






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti completi sulla probabilità, ideali per la prelazione dell’esame; comprendono sia il libro di testo “introduzione alla statistica” di Anna Clara Monti sia gli appunti delle lezioni.
Tipologia: Sbobinature
1 / 10
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







Il calcolo delle probabilità si può definire come la “logica del possibile o dell’incerto” poiché tratta di
proposizioni, o enunciati, alle quali non è possibile associare con certezza l’attributo “vero” o
l’attributo “falso” ma soltanto l’attributo “ possibile ”. Oggetto del calcolo delle probabilità sono quindi
fenomeni alla cui manifestazione è associato uno stato di incertezza poiché il risultato non è noto a
priori. Questi fenomeni prendono nome di esperimento casuale: si definisce esperimento casuale o
prova qualsiasi fenomeno del mondo reale per il quale vi è più di un risultato possibile e pertanto l’esito
è incerto.
Si indichino con ω 1 , ω 2 , …, ω n , i possibili risultati di un esperimento casuale:
L’insieme di tutti i possibili risultati è definito SPAZIO CAMPIONARIO o SPAZIO DEGLI
EVENTI, ed è indicato con S; S= {ω 1 , ω 2 , …, ω n
I sottoinsiemi di S, ciascuno costituito da uno qualunque dei possibili risultati dell’esperimento
casuale, si definiscono EVENTI ELEMENTARI.
ESEMPIO: lancio di un dado e osservazione del numero di puntini sulla faccia superiore
Eventi elementari = e 1 , e 2 , e 3 , e 4 , e 5 , e 6 S= {e 1 , e 2 , e 3 , e 4 , e 5 , e 6
Un evento potrebbe essere:
A = “sulla faccia superiore del dado ho un numero dispari” = {e 1 , e 3 , e 5
oppure
B = “sulla faccia superiore del dado ho un numero pari” = {e 2 , e 4 , e 6
Se si considera come sottoinsieme (improprio) di S lo stesso spazio degli eventi, esso rappresenta
l’evento che si verifica se si verifica uno qualsiasi dei possibili eventi elementari; poiché uno di tali
risultati deve necessariamente verificarsi, allora S prende il nome di EVENTO CERTO (evento certo
Si consideri invece il sottoinsieme di S che non contiene alcun elemento, cioè l’insieme vuoto; poiché
uno dei possibili risultati dell’esperimento necessariamente si verifica, l’insieme vuoto rappresenta un
evento che non può mai verificarsi. Pertanto esso prende il nome di EVENTO IMPOSSIBILE (S = Ø).
Ogni altro sottoinsieme di S rappresenta un evento possibile o semplicemente un evento.
Uno strumento molto utile per visualizzare gli eventi e il diagramma di Venn , nel quale il rettangolo
rappresenta lo spazio degli eventi mentre le figure all’interno del rettangolo, ossia i sottoinsiemi di S,
rappresentano gli eventi elementari.
Ci sono tre operazioni che si possono fare con gli eventi elementari: intersezione, unione e negazione.
INTERSEZIONE: dato un esperimento casuale che ammette un insieme S di possibili risultati e
considerati due eventi A e B, sottoinsiemi di S, l’intersezione A∩B è costituita dagli elementi di S
comuni sia ad A sia a B; pertanto l’intersezione è l’evento che si verifica se e solo se si verificano
contemporaneamente A e B.
UNIONE: dato un esperimento casuale che ammette un insieme S di possibili risultati e considerati
due eventi A e B, sottoinsiemi di S, l’unione A∪B è costituita dagli elementi di S che appartengono
soltanto ad A oppure soltanto a B oppure a entrambi; pertanto l’unione di A e B è l’evento che si
verifica se e solo se si verifica soltanto A oppure si verifica soltanto B oppure si verificano
contemporaneamente A e B.
NEGAZIONE: dato un evento A contenuto in S, si indica con 𝐴
l’insieme complementare di A
rispetto a S, costituito dagli elementi di S che non appartengono ad A; esso rappresenta quindi
l’evento che si verifica se e solo se non si verifica A, pertanto viene chiamato negazione di A oppure
A negato.
AA
ESEMPIO: lancio di un dado e osservazione del numero di puntini sulla faccia superiore
S= {e 1 , e 2 , e 3 , e 4 , e 5 , e 6
A = {e 1 , e 2 , e 3, e 4 } A∪B = {e 1 , e 2 , e 3, e 4 , e 6
B = {e 2 , e 4 , e 6 } A∩B = {e 2 , e 4
C = {e 1 , e 3, e 5
= {e 5 , e 6
Un insieme di n eventi necessari e incompatibili costituisce una partizione dello spazio degli eventi:
Gli eventi elementari sono chiaramente necessari, poiché uno di essi deve
necessariamente verificarsi, e al tempo stesso incompatibili, poiché due diversi
risultati dell’esperimento non possono verificarsi contemporaneamente.
Un evento A e la sua negazione e la sua negazione 𝐴
costituiscono il caso più
semplice di partizione di S.
Considerata una partizione di S costituita dagli eventi B e B
e un generico evento A, quest’ultimo si
può esprimere come unione della sua intersezione con B e della sua intersezione con B
Poiché B e B
sono incompatibili, lo sono anche A∩B e A∩B
; A è quindi espressa come unione di due
eventi incompatibili. Lo stesso si ha per B:
Definire la probabilità è utile per misurare quanto è verosimile che un evento si verifichi.
La probabilità di un evento deve soddisfare un insieme di regole di natura logica definite assiomi della
probabilità. La probabilità è infatti definita mediante tali postulati, dai quali si ricavano poi tutte le sue
proprietà.
Sia S lo spazio dei possibili risultati di un esperimento casuale, si definisce probabilità una funzione
P(A) che associa ad ogni evento A di S un numero reale che soddisfa i seguenti postulati:
Postulato 1. Per qualunque evento ha la probabilità non è negativa.
Postulato 2. La probabilità dell’evento certo è 1.
Postulato 3. Siano A e B due eventi incompatibili, la probabilità della loro unione è data dalla
somma delle probabilità.
Per induzione il terzo postulato può essere esteso all’unione di n eventi incompatibili. Se A 1
2
n sono eventi incompatibili, cioè tali che A i
j = Ø, per qualunque i ≠ j, si ha:
1
2
n
1
2
n
Inoltre, poiché sappiamo che l’evento A può essere rappresentato come unione di due eventi
incompatibili (la sua intersezione con B e la sua intersezione con B
), per il terzo postulato la probabilità
di A si può ottenere anche come:
Sulla base dei postulati è possibile dimostrare alcuni teoremi utili per il calcolo delle probabilità:
Teorema 1. Dato un evento A la probabilità della sua negazione è
Per dimostrare questo risultato si procede osservando che A e A
sono necessari, ossia A∪A
= S, il
che implica che P (A∪A
) = P(S) = 1. Inoltre A e A
sono anche incompatibili, di conseguenza per
il terzo postulato P (A∪A
) = 1, il che dimostra il teorema.
Teorema 2. La probabilità dell’evento impossibile è nulla
L’evento è impossibile è la negazione dell’evento certo e pertanto si ha P(Ø)= P (S
Teorema 3. Per qualunque evento a si ha
Poiché per il teorema 1 si ha P (A
) = 1 – P(A), e poiché per il primo postulato P (A
) non può essere
negativa, la probabilità di A non può essere maggiore di 1.
Quando gli eventi elementari sono equiprobabili , hanno cioè tutti la stessa probabilità di verificarsi, e
in numero finito, la probabilità di un evento A si ottiene come rapporto tra casi favorevoli , ossia il
numero di eventi elementari in A, e casi possibili , ossia il numero di eventi elementari in S.
Siano A 1
2
n gli n eventi elementari dello spazio campionario S generato da un esperimento, se
essi sono equiprobabili ossia P(A 1
2
n ), ciascuno ha probabilità 1/n, cioè:
i ) = 1/n, i = 1, 2, …, n.
In altri termini la probabilità di un evento non è altro che la somma delle probabilità degli eventi
elementari che lo compongono.
ESEMPIO: voto all’esonero di statistica
Se A = {7, 8, 9, 10}
Ci sono circostanze nelle quali l’informazione sul verificarsi di un evento modifica la valutazione della
probabilità di un altro evento; si parla in questi casi di probabilità condizionata.
Siano A e B due eventi contenuti in S la probabilità condizionata di A dato, indicata con P(A|B), è la
probabilità che si verifichi A sapendo che si è verificato l’evento B:
P(A|B) = P(A∩B) / P(B) posto P(B) > 0
ESEMPIO: voto all’esonero di statistica
Si è ammessi al secondo esonero solo se si consegue un punteggio almeno pari a 5.
A = “si accede al secondo esonero” = {5, 6, 7, 8, 9, 10}
Supponiamo che lo studente venga a conoscenza del fatto che ha risposto correttamente a due quesiti.
B = “lo studente risponde ad almeno a due quesiti correttamente” = {2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10}
Verificatosi l’evento B dunque, i possibili punteggi conseguibili dallo studente diventano 2, 3, 4, 5, 6,
7, 8, 9, 10, e ognuno di essi ha probabilità pari a 1 / 9.
Di conseguenza la probabilità che si verifichi A sapendo che si è verificato B è uguale a:
che non è altro che la probabilità dell’intersezione tra A e B (A∩B = {5, 6, 7, 8, 9, 10}), fratto la
probabilità di B.
Dalla probabilità condizionata si ottiene che
o alternativamente, considerata la probabilità di B dato A
Queste due quantità sono uguali, nel senso che
e rappresentano dunque due modi diversi di scrivere P(A∩B).
La probabilità condizionata può essere inoltre utilizzata per calcolare la probabilità di un evento A
qualora non siano note la probabilità di un altro evento B, P(B), e le probabilità condizionate P(A|B) e
); infatti P(A) è anche uguale, per il terzo postulato, a P(A) = P(A∩B) + P(A∩B
) ( questi due
eventi sono incompatibili poiché B e B
sono incompatibili) e applicando la formula precedente si
ottiene che:
Inoltre, poiché P (B
Uno studente può essere iscritto ad una laurea STEM con probabilità 0.4, mentre la probabilità che
uno studente iscritto ad una laurea STEM sappia programmare Python è pari a 0.7. Invece, la
probabilità che uno studente iscritto ad una laurea NON STEM conosca Python è 0.1.
Consideriamo gli eventi:
A = “lo studente conosce Python”
B = “studente iscritto ad una laurea STEM”
= “studente iscritto ad una laurea NON STEM”
k
Allo stesso modo P* j
j
i
ij
i=
chiaramente le probabilità marginali sono non negative e la loro somma è pari a 1.
Le probabilità marginali e le probabilità congiunte possono essere riportate nella stessa tabella; in
particolare le probabilità marginali del carattere A sono riportate nell’ultima colonna, le probabilità
marginali del carattere B sono riportate nell’ultima riga.
1
2
h
1 p 11 p 12 … p 1h p 1*
2 p 21 p 22 … p 2h p 2*
k p k p k … p kh pk*
p 1 p 2 … p* h**
Azienda pubblicizza i propri prodotti su un sito web, e su tale pubblicità si può o meno cliccare.
1 = “clicco sulla pubblicità”
2 = “non clicco sulla pubblicità”
1 = “navigo da 0 a 15 minuti” 0 |- 15
2 = “navigo da 15 a 30 minuti” 15 |- 30
1 = “navigo più di 30 minuti” 30 |-
Supponiamo che le probabilità congiunte siano:
1
1
2
1
1
2
2
2
1
3
2
3
Calcoliamo le probabilità marginali:
1
2
3
1
2