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Arthur Schopenhauer: Filosofo Irrazionale e la Volontà come Realità Fondamentale, Appunti di Filosofia

Arthur schopenhauer, polacco di famiglia ricca, lavora all'università di berlino. Viaggia frequentemente in italia. La sua opera principale, ‘il mondo come volontà e rappresentazione’, presenta una visione irrazionale contraria al razionalismo idealista di hegel. Le forme a priori, come spazio, tempo e causa efficiente, vengono considerate ingannose da schopenhauer. La realtà si trova al di là dell'apparenza, nel noumeno, e l'uomo deve cogliere questa realtà irrazionale, non seguendo la razionalità. La volontà, una forza metafisica irrazionale, è la base della realtà e porta l'uomo a soffrire. Il mondo circostante non esiste se non come rappresentazione, unione soggetto-oggetto.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 09/05/2019

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SCHOPENAUER (1788-1860)
Polacco, ricco di famiglia, lavora presso l’università di Berlino. Viaggia molto, soggiorna per parecchio
tempo in Italia.
Opera principale: “Il mondo come Volontà e Rappresentazione”. Opera sulla dimensione fenomenica, denota
un pensiero irrazionalista contrario al razionalismo idealista di Hegel. Non ha successo inizialmente, ma
successivamente negli anni ’40, con la crisi dei principi idealisti, ebbe un grande successo.
Vari sono i riferimenti a Kant, da cui riprende FENOMENO (ciò che appare attraverso le forme a priori) e
NOUMENO (la realtà in se della cosa, il limite della conoscenza) e li stravolge completamente.
S. considera il fenomeno come qualcosa che ci appare attraverso le forme a priori di spazio, tempo e causa
efficiente, che sono per lui ingannatorie, come fossero vetri sfaccettati con cui guardo la realtà che risulta
alterata.
Le forme a priori guidano l’uomo nella rappresentazione (unione soggetto-oggetto) che non è oggettiva come
per Kant ma è soggettiva.
Quello che si coglie attraverso la rappresentazione è una dimensione fenomenica di apparenza, è un VELO
DI MAYA, è pura apparenza ingannatoria, illusoria.
La vera realtà sta nel noumeno, che è al di là dell’apparenza, è la vera realtà che l’uomo deve cogliere, e non
come esseri teoretici, ma come esseri fisici possiamo impossessarci del mondo noumenico (non seguiamo la
razionalità, smettiamo di essere un testo a lato per scoprire il noumeno). La vera realtà per S. c’è ed è pura
irrazionalità governata dalla forza della VOLUNTAS, ciò che è legato alla ragione è pura apparenza.
La Voluntas è una forza metafisica, non risponde a nessuna indicazione razionale (no tempo, no spazio, no
cause) ed è in quanto irrazionale il fondamento della realtà (per Hegel santo/razionale). È un forza che agisce
per agire, senza fini, ma invasiva e forte tanto da portare l’uomo a prostrarsi e a subirla, come il resto della
realtà. Sono presenti forme con cui si tenterà di fermarla.
Ma l’uomo è destinato a soffrire, difatti se tutto è vincolato al volere, ci sarà una concezione di vita nuova
per cui si mostra come un pendolo tra noia e dolore.
Più si rimane ancorati alla realtà conoscitiva più si è lontani dal cogliere la Voluntas.
“Non conosce né il sole, né la terra ma solo un occhio che guarda il sole e una mano che tocca la terra”
Il mondo circostante non esiste se non come rappresentazione, come unione di soggetto e oggetto, l’oggetto
che iene colto attraverso spazio e tempo dal soggetto che con il principio di individuazione riusciamo a
cogliere le cose attraverso dei principi
T1: Principio di ragione sufficiente: considera come il soggetto si presenta agli oggetti, 4 modalità:
matematico/fisico, carattere logico, carattere matematico, carattere morale.
T2: solo la volontà offre a soggetto il vero significato fenomenico.
La volontà si esprime tramite la sua oggettivazione nelle:
-IDEE: intese come sostantivi sussistenti che rappresentano modelli di tutte le cose esistenti, la volontà si
esplica nelle idee, le idee figurano da modello per l’esplicazione della volontà nei corpi arrivando agli
uomini, e il mondo fa proprie questa oggettivazione.
-CORPI
-COSE
CRITICA OTTIMISMO COSMICO: Non si può guardare in modo ottimista o positivo, non è possibile
perché il fondamento di tutto è la voluntas, tutti si devono rendere conto che la voluntas si esprime nel
mondo. L’uomo non ha una natura positiva, insegue il volere e si rapporta ai propri scopi.
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SCHOPENAUER (1788-1860)

Polacco, ricco di famiglia, lavora presso l’università di Berlino. Viaggia molto, soggiorna per parecchio tempo in Italia.

Opera principale: “Il mondo come Volontà e Rappresentazione”. Opera sulla dimensione fenomenica, denota un pensiero irrazionalista contrario al razionalismo idealista di Hegel. Non ha successo inizialmente, ma successivamente negli anni ’40, con la crisi dei principi idealisti, ebbe un grande successo.

Vari sono i riferimenti a Kant, da cui riprende FENOMENO (ciò che appare attraverso le forme a priori) e NOUMENO (la realtà in se della cosa, il limite della conoscenza) e li stravolge completamente.

S. considera il fenomeno come qualcosa che ci appare attraverso le forme a priori di spazio, tempo e causa efficiente, che sono per lui ingannatorie, come fossero vetri sfaccettati con cui guardo la realtà che risulta alterata.

Le forme a priori guidano l’uomo nella rappresentazione (unione soggetto-oggetto) che non è oggettiva come per Kant ma è soggettiva.

Quello che si coglie attraverso la rappresentazione è una dimensione fenomenica di apparenza, è un VELO DI MAYA, è pura apparenza ingannatoria, illusoria.

La vera realtà sta nel noumeno, che è al di là dell’apparenza, è la vera realtà che l’uomo deve cogliere, e non come esseri teoretici, ma come esseri fisici possiamo impossessarci del mondo noumenico (non seguiamo la razionalità, smettiamo di essere un testo a lato per scoprire il noumeno). La vera realtà per S. c’è ed è pura irrazionalità governata dalla forza della VOLUNTAS, ciò che è legato alla ragione è pura apparenza.

La Voluntas è una forza metafisica, non risponde a nessuna indicazione razionale (no tempo, no spazio, no cause) ed è in quanto irrazionale il fondamento della realtà (per Hegel santo/razionale). È un forza che agisce per agire, senza fini, ma invasiva e forte tanto da portare l’uomo a prostrarsi e a subirla, come il resto della realtà. Sono presenti forme con cui si tenterà di fermarla.

Ma l’uomo è destinato a soffrire, difatti se tutto è vincolato al volere, ci sarà una concezione di vita nuova per cui si mostra come un pendolo tra noia e dolore.

Più si rimane ancorati alla realtà conoscitiva più si è lontani dal cogliere la Voluntas.

“Non conosce né il sole, né la terra ma solo un occhio che guarda il sole e una mano che tocca la terra”

Il mondo circostante non esiste se non come rappresentazione, come unione di soggetto e oggetto, l’oggetto che iene colto attraverso spazio e tempo dal soggetto che con il principio di individuazione riusciamo a cogliere le cose attraverso dei principi

T1: Principio di ragione sufficiente: considera come il soggetto si presenta agli oggetti, 4 modalità: matematico/fisico, carattere logico, carattere matematico, carattere morale.

T2: solo la volontà offre a soggetto il vero significato fenomenico.

La volontà si esprime tramite la sua oggettivazione nelle:

-IDEE: intese come sostantivi sussistenti che rappresentano modelli di tutte le cose esistenti, la volontà si esplica nelle idee, le idee figurano da modello per l’esplicazione della volontà nei corpi arrivando agli uomini, e il mondo fa proprie questa oggettivazione.

-CORPI

-COSE

CRITICA OTTIMISMO COSMICO: Non si può guardare in modo ottimista o positivo, non è possibile perché il fondamento di tutto è la voluntas, tutti si devono rendere conto che la voluntas si esprime nel mondo. L’uomo non ha una natura positiva, insegue il volere e si rapporta ai propri scopi.

CRITICA OTTIMISMO STORICO: Gli storici credevano nella stori come forza motrice per il cambiamento, per lui la storia è miope, parte da fenomeni particolari per arrivare ai generali.

SENTIMENTO AMOROSO: Deve necessariamente realizzarsi nella riproduzione fisica, è una giustificazione ad un bisogno sessuale. Attraverso questa dimensione la voluntas si riproduce, il sentimento è solo illusione ed è sempre finalizzato.

COME BLOCCARE LA VOLUNTAS, non totale liberazione del dolore stesso.

-ARTE: Consente di poter godere di modelli ideali che ispirano le opere d’arte (idee platoniche), l’uomo preso dal desiderio artistico non contempla più la vita ma solo i modelli perfetti e riesce così a staccarsi dagli elementi devastanti dalle vita.

Musica: unica che riesce ad andare al fondamento della realtà, ma momentaneamente, come tutte le arti.

-ETICA: Bisogna riuscire a sentire la sofferenza dell’altro come se fosse mio, in modo tale da desiderare come lui la scomparsa del dolore dalla vita, combattendo contro un dolore cosmico. Questa morale si fissa sul SENTIMENTO DI GIUSTIZIA e L’ESSERE CARITATEVOLE ma non riesce a placare la voluntas neanche con sentimenti così importanti.

S. condanna il suicidio: una persona si uccide non perché desidera la morte ma perché desidera un’altra vita. Il suicidio di pochi non annullerà mai la forza della voluntas.

-FILOSOFIA INDIANA/NIRVANA: la dimensione ascetica segna il distacco con la dalla vita, ma rinuncia alla vita per concentrarsi in una dimensione spirituale e nel nirvana.

Il nirvana è il punto più alto, si sperimenta il nulla del mondo, è una dimensione di pace dove la volontà non può infierire, bisognerebbe vivere sempre nel nirvana, esso non può eliminare la volontà cosmicamente.

È una tesi orientalista, criticata perché questa negazione della volontà è poco realizzabile.