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Appunti su Bembo, utili per esame di Letteratura Italiana 1
Tipologia: Appunti
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PIETRO BEMBO: Nasce nel 1470 a Venezia e rappresenta uno dei protagonisti della stagione di trapasso tra il quattrocento e il cinquecento, in quanto è colui che con la teoria , ossia le PROSE DELLA VOLGAR LINGUA e con la pratica, ossia l’opera dei tipografi, riesce ad imporre, attraverso la stampa, un progetto di standardizzazione linguistica. La stampa rappresenta una vera e propria rivoluzione: si passa da un sistema antropologico basato sull’oralità ad un sistema basato sulla scrittura, in cui la conoscenza non è più affidata ai maestri, ma agli scritti. L’operazione di Bembo è centrale in quanto, attraverso la pubblicazione dei classici greci e latini e, allo stesso tempo quelli volgari, il volgare viene adottato come lingua di cultura adulta e matura, che può stare benissimo sullo stesso piano del latino. La formazione di Bembo è in origine umanista: studia a Venezia all’inizio degli anni 90, in Sicilia approfondisce il greco e durante il soggiorno compone, il De Aetna, un dialogo sulla natura del vulcano. Ben presto il padre di Bembo manifesta un dissenso rispetto alla letteratura ma Bembo, forte di una passione travolgente, si trasferisce a Ferrara, dove dà inizio alla sua carriera da letterato. GLI ASOLANI: La prima opera in volgare pubblicata da Bembo sono “ Gli asolani ”, dei dialoghi ambientati ad Asolo, presso la corte di Caterina Cornaro, regina di Cipro che, in quanto vedova del marito, viene ricompensata dalla città di Venezia (nel momento in cui la città decide di recuperare l’isola) con la concessione della corte di Asolo. La situazione politica di Asolo è piuttosto ambigua in quanto si tratta di uno spazio retto da una regina all’interno di uno stato repubblicano; la Cornaro cede malvolentieri Cipro e Asolo diventa un semplice spazio di compensazione rispetto al regno perduto. Il titolo riprende Cicerone (tusculanae disputationes) per il fatto che questo ha origine dal luogo in cui si svolgono i dialoghi e il sottotitolo “ Ragionamenti d’amore ” testimonia la volontà di Bembo di offrire ai suoi lettori un trattato sull’amore, funzionalizzando il pensiero di Ficino (De Amore) alla produzione lirica. EDIZIONI :
configura in maniera diversa: intona un metro differente, non più strofe tetrastiche, ma una stanza di canzone in forma di madrigale, accompagnandosi con uno strumento più prestigioso, più raffinato, a testimonianza di un tema e di una forma chiamati a superare le prime concezioni amorose. L’amore non può limitarsi alla passione sensuale, al desiderio terreno, ma deve elevarsi ad una dimensione superiore, ossia quella divina. Questo prologo, che anticipa le linee di lettura del trattato, viene aggiunto a partire dalla redazione Princeps. CANZONE DI PEROTTINO, “Poscia che il mio destin, fallace ed empio” come è tipico nei prosimetri, questa canzone viene composta prima degli Asolani e introdotta successivamente al suo interno. Lo schema metrico è quello del Rvf 129 , una canzone petrarchesca di lontananza in cui Petrarca volge lo sguardo verso i luoghi dove Laura vive e dà sfogo al dolore provocato dall’assenza dell’amata. Ci troviamo di fronte ad un lamento di lontananza per la donna amata che alterna un momento di contemplazione dello spazio naturale e una stanza di riflessione sul proprio dolore. CANZONE DI GISMONDO, “Se ’l pensier, che m’ingombra, Com’è dolce e soave”: Mentre Perottino si fa espressione di una concezione d’amore dolorosa, diversamente Gismondo parte dal concetto di un amore simile a quello teorizzato da Ficino: amore può essere passione, quando si sviluppa sul piano sensoriale, o può essere amore umano, scorto dalla ragione, ossia l’amore naturale, concesso e previsto dalla natura. Secondo Gismondo l’amore è all’origine di ogni bene, il suo discorso viene sviluppato come una vera e propria antilogia rispetto al primo libro e, a coronamento di questo denso discorso sulla natura di amore, intona la canzone “ Se il pensier che mi ingombra com’è dolce e soave ”. La canzone riprende lo schema metrico delle canzoni 125 e 126 del Canzoniere (Se il pensier che mi strugge e Chiare, dolci e fresche acque); rispetto allo schema del canzoniere, però, Bembo aggiunge due versi nella sirma e la canzone è quindi di 15 versi, ma è chiaro il collegamento con un amore gioioso e felice.