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appunti sintassi e semantica moduli 2
Tipologia: Appunti
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Sia ontologicamente che storicamente la lingua parlata viene prima di quella scritta: tutte le lingue sono prima parlate e poi scritte. La scrittura ci consente infatti di fissare su un supporto stabile e duraturo ciò che viene pronunciato durante le produzioni linguistiche orali.
Ciò che caratterizza la specie umana dagli animali è la sostanziale capacità di creare, a partire da un numero finito di fonemi, milioni di significati: emozioni, sentimenti, ordini, preghiere.
Accanto al linguaggio parlato, dimensione fondamentale che caratterizza il fenomeno della lingua, esistono altri codici secondari:
-necessaria una comunicazione con interlocutori che siano interessati ad ascoltarci nel momento in cui avviene la situazione comunicativa
-spesso non collegate sintatticamente le une con le altre, ovvero sono GIUSTAPPOSTE (messe una vicino all’altra senza organizzazione gerarchica).
-Nel parlato utilizziamo anche segnali discorsivi, ovvero parole vuote che hanno solo funzione semantica (“poi ha fatto un discorso vabbè..” = VABBE’ è una parola che non ha significato )
Il parlato può permettersi di essere implicito facendo riferimento al contesto in cui la comunicazione si svolge, adottando due meccanismi:
-deissi: riferimento al contesto, in relazione al tempo (avverbi ieri, oggi), spazio (qui, lì, questo, quello), o alle persone implicate (io, tu). Sarebbero frasi “sospese nel vuoto” se trasferite nello scritto. Esempio: “siediti qui”= so dove sedermi se vedo la situazione.
E’ anche vero che deissi e presupposizioni possono avere largo uso nello scritto colloquiale, in particolare nella situazione di SMS dove abbiamo testi colloquiali che rispecchiano il linguaggio parlato.
2)SCRITTO CANONICO : con lo scritto posso comunicare con destinatari lontani temporalmente o psicologicamente. Si rivolge ad un pubblico indifferenziato, che comprendono i posteri, persone che potrebbero avere un interesse futuro. Enunciati molto più lunghi, organizzati gerarchicamente, complessi e collegati fra loro da una trama sintattica ben definita con prevalenza di ipotassi su paratassi.
La parola testo fa riferimento alla metafora del tessuto, della trama di singoli fili che da vita ad un insieme organico e può essere sia scritto che orale.
Per parlare di testo è necessario che si abbia una produzione linguistica fatta con l’intenzione di comunicare e nella quale si possano individuare un emittente e un ricevente.
Sarà considerata testo sia la Divina Commedia, ma anche un semplice cartello con scritto USCITA: entrambe infatti hanno un contenuto comunicativo (il cartello avrà solo un significato, mentre la Divina Commedia molti di più), e possiamo individuare un emittente e un ricevente (il cartello è emesso dal proprietario o dalla legge e si rivolge al pubblico, mentre la divina commedia ha come emittente l’autore Dante e si rivolge ad un destinatario “aperto”).
-I testi possono essere classificati anche in base al grado di rigidità che presentano: tra i testi rigidi troviamo ad esempio i testi scientifici, o ancora il linguaggio giuridico; mentre il significato dei testi poetici sono il frutto di un esercizio interpretativo dato dal lettore.
-Esistono dei requisiti fondamentali perché si possa parlare di testo. I più importanti sono:
1) coesione= consiste nel rispetto dei rapporti grammaticali e della connessione sintattica fra le varie parti del discorso. Esistono vari modi in cui si può violare questo principio:
-non rispettando la concordanza di numero tra soggetto e predicato
-non rispettando la concordanza di genere tra sostantivo e articolo, aggettivo.
-non rispettando l’abituale ordine delle parole.
Per garantire la coesione testuale abbiamo due strumenti:
abbiamo lui, lei, loro ma anche il dativo gli, per indicare sia maschile e femminile.
-connettivi: i connettivi sono elementi che assicurano la coesione di un testo garantendo i rapporti logici e sintattici fra le varie parti.
Dei connettivi fanno parte in primo luogo le congiunzioni (perché, dunque, tuttavia), ma anche avverbi (sì, veramente) con funzione di connettivi.
Le congiunzioni possono essere anche omesse, ma in quel caso si andrebbe a creare uno squilibrio sintattico: es “Non è arrivata: ha perso il treno”= “perché ha perso il treno (subordinata”); “quindi ha perso il treno (coordinata)”.
Spesso, soprattutto in ambito giornalistico, le congiunzione omesse vengono sostituite con i segni di punteggiatura: due punti, punto e virgola, punto.