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Un'introduzione dettagliata alla programmazione e al controllo di gestione aziendale. Vengono definiti concetti chiave come azienda, efficacia ed efficienza, e viene spiegato il ruolo del controllo di gestione nel raggiungimento degli obiettivi aziendali. Si discute anche l'importanza del sistema informativo amministrativo e del sistema di misurazione dei costi per supportare le decisioni dei manager, evidenziando come il controllo di gestione debba adattarsi al contesto specifico dell'impresa. Le diverse prospettive del costo di produzione, sia finanziaria che economica, e il ruolo degli attori coinvolti nel controllo di gestione, come l'alta direzione, i manager e il controller. Infine, viene introdotto il concetto di contingenza nel sistema di controllo direzionale, sottolineando l'importanza di adattare le logiche e le procedure al contesto aziendale specifico. Questi appunti sono utili per comprendere i fondamenti della programmazione e del controllo in ambito aziendale.
Tipologia: Appunti
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Lezione 1 def. azienda = è un sistema di organi (organi al cui interno ci sono persone, tecnologie, attrezzature…) specializzati, ovvero hanno diverse funzioni, diverse funzionalità (= apporto che danno al sistema azienda) e differiscono per tipologia (= sono posizionati in modo diverso in azienda e nei processi) L’azienda contiene al suo interno organi diversi → gli organi devono portare al raggiungimento degli obiettivi aziendali
il sistema delle info che servono al manager è qualcosa di particolare → diversamente dal bilancio d’esercizio, è qualcosa che è “tagliato su misura per l’impresa” = mentre il bilancio di esercizio è costruito seguendo schemi, norme e criteri comuni a tutte le imprese (perché l’obiettivo è far sì che leggendo i bilanci di un’impresa su più anni si possa fare una comparazione delle performance oppure si possa fare una comparazione spaziale tra aziende diverse) ≠ info costruite con un sistema di controllo direzionale → il sistema di controllo è su misura dell’impresa, ovvero tiene conto delle esigenze informative che hanno i manager di quell’impresa NB (ovviamente ci sono delle logiche/procedure che vengono sempre seguite, ma vengono poi adattate al contesto aziendale) Un sistema di controllo direzionale è quindi caratterizzato dal concetto di contingenza (deve essere adatto alla contingenza) NB
Focus del corso = il controllo di gestione def. controllo di gestione = è un sistema direzionale con il quale i manager - che occupano diversi livelli nell’ambito dell’organizzazione dell’impresa - riescono a governare l’impresa, ovvero riescono ad accertarsi che la gestione si stia svolgendo secondo logiche di efficienza ed efficacia , in modo da raggiungere gli obiettivi di fondo della gestione def. efficacia = attitudine a raggiungere gli obiettivi che sono stati prefissati def. efficienza = attitudine a minimizzare i costi (sacrifici) rispetto ai ricavi (benefici)
Le info usate dai manager provengono dal sistema informativo amministrativo → in che modo diventa un sistema di controllo direzionale? Lo diventa nel momento in cui tiene conto di due ulteriori aspetti =
NB costo di produzione ≠ costo di acquisto = è la quantità che ha origine in uno scambio monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione ↧ il costo di produzione è il valore dei fattori consumati produttivamente per ottenere le produzioni es. acquisto un certo quantitativo di materia prima = può succedere che uso solo una parte di materia per ottenere i prodotti finiti oppure, oltre a questa materia, uso anche materie già presenti in magazzino ⇒ non c’è una coincidenza tra valore dei fattori impiegati produttivamente e il valore dei fattori che vengono acquistati nel periodo → aspetto di cui tenere conto nel calcolo dei costi di produzione NB I costi di produzione possono essere interpretati sia da un punto di vista finanziario che economico = ● punto di vista finanziario = il costo di produzione è la misura dell’investimento attivato per produrre un certo volume di produzione QP e che deve essere recuperato tramite i ricavi di vendita Il costo di produzione misura l’investimento che io ho fatto per acquisire i fattori produttivi che sono finiti in quella produzione e che deve essere recuperato attraverso il disinvestimento, ovvero attraverso la vendita delle produzioni e quindi i ricavi delle vendite ● punto di vista economico = il costo di produzione misura il valore dei fattori che sono stati consumati produttivamente per ottenere QP e quindi che deve essere recuperato attraverso la realizzazione dei ricavi (deve essere coperto dai ricavi)
il calcolo dei costi di produzione implica un adattamento alla situazione contingente della nostra impresa, ovvero ogni impresa ha il suo metodo per calcolare i costi di produzione → nonostante ciò c’è una procedura generale che bisogna seguire per calcolare i costi Immagine - schema della procedura di calcolo dei costi Step della procedura =
Se ipotizzo un livello di efficienza ⇒ dovrò sostenere un determinato livello di costi Al termine del periodo, a seguito delle operazioni, si va a controllare se il costo che è stato sostenuto è diverso dal costo determinato attraverso il calcolo dei costi standard “ Controllo ” nel senso di governo dell’impresa, ovvero determinare i costi da inserire nel budget in modo da avere degli obiettivi di costo nel programma che deve seguire l’impresa durante l’anno + si intendono anche gli obiettivi di controllo in senso stretto, ovvero verificare gli scostamenti tra i costi posti come obiettivo a livello di budget e i costi effettivamente sostenuti NB A seconda del diverso scopo conoscitivo, in un sistema di calcolo di costi possiamo ● adottare configurazioni di costo diverse = una configurazione di costi è una stratificazione di costi che può essere totale/completa (ovvero tengo conto di tutti i costi, es. commerciali, amministrativi… + mi baso sul costo pieno di un prodotto) oppure parziale (es. della decisione per l’ordine aggiuntivo per la quale ci basiamo solo sui costi speciali generati dall’ordine aggiuntivo) ● alimentare il sistema di rilevazioni del costo usando valori diversi (es. consuntivi, preventivi, stimati…) = il calcolo dei costi di produzione può essere diverso a seconda delle finalità perché finalità diverse implicano l’uso di valori che hanno una natura differente (es. quando faccio la valutazione dei prodotti di finiti, mi baso su valori di tipo consuntivo ≠ se devo decidere se accettare o meno un ordine aggiuntivo, devo fare delle previsioni sui costi che devo sostenere → sono valori preventivi ) ● scegliere tra modalità diverse di rilevazione dei valori = i valori possono essere rilevati in modo contabile oppure in modo extracontabile
◆ potrebbe essere interessante vedere come classi di clienti diversi generano costi diversi, magari per adattare le tariffe in base ai costi che generano; oppure vedere i costi in base delle aree geografiche servite … = gli oggetti di costo possono essere molti (oggetto di costo è qualsiasi cosa sia importante monitorare dal punto di vista dei costi per garantire l’efficienza e l’efficacia) [ noi di solito usiamo come oggetto di costo le produzioni finali ]
nell’ambito della costruzione del bilancio questi tipi di costi non vengono presi in considerazione ≠ nel sistema di controllo direzionale sì es. immaginiamo di dover fissare il P di un prodotto → il P serve per coprire i costi sostenuti e assicurare un guadagno Se ho sostenuto dei costi opportunità ( vedi esempi sopra ), li voglio coprire e quindi li devo conoscere
I bottoni sono un costo specifico o comune? Sono un costo specifico La manodopera della persona che cuce giacca e pantaloni è un costo specifico o comune? E’ un costo specifico perché il tempo che dedica a una produzione non viene dedicato ad un’altra produzione ⇒ la manodopera diretta è un fattore produttivo speciale Il macchinario usato per tagliare la stoffa = il costo del macchinario è rappresentato dalla quota ammortamento relativa al macchinario → questo costo rispetto alle due produzioni è comune Costo del manutentore che si occupa di garantire il perfetto funzionamento dei macchinari = è un costo comune Fitto del magazzino usato per stoccare le giacche e pantaloni = è un costo comune [ è un po’ più complicato attribuire la quota di costo del manutentore alla produzione di giacche e a quella di pantaloni perché manca il legame di specialità ] ➤ Classificazione che si occupa di fattori produttivi che danno la loro utilità a più produzioni = ● costi comuni = è il costo di un fattore produttivo che si usa per diverse produzioni, ma il fatto di usare questo fattore produttivo in comune per diverse produzioni non è qualcosa di obbligatorio, ma deriva da una scelta dell’impresa es. costo del magazzino, del macchinario usato per tagliare la stoffa… ● costi congiunti = fanno riferimento a fattori produttivi che vengono usati in comunanza per ottenere diverse produzioni e che obbligatoriamente per le caratteristiche del processo produttivo portano a ottenere dei prodotti congiunti (processo che in modo congiunto mi fa ottenere prodotti diversi) es. raffinazione del petrolio è un processo da quale derivano diversi prodotti (es. benzina, idrocarburi…) → il fatto di ottenere queste diverse produzioni non è una scelta dell’impresa, ma deriva dalle caratteristiche della materia prima e dalle caratteristiche del processo che bisogna seguire per lavorare quella materia es. macinazione del grano = ottengo due prodotti, farina e crusca → nella fase della macinazione questi due prodotti sostengono dei costi che sono congiunti ≠ successivamente possono avere altre lavorazioni con costi distinti (ci sono difficoltà nel calcolo dei costi perché un conto è ripartire un costo comune es. di una macchina che taglia la stoffa ≠ un conto è avere dei prodotti che escono da un processo congiunto, dentro il quale non so quanta utilità viene data a ciascun prodotto e quindi dovrò usare sistemi diversi per ripartire il costo congiunto della macina sulle produzioni) ➤ Classificazione che usa come parametro di classificazione il modo che usiamo per andare ad attribuire il costo ai diversi oggetti di costo = la differenza tra costi diretti e indiretti dipende dalla modalità di imputazione del costo NB ● costi diretti = costo che è possibile imputare direttamente all’oggetto di costo, ovvero senza riparti + è economicamente conveniente attribuirlo senza riparti (= il peso di questo costo per il nostro oggetto di costo giustifica il fatto che io faccia un’attribuzione diretta) ● costi indiretti = costo che non è possibile imputare in modo diretto oppure, è possibile, ma non è economicamente conveniente imputarlo direttamente
➤ Altra classificazione utile per il calcolo dei costi di produzione ai fini della valutazione dei prodotti finiti = ● costi di prodotto = costi che vengono attribuiti al prodotto (⇒ nella valutazione dei prodotti finiti sono i costi di fabbricazione) ● costi di periodo = costi che vengono spesati nel periodo (sono di competenza), ma che non vengono attribuiti al prodotto per questa finalità di calcolo dei costi (ovvero la valutazione dei prodotti finiti) I costi di fabbricazione (= costi delle materie prime, manodopera, impianti, macchinari… tutto ciò che attiene alla materia prima e alla sua trasformazione) sono considerati costo di prodotto ≠ gli altri costi sono considerati costi periodo, non attribuibili al prodotto NB [ c’è una relazione tra le classificazioni, ma sono diverse perché i criteri usati sono diversi ] Le classi di costi indiretti I costi indiretti possono essere a loro volta classificati in funzione dell’area in cui vengono utilizzati → possiamo avere le seguenti classi di costi indiretti = [ vedi tutti gli esempi nell’immagine ] ● costi generali di produzione = ○ lavoro indiretto = es. lavoro della persona che fa manutenzione, lubrificazione… degli impianti → dà la sua utilità in modo indiretto nella produzione del prodotto ○ materiali indiretti = es. materiali per lubrificare i macchinari, materiali di pulizia… ○ direzione tecnica = es. l’azienda ha un responsabile della produzione che coordina il reparto taglio e il reparto cucito → il responsabile è un fattore produttivo e il suo stipendio è il costo → questo costo attiene all’area della produzione perché dà la sua utilità alle produzioni, ma in modo indiretto. Il suo stipendio è un costo comune e viene trattato come costo indiretto ○ uffici tecnici = es. costo delle attrezzature di questi uffici ○ ammortamenti di macchinari e impianti usati in comune per più produzioni = es. la macchina che uso per stampare solo una produzione di giacche NON è all’interno di questa categoria perché NON è un costo indiretto ● costi generali amministrativi ● costi generali commerciali
○ i costi di trasporto per portare il prodotto al cliente, es. quota ammortamento dei camion usati per il trasporto → sono mezzi usati in comune alle produzioni e quindi indiretti ○ le retribuzioni dei venditori non sono costi totalmente indiretti = immaginiamo che l’azienda che produce giacche e pantaloni abbia diversi venditori per regione → ogni venditore ha una parte di stipendio fissa + una parte di stipendio che è una provvigione (% sul fatturato dei vari prodotti che vende) → NON tutto il costo del venditore è indiretto, è indiretto solo la parte fissa perché prende quello stipendio per lavorare sulla vendita di tutte le produzioni ≠ la provvigione è una parte diretta di costo perché è una % del fatturato che conosciamo e che sappiamo ricondurre alla produzione specifica ○ costi di pubblicità sono indiretti quando sono pubblicità che vanno a beneficio di diverse linee di prodotto ≠ la campagna pubblicitaria specifica per il lancio di un certo prodotto è un costo speciale perché è dedicato a quel prodotto e quindi considerato come diretto ○ costi dei viaggi e trasferte dei venditori ● costi generali aziendali = costi che non posso associare ad un’area specifica ○ gli oneri finanziari possono essere sia gli interessi passivi (corrisposti a fronte dei prestiti che ha l’azienda) e quindi oneri finanziari espliciti (= capitali ottenuti a titolo esplicitamente oneroso) oppure possiamo avere oneri finanziari figurativi (es. calcoliamo il costo del capitale proprio) [ queste classi sono di nostro interesse o meno a seconda dell’obiettivo che ci siamo posti per il calcolo dei costi es. il mercato della concorrenza mi permette di fissare il P applicando un ricarico → se voglio conoscere il costo di produzione per fissare il P sono interessata a tutte le classi di costo - le voglio coprire tutte con il P + mi interessa conoscere anche i costi figurativi ≠ es. se ho come finalità la valutazione dei prodotti che ho a magazzino, mi interessano solo i costi generali di produzione] NB obiettivi diversi, mi interessano classi di costo diverse Le classi di costo per il processo decisorio Altre classificazioni utili per il processo decisorio = sappiamo che i costi di produzione possono essere calcolati con diverse finalità → nell’ambito delle determinazioni di costo che facciamo per supportare le decisioni del manager si usano delle classificazioni particolari ● costi (e ricavi) eliminabili ● costi (e ricavi) ineliminabili = classificazione importante perché per es. quando si deve decidere tra diverse ipotesi di azione, ci si concentra solo sui costi che possono essere eliminati intraprendendo una certa linea di azione Esempio Devo decidere se sostituire un macchinario oppure continuare ad usare il macchinario che sto usando → devo confrontare queste ipotesi I costi che non sono eliminabili cambiando il macchinario non li prendo in considerazione perché presenti in entrambe le ipotesi
● costi di lungo periodo = costi che variano nel lungo periodo (sono i costi relativi alla struttura produttiva, commerciale, amministrativa…, es. costi relativi ai macchinari…) = importante distinzione perché il calcolo dei costi può servire per prendere decisioni di tipo operativo (es. accettare o meno una commessa; mantenere una certa linea produttiva in perdita o meno…) o di tipo strategico (lungo periodo) Le decisioni strategiche prendono in considerazione tutti i costi, anche quelli di lungo periodo perché possono essere variati sulla base di una decisione piuttosto che un’altra ≠ nelle decisioni di breve periodo bisogna concentrarsi sui costi di breve perché quelli di lungo non si possono modificare ● costi contabili = sono i costi effettivi, vedi sopra ● costi opportunità = sono i costi figurativi, vedi sopra ● costi (e ricavi) controllabili ● costi (e ricavi) non controllabili = si incontrano durante la costruzione del budget di esercizio, ovvero un programma che contiene gli obiettivi che l’azienda deve seguire durante l’esercizio es. il responsabile del reparto produzione ha un obiettivo di costo massimo che deve sostenere (programmato nel budget) → ha la responsabilità di raggiungere quell’obiettivo Ognuno può essere responsabilizzato solo sugli obiettivi di costo che lui stesso è in grado di controllare NB Questa classificazione attiene alla possibilità che un responsabile possa controllare le ∆ di un costo o non possa controllarle
E’ un metodo più preciso perché ci sono attività i cui costi possono variare in funzione di parametri di tipo diverso es. è giusto ripartire l’ammortamento di un macchinario in base alle ore di funzionamento, ma se ho dei macchinari in cui ho delle operazioni di setup del macchinario, le ore di set up dipendono da quante volte lo faccio E’ un metodo più complicato, infatti nell’imputazione indiretta per centri di costo dove bastava guardare i reparti dell’azienda nell’organigramma per individuare gli oggetti di costo intermedi ≠ nell’imputazione indiretta per attività devo circoscrivere le attività (è il controller che ha questo compito) Anche in questo caso possiamo avere un coefficiente unico o coefficienti distinti per ogni attività [ usare un unico coefficiente quando si usa una metodologia difficile come l’ Activity Based Costing (ABC) è assurdo perché l’ABC mi serve per imputare in modo preciso i costi e non ha senso usare un solo coefficiente → può capitare ma per ragioni organizzative ] L’imputazione immediata e quella indiretta per centri di costo sono tipologie tradizionali ≠ imputazione indiretta per attività, ovvero l’ABC, non è una tipologia tradizionale