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Una panoramica delle teorie dell'apprendimento, dal comportamentismo al costruzionismo. come l'apprendimento è un processo dinamico e multidisciplinare influenzato da fattori cognitivi, sociali, culturali e ambientali. Vengono presentate le teorie comportamentiste di B.F. Skinner, la teoria cognitivista di Jean Piaget e la teoria costruttivista, con particolare attenzione al contributo di Seymour Papert e al suo linguaggio di programmazione Logo.
Tipologia: Appunti
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1 L’apprendimento è un processo di acquisizione di nuove conoscenze, su cui influiscono aspetti differenti: strategie cognitive personali, stili di apprendimento, esperienze individuali e collettive fenomeni dell’ambiente circostante, informazioni e stimoli provenienti dalla realtà esterna modelli, formalismi, teorie e dinamiche delle agenzie educative mezzi di comunicazione e processi che regolano lo scambio delle informazioni. Il sistema di conoscenza dell’individuo si crea mediante l’interazione di componenti intuitive, quantitative e qualitative, oltre l’influenza di condizionamenti sociali, culturali ed emotivi. L’apprendimento è un processo, è dinamico, segue percorsi non lineari e non sequenziali e può essere analizzato con un approccio multidisciplinare. Tra le principali teorie dell’apprendimento assumono particolare rilievo: La teoria comportamentista; La teoria cognitivista; La teoria costruttivista. Teoria comportamentista : “si ha apprendimento quando si stabilisce una connessione (legame) prevedibile tra un segnale dell’ambiente (stimolo), un comportamento (risposta) e una conseguenza (rinforzo)”. (SKINNER) Procedendo con la pratica e l’esperienza si verifica un rinforzo del legame, con una riduzione del tempo che intercorre tra il segnale e il comportamento. Gli eventi e gli obiettivi influenzano il comportamento della persona che apprende, che ha una sua “storia di rinforzi”, derivanti dalla somma delle esperienze passate con tutte le connessioni tra segnali, comportamenti e conseguenze. (^1) Ei-Book EIPASS Lim – M5 - ver. 3.
un approccio oggettivistico, centrato sul contenuto da apprendere (che esiste ed è dato, al di fuori del soggetto, e va travasato, nel miglior modo possibile, nella mente dello studente) a un approccio soggettivistico , centrato sul soggetto che apprende e sull’idea che la conoscenza non sia un dato separabile da esso, ma che ogni sapere sia un sapere personale, frutto della ricostruzione personale e delle proprie esperienze. Da quanto esposto consegue che il ruolo del docente è di " facilitatore di un processo ", con l’attenzione all’apprendimento attivo, alla collaborazione, all’apprendimento in contesto. Il ruolo dell’errore: Se, per la teoria comportamentista, l’errore assume una valenza negativa come segnale di mancato apprendimento e quindi di incapacità all’apprendere, il Costruzionismo gli attribuisce un valore positivo come momento di analisi, autoverifica e riflessione sui comportamenti Cognitivi che il soggetto pone in essere. In tal senso, l’errore diventa esso stesso fonte e stimolo per nuovi apprendimenti. La concezione Costruttivista dell’errore rappresenta il fattore di maggiore impatto educativo di questa teoria. Il Costruttivismo ha superato le posizioni teoriche piagettiane con il contributo di studiosi come Bruner, Vygotskij, Papert e David Jonassen, forse i più significativi esponenti di questa teoria. SEYMOUR PAPERT (Pretoria, 1928), è considerato il fondatore del Costruzionismo.
Dopo l’elaborazione del concetto costruzionista, Papert sviluppa i suoi studi ed elabora il concetto di “ artefatti cognitivi ”, ossia strumenti che è necessario dare ai bambini per favorire l’apprendimento. Nel 1963 ideò il linguaggio di programmazione Logo , ormai punto di riferimento per l’approccio dei bambini al computer. Le sue ricerche portano alla nascita di una nuova corrente pedagogica: il Costruzionismo. Già la teoria costruttivista afferma che le conoscenze “non possono essere trasmesse o convogliate già pronte ad un'altra persona”; ogni soggetto “ricostruisce una versione personale dell'informazione che l'interlocutore cerca di convogliare”. A questa visione, Seymour Papert aggiunge il concetto di “set da costruzioni”, ogni costruzione mentale può essere associata ad una serie di parti montate ed assemblate insieme. Ogni costruzione mentale si esplica meglio “quando è supportata dalla costruzione di qualcosa di molto più concreto, cioè un prodotto materiale, concreto che può essere mostrato, discusso, esaminato, sondato ed ammirato perché è lì ed esiste”. Il 'Fare qualcosa' materialmente rappresenta, secondo Papert, “quanto di meglio e di più potente possa esserci per l'apprendimento”. Diviene quindi fondamentale il concetto costruzionista di artefatti cognitivi, cioè oggetti e dispositivi d’ausilio nello sviluppo di specifici apprendimenti. Per apprendere, la mente umana ha bisogno di materiali reali da maneggiare e l'apprendimento nasce dalla discussione, dal confronto, dalla costruzione, dallo smontaggio e dalla ricostruzione degli artefatti cognitivi. Da queste convinzioni discende (per Papert) la necessità dell’uso del computer a fini didattici: uno strumento utile “per creare cose, non per fare esercizi, non per dimostrare o risolvere problemi che qualcun altro ha dato, ma per fare e costruire. Il che permetterà una maggiore interazione fra la vostra mente e la cultura che vi circonda”. Importante è anche il principio di “appropriazione” , secondo cui il Soggetto deve “appropriarsi” del computer e non limitarsi ad un addestramento sull’utilizzo di Programmi e applicativi precostituiti: in tal senso il computer deve consentire al bambino di rapportarsi ad esso in modo concreto.