















Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Le teorie sociali, schemi generali sviluppati dai sociologi per comprendere l'individuo e la società. Esploriamo le tre grandi sfide affrontate da ogni teoria sociale: natura dell'individuo, cambiamento della società, e fondamento dell'ordine sociale. Inoltre, analizzeremo le identità, l'interazione sociale, la struttura sociale, e la cultura.
Tipologia: Appunti
1 / 23
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!
















È la capacità di riflettere sistematicamente su quante cose da noi percepita come problemi personali, siano questioni sociali ampiamente condivise da altri individui nati in un periodo e in un ambiente sociale simile al nostro. Mills ha scritto “l'immaginazione sociologica ci permette di afferrare biografia e storia e il loro mutuo rapporto nell'ambito della società.”; secondo Mills la sociologia e lo studio delle occasioni di incontro tra storia e biografia. A ogni stadio della vita sia come individui che, come membri di un mondo sociale, le nostre opportunità e le nostre potenzialità, sono sempre influenzate dalle disuguaglianze e dalle ingiustizie che incontriamo. In breve, l'immaginazione sociologica ci aiuta a porre domande non scontate sui mondi sociali che abitiamo e a cercare le risposte. Immaginazione sociologica ci aiuta a cogliere la molteplicità delle relazioni di intimità e mette in discussione le nostre supposizioni riguardo le basi naturali invece che sociali; spesso sbrigativamente giudichiamo anche tratti differenziali che caratterizzano individui appartenenti da alcuni gruppi o categorie come caratteristiche insite nei gruppi o nelle categorie stesse. Ma questo assunto, che le caratteristiche di un gruppo si applicano a tutti i membri del gruppo, è scorretto. Gli stereotipi sono credenze solitamente false, o perlomeno esagerate, relative ai membri di un gruppo. Ogni comportamento, pratica o politica che danneggi la escluda o svantaggi le persone sulla base della loro appartenenza in qualche gruppo è chiamata discriminazione attiva. La sociologia offre anche gli strumenti per comprendere pensare in modo critico alle nostre vite, ai tempi in cui viviamo, e ai motivi per cui siamo ciò che siamo. Quando mettiamo in pratica un esercizio di osservazione della gente iniziamo a mettere all'opera la nostra immaginazione sociologica. Una buona immaginazione sociologica è molto di più che fare ampie generalizzazioni sugli individui; l'immaginazione sociologica matura e ricca di idee e di teorie sull’infinita complessità delle numerose categorie a cui assegniamo gli individui. La sola osservazione di un individuo o di un gruppo di individui non rappresentano di per sé un buon esempio di buon uso dell'immaginazione sociologica; quest'ultima richiede che si pongano domande più profonde e più significative, non ci permette di accontentarci di risposte semplici nell'interpretazione degli esseri umani e dei mondi che essi abitano. Il contrassegno di una buona immaginazione sociologica e la capacità di porre domande non scontate di fare domande difficili, anziché accettare immediatamente risposte preconfezionate (stereotipi). In alcune situazioni è meglio cogliere le opportunità prima che finiscano virgola in altre è raccomandata riflessione e diligenza. Qual è allora la posizione corretta? La risposta è: dipende dal contesto; dobbiamo conoscere quale regola di buon senso applicare in quale contesto sociale se vogliamo essere competenti esseri umani. Per rispondere a domande che tutti i giorni ci poniamo sulla vita dell'essere umano e sui loro comportamenti, i sociologi hanno sviluppato un insieme di teorie sociali: schemi molto generali che suggeriscono determinati assunti asserti su come funziona il mondo; oltre alle teorie sociali hanno sviluppato i metodi di ricerca, modi di studiare sistematicamente tali questioni per trovare nuove evidenze empiriche che permettano di elaborare nuove risposte. In metodi di ricerca aiutano a trovare risposte si dividono in due tipi: 1) quantitativo, dati statistici dati in forma numerica, metodi statistici per esaminare i dati raccolti punte, 2) qualitativo, si affida a parole, interviste dettagliate e dirette, Implica l'analisi di grande quantità di materiale testuale. Le teorie sociali sono schemi sociali rilevanti, centro vitale dell'immaginazione sociale e il rapporto tra individuo e società; esistono tre temi comuni che tutte le principali teorie sociologiche hanno cercato in un modo o nell'altro di affrontare, queste tre questioni rappresentano le sfide centrali affrontate da ogni teoria sociale: natura dell’individuo, cambiamento della società, fondamento dell’ordine sociale. La sociologia si basa sulla scienza empirica, cioè teorie metodi di ricerca riguardo domande sulla realtà. La costruzione di base empirica consiste nel delimitare il campo di ricerca, organizzare i dati, analizzare i dati, esposizione e risultato. La costruzione di base empirica si aiuta con i metodi di ricerca e le teorie sociali. La sociologia si occupa principalmente di capire come gli individui partecipano alla, e sono influenzati dalla, società in cui vivono. Al centro dell'immaginazione sociale sta l'idea che le vite individuali si svolgono dentro contesti: gli ambienti sociali definiti dalle condizioni economiche culturali in cui ognuno di questi individui vive. Le nostre famiglie influenzano chi siamo in modi diversi: fornendoci identità etnica e religiose; insegnando le norme fondamentali della città e come comportarci al suo interno o in particolari ambienti sociali.
Le nostre identità, le concezioni che noi stessi e altri hanno di chi siamo e dei gruppi e delle categorie di cui siamo membri, definiscono un altro importante tipo di contesto sociale. Le organizzazioni di cui siamo parte plasmano le identità a noi disponibili e incidono sul nostro modo di valutarle e sulle ragioni per cui gravitiamo verso alcune e non verso altre; il nostro senso del sé e profondamente connesso alle istituzioni di cui stiamo parte. Per sociologia intendiamo lo studio dei diversi contesti attraverso cui le vite degli individui prendono forma e il mondo sociale viene creato; i mondi sociali che gli umani creano hanno due componenti cruciali: l'interazione sociale e la struttura sociale. L'interazione sociale si riferisce al modo in cui le persone agiscono insieme, modificando o alterando il proprio comportamento in risposta alla presenza degli altri, interazione sociale e governata da un insieme di norme. Quando interagiamo con gli altri, facciamo uso di queste regole e norme, per cercare di presentare una versione positiva di noi stessi; occupiamo sempre lo stesso corpo, ma chi stiamo esattamente dipende dal contesto in cui ci troviamo. I sociologi sostengono che ci autocensuriamo perché preoccupati delle conseguenze sociali della nostra azione; le società sviluppano un insieme di norme che disciplinano il nostro comportamento, norme che ci forniscono linee guida per la condotta. La struttura sociale è la faccia nascosta dell'interazione sociale. All’interno della struttura sociale identifichiamo due componenti: le gerarchie e le istituzioni. una gerarchia sociale è un insieme di importanti e durevoli posizioni sociali che forniscono a individui e gruppi differenti tipi di status; tramite essa alcuni individui e gruppi vengono posti sopra gli altri. Ogni società è segnata da un insieme di disuguaglianze è la nostra posizione in queste gerarchie influenza chi siamo e che cosa possiamo fare; i ruoli che ricopriamo nella vita sono in parte determinati dalla nostra posizione sociale. Qualunque ruolo o posizione occupiamo in un’interazione le nostre azioni sono influenzate dalle regole e dal grado di potere associato a tali ruoli e posizioni. Il secondo aspetto sono le istituzioni che forniscono i modelli su cui si fonda la nostra esistenza quotidiana. le gerarchie e le istituzioni si presentano nella nostra vita di tutti i giorni ed hanno forma tutto ciò che facciamo quotidianamente; essi si informano reciprocamente: attraverso le nostre interazioni sociali rafforziamo norme e istituzioni, e queste a loro volta plasmano e guidano le nostre interazioni con gli altri. Il termine sociologia è solitamente attribuito al filosofo Comte, che lo usò per la prima volta nel 1839; Comte pensava che la sociologia sarebbe diventata la scienza fondamentale del mondo sociale articolandosi in “statica sociale” e in “dinamica sociale”. ra il 1880 e il 1910 le scienze sociali hanno iniziato a sistemati zar si insieme organizzati di conoscenze e in profili disciplinari distinti. Per la sociologia, questa sistematizzazione si realizzò per la prima volta in Europa; il padre della sociologia fu Durkheim. A partire dagli anni 1920 la sociologia è diventata un campo di studi popolare e riconosciuto, caratterizzato da un modo distintivo di comprendere il mondo sociale. La sociologia era riconosciuta come una delle 5 principali scienze sociali. Furono due gli sviluppi fondamentali che stimolarono le scienze sociali in generale e la sociologia in particolare, furono l'industrializzazione e l'urbanizzazione; i cambiamenti sociali resi possibili dall'industrializzazione furono immensi, i contesti sia delle vite individuali sia di intere comunità stavano rapidamente cambiando. La sociologia ha trovato il suo posto di fronte a queste sfide e condizioni, iniziando a cercare di comprendere le fonti dei nuovi problemi sociali. I sociologi spostano il loro fuoco dagli individui ai gruppi, alle istituzioni, alla società globale. La sociologia è la disciplina scientifico-sociale che più di ogni altra si preoccupa di capire come differenti parti della società, intese come differenti unità di analisi, si colleghino influenzino reciprocamente. La sociologia consiste nello studio dei molti contesti che influenza le nostre vite, dal piccolo al grande, dal locale al globale. La sociologia lavora con differenti unità di analisi, ovvero gli elementi in cui è possibile scomporre un tema che un ricercatore affronta durante il suo studio. Le unità di analisi sono importanti perché influenza neanche le spiegazioni che i sociologi ne offrono, e non solo perché influenzano quali aspetti della realtà possiamo vedere. Per i sociologi, non basta spiegare il comportamento individuale attraverso la sola comprensione delle complessità della psiche; per spiegare l'azione individuale, devono essere presi in considerazione anche questi altri contesti, come ambienti culturali, economici, politici diversi. I sociologi sostengono che esistano molte cose che motivano gli individui: altruismo e interesse personale, reputazione, status e denaro; e che, in un contesto differente, la stessa persona potrebbe comportarsi in modo diverso. La sociologia è la più interdisciplinare di tutte le tradizionali discipline scientifico sociali.
determinato luogo e in un dato momento è in realtà fortemente influenzata da fattori sociali. La teoria che Durkheim definì solidarietà sociale si basa su domande sull'origine dei principi morali condivisi e delle relazioni tra gli individui. la solidarietà meccanica e la forma di solidarietà prevalente in quelle che Durkheim chiama società primitive, caratterizzate da ridotta divisione del lavoro; nelle società moderne prevale la solidarietà organica, esse sono caratterizzate da una divisione del lavoro molto complessa e da rapporti di interdipendenza fra le persone. Il funzionamento delle società moderne ricorda un organismo vivente, la cui sopravvivenza dipende dalla collaborazione. Nelle società moderne persiste il culto dell'individuo: gli individui sono più liberi di esprimere i propri gusti e interessi; i diritti individuali sono talmente importanti da diventare sacri, incorporati nelle istituzioni sociali e nelle norme giuridiche. Durkheim arriva alla sorprendente conclusione che la forza della religione è data dalla società stessa. Weber (1864-1920) Ha attribuito al comportamento e all' azione individuale un ruolo fondamentale nella produzione dell'ordinamento sociale. Weber sviluppo tre temi: 1) la motivazione del comportamento individuale, Le forme di potere legittimo, il suo concetto dei gruppi di status. Le motivazioni del comportamento individuale, cioè le ragioni sottostanti al nostro modo di agire; Weber sosteneva che per comprendere le motivazioni del comportamento bisognasse entrare per così dire nella testa delle persone e capire come esse interpretano ed hanno senso al mondo che le circonda; in questo modo, Weber introduce una dimensione completamente nuova nell'analisi sociologica: l'interpretazione dell’agire individuale (sociologia individuale). La persona gente è un individuo, il quale è il limite più elevato ed è l'unico portatore di un comportamento significativo. Ogni azione ha un significato, azione razionale al rispetto allo scopo, azione razionale rispetto al valore, azione determinata effettivamente, azione tradizionale. Weber elaborò una tipologia dell'agire sociale, in cui ogni modello d'azione si differenzia dagli altri in base alle motivazioni e alle logiche che lo guidano. Weber definisce il potere come la capacità di una persona di raggiungere i propri obiettivi anche in presenza di ostacoli; nella maggior parte dei casi, governare implica ciò che Weber definisce autorità; anche l'obbedienza volontari crea all'autorità deriva dal fatto che le persone interpretano l'agire dei propri governanti, attribuendovi uno statuto di legittimità. Weber distingue tre tipi di potere legittimo: potere tradizionale, potere carismatico, potere legale-tradizionale. Un altro importante contributo di Weber è rappresentato dalla sua teorizzazione dei gruppi di status, gruppi di persone con attributi e caratteristiche identitarie simili; i gruppi di status sono formati da persone che condividono i medesimi tratti identitari, derivanti da fonti differenti. I conflitti derivanti dall'esistenza dei gruppi di status, rappresentano un aspetto fondamentale del sistema di stratificazione sociale di ogni società, cioè del sistema che fa sì che le ineguaglianze tra i gruppi persistono nel tempo. La chiusura sociale è un processo attraverso cui i gruppi tentano di monopolizzare risorse e opportunità: formalizzato in legge o informale. Simmel (1858-1918) Ogni individuo secondo Simmel si trova all'intersezione di cerchie sociali sovrapposte, e le società si fondano su tali cerchie sociali. Per Simmel, un elemento fondamentale del passaggio dalle prime forme comunitarie alle società moderne e stata la moltiplicazione delle cerchie sociali su cui è possibile appartenere. Simmel introdusse il concetto di distanza sociale, attraverso cui è possibile descrivere la distanza tra i membri di un gruppo, ho tra i gruppi stessi. Per egli si definisce straniero colui che fa parte di un gruppo, ma che non è accettato pienamente dal gruppo. Simmel notò che la percezione che abbiamo di noi stessi e dei gruppi sociali su cui attribuiamo maggior valore non corrisponde necessariamente al modo in cui ci vedono gli altri. Network analysis→branca di analisi sociologica che studia le connessioni tra gli individui e le conseguenze di queste relazioni. Reti sociali→reti di persone collegate tra loro, che talvolta non si conoscono, e le cui connessioni reciproche sono normalmente invisibili.
Per Simmel la problematica dell'uomo moderno riguarda: 1) l'uomo e circondato da oggetti che non possiede, ma posseggono lui; 2) la tecnologia crea prodotti superflui per soddisfare bisogni artificiali; 3) la scienza crea un sapere superfluo; 4) l'universo culturale e realizzato dagli uomini, ma ciascun individuo lo percepisce come un mondo che non ha mai prodotto. Du Bois (1868-1963) il suo interesse prioritario, come sociologo al teorico sociale, ha riguardato il problema della razza e della disuguaglianza razziale nella società americana. Le teorie dominanti sulla razza, all'epoca, sostenevano che i bianchi d'origine europea e i neri fossero diversi dal punto di vista biologico, specialmente in termini di capacità intellettive, resistenza alla fatica e predisposizione a comportarsi da bravi cittadini. Du Bois si oppose a questa visione dominante sottolineando come la disuguaglianza non avesse alcun fondamento biologico, ma fosse invece un prodotto della società americana. Egli sviluppò una teoria secondo cui il razzismo era in realtà la causa dell'ineguaglianza tra bianchi e neri. Du Bois nella sua opera più conosciute più importante, le anime del popolo nero, presentò in maniera più dettagliata la sua teoria su come gli stereotipi sui neri, visti come persone pigre, poco intelligenti e incline al crimine, fossero in realtà il risultato della loro posizione nella società americana. Du Bois sosteneva che l’apparente mancanza di intelligenza degli afroamericani derivava dall'assenza di un'istruzione accessibile, e non da fattori biologici. In maniera simile, la penuria di opportunità professionali li faceva sembrare più pigri dei bianchi. Secondo Du Bois era la struttura sociale della società americana a causare colpevolmente la parvenza di inferiorità della comunità nera. Secondo Du Bois l'effetto congiunto di razzismo e struttura sociale hanno prodotto negli afroamericani una sorta di doppia coscienza, i quali erano costretti a vivere una doppia vita, una da neri e l'altra da americani; egli definì questa doppia coscienza come conseguenza di un mondo che non concede loro autocoscienza, ma solo consente loro di vedersi attraverso la rivelazione dell'altro mondo. Struttural-funzionalismo→ Parsons Parsons ambiva spiegare gli aspetti fondamentali della vita sociale attraverso l'analisi delle funzioni assolte dagli attori e dai processi sociali nel mantenere unita la società. Secondo Parsons, l'organizzazione degli elementi fondamentali di ogni società e profondamente connessa ai bisogni della società nel suo insieme. Secondo la teoria struttural-funzionalista, il sistema sociale è composto da norme, valori e istituzioni, cioè da pratiche sociali stabili nel tempo e dalle organizzazioni su cui esse si reggono. la teoria del struttural- funzionalista mette in evidenza come le norme, valori istituzioni emergono e persistano nella società, perché sono particolarmente efficaci nel mantenere l'ordine sociale. Importò l’idea di selezione naturale dalla biologia evoluzionista, le società sono interpretate come organismi viventi (ciascuno composto di numerose parti) in grado di adattarsi all’ambiente. La teoria del conflitto si ispira Marx e Weber era presente una sorta di sintesi del loro pensiero. Il sociologo Dahrendorf riteneva che nonostante la visione di Marx della lotta di classe come processo generativo del cambiamento sociale fosse superata, fosse comunque vero che nel mondo moderno esistono molti tipi di conflitto economico, e pensava che tali conflitti rappresentassero delle componenti fondamentali della vita sociale. Il problema dell'approccio funzionalista di Parsons, secondo Dahrendorf e la sua negazione del ruolo fondamentale del conflitto nella società. L'opera più importante di questo approccio teorico è quella di Mills, il quale sosteneva che gli Stati Uniti erano governati da una élite del potere composta da membri delle più importanti istituzioni politiche e militari che decidevano le politiche governative, limitando l'influenza dei cittadini. La teoria del conflitto prevedeva l'approfondita analisi delle disuguaglianze e sottolineava come la diversa distribuzione del benessere ed è il potere nella società non fosse un risultato naturale delle dinamiche della vita sociale, ma il prodotto dell'azione di individui e gruppi che possedevano potere sufficiente per proteggere i propri privilegi; i teorici del conflitto sostengono che l'ineguaglianza produca tensioni per l'accaparramento delle risorse sia tra i gruppi che tra gli individui; la teoria del conflitto ha cercato di ridare lustro al pensiero sociologico di autori classici come Marx e Weber, facendo riferimento ai loro scritti sulle classi sulle disuguaglianze tra i gruppi di status. L’interazionismo simbolico è una teoria focalizzata sull'interazione sociale e sul ruolo della dimensione simbolica nelle interazioni. L’interazionismo simbolico rovescio completamente questa prospettiva, considerando l'ordinamento sociale come il risultato delle interazioni individuali e dei significati che gli attori sociali attribuiscono agli oggetti, alle situazioni e alle relazioni con gli altri.
afroamericane richiederebbe, per dar conto della complessità della disuguaglianza e dell'ingiustizia sociale, una teoria più ampia, capace di cogliere l'intersezione tra razza, classe e genere. Dato tale approccio si sottolinea la natura relazionale dell'ineguaglianza, definita intersezionalità mettendo a fuoco i collegamenti esistenti tra diversi gruppi svantaggiati. Foucault si è dedicato all'analisi del funzionamento del potere nelle sue numerose diverse manifestazioni. Prendendo le distanze dalla visione dominante secondo cui il potere è qualcosa che alcune persone possiedono, mentre altre ne sono prive, Foucault sostiene invece che il potere è ovunque, e agisce in forme a volte nascoste e a volte evidenti. Foucault era particolarmente interessato al ruolo sociale della disciplina, intesa sia come processo attraverso cui ci auto discipliniamo, sia come processo mediante il quale gli altri, e le istituzioni, si disciplinano; Foucault descrivere la nostra società come una società della disciplina, un potere che ci circonda ma che rimane invisibile ai nostri occhi. egli pensava che la disciplina fosse la caratteristica principale la funzione più importante del potere nella società moderna. Tuttavia, secondo Foucault, il potere non può essere pensato solo come qualcosa che ci viene imposto dall'alto, al contrario, tutti noi ci discipliniamo a vicenda. Bourdieu si dedicò al ripensamento delle dinamiche della disuguaglianza sociale. Da diversi punti di vista, il ruolo di primo piano che Bourdieu attribuisce alle classi ricorda l'opera di quei teorici sociali, soprattutto di Marx, che credevano che per comprendere la società fosse di fondamentale importanza capire le dinamiche i conflitti di classe. L’analisi di Bourdieu sti focalizza sulle azioni quotidiane, da lui chiamate pratiche; tutte le differenze nel nostro agire pratico dipendono, secondo Bourdieu dalla nostra posizione nello spazio sociale, cioè nella struttura della distribuzione delle risorse, che lui chiama capitali. Bourdieu sostiene che queste differenze sono prodotte dal nostro habitus, un sistema di disposizioni profonde che ci viene inculcato sin da bambini. Attraverso “La distinzione. Critica sociale del gusto”, Bourdieu dimostrò come i membri di classi differenti si caratterizzino per gusti culturali sistematicamente diversi. Bourdieu introdusse il concetto di capitale culturale, riferendosi alla conoscenza di ciò che è considerato alto nella sfera culturale, come nel caso delle persone che si dimostrano capaci di parlare in modo competente e raffinato di arte e letteratura. Di conseguenza, secondo Bourdieu, la posizione delle persone nella gerarchia sociale non può essere definita soltanto dal possesso del capitale economico, ma dalla combinazione, ovvero dalla composizione, di capitale economico e capitale culturale. La posizione nello spazio sociale degli individui e i definita anche dal possesso di altre forme di capitale, come il capitale sociale e il capitale simbolico. Riassumento, Bourdieu vedeva le differenti forme di capitale come risorse utilizzate per definire percorsi diversi all’interno del sistema delle classi. Le teorie a medio raggio sono teorie focalizzate su specifiche ipotesi di ricerca riguardanti singoli aspetti della società relativa al rapporto tra la struttura sociale e l’agire individuale. La sociologia analitica si fonda sull'analisi della relazione tra le dimensione macro della società e la sua dimensione micro, cioè la dimensione dell'agire individuale; per definire quest'approccio i sociologi analitici hanno coniato l'espressione individualismo strutturale, al fine di rendere esplicita l'idea che la società si basa sulle scelte e le azioni individuali, ma queste scelte queste azioni sono al contempo influenzate dalla società nel suo insieme. Merton Formula alcuni importanti concetti sociologici, come il concetto della profezia che si autoavvera e quello delle conseguenze in attesa dell'azione sociale. Egli riteneva che le teorie non dovessero né raggiungere livelli eccessivi di generalizzazione, Tralasciando dettagli importanti della vita sociale, né essere troppo specifiche, e quindi prive di qualsiasi implicazione di carattere generale. Una Teoria medio raggio si posizionerebbe tra questi due estremi, cercando di individuare certi aspetti generali della vita sociale in contesti specifici, e basandosi almeno in parte sulle azioni delle persone. La logica del diagramma di Coleman è la seguente: per funzionare, una teoria come quella di Weber deve essere in grado di spiegare come la dimensione macro influenzi la dimensione micro, per produrre infine un nuovo effetto a livello macro. Il senso ultimo del ragionamento di Coleman e che le teorie sociali debbano essere costruite dal basso verso l'alto, tenendo in considerazione gli individui che agiscono. Una delle caratteristiche della sociologia analitica e il suo fondarsi su idee circa il funzionamento della mente in date situazioni sociali; mai sociologi analitici sostengono che il mondo sociale si sviluppa attraverso una duplice relazione: down lato troviamo sempre gli individui, con le loro motivazioni e i loro comportamenti, e
dall'altro le strutture sociali, che vincola no la scelta e la gira individuale. La caratteristica più importante di questa relazione e la sua dinamicità. La missione che i sociologi analitici si sono attribuiti e quella di identificare i meccanismi chiave dell'interconnessione tra gli individui e le strutture sociali, questi meccanismi sono gli ingranaggi della vita sociale. Una delle connessioni fondamentali tra le dimensioni micro e macro si articola attraverso le reti sociali; Le reti sociali sono fondamentali per diverse ragioni, queste reti stanno alla base di fenomeni come le epidemie dato che le malattie si diffondono seguendo le reti. La sociologia analitica si sta ancora sviluppando; una delle questioni fondamentali che i sociologi analitici devono ancora affrontare riguarda le possibili relazioni tra l'agire individuale, che sta al centro della loro analisi, e concetti sociologici classici come la classe, il potere, lo stato e la globalizzazione. CAPITOLO 3: STUDIARE IL MONDO SOCIALE Sebbene non esista già una ricetta preconfezionata per trasformare un tema di ricerca in una domanda di ricerca, ci sono almeno sei interrogativi che i sociologi dovrebbero porsi per determinare il valore e la praticabilità di una potenziale domanda di ricerca:
Che cos’è la struttura sociale? Come ci influenza? Come mai sono così forti nel tempo? Perché cambiamo così lentamente? La struttura sociale è l’insieme di regole e norme della vita quotidiana che funzionano come modelli capaci di influenzare durevolmente e regolarmente le interazioni sociali. Include molti elementi della società che hanno potere sugli individui, esistono indipendentemente da essi e influenzano sia le azioni individuali sia la natura. Una delle caratteristiche più importanti di ogni struttura è la sua durata nel tempo, persiste anche se le cose cambiano e come ogni cosa che è solitamente nascosta alla vista, l’importanza della struttura diviene chiara soltanto quando quest’ultima è assente. Il concetto di struttura sociale è suddivisibile in due componenti fondamentali, ma distinte:
posizione all’interno della struttura economica, altri studiosi enfatizzavano l’agentività individuale, la capacità di fare libere scelte ed esercitare la propria volontà, mentre la struttura è collegata ai limiti mettendo il potere nelle mani della società, l’agentività è collegata alla libertà che mette il potere nelle mani dell’individuo e la struttura sociale lo pone invece nelle mani della società. Uno dei principali modi in cui si è tentato di conciliare queste due posizioni è stato considerare le strutture non come semplici limiti all’azione, ma come elementi che la rendono possibile. La struttura sociale resiste perché gli sviluppi precedenti rendono molto più facile per l’individuo agire al loro interno che cercare di smantellarli, il processo è chiamato path dependence (dipendenza del percorso), con questa espressione si intendono la modalità in cui i risultati del passato influenzano attori e organizzazioni nel presente, rendendo alcune scelte o alcuni esiti logici, mentre altri illogici. Un’altra ragione per cui le strutture sociali persistono è la politica, quando vengono istituiti particolari elementi della struttura sociale si generano spesso gruppi di interesse, organizzazioni formate per promuovere gli interessi di un gruppo o di un’impresa nel contesto di un determinato insieme di regole o politiche. Comprendere le strutture sociali ha un’importante centrale per il progetto complessivo dell’immaginazione sociologica. I sociologici prestano grandissima attenzione ai differenti elementi della struttura sociale, a dove e a perché essi limitano le possibilità di migliorare la condizione umana, riconoscendo che solo la comprensione di queste strutture fondamentali ci permetterà di fare progressi significativi nella risoluzione dei problemi sociali di cui ci occupiamo. CAPITOLO 6: CULTURA, COMUNICAZIONE E MEDIA 1.Che cos’è la cultura?
onnivori culturali, dimostrando il loro alto status attraverso un’ampia gamma di consumi, sia di cultura alta sia di cultura popolare. Karl Marx e Engels hanno sostenuto che le persone più ricche e potenti di una società sono anche quelle con le maggiori possibilità di produrre e distribuire la propria cultura e le proprie idee. La Sfera pubblica, secondo Habermas, è la forma più alta di vita pubblica in una società capitalista, la quale è rappresentata dall’assemblea di privati cittadini in un organismo pubblico, che discutono attorno a questioni di interesse generale. Nell’Europa del XVIII secolo, la sfera pubblica era localizzata in una serie di istituzioni come giornali, pub, club, caffè: in breve, in ogni luogo in cui le persone potessero incontrarsi e discutere le notizie del giorno. Dopo la Seconda guerra mondiale, il sociologo e filosofo tedesco Adorno ha sostenuto che la cultura popolare che pervade la sfera pubblica alimenta un pubblico passivo e conservatore. La musica leggera, i film hollywoodiani e altri tipi di cultura di massa erano definiti prodotti standardizzati e mercificati dell’industria culturale. Altri sociologi sostengono invece la prospettiva della democrazia culturale, cioè che i mass media diano alle persone ciò che esse, legittimamente, desiderano. C’è anche la possibilità che le persone non ricevano passivamente i prodotti culturali, ma li sovvertano intenzionalmente (“sabotaggio culturale”, Naomi Klein, 2000). I media differenti stimolano differenti modi di comunicare, di organizzare il potere (“il medium è il messaggio”, McLuhan 1964). I media sono probabilmente la forma più importante di produzione culturale nella nostra società. Secondo Schudson, i media agiscono come un sistema culturale, stabiliscono il contesto che rende intelligibili gli eventi del mondo, e lo fanno aiutando a costruire una comunità e una conversazione pubblica. Il potere dei media: Il giornalismo è, prima di tutto, una forma di comunicazione culturale. Herman e Chomsky hanno sviluppato un modello dei media basato sull’idea di propaganda: il ruolo dei media è informare, intrattenere e radicare nei cittadini i valori nazionali, sopprimendo pericolose prospettive alternative; l’attenzione dei media è continua verso le vicende che sono funzionali alle istituzioni del potere (politico ed economico). Il modello di propaganda è un esempio del dominio dei media, che comunicano al pubblico ciò in cui credere e che il messaggio che essi trasmettono sia perciò distorto. Oggi, i sociologi dei media sostengono però più spesso che le notizie siano influenzate da quello che chiamano media framing. Una delle premesse della libertà di stampa in una democrazia è l’esposizione dei cittadini a molteplici prospettive e fonti di informazioni, in modo da poter partecipare significativamente alla vita pubblica. Ma le tendenze in atto negli Stati Uniti oggi, sono consolidamento, conglomerazione e ipercommercializzazione. La relazione tra media e democrazia assume un aspetto particolare in un periodo di consolidamento dell’industria mediatica e di Internet come è quello che stiamo vivendo. CAPITOLO 7: IL POTERE E LA POLITICA Quali sono le diverse forme del potere? In quali modi è distribuito il potere all’interno della società? Il concetto di potere (per Weber) era la capacità di un soggetto di farsi obbedire. Per definire il potere si intende la capacità di ottenere un risultato di qualche tipo, cioè di realizzare cambiamenti (azione positiva) o di impedire che questi avvengano (azioni negative). Nei contesti sociali e politici, gli effetti del potere sono quelli che hanno conseguenze rilevanti per la vita delle persone; potere collettivo: finalizzato a raggiungere obiettivi condivisi; potere positivo: al servizio degli interessi di altri (significativi). La visione unidimensionale del potere è una dimensione molto frequente che riguarda il conflitto palese fra due persone, paesi o gruppi. Il potere spesso è esercitato seguendo semplicemente le regole del gioco; tuttavia, chi vince lo fa non seguendo le regole del gioco, ma piuttosto manipolandole; l’uso della forza può coincidere con la mancanza di potere. Nella visione unidimensionale del potere coloro che detengono il potere sono piccoli gruppi, una classe
dominante (Marx) o un’élite del potere (Mills). Dahl sostiene che il pluralismo di potere dovrebbe favorire le decisioni fondamentali in cui l’élite dominante si contrasta con le loro idee, il risultato finale di ogni politica o controversia politica rifletterà preferenze della maggior parte dei cittadini. Dahl propose la tesi del pluralismo che poi divenne una delle più affluenti; i sostenitori del pluralismo affermano che il risultato finale di ogni politica o controversia politica rifletterà le preferenze della maggior parte dei cittadini. I critici del pluralismo sostengono che esso fornisce una visione troppo ristretta della natura del potere, poiché è applicabile soltanto laddove esiste un conflitto evidente. La visione bidimensionali del potere sono capacità di alcuni attori di impedire che posizioni alternative alle proprie, capaci di minacciare i propri interessi e mettere in discussione il proprio potere, siano proposte o prese in considerazione; nella nostra società vengono poste delle definizioni in agenda, che tendono a porre in superficie alcuni temi e ad oscurarne altri. La visione tridimensionale del potere è ancora un’espressione più forte di potere, è la capacità di influenzare le persone, talvolta si sottomettono volontariamente a chi ha potere e ne sono persino attratte. Il potere della ricchezza, del privilegio e dello status esercita potere senza nessuna azione specifica, questo tipo di visione è presente e diffuso anche per l’influenza data da persone potenti e importanti. Laddove i potenti sono interessati a proteggere e preservare lo status quo, le persone incoraggiate ad accettare il proprio ruolo all’interno dell’ordine vigente – perché non riescono a immaginare un’alternativa, perché considerano l’ordine vigente naturale e immutabile, oppure voluto da un ordine vicino e benefico. Laddove è mantenuto ed esercitato, il potere può essere ingannevole e convincere le persone a sostenere leader a favorire politiche che agiscono direttamente contro i propri interessi. Basato su Gaventa (1980): Il potere assume la sua massima rilevanza quando si esprime attraverso le principali istituzioni politiche di una società, l’insieme di queste istituzioni è lo stato; tali istituzioni sono i tre poteri fondamentali, potere esecutivo, giudiziario, legislativo e tutti gli apparati burocratici che li affiancano. Una delle azioni più importanti dello stato è la regolazione dell’economia e la distribuzione del reddito e della ricchezza dei cittadini (welfare state). Le politiche e i programmi degli stati modificandola distribuzione del potere tra individui, gruppi e all’interno della società; Adam Smith ha descritto l’ordine sociale capitalista come un sistema economico governato dalla mano invisibile del libero mercato, in cui gli imprenditori di successo e i produttori efficienti sono ricompensati, mentre coloro che hanno cattive idee o vendono cattivi prodotti vengono emarginati. Il ruolo dello stato nel far rispettare i contratti, le regole e leggi è cresciuto nel corso del tempo, fino a includere un’ampia gamma di strumenti che contribuiscono al funzionamento di un’economia di mercato. Alcune politiche possono essere programmate per assicurare che famiglie povere ricevano una quantità di ricchezza maggiore di quanto ne riceverebbero se il mercato fosse lasciato completamente libero, altre politiche possono essere progettate allo scopo di assicurare che i ricchi mantengano o non incrementino la propria ricchezza. Quindi, la distribuzione di determinate risorse a determinati cittadini è, almeno in parte, funzione della politica di governo. I motivi generali per cui gli stati tendono a adottare politiche che favoriscano gli interessi dei potenti riportano a due ampie categorie di risposta, un motivo è la teoria dello stato basata sulla sicurezza di impresa, il secondo motivo è per promuovere interessi dei potenti che si focalizza sul potere politico relativo posseduto da gruppi differenti. Le grandi industrie e le persone abbienti dispongono semplicemente di maggiori risorse per influenzare la vita politica di quante ne abbiano i gruppi che rappresentano la classe operaia o la classe media.
dell’apprendimento organizzativo e dell’applicazione dell’intelligenza e delle nuove tecnologie al miglioramento continuo: delle condizioni di lavoro e di vita di prodotti, servizi e processi produttivi della qualità dell’organizzazione. 1784 INDUSTRY 1. 1870 INDUSTRY 2. 1969 INDUSTRY 3. TODAY INDUSTRY 4. Il lavoro ieri →(Harry Braverman) Lavoro e capitale monopolistico (1974), organizzazione scientifica del lavoro, catena di montaggio, deskilling: il management cercava di impedire che i lavoratori Il lavoro oggi→più elevati livelli di competenza, capacità di apprendimento continuo, più alti livelli di formazione. Con il declino dei sindacati, molte imprese hanno sviluppato strategie di competizione sul mercato globale basate sulla produzione snella. Il principale scopo della produzione snella, dal punto di vista del management, consiste nell’identificare e ridurre costantemente i costi di produzione. Ciò ha portato, da una parte, all’introduzione di nuove tecniche e, dall’altra, alla riduzione degli sprechi nel processo produttivo – ma anche all’eliminazione di benefici e forme di sicurezza che i lavoratori prima davano per scontati. Fattori fondamentali per il funzionamento dei mercati:
i membri condividono compiti e responsabilità e partecipano tutti, in qualche misura e in modo non rigidamente meccanico, alle decisioni. CAPITOLO 9: STRATIFICAZIONE SOCIALE, DISUGUAGLIANZA E POVERTA’ Che cos’è l’uguaglianza? Abbiamo tutti le stesse opportunità di scusso nella vita? Come possiamo definire la povertà? La disuguaglianza è una caratteristica di tutte le società, la distribuzione disuguale di beni e di opportunità. L’analisi sociologica della stratificazione sociale ha come oggetto lo studio sistematico delle disuguaglianze tra individui e gruppi. La disuguaglianza è una caratteristica delle nostre società, nella storia la stratificazione è sempre stata presente, società primitive, schiavitù, feudalismo. Nelle società moderne, gli individui e le famiglie che godono di ricchezze straordinarie sono senza precedenti nella storia. L’aumento della concentrazione della ricchezza è iniziato negli anni ’80 del 900 e rappresenta una significativa inversione di tendenza rispetto a un trend quasi secolare di riduzione progressiva della diseguaglianza. Disuguaglianza di reddito (investimenti, lavoro), disuguaglianza di ricchezza (patrimoni, possedute dai soggetti), disuguaglianza di consumo (ciò che il soggetto è in grado di comprare effettivamente, incidenza dei prestiti bancari), disuguaglianza di benessere (salute, esposizioni a rischi o violenza). Individuare com’è distribuita la ricchezza. I sociologi usano il termine classe per definire gruppi di persone che si trovano in posizioni sociali ed economiche simili, hanno all’incirca le stesse opportunità di vita e traggono vantaggi (o svantaggi) dagli stessi tipi di politica governativa. Le classi sono gruppi, non individui. Il concetto di classe elaborato da Engels (manifesto del partito comunista, 1848) prevede che, in ogni società, esiste una singola divisione cruciale tra due classi (una dominante, l’altra subordinata) risultante dal sistema economico, la borghesia eil proletariato. Nella maggior parte dei paesi, e in tutti quelli occidentali, oggi esiste un’ampia classe media che gode di alcuni dei benefici e vantaggi offerti dalla ricchezza. Come definirla? 1.Chi ha redditi intermedi. 2.Chi ha un punteggio medio nelle tre dimensioni di istruzione, reddito e occupazioni (status socioeconomico medio). 3.Chi appartiene allo stesso gruppo occupazionale, condividendo al suo interno visioni politiche simili e agendo con gli altri del gruppo per ottenere stipendi più alti o cambiare le politiche governative. Lo schema di classe Erikson_Goldthorpe: Classe di servizio; lavoratori non manuali di routine; piccola borghesia; proprietari agricoli; lavoratori specializzati; lavoratori non specializzati; lavoratori agricoli. La disuguaglianza dei redditi in Italia con un grafico che mostra l’andamento dell’indice di Gini, 0 minimo uguaglianza, 1 massima uguaglianza. Parlando di disuguaglianza in riferimento alla mobilità sociale, nella sua forma più generale, il fenomeno della mobilità sociale è definito come il passaggio da una collocazione sociale iniziale: l’origine (O)→a una collocazione sociale finale: la destinazione (D). Tra le posizioni sociali ed economiche (reddito, o qualsiasi altra misura di posizione socioeconomica) di genitori e figli in età adulta. Idealmente la nostra società possiamo considerarla come uno spazio sociale che si articola in un certo numero di aree distinte, dette posizioni sociali, all’interno delle quali si situano e agiscono i membri di una società stessa; Platone nel 380 a.C. classificava in tre gruppi d’oro, d’argento e di bronzo. il tema della mobilità sempre nutrito le fantasie e racconti. I movimenti nello spazio sociale non sono movimenti liberi, bensì regolati da meccanismi sistematici→uguaglianza/disuguaglianza delle opportunità di mobilità sociale.
Nell’emergere di questi importanti ruoli di genere è risultato importante il processo di socializzazione, ossia il percorso attraverso cui un individuo viene integrato in un gruppo sociale, o in una comunità, apprendendo le sue norme e le sue pratiche. Parte ciò che viene appreso durante il processo di socializzazione è costituito da convenzioni di genere. Esistono due motivi per cui molte differenze più tipiche che osserviamo fra uomini e donne sono costruite socialmente: 1) il genere varia a seconda dei diversi luoghi e degli ambienti sociale (differenze di culture); 2) il modo in cui la società è organizzata lungo le linee di genere è cambiato nel corso del tempo. Alcune persone, chiamati individui ermafroditi, nascono con caratteristiche anatomiche di entrambi i sessi. I transessuali sono persone cui viene assegnato un sesso alla nascita, in base ai consueti criteri anatomici, ma che si sentono fortemente di appartenere all’altra categoria (alcuni scelgono di sottoporsi a chirurgia correttiva). A volte il termine transessuale è usato in riferimento a persone che cambiano o mettono in tensione le categorie di sesso e genere. Tutto ciò mette in discussione la convinzione secondo cui sesso e genere sono fatti binari, che ricadono in due sole categorie. La vita delle donne è mutata così tanto negli ultimi cinquant’anni che spesso ci riferiamo a tali cambiamenti con l’espressione rivoluzione di genere. Molte di queste trasformazioni riguardano il modo in cui le donne hanno iniziato ad assumere ruoli e a intravedere attività prima riservate perlopiù agli uomini. Negli ultimi decenni, il cambiamento più rilevante è costituito dallo straordinario aumento del numero di donne entrare nel mercato del lavoro retribuito. Nel mercato del lavoro permane ancora, nella maggior parte dei paesi c’è un ampio gap di genere; si parla di segregazione occupazionale per sesso, osserviamo come l’ingresso di alcuni lavori sia preferibile maschile che femminile. Il divario retribuito di genere persiste in tutti i Paesi occidentali, ancor oggi e anche all’interno dei Paesi dell’UE, nonostante più di quarant’anni di legislazione sulla parità. Gli uomini sono entrati nelle sfere d’azione femminili, sebbene in misura molto più ridotta di quanto le donne non siano entrate in quelle maschili, è stato meno attraente, per gli uomini, dedicarsi ad attività e professioni tipicamente femminili, sia perché queste sono pagate di meno sia per via del rischio di essere stigmatizzati, molto più di quanto non accada alle donne che assumono ruoli tipicamente maschili. Il sesso sembra un fatto interamente biologico perché gli esseri umani, come gli animali, fanno sesso, e l’età in cui siamo più coinvolti dalla sessualità dipende da questioni ormonali. Non c’è dubbio che l’attrazione e i comportamenti sessuali siano influenzati dalla biologia ma, sono anche, e soprattutto, una costruzione sociale. I rapporti sessuali e le gravidanze prematrimoniali sono state stigmatizzati in alcuni periodi storici, e lo sono ancora oggi in certe società, mentre sono molto diffusi e accettati in altre. Le norme sociali che descrivono la sessualità regolano nei minimi dettagli quali modi di apparire sono considerati attraenti e quali repellenti. In che modo la biologia e la società influenzano altri aspetti del nostro comportamento sessuale? L’orientamento sessuale: gli individui possono essere attratti da membri del sesso opposto, dello stesso sesso o di entrambi; doppio standard di sessualità: tendenza a giudicare le donne peggio degli uomini quando si tratta di sesso occasionale; eteronormatività: cultura e società mandano il messaggio secondo cui solo l’eterosessualità è normale. Soltanto in tempi poco recenti si è arrivati alla normalizzazione e al riconoscimento di questi atteggiamenti. Le relazioni sessuali prematrimoniali sono diventate più accettabili. Sempre più giovani coppie oggi sono coinvolte in fenomeni di convivenza, termine che i sociologi e i demografi impiegano per indicare l’atto di vivere insieme come coppia non sposata. Negli ultimi decenni l’attività sessuale è diventata più frequente in incontri occasionali dove non ci sono aspettative di relazione da parte di nessuna delle due parti (“hook-up”). Le nascite fuori dal matrimonio sono diventate un fenomeno maggiormente diffuso in tutti i paesi occidentali. Nel complesso, mentre le relazioni sessuali prematrimoniali sono diventate più accettabili, il cambiamento nelle aspettative di comportamento relazionale e sessuale rispetto al genere è stato molto limitato. Ci sono eccezioni, ma rimane l’idea che sia l’uomo che deve chiedere di uscire, iniziare gli incontri sessuali,
fare la proposta di matrimonio, e gli uomini sono giudicati meno severamente per quanto riguarda il sesso occasionale. I processi verso la parità tra i sessi a volte si invertano e perché alcuni fattori sono tanto resistenti al cambiamento. CAPITOLO 12: FAMIGLIE E VITA FAMIGLIARE Cos’è la famiglia? Perché le famiglie stanno cambiando? Quali sfide affrontiamo quando stringiamo una relazione con qualcuno e cerchiamo di conciliare famiglia e lavoro? Com’è crescere in una famiglia del XXI secolo? Quali politiche sociali permettono di sostenere nel modo migliore i cambiamenti famigliari? La famiglia è un’istituzione universale, centrale in tutte le società; le istituzioni che accolgono i bambini/ragazzi senza una famiglia si chiamano comunità. In contesti storico-sociali diversi si sono sviluppati modelli di famiglia anche radicalmente diversi; nel mondo occidentale la famiglia tradizionale è diventato il modello di famiglia ideale intorno al XX secolo. I forti cambiamenti sono stati rilevanti e stiamo assistendo a nuovi tipi di gamma famigliari. Gli scienziati sociali che studiano le popolazioni (demografi) intendono per famiglia l’insieme delle persone legate da vincoli biologici e/o giuridici che convivono in una stessa abitazione. Si tratta tuttavia di una definizione piuttosto stretta cui molti preferiscono definizioni più ampie e basate su elementi soggettivi. Gli antropologi che studiano la famiglia in culture diverse parlano di sistemi di parentela: i legami e confini sociali, definiti dalla biologia e dai costumi, che stabiliscono chi è parente di chi. I criteri che stabiliscono chi sia o non sia un membro della famiglia e chi abbia quali responsabilità e obblighi tra gli individui considerati membri (familistic package, W.J. Goode) sono quindi mutevoli. La pluralizzazione dei modelli famigliari ha minato il precedente consenso riguardo a cos’è che rende un aggregato di individui una famiglia. Le interpretazioni degli attuali processi di trasformazione dei modelli famigliari sono oggetto di conflitti. Un fronte crede che l’erosione della coppia tradizionale formata da marito lavoratore e moglie casalinga possa nuocere alla società; un altro fronte crede sia necessario sostenere le diverse forme di famiglia che si stanno sviluppando, almeno per ragioni di giustizia sociale. 1.la prospettiva della crisi della famiglia: trasformazioni recenti come indebolimento dei valori della famiglia, importanze politiche sociali rinvigoriscano matrimonio tradizionale, prospettiva critica, cioè sottovaluta aspetti positivi dei cambiamenti come maggiore uguaglianza di genere e maggiore libertà di scelta. 2.la prospettiva economica: approccio della ristrutturazione economica, focalizzato su fattori sociali strutturali: mutamento del mercato del lavoro per uomini (difficoltà di mantenere il modello famigliare del male breadwinner) e parallelo aumento dell’occupazione femminile. Se oggi le famiglie sono più vulnerabili non è tanto perché hanno respinto i valori tradizionali, ma perché non possono più contare, per provvedere ai propri bisogni, su un sistema economico e sociale stabile e prevedibile. 3.la prospettiva di genere: sottolineare le cause economiche all’origine dei cambiamenti della famiglia è importante, ma non basta a spiegarli, è necessario anche prendere atto del ruolo giocato dal crescente desiderio di molte donne – e anche uomini – di vivere in famiglie diverse da quelle classiche che prevalevano intorno alla metà del XX secolo fondate sul matrimonio (eterosessuale) e su una netta divisione di genere dei ruoli e delle responsabilità; bisogna anche ridefinizione dei ruoli di genere: relazioni più egualitarie e varie (dove i compiti di cura dei figli e il lavoro fuori casa siano cioè distribuiti tra i partner in modo più o meno uguale). Negli ultimi decenni del XX secolo, l’economia postindustriale e la rivoluzione di genere hanno mutato il contesto sociale e culturale nel quale i membri della famiglia devono cercare un punto di equilibrio tra responsabilità famigliari e responsabilità lavorative, tra legami e autonomia. L’insieme di questi cambiamenti