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Programmazione e Controllo: Introduzione al Controllo di Gestione - Prof. Moisello, Appunti di Programmazione e controllo

Un'introduzione dettagliata alla programmazione e al controllo di gestione aziendale. Vengono definiti concetti chiave come azienda, efficacia ed efficienza, e viene spiegato il ruolo del controllo di gestione nel raggiungimento degli obiettivi aziendali. Si discute anche l'importanza del sistema informativo amministrativo e del sistema di misurazione dei costi per supportare le decisioni dei manager, evidenziando come il controllo di gestione debba adattarsi al contesto specifico dell'impresa. Le diverse prospettive del costo di produzione, sia finanziaria che economica, e il ruolo degli attori coinvolti nel controllo di gestione, come l'alta direzione, i manager e il controller. Infine, viene introdotto il concetto di contingenza nel sistema di controllo direzionale, sottolineando l'importanza di adattare le logiche e le procedure al contesto aziendale specifico. Questi appunti sono utili per comprendere i fondamenti della programmazione e del controllo in ambito aziendale.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 10/09/2025

caroliinez
caroliinez 🇮🇹

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PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
Lezione 1
def. azienda = è un sistema di organi (organi al cui interno ci sono persone, tecnologie,
attrezzature…) specializzati, ovvero hanno diverse funzioni, diverse funzionalità (= apporto che
danno al sistema azienda) e differiscono per tipologia (= sono posizionati in modo diverso in azienda
e nei processi)
L’azienda contiene al suo interno organi diversi gli organi devono portare al raggiungimento degli
obiettivi aziendali
- Come fanno questi organi diversi a procedere insieme in modo ordinato e cooperativo verso gli
obiettivi aziendali?
Riescono a fare ciò perché il loro comportamento è diretto da un programma =
1. Prima di tutto si devono creare delle info di costo sulla base delle quali il manager prende
delle decisioni dobbiamo capire come si creano queste info
2. Poi dobbiamo capire come le decisioni dei manager vengono formalizzate attraverso un
programma che dirige l’operatività dell’azienda durante l’anno (= breve periodo) = questo
programma è il budget dobbiamo capire come viene costruito il budget
- Perché è necessario costruire delle info analitiche e particolari per il management affinché questo
prenda decisioni?
Non basta il bilancio di esercizio, ma bisogna costruire info diverse + serve un sistema di controllo
direzionale che costruisca info diverse questo perché il bilancio di esercizio serve a informare i
terzi (serve per misurare la performance dell’azienda in termini reddituali durante l’esercizio +
determinare il patrimonio netto in termini quantitativi… = sono info che servono agli investitori, a chi
compra azioni, alle aziende di credito che fanno prestiti alle aziende… ovvero soggetti che sono
interessati a vedere come opera l’azienda e che sono esterni all’impresa)
i manager per prendere decisioni hanno bisogno di sapere in modo analitico come si è formato il
risultato economico, capire come le varie linee di prodotto hanno contribuito a generare ricavi e
costi… = hanno bisogno di info analitiche
Il bilancio di esercizio contiene dati relativi ad azioni passate per prendere decisioni, i manager
hanno bisogno di ragionare su info che contengono dati previsti/stimati/parametrici
il sistema delle info che servono al manager è qualcosa di particolare diversamente dal bilancio
d’esercizio, è qualcosa che è “tagliato su misura per l’impresa” = mentre il bilancio di esercizio è
costruito seguendo schemi, norme e criteri comuni a tutte le imprese (perché l’obiettivo è far che
leggendo i bilanci di un’impresa su più anni si possa fare una comparazione delle performance oppure
si possa fare una comparazione spaziale tra aziende diverse) info costruite con un sistema di
controllo direzionale il sistema di controllo è su misura dell’impresa, ovvero tiene conto delle
esigenze informative che hanno i manager di quell’impresa NB (ovviamente ci sono delle
logiche/procedure che vengono sempre seguite, ma vengono poi adattate al contesto aziendale)
Un sistema di controllo direzionale è quindi caratterizzato dal concetto di contingenza (deve essere
adatto alla contingenza) NB
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PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO

Lezione 1 def. azienda = è un sistema di organi (organi al cui interno ci sono persone, tecnologie, attrezzature…) specializzati, ovvero hanno diverse funzioni, diverse funzionalità (= apporto che danno al sistema azienda) e differiscono per tipologia (= sono posizionati in modo diverso in azienda e nei processi) L’azienda contiene al suo interno organi diversi → gli organi devono portare al raggiungimento degli obiettivi aziendali

  • Come fanno questi organi diversi a procedere insieme in modo ordinato e cooperativo verso gli obiettivi aziendali? Riescono a fare ciò perché il loro comportamento è diretto da un programma =
    1. Prima di tutto si devono creare delle info di costo sulla base delle quali il manager prende delle decisioni ⇒ dobbiamo capire come si creano queste info
    2. Poi dobbiamo capire come le decisioni dei manager vengono formalizzate attraverso un programma che dirige l’operatività dell’azienda durante l’anno (= breve periodo) = questo programma è il budget ⇒ dobbiamo capire come viene costruito il budget
  • Perché è necessario costruire delle info analitiche e particolari per il management affinché questo prenda decisioni? Non basta il bilancio di esercizio, ma bisogna costruire info diverse + serve un sistema di controllo direzionale che costruisca info diverse → questo perché il bilancio di esercizio serve a informare i terzi (serve per misurare la performance dell’azienda in termini reddituali durante l’esercizio + determinare il patrimonio netto in termini quantitativi… = sono info che servono agli investitori, a chi compra azioni, alle aziende di credito che fanno prestiti alle aziende… ovvero soggetti che sono interessati a vedere come opera l’azienda e che sono esterni all’impresa) ≠ i manager per prendere decisioni hanno bisogno di sapere in modo analitico come si è formato il risultato economico, capire come le varie linee di prodotto hanno contribuito a generare ricavi e costi… = hanno bisogno di info analitiche Il bilancio di esercizio contiene dati relativi ad azioni passate ≠ per prendere decisioni, i manager hanno bisogno di ragionare su info che contengono dati previsti/stimati/parametrici

il sistema delle info che servono al manager è qualcosa di particolare → diversamente dal bilancio d’esercizio, è qualcosa che è “tagliato su misura per l’impresa” = mentre il bilancio di esercizio è costruito seguendo schemi, norme e criteri comuni a tutte le imprese (perché l’obiettivo è far sì che leggendo i bilanci di un’impresa su più anni si possa fare una comparazione delle performance oppure si possa fare una comparazione spaziale tra aziende diverse) ≠ info costruite con un sistema di controllo direzionale → il sistema di controllo è su misura dell’impresa, ovvero tiene conto delle esigenze informative che hanno i manager di quell’impresa NB (ovviamente ci sono delle logiche/procedure che vengono sempre seguite, ma vengono poi adattate al contesto aziendale) Un sistema di controllo direzionale è quindi caratterizzato dal concetto di contingenza (deve essere adatto alla contingenza) NB

PREMESSA

Focus del corso = il controllo di gestione def. controllo di gestione = è un sistema direzionale con il quale i manager - che occupano diversi livelli nell’ambito dell’organizzazione dell’impresa - riescono a governare l’impresa, ovvero riescono ad accertarsi che la gestione si stia svolgendo secondo logiche di efficienza ed efficacia , in modo da raggiungere gli obiettivi di fondo della gestione def. efficacia = attitudine a raggiungere gli obiettivi che sono stati prefissati def. efficienza = attitudine a minimizzare i costi (sacrifici) rispetto ai ricavi (benefici)

  • Che compito ha questo sistema? Il sistema di controllo direzionale ha il compito di mettere i manager in condizione di raggiungere gli obiettivi di fondo (stabiliti dalla pianificazione strategica) e soprattutto di raggiungerli secondo economicità/efficienza ed efficacia
  • Quali sono gli obiettivi di fondo? Di solito sono ● gli obiettivi di redditività ● gli obiettivi di creazione di valore economico per gli azionisti ● gli obiettivi di sostenibilità a largo raggio, ovvero sostenibilità ambientale e sociale (ad oggi sempre più importanti) = sono obiettivi di lungo periodo Il sistema di controllo direzionale fornisce ai manager le info affinché possano mano a mano soddisfare gli obiettivi di tipo “percorso” che sono strumentali per raggiungere gli obiettivi di lungo periodo
  • Chi sono gli attori del controllo di gestione? I soggetti coinvolti dal sistema di controllo direzionale sono =
    1. l’ alta direzione = stabiliscono gli obiettivi di fondo che devono essere raggiunti
    2. i manager = sono coloro che hanno la responsabilità del raggiungimento degli obb. di tipo “percorso”
    3. il controller = colui che aiuta i manager con l’elaborazione delle info CAPITOLO 1 - L’attività di direzione e il sistema di misurazione dei costi: un quadro di riferimento Il sistema di misurazione dei costi è uno strumento che serve per dirigere l’impresa NB
  • Che cosa significa “ dirigere ” un’impresa? Significa prendere delle decisioni ↓ a cosa attengono? Sono decisioni di vario tipo, es. decisioni di reperimento risorse, di allocazione delle risorse reperite (risorse fisico tecniche, risorse in temine di capitale, finanziarie, umane, tecnologiche…) e di impiego delle risorse

Le info usate dai manager provengono dal sistema informativo amministrativo → in che modo diventa un sistema di controllo direzionale? Lo diventa nel momento in cui tiene conto di due ulteriori aspetti =

  1. le condizioni di contesto in cui opera l’impresa → si dividono tra a. contesto esterno = es. mercato di sbocco dell’azienda, fornitori… es. il sistema di controllo direzionale deve tenere conto di questo perché se bisogna costruire il budget e tenere conto di quali volumi di produzione ottenere nei vari periodi, c’è bisogno di conoscere le previsioni sulle vendite → posso sapere questo solo se tengo conto del mercato di sbocco dell’azienda e le relative previsioni di sviluppo es. devo costruire il budget dei costi, ho bisogno di sapere le previsioni circa le condizioni dei mercati di acquisto delle materie prime b. contesto interno = es. la struttura produttiva dell’impresa, la capacità produttiva dei suoi macchinari, i vincoli nella produzione, la capacità produttiva delle risorse umane, il know how all’interno dell’impresa… = le condizioni di contesto sono importanti perché per la direzione rappresentano i vincoli (interni ed esterni) con cui l’impresa deve fare i conti quando deve prendere le decisioni
  2. le finalità del sistema = bisogna tenere conto del motivo per cui sono necessarie certe info es. devo elaborare determinati dati per ottenere info e quindi avere una conoscenza sui livelli di produttività di certi reparti aziendali es. devo costruire il budget di esercizio e devo attribuire degli obiettivi da raggiungere ⇒ devo responsabilizzare certi soggetti al raggiungimento degli obiettivi
  • Una prima importante info di cui i manager hanno bisogno è l’info sul costo di produzione def. costo di produzione = è il valore monetario delle risorse impiegate per la realizzazione dei processi di produzione economica messi in atto dalle aziende

NB costo di produzione ≠ costo di acquisto = è la quantità che ha origine in uno scambio monetario posto in essere per acquisire un fattore produttivo a date condizioni di negoziazione ↧ il costo di produzione è il valore dei fattori consumati produttivamente per ottenere le produzioni es. acquisto un certo quantitativo di materia prima = può succedere che uso solo una parte di materia per ottenere i prodotti finiti oppure, oltre a questa materia, uso anche materie già presenti in magazzino ⇒ non c’è una coincidenza tra valore dei fattori impiegati produttivamente e il valore dei fattori che vengono acquistati nel periodo → aspetto di cui tenere conto nel calcolo dei costi di produzione NB I costi di produzione possono essere interpretati sia da un punto di vista finanziario che economico = ● punto di vista finanziario = il costo di produzione è la misura dell’investimento attivato per produrre un certo volume di produzione QP e che deve essere recuperato tramite i ricavi di vendita Il costo di produzione misura l’investimento che io ho fatto per acquisire i fattori produttivi che sono finiti in quella produzione e che deve essere recuperato attraverso il disinvestimento, ovvero attraverso la vendita delle produzioni e quindi i ricavi delle vendite ● punto di vista economico = il costo di produzione misura il valore dei fattori che sono stati consumati produttivamente per ottenere QP e quindi che deve essere recuperato attraverso la realizzazione dei ricavi (deve essere coperto dai ricavi)

  • Quali sono le fasi della procedura di calcolo dei costi? Un sistema di controllo direzionale tiene conto delle condizioni di contesto (interne ed esterne) + finalità per cui vengono elaborate le info → questi due aspetti sono diversi a seconda dell’azienda, quindi non c’è un unico sistema di controllo direzionale che vale per tutti, ma viene adattato sulla base delle caratteristiche dell’impresa

il calcolo dei costi di produzione implica un adattamento alla situazione contingente della nostra impresa, ovvero ogni impresa ha il suo metodo per calcolare i costi di produzione → nonostante ciò c’è una procedura generale che bisogna seguire per calcolare i costi Immagine - schema della procedura di calcolo dei costi Step della procedura =

  1. Stabilire perché andiamo a calcolare i costi, ovvero dobbiamo sapere l’obiettivo/finalità → in funzione della finalità che dobbiamo ottenere, andiamo a costruire le info in modo diverso
  2. Individuare gli oggetti di costo, ovvero una qualsiasi entità di cui noi vogliamo calcolare i costi (l’oggetto più comune sono le produzioni dell’impresa)
  3. Individuare e classificare gli elementi di costo, ovvero tutti quei costi elementari che devono essere in qualche modo attribuiti agli oggetti di costo
  4. Scegliere un modo per attribuire/imputare i costi elementari agli oggetti di costo

Se ipotizzo un livello di efficienza ⇒ dovrò sostenere un determinato livello di costi Al termine del periodo, a seguito delle operazioni, si va a controllare se il costo che è stato sostenuto è diverso dal costo determinato attraverso il calcolo dei costi standard “ Controllo ” nel senso di governo dell’impresa, ovvero determinare i costi da inserire nel budget in modo da avere degli obiettivi di costo nel programma che deve seguire l’impresa durante l’anno + si intendono anche gli obiettivi di controllo in senso stretto, ovvero verificare gli scostamenti tra i costi posti come obiettivo a livello di budget e i costi effettivamente sostenuti NB A seconda del diverso scopo conoscitivo, in un sistema di calcolo di costi possiamo ● adottare configurazioni di costo diverse = una configurazione di costi è una stratificazione di costi che può essere totale/completa (ovvero tengo conto di tutti i costi, es. commerciali, amministrativi… + mi baso sul costo pieno di un prodotto) oppure parziale (es. della decisione per l’ordine aggiuntivo per la quale ci basiamo solo sui costi speciali generati dall’ordine aggiuntivo) ● alimentare il sistema di rilevazioni del costo usando valori diversi (es. consuntivi, preventivi, stimati…) = il calcolo dei costi di produzione può essere diverso a seconda delle finalità perché finalità diverse implicano l’uso di valori che hanno una natura differente (es. quando faccio la valutazione dei prodotti di finiti, mi baso su valori di tipo consuntivo ≠ se devo decidere se accettare o meno un ordine aggiuntivo, devo fare delle previsioni sui costi che devo sostenere → sono valori preventivi ) ● scegliere tra modalità diverse di rilevazione dei valori = i valori possono essere rilevati in modo contabile oppure in modo extracontabile

  1. Gli oggetti di costo def. oggetto del costo di produzione = è l’entità a cui viene riferito il calcolo dei costi; esso può essere costituito da un’attività produttiva o da un risultato fisico tecnico parziale di un’attività produttiva ↳ è una def. generica, non si parla solo di “produzione” ma di entità , ovvero un oggetto di costo può essere qualsiasi cosa per cui è interessante conoscerne il costo Gli oggetti di costo possono essere ➔ oggetti finali (della trasformazione di un’azienda) = prodotti (es. sapere il costo di produzione di un certo volume di magliette prodotte a Febbraio) o servizi (es. progetti, commessa…) ➔ oggetti intermedi (es. semilavorato) o alternati Esempi = ◆ unità produttive (es. sapere i costi di funzionamento di uno stabilimento, di un reparto, sapere il costo orario di funzionamento di un certo impianto di produzione come un macchinario - tenendo conto della manodopera …) ◆ le diverse fasi in cui si articola la trasformazione fisica di un certo prodotto (es. sapere il costo della fase in cui si impasta un prodotto alimentare, di confezionamento, fase di spedizione… - costo delle singole operazioni) ◆ le diverse funzioni aziendali (es. sapere il costo funzione amministrativa, commerciale, produzione, HR…)

◆ potrebbe essere interessante vedere come classi di clienti diversi generano costi diversi, magari per adattare le tariffe in base ai costi che generano; oppure vedere i costi in base delle aree geografiche servite … = gli oggetti di costo possono essere molti (oggetto di costo è qualsiasi cosa sia importante monitorare dal punto di vista dei costi per garantire l’efficienza e l’efficacia) [ noi di solito usiamo come oggetto di costo le produzioni finali ]

  1. Individuare i costi elementari o elementi di costo (capire quali sono i costi dei fattori produttivi che vengono consumati per quel determinato oggetto di costo → attuiamo delle riclassificazioni che si differenziano a seconda del tipo di lavorazione e finalità che dobbiamo adottare) Ai fini della determinazione dei costi di produzione, vengono usate delle classificazioni dei costi un po’ diverse rispetto a quelle della contabilità generale, perché l’obiettivo dei calcoli dei costi è quello di dare delle info analitiche ⇒ i costi che in contabilità generale troviamo riclassificati per natura, devono essere riclassificati in modo da ottenere info utili per l’interno dell’impresa ( vedi sotto ) ➜ Classificazione degli elementi di costo per natura (secondo la COGE , Contabilità Generale ), ovvero in base alla tipologia del fattore produttivo (≠ impiego) Presenta la classe dei ● costi di materie e materiali = ○ materie prime = materia di base utilizzata per la trasformazione fisico tecnica di un prodotto (es. la materia prima di una camicia è la stoffa) ○ materiali complementari = vengono usate in modo complementare rispetto alla materia prima (es. i bottoni, il filo della camicia) ○ materiali accessori = connotano un bene dal punto di vista estetico (es. l’etichetta della camicia) [ notiamo che la classificazione per natura inserisce in questa classe i costi delle materie prime in base alla loro natura di “materie prime”, senza tenere conto di come vengono utilizzate es. una copisteria usa dei fogli A4 per fare fotocopie (linea di produzione 1), per stampare tesi di laurea (linea di produzione 2), per fare dispense (linea di produzione 3) e per fare fatture ai clienti (linea di produzione 4) Dal punto di vista della classificazione per natura, la carta che va nella fattura e nella tesi è tutta insieme ≠ dal punto di vista della misurazione analitica dei costi, ci interessa sapere la carta che è finita nella produzione delle tesi e delle dispense, che è un costo di fabbricazione, e dobbiamo tenerla distinta dalla carta usata per le fattura che è un costo amministrativo ] ● costi di energie e servizi (es. costo energia elettrica, acqua… → in una classificazione di questo tipo, il costo di tutta l’acqua usata finisce nella stessa classificazione ≠ per la misurazione analitica dei costi, si distingue a seconda dell’uso dell’acqua, vedi dopo ) ● costi di macchinaricosti per brevetticosti per la manodopera (in questa voce stanno tutti i costi per la manodopera indipendentemente dal fatto che sia manodopera diretta - lavora direttamente sul prodotto - o indiretta - es. chi si occupa della pulizia e manutenzione degli impianti ≠ nella misurazione analitica dei costi si tengono separate) ● costi per i servizi pubblici (imposte e tasse)

nell’ambito della costruzione del bilancio questi tipi di costi non vengono presi in considerazione ≠ nel sistema di controllo direzionale sì es. immaginiamo di dover fissare il P di un prodotto → il P serve per coprire i costi sostenuti e assicurare un guadagno Se ho sostenuto dei costi opportunità ( vedi esempi sopra ), li voglio coprire e quindi li devo conoscere

  • Un’altra classificazione importante per il sistema di controllo direzionale è la classificazione che distingue tra ● costi variabili = costi che variano al variare della quantità prodotta ● costi ssi = costi che sono fissi per variazioni della quantità prodotta nell’ambito della capacità produttiva degli impianti dell’impresa ○ i costi fissi infatti rimangono fissi entro la quantità prodotta secondo la capacità produttiva dell’impresa ≠ se andiamo oltre la capacità produttiva, bisogna aumentare il numero dei macchinari e impianti e quindi il costo fisso aumenta → se guardiamo all’andamento dei costi fissi da 0 a infinito vediamo che è un andamento a gradini ≠ se stiamo nell’ambito della capacità produttiva, l’andamento dei costi fissi è una linea piatta In questo caso il criterio di classificazione usato è la dinamica di costo al variare della quantità prodotta Lezione 2
  • Altre classificazioni/classi di costo utili nel calcolo dei costi = ➤ Classificazione che usa come parametro la relazione tra fattore produttivo/elemento di costo e l’oggetto di costo = ● costi specifici = è un costo che viene usato in modo speciale per un oggetto di costo e non viene utilizzato anche per altri oggetti di costo ( relazione di specialità ) ● costi comuni = un costo è comune quando il fattore produttivo a cui si riferisce dà la sua utilità a più oggetti di costo → viene quindi usato in comune per diversi oggetti di costo Questa comunanza può avvenire nel tempo (es. linea di imbottigliamento che viene usata per imbottigliare lotti di prodotti diversi; es. un magazzino che stocca contemporaneamente prodotti appartenenti a diverse produzioni) ( relazione di comunanza ) Esempio Un’azienda produce giacche e pantaloni in stoffa (ha solo queste due produzioni) → l’oggetto di costo sono la produzione di giacche e la produzione di pantaloni La stoffa è un costo specifico o comune? Dobbiamo chiederci se il fattore produttivo è comune nella fase di impiego (non di acquisto) perché l’obiettivo è calcolare il costo di produzione ↓ Nella fase d’acquisto la stoffa viene acquistata in comune per pantaloni e giacche, ma nella fase di impiego del fattore produttivo, la stoffa che finisce in una giacca NON può finire anche nei pantaloni e viceversa ⇒ la stoffa è un costo specifico

I bottoni sono un costo specifico o comune? Sono un costo specifico La manodopera della persona che cuce giacca e pantaloni è un costo specifico o comune? E’ un costo specifico perché il tempo che dedica a una produzione non viene dedicato ad un’altra produzione ⇒ la manodopera diretta è un fattore produttivo speciale Il macchinario usato per tagliare la stoffa = il costo del macchinario è rappresentato dalla quota ammortamento relativa al macchinario → questo costo rispetto alle due produzioni è comune Costo del manutentore che si occupa di garantire il perfetto funzionamento dei macchinari = è un costo comune Fitto del magazzino usato per stoccare le giacche e pantaloni = è un costo comune [ è un po’ più complicato attribuire la quota di costo del manutentore alla produzione di giacche e a quella di pantaloni perché manca il legame di specialità ] ➤ Classificazione che si occupa di fattori produttivi che danno la loro utilità a più produzioni = ● costi comuni = è il costo di un fattore produttivo che si usa per diverse produzioni, ma il fatto di usare questo fattore produttivo in comune per diverse produzioni non è qualcosa di obbligatorio, ma deriva da una scelta dell’impresa es. costo del magazzino, del macchinario usato per tagliare la stoffa… ● costi congiunti = fanno riferimento a fattori produttivi che vengono usati in comunanza per ottenere diverse produzioni e che obbligatoriamente per le caratteristiche del processo produttivo portano a ottenere dei prodotti congiunti (processo che in modo congiunto mi fa ottenere prodotti diversi) es. raffinazione del petrolio è un processo da quale derivano diversi prodotti (es. benzina, idrocarburi…) → il fatto di ottenere queste diverse produzioni non è una scelta dell’impresa, ma deriva dalle caratteristiche della materia prima e dalle caratteristiche del processo che bisogna seguire per lavorare quella materia es. macinazione del grano = ottengo due prodotti, farina e crusca → nella fase della macinazione questi due prodotti sostengono dei costi che sono congiunti ≠ successivamente possono avere altre lavorazioni con costi distinti (ci sono difficoltà nel calcolo dei costi perché un conto è ripartire un costo comune es. di una macchina che taglia la stoffa ≠ un conto è avere dei prodotti che escono da un processo congiunto, dentro il quale non so quanta utilità viene data a ciascun prodotto e quindi dovrò usare sistemi diversi per ripartire il costo congiunto della macina sulle produzioni) ➤ Classificazione che usa come parametro di classificazione il modo che usiamo per andare ad attribuire il costo ai diversi oggetti di costo = la differenza tra costi diretti e indiretti dipende dalla modalità di imputazione del costo NBcosti diretti = costo che è possibile imputare direttamente all’oggetto di costo, ovvero senza riparti + è economicamente conveniente attribuirlo senza riparti (= il peso di questo costo per il nostro oggetto di costo giustifica il fatto che io faccia un’attribuzione diretta) ● costi indiretti = costo che non è possibile imputare in modo diretto oppure, è possibile, ma non è economicamente conveniente imputarlo direttamente

➤ Altra classificazione utile per il calcolo dei costi di produzione ai fini della valutazione dei prodotti finiti = ● costi di prodotto = costi che vengono attribuiti al prodotto (⇒ nella valutazione dei prodotti finiti sono i costi di fabbricazione) ● costi di periodo = costi che vengono spesati nel periodo (sono di competenza), ma che non vengono attribuiti al prodotto per questa finalità di calcolo dei costi (ovvero la valutazione dei prodotti finiti) I costi di fabbricazione (= costi delle materie prime, manodopera, impianti, macchinari… tutto ciò che attiene alla materia prima e alla sua trasformazione) sono considerati costo di prodotto ≠ gli altri costi sono considerati costi periodo, non attribuibili al prodotto NB [ c’è una relazione tra le classificazioni, ma sono diverse perché i criteri usati sono diversi ] Le classi di costi indiretti I costi indiretti possono essere a loro volta classificati in funzione dell’area in cui vengono utilizzati → possiamo avere le seguenti classi di costi indiretti = [ vedi tutti gli esempi nell’immagine ] ● costi generali di produzione = ○ lavoro indiretto = es. lavoro della persona che fa manutenzione, lubrificazione… degli impianti → dà la sua utilità in modo indiretto nella produzione del prodotto ○ materiali indiretti = es. materiali per lubrificare i macchinari, materiali di pulizia… ○ direzione tecnica = es. l’azienda ha un responsabile della produzione che coordina il reparto taglio e il reparto cucito → il responsabile è un fattore produttivo e il suo stipendio è il costo → questo costo attiene all’area della produzione perché dà la sua utilità alle produzioni, ma in modo indiretto. Il suo stipendio è un costo comune e viene trattato come costo indiretto ○ uffici tecnici = es. costo delle attrezzature di questi uffici ○ ammortamenti di macchinari e impianti usati in comune per più produzioni = es. la macchina che uso per stampare solo una produzione di giacche NON è all’interno di questa categoria perché NON è un costo indiretto ● costi generali amministrativi ● costi generali commerciali

○ i costi di trasporto per portare il prodotto al cliente, es. quota ammortamento dei camion usati per il trasporto → sono mezzi usati in comune alle produzioni e quindi indiretti ○ le retribuzioni dei venditori non sono costi totalmente indiretti = immaginiamo che l’azienda che produce giacche e pantaloni abbia diversi venditori per regione → ogni venditore ha una parte di stipendio fissa + una parte di stipendio che è una provvigione (% sul fatturato dei vari prodotti che vende) → NON tutto il costo del venditore è indiretto, è indiretto solo la parte fissa perché prende quello stipendio per lavorare sulla vendita di tutte le produzioni ≠ la provvigione è una parte diretta di costo perché è una % del fatturato che conosciamo e che sappiamo ricondurre alla produzione specifica ○ costi di pubblicità sono indiretti quando sono pubblicità che vanno a beneficio di diverse linee di prodotto ≠ la campagna pubblicitaria specifica per il lancio di un certo prodotto è un costo speciale perché è dedicato a quel prodotto e quindi considerato come diretto ○ costi dei viaggi e trasferte dei venditori ● costi generali aziendali = costi che non posso associare ad un’area specifica ○ gli oneri finanziari possono essere sia gli interessi passivi (corrisposti a fronte dei prestiti che ha l’azienda) e quindi oneri finanziari espliciti (= capitali ottenuti a titolo esplicitamente oneroso) oppure possiamo avere oneri finanziari figurativi (es. calcoliamo il costo del capitale proprio) [ queste classi sono di nostro interesse o meno a seconda dell’obiettivo che ci siamo posti per il calcolo dei costi es. il mercato della concorrenza mi permette di fissare il P applicando un ricarico → se voglio conoscere il costo di produzione per fissare il P sono interessata a tutte le classi di costo - le voglio coprire tutte con il P + mi interessa conoscere anche i costi figurativi ≠ es. se ho come finalità la valutazione dei prodotti che ho a magazzino, mi interessano solo i costi generali di produzione] NB obiettivi diversi, mi interessano classi di costo diverse Le classi di costo per il processo decisorio Altre classificazioni utili per il processo decisorio = sappiamo che i costi di produzione possono essere calcolati con diverse finalità → nell’ambito delle determinazioni di costo che facciamo per supportare le decisioni del manager si usano delle classificazioni particolari ● costi (e ricavi) eliminabilicosti (e ricavi) ineliminabili = classificazione importante perché per es. quando si deve decidere tra diverse ipotesi di azione, ci si concentra solo sui costi che possono essere eliminati intraprendendo una certa linea di azione Esempio Devo decidere se sostituire un macchinario oppure continuare ad usare il macchinario che sto usando → devo confrontare queste ipotesi I costi che non sono eliminabili cambiando il macchinario non li prendo in considerazione perché presenti in entrambe le ipotesi

costi di lungo periodo = costi che variano nel lungo periodo (sono i costi relativi alla struttura produttiva, commerciale, amministrativa…, es. costi relativi ai macchinari…) = importante distinzione perché il calcolo dei costi può servire per prendere decisioni di tipo operativo (es. accettare o meno una commessa; mantenere una certa linea produttiva in perdita o meno…) o di tipo strategico (lungo periodo) Le decisioni strategiche prendono in considerazione tutti i costi, anche quelli di lungo periodo perché possono essere variati sulla base di una decisione piuttosto che un’altra ≠ nelle decisioni di breve periodo bisogna concentrarsi sui costi di breve perché quelli di lungo non si possono modificare ● costi contabili = sono i costi effettivi, vedi sopracosti opportunità = sono i costi figurativi, vedi sopracosti (e ricavi) controllabilicosti (e ricavi) non controllabili = si incontrano durante la costruzione del budget di esercizio, ovvero un programma che contiene gli obiettivi che l’azienda deve seguire durante l’esercizio es. il responsabile del reparto produzione ha un obiettivo di costo massimo che deve sostenere (programmato nel budget) → ha la responsabilità di raggiungere quell’obiettivo Ognuno può essere responsabilizzato solo sugli obiettivi di costo che lui stesso è in grado di controllare NB Questa classificazione attiene alla possibilità che un responsabile possa controllare le ∆ di un costo o non possa controllarle

  1. I metodi di calcolo dei costi di produzione Dobbiamo trovare un modo per attribuire in modo economicamente corretto i costi elementari dei fattori produttivi agli oggetti di costo I metodi di calcolo dei costi possono essere diversi, ovviamente in funzione degli obiettivi iniziali → possono differire per due aspetti importanti =
  1. la natura dei valori usati per valutare il costo → possiamo usare = a. valori passati (es. valutazione dei prodotti finiti) b. valori attuali (es. produzione delle 100 magliette in più - il calcolo dei costi è ai fini della gestione) c. valori futuri (es. per assumere una decisione su ipotesi che attengono al futuro)
  2. i metodi di valorizzazione dei fattori produttivi usati per attribuirli agli oggetti di costo = a. procedimento diretto (usato per l’imputazione dei costi diretti) b. procedimento indiretto (usato per l’imputazione dei costi indiretti) [ cfr. fanno riferimento alle classificazioni sopra ] A seconda delle due situazioni dobbiamo fare delle scelte
  • Quali scelte implica il metodo diretto (a)? Viene usato per i fattori produttivi utilizzati in modo speciale (ovvero materie prime, servizi e manodopera diretta) Devo:
  1. individuare i fattori che possono attribuire in modo diretto (es. caso giacca e pantaloni = devo individuare i fattori produttivi che posso imputare direttamente, ovvero la stoffa, i bottoni, il filo e la manodopera diretta)
  2. decidere come misurare il consumo di questi fattori produttivi - che siano fattori o servizi (es. decido di misurare la stoffa in metri; i bottoni verranno misurati in termini di unità di fattori produttivo oppure misuro il consumo in termini di peso; la manodopera viene misurata in termini di ore di lavoro…)
  3. decidere i criteri di valutazione dei consumi = es. immaginiamo di aver acquistato la stoffa in diversi lotti d’acquisto, in mesi diversi, da fornitori diversi e quindi a P diversi → a quale prezzo andiamo a valorizzare la stoffa? Dipende da come è organizzato il magazzino = se le bolle di magazzino mi consentono di capire a che lotto appartiene la stoffa usata, so quanto viene valorizzata quella stoffa OPPURE posso usare un P medio ponderato sulla base delle rimanenze dei vari lotti e del P di ciascun lotto OPPURE posso usare un criterio di tipo FIFO ( first in - first out = valorizzo il consumo sulla base del I lotto entrato in magazzino) o LIFO ( last in - first out = valorizzo il I lotto entrato in produzione sulla base dell’ultimo lotto d’acquisto entrato in magazzino) Tanto più precisa è l’organizzazione del magazzino, tanto più precisa è la valutazione Il metodo di imputazione diretto è un metodo con cui attribuisco - in modo certo - un costo agli oggetti di costo, ma presenta l’elemento cruciale di scegliere come vado a valutare il consumo di quella materia prima Lezione 3
  • Quali scelte implica il metodo indiretto (b)? Problema = come imputare i costi indiretti agli oggetti di costo → quando parliamo di costi indiretti, non sappiamo esattamente la misura dell’utilità che è andata in una produzione o in altra, ma questa utilità è misurata tramite congetture e in base al criterio utilizzato per stimare l’utilità Come può essere applicato il metodo indiretto? I costi indiretti possono essere attribuiti in diversi modi: ➢ un’imputazione immediata (imputazione in base alla funzione di costo da imputare) = prendo il costo del fattore produttivo o una classe omogenea di costi di fattori produttivi e vado immediatamente a riportarli sugli oggetti di costo finali (non transito su un oggetto di costo intermedio, vedi sotto ) es. abbiamo l’ammortamento della macchina usata per tagliare la stoffa + il costo della manutenzione del macchinario (ovviamente devo fare un riparto perché sono costi comuni → il fattore produttivo dà utilità a più produzioni) → imputazione immediata significa che prendo l’ammortamento del macchinario e immediatamente lo vado a riportare sulle due tipologie di giacche e la linea di produzione dei pantaloni; stessa cosa la faccio per i costi di manutenzione del macchinario. Se faccio in questo modo, ho bisogno di creare dei coefficienti che mi consentono di andare ad attribuire questo costo alle diverse produzioni (es. possono essere delle %) Posso avere diversi tipi di situazioni, ovvero posso scegliere se imputare con a. un coefficiente unico e uniforme = ↳ “ uniforme ” significa uso sempre lo stesso coefficiente per tutti i fattori produttivi che lavorano in comune per le diverse produzioni

E’ un metodo più preciso perché ci sono attività i cui costi possono variare in funzione di parametri di tipo diverso es. è giusto ripartire l’ammortamento di un macchinario in base alle ore di funzionamento, ma se ho dei macchinari in cui ho delle operazioni di setup del macchinario, le ore di set up dipendono da quante volte lo faccio E’ un metodo più complicato, infatti nell’imputazione indiretta per centri di costo dove bastava guardare i reparti dell’azienda nell’organigramma per individuare gli oggetti di costo intermedi ≠ nell’imputazione indiretta per attività devo circoscrivere le attività (è il controller che ha questo compito) Anche in questo caso possiamo avere un coefficiente unico o coefficienti distinti per ogni attività [ usare un unico coefficiente quando si usa una metodologia difficile come l’ Activity Based Costing (ABC) è assurdo perché l’ABC mi serve per imputare in modo preciso i costi e non ha senso usare un solo coefficiente → può capitare ma per ragioni organizzative ] L’imputazione immediata e quella indiretta per centri di costo sono tipologie tradizionali ≠ imputazione indiretta per attività, ovvero l’ABC, non è una tipologia tradizionale

  1. Le configurazioni di costo A questo punto bisogna decidere quali info creare
  • Come si possono creare le info di costo? Possono essere create stratificando determinate tipologie di costi = costruiamo delle configurazioni di costo def. configurazione di costo o stratificazione di costo = è un raggruppamento significativo di elementi di costo relativi a un dato oggetto di costo (in funzione degli obiettivi della procedura di costing ) ↳ raggruppano costi elementari relativi a un determinato stadio del processo produttivo di un dato oggetto e che sono rilevanti per la decisione da prendere es. accettare o meno l’ordine delle 100 magliette = i costi significativi erano i costi aggiuntivi dati da questo ordine ≠ per altre decisioni, il raggruppamento decisivo potrebbe essere un altro Sono un insieme di costi significativi con un certa portata informativa
  • Come vengono costruite le configurazioni di costo? Sono costruite a cascata, andando a raggruppare i costi che sono relativi a diversi stadi del processo produttivo es. se devo fissare un P mi interessano tutti i tre tipi di costi (trasformazione, commerciali e amministrativi) → faccio una configurazione detta “di costo pieno” ( vedi dopo ) Le configurazioni di costo che possono essere individuate sono
    1. configurazioni di costo unitario
    2. configurazioni di costo nelle imprese industriali
  1. configurazioni di costo unitario Immagine (in questo caso le configurazioni sono espresse per unità di prodotto) ➢ costo primo = costo relativo alle materie e alle componenti acquistate dall’esterno NBcosti diretti di trasformazione = manodopera diretta + altri costi diretti di produzione ➢ costi diretti di produzione = costo primo + costi diretti di trasformazione ➢ costo pieno di produzione o costo di fabbricazione o costo industriale = costi diretti di produzione + costi indiretti di produzione (= sono tutti i costi di produzione che non possono essere imputati direttamente, ovvero sono i costi relativi alla struttura produttiva come per es. la manodopera indiretta, l’energia, i materiali per la pulizia…) ➢ costo pieno aziendale = costo pieno di produzione + costi indiretti commerciali (= costi sostenuti per portare il prodotto al cliente sia dal punto di vista fisico che conoscitivo) + costi indiretti amministrativi + costi indiretti di struttura
  • Quali sono i margini che possiamo ottenere? Un’info ancora più importante sono i margini = li otteniamo correlando il ricavo di un prodotto (come nel nostro caso sopra ) o il ricavo di un’intera produzione con le diverse configurazioni di costo = ● valore aggiunto = ricavo unitario - costo primo ○ si parla di “ valore aggiunto ” perché è il valore che la trasformazione economica attuata dall’azienda aggiunge al valore iniziale delle materie prime e componenti che sono state lavorate ● margine di contribuzione NB = ricavo unitario - costi diretti di produzione ○ si parla di “ margine di contribuzione ” perché per ogni produzione (a livello di unità di prodotto come nell’es. o a livello dell’intera produzione) mi dice come quella produzione contribuisce a coprire i costi della mia struttura produttiva, commerciale e amministrativa ■ es. a livello di unità di prodotto, mi dice quanto un’unità di giacca con la stampa contribuisce a coprire i costi della mia struttura ○ è l’ammontare di ricchezza che rimane dopo che abbiamo coperto con il ricavo i costi diretti di produzione e quelli direttamente imputabili alla produzione (es. produzione di pantaloni) → questa ricchezza è destinata a coprire il costo di funzionamento della struttura produttiva, commerciale e amministrativa in comune con le altre produzioni ○ margine usato molto nelle decisioni di breve periodo perché nel breve è importante vedere come le produzioni riescono a coprire i costi di struttura ● margine (operativo) lordo = ricavo unitario - costo pieno di produzione