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I seguenti appunti contengono teoria ed esempi relativi a probabilità e statistica per il corso Ingegneria Biomedica [2°Anno triennale]: - elementi di probabilità; - definizioni di probabilità; - variabili aleatorie - probabilità condizionata - distribuzioni di probabilità - legge dei grandi numeri e teorema del limite centrale. Contiene anche alcune dimostrazioni.
Tipologia: Appunti
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Alisia De Vincentiis
Esistono 3 tipi di fenomeni:
può prevedere il valore finale dell’esperimento;
valore finale senza effettuare l’esperimento;
divergenza esponenziale delle traiettorie. Essi rappresentano degli attrattori di caotici
frattali, ovvero con dimensione frazionaria dove lunghezza, area o volume sono nulli.
Sono detti anche sistemi imprevedibili, dove non si possono fare previsioni.
Quindi i fenomeni che riguardano la probabilità sono fenomeni aleatori.
Se si parla di probabilità si definisce:
indica con 𝐴
𝑐
esempio nel lancio dei dadi:
gli eventi sono veri; 𝐴 ∩ 𝐵. Esempio precedente 𝐴 ∩ 𝐵 =⊘
vuoto: 𝐴 ∩ 𝐵 =⊘. Un esempio di eventi incompatibili 𝐴 𝑒 𝐴, o anche
𝐶
l’esempio precedente.
solo. Questo accade quando: 𝑃 = 𝐴 è una famiglia di eventi tale che: 𝑖
𝑛 { }
𝑗
vuol dire che se si verifica un evento non si verificano gli altri;
eventi della classe sono esaustivi: ;
𝑖=
𝑛
⋃ 𝐴 𝑖
Questo vuol dire che almeno un evento deve verificarsi
La definizione “classica” di probabilità è in realtà un caso particolare, le condizioni per il
quale esso si verifica sono:
In realtà la probabilità è una funzione :
𝐶 ∈ 𝐹;
monotonia della probabilità, e comodo quindi: [0, 1]
Allora la probabilità è una funzione definita da un algebra di eventi ad un intervallo da 0 a 1:
Assiomi che determinano le proprietà della probabilità:
Finita Additività
Le proprietà della probabilità sono:
𝐶 𝑃(𝐴) = 1 − 𝑃(𝐴
𝐶 )
perché:
𝐶 = Ω
𝐶 ) = 𝑃(𝐴) + 𝑃(𝐴
𝐶 )
Allora 𝑃(𝐴) + 𝑃(𝐴 quindi
𝐶 ) = 1 𝑃(𝐴) = 1 − 𝑃(𝐴
𝐶 )
Allora 𝑃(𝐵) ≥ 𝑃(𝐴)
Ora estendiamo la Finita additività ad eventi con numero infinito→ Additività Numerabile:
Allora 𝐹 è 𝑢𝑛𝑎 σ 𝐴𝑙𝑔𝑒𝑏𝑟𝑎 𝑠𝑒:
𝐶 ∈ 𝐹
𝑖
{ } 𝑖=
∞ , 𝐴 𝑖
𝑖=
𝑛
𝑖
Allora se F è una sigma algebra:
𝑖=
𝑛
𝑖
𝑖=
𝑛
𝑖
𝑖
𝑗
1
6
1
6
1
6
1
6
1
6
1
6
1
2
1
2
Il valore medio è una variabile definita:
𝑖=
𝑛
𝑖
𝑖
● Il valore medio di un indicatore di un evento è l’evento stesso.
● Indica il centro di distribuzione, ovvero, il valore più probabile.
Proprietà
Siano 𝐴 𝑒 𝐵 ⊆ Ω, 𝐴 𝑒 𝐵 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖 ⇔ 𝑃(𝐴 ∩ 𝐵) = 𝑃(𝐴) · 𝑃(𝐵)
Essa è detta legge di fattorizzazione.
Sia 𝑋: Ω → 𝑅
ω → 𝑥 = 𝑋(ω)
Si dice funzione di ripartizione di una variabile aleatoria la funzione così definita:
𝑋
𝑋
(𝑥) = 𝑃(ω ∈ Ω|𝑋(ω) ≤ 𝑥)
Questa funzioni rispetta le seguenti proprietà:
𝑥 +∞
lim
→
𝑋
𝑥 −∞
lim
→
𝑋
𝑋
(𝑥) è 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑑𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎
𝑋
(𝑥) è 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑐𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒
Esempi
Esempio 1→ 𝑋 = 𝐼 𝐴
La funzione di ripartizione definita come 𝐹 𝑋
𝑋
𝐴
Essa in particolare:𝐹 𝑋
Il grafico di tale funzione:
Esempio 2→ lancio del dado Ω = ω dove in 1
,..., ω 6 { } 𝑋: "𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑜 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑐𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑑𝑎𝑑𝑜"
particolare 𝑋 = {1, 2, 3, 4, 5, 6 }
La funzione 𝐹 𝑋
𝑋
Associa, in particolare:
1
6
1
3
𝑋
1
2
2
3
𝑣𝑎𝑟(𝑋) = 𝐸[(𝑋 − 𝐸(𝑋)) → la varianza è il momento secondo della variabile centrata, ed
2 ]
indica la distanza dei valori dal valore medio.
Calcoli→ 𝑣𝑎𝑟(𝑋) = 𝐸[(𝑋 − 𝐸(𝑋))
2 ] = 𝐸[𝑋
2 − 2𝑋𝐸(𝑋) + 𝐸
2 (𝑋)] = 𝐸[𝑋
2 ] − 2𝐸
2 (𝑋) + 𝐸
2 (𝑋)
2 ) − 𝐸
2 (𝑋)
● 𝐴→ evento;
● 𝐵 ∈ β;
● 𝑃(𝐴|𝐵) = , indica la probabilità dell’evento A se accade B, ovvero il grado di
𝑃(𝐴∩𝐵)
𝑃(𝐵)
fiducia che si da all’evento A condizionato B:
Graficamente: Ω
Quindi interessano solo gli eventi elementari compatibili in B.
a. 𝑃(𝐴|𝐵) ≥ 0;
b. 𝑃(Ω|𝐵) = 1
c. 𝑃(𝐴 ∪ 𝐶|𝐵) = 𝑃(𝐴|𝐵) + 𝑃(𝐶|𝐵) 𝑠𝑒 𝐴 ∩ 𝐶 =⊘
continua
Si suppone di avere una classe di eventi che fanno parte di una partizione, incompatibili ed
esaustivi che rappresentano le cause. E di avere un evento che rappresenta invece l’effetto:
1
𝑚
𝑗
𝑖=
𝑛
𝑖
● 𝐸→ evento
La probabilità che dato un evento E si verifichi una causa H è:
𝑖
𝑃(𝐸|𝐻 𝑖
)·𝑃(𝐻 𝑖
)
𝑗=
𝑛
∑ 𝑃(𝐸|𝐻 𝑗
)·𝑃(𝐻 𝑗
)
condizionata e alla definizione di questa.
Per eventi probabilisticamente indipendenti, il conoscere B non modifica la probabilità
dell’evento A:
𝑃(𝐴)·𝑃(𝐵)
𝑃(𝐵)
La probabilità condizionata esprime, appunto, la probabilità che si verifichi un evento dato un
altro evento.
Il valore atteso condizionato è un funzionale matematico, che esprime la previsione di una
variabile aleatoria data una certa informazione→ si estende, quindi, il concetto di probabilità
condizionata a tutte le variabili aleatorie.
Si ricorda come gli eventi possano essere rappresentati dalla funzione indicatrice degli
eventi : 𝑋 = 𝐼 che associa: 𝐴
(ω)
Questa funzione quindi rappresenta il legame tra eventi e valore atteso: infatti gli eventi
stessi sono casi particolare di variabile aleatoria riconducibili a tale funzione infatti
𝐴
Un altro richiamo necessario è la rappresentazione di un’informazione parziale su un
fenomeno aleatorio→ partizione dello spazio degli eventi Ω , la quale si indica con
β = 𝐵 : 1
2
{ }
⇒ ω ∉ 𝐵 1
Vi son due diverse rappresentazioni nel caso di:
Andremo quindi a spiegare le singole rappresentazioni, le differenze e i problemi aperti
collegate ad esse.
1. Approccio assiomatico
Premesse
Qui l’informazione parziale viene rappresentata da una sigma-algebra di eventi 𝐺contenuta
propriamente nella sigma algebra 𝐹dello spazio di partenza.
Data una partizione β, la sigma algebra generata da β [ 𝐺(β)]è formata dall’unione di alcuni
elementi della partizione β:
𝐺 ∈ Ꮹ , 𝐺 =∪ 𝐵 , quindi se : in questo caso 𝑖
𝑖
∈ β β = 𝐵 1
2
{ } 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎 𝐺 =^ Ω, ⊘, 𝐵 1
2
{ }
gli eventi B1 e B2 sono l’uno il complementare dell’altro, questo vuol dire che la sigma
algebra è semplicemente un algebra. Quindi più è fitta la partizione, più elementi contiene la
sigma algebra generata.
∃𝑓, Ꮹ 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒, 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 | ∫ 𝑋 𝑑𝑃 = con
𝐺
Questa funzione 𝑓si chiama derivata di Radon-Nicolin e il valore atteso condizionato
[ 𝐸(𝑋|Ꮹ)] è coincidente con 𝑓 con𝑃 − 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 𝑜𝑣𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒
[ 𝑃 − 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 𝑜𝑣𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒vuol dire che questa uguaglianza vale ovunque tranne che nell’insieme
di misura di probabilità 𝑃 = 0.]
Quindi si definisce il valore atteso condizionato come
variabile aleatoria Ꮹ − 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒, integrabile, e tale che ∫ 𝑋 𝑑𝑃 = ∫ 𝐸[𝑋|Ꮹ] 𝑑𝑃
→ questa è detta proprietà di disintegrazione.
Tutto questo vale per 𝑋 ≥ 0,mentre per qualsiasi variabile aleatoria, essa può essere scritta
come: 𝑋 = 𝑋 dove:
−
= 𝑚𝑎𝑥 0; 𝑥{ }
− = 𝑚𝑎𝑥 0; − 𝑥{ }
Queste sono sempre non negative, poiché se:
= 𝑥
− = 0
= 0
− =− 𝑥
Questo fà si che tutto ciò che è stato detto per le funzioni positive, si può estendere per le
funzioni qualsiasi.
Questo approccio però presenta un problema, questo deriva proprio dalla condizione
Questo vuol dire che la sua anti-immagine deve appartenere ai Boreliani, quindi alla sigma
−
Nel momento in cui si fa una previsione ha senso, al livello di probabilità condizionata , che
Il problema sorge nel momento in cui 𝑋 = 𝐼 dove , poiché non è 𝐴
𝐴
𝐴
𝐴
−
Si definisce l'anti immagine: sia B un boreliano [elemento della sigma algebra generata da
intervalli aperti]
𝐶 𝑠𝑒 0 ∈ 𝐵 𝑒 1 ∉ 𝐵
𝐴
− (β) =
Ω
problema.
Il valore condizionato dell’indicatore dell’evento 𝐼 dove A è un evento che non appartiene 𝐴
alla sigma algebra [cosa richiesta] non può essere uguale alla funzione dell’evento 𝐼 , 𝐴
𝐴
𝐴
𝐴
𝐴
𝐴
(ω) = { 1 𝑠𝑒 ω ∈ 𝐴; 𝑂 𝑠𝑒 ω ≠ 𝐴}
L’evento condizionato dell’approccio assiomatico non soddisfa questa condizione “naturale”
della probabilità: se si conosce il risultato esatto del fenomeno parziale che si sta studiando,
si può dire se è vero o è falso qualsiasi altro evento.
contiene i singleton].
2. Approccio soggettivo
Premesse
Qui l’informazione parziale, rispetto ad un fenomeno aleatorio, viene rappresentata con una
partizione [complicata→ a volte contiene infiniti insiemi]. In particolare: se la partizione
considerata è la classe di tutti i “singleton” β = {{ ω }: ω ∈ Ω}, allora si ottiene
un’informazione completa.
𝑃(𝐸∩𝐵)
𝑃(𝐵)
dimensione di probabilità misura [misura di Hausdorff ℎ] le aree, in questo caso è un
𝑠 𝐵
segmento, di dimensione 1, la cui area è 0.
Quindi si considera:
dimensione frattale che in questo caso “semplice” coincide con la dimensione
geometrica.
𝑆 = 𝑚𝑖𝑠𝑢𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝐻𝑎𝑢𝑠𝑑𝑜𝑟𝑓𝑓
Quindi:
ℎ
𝑆 (𝐸∩𝐵)
ℎ
𝑆 (𝐵)
𝑠
𝑠
Quindi si utilizza il teorema di Bayes considerando la dimensione e la misura di Hausdorff.
Quindi la misura S del condizionante stabilisce la complessità geometrica di quest’ultimo: se
si hanno tanti condizionanti di misure diverse: l’insieme ha un’altra dimensione.
Quindi se si deve definire la probabilità di E condizionato B1 dove B1 è un insieme di tre
1
ℎ
0 (𝐸∩𝐵 1
)
ℎ
0 (𝐵 1
)
In conclusione si utilizzano diverse misure di probabilità a seconda di quanti condizionanti di
diversa dimensione si hanno.
Generalizzata
Le condizioni sono le stesse:
𝑠
Quindi la probabilità è definita
𝐵
∫𝑋𝑑ℎ
𝑆
ℎ
𝑆 (𝐵)
𝑠
𝐵
𝐵
𝑆 (𝐵) = {0, + ∞ }
Dove 𝑚 è una misura finitamente additiva, a valori 0, 𝐵
Applicazioni
Grazie al fatto di considerare eventi di probabilità nulla, si sono riusciti a risolvere problemi
legati all’economia comportamentale: la probabilità condizionata definita in questo modo
permette di spiegare fenomeni legati al cervello umano, cosa che la probabilità classica non
permette di fare.
Le differenze tra i diversi approcci riguardano:
a. ASSIOMATICO→ sigma algebra di eventi;
b. SOGGETTIVO→ partizione;
a. ASSIOMATICO→
i. P numerabilmente additiva
ii. sigma algebra strettamente contenuta nella famiglia delle parti
b. SOGGETTIVO→ P finitamente additiva;
a. ASSIOMATICO→ a meno di insiemi la cui misura di probabilità è nulla;
b. SOGGETTIVO→ si considerano insiemi di dimensione nulla.
Sia X una variabile aleatoria con distribuzione uniforme→ 𝑋 ∼ 𝑈([𝑎, 𝑏]), se ammette densità
essa è→ 𝑓(𝑥) = -
1
𝑏−𝑎
La densità si può sempre rappresentare graficamente[rossa]:
Mentre si può ricavare la funzione di ripartizione utilizzando la densità, in particolare:
In simboli →
𝑖
𝑛!
𝑘!(𝑛−𝑘!)
𝑘
𝑛−𝑘
aleatoria sia uguale a k.
Si ricorda che il valore medio 𝐸(𝑋) per una variabile a valori finiti è , ma qui non si
𝑖=
𝑛
𝑖
𝑖
ha un numero variabile bensì si definisce la variabile aleatoria X come somma di
bernoulliane. Si definisce la variabile 𝑋 bernoulliana, di parametro p, la variabile che 𝑖
assume il valore:
𝑖
𝑖
Quindi il numero di successi di n prove indipendenti può essere calcolato come 𝑋 𝑖
𝑖=
𝑛
𝑖
dove:
Quindi il valor medio della variabile aleatoria con distribuzione binomiale è uguale al valor
medio della somma delle bernoulliane:
𝑖=
𝑛
𝑖
] = (𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑖𝑛𝑒𝑎𝑟𝑖𝑡à 𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑜) =
𝑖=
𝑛
𝑖
𝑖=
𝑛
Questo perché il valor medio di ogni singola bernoulliana è uguale a
, questo moltiplicato per n.
𝑖=
𝑛
𝑖
𝑖
La varianza di una variabile con distribuzione binomiale si calcola considerando la variabile
stessa coma somma di Bernoulliane, in particolare:
𝑖=
𝑛
𝑖=
𝑛
𝑖
𝑖=
𝑛
Sia X una variabile aleatoria che segue una distribuzione esponenziale→ 𝑋 ∼ ξ(λ) λ > 0
−λ𝑥 𝑥 ≥ 0
La sua densità 𝑓(𝑥) =
Graficamente:
La funzione di ripartizione di tale variabile:
𝑋
−∞
𝑥
−λ𝑥 𝑥 ≥ 0
Dimostrazione𝐹 𝑋
−∞
𝑥
−∞
0
0
𝑥
∫ λ𝑒
−λ𝑥 𝑑𝑥 = 0 + λ
0
𝑥
−λ𝑥 𝑑𝑥 = λ
−
λ
−λ𝑥 ⎡ ⎣
𝑥
0
−λ𝑥 − (− 1) = 1 − 𝑒
−λ𝑥
Graficamente
−∞
+∞
−∞
0
0
+∞
∫ 𝑥 · λ𝑒
−λ𝑥 𝑑𝑥 = 0 + λ
0
+∞
−λ𝑥 𝑑𝑥 =
[Questo integrale si risolve per parti→ ∫ 𝑓(𝑥) · 𝑔'(𝑥)𝑑𝑥 = 𝑓(𝑥)𝑔(𝑥) − ∫ 𝑓'(𝑥)𝑔(𝑥)𝑑𝑥]
= λ 𝑥 −
1
λ
−λ𝑥
( )
0
+∞ − ∫ 1 · −
1
λ
−λ𝑥
( )
= λ 0 +
1
λ
−λ𝑥 𝑑𝑥
= λ +
1
λ
1
λ
−λ𝑥 ⎡ ⎣
0
+∞ ⎡ ⎢ ⎣
= λ 0 − −
1 (( ( (^) λ))) = λ ·
1
λ
1
λ