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L'evoluzione della ceramica greca, con focus su tecniche di produzione e decorazione nelle varie epoche. Si analizzano i mutamenti stilistici, l'introduzione di figure e motivi decorativi, come l'influenza orientale e il passaggio dalle figure nere alle rosse. Attenzione ai pittori di vasi più rilevanti e alle loro innovazioni, ad esempio il pittore della gorgone e quello di Andokides. Una panoramica sull'evoluzione della ceramica greca, evidenziando tecniche, stili e artisti chiave che hanno definito quest'arte. Si esaminano vasi e sculture specifici, analizzandone stile e significato culturale. Infine, si esplora l'influenza di Fidia e del Partenone sull'arte ceramica, mostrando come le figure e i panneggi del Partenone abbiano influenzato la rappresentazione umana sui vasi.
Tipologia: Dispense
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Lezione 1) Manuali: arche rom arche greca, rocco Lippolisi arche greca. Massimiliano papini arte romana. La ricerca archeologica serve a ricostruire il mondo antico e certi contesti specifici, in tutte le sue componenti (ambito culturale, sociale, artistico, politico, …) per questo vengono utilizzate fonti, diverse, possiamo dire che la ricerca archeologica avviene in un contesto multidisciplinare. Metodi della ricerca archeologica:
- sfera funeraria, collegata in molti aspetti, tombe, rituale di sepoltura o di inumazione o incenerazione, sia per quanto riguarda ciò che c’è al di sopra della tomba ovvero il “segnacolo funerario”.
è definita così perché è una fase di passaggio, formazione, della cultura greca. In questo periodo abbiamo proprio il formarsi della civiltà greca. Cosa c’era precedentemente? Precedentemente c’era il sistema miceneo, cioè tra il 1400-1100 abbiamo la cultura protostorica micenea, che prende il nome da Micene (città significativa). Era una società caratterizzata da varie città che si trovano principalmente nel Peloponneso che aveva il suo centro principale nella regione dell’Argolide. Era una società basata sull’esercito e divisa in regni, ed era una società anche molto sviluppata, con un’organizzazione di controllo del territorio molto sviluppata. Essa è anche quella civiltà che viene ricordata nei poemi Omerici. (1400-1100) ha una propria scrittura lineare B a funzione amministrativa, come simbolo di controllo economico del proprio territorio. Era una società piramidale con una dinastia al vertice, con un dinasta (wanax)che è il responsabile del processo di gestione del territorio, il palazzo del re è su una rocca fortificata, e il re gestisce anche le funzioni cultuali. All’interno della città fortificata vi sono gli appartamenti reali, la sala del megaron dove il re riceve ambascerie, e poi le mura di fortificazione che cingono il territorio. Il sistema di controllo del territorio è centralizzato, e quando questo decade e cronologicamente lo collochiamo questo periodo di crisi e poi di crollo miceneo tra il 1125 e il 1100. Dando inizio alla:
la distruzione di Micene e l’abbandono di Tirinto (1125-1100), segna l’inizio del periodo buio miceneo, finisce il sistema palaziale e dei sistemi di produzione e consumo ad esso connesso che porta a una fase di cesura e di destrutturazione caratterizzata da:
- calo demografico - contrazione siti (da 320 a 40), tendenza alla dispersione - decremento delle forme ceramiche attestate (vasi, coppe, anfore, crateri) - vuoto nella scrittura - assenza di un’economia centralizzata possibile passaggio da un’economia agricola a un sistema nomade, in parte legato all’allevamento e alla transumanza che lascia meno tracce a livello archeologico. Ma vi sono alcune eccezioni, infatti in alcuni casi abbiamo la presenza di alcuni centri che hanno mantenuto una forma di insediamento stanziale, probabilmente una forma di società seppur limitata che riesce a riconoscersi in un capo quindi a creare delle gerarchie. Quindi una sorta di sopravvivenza del sistema miceneo. Questi centri* probabilmente fanno da tramite tra la vecchia società e li trasmettono quella che sarà poi la civiltà greca. A livello rituale di deposizione o a livello di tecniche costruttive sebbene elementari non ancora pietrificate (usano mattoni crudi argilla e legno).
In età classica la polis indica l’abitato principale e la porzione extra è definita chora. (nel primo non è distinto) La polis è il risultato di un processo molto lungo e di una crescita sociale e demografica. Che si avvale dell’aggregazione sociale basata su un legame di partecipazione almeno tra gruppi di individui e che tende ad articolarsi progressivamente. La città si sviluppa in alcune regioni (Attica o Peloponneso), in altre regioni la frequentazione rimane per nuclei rurali e per villaggi. Come si formano i gruppi familiari, e le modalità in cui si creano le città o come si sviluppa una struttura che ha una città più importante e altri centri subordinati ad essa: tipologie di confluenza:
**- conquista militare.
anse che sono decorate con piccoli animali, che sono poi le prime raffigurazioni a tutto tondo di animali e uomini. La ritualità funeraria : tutte quelle forme che regolano la sepoltura di un individuo. Rituali di deposizione: a cremazione e in alternativa l’inumazione ovvero sepolto. Poi abbiamo l’esposizione, per compiangerlo e poi il trasporto e infine la sepoltura. Lezione 2) LA CERAMICA : la ceramica geometrica e proto-geometrica, sono le manifatture più importanti del periodo dal punto di vista archeologico, per quantità e continuità. Sono indice di un artigianato di alto livello e di conoscenze tecniche sofisticate. (fossile guida c.f.r lezione 1) Nicholas Coldstream e James Whitley attraverso vari studi seppero creare un collegamento tra artigianato ed evoluzione sociale. Le ceramiche più diffuse sono:
- Le anfore (per l’acqua), crateri (mescolare vino e acqua), hydriai (vaso per versare l’acqua). - Skyphoi (al sing. Skyphos è un bicchiere), coppe (solo per il vino), oinochoai (al sing. Oinochos è una brocca piccola che serve a versare l’olio). Questi oggetti sono particolare nell’ambito delle tombe (venivano seppelliti col defunto) e assumono vari significati se sono affiancati ad un uomo o ad una donna. Tipologie di decorazioni: - ampie superfici risparmiate sul fondo chiaro dell’argilla, con linee, fasce, figure, geometriche (dà il nome sia alla ceramica sia al periodo). - Rivestimenti in nero con decorazione risparmiata. Vengono usati strumenti tecnici come il compasso multiplo per disegnare cerchi e semicerchi concentrici. È possibile distinguere le varie “fabbriche” importanti, distinte per ambienti geografici e culturali. Ci concentriamo sulla produzione ad Atene, poiché da Atene sono rinvenute il maggior numero di ceramiche e ha permesso di fare uno studio al suo interno fare uno studio più strutturato, sulla base ateniese sono stati studiati gli altri centri, tuttavia questi centri rispetto ad Atene hanno restituito una ceramica in forma più sporadica, più frammentaria, quindi lo studio primario, più significativo è stato svolto ad Atene, in generale tutta l’Attica. Atene è il centro focalizzatore, dove convergono i vari siti durante tutto il periodo geometrico.
Sono 2: per inumazione e cremazione. Il defunto che siano le sue ceneri o il suo corpo era accompagnato nell’aldilà dalla deposizioni di una serie di oggetti in ceramica che gli appartenevano in vita, ma che in archeologia hanno un importanza enorme, poiché attraverso la tipologia di questi oggetti si può ricostruire la funzione del defunto in vita. Genericamente è chiamato corredo. L’importanza dei segnacoli in età geometrica è fondamentale, il più diffuso è il vaso , con termine tecnico li definiamo SEMA (in greco vuol dire segno, semata al plurale). Queste forme ceramiche sono di forme monumentali, perciò troviamo che l’altezza delle singole forme va dai 50 agli 80cm (per i crateri 50cm, per le anfore 80cm-1m). L’anfora che conteneva l’acqua veniva sepolta con la donna che come ruolo aveva l’approvvigionamento di quest’ultima. I crateri invece servivano per miscelare acqua e vino (secondo regole precise nell’ambito del simposio), questo perché i greci non bevevano vino puro, poiché era da barbari, poteva portare anche alla follia, diversi miti riportavano l’effetto negativo del vino puro come la centauromachia* (lotta fra centauri e Lapiti). *è un mito rappresentato nel santuario di Zeus ad Olimpia e nel Partenone. La mescolanza di vino e acqua spettava agli uomini ed è per questo che i crateri erano tipici delle tombe maschili. I Sema così identificati sono tipici dall’VIII al VII sec., dal VI in poi sono sostituiti da statue poiché le abilità di artigianato migliorarono (marmo). TOMBA DEL GUERRIERO : è una sepoltura a cremazione, ritrovata nell’area della futura Agorà. *la distinzione anfora cratere la si ha solo in funzione del segnacolo, nelle tombe si trovano indipendentemente dal sesso del defunto le anfore poiché più facili da chiudere avendo un’imboccatura meno larga dei crateri (50cm) Il corredo è costituito: Anfora con le ceneri del defunto. Spada piegata intorno al collo dell’anfora. la spada è ricurva perché il cittadino di una città greca, somma in sé le sue funzioni civiche che militari. Le armi sono distintive , indica che il defunto è un cittadino legittimo, quindi che non è uno schiavo o un meteco cioè uno straniero che per motivi commerciali risiede nella città, però non può votare, essere eletto o difendere la città. Le armi sono piegate perché essendo strettamente legate al cittadino, potevano essere da lui solamente utilizzate. Due punte di lancia Morsi per cavalli (indicano la biga), non viene più sepolto con il guerriero il cavallo ma simbolicamente viene posta la sua imbracatura. Inoltre, indicano che è un cittadino ricco,
poiché l’equipaggiamento veniva pagato di tasca propria, e per permettersi un cavallo voleva dire essere ricchi. Panetto di bronzo: testimonia ulteriormente la sua disponibilità finanziaria, essa era utilizzata come moneta di scambio. Quando moriva una persona il rituale prevedeva che potessero essere offerti oggetti al defunto. NOMENCLATURA VASI : Notare il fregio in corrispondenza del punto di massima espansione. Da parte dell’artigiano ci doveva essere un’immensa conoscenza della manipolazione della ceramica oltre alle capacità ornamentali e compositive che osserviamo nel fregio. EVOLUZIONE VASI Si passa da un iniziale decorazione con motivi ondulati e figure (cavallino), a decorazioni più complesse e articolate: figure geometriche, cerchi, semicerchi indice di evoluzione anche negli strumenti.
Ceramica Attica, tardo-geometrica, bottega del Dipylon, è un’anfora funeraria ritrovata nella necropoli ateniese del Dipylon (750 a.c.). È considerato il capolavoro del Maestro del Dipylon ed è conservato nel Museo archeologico nazionale di Atene. L'anfora era destinata ad essere usata come séma, per la sepoltura di una nobile donna ateniese, appartenente ad una famiglia importante che poté permettersi di commissionare il primo vaso funerario dotato di simili dimensioni monumentali. La sua funzione è commemorativa e funeraria: era ad un tempo il segno della tomba della nobildonna e un monumento alla sua memoria. La decorazione: a differenza della precedente tomba, l’anfora presenta più fregi quindi un maggior numero di disegni ornamentali astratti o motivi tradizionali ripetuti. La formula più semplice e frequente è costituita da una fascia di due o tre sottili linee orizzontali che può presentarsi combinata con altri moduli per formare formule più complesse. La complessità aumenta nei pressi delle anse, nella fascia più importante, e poi di nuovo diminuisce. Sono presenti delle fasce che alternano motivi alla greca, decorazioni a zig zag, denti di lupo, rombi (o losanghe) e ovuli. Anche le figure sono trattate come formule: i cervi che pascolano e le capre che si inginocchiano sul collo del vaso sono i primi due fregi continui con animali e saranno seguiti da migliaia di fregi simili; sono moduli e funzionano come le fasce ornamentali, le capre ad esempio voltano la testa indietro e sopra se stesse quasi ad imitare il movimento del meandro che torna su di sé. PRÒTHESIS (o lamento funebre) È la decorazione che si trova nella parte centrale dell'anfora. Il Maestro del Dipylon ha ridotto al minimo la differenza tra la parte pittorica e la parte astratta trasformando la figura umana in motivo geometrico e la rappresentazione in uno schema. Nel modo in cui ha realizzato le figure umane che abitano la zona dei manici è possibile evidenziare alcune variazioni: nella próthesis il cadavere, esattamente al centro dell'intero vaso, e le due donne inginocchiate sotto di lei apparentemente indossano abiti, due figure all'estrema sinistra portano spade e quindi sono uomini, tra le figure è presente un bambino rappresentato come un adulto in miniatura. Le distinzioni sono minime , la maggior parte delle figure sono essenzialmente la stessa figura suddivisa in forme astratte e, come la stessa anfora, sottoposta all'ordine di un canone proporzionale. La testa è un piccolo cerchio con una protuberanza all'altezza del mento, l'altezza di testa e collo è metà dell'altezza del tronco, il busto è un triangolo con bastoncini al posto delle braccia. Il corpo è quasi tagliato in vita e alle ginocchia:
le distanze tra vita e ginocchio e tra ginocchia e piedi sono praticamente identiche. La silhouette del Dipylon con le sue articolazioni è la somma di parti distinte e matematicamente correlate. Nella rappresentazione della scena viene evitata la sovrapposizione delle figure. La coperta a scacchi che dovrebbe ricoprire il cadavere della nobildonna è mostrata come una tenda tesa al di sopra del suo corpo con il bordo inferiore che ne segue la linea in modo da non confondersi con esso. Tutte le figure sono poste sullo stesso piano; i dolenti che si trovano a fianco del letto funebre in realtà lo circondavano in un pianto rituale. Allo stesso modo, le figure sotto il feretro si trovavano di fronte ad esso. Attraverso l'appiattimento dello spazio quasi niente risulta nascosto o implicito. Anche per quanto riguarda i crateri venivano fatte decorazioni, in questo caso è rappresentata una scena di combattimento. (sempre proveniente dalla stessa bottega) Come nell’anfora, sono presenti varie decorazioni e disegni, le figure sono sempre l’una a fianco all’altra senza prospettiva (uomini morti l’uno sopra l’altro in alto a sinistra). Sono rappresentati gli scudi bilobati di tradizione micenea. CRATERE DI HIRSHFELD : età tardo-geometrica, trasporto del defunto (750-735 a.c) Lo stile del Pittore di Hirschfeld riprende quello iniziato con il Maestro del Dipylon e con la sua bottega, tuttavia la maggior parte della superficie del vaso viene dedicata a scene corali e densamente popolate di figure umane. La decorazione geometrica assume funzione ornamentale e subordinata a scene per le quali se ancora non si può parlare di proto-narrazione dimostrano un interesse che prelude a questo aspetto e che sarà caratteristico del successivo stile Tardo geometrico II. Descrizione: è rappresentato il carro su cui viene trasportato il defunto. Viene definita questa scena Ecforà, ovvero il trasporto del defunto, a cui partecipano i piangenti, si nota una sorta di
comportamento, di merci preziose, di parole nuove, di forme di scrittura che i greci assimilano dal mondo orientale e che poi rielaborano secondo le proprie esigenze. Significativo di questo nuovo legame orientale sono le dediche che vengono fatte da sovrani orientali (es. Egitto) nei santuari greci. Questo è un elemento importante perché indica una frequentazione piuttosto consolidata dei santuari greci , che sono essi stessi in parte ancora in trasformazione, da personalità del Vicino Oriente e dell’Egitto e anche il riconoscimento da parte di queste personalità, da parte della cultura orientale, dei santuari greci come centri importanti a livello rappresentativo (perché una dedica soprattutto fatta da personalità importanti quali re o faraoni, in un santuario greco porta una importante visibilità ed è anche un mezzo per far conoscere la propria cultura e il proprio potere, quindi a scopo di ampliamento geopolitico). Esempi di questi sono:
- Santuario di Apollo a Delfi (regione della Focide, Grecia continentale) , Mida re di Frigia (regione asia minore) avrebbe dedicato, forse attorno all’inizio del VII secolo, il proprio trono regale. Un altro re, Gige di Lidia (asia minore, secondo quarto VII sec.) avrebbe offerto, una grande quantità di argento e di oro e 6 crateri. (Hdt., I, 14) Anche il suo successore Aliatte avrebbe dedicato un cratere d’argento su un sostegno saldato in ferro, ad opera di Glaukos di Chio (artista greco), attorno al 600 (Hdt., I, 25). Sappiamo di queste dediche attraverso fonti che appartengono a dei passi di Erodoto (Hdt.) - Santuario di Apollo a Mileto (coste Asia Minore) : il faraone Necho II avrebbe dedicato “la veste nella quale si trovava ad aver compiuto quest’impresa” (Hdt., II, 159) questa era l’iscrizione corredava questa dedica, (era l’armatura che indossava nella vittoria sui Siriani del 608 a.C.) mandandola ai Branchidi che erano i sacerdoti del santuario. I FENICI : Un altro elemento importante che contribuisce alla circolazione di merci e di uomini è l’attività marinara dei Fenici (abitavano le regioni corrispondenti alla Siria e Libano), avremo parte dei Fenici che si spostano verso occidente fondando Cartagine e per essere distinti vengono chiamati Punici. I fenici sono abili navigatori (collana rich lady) e soprattutto nel periodo tra 850-750 a.C. sono i più importanti vettori di trasmissione di prodotti e di diffusione culturale dall’Oriente in Grecia. Vi erano riferimenti anche nell’Iliade. Ricostruzione delle rotte principali e circuiti secondari nel mediterraneo. Esse ricalcavano una tradizione precedente di percorrenza dei mari. C’erano rotte che partivano dal Libano passavano per Cipro (isola che aveva molti elementi orientali), e attraversavano alcune città che saranno molto importanti come Rodi, per poi giungere nei porti dell’Attica e giungere in Occidente, passando poi per le coste orientali Sicule si trova l’altro polo fenicio: Cartagine, da essa poi si passava per Creta e si raggiungeva l’Egitto. Nel comparto Occidentale, le zone interessate sono le Baleari, la penisola
iberica a Cadice perché la penisola iberica era importante per le miniere d’argento, poi nuovamente interessi lungo le coste dell’africa. Vi erano poi circuiti secondari che passavano per il Tirreno, uno dei primi centri in cui i greci si insediano in occidente è Piticusa (Ischia), le rotte arrivavano fino a Pirgi in Etruria, particolarmente importante per l’approvvigionamento dei metalli. Un’altra rotta importante era quella che toccava le coste della Sardegna per arrivare a Marsiglia (colonia greca). In queste rotte i fenici portavano materiali e ne ricevevano per commercializzarli di nuovo, per questo parliamo di vettori di trasmissione, perché le merci del porto di origine venivano poi sostituite una volta smerciate o integrate con merci acquisite in altri porti, creando una sorta di catena di commercializzazione che bisogna sempre tenere a mente perché è proprio questa che permette la circolazione di mezzi e di uomini (al trasferimento delle merci vi sarà un trasferimento delle officine) Altro elemento fondamentale oltre ai vettori è la presenza di centri EMPORICI , per emporium intendiamo un centro che nasce con lo scopo unico del commercio, le persone non si stabiliscono tutte in forma stabile ma anche in forma temporanea (commercianti), questi centri sono diversi dalla COLONIA che è un insediamento stabile di persone che condividono tutti la stessa cultura, religione e lingua. Centri EMPORICI importanti sono:
- tra le città non greche più importanti c’è AL MINA (Siria) si sviluppa lungo il delta del fiume Oronte, è un porto fluviale molto importante, perché da questo porto si sviluppa una rotta terrestre che arriva fino alla Mesopotamia. Al Mina è attiva già dal IX secolo, dove troviamo una ceramica di produzione locale che ci dà, la consapevolezza che il centro si sia sviluppato spontaneamente e localmente. A partire dalla fine del IX secolo, si trova una grande abbondanza di ceramica greca e quindi questo indica che almeno in quel periodo c’è stata una componente di persone di cultura greca che si era stabilita in questo centro. Nel corso dell’VIII secolo in base alla ceramica rinvenuta possiamo dire che 2 gruppi quello autoctono e quello greco hanno una pari entità e convivono. Si pensa che a stabilirsi furono degli Eubei che sono il corrispettivo dei fenici in Grecia ovvero importanti mercanti. I greci erano interessati ad Al Mina per l’acquisizione di metalli, che venivano estratti dai territori del vicino e del Medio Oriente, i metalli servivano principalmente per le armi. - Altro centro in portante era Naucrati in Egitto, in questo caso parliamo di una colonia greca. Naucrati si trova sul delta del Nilo (a circa 75km dalla città di Alessandria,sorta alla fine del IV secolo quindi non esisteva ancora), viene fondata intorno alla metà del VII secolo da un gruppo di mercenari originari della città di Milato che prestavano servizio al re Psammetico I. Questa è una colonia a forte vocazione commerciale, in questo caso l’interesse era il punto strategico in cui sorgeva poiché essendo sul delta del Nilo che fungeva come unica via per raggiungere l’Egitto interno (Nubia ricca di pietre preziose che nel mondo greco non erano comuni). Naucrati mantiene la sua importanza come Emporio dalla metà del VII fino alla seconda metà del VI secolo, perché nel 5 2 5 viene conquistata dai persiani in via di espansione (albori delle guerre persiane) e al seguito di tale conquista perse la sua importanza. La assumerà nuovamente in età romana, quando sarà al centro di una rotta commerciale che collegherà le città nell’Egitto interno con Alessandria (che dopo la
la colonizzazione, quindi i movimenti migratori dei greci. Nel santuario son stati trovati alcuni oggetti di fattura orientale a testimonianza della presenza di orientali, e sono degli oggetti che in qualche modo influenzeranno anche le forme e l’iconografia degli oggetti greci. si tratta di oggetti in avorio, e questo ci fa notare che è un materiale orientale, poi sulla sinistra c’è questa figura femminile che è un terminale di lira (conclude la lira a 5 corde strumento orientale). La donna ha un lungo abito detto CHITONE (dal greco chiton che era di origine orientale) tipico orientale che spopolerà nelle popolazioni di tradizione ioniche dalla Grecia. La figura ha un alto copricapo, POLOS, che è una sorta di corona che cingeva il capo delle Dee, anche questa è di origine orientale e passerà poi ad essere uno degli attributi delle divinità femminili greche. La figura si sviluppa poi su una sfinge, che è un tipico elemento del mondo orientale e che avrà poi un enorme diffusione nel mondo greco, sia nella sua presenza sui vasi, sia nella sua presenza realizzata a tutto tondo, in marmo per esempio sulle stele funerarie greche, quindi sarà un elemento preso dal mondo orientale e portato nell’ambito greco. Poi c’è la figura centrale è una figura maschile, un kouros, riprodotto in nudità eroica o atletica (come vuole la tradizione greca) a differenza del mondo orientale in cui la figura maschile sarà sempre vestita. Questa figura è un terminale di lira, e nei suoi caratteri è interessante perché propone un materiale di importazione orientale è utilizzata su uno strumento di derivazione greca (lira) e l’immagine, il tipo iconografico è il kouros figura maschile greca e rappresenta quindi una commistione tra le 2 componenti culturali. Dal santuario di Apollo invece proviene il gruppo rappresentato a destra, raffigura un eroe con un leone. La figura è in piedi e vestita e il leone è rappresentato rampante l’uomo poggia la sua mano sul capo della bestia, la figura rappresenta il “signore degli animali” ovvero l’eroe che trionfa sul re delle bestie. In questo caso si parla di un oggetto di importazione, è realizzato in avorio, è un tipo iconografico (modo di essere rappresentata la figura) orientale. Questa figura avrà anch’essa influenza nel mondo greco, perché per esempio la figura del leone comprare molto frequentemente, soprattutto nelle decorazioni vascolari (vasi), oppure nelle decorazioni dei frontoni. Un altro esempio di oggetti che provengono dall’oriente e vengono assimilati dal mondo greco è rappresentato dai rinvenimenti del monte Ida, a Creta, vi era una grotta alle pendici del monte conosciuta come Antro Ideo. In questa grotta si era sviluppato un culto di Zeus perché secondo la tradizione mitologica era quello il luogo dove Zeus era nato, questo sin dall’età geometrica. *i primi scavi nel monte Ida furono fatti da un archeologo italiano, Alber, che fondò la scuola archeologica italiana di Atene.
In questa grotta furono trovati vari oggetti fra cui un disco di bronzo: rappresenta il despòtes theròn ovvero il signore delle belve, lo stesso concetto visto nel gruppo dell’eroe con il leone in avorio di Delfi. Questo disco è interessante per diversi aspetti, fa parte di un piccolo gruppo di dischi di bronzo ritrovati nell’antro, richiamano un aspetto particolare del culto, il santuario era gestito da una potente classe di sacerdoti che ricevevano per altro anche pagamento di tributi dai vari insediamenti dell’isola di Creta. Secondo la tradizione Zeus era nato nell’antro ma proprio per evitare che il pianto del bambino arrivasse al padre Chrono, che aveva l’abitudine di divorare i propri figli, i sacerdoti che gestivano il santuario e ai quali Rea aveva affidato il proprio figlio, battevano su grandi dischi di bronzo per nascondere i pianti del bambino. Questo racconto mitico viene richiamato anche nella decorazione di questo disco, il personaggio maschile centrale che può rappresentare o un eroe o un dio, poggia il piede su un toro e ha un leone stretto tra le mani (signore degli animali) al suo fianco ci sono due figure mostruose che battono sui dischi di bronzo come facevano i sacerdoti nella leggenda. Il disco sia nella tecnica (martellatura del bronzo, non viene fuso) che nell’iconografia dei personaggi richiama lo stile orientale. Questo ha fatto ipotizzare, o si tratta di materiali importati oppure potrebbe trattarsi di un’officina trasferitasi dall’oriente a Creta. Questa capacità di lavorazione dei metalli viene trasmessa alla cultura greca nell’arco del VII secolo, e poi i greci ulteriormente perfezioneranno queste tecniche. L’altro centro in occidente caratterizzato da oggetti che provengono dall’oriente è il santuario di Zeus ad Olimpia. planimetria del santuario. Il santuario si sviluppa alle pendici della collina di Chronos, ed è circondato da 2 fiumi: Alfeo e Cladeo. Il santuario si sviluppa dall’età proto-geometrica, è un santuario di grande importanza perché ospito le prime olimpiadi nel 776 a.C. (piena età geometrica). Se si pone attenzione ai vincitori si vede come nel giro di poco tempo la frequentazione del santuario non è più limitata ai territori dell’Elide, ma si allarga a tutti i centri mediterranei di cultura greca (dovevi essere greco per poter competere). I giochi avvenivano ogni 4 anni e le varie gare saranno una
Tutto questo è per capire il legame molto stretto con il mondo orientale. La ceramica fossile guida per eccellenza viene a contatto con l’oriente. Ci sono 2 centri importanti, perché hanno restituito una quantità maggiore di reperti e sono Corinto al centro della Corinzia e Atene. CORINTO : è molto importante perché lo sviluppo della ceramica e dell’architettura (tetti fittili, in terracotta) che avviene in questo periodo è strettamente connesso con la città. L’uso della terracotta non è un caso visto che Corinto si trova in prossimità di cave di argilla e soprattutto gli artigiani hanno molta confidenza con l’argilla proprio perché hanno questa consuetudine del lavoro in ceramica. Corinto è una città molto ricca, infatti, per tutto il corso del VII secolo e dell’età arcaica si sostituisce come forza commerciale marittima agli Eubei, sarà concorrenziale con i fenici. Anche la ricchezza della città è uno degli elementi che insieme all’attività artigiana a sviluppare anche precocemente alcuni caratteri dell’architettura stabile. Da cosa deriva questa ricchezza? Non solo dalla disponibilità di materia prima ma anche da una posizione geografica strategica, infatti, si trova su in istmo che univa il Peloponneso con l’Attica, fondamentale perché faceva (e fa tutt’ora) evitare alle navi di circumnavigare il Peloponneso che era molto pericoloso non che un dispendio di tempo importante. L’Istmo risale al XIX secolo, ma i greci avevano sviluppato all’epoca un sistema interessante, avevano infatti realizzato una strada in legno detta DIOLKOS sulla quale tiravano le navi e merci e facevano passare le navi lungo questa strada rimettendole in mare dal lato opposto, questa operazione faceva si che si tagliassero i tempi e diminuivano i pericoli. Ovviamente veniva pagato un tributo per questa operazione ma questo rende la città ricca e strategicamente importante nel commercio. Nel VII secolo la ceramica di Corinto è una delle più diffuse in occidente, è una ceramica di pregio recepita come uno status simbol, ovvero essendo una produzione di lusso la rendeva unica tra i greci. Nel quadro generale è una ceramica di piccole dimensioni (10- 15 - 30cm), probabilmente era destinata a contenere unguenti preziosi. Anche per questo era una ceramica abbastanza facile nel trasporto perché poco ingombrante, a differenza della produzione ateniese più ingombrante e non di esportazione legata al sema funerario. La ceramica protocorinzia, studiata principalmente da Humfry Payne, è stata suddivisa in fasi cronologiche: Protocorinzio antico 720-690 a.C. Protocorinzio medio 690-650: si divide in 2 fasi: - 1: 690-75 a.C.
combattimento di guerrieri si ritrova anche in un'altra ceramica: è un Olpe (olpe Chigi da Formello) che serve a versare olio o vino. È articolata in più registri, infatti, si denota una scena di caccia al leone (topos orientale), ma abbiamo in corrispondenza della “spalla” un motivo bellico rappresentante dei guerrieri che si fronteggiano. Che differenza c’è tra queste scene e quelle del periodo geometrico? Lo scudo, oltre ad essere più decorato (episema) cambia forma, da bilobato diviene rotondo. È un cambiamento importante poiché non è solo un cambiamento di forma, corrisponde a un cambiamento di modo di combattimento, nella ceramica geometrica oltre allo scudo bilobato i guerrieri andavano sui carri, adesso ci sono i fanti che combattono in gruppo e non più 1 contro 1, hanno armi più agili, tra cui lo scudo, questo è espressione di cambiamento della comunità infatti esprime il combattimento della poleis, poiché sono cittadini liberi che in caso di guerra si armano e combattono e siccome c’è una maggiore democratizzazione, c’è una maggiore distribuzione della ricchezza, l’insieme dei cittadini che possono permettersi delle armi è maggiore e quindi cambia la città e le forme di combattimento. Non è più il combattimento fra EROI ma della COMUNITÀ questo è talmente importante che viene proposto come motivo decorativo, la ceramica riflette i valori le consuetudini della comunità che la produce (città per immagini). ATTICA : anche qui non c’è più la ceramica del periodo geometrico, ma abbiamo una produzione diversa da quella corinzia ma con le stesse finalità. La differenza peculiare con quella protocorinzia è la dimensione. La ceramica protoattica, infatti, ha dimensioni decisamente maggiori rispetto a quella protocorinzia per via dello scopo differente (quella corinzia era fatta per il commercio quella attica ricopriva ancora il ruolo di sema funerario). Vengono introdotti sempre di più degli elementi figurativi. Le decorazioni geometriche tendono lentamente a sparire.