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La Televisione in Italia: Da Monopolio a Concorrenza (1954-1999), Appunti di Storia Della Radio E Della Televisione

La storia della televisione in Italia, dal monopolio di Rai alla nascita della concorrenza tra pubblico e privato. Dal paleotelevisione alle strategie della neotelevisione, passando per la diffusione del telecomando e del videoregistratore, il testo illustra come la televisione italiana si è evoluta e come si è organizzata la programmazione. Vengono trattati anche i generi televisivi e i nuovi formati, come la tele musicale e la pay tv.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 02/01/2021

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Televisione
11-02-2020
Sanremo racconta come funzionano i media in Italia!
Sanremo e Olimpiadi= media viventi. "
Accadimenti all’interno di un palinsesto che scardinano la norma, legati a dei tempi
che sono solo i loro. "
Non hanno regole comparabili con quelle di palinsesto normali. !
Rai1: rete più seguita e autorevole, coinvolge la concorrenza di atri reti (generaliste e
non solo). !
La tele: macchina di racconti, mezzo che più di ogni altro ha la forza di raccontare.
Quello che accade con la televisione è un insieme di elementi che fanno si che la
narrazione tele si riveli molto più pervasiva e potente rispetto agli altri mezzi di
comunicazione. Perché? Voce e suono, è in tutte le case. "
La televisione deve essere semplice. La può guardare chiunque, non è una scelta, è
un oggetto d’arredo. Magari non la si guarda, ma non si può ignorare la sua
esistenza. !
(Scaletta sanremo) "
Primo blocco (precede il primo stacco pubblicitario.)!
Lezione da recuperare (13-02)!
18-02-2020
La tele in italia!
1929 in GBR, si sperimentava la tecnologia, con il servizio di Broadcasting
radiofonico. Nel 1936, la BBC inizia le prime trasmissioni pubbliche. (Primo evento
incoronazione di Re Giorgio, nel 1939). "
Sempre nel ’36 anche in Germania, olimpiadi di Berlino"
1939= trasmissioni sperimentali in USA e ITA. !
Lo sviluppo della tele è ovviamente collegato alla tecnologia, si stava sviluppando in
maniera quasi omogenea nel mondo occidentale, la GBR predominava, e si impone
il modello inglese a quello americano. Tutto succede all’alba della seconda guerra
mondiale. Nella guerra il mezzo di comunicazione è la radio. !
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Scarica La Televisione in Italia: Da Monopolio a Concorrenza (1954-1999) e più Appunti in PDF di Storia Della Radio E Della Televisione solo su Docsity!

Televisione

Sanremo racconta come funzionano i media in Italia Sanremo e Olimpiadi= media viventi. Accadimenti all’interno di un palinsesto che scardinano la norma, legati a dei tempi che sono solo i loro. Non hanno regole comparabili con quelle di palinsesto normali. Rai1: rete più seguita e autorevole, coinvolge la concorrenza di atri reti (generaliste e non solo). La tele : macchina di racconti, mezzo che più di ogni altro ha la forza di raccontare. Quello che accade con la televisione è un insieme di elementi che fanno si che la narrazione tele si riveli molto più pervasiva e potente rispetto agli altri mezzi di comunicazione. Perché? Voce e suono, è in tutte le case. La televisione deve essere semplice. La può guardare chiunque, non è una scelta, è un oggetto d’arredo. Magari non la si guarda, ma non si può ignorare la sua esistenza. (Scaletta sanremo) Primo blocco (precede il primo stacco pubblicitario.)

Lezione da recuperare (13-02)

La tele in italia 1929 in GBR, si sperimentava la tecnologia, con il servizio di Broadcasting radiofonico. Nel 1936 , la BBC inizia le prime trasmissioni pubbliche. (Primo evento incoronazione di Re Giorgio, nel 1939). Sempre nel ’36 anche in Germania, olimpiadi di Berlino 1939 = trasmissioni sperimentali in USA e ITA. Lo sviluppo della tele è ovviamente collegato alla tecnologia, si stava sviluppando in maniera quasi omogenea nel mondo occidentale, la GBR predominava, e si impone il modello inglese a quello americano. Tutto succede all’alba della seconda guerra mondiale. Nella guerra il mezzo di comunicazione è la radio.

Nel ’46 in USA le famiglie a possedere la tv sono pochissime, ma nel decennio successivo aumentano esponenzialmente. Inizialmente affianca la radio, viene anche definita una radio con le immagini. In ITA nel ’54 iniziano le trasmissioni regolari, pochissimi abbonamenti Rai, ma meno di dieci anni dopo sono già più di 4 milioni. Subito dopo la guerra ITA analfabeta. Insieme al cinema di Hollywood diventa un veicolo di socializzazione, ma soprattutto un mezzo di aggregazione. Insieme al cinema perché il cinema della metà degli anni ’50 porta il modello di vita americano in ita. Porta le dive, le case americane, porta tutto l’immaginario USA in un paese distrutto dalla guerra. Arriva come oggetto di desiderio, di lusso, il cui possesso diventava un simbolo di status. Chi lo possedeva non si faceva scrupolo a condividerlo con i vicini, messo pure sui balconi. Viene acquistato dagli esercizi pubblici aka i bar. Tele doveva informare e divertire, alleggerire il tempo e i problemi. Primo genere che si diffonde è il Quiz (Mike B). Perché? Unisce le persone, stimola lo stare insieme. Due modelli di sviluppo :

  • commerciale USA: pubblicità che finanzia. Intrattenimento.
  • statale GBR: canone. Fonte di utilità, fine educativo. Ma nel modello commerciale siamo sempre noi a pagare, compriamo i prodotti che vengono pubblicizzati. La paleotelevisione (ITA) 1954- Età del monopolio= Rai Tecnologia poco evoluta, palinsesto rigido (non c’è concorrenza e la ritualità è scandita dei giorni della settimana e quindi da un genere), generi definiti. (Palinsesto= scansione quotidiana delle trasmissioni televisive) Carosello: modello curioso di far coesistere pubblicità e servizio pubblico. A volte l’oggetto del corto era completamente estraneo al prodotto pubblicizzato. Orario delle 20, tutti a tavola, in quel momento il telegiornale più importante. Fiction : gli attori no guardano mai in faccia lo spettatore, lo schermo televisivo separata davvero chi recita da chi ascolto =patto di sospensione della credulità. Sceneggiato : trasposizione di romanzi, opere letterarie famose. Porta ad una popolazione prevalentemente analfabeta la letteratura mondiale, la rende comprensibile anche a chi non sa leggere. Insegnare a chiunque si avvicinasse alla tv qualcosa che spesso la scuola non riusciva a fare.

spettacolarizzazione. Lo sport nazionale di una cultura racconta tantissimo di quella cultura. Primo carosello 1957, apertura= sipario teatrale. Macchine guida a sin/des. Shell, brand di carburanti, primo esempio di brand content. Nel varietà del sabato sera Falqui sceglie di mostrare la macchina da presa, simbolo di novità, tecnologia, innovazione. Permetteva di costruire l’immagine in diretta nel suo farsi. Nel pubblico tutti eleganti, la presenza del pubblico in studio è simulacro del pubblico a casa. Predispone chi è a casa ad un certo tipo di atteggiamento, influisce sulla percezione di quello che accade. Falqui non nasconde nulla dallo schermo televisivo: luci ecc… Siamo ancora al bianco e nero. Eleganza. Deve essere sfruttato al meglio. Movimenti macchina, la sua caratteristica è il piano sequenza, lavora moltissimo con lo zoom, crea prospettiva e racconto.

(Lezione diretta Facebook) NEOTELEVISIONE 1976- RIFORMA RAI E LA ROTTURA DEL MONOPOLIO 1975- Anni ‘70 sono turbolenti, tensioni classe operaia studenti e governo (anni di piombo). La televisione si riorganizza: la legge n.103 passa il monopolio dal governo al parlamento, a tutte le forze politiche (ogni sezione politica si occupa di una rete) 1976 terza rete Rai con il relativo telegiornale che si va ad affiancare alla prima rete (1954) e alla seconda (1962) 1976: La sentenza della Corte Costituzionale n. 202 dichiara il monopolio pubblico ancora legittimo per quanto riguarda le trasmissioni radiotelevisive a livello nazionale, ma afferma il principio della libertà di impresa radiotelevisiva a livello locale. Come la radio anche la tv diventa libera. IL DUOPOLIO NASCE LA CONCORRENZA TRA PUBBLICO E PRIVATO LE TV PRIVATE LA RAI: amplia e rafforza l’offerta: aumenta il numero di programmi nei 3 canali e migliora la tecnologia, seppure con dieci anni di ritardo rispetto all’Europa: nel 1977 adotta finalmente il colore

LE TV PRIVATE:si affermano come una realtà concreta nel panorama televisivo italiano. Nei primi anni 80 si afferma la Fininvest di Silvio Berlusconi. ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA NEOTELEVISIONE La programmazione si fonda prevalentemente sull’intrattenimento, trasversale, leggero, facile, poco impegnativo. INTRATTENIMENTO: facile, leggero, è un genere più semplice da produrre. Di solito sono programmi di studio, non sono programmi che hanno bisogno di una scrittura impegnativa, costano meno. Aumentano le ore di trasmissione, inframmezzate da filmati pubblicitari. Spot pubblicitario= min 5 sec, se li supera puoi decidere di cambiare canale ma entro il tempo la incameri. Si creano contenuti “generalisti”, in grado di accontentare i gusti del maggior numero possibile di spettatori. Parlare semplice accontentando i gusti di tutti. Nel 1986 nasce l’Auditel, società che si occupa della misurazione quantitativa del pubblico televisivo allo scopo di determinare i costi della pubblicità per le aziende inserzioniste. la pubblicità ha un costo stabiliti in base alla quantità di persone che raggiunge in quel posto, a quell’ora. Auditel è composto da dirigenti tv e pubblicità; misura la quantità di persone davanti a quel programma. La diffusione del telecomando (perché ci sono più canali) e del videoregistratore modificano profondamente la fruizione televisiva: lo “zapping” tra un canale e l’altro diventa la modalità prevalente e la visione differita dei programmi permette la personalizzazione dei tempi e dei contenuti del consumo televisivo da parte degli spettatori. Questi due strumenti personalizzano la fruizione della televisione, da un flusso mono-direzionale ora lo spettatore può fare quello che vuole; esso diventa esperto sfuggente ed esigente Nasce l’idea di televisione di flusso (Raymond Williams, 1974). Metà Anni ‘70 fino ad ora L’IDEA DI “FLUSSO” “Una notte a Miami, ancora stordito da una settimana di viaggio su un transatlantico, iniziai a guardare un film e, sulle prime, incontrai alcune difficoltà nell’adattarmi alla frequenza molto più elevata delle interruzioni pubblicitarie. Tuttavia, questo non era niente in confronto a quello che accadde in seguito: iniziarono a passare i promo di due film che dovevano andare in onda, sullo stesso canale, le sere successive. Un delitto a San Francisco (il soggetto del film che stavo seguendo) iniziò a dispiegarsi, con uno straordinario contrappunto, insieme alla pubblicità di un deodorante e dei cereali per la colazione e anche con una vicenda

Televisione anni ’

(Neotelevisione metà anni ’70 fino a metà anni ’90) Generi. -Prima parte (76-80), svolge una funzione associativa, ovvero cerca di fungere da centro della vita culturale in Italia. Programmi che piacciono il più possibile a tutti, programmi contenitori. -Anni 80, rapporto diretto con il pubblico, diventa fondamentale il ruolo dei conduttori. Tra Mediaset e rai c’è una guerra per portarsi i conduttori più importanti. Mediaset però cerca di riempire i palinsesti con i film, non è facile produrre televsione, la neonata tele commerciale all’epoca non era ancora pratica. Per allargare il più possibile l’offerta era importante non limitarsi a tre generi, ma creare dei linguaggi nuovi. Generi ibridi (Infotainment), Edutainment (Quark). -Anni 90. Messa in scena della realtà. Centrare il discorso dei contenuti televisivi sull’osservazione del mondo circostante attraverso l’occhio pervasivo della tele. Età dell’abbondanza. Grande aumento di canali, nuove tecnologie, satellite, Pay tv, sky ecc. legittimata l’emittenza privata. Legge Mammì. Concorrenza. Tre modelli di rapporto economico: canone, introiti pubblicitari, Pay per view. Legge Mammì. 1990. Legittima l’emittenza privata. Chi è proprietario di tre reti ecc… si creerebbe il monopolio. Tutte le reti devono trasmettere anche il notiziario. Berlusconi voleva le stesse opportunità della rai. Perché i punti di forza della rai erano la diretta e il tg. Questa legge sancisce questo obbligo. Effetti della legge. Non è la rai, esempio di utilizzo della diretta. Il notiziario. In diretta su studio aperto, primo telegiornale della Fininvest, fa l’annuncio dello scoppio della guerra del golfo. Come se volesse far vedere di essere più avanti della Rai. La diretta quindi crea generi nuovi. 1991 Studio aperto, primo telegiornale. 92 poi Fede passa al TG4, crea un suo genere, molto spettacolarizzato, pettegolo ecc… I telegiornali Fininvest inventano uno stile, contrapposto a quello rai che era più serio e rigoroso, legato ad un’idea di info del servizio pubblico, come necessità di dare voce a tutte le forze politiche, al punto di vista condiviso. (Fininvest molto “clickbait”). Programmi simbolo anni 90 (slide).

Televisione anni 2000

Novità La tele musicale e la pay tv Musicale, si rafforza negli anni 90, primo esempio: videomusic , canale totalmente musicale che è stato reato a metà anni 80 su modello di mtv statunitense. Diventa poi telemontecarlo (tmc2). Pay tv, inizio anni 90. Telepiù, trasmetteva principalmente cinema e calcio. Poi cambia nome in Stream, diventa fondamentale nel traghettare il sistema generalista nel nuovo millennio, con un prodotto che si chiama Grande fratello. Telepiù + stream = Sky, nel 2003 Quindi fine anni 90, nel panorama tele nazionale si delinea la fisionomia televisiva contemporanea. Offerta a pagamento che rivoluzione il panorama dal pov dei contenuti. Nuovo millennio inizia con due avvenimenti che segnano uno spartiacque dal pov sociale e culturale:

  • 11 settembre 2001.
  • Debutto di Grande fratello nel 2000. La tele con la diretta ha documentato tutto nell’esatto momento in cui accadeva. Le immagini dell’attentato le abbiamo tutti in mente e ha segnato dal pov televisivo un punto fondamentale. Le tele acquisisce una rilevanza che non può essere messa da parte, non è solo intrattenimento ma anche verità, storia. Non è il GF che vediamo adesso, è una “rivoluzione”. La tele di solito non inventa mai nulla, riflette la realtà, quello che il mondo produce, accende i riflettori su un tema ma non crea. Qui invece abbiamo una novità assoluta. Inventa un genere, un linguaggio, modalità di relazione del pubblico con il contenuto tele, diventa un clima. Inizia il genere macroscopico del reality, questi altri sono però persone simili a noi, persone comuni. Le persone hanno dei ruoli narrativi all’interno della casa. Per la prima volta grazie a stream segue tutta la loro vita 24h. Chi voleva poteva abbonarsi a stream. Il GF è un format olandese (da John Demol bohcomesiscrive) e crea la sua casa televisiva, che esiste ancora. GF è il primo format globale, viene diffuso e comprato in tutto l’occidente, ha una struttura molto rigida che viene modificata poco negli altri paesi. Con quali generi arriva Sky? Calcio, film e serie tv. Sono contenuti pregiati, che piacciono all’italiano medio. Desperate housewifes per le donne, calcio uomini.
  • principio ordinatore: è una bussola. Cerchiamo che cosa, in ordine potremmo vedere in quella giornata. Ci aiuta a fare ordine nel caos della programmazione tele.
  • catalogo: scegliamo ciò che piace. È una guida.
  • discorso: collega programmi apparentemente eterogenei. Messi insieme nella griglia, con una fluidità di passaggio da uno all’altro da un senso.
  • strategia: è uno strumento che in mano alle emittenti diventa la possibilità principale di contrapporre il proprio prodotto a quello degli altri. Rende stabile il legame con gli spettatori.
  • manuale di istruzioni: non è solo la messinscena ma anche il modo di fruire.
  • supermercato: ci sono i prodotti in evidenza, concorrenza ecc
  • strumento
  • arma: se usato in maniera strategica, per operare scelte tattiche
  • gioco: richiede una capacità di gioco tattico, intelligenza, si devono prevedere le mosse della concorrenza e bisogna capire quando è il momento giusto di cambiare tattica.
  • drammaturgia: il palinsesto è prevalentemente un racconto. E la televisione è un racconto. Il p è metafora del linguaggio tele. Costruisce ogni giorno la storia di una canale, di una giornata, delle scelte dei suoi spettatori, e la storia di chi lo riempie di contenuti. Con la messinscena dei contenuti si può percepire come un palinsesto sia un racconto con personaggi che sono gli spettatori, contenuti… E come ogni drammaturgia il palinsesto ha una ritualità, un ritmo. Racconta in maniera ritmata i propri contenuti, riesce a metterli in forma con un dinamismo e con una fluidità che accompagni lo spettatore dall’inizio sino alla fine della giornata.
  • forma di potere: modo in cui si manifesta in tele il potere di manifestare i contenuti. Sono le emittenti che propongono, poi gli spettatori con gli ascolti si esprimono, ma loro decidono cosa mandare in onda. Il palinsesto è come uno schermo a due vie, possibile da attraversare per dare senso ai contenuti. È una grande responsabilità e anche quella del pubblico che deve averci a che fare. Definizione slide. Contiene l’indice del testo. (sequenza ordinata, grigia temporale, tattiche, obiettivi) Cap. 2

Il contenuto.

Ogni palinsesto è composto da: programmi, spazi pubblicitari, autopromo.

1. Programmi. In ogni palinsesto troviamo:

  • girati in studio o in esterna. Hanno modalità produttive diverse. Quelli in studio in generale sono meno costosi. -in diretta/registrati/in differita.
  • a utilità ripetuta-serialità (un programma che è utilizzabile più volte, ha una valenza economica importante. Può ammortizzare i costi perché può essere messo in onda più volte, o trasmesso a intervalli regolari.) / a utilità istantanea (come i varietà del sabato sera. Programmi che esauriscono la loro funzione in un’unica messa in onda. Il suo aspetto economico è molto meno interessante.
  • produzioni, adattamenti (programmi prodotti da una rete o casa di prod. Anche adattamenti, come l’acquisizione di format. / diritti (ready made. Si acquistano programmi già fatti, non vengono adattati, tipo realtime, quelli acquistati e doppiati, il contenuto non si modifica). / eventi (sanremo. Sono programmi che hanno una forza dal punto di vista comunicativo, costi sostenuti una tantum.) 2. Gli spazi pubblicitari
  • Spot.
  • Sponsorizzazioni. Aziende che investono della produzione del programma.
  • Telepromozione. Il conduttore è il testimonial.
  • Televendita. Vendita esplicita.
  • Product placement. Inserire un prodotto all’interno di un programma. -Branded content. 3. Gli autopromo
  • promo. Filmato che sintetizza i contenuti del programma.
  • ident. Filmati piccolini in cui la rete parla di se. Jingle, logo ecc
  • bumper. Hanno il logo dell’emittente, vengono usati per separare in modo netto il programma dagli spot-promo. (la pubblicità doveva essere chiaramente distinta).

Palinsesto La forma.

È una forma di scrittura del tempo. Gli appuntamenti chiave del palinsesto avvengono nei momenti chiave della giornata. Telegiornale delle 20, momento chiave, famiglie che cenano insieme. Bussola che segue i cambiamenti sociali del tempo. Es, il momento della prima serata si è spostato. È rilevante la scansione del tempo della televisione, quindi quello che è rilevante è che essa sia un metronomo (ritmo). Le stagioni del palinsesto. Coincidono con i periodi di garanzia. Autunnale= settembre-dicembre Primaverile= gennaio/febbraio-maggio In base agli ascolti si garantiscono guadagni agli inserzionisti. Dicembre-gennaio (fuori garanzia) = periodo cuscinetto dove si testano programmi nuovi. Il pubblico è diverso dal pubblico generalista normale, le persone sono in

  • Tv tematica. Tele satellitare, pay tv, sky, discovery. Pause pubblicitarie molto meno invasive. Esiste anche qui una tematica di flusso, ricorsivo. Posso replicare un programma anche perché lo spettatore ha un livello alto di distrazione, l’offerta è molto ampia. Quel programma deve essere rintracciato anche in altri momenti della giornata. Ci si deve distinguere dalla concorrenza, ma non è così agguerrita. Ripetizioni di prodotti.

Contenuti della tv Come si fa a trovare i contenuti per riempire i palinsesti? Ci sono tante possibilità. Importanti le emittenti (rai, mediaset, Sky ecc) e le case di produzione (luoghi nei quali si confezionano i programmi che vediamo su commitenza delle case.) Come si reperiscono le reti di contenuti?

  • Produzione in-house. Appartiene all’emittente. A chi appartengono i diritti? I diritti permettono di gestire il contenuto, permettono il guadagno. I diritti sono dell’emittente che produce. Es. striscia la notizia, prodotto e trasmesso da canale 5. Diritti interni all’emittente.
  • Appalto. Viene realizzato da un accordo tra la rete e la casa di produzione. La rete affida a pagamento alla casa la realizzazione totale o parziale di un programma. In questo caso i diritti del programma sono di appartenenza della rete. (nomi case prod: endemol, magnolia…)
  • Coproduzione. Quando rete e produrre esterno si uniscono. I diritti sono in comune. (Es Amica geniale).
  • Acquisto di licenza. Emittente acquista i diritti di messa in onda di un programma. Diverso dall’appalto. Nell’appalto detiene i diritti, qui la rete compra dalla casa di produzione i diritti di un programma, che la casa ha nel suo portfolio (es GF). ( Format ).
  • Diritto di ripresa. Riguarda la situa in cui l’emittente acquisisce i diritti di ripresa di eventi, per poi mandarli in onda. Luoghi di negoziazione = mercati. Un paio all’anno. Montecarlo e LA (Screenings, principalmente per le serie tv). Si fanno degli accordi, chi lo produce vende a chi lo acquista anche del prodotti meno forti. Es se vuoi il GF manche altri prodotti che ho ma che mi consentono comunque di fare profitto. I diritti hanno una scadenza, e possono essere più o meno rinnovati a seconda dell’esito dei singoli programmi.

Gli ascolti. AUDITEL.

Nasce nell’86, e divisa in tre parti: 1/3 di rai, mediaset, inserzionisti. Ogni mattina intorno all 10= resoconto ascolti.

380 emittenti tracciate da auditel. Non si limita a quella generalista, ma anche a quella on demand e in streaming, creando il superpanel. 40 mila persone= campione rappresentativo. Fonte di questi dati= meter. Identificano i membri della famiglia. Che cosa deve fare la famiglia? Ogni volta deve inserire dati su quanti sono davanti alla tv. Il dato è rappresentativo ma non è preciso, sono spuri. Però non abbiamo altri sistemi. Gli indicatori

  • Totale ascolto.
  • Copertura o contatti. Numero individui che hanno visto almeno un minuti di programma. Lorda = tiene conto di tutti i contatti, misura tutti i minuti visti, conta la ripetizioni. Netta = solo il numero di chi ha visto almeno un minuto. Quest’ultima serve a misura la capacità di attrazione di un programma. Anche l’attenzione distratta è importante per l’inserzionista.
  • Ascolto medio. Cop lord/durata programma.
  • Share. Ascolto medio di un programma percentualizzato. La percentuale rispetto alla fascia oraria.
  • Permanenza. Quanti sono in percentuale i minuti visti sul totale. Misurare la percentuale attrattiva. Se è alta= programma appetibile. Quindi il mio spot arriva.

Fasi della produzione

  1. Idea. Spesso l’idea originale non è così facile. L’originalità nel senso di assoluta novità praticamente non esiste. Prime cosa da fare: -Budget -Tempi -Praticabilità. Quali sono i vincoli legali, diritti ecc -Linee editoriali (legate al target, pubblico, obiettivi della rete) Qui si tratta soprattutto di verificare l’originale. Parte molto delicata che ha a che fare con l’idea di format. Il format quando viene coperto da copyright deve rispettare delle regole.
  2. Progettazione operativa. Bisogna testare l’idea dal pov della costruzione sia dalla sua fattibilità concreta. Il pitch= parte fondamentale. Presentazione brevissima in cui l’idea viene raccontata al possibile committente. Bisogna trovare il concept, l’idea forte, il tema che lo rende diverso. Definizione dello staff. Definizione budget

un testo aka il programma. Influenza le aspettative. A cosa serve alle emittenti? Serve per ridurre i margini di rischio. So già in partenza, prima che venga realizzato, quali saranno le aspettative del pubblico. Avrò i dati relativi all’accettazione. È quindi un elemento di sicurezza per i produttori. Consente di creare delle routine di produzione basate su replicabiàita e standardizzazione. Instaura delle economie di scala che permettono di ammortizzare i costi, usare gli stessi apparati. Posso usare ad esempio gli studi/ macchine di un altro programma (es game show). È una garanzia dal punto di v dei costi. A cosa serve ai creativi? Serve per operare delle variazioni (principio chiave della serialità). Ottimizzare gli sforzi lavorando su una struttura già esistente. (es cambiare i cooking show. Ci sono gli elementi fissi. L’autore deve scrivere una variante, non deve essere plagio.) Serve a garantire una produzione costante di programmi che siano capaci di soddisfare esigenze di produttori e pubblico. A cosa serve al sistema distributivo (canali)? Permette di riempire palinsesti di interi canali. sport, cartoni, auto, cucina… Rende riconoscibile l’offerta dei canali e il target. Anche osservando il logo. A cosa serve per il fruitore? Ci permette di scegliere. Permette anche di partecipare attivamente. Permette di plasmare i nostri gusti. Noi siamo molto esigenti, e valuteremo sulla base delle aspettative di gente che ho.

I macrogeneri

Intrattenimento , fiction e informazione. Generei della neotele. In origini erano 3, ma c’era la cultura. Abbiamo tre luoghi di ibridazione. Fiction + informazione= docudrama. Drammatizzazione della realtà, viene raccontata attraverso la finzione. Tipo Amore criminale. Rese in forma di fiction delle storie vere. Informazione + intrattenimento= infotainment. Pure Barbarella. Fiction + intrattenimento= fictionality. Ricostruire in maniera finzionale elementi tipici dell’intrattenimento. Ma no fiction.

  • Fiction. Significa finzione. Ma è un termine inglesizzato. Per i British è il drama. Termine scelto negli anni ’70. Perché venivano importati in quei periodo prodotti

anglosassoni aka i telefilm, e per distinguerli dagli sceneggiati si usava questo termine inglese. Ma poi il termine si è esteso, abbracciando tutti i programmi di racconto finzionale. La fiction ha bisogno di una distinzione da un punto di vista del formato. (dimensione, lunghezza del programma. Numero delle puntate, stagioni…). Puntate (finale aperto, cliffhanger) e episodi (contenuto, segmento narrativo chiuso, inizia e si conclude nella medesima unità. Tipo Black mirror). Sitcom= sottogeneri della fiction, ha a che far con il tono comico. Soap opera= caratteristica particolare e unica. Infinitezza narrativa. Non ha inizio preciso e una fine. Non si parla di stagioni. Tutti i giorni. Continua fino a che la produzione o il pubblico si stufano. Ma nella narrazione non è prevista la chiusura. Nessun altro sottogeneri della fiction ha questa particolarità. Spesso viene paragonata alla telenovela. Errore. Non sono sovrapponibili. La telenovela= anche se è lunghissima, finisce. 9 mesi circa. (telenovelas). Telefilm= neologismo. Qualcosa trasmesso in tv. Ma di fatto non ha senso. Miniserie. Serial= vecchie trasmissioni. Ora si usa serie per tutto quanto.

  • Intrattenimento Realtà - Gioco - Spettacolo Tantissimi sottogeneri. -Tv verità. Sta tra la realtà e lo spettacolo. -Reality show. Realtà gioco e spettacolo. In ogni reality c’è un qualcosa che ha a che fare con il reale. -Spettacolo. Qui le ibridazioni di genere avvengono su quei tre temi.
  • Informazione Notiziari. Ma alcuni più “spettacolarizzati”. News magazine e tabloid magazine (verissimo, gossip).

Recuperare lezione 7-

Master chef uk= predomina il blu, più freddo, pubblico più distaccato. Dettagli che in quello italiano non ci sono, è più “grezzo”. È tutto molto più simile alla realtà. Master chef ita= rosso. Più cura per l’abbigliamento.

Invezione anglo-americana ITV, prima emittente inglese, 1955. Primo format= quiz Mike B= lascia o raddoppia= nasce come adattamento di format inglese I pionieri della storia dei format Perché i primi sono i quiz? È il più facilmente adattabile, e ha una struttura rigida, facilmente replicabile. Anni ‘90= boom dei format. Endemol (1994) e Pearson (1995), diventano potenze globali. Boom decretato dall’esplosione del genere del reality. Si diffondo i generi unscripted= generi che hanno a che fare con la presunta realtà, come se non fosse scritta, però il contesto nel quali si svolgono hanno a che fare conio presente, con l’attualità. I generi scripted= hanno a che fare con la fiction. Unscripted, reality tv La narrazione non è scritta prima ma si genera. Ruolo del pubblico molto rilevante. Per non parlare anche di tutto quello che scatena sui social.

Factual

È forse il genere di maggior successo, derivazione della reality tv. È un sottogeneri che raggruppa programmi in cui si impara/insegna qualcosa, e c’è qualcuno che insegna. Di solito è una persona già conosciuta, e insegna a persone

comuni. (Es la maggior parte dei programmi di RealTime, programmi dove ce una trasformazione, da uno stato iniziale a uno finale, si conclude nello stesso episodio). Il tema su cui si concentra maggiormente è il lifestyle. Ci possono essere elementi estremi, tipo in Cambio moglie (2 famiglie di rango sociale diverse ecc, le signore si scambiavano) -Didattica -Intrattenimento -Game Il factual contribuisce alla creazione di moltissimi format, sono quasi la totalità. Perché è molto diffuso il 4, dal punto di vista produttivo? (quattro matrimoni, ristoranti…) Se fossero due, si dovrebbe analizzare di più la psicologia dei personaggi, non si deve racontare cosa sentono ma cosa fanno. Es Sex and the city. Non si era troppo nella loro psicologia ma essendo 4 si riescono a gestire tutte le dinamiche. Riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore sui personaggi. L’elemento numerico è importante da valutare, per quanto riguarda l’esito narrativo del racconto. Si è reso evidente con il genere factual. Perché/Quando si afferma? Quando si configura il mercato globale. Negli anni ‘90= emittenza globale esplode, si moltiplica la richiesta di contenuti. I programmi doppiati non sono sufficienti per soddisfare il pubblico che diventa sempre più esigente. I programmi locali sono sempre i più forti, ma sono costosi a differenza del format, e sono più rischiosi. Il programma di intrattenimento risponde a delle esigenze locali (italianità, trasmissione di valori, riconoscimento di se) che rispetto al programma di importazione sono più vincenti. Produrre solo localmente non è possibile. Il format è una garanzia, perché viene preso dopo che ha già avuto successo in un altro paese. In più la pratica dell’adattamento permette di far aderire le coordinate del format al pubblico locale. Diventa una lente molto potente e precisa della differenza culturale. Il format nasce perché i mercati locali non hanno abbastanza potenza, devono limitare il rischio, è un compromesso, una soluzione di sopravvivenza.