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Linguistica Generale: Teorie e Metodi per l'Analisi Linguistica, Appunti di Sociolinguistica

Appunti lezione di sociolinguistica

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 18/12/2019

alessiabombi
alessiabombi 🇮🇹

4.4

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58 documenti

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APPUNTI:
LINGUISTICA GENERALE: coordinate teoriche e metodologiche per l’analisi della lingua come sistema
FINALITA’ DESCRITTIVE: descrizione delle caratteristiche strutturali di lingue storico – naturali. L’approccio dell’analista è orientato
allo studio del sistema linguistico e di come funzionano le lingue: PROSPETTIVA INTERNA
LINGUISTICA APPLICATA: applicazione delle nozioni di linguistica ad altri settori di studio: PROSPETTIVA ESTERNA
TEORIA DELLE ONDE: teoria che detta le basi su cui è fondata la geografia linguistica, che si occupa di studiare il mutamento
linguistico nello spazio.
Fishman → who, what, whom, when
Berruto aggiunse → where, why
WHO: PARLANTE
Profilo socio – culturale del parlante: sesso, età, stile di vita…
Biografia linguistica: L1 e altre lingue, rapporti tra i codici a disposizione (repertorio linguistico)
Appartenenza ad una comunità linguistica
WHAT: LINGUA E VARIETA’ DI LINGUA
Ogni lingua presenta un’ampia variazione, specialmente nel parlato. Quando si descrive un sistema di lingua ci si riferisce ad una
varietà: la varietà standard.
WHEN, WHERE: COORDINATE SPAZIO – TEMPORALI
È fondamentale considerare quando e in quale luogo fisico si colloca un evento comunicativo. Bisogna interrogarsi anche sul
dominio che può essere: pubblico/privato, famiglia/scuola/lavoro.
TO WHOM: DESTINATARIO O INTERLOCUTORE
Testo scritto → utente finale del testo
Testo orale → rapporto di potere e dominanza tra gli interlocutori nella negoziazione del significato
WHY: FUNZIONE DEL TESTO
Referenziale → veicolare informazioni
Fatica → creare/mantenere un contatto tra emittente e destinatario
Conativa → produrre un effetto sul destinatario
Espressiva → trasmettere una sensazione legata a uno stato fisico/emotivo
Metalinguistica → riflettere sul codice stesso
Le lingue sono dei CODICI SEMIOTICI in uso, e la sociolinguistica si concentra sull’analisi delle parole, cioè dell’esecuzione dei singoli
parlanti. La sociolinguistica è la linguistica a TOUT COURT. Posizione sostenuta da Hymes che riconosce il FONDAMENTO
ETNOGRAFICO degli studi sul linguaggio e da Labov per il quale solo lo studio del linguaggio del suo contesto sociale è la vera
linguistica.
Covlmas: la sociolinguistica è lo studio empirico di come la lingua viene usata nella società.
Negli anni si sono sviluppati diversi modelli di sociolinguistica:
Correlazione quantitativa tra fatti linguistici e sociali: studi di Labov, metà anni ’50 (PRIMA ONDATA). Sociolinguistica
correlazionale → si basa su un approccio quantitativo, ovvero si deve disporre di dati.
Analisi qualitativa del comportamento linguistico e dei fatti sociali: studi di Gumperz, seconda metà del ‘900 (SECONDA
ONDATA). Sociolinguistica interpretativa → che guarda dei macrofenomeni: es. diversi codici di un parlante. Si occupa di
andare ad alizzare cosa avviene per esempio all’interno di una comunità bilingue.
Esistono diversi modelli di ANALISI DELLA SOCIOLINGUISTICA e di conseguenza le prospettive sono diverse:
LIVELLO MICRO SOCIOLINGUSTICO: studio della variazione linguistica determinata dall’interazione con variabili
extralinguistiche
LIVELLO MACRO – SOCIOLINGUISTICO: fenomeni come il bilinguismo e il plurilinguismo, la politica e la pianificazione
linguistica, i rapporti tra i codici all’interno del repertorio linguistico comunitario
VARIAZIONE LINGUISTICA: una lingua è vista dal sociolinguista come un insieme di varietà, mentre è vista dal linguista teorico
come un sistema omogeneo e strutturato, privo di varietà interne.
La variazione generata dal parlante non è rumore, bensì è qualcosa di sistematico, gradiente, altamente informativo, sia per il
parlante che per l’ascoltatore.
VARIABILE E VARIANTE: individuare delle variabili linguistiche che vengono realizzate da determinate varianti correlate ad una
qualche dimensione di variazione sociolinguistica: VARIABILI SOCIOLINGUSTICHE
VARIABILI LINGUISTICHE:
Elementi fonologici
Unità morfologica
Costruzioni sintattiche
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APPUNTI:

LINGUISTICA GENERALE: coordinate teoriche e metodologiche per l’analisi della lingua come sistema FINALITA’ DESCRITTIVE : descrizione delle caratteristiche strutturali di lingue storico – naturali. L’approccio dell’analista è orientato allo studio del sistema linguistico e di come funzionano le lingue: PROSPETTIVA INTERNA LINGUISTICA APPLICATA: applicazione delle nozioni di linguistica ad altri settori di studio: PROSPETTIVA ESTERNA TEORIA DELLE ONDE: teoria che detta le basi su cui è fondata la geografia linguistica, che si occupa di studiare il mutamento linguistico nello spazio. Fishman → who, what, whom, when Berruto aggiunse → where, why WHO: PARLANTEProfilo socio – culturale del parlante : sesso, età, stile di vita…  Biografia linguistica : L1 e altre lingue, rapporti tra i codici a disposizione (repertorio linguistico)  Appartenenza ad una comunità linguistica WHAT: LINGUA E VARIETA’ DI LINGUA Ogni lingua presenta un’ampia variazione, specialmente nel parlato. Quando si descrive un sistema di lingua ci si riferisce ad una varietà: la varietà standard. WHEN, WHERE: COORDINATE SPAZIO – TEMPORALI È fondamentale considerare quando e in quale luogo fisico si colloca un evento comunicativo. Bisogna interrogarsi anche sul dominio che può essere: pubblico/privato, famiglia/scuola/lavoro. TO WHOM: DESTINATARIO O INTERLOCUTORETesto scritto → utente finale del testo  Testo orale → rapporto di potere e dominanza tra gli interlocutori nella negoziazione del significato WHY: FUNZIONE DEL TESTOReferenziale → veicolare informazioni  Fatica → creare/mantenere un contatto tra emittente e destinatario  Conativa → produrre un effetto sul destinatario  Espressiva → trasmettere una sensazione legata a uno stato fisico/emotivo  Metalinguistica → riflettere sul codice stesso Le lingue sono dei CODICI SEMIOTICI in uso, e la sociolinguistica si concentra sull’analisi delle parole, cioè dell’esecuzione dei singoli parlanti. La sociolinguistica è la linguistica a TOUT COURT. Posizione sostenuta da Hymes che riconosce il FONDAMENTO ETNOGRAFICO degli studi sul linguaggio e da Labov per il quale solo lo studio del linguaggio del suo contesto sociale è la vera linguistica. Covlmas: la sociolinguistica è lo studio empirico di come la lingua viene usata nella società. Negli anni si sono sviluppati diversi modelli di sociolinguistica:  Correlazione quantitativa tra fatti linguistici e sociali : studi di Labov, metà anni ’50 ( PRIMA ONDATA ). Sociolinguistica correlazionale → si basa su un approccio quantitativo, ovvero si deve disporre di dati.  Analisi qualitativa del comportamento linguistico e dei fatti sociali : studi di Gumperz, seconda metà del ‘900 ( SECONDA ONDATA ). Sociolinguistica interpretativa → che guarda dei macrofenomeni: es. diversi codici di un parlante. Si occupa di andare ad alizzare cosa avviene per esempio all’interno di una comunità bilingue. Esistono diversi modelli di ANALISI DELLA SOCIOLINGUISTICA e di conseguenza le prospettive sono diverse:  LIVELLO MICRO – SOCIOLINGUSTICO : studio della variazione linguistica determinata dall’interazione con variabili extralinguistiche  LIVELLO MACRO – SOCIOLINGUISTICO : fenomeni come il bilinguismo e il plurilinguismo, la politica e la pianificazione linguistica, i rapporti tra i codici all’interno del repertorio linguistico comunitario VARIAZIONE LINGUISTICA : una lingua è vista dal sociolinguista come un insieme di varietà, mentre è vista dal linguista teorico come un sistema omogeneo e strutturato, privo di varietà interne. La variazione generata dal parlante non è rumore, bensì è qualcosa di sistematico, gradiente, altamente informativo, sia per il parlante che per l’ascoltatore. VARIABILE E VARIANTE: individuare delle variabili linguistiche che vengono realizzate da determinate varianti correlate ad una qualche dimensione di variazione sociolinguistica: VARIABILI SOCIOLINGUSTICHE VARIABILI LINGUISTICHE :  Elementi fonologici  Unità morfologica  Costruzioni sintattiche

 Lessemi VARIABILI EXTRA – LINGUISTICHE :  Luogo  Strato sociale  Situazione (dominio, contesto, argomento) I fenomeni di variazione non si realizzano soltanto a livello lessicale, ma si manifestano su tutto il sistema linguistico (es. quando la variazione investe anche la morfologia e la sintassi). Se invece riguarda solo il lessico abbiamo ad esempio il GERGO , ad esempio il gergo dei medici, per non farli capire dal paziente → VALENZA CRIPTOVALICA STEREOTIPI E ATTEGGIAMENTI LINGUISTICI: Alcune variabili sociolinguistiche diventano STEREOTIPI DELLA VARIETA’ in uso da parte di un determinato gruppo sociale. Gli atteggiamenti sociali nei confronti della lingua sono uniformi all’interno di una comunità linguistica, intesa come gruppo che condivide un insieme di atteggiamenti sociali nei confronti della lingua. Qui troviamo il PRESTIGIO , ovvero attribuire valore positivo ad una varietà. Lo standard gode di un prestigio sociale essendo la varietà più utilizzata e quindi gode di prestigio sociale. Vari tipi di prestigio:  PRESTIGIO MANIFESTO : variante standard per assimilazione al modello socialmente più prestigioso  PRESTIGIO CELATO : variante non standard per differenziazione dal modello socialmente riconosciuto  POSITIVO : ricerca di prestigio tramite l’adozione di un tratto  NEGATIVO : ricerca di prestigio tramite l’eliminazione di un tratto FUNZIONE VARIABILE SOCIOLINGUISTICA : la variabile sociolinguistica è una variabile linguistica correlata con una variabile esterna. La presenza o assenza di una determinata variante nella produzione linguistica dii un parlante può evidenziare la sua appartenenza ad un gruppo sociale. La variabile STRATO SOCIALE (esperimento Labov) è fondamentale per costruire un campione sociolinguistico. MA COME STRATIFICARE LA SOCIETA’, IN BASE A QUALI FATTORI?  Mezzi materiali a disposizione  Influenza sociale e potere a livello lavorativo  Modelli di vita SOCIOLINGUSTICA INTERPRETATIVA : approccio qualitativo → schemi comportamentali, atteggiamenti di gruppi di parlanti: comportamento linguistico in relazione a fenomeni sociali (studi di antropologia linguistica di Gumperz nella seconda metà del ‘900). Vari tipi di AGENTI DI SOCIALIZZAZIONE :  Famiglia: rappresenta il primo nucleo più vicino all’individuo dove si realizzano trasmissioni legate all’area linguistica  Gruppo dei pari: appartenenza ad un gruppo  Scuola  Lavoro: anche in questo caso scelte di comportamento linguistico che vengono attuate sono diverse  Classe sociale RETICOLO SOCIALE : insieme strutturato di relazioni sociali che gli individui, intessono tra loro. Ad una maggiore integrazione di un individuo di una rete sociale, corrisponde un maggior conformismo alle regole del gruppo sociale medesimo, che si traduce in un atteggiamento linguistico fortemente conservatorio. Studi condotti ma Milroy’s Work nella comunità di Belfast a cui applica la nozione di Social Network per indagare il cambiamento linguistico o il mantenimento dei codici condizionato dalle caratteristiche della rete sociale. GRAPPOLI DI PERSONE :  Reti dense: con legami forti, tendono ad essere conservative  Reti non dense: con legami deboli, tendono ad essere vettori di innovazioni linguistiche Secondo Milroy il mutamento non si realizza in una rete densa, ma nella rete meno densa. Nessun legame forte può costruire un ponte: l’innovazione e l’influsso passeranno attraverso i legami deboli piuttosto che in quelli forti. Abbiamo:  Innovatori: figure marginali ai fini dell’adozione dell’innovazione da parte del gruppo  Primi attuatori: membri centrali del gruppo che adottano l’innovazione dai soggetti più marginali e la diffondono all’interno del gruppo alle cui norme si conformano strettamente  Reticoli egocentrici: focus sull’individuo considerato ego di riferimento per il reticolo La rete sociale ci consente di valutare il GRANDO DI INTEGRAZIONE dell’individuo, ovvero, maggiori e più stretti sono i legami di un individuo con la rete della comunità cui appartiene e tanto maggiori sono le probabilità che si avvicini alle norme della varietà locale.

 Possibilità di correzione  Possibilità del lettore di muoversi avanti e indietro nel testo  Tempi liberi di fruizione  Controllo delle affermazioni CMC : è spesso più informale del parlato frontale, perché autorizza atteggiamenti che non verrebbero mai usati con gli stessi interlocutori in un dialogo faccia a faccia. Abbiamo una sincronicità della comunicazione, effettiva per alcuni mezzi (chat), tendenziale per altri (sms). LINGUE SPECIALI :  Lingue speciali in senso stretto (linguaggi specialistici): lessico marcato tecnicamente, semantica referenziale  Lingue speciali in senso largo (linguaggi settoriali): non hanno una terminologia propria, larga utenza, uso metaforico  Gerghi: impiego criptico, uso ristretto ad un gruppo sociale (gerghi dei malavitosi) Le lingue specialistiche sono caratterizzare da una stratificazione verticale, è per questo che si fa riferimento all’esistenza di una “dimensione verticale”, per indicare la variabilità socio – pragmatica all’interno di ogni ambito che interviene nel passaggio dell’informazione dal settore specialistico alla diffusione pubblica. REGISTRO : la situazione comunicativa, il grado di formalità e la relazione tra gli interlocutori come fattori discriminanti del registro. per la natura polisemica di registro e per l’uso di altri termini con significati affini come stile, genere e tipo di testo, sono frequenti gli sforzi di ridefinizione e di differenziazione terminologica. LESSICO : Registri bassi Registri alti Scarsa variazione lessicale Ampia variazione lessicale Parole generiche Termini ed espressioni formulaiche Epiteti e imprecazioni pornolaliche Scelte lessicali arcaicizzanti (ove, onde…) Parole abbreviate Parole paragergali (crepare = morire) VARIANTI LESSICALI : varietà fortemente caratterizzata a livello lessicale. Formazione di parole mediante meccanismi:  Significante nuovo – significante nuovo (neologismi)  Significante esistente – significante nuovo  Significante nuovo – significante talvolta esistente (prestiti di lusso)  Significante alloglotto – significante nuovo (prestiti e calchi) I 3 criteri fondamentali a cui deve rispondere una lingua speciale sono:  Appropriatezza  Economia  Precisione Altri includono:  Oggettività  Astrattezza  Impersonalità Secondo Sobrero sono sicuramente tipiche di un testo specialistico la precisione, la monoreferenzialità e la neutralità emotiva. MORFOSINTASSI : Registri bassi Registri alti Scarsa utilizzazione di connettivi Varianti morfologiche arcaicizzanti (vuolsi, dicesi..) Frasi brevi e ellittiche Tendenza alla verbosità Prevalenza del verbo Sintassi elaborata Struttura del discorso incentrata sull’IO A livello morfosintattico le lingue specialistiche non sono caratterizzate da fenomeni specifici ma dalla frequenza di certi fenomeni:  Nominalizzazione: preferenza per uno stile nominale, denso di sintagmi nominali  Depotenziamento del verbo: si riduce la gamma di tempi, modi e persone. In alcuni casi si arriva ad una vera e propria soppressione del verbo TESTUALITA’ : Registri bassi Registri alti Prosodia, paralinguistica, cinesica Meccanismi di coesione correlati al genere testuale Cambiamenti di progettazione e fratture alla comunità tematica A livello testuale i testi specialisti sono coerenti e non contraddittori, seguono una struttura standardizzata e rigida propria della tipologia testuale.

La coesione del testo è garantita tramite il ricorso alla REFERENZIALITA’ ANFORICA (rinvii interni a un punto precedente o successivo nel testo) e l’uso di CONNETTIVI INTERFRASALI o CONNETTORI LOGICI (allora…se…). si nota un continuo interscambio tra lingua comune e lingue speciali. In particolare, negli ultimi decenni si può contrastare una diffusione di termini provenienti da certe aree tecnico – scientifiche: psicologia, scienze sociali ed economia. APPROCCIO CORPUS – BASED : Un contributo fondamentale alla descrizione dei registri viene dalla linguistica dei corpora finalizzata a rilevare alla distribuzione dei tratti. Molti dei corpora di cui abbiamo parlato per lo studio di varietà legislative:

  1. Eurolec Observatory Project (UNINT) Eurolect Observatory Multilingual corpus:  Corpus “A” 11 lingue (660 testi paralleli)  Corpus “B” per lo studio delle varietà legislative circa 2 milioni per ogni lingua (corpus “A”); da 2 a 6 milioni per ogni lingua (corpus “B”) VARIETA’ DELL’ITALIANO : Nel repertorio linguistico nazionale Pellegrini (1960) abbiamo 4 REGISTRI ESPRESSIVI lungo l’asse di variazione diatopica (con correlazione all’asse diastratica e diafasica):  Italiano standard  Italiano regionale  Koinè dialettale  Dialetto Mioni (1983) Propone una classificazione che tiene conto dell’intersezione tra le dimensioni di variazione diatopica, diastratica e diafasica:  Standard normale (diafasica)  Standard colloquiale – informale (diafasica)  Italiano regionale (diatopica)  Italiano regionale popolare (diafasica e diatopica) De Mauro (1980) Sintetizza le precedenti in una gerarchia quadriparitaria:  Italiano scientifico (più alto dello standard)  Italiano standard  Italiano popolare unitario  Italiano regionale colloquiale Sanga (1981) Coglie la poliedricità della situazione sociolinguistica odierna attraverso la moltiplicazione delle varietà:  Italiano anglicizzato  Italiano letterario (standard)  Italiano regionale  Italiano colloquiale  Italiano burocratico  Italiano popolare unitario  Italiano dialettale  Italiano – dialetto Sabatini (1985) Viene introdotta una nuova entità, l’italiano dell’uso medio:  Italiano standard  Italiano uso medio  Italiano regionale (classi istruite vs. classi popolari) Berruto (1987) Mette in evidenza come sia difficile comprimere la differenziazione in varietà dell’italiano in uno schema bidimensionale. In generale gli autori dei diversi modelli concordano sulla rappresentazione dello spazio come un continuum inteso come un insieme di varietà tale che vi siano due varietà estreme facilmente identificabili, tra cui esista la gamma di varietà intermedie, che sfumano lentamente dall’una all’altra di esse. VARIETA’ DIATOPICA : RELAZIONE TRA LINGUA E DIALETTO : Plurilinguismo storico, connaturato nella situazione italiana che da sempre presenta un alto indice di diversità linguistica. La maggioranza della popolazione italiana è italofona (L1), sebbene conosca un dialetto. ITALIANO E DIALETTI : nel panorama italiano si individuano dialetti riconducibili a 5 sistemi italo – romanzi su base latino volgare:

ITALIANO BUROCRATICO :

Non è caratterizzato da un lessico specialistico, attinge alla lingua comune e al lessico di altri sottocodici specialistici, ma è marcato da caratteristiche peculiari sia a livello sintattico che lessicale. È formato da: Tecnicismi Basso ricorso ai forestierismi Connettivi e deittici aulici Nominalizzazione Sintassi impersonale SOCIOLOGIA DEL LINGUAGGIO : Studio dei rapporti tra società e sistemi linguistici globalmente intesi (macrosociolinguistica). Attualità delle tematiche legate alla politica linguistica per il continuo riassesto socio – demografico e sociolinguistico. Agli esordi della lingua moderna, De Saussure, spiegava la natura arbitraria dei segni linguistici in riferimento alle comunità che assegnano specifici valori ai segni. In fondo la fluidità che si evince da questa descrizione rappresenta una sorta di pre – requisito della variazione e del cambiamento linguistico. L’idea che l’uso linguistico dipenda dalle condizioni in cui si realizza la comunicazione compare già nei primi scritti di Bloomfield che usava il termine “speech community” per riferirsi a “a group of people who interact by means of speech”. COMUNITA’ LINGUISTICA : La lingua è una convenzione sociale stabilita da un gruppo di individui che condivide lo stesso sistema linguistico come lingua materna o una varietà di lingua con relative norme d’uso e i cui membri comunicano tra di loro e hanno un’interazione regolare e frequente per mezzo di un insieme condiviso di segni verbali. la condivisione della lingua è un primo criterio per la definizione di comunità linguistica. Un secondo criterio è a base socio – geografica: comunanza di stanziamento, in questo senso il concetto di comunità linguistica ricalca molto il concetto di nazione intesa in senso antropologico, in opposizione al concetto di Stato. Un terzo criterio riguarda gli atteggiamenti sociali nei confronti della lingua. La definizione di Berruto è quella di “un insieme di persone che condividono l’accesso a un insieme di varietà di lingua che siano unite da una qualche forma di aggregazione sociopolitica”. Dove finisce una comunità linguistica? Centrale è l’autorappresentazione, che è la rappresentazione che gli appartenenti alla comunità hanno di loro stessi (percezione soggettiva), diversa dalla realtà oggettiva. ES. diversi etnomi per definire una stessa comunità linguistica in Niger: comunità bororo (gruppi semi – nomade), wodabee (gruppo nomade costante), pelu (per i francesi), fulan (per gli inglesi). COMUNITA’ PLURILINGUE : Le comunità etniche sono strumenti di egemonia, dominazione e supremazia dei popoli gli uni sugli altri. Il contatto linguistico ha come effetto la ristrutturazione dei rapporti esistenti tra i codici e la presenza di repertori complessi che possono essere esemplificati nelle situazioni di bilinguismo e diglossia. COMUNITA’ DI MINORANZA: Una comunità linguistica può essere di maggioranza, quando è riconosciuta a livello ufficiale o nazione su un dato territorio. Lo status giuridico di una comunità può variare, ad esempio può trattarsi anche di una comunità di minoranza. LINGUA MINORITARIA : Codice linguistico impiegato da una comunità linguistica che possiede tale codice come lingua materna all’interno di uno Stato o regione in cui la maggioranza della popolazione ha un’altra lingua materna. Una minoranza linguistica è una qualunque collettività di persone che vivono in un paese o in una località data, che abbiano una razza, religione, lingua e tradizioni proprie, che siano unite da identità di tale razza, religione, lingua e tradizioni in un inserimento di solidarietà al fine di conservare le loro tradizioni. MINORANZE STORICHE : si parla di minoranze storiche se esiste da 3 generazioni. ES : Tedesco: dialetti tirolesi, walser Greco: grico, insieme di comunità ellenofore d’Italia Ladino Alabesh Catalano Sloveno e Friulano Francese e franco – provenzale Sardo MINORANZE RECENTI : soggette all’assimilazione della lingua dominante. Variabili che incidono: ingroupness, comunità, progetti di integrazione…

REPERTORIO LINGUISTICO : insieme delle varietà di lingua o lingue condivise dai parlanti che ne accettano la funzione, norme e regole d’uso. REPERTORIO MONOLINGUE : varietà di lingue REPERTORIO PLURILINGUE : lingue + varietà di lingue DIGLOSSIA : situazione in cui due o più varietà sono in distribuzione funzionale di tipo complementare. Situazione in cui una varietà viene percepita ALTA e l’altra come BASSA. VARIETA’ BASSA : è appresa come lingua materna, ma non è standard e quindi il suo utilizzo non è codificato. VARIETA’ ALTA : è altamente codificata e standardizzata, gode di una tradizione letteraria, è utilizzata per la comunicazione formale ed è appresa dai parlanti attraverso l’istruzione formale. BILINGUISMO : due dimensioni: una sociale e una individuale. Definizione del bilinguismo come uso alternato di codici.