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Le origini della cultura vedica: dal Rg Veda all'epica - Prof. Candotti, Appunti di Storia dell'India

Questi appunti di lezione offrono un'analisi approfondita delle origini della cultura vedica, partendo dal rg veda e tracciando un percorso attraverso le diverse fasi di sviluppo della società e della religione vedica. Si analizzano le fonti, le divinità, le tribù, i testi sacri e le principali dottrine filosofiche, fornendo un quadro completo della cultura vedica.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 27/02/2025

gigigi97
gigigi97 🇮🇹

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Storia dell’India Antica 2024-2025
Lezione 1 (19-09-2024)
Intro (un cambiamento di prospettiva)
Nella cartina si vede tutta l’importanza del sud-est
asiatico con il centro nell’India. Fa vedere anche
quella che era l’aria da considerare per la storia
dell’india antica, storia culturale e anzi si potrebbe
anche pensare di tagliare il sud dell’India per questa
prospettiva. Enorme estensione geografica dell’area
che si combina ormai con un’enorme estensione di
popolazione. (Principalmente area nord india questo
corso). Tappe fondamentali:
Si parte da un ipotetico
3200 a.C. che ci porta a
una ipotetica civiltà
della valle dell’Indo
fino al 1550 a.C. Unità
indo-iranica: nomadi e
pastoralisti. Civiltà
della valle dello SWAT
(nome dato dagli
archeologi per una
civiltà solo Aria o
Indiana). A partire dal
1400 a.C. abbiamo le prime attestazioni letterarie (non abbiamo manoscritti), testi
datati linguisticamente a quest’epoca anche se i manoscritti sono molto più lontani nel
tempo del Veda. Si inizia con il Rg Veda dal punto di vista storico e la sua cultura con
le formazioni statali. A seguire il fenomeno della seconda urbanizzazione soprattutto
ad est dell’india. Si ritorna verso ovest con gli Achemenidi, satrapie e Alessandro
Magno che è importante per noi. Impero dei Maurya e sempre sull’ovest i regni indo-
greci e indo-sciiti nei primi secoli della nostra era. Andiamo a sud per la prima volta
perché il regno dei Satavahana è stato quello che si è imposto alle invasioni Sciite ed è
un regno sancricizzato. Un focus sull’espansione del buddhismo con i Kushana per poi
arrivare all’india Classica.
Fonti: cercare di lavorare sulle fonti che sono archeologiche, la genetica come elemento
importante, la lingua (non i testi), i testi letterari (il genere storico dei greci e dei latini
non esiste in india), epigrafi (in sanscrito che sono molto tardi e le più antiche sono in
dialetti) e i testi Orali (Rg Veda trasmesso oralmente e si recita ancora
adesso).
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Storia dell’India Antica 2024- 2025

Lezione 1 (19- 09 - 2024) Intro (un cambiamento di prospettiva) Nella cartina si vede tutta l’importanza del sud-est asiatico con il centro nell’India. Fa vedere anche quella che era l’aria da considerare per la storia dell’india antica, storia culturale e anzi si potrebbe anche pensare di tagliare il sud dell’India per questa prospettiva. Enorme estensione geografica dell’area che si combina ormai con un’enorme estensione di popolazione. (Principalmente area nord india questo corso). Tappe fondamentali: Si parte da un ipotetico 3200 a.C. che ci porta a una ipotetica civiltà della valle dell’Indo fino al 1550 a.C. Unità indo-iranica: nomadi e pastoralisti. Civiltà della valle dello SWAT (nome dato dagli archeologi per una civiltà solo Aria o Indiana). A partire dal 1400 a.C. abbiamo le prime attestazioni letterarie (non abbiamo manoscritti), testi datati linguisticamente a quest’epoca anche se i manoscritti sono molto più lontani nel tempo del Veda. Si inizia con il Rg Veda dal punto di vista storico e la sua cultura con le formazioni statali. A seguire il fenomeno della seconda urbanizzazione soprattutto ad est dell’india. Si ritorna verso ovest con gli Achemenidi, satrapie e Alessandro Magno che è importante per noi. Impero dei Maurya e sempre sull’ovest i regni indo- greci e indo-sciiti nei primi secoli della nostra era. Andiamo a sud per la prima volta perché il regno dei Satavahana è stato quello che si è imposto alle invasioni Sciite ed è un regno sancricizzato. Un focus sull’espansione del buddhismo con i Kushana per poi arrivare all’india Classica. Fonti: cercare di lavorare sulle fonti che sono archeologiche, la genetica come elemento importante, la lingua (non i testi), i testi letterari (il genere storico dei greci e dei latini non esiste in india), epigrafi (in sanscrito che sono molto tardi e le più antiche sono in dialetti) e i testi Orali (Rg Veda trasmesso oralmente e si recita ancora adesso). Questioni Aperte

Per molto tempo è sembrata appannaggio di persone che venivano da fuori (la storia dell’India, gestita dagli inglesi). La cultura indigena non aveva particolari interessi, parte storica poco frequentata. Da dopo l’indipendenza e anche un pochettino prima questa idea di riappropriarsi del proprio racconto, ha portato anche a notevoli tensioni. Quali sono le grandi questioni aperte? → le prime due sono collegate: ➢ Ruolo della civiltà dell’Indo nella costruzione dell’induismo. Ci si interroga su quanto abbia lasciato come traccia culturale nell’india più tarda, quindi datazione, ma anche dell’interpretazione della scrittura. Ci sono dei sigilli con una sorta di scrittura che non è ancora stata decifrata. ➢ Arii e Ariani. Discesa, migrazione elementi che sono molto dibattuti. Arian si chiamavano da soli. Teoria che sviluppa la cultura indoeuropea come partente dall’India: Out of India Theory (Bryant). Le dobbiamo l’aver raffinato l’arrivo degli Arii nell’india. Di invasione non parla più nessuno ma si parla di migrazioni, è servita a problematizzare una visione. ➢ Rapporto con i greci, in particolare il rapporto culturale con la presenza dei regni indo-greci e non solo per quanto riguarda il passaggio di Alessandro Magno. ➢ Status del Sanscrito, per quanto tempo è stato una lingua viva. The Indus Valley civilization (Meluhha) Storia degli scavi incomincia intorno al 1875 per Harappan, sito scavato per primo e i più importanti sono quelli di John Marshal. Si identificano tre periodi→ Early Harappan o Indus Valley civilization 3200 - 2600 a.C. Mature Harappan 2600 - 1900 a.C. Late Harappan 1900 - 1750/1550 a.C. Verde zone di culture considerate come culture cugine rispetto a quelle in giallo. In Early non sembra esserci una forte unità culturale imposta dell’interno, porosità di tipi culturali ma è già una civiltà urbana. Mature period abbiamo una cultura molto più unitaria mentre nel Late o post Harappan period reperti si trovano a sud in una zona che nelle epoche precedenti era marginale con in contemporanea a nord il BMAC e una serie di culture che sembrano essere candidare come culture indo-arie. Per molto tempo ci si è chiesti se gli arii avessero messo fine

Siva signore degli animali o Signore Varuna? Il sigillo ci dice due cose completamente diverse. Troviamo un antecedente dell’asceta Siva con il suo rapporto con la natura o un antecedente di Varuna (altra divinità) tipicamente regale legata al sole e all’idea della regalità stanziale. Funzione è quella di controllare tutta la terra dall’alto (4 facce). Da segnalare il culto degli Alberi. Traccia evidente del culto degli alberi, una pratica tra le più viventi in india. Non ci sono tracce di questo nel Rg Veda. Lo troviamo in testi vedici considerati meno ortodossi, testi che hanno raccolto probabilmente materiali che non appartenevano alle originali. Viene molto spesso citato in testi Buddhisti. Sigillo Fig deity dove la divinità si trova perfettamente dentro all’albero di fico. Scrittura Questo è il testo più lungo che abbiamo. Sono testi brevi e sembra essere logosillabica e si presuppone che a un certo punto i pittogrammi siano stati fonetizzati, scrittura da destra a sinistra. La grande questione è che tipo di lingua stava rappresentando, aiuterebbe nei tentativi. Non è una lingua indoeuropea anche perché in quel caso saremmo riusciti a decifrarla. Fatte altre ipotesi: la cartina permette di farne una ragionando sulle aree laterali, molto probabilmente le lingue del sud coprivano tutto il territorio poi sono arrivati gli arii che non sono mai arrivati nelle aree più impervie. Si può pensare che la lingua della valle dell’indo fosse un proto Dravidico, di una famiglia di quel ceppo li. Lezione 2 (19- 09 - 2024) Famiglia Indoeuropea Si è iniziato a parlare di ciò solo a partire dalla lingua e solo di recente si stanno cercando i materiali culturali che possono rappresentare la famiglia indoeuropea. Suddivisione nella cartina delle lingue indo-europee attuali. Yamnaya Culture/ o Pit grave culture 3300- 2500 a.C. in cui sembrerebbero esserci insieme indo- iranici e armeni con un punto di domanda con i greci nelle steppe ponto-caspiche. Gli indo-arii

dovrebbero venire da li. Abbiamo un certo numero di tombe che mostrano alcuni elementi interessanti e a volte sono a forma di carro e le ruote sono ancora ruote piene. Era una popolazione semi-nomadica e pastorale. Per il momento non c’è traccia del cavallo ma erano buoi che trascinavano. Si intravede soprattutto nelle forme più tarde una notevole attenzione ai defunti e manufatti ritrovati. Qualche volta la tomba veniva coperta in maniera piatta con una pietra, ma altre hanno una forma a Kurgan, monticello di terra. Il legame tra gli indo-europei e questo modo di seppellire i morti è stato riconosciuto ormai da tempo. Posizione fetale del defunto. All’interno delle lingue satem abbiamo la famiglia indo-iranica. Fenomeno della satemizzazione anche se presente non solo in questa famiglia indo-europea. Si possono vedere due cose che riguardano solo gli indo-iranici: ➢ Collasso delle vocali indoeuropee, tendenze a realizzare la a, la e, la o come a. (sia lingua indiane che lingue iraniche). ➢ Hanno in comune e proprio un lessico, solo loro. Non ha origine indoeuropea e qualche volta sembrano essere dei prestiti. Importanza del fuoco, onnipresenza del fuoco in ogni attività rituale. Altro fatto interessante è la presenza del culto del Soma. È una pianta prima di tutto e veniva trattata ritualmente per farne una bevanda, con proprietà allucinogene. Veniva condivisa, forma di ritualità in cui tutti i partecipanti prendevano parte in comune a quello che veniva praticato. Il sacrificio del Soma non è indoeuropeo. Insieme a ciò nell’ambito rituale abbiamo prestiti non indo-europei, unità indoeuropea a stretto contatto con un’altra civiltà. Possiamo parlare di una famiglia linguistica ma anche famiglia culturale entro alcuni limiti. Sintashta + Andronovo: Casa degli Indo-arii? L’unità indo-iranica a quali culture materiali si potrebbe attribuire? Due principalmente: Sintashta e Andronovo. Sintashta → è una cultura estremamente compatta anche dal punto di vista delle datazioni, 2100 - 1900/1700 a.C., e anche dall’estensione geografica. Andronovo → da un ipotetico 1900 a.C. – 900 d.C., e copre un ambito estremamente vasto, (Early andronovo per la cultura indo-aria). Sintashta: 2100-1700 a.C. Alcuni elementi fondamentali sono la presenza di carri trainati da cavalli, arriva il cavallo, presenza di fortezze (villaggi fortificati) con

certezza che possedeva i cavalli addomesticati, che lo addomesticavano. Questione del cavallo importante per vedere gli spostamenti degli arii. Nelle tombe si ritrova spesso il guerriero che viene inumato insieme al cavallo. The Vedic Testimony → inizia a diventare importante la testimonianza dei testi in particolare Rg Veda (Veda degli Inni). Ricercare nei testi antichi tracce di pratiche funerarie che possano ricordare essere avvicinate a quello che troviamo all’interno di questa cultura. Un primo esempio → gli Asvin (divinità con una specializzazione proprio in ambito funerario). È collegato al termine Asvan che significa cavallo e hanno una chiara origine indeuropea (Dioscuri→ cavalli, gemelli, auriga). Ne esiste un altro di nome abbastanza arcaico che troviamo anche nei Mitanni: NASATYAS (Nes…quelli che garantiscono il ritorno [più tardi saranno indicati con i medici]). 2 famiglie poetiche affezionate ai Nasatyas che stavano nel Gandhara che erano Kanvas e Artis. The pravargya rite and the gharma pot → sempre intorno agli Asvins ma le informazioni sono intorno al loro rituale. Rito che passa la notte e che riporta al giorno, a vedere l’alba, pravargya. Collegato a morte e rinascita. In questo rito vi è un’offerta di burro chiarificato all’interno di un vaso mahavira che significa grande vira, eroe. È il vaso del grande eroe, rappresenta la testa di questo grande eroe. Rito per ottenere la supremazia tra gli dei e uno di loro (Visnu? Maka?) si sarebbe proposto come leader e si era appoggiato al suo arco. Gli dei spaventati non osano attaccarlo direttamente ma convincono le formiche a rosicchiare la corda dell’arco che come una frusta essendo tesa gli trancia la testa. Al sacerdote di Dadhyanc è spaventato e quindi gli viene proposto di scambiare la sua testa con quella di un cavallo in modo che quando Vinsu si vendicherà trancerà la testa del cavallo e non la sua che poi tornerà al suo posto. Vaso che sembra rappresentare proprio una testa e il vaso ad un certo punto del rito viene depositato su una pelle di antilope più i vari utensili posti a comporre la figura di un uomo. Nosed funerary gandharan urn→ scopo sembrava essere quello di contenere delle ossa da un’area di cremazione (usata la cremazione). Argilla non cotta. Diacronia e diatopia delle scuole vediche (Witzel come studioso nel vedismo antico). India vedica è spostata verso il nord della penisola. Che cos’è il Rg Veda? → È un’antologia di inni organizzati in 10 libri o mandala (cerchi) differenziati sia cronologicamente sia diatopicamente. C’è un nucleo centrale che vanno al 2 al 7 (libri di

famiglia o libri dei clan). Importanza dei poeti presenti nel Rg Veda è anche politica. Sono il nucleo più arcaico. Risulta evidente da questi cerchi che c’era una trasmissione nei clan da padre a figlio. Quello che noi abbiamo è un’operazione ulteriore con raccolta del sapere dei vari clan. Come possiamo dire che c’è stato questo passaggio? Non abbiamo traccia di un secondo libro che è da solo, lo abbiamo solo in una raccolta. È una raccolta perché questi sette libri sono organizzati allo stesso modo: ordine di divinità, ordine di lunghezza dell’inno e poi ordine metrico (lunghezza delle strofe). Serve come una sorta di indice. I sette libri quindi ci sono arrivati con un ordine preciso. Dopo abbiamo in ordine di antichità il libro 8 che è diviso in famiglie, gruppi di poeti: Kanva e Aniras. Il primo libro viene dopo con una prima parte divisa per gruppi di inni della famiglia Kanva, Kanva che forse sono entrati in questa collezione un po’ tardi rispetto alle altre famiglie. E poi la seconda parte in cui ci sono raccolte di 9 famiglie diverse, molto piccole e residuali. Mandala 9 che è particolare → non è diviso come gli alti ma a seconda di un momento specifico del sacrificio. Inni dedicati a Soma Pavamana (soma che viene purificato), [si passa da una tradizione padre figlio a uno tra sacerdoti]. Il libro 10 è una raccolta ormai del tutto distinta dalla dimensione familiare e molto spesso le attribuzioni ai poeti sembrano risultare più mitiche. Nomi di località, fiumi e monti (non ci sono città, quindi no riferimenti a insediamenti durevoli). Si parla tantissimo di Shu. Clima cambiato perché forte processo di desertificazione nell’india, molti fiumi sono scomparsi. Ci sono indicazioni sul clima principalmente sulle piogge, direzioni dei venti. Nomi di piante e di animali, importante fare attenzione sia ai prestiti che alle neoformazioni (prestiti indicazioni di movimenti, neoformazione perché hanno incontrato un animale che non era presente). Nomi delle proprie tribù ma anche paesi/tribù dichiarate come non proprie (dasa, dasyu: un altro da se, un’altra tribù). Nomi di popolazioni sentite come cugini ma non completamente affini. Possibili varianti dialettali nell’uso di alcuni termini, fatti religiosi o culturali riconoscibili come specifici (si riferisce sempre ai testi vedici). Fatti interni sulla costruzione del testo e infine genealogie di poeti o genealogie di re, qualcosa c’è e ci viene in particolare da un genere letterario all’interno del Rg Veda→ Danas ti (elogio del dono). Spesso accade che l’inno termini con una posizione più personale del poeta che ringrazia con danas ti, o che fanno capire che il poeta sta cambiando patrono. Lezione 4 (2 6 - 09 - 2024) Kings, tribes and clans

Cos’è il Rg Veda? → è interessate notare come 4 tribù figurano poco diversamente dalla quinta (Puru) e la sua sottotribù quella che si vede maggiormente. Maggior parte composto quando i Puru e i Bharata stavano scivolando verso il Panjab. (Witzel int.). Kuru Golden Age → Pariksit re importante (lo ritroviamo anche nell’epica come eponimo del sovrano universale). È un re dei Kuru e in inni tardi sembrano chiamare in causa una Kuru Golden Age. (si raccoglieva il materiale precedente ma si scrivevano i Khila). Epoca d’oro di Pariksit intorno all’anno mille, anno dal quale iniziano a crearsi altre raccolte, tra cui la Atharvaveda, Yajurveda (formule sacrificali), Samaveda (nel suo 75% è Rgveda, la grande differenza è la trasmissione infatti questo è cantato). Lezione 5 (03- 10 - 2024) Dopo il Rg Veda Probabilmente scelta dai Kuru quella di creare il canone. 1000 a.C. si continua a raccogliere queste sorte di Antologie, altre tre: ➢ Atharvaveda ➢ Samaveda ➢ Yajurveda L’athervaveda è il secondo più antico e il più strano di tutti, società e cultura diversa dal Rg Veda (è tardo ma non così tardo). Cultura stanziale legata all’agricoltura e mondo ciclico. La struttura di potere sembra essere diversa → inni legali alla proclamazione del re. Importanza della regalità ma anche grande numero di inni “magici” per scacciare malattie, filtri d’amore (danno), legati alla maternità, argomenti del tutto accenti nel Rg Veda → risolvere la questione dicendo che era un altro tipo di materiale più popolare (abbiamo però riti legati al sovrano quindi non funziona). Samaveda → (900-800 a.C.) 75% formata da inni del Rg Veda, cosa centrale modo di trasmissione è cantato. Yajurveda → scienza o conoscenza delle Yajur (formule). Appartengono a un tipo particolare di sacerdote (Adhvaryu) che è il GRANDE MANIPOLATORE SULL’ARENA SACRIFICALE. Non sono più una poesia e sono decisamente più brevi. I testi che ci sono giunti lo hanno fatto con una serie di microcommentatori: tracce (prime) di prosa Vedica). I tre testi sono giunti a noi attraverso diverse scuole o recensioni che potevano decidere ulteriormente come spostare gli inni ma fanno anche scelte di tipo filologico: ➢ Rg Veda ci è giunto in una sola recensione ma intravediamo in testi più tardi una seconda (sappiamo che ce ne erano 9). ➢ Atharvaveda arrivata in 2 recensioni piuttosto diverse tra loro. ➢ Yajurveda arrivato in numerose recensioni che poi viene diviso in 2: bianco (1) e nero (4). La scuola sviluppa anche una serie di strumenti per preservare il veda nella sua forma corretta, pronuncia, uso rituale, verità. Nascono commentari che sono anche divisi per

scuole. Le scuole si parlano tra loro, a volte si menzionano (like alcuni…) all’interno di testi esegetici (700-500 a.C.) abbiamo i: ➢ Brahmana→ commentari che lavorano a giustificare tramite background mitico alle citazioni rituali. Ma anche collegare testo all’azione rituale corrispondente (sono i più antichi). ➢ Kalapasutra→ manuale di rituale (si distaccano notevolmente dai testi). Sembrano essere dei manuali. ➢ Vedanga→ testi più tardi (parte del corpo). Le membra del veda, “i testi in funzione del Veda”, “letteratura ancillare”. Ormai non vengono più trasmessi nelle scuole, scuole indipendenti che si occupano solo di questi testi. Testi di metrica, di grammatica, astronomia escono dal sistema dei vari rami del Veda (500-400 a.C.). Panini autore della grammatica intorno al 450 a.C. (scuola paniniana). Si impara oralmente, si trasmette oralmente questo testo. Serie di testi che ci è arrivata insieme ai commenti e agli strumenti teorici per arrivare a questi commenti. Ci si appiattisce su quello che dicono i commentari (agli inizi indologia, da 60 anni più o meno non è più così). Procedendo fuori dal Rg Veda troviamo tracce di elementi culturali che sembrano essere fuori dal mondo del Rg Veda. Si può pensare a un cambiamento, sviluppo (vero in parte ma non sola soluzione). Elementi che emergono più tardi ma sembrano arcaici. La loro presenza inizia a risultare evidente dagli ultimi libri del Rg Veda. RGV X. Inno, molto noto, attribuiti a diversi poeti tradizionalmente ma poco credibile storicamente. 7 versi e ogni verso è attribuito a un figlio di un antico saggio Vatarasana. Tipo di verso usato→anustabh (molto poco Rg Vedico). È il verso dell’epica. Dedicato ai Kesins (capelloni, quelli dalla criniera). Quelli dai lunghi capelli e con vestiti arancioni. Dopo si dice che sono asceti con poteri sovrannaturali (vestito arancione legato a pratiche ascetiche. [pratiche ascetiche che non erano presenti nei libri di famiglia]. 1] Porta con se il fuoco, veleno (visa) le 2 metà del mondo è lui che sostiene il sole per farlo vedere a tutti. 2] Canti di vento con vestiti rossastri, gli dei penetrano dentro di loro volando via insieme al vento. 3] Cavalcano i venti e i mortali vedono solo i nostri corpi. 4] (definizione dell’asceta per le buone azioni). 5] a lui che è il cavallo del vento, amico del dio del vento, asceta regna su entrambi i mari (il mare indica che il libro è tardo ma potrebbe anche essere acqua in generale). 6] Divinità femminili dei boschi e maschili del mondo selvatico, amico loro l’asceta, conosce la loro volontà. 7] il veleno è stato frullato da Vayu (mito non molto noto che viene indicato con questo elemento).

1 →questione della stratificazione interna del Rg Veda (tenere diviso quello che è diviso). Operazione di recensione ha uniformato questi libri. 2 → questione terminologica (collegata). Abbiamo una serie di termini legati al potere e alla sua suddivisione (difficile interpretare a cosa si riferiscono, mancanza di testimonianze di cultura materiale). 3 → società seminomadica (stanziale nella stagione delle piogge mensili, e si muovevano durante la stagione secca facendo razzie). Il leader dei testi più antichi sembra essere un Primus inter pares. Leader momentaneo di diversi capi famiglia. Sembra che venisse scelto per gestire la stagione della guerra: non sembra essere un funzionario stabile. Leader legato alla Vis/Vicus/Oikos (clan), ma bisogna capire a cosa si riferisce, VIS: ➢ Raro che vengano messi in luce legami di sangue ➢ Non sembrano essere legate a uno specifico territorio ➢ Forte elemento dell’insediamento (attività principale è stabilirsi) ➢ Impegnate in combattimenti ➢ Con i nr che sembrano essere giovani adulti dalla funzione guerriera ➢ Sabha c’è e viene convocata (assemblea per l’elezione del leader). VIS SEDE DEL SACRIFICIO→ coinvolge la popolazione intera. A capo c’è sicuramente un leader, sembra avere dei tratti diversi di due tipi: Agni (dio del fuoco) e Indra (dio della guerra). Vispati→ signore, protettore Agni. Leader dalla forte connotazione rituale “Re- Sacerdote”, in una posizione ambignua che non divide il patrono dall’officiante (divisione tra officiante e patrono è più tarda). Rajan→ (indra) legati alla funzione guerriera (chiamato vispati solo 1 volta). Rex (reggente, quello che regge). All’interno di questa società abbiamo i poeti (e indirettamente l’officiante). Nei testi più antichi manca un nome per il re, ma forse perché manca una funzione fissa e stabile del sovrano. Funzioni per tempi di pace o guerra ma poi venivano riassorbite. Lezione 6 (03- 10 - 2024) “canti di aria” potrebbe indicare la nudità (gambara→ vestiti d’aria/nudi). Cultura vedia prima e Bhharmnica dopo (tarda veda) l’ascetismo è visto male perché significa venir meno ai propri doveri. Non diventa padrone di casa, non diventa padre quindi non diventa immortale (gli asceti cecano un’immortalità che deriva dall’andare in cielo). Modo per addomesticarle dire che era uno stadio della vita e possibilmente l’ultimo (dovevi prima figliare). Asceta poi non poteva essere patrono di sacrificio. Rinuncia anche a tenere acceso un fuoco (fuoco di casa che deve essere sempre acceso). L’asceta internalizza il fuoco. V8 → dedicato ad Agni (dio del fuoco). Il poeta è uno solo: sa Atreya (della famiglia degli Atri) verso classico.

1] ti hanno acceso i cercatori di verità (poeta e antichi veggenti). Gli antichi accesero l’antico. Agni è mutevole di ricevere sacrificio (visto come divinità) e il signore della casa (GRGAPATIM→ colui che assicura la continuità del fuoco domestico e ha il compito di offrire sacrifici a beneficio di tutta la casa, è anche quello che paga per i sacrifici.) 2] Agni primo e più importante ospite dei clan (vis) e viene fatto sedere (di solito l’ospite delle vis sono i sacerdoti) come signore della casa con la |criniera fiammeggiante|→ aspetto del dio. Primo che ha agito come sacerdote della vis. (spesso agni è chiamato Khavi, poteta) colui che deve riottenere le cose messe in palio e avere una lunga vita. 3] lui invoca i clan dei figli di manu (Manu è il primo uomo) come “qualcuno che ben conosce l’oblazione” (fuoco lo conosce perché fa da tramite, l’oblazione si mette nel fuoco e raggiunge gli dei). Gli stanno chiedendo di essere il loro sacerdote. Viene descritto come uno capace di distinguere e garantisce i migliori tesori e che si nasconde pur essendo visibile a tutti. Fuoco è tipicamente multiforme e visibile ( è uno ei pochi dei visibili) nascosto perché si va a nascondere nelle piante o nell’acqua perché anche loro presentano fuoco. |le vis lo chiamano per una funzione che è a metà tra quella del patrono e del sacerdote. Essendo il primo fa una cosa che è un compito regale, garantire la sicurezza e abbondanza, saggio, capace di discriminare, qui si può vedere quel re-sacerdote| 4] poeti si sono avvicinati cantando le loro canzoni. Trova piacere tu ce sei dio nei nostri canti mortali. 5] agni con le tue molteplici forme garantisci vita ai vis (Agni re antico che poi verrà sostituito). La tua fiamma non deve essere sfidata. 6] Agni il più giovane (si rinnova. È sia più antico che il più giovane) gli dei ti hanno reso il loro messaggero. (ghee→ burro chiarificato, buon combustibile). 7] si è diffuso su tutta la terra (si riferisce ad Agni o al sole?). Costruire un leader Concetto di signore della casa (grhapati) e dai suoi doveri. Vispati è una dimensione superiore→è il signore della vis. Aggiunge quindi una dimensione più spaziale. Vispati signore di una sola vis ma anche quello delle vis (re più alto). Rito tanunaptra i capi dei vari clan portano il loro fuoco clanico (che ha un nome) in una specie di fuoco comune→ VAISVANARA “fuoco di tutti gli uomini”. Rinunciavano alle loro identità. Questo fuoco grazie a ciò diventa più forte. Al termine del motivo dell’alleanza i vari capi clan prendono il fuoco comune e lo portano indietro riprendendo la loro individualità che però è arricchita perché il fuoco è più forte. La regalità duale: IL RE SACERDOTE e IL RE GUERRIERO Si adatta bene a una civiltà seminomadica. Forse erano veramente 2 re che dovevano avere compiti particolari.

The King, The Kingdom and the Taxes. (Yajurveda): The Kuru e Kuru-Pankala Kingdom Testi un poco più tardi sono tra questi anche lo Yajrveda. Raccolta di mantra (brevi formule da usare durante il sacrificio). Inotrno al 900-800 a.C. ciò che si vede lo abbiamo da queste raccolte dello yajurveda (abbiamo delle lacune tra lui e il Rg Veda). Quello che riusciamo a vedere è uno spostamento ad est (Kuru e Pancala tribù importanti) importanza fiumi e stanziamenti lungo i fiumi. Abbiamo ancora una società seminomadica. YOGA e KSEMA (aggiogamento dei cavalli). Yoga è il periodo di guerra, Ksema è il momento sedentario. Nonostante ciò nei testi le indicazioni di una presenza di entità agricole sono nette e ben evidenti. Diventa fondamentale il riso (riso che nel Rg Veda non è menzionato). Ci sono indicazioni di una serie di rituali legati alla regalità → legati all’intronizzazione del sovrano. Prime tracce di una suddivisione della società in 4 classi. Un indizio lo si vede nel RgVeda 10 (tardo, particolarmente tardo): ➢ Brahmana (esponenti formula) ➢ Ksatriya (guerrieri) ➢ Vais’ya (quelli del popolo) ➢ S’udra (servitori) Lo studio del Veda era riservato solo alle prime tre classi. I termini nel Rg Veda ci sono ma non indicano le classi, solo le loro funzioni. Non erano fissi e non riguardavano la nascita e si poteva scivolare da una all’altra con rituali. Non si può parlare di caste nel Rg Veda 10.90.12. più di funzione che di nascita. Non sono ancora legate ne a forme di endogamia e ne a mestieri specifici. Dal punto di vista storico-culturale politico cosa ci mostrano questi testi? → RIFORMA BRAHMANICA costruzione della canonizzazione accompagnata da una canonizzazione del rituale che andava bene per tutte le scuole vediche e che era dei Brahamanici. Ascesa al potere Brahmanico. X.90(916) Purusa 1|individuo priugenus che copre tutto il mondo esteso tanto che ca oltre la terra. 2|riassume tutto quello che ci può essere. Come cosmo ha trovato un ordine. 3|gli dei sono fatti della stessa materia ¼ è visibile e ¾ non è visibile. 4|binomio→tutto l’esistente si risolve in un binomio. Indicare la totalità. 5|Viraj (metro poetico) “Da lui nasce il Vijar e dal Vijar nasce lui è arrivato da entrambe le direzioni. 6|cambiamento che prospettiva dove gli dei lo usano come materia operatoria in una dimensione cosmica. 7|non c’erano solo gli dei ma anche i sadhyas e i veggenti. 8|animali domestici, animali selvatici e uccelli. 9|nascono i veda da questo sacrificio.

11|quando lo hanno diviso in quante parti lo hanno fatto? (le domande). 12|la bocca diviene un Brahmano, le braccia sono state reste i rajana (ksatriya), le cosce il vais’ya e dai piedi s’udra. Con questo testo abbiamo la fondazione di un qualcosa (sistema sociale) diverso. Yajur Veda 7 recensioni divise in 2 Bianco e Nero. Raccolte di mantra in prosa più i commentari. Appartengono al sacerdote Adhvaryu (addetto al sacrificio, non recita e non canta ma borbotta questi testi). Come sono organizzati? → secondo il rito in cui vengono usati. 2 sacrifici particolarmente importanti le cui raccolte sono più antiche: ➢ Luna nuova e luna piena sacrificio (versione importante durante il solstizio d’inverno. ➢ Sacrificio del soma. Man mano che si procede aumentano i mantra tratti dal Rg Veda (la classe sacerdotale cerca di diventare importante inserendo i testi del Rg Veda, testo a cui ci si riferisce). Testi vengono tolti dal loro contesto originario e vengono ritualizzati. The reformed liturgy Il nucleo è il sacrificio della luna piena e nuova e il sacrificio del soma ai quali si aggiungono altri riti: impilamento dell’altare del fuoco e sacrificio dei cavalli (Asvamedha), sacrifici umani (purusamedha) |reale o simbolico|. Pilingi of the fire altar→ dura molti giorni (fino a 12). Altare costruito a forma di falco. Presentato dopo all’interno della raccolta. + all’interno dei riti del SATTRA→ variante sacrificio del soma che si oppone ai sacrifici di libazione. Sattra (seduta), tutti i partecipanti sono anche officianti, non divisione tra officiante e patrono. Innovazione o riaffiorare di qualcosa di più antico? Non esiste una risposta corretta, ognuno ha la propria opinione. È una liturgia controversa. “Solo una persona può fare un sacrificio da patrono”. Dopo si dice che è inopportuno partecipare a questo sacrificio perché impuro. Si vuole un rito si somico ma ahima (cioè non un rito somico condiviso). Il testo ci sta dicendo che va bene il rito somico ma fallo nella maniera riformata dell’ahima, cioè da solo. SATTRA→ arcaismo o innovazione? Alcuni aspetti sono tardi, ma il cuore arcaico (niente distinzione di ruoli, sedute in cui si metteva in comune il bottino e lo si

Aryaman→ è quello che possiede la legge degli aria (nobili) ➢ Daksa è l’abilità ➢ Bhaga è la fortuna ➢ Amsa è la patre del bottino Tratti che servono a costruire l’immagine del sovrano |modello questo non indoeuropee|. Aditya riconosciuti come una classe a parte→ divinità particolarmente vicine a quelle della prima migrazione. Indo-iranici Deva e Asura Battaglia fra gli Dei e Asura, nel Rg Veda più antico Asura non ha valore negativo ed è solo signore ma comunque è contrapposto a Deva. In Avestico opposizione simile ma rovesciata Ahura è Daevas (dove deva sono i demoni). In entrambi i casi si parla della battaglia tra Deva e Asura. Nei Brahmana (commentari) |Satapatha Brahmana| raccontano questa battaglia rituale e altre guerresche. Punto di partenza: Deva e Asura sono simili, discendono da Praja-pati. Ad un certo punto messa in ordine del cosmo. Gli dei si aggrappano alla realtà, gli asura si aggrappano al disordine. In seguito a questa polarizzazione gli dei si indeboliscono, come fanno gli dei a recuperare forza? Tramite sacrificio riescono a recuperare una forza, quella negativa, che loro avevano lasciato. Triplice scienza→ Rg veda, samaveda, yajurveda. Forza di estendere la verità. Gli dei del sacrificio → Sistematizzazione tarda, fatta dai moderni (etica). La cultura vedica è aniconica, si vede solo la traccia degli dei mentre altri si vedono e sono quelli presenti sul luogo del sacrificio: ➢ Agni→fuoco (tratto indoiranico importanza del fuoco) è in stretta intimità con gli umani, intimità in ogni casa, nel centro del clan. È polimorfo in una maniera pericolosa. È la occa degli dei ed è quello che è un poeta a modo suo. Crea una connessione tra la terra e il cielo per il trasporto delle offerte. Agni è il carro che percorre la strada creata dalla colonna di fuoco. ➢ Soma→anche lui lo si vede in riti somici, seggiolino che è il suo trono, estremamente presente durante il rito. ➢ Vac→ la parola (inni, invocazioni, mantra). Più tardi viene identificata come Sarasvati. Dei tardo Vedici → si vede in un atto qualcosa, il pantheon sta cambiando rapidamente. Alcuni epiteti delle divinità diventano divinità a tutto tondo: ➢ Trimulti (siva, Visnu e Bracmu)→ sono divinità tardo vediche. ➢ Siva significa il “benevolo”, dio asceta che accoglie potere tramite l’ascetismo. Terzo occhio di siva è distruttore. Rudra (l’epiteto Siva). ➢ Visnu→una divinità un po’ marginale, aiuta Indra nella sua impresa. ➢ Brhas-pati→ signore della formula, sacerdote degli dei, epiteto di Indra. ➢ Praja-pati→ signore di tutte le creature (che poi diventerà epiteto di Siva).

Un tardo culto del fuoco? →Nirukta (testo) tentativi di organizzazione del Pantheon vedico. Si fonda su una sorta di tripartizione dei domini. Agni=terra, Indra=Atmosfera, Surya (sole)=cielo. Tutte le altre divinità sono semplicemente considerate dorme di queste tre divinità. E poi si dirà che tutte e tre sono una divinità: fuoco, che però è il sole che racchiude le altre divinità. Valenza cultuale o esegetica?→ volevano proporre un monoteismo (culto del fuoco) o semplicemente mettere in ordine? (forse esegetico). Lezione 9 (24- 10 - 2024) Ascetics, Brahmins and Kings Stiamo uscendo piano piano dal periodo Vedico. Operazione che inizia dal 9 secolo a.C. e finisce nel 5 secolo a.C. Riforma Brahmanica. 600 - 300 a.C.→momento fondamentale di transizione. Mondo all’inizio più brahmanico ma sempre più induista. Il mondo vedico non muore all’improvviso: si tratta di una transizione lenta. Per la prima volta accanto alla letteratura Vedica/brahmanica iniziamo ad avere nuovi elementi: ➢ Letteratura buddhista ➢ Letteratura Jaina ➢ Lingue Prakrite (presenza) lingue naturali opposte al sanscrito (lingua perfezionata). Sono lingue medio-indiane, successive al sanscrito. ➢ Iscrizioni (che sono le prime) in Prakrito. Sanscrito lingua del potere religioso non di quello politico. Prima iscrizione dei re risale al 280 a.C. e sono in prakrito. Quelle in sanscrito le avremo molto tempo dopo da un personaggio scita che voleva farsi riconoscere non come estraneo. 600 - 450 a.C.→ sappiamo che c’erano almeno 2 tipi di organizzazione statale. Da una parte reni veri e proprio con successione padre-figlio. Dall’altra organizzazioni (chiefdoms) famiglie di guerrieri che dividono il potere tra loro, gana-samgha.