Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


appunti scienze quinta superiore, Appunti di Scienze della Terra

appunti sicenze della terra , deriva dei continenti , nebbie

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 17/02/2020

erika-de-martini
erika-de-martini 🇮🇹

4

(1)

2 documenti

1 / 6

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
SCIENZE DELLA TERRA II TRIMESTRE
-CIRCOLAZIONE ATMOSFERICA : tutte le cellule (prima di natale )
-NUBI: raffreddamento sinottico(incontro tra aria calda e fredda/aria calda scivola su quella
fredda , convettivo, orografico(quando l’aria incontra un rilievo montuoso e salendo ad una
determinata quota
- NEBBIE :
è sempre un metodo di raffreddamento dell’aria calda(irraggiamento) , è la condensazione delle gocce di
umidità che viene raccolta durante il giorno (radiazioni solari ) , emissione di raggi infrarossi da parte del
suolo, aria a contatto con il suolo crea umidità e quindi condensa l’altro meccanismo è per avvezione=
quando l’aria umida scorre su una superficie fredda ( es: le zone costiere)
-VENTI
l vento può presentarsi con intensità diverse che possono cambiare anche nella stessa giornata.
Può essere debole, forte e moderato, esiste per la “forza” o intensità del vento, una classificazione
chiamata scala dei venti di Beaufort che spiega bene l’intensità del vento osservando il movimento dei rami
sulle cime degli alberi, il fumo dei camini e lo spostamento delle foglie per terra.
I venti che si creano sulla Terra sono legati a due elementi: le massa d’aria e la pressione atmosferica.
Immaginate una colonna d’aria alta dal suolo alla fine dell’atmosfera. La «forza peso» che questa colonna
genera su un metro quadro di terreno è chiamata, appunto, pressione atmosferica e si misura in millibar
(mb) o in ettopascal (hPa). Questa pressione la possiamo misurare facilmente, perché è la stessa che viene
creata da una colonna di mercurio alta 76 cm.
Nell’atmosfera si formano zone di bassa pressione (se la pressione è minore rispetto a quella delle aree
vicine) e di alta pressione (se è maggiore). Quando le masse d’aria si spostano da una zona di alta pressione
a una zona di bassa pressione, ecco che si formano i venti. Ma come fanno a spostarsi le masse d’aria? Lo
dobbiamo prima di tutto alla temperatura dell’aria: l’aria più calda tende a salire al di sopra di quella
fredda. Se non ci fossero altre forze in gioco, le masse d’aria tenderebbero soltanto a salire e a scendere. La
rotazione terrestre, però, crea una forza (la forza di Coriolis) che porta queste masse d’aria a deviare.
QUALI SONO I VENTI?
La rosa dei venti ci dice che ci sono diversi tipi di vento, freddo, caldo, umido e secco, ognuno di questi
proviene da punti geografici diversi.
TRAMONTANA ( da Nord ): E’ un vento molto freddo che di solito porta tempo asciutto, cielo sereno e
visibilità buona. Proviene da regioni del nord/europa quindi più fredde delle nostre e non attraversano mari
rimanendo così con umidità molto bassa che favorisce appunto la visibilità.
IL GRECALE ( da Nord Est ): E’ un vento freddo e intenso si manifesta soprattutto nella stagione fredda.
Spesso questo vento viene associato ai venti di bora.
LEVANTE ( da Est ): E’ un vento che, come dice il nome, spira da Est ed è tipicamente estivo. Lungo le
regioni tirreniche, si manifesta durante le prime ore del mattino La sua influenza è sentita sul Tirreno e
sull’Adriatico centro-meridionale. A volte il levante può preannunciare l’arrivo del brutto tempo
LO SCIROCCO ( da Sud Est ): E’ un vento che proviene dal continente africano perciò è molto caldo e secco.
Durante il suo percorso verso l’Italia sul mare però, tende molto facilmente ad acquistare umidità ed è per
pf3
pf4
pf5

Anteprima parziale del testo

Scarica appunti scienze quinta superiore e più Appunti in PDF di Scienze della Terra solo su Docsity!

SCIENZE DELLA TERRA II TRIMESTRE

  • CIRCOLAZIONE ATMOSFERICA : tutte le cellule (prima di natale )
  • NUBI: raffreddamento sinottico(incontro tra aria calda e fredda/aria calda scivola su quella fredda , convettivo, orografico(quando l’aria incontra un rilievo montuoso e salendo ad una determinata quota
  • NEBBIE : è sempre un metodo di raffreddamento dell’aria calda(irraggiamento) , è la condensazione delle gocce di umidità che viene raccolta durante il giorno (radiazioni solari ) , emissione di raggi infrarossi da parte del suolo, aria a contatto con il suolo crea umidità e quindi condensa l’altro meccanismo è per avvezione= quando l’aria umida scorre su una superficie fredda ( es: le zone costiere)
  • VENTI l vento può presentarsi con intensità diverse che possono cambiare anche nella stessa giornata. Può essere debole, forte e moderato, esiste per la “forza” o intensità del vento, una classificazione chiamata scala dei venti di Beaufort che spiega bene l’intensità del vento osservando il movimento dei rami sulle cime degli alberi, il fumo dei camini e lo spostamento delle foglie per terra. I venti che si creano sulla Terra sono legati a due elementi: le massa d’aria e la pressione atmosferica. Immaginate una colonna d’aria alta dal suolo alla fine dell’atmosfera. La «forza peso» che questa colonna genera su un metro quadro di terreno è chiamata, appunto, pressione atmosferica e si misura in millibar (mb) o in ettopascal (hPa). Questa pressione la possiamo misurare facilmente, perché è la stessa che viene creata da una colonna di mercurio alta 76 cm. Nell’atmosfera si formano zone di bassa pressione (se la pressione è minore rispetto a quella delle aree vicine) e di alta pressione (se è maggiore). Quando le masse d’aria si spostano da una zona di alta pressione a una zona di bassa pressione, ecco che si formano i venti. Ma come fanno a spostarsi le masse d’aria? Lo dobbiamo prima di tutto alla temperatura dell’aria: l’aria più calda tende a salire al di sopra di quella fredda. Se non ci fossero altre forze in gioco, le masse d’aria tenderebbero soltanto a salire e a scendere. La rotazione terrestre, però, crea una forza (la forza di Coriolis) che porta queste masse d’aria a deviare. QUALI SONO I VENTI? La rosa dei venti ci dice che ci sono diversi tipi di vento, freddo, caldo, umido e secco, ognuno di questi proviene da punti geografici diversi. TRAMONTANA ( da Nord ): E’ un vento molto freddo che di solito porta tempo asciutto, cielo sereno e visibilità buona. Proviene da regioni del nord/europa quindi più fredde delle nostre e non attraversano mari rimanendo così con umidità molto bassa che favorisce appunto la visibilità. IL GRECALE ( da Nord Est ): E’ un vento freddo e intenso si manifesta soprattutto nella stagione fredda. Spesso questo vento viene associato ai venti di bora. LEVANTE ( da Est ): E’ un vento che, come dice il nome, spira da Est ed è tipicamente estivo. Lungo le regioni tirreniche, si manifesta durante le prime ore del mattino La sua influenza è sentita sul Tirreno e sull’Adriatico centro-meridionale. A volte il levante può preannunciare l’arrivo del brutto tempo LO SCIROCCO ( da Sud Est ): E’ un vento che proviene dal continente africano perciò è molto caldo e secco. Durante il suo percorso verso l’Italia sul mare però, tende molto facilmente ad acquistare umidità ed è per

questo che da noi giunge caldo e umido. E’ un vento molto temuto nella stagione estiva perché rende le giornate molto calde e afose. MEZZOGIORNO – OSTRO ( da Sud ): E’ un vento meridionale debolissimo che si manifesta molto poco sui mari italiani. IL LIBECCIO ( da Sud Ovest ): Il libeccio è un vento umido, e violento che proviene da Sud Ovest. E’ molto temuto per gli effetti che può provocare, infatti spesso genera forti mareggiate, condizioni di burrasca e piogge molto intense. PONENTE ( da Ovest ):E’ un vento che, come dice il nome, spira da Ovest ed è tipicamente estivo. Lungo le regioni tirreniche, si manifesta durante le ore pomeridiane La sua influenza è sentita sul Tirreno e sull’Adriatico centro-meridionale. IL MAESTRALE ( da Nord Ovest ): E’ uno dei venti più intensi che interessano l’Italia. Deriva dalla discesa di aria fredda di origine polare che scende verso le nostre regioni entrando dal mediterraneo. L’aria polare, lungo la sua discesa si scontra con aria più calda e umida proveniente dall’Oceano Atlantico, generando maltempo che dalle regioni francesi giunge da Nord/Ovest attraverso il Mar Mediterraneo sulla Corsica e Sardegna coinvolgendo le regioni tirreniche Avete mai sentito parlare dei venti di caduta o venti favonici? Il FOEHN è un vento caldo che si forma in primavera ma anche in inverno sulle regioni del Nord/Ovest italiane (Valle D’aosta, Piemonte e Lombardia occidentale) Questo vento fa diventare il cielo azzurrissimo, arriva dalla catena Alpina da Nord/ovest cadendo giù dalle montagne verso le pianure e quindi riscaldandosi. Il Foehn si forma per l’arrivo di correnti fredde (fronte freddo) che provengono dall’altra parte delle Alpi, quindi dai versanti esteri, in questo caso dalla Francia o dalla Svizzera. Queste correnti fredde , scontrandosi contro la barriera alpina (fenomeno chiamato STAU), risalgono lungo i pendii e le pareti raffreddandosi e formando nubi e pioggia, una volta arrivati in cima scendono dalla parte opposta riscaldandosi e diradando le nubi, formando il vento di FOEHN che soffia sui versanti italiani. Questo meccanismo STAU e FOEHN avviene anche in altre regioni italiane in genere dove esiste una barriera fatta di montagne (ostacolo orografico) , pertanto l’Appennino provoca anch’esso i fenomeni di Stau e Foehn.

  • PRECIPOITAZIONI: 2 meccanismi di formazione: 1° nubi fredde =pioggia e neve 2° nubi calde = pioggia Grandine = presenza di nubi a forte sviluppo verticale perché aumentano le collisioni e sono soggette a correnti ascensionali portano queste goccioline vero l’alto e aumentando di quota ghiacciano e cadono Rugiada = precipitazione occulta deriva dalla condensazione dell’umidità al suolo , quando la temperatura è al di sotto di 0°C è brina
  • PREVISIONI ATMOSFERICHE Fenomeni metereologici: posso riguardare cicloni , tutti i fenomeni derivano dall’interazione di masse d’aria omogenee che portano alla formazione di fenomeni meteorologiche

UD 7 LEZ 1

LA DERIVA DEI CONTINENTI

La deriva dei continenti è una teoria geologica secondo la quale i continenti si muoverebbero l'uno rispetto all'altro. Fu introdotta, nella sua versione moderna, nel 1912 da Alfred Wegener, che fu il primo a presentare in una formulazione organica le prove del fenomeno e una spiegazione coerente delle sue cause. Nella scienza moderna la teoria della deriva dei continenti è sostituita dalla più generale teoria della tettonica delle placche. L'ipotesi che i continenti si siano spostati, e in particolare che si siano allontanati l'uno dall'altro, è piuttosto antica. Già nel 1590, il cartografo olandese Abraham Ortelius notava nel suo saggio Thesaurus Geographicus che il profilo delle coste dei continenti dimostrava chiaramente che essi si erano staccati l'uno dall'altro "per via di terremoti e inondazioni". L'idea di Ortelius fu ripresa da diversi autori nei secoli successivi (tra gli altri Franklin e Alexander von Humboldt). L'idea divenne ancora più attraente nel XIX secolo, quando lo studio dei fossili portò la prova del fatto che, per esempio, il Nordamerica e l'Europa avevano avuto in passato una flora comune. Sulla base di queste osservazioni, Eduard Suess giunse nel primo Novecento a ipotizzare l'origine dei continenti moderni dalla frammentazione di un antico supercontinente, il Gondwana. Tutti questi autori, pur avendo intuito il fenomeno della deriva dei continenti in sé, avevano però difficoltà a fornire una spiegazione coerente delle cause. Nel 1910, il geologo statunitense Frank Taylor giunse a formulare l'idea dello scorrimento della crosta terrestre dalle alte latitudini a quelle basse dell'emisfero settentrionale. Egli si riferiva in modo particolare alla Groenlandia, che immaginava essere il residuo di un antico massiccio da cui si erano staccati, lungo fosse di spaccatura, il Canada e l'Europa settentrionale. Anche alla tesi di Taylor mancava un punto importante: il meccanismo che produceva lo spostamento delle masse continentali. La sua spiegazione, che faceva riferimento alle forze di marea verificatesi quando la Luna venne catturata dalla Terra, furono considerate fantasiose dalla maggior parte dei suoi contemporanei, ma servirono come importante ispirazione per Wegener. Un altro precursore, riconosciuto dallo stesso Wegener come autore di ipotesi simili alle sue, è stato Roberto Mantovani, un violinista nativo di Parma il quale nel 1878 aveva formulato una teoria che prevedeva la deriva dei continenti come conseguenza di una dilatazione globale della Terra

La teoria di Alfred Wegener

Alfred Wegener ebbe il merito di mettere insieme in modo minuzioso tutti gli elementi che potevano essere riconosciuti come prove indirette dell'antica origine comune dei continenti, e di formulare in merito una teoria dettagliata, completa di un tentativo di datazione. Le sue conclusioni furono comunicate per la prima volta in pubblico presso la Società Geologica di Francoforte sul Meno, il 6 gennaio 1912, in un intervento intitolato La formazione dei continenti e degli oceani in base alla geofisica. Pochi giorni dopo (10 gennaio) presentò le stesse idee presso la Società per il Progresso delle Scienze Naturali di Marburgo in un altro intervento dal titolo. Gli spostamenti orizzontali dei continenti. La prima pubblicazione della sua teoria fu nel 1915, nel saggio La formazione dei continenti e degli oceani. Wegener sostenne che nel Paleozoico, e buona parte del Triassico, le terre emerse formassero un unico supercontinente, che battezzò Pangea, contrapposto a un unico superoceano, la Pantalassa. La frammentazione di Pangea era iniziata circa 200 milioni di anni fa. La prima spaccatura aveva contrapposto Laurasia (Europa, Asia e Nord America) e Gondwana (Sud America, Africa e Oceania). Ulteriori frammentazioni portarono alla suddivisione dei due supercontinenti, che gradualmente proseguì fino alla conformazione attuale. Wegener fece notare che in Africa e in America meridionale erano stati rinvenuti

fossili di animali e di piante delle stesse specie, vissuti nella stessa epoca, che non avrebbero in alcun modo potuto attraversare l'Oceano, per esempio un rettile appartenente al genere Mesosaurus e una felce appartenente al genere Glossopteris. Questo fatto diventa facilmente spiegabile ipotizzando che fossero stati uniti tra loro. Egli studiò inoltre le tracce lasciate dagli antichi ghiacciai sulle rocce e dimostrò che India, Australia, Africa meridionale e America meridionale erano state coperte contemporaneamente dai ghiacci, presumibilmente prima della loro separazione.

Età della crosta oceanica, rilevamento del 1996

Attingendo alle più recenti scoperte della geologia, Wegener spiegava questi fenomeni di "deriva" dei continenti descrivendo le terre emerse come enormi "zolle" di Sial che galleggiavano su una superficie anch'essa solida ma molto più malleabile, il Sima, situato fra la discontinuità di Mohorovičić (40 km di profondità) e la discontinuità di Gutenberg (2900 km). Ciò che mancava all'attenta osservazione di Wegener era una spiegazione di come tutto ciò fosse avvenuto e di quale fosse il "motore" in grado di spostare i continenti.

DORSALI OCEANICHE = rilievi sommersi , il

sopra è percorso da una depressione ed è larga decine di km ed è profonda 1500km , sono interrotte da delle faglie dette FAGLIE TRASFORMI , altezza media 2000, 3000m e alcune emergono come ad esempio l’ISLANDA Al centro della depressione può fuoriuscire del materiale magmatico solidifica e spinge i margini dei dorsali formando le rocce magmatiche effusive = espansione fondali oceanici

FOSSE OCEANICHE = profonde depressioni dove la

litosfera si immerge ritornando al livello del mantello , arrivato al mantello si riforma il magma e va ad alimentare i vulcani. Per attrito si possono verificare dei terremoti dove la parte della litosfera si immerge nel mantello