. Cosa potrebbe disinnescare la paura dell’altro? A togliere la paura del diverso è proprio ciò a cui serve ogni pregiudizio. Quindi il pregiudizio è anche una forma difensiva. Pregiudizi + diffusi : di razza e di genere. Si fondano sulle presunte diversità biologiche. L pregiudizio incastra l’altro nella diversità per cui io mi sento anche un po’ al sicuro. Perché genera uno stigma.

• Da qui, osserva Gardou, “la nostra irrefrenabile angoscia di fronte al prossimo troppo ≠ che semra minacciare la

ostra identità, e si perpetua il nostro bisogno di fare riferimento a un territorio fisico, immaginario e psichico fortemente delimitato”…

Le ragioni del rifiuto dell’altro

• studio di Gibson -> è vero fino a un certo punto che costruiamo il pregiudizio. Sembrerebbe che non abbia

nemmeno origine dall’esperienza. C’è quindi una componente di radice culturale.

• Pregiudizio rinvia a meccanismi psicologici, culturali, simbolici che ci fanno capire che siamo davanti a una

situazione diversa. Il pregiudizio nei confronti delle persone che vivono una condizione di disabilità…

• Il pregiudizio quindi agisce nella coscienza generando l’illusione di poter spostarne il limite fuori da sé,

sull’altro disabile – ritenuto limitato in quanto ≠ per natura – nascondendo così alla consapevolezza del singolo il dato della propria intrinseca fragilità. Superare il pregiudizio comporta un atto di coraggio oltre che di consapevolezza. -> fragilità limiti ma per non accettarle le spostiamo sull’altro e così facendo ce ne separiamo, risposta sull’altro. Funzionale a non percepire la nostra fragilità. Quanto più troveremo ostilità tanto

  • sta nascondendo a se stesso una paura immensa del proprio limite.

• Balthasar (teologo) -> noi abbiamo una visione del tipo che l’altro è come noi quando è intero come noi -> “ogni

frammento di un pezzo di ceramica suggerisce la totalità del vaso, ogni torso di marmo è visto nella luce dell’intera statua”. Il tutto nel frammento

• differenza tra questo pregiudizio e ogni altro -> differenza tra pregiudizio di razza e genere si fonda anche su una

base biologica. Invece per la disabilità non ha una base biologica, no abbiamo la sicurezza che l’altro è diverso biologicamente.

• Pg. 57 Calegari ->è + forte il contatto dell’informazione

• Tentori -> forte resistenza al cambiamento -> che è difficile perché non è facile guardare all’altro oltre il

pregiudizio.

• Ipotesi del contatto -> 1954, Allport ( la natura del pregiudizio) , se vogliamo fare un intervento sul pregiudizio

bisogna che persone che hanno il pregiudizio entrino in contatto, abitare gli stessi luoghi.

Pregiudizi scattano con la paura della diversità , che si fonda sul fatto che l’altro pone in evidenza quei limiti di cui non vorrei essere informato, limiti della mia umanità.

Biunivocità ->pregiudizio di razza :tra le razze c’è il pregiudizio. Invadenza, occupazione, mescolamento, ci controllano. paura della diversità che viene percepita minacciosa per le nostre ragioni.

Pregiudizio di genere -> minaccia: paura di perdere il potere! Che la donna prenda il potere dalle mani degli uomini.

Minaccia Presentata dalla persona con disabilità -> la minaccia deriva dal fatto che la persona con disabilità non appartiene a una biologia ≠ -> deriva dal fatto che c’è una continuità biologica. Ha delle caratteristiche proprie che lo rendono ≠ da qualsiasi altro pregiudizio. C’è qualcosa di unico. Calegari -> l’informazione non abbatte il pregiudizio. + efficaci risultano i contatti diretti. Tentori -> struttura di pensiero che mi da il conforto della certezza -> dentro il pregiudizio mi ritrovo nelle mie certezze. Abbiamo una serie di conferme e certezze. Per questo facciamo fatica ad uscire dagli schemi del pregiudizio.

Allport-> Ipotesi del contatto -> protocollo d’azione per instaurare il contatto tra gruppi che fra loro hanno pregiudizio

per cercare di smontare questo pregiudizio reciproco. Perché funzioni alcune condizioni: operazione culturale di supporto; durata e frequenza contatti siano sufficientemente prolungate; stato sociale dei membri paritetico; tutti vedano in questo comunicare un vantaggio. Se ci sono questi ingredienti funziona.

Limiti:

• Cambiamenti positivi non sopravvivevano oltre il gruppo che aveva partecipato, non era in grado di cambiare

l’opinione degli altri.

• Regressione degli atteggiamenti -> dopo un certo periodo le opinioni tendono a regredire verso il pdv originario.

Hoyt e Gibson -> provano un'altra strada : proiettano una serie di film per bambini non disabili con lo scopo di far vedere che i bambini disabili sono simili a loro. Ogni bambino disabile portava un modello positivo. 5 bambini che apparivano regolarmente.

• Aumenta il grado di conoscenza dell’handcap

• Aumenta il livello di sensibilità verso i disabili -> è presente in tutti quelli che partecipano all’attività

Limiti:

• I risultati ottenuti Non si estendono oltre il gruppo, -> se vuoi superare il pregiudizio devi lavorare su ogni

persona. Ma è difficile!

Per superare il pregiudizio qualcuno dice che bisogna mettere in tv le grandi imprese di alcuni disabili (Bebe vio, zanardi). Ma il problema è che coloro che hanno sperimentato questa strada si sono imbattuti in un aspetto paradossale. Guidi -> l’effetto che si ottiene è l’effetto paradosso = ciò che arriva alla popolazione non è il superamento del pregiudizio nei disabili ma che esiste tra i disabili qualche eroe, ma non modifica il pregiudizio rispetto a tutti gli altri.

Quindi si ritiene + efficace far arrivare alle persone le narrazioni delle normali vite della persona con disabilità : Schiavina, Pontiggia, Cannavò. -> + facile che riducano il pregiudizio.

Imprudente -> per superare il pregiudizio è importante far capire hai bambini che tutte le persone hanno abilità ≠. Nelle storie di vita di ciascuno valorizziamo il valore delle diversità aiutandoci a superare il pregiudizio.

Fare epoché :

• Termine che deriva dal greco, dalla filosofia. = sospensione del giudizio -> ovvero di fronte ad un evento noi

abbiamo una naturale tendenza a costruite un giudizio sulla realtà. Significa di provare a sospendere questo processo, distanziarmi e fare finta che quello che credo di sapere non lo so. Zona di sospensione di giudizio -> provo a lasciar parlare i fatti, provo a vedere la realtà cercando di non pensare che la so già. Dentro questo spazio io divento sempre + abile, entro in una fase di professionalità in cui imparo ad evitare il rischio del pregiudizio. È funzionale al giudizio, starci quanto serve è utile a me per entrare nella realtà senza le precomprensioni -> un modo è guardare i fatti, ma non è quello che dice la persona ma quello che effettivamente fa.