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Aristotele: Filosofia, Politica e Amicizia, Appunti di Filosofia

Aristotele, allievo di Platone, si distingue per i suoi interessi enciclopedici e la sua prospettiva orizzontale della conoscenza. Egli non crede nel mondo delle idee e scrive su politica, natura e amore. Aristotele è considerato il massimo dell'intelligenza umana, ma Galileo Galilei lo sfida con la matematica applicata. In questo documento vengono esplorate le idee di Aristotele sulla filosofia, la politica e l'amicizia.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 23/02/2022

studywithchiara
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ARISTOTELE
Aristotele entra come studente nell’accademia di Platone fino a diventare insegnante. E’ talmente bravo che gli
viene chiesto di insegnare ad Alessandro Magno. Quando ritorna ad Atene ricco, fondò una scuola (liceo) si
afferma il primo liceo della storia.
Aristotele ha molti più interessi di Platone Platone aveva un interesse politico, Aristotele no; per Aristotele la
politica non è la disciplina più alta poiché per lui esiste l’amore per il sapere. Per Platone la filosofia sarebbe uno
scopo politico, mentre per Aristotele non ha alcuno scopo. E’ una conoscenza disinteressata che non è mirata ad
altri scopi. Aristotele scrisse “Politica”.
Aristotele vuole essere un realista, non un utopista, perché vuole capire quello che accade attorno a lui, scrivendo
libri sui mari, animali; ha un sapere quindi enciclopedico.
Aristotele non scrive la prima enciclopedia poichè la prima enciclopedia venne pubblicata dagli illuministi.
Aristotele non crede nel mondo delle idee; invece Platone guardava il mondo delle idee Aristotele ama tutto ciò
che è dello Stato un vero filosofo; si meraviglia di tutto ciò che accade.
Aristotele ha una prospettiva orizzontale della conoscenza; Platone invece ha una prospettiva verticale.
Secondo Aristotele il compito del filosofo non è quello di governare, ma di spiegare con il logos.
LOGOSlibro di Aristotele dove esprime come ragioniamo. Ragionare = usare il logos in due modi:
induttivo induzione. Processo mentale che
usiamo per arrivare ai concetti partendo da tanti
fatti si giunge al concetto mettendo insieme le cose
comuni ed escludendo quelle diverse. Quando si
arriva al concetto, la mente riflette il concetto di
idea.
deduzione processo opposto all’induzione. Si
parte da un concetto che può essere una verità,
una regola generale e la si applica nei vari casi. Per
esempio: si deve usare il passato remoto quando ci
si riferisce al passato. Questa regola la applico a
tutti i casi particolari può essere valida se
abbiamo infinite induzioni.
Aristotele si interessa di politica e di natura, quindi tutto quello che gli accade intorno nasce con la meraviglia. Per
lui il sapere è finalizzato all’amore per il sapere.
Per Platone tutto il sapere era finalizzato a uno scopo politico per realizzare le forme di governo, che è
irrealizzabile poiché è utopistico.
Nel liceo di Aristotele si studia un pò di tutto rispetto all’accademia di Platone (in quest'ultima si studiano
argomenti di politica), ma nel liceo non si studiano materie legate alla matematica, perché Aristotele non ama quel
tipo di sapere.
La scienza oggi è un sapere numerico e la matematica è fondamentale poiché si usano i numeri per spiegare i
fenomeni il sapere di Aristotele non è scientifico. Quando la scienza nasce per merito di Galileo Galilei, ci sono
delle divergenze con gli aristotelici. Aristotele scrive un libro relativo alle nuvole, ma ovviamente non ne parla
come intendiamo noi oggi, ovvero come i meteorologi.
Il sapere enciclopedico di Aristotele non fa uso di numeri.
Deduzione e sillogismo
1. tutti gli uomini sono mortali regola generale PROMESSA MAGGIORE
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ARISTOTELE

Aristotele entra come studente nell’accademia di Platone fino a diventare insegnante. E’ talmente bravo che gli viene chiesto di insegnare ad Alessandro Magno. Quando ritorna ad Atene ricco, fondò una scuola ( liceo ) → si afferma il primo liceo della storia. Aristotele ha molti più interessi di Platone→ Platone aveva un interesse politico, Aristotele no; per Aristotele la politica non è la disciplina più alta poiché per lui esiste l’amore per il sapere. Per Platone la filosofia sarebbe uno scopo politico, mentre per Aristotele non ha alcuno scopo. E’ una conoscenza disinteressata che non è mirata ad altri scopi. Aristotele scrisse “Politica”. Aristotele vuole essere un realista, non un utopista, perché vuole capire quello che accade attorno a lui, scrivendo libri sui mari, animali; ha un sapere quindi enciclopedico. Aristotele non scrive la prima enciclopedia poichè la prima enciclopedia venne pubblicata dagli illuministi. Aristotele non crede nel mondo delle idee; invece Platone guardava il mondo delle idee→ Aristotele ama tutto ciò che è dello Stato un vero filosofo; si meraviglia di tutto ciò che accade. Aristotele ha una prospettiva orizzontale della conoscenza; Platone invece ha una prospettiva verticale. Secondo Aristotele il compito del filosofo non è quello di governare, ma di spiegare con il logos. “ LOGOS ” →libro di Aristotele dove esprime come ragioniamo. Ragionare = usare il logos in due modi: ➔ induttivo → induzione. Processo mentale che usiamo per arrivare ai concetti → partendo da tanti fatti si giunge al concetto mettendo insieme le cose comuni ed escludendo quelle diverse. Quando si arriva al concetto, la mente riflette il concetto di idea. ➔ deduzione → processo opposto all’induzione. Si parte da un concetto che può essere una verità, una regola generale e la si applica nei vari casi. Per esempio: si deve usare il passato remoto quando ci si riferisce al passato. Questa regola la applico a tutti i casi particolari→ può essere valida se abbiamo infinite induzioni. Aristotele si interessa di politica e di natura, quindi tutto quello che gli accade intorno nasce con la meraviglia. Per lui il sapere è finalizzato all’amore per il sapere. Per Platone tutto il sapere era finalizzato a uno scopo politico per realizzare le forme di governo, che è irrealizzabile poiché è utopistico. Nel liceo di Aristotele si studia un pò di tutto rispetto all’accademia di Platone (in quest'ultima si studiano argomenti di politica), ma nel liceo non si studiano materie legate alla matematica, perché Aristotele non ama quel tipo di sapere. La scienza oggi è un sapere numerico e la matematica è fondamentale poiché si usano i numeri per spiegare i fenomeni→ il sapere di Aristotele non è scientifico. Quando la scienza nasce per merito di Galileo Galilei, ci sono delle divergenze con gli aristotelici. Aristotele scrive un libro relativo alle nuvole, ma ovviamente non ne parla come intendiamo noi oggi, ovvero come i meteorologi. Il sapere enciclopedico di Aristotele non fa uso di numeri. Deduzione e sillogismo

  1. tutti gli uomini sono mortali → regola generale PROMESSA MAGGIORE
  1. Aristotele è un uomo → caso particolare n° 1 PROMESSA MINORE → Socrate è un uomo; è un caso particolare perché fa parte della cerchia “tutti gli uomini sono mortali”.
  2. Socrate è mortale CONCLUSIONE L’esempio riportato è una deduzione corretta. Esempio di deduzione sbagliata:
  3. tutte le sedie hanno quattro gambe
  4. questo oggetto ha quattro gambe
  5. questo oggetto è una sedia Questo esempio è logicamente giusto, ma concettualmente sbagliato. Altro esempio…
  6. tutte le automobili inquinano
  7. questa è un’automobile
  8. questa automobile inquina Questa deduzione è corretta; è ineccepibile dal punto di vista logico, ma pur facendo una deduzione corretta, si arriva a fare una conclusione sbagliata perché è sbagliata la premessa maggiore. ↓ sillogismo Galileo Galilei e Aristotele Aristotele è molto interessato ai fenomeni naturali, ma cerca di spiegarli in un’altra maniera. Aristotele afferma che tutte le cose materiali risiedono in un luogo naturale (es. quando facciamo cadere una penna, pensa che la penna cadendo verso il basso risieda in un luogo naturale basso) → ha affermato questo usando la deduzione. Sempre secondo Aristotele, la Luna e i pianeti sono incastonati in una sfera invisibile (etere). Galileo Galilei afferma che un libro è scritto a caratteri matematici, mentre Aristotele non usa la matematica, ma l’immaginazione. Aristotele viene considerato per molti secoli il massimo dell’intelligenza umana. E’ considerato il vertice della conoscenza umana, oltre la quale c’è solo ed esclusivamente la conoscenza divina. Galileo Galilei è un eretico ed è andato contro la Chiesa Cristiana, ma quest’ultima difende Aristotele pur essendo pagano. Galileo afferma che al centro c’è il Sole, non la Luna. Egli comunque è amico di alcuni cardinali ed è inoltre un cristiano praticante, ma afferma teorie diverse sull’astronomia. Nel 1992 Papa Wojtyla dà ragione a Galileo Galilei. Galilei insegna a Padova per circa 20 anni e tra i suoi colleghi, ci sono anche degli aristotelici. Galilei ha un telescopio e osserva la Luna. Aristotele sostiene che la Luna è costituita da etere, ossia una materia indistruttibile. Galileo quindi invita gli aristotelici a guardare la Luna, ma si rifiutano di guardarla tramite il telescopio poiché quest’ultimo viene considerato uno strumento del demonio. Per secoli Aristotele viene considerato il massimo della filosofia. Secondo Platone, c’è una gerarchia nella realtà: lui pensa ci siano due mondi→ uno inferiore (quello materiale dove tutto nasce e muore) e uno superiore (iperuranio → oltre al cielo). Platone ha un modo di vedere verticale e gerarchico.

SCIENZE POIETICHE→ fare e produrre qualcosa di concreto L’anima secondo Aristotele Fin dall’inizio i greci parlano di anima: per Socrate è il logos, mentre Platone afferma che l’anima sia suddivisa in tre parti. Aristotele invece pensa in maniera diversa la teoria di Platone e afferma che l’anima sia in relazione con il corpo → a far vivere il corpo è l’anima. L’anima quindi è ciò che da vita al corpo in tre modi. Secondo Aristotele abbiamo: ➔ funzione vegetativa → gli uomini l’hanno in comune con le piante e gli animali → si occupa delle funzioni che non sono controllabili, per esempio la crescita dei capelli ➔ funzione sensitiva → è una parte dell’ anima dove risalgono le emozioni. Gli uomini ce l’hanno in relazione con gli animali ➔ funzione intellettiva → solo gli uomini ce l’hanno e corrisponde al logos Secondo Aristotele, l’uomo è un animale che ha il logos, dotato quindi di ragione. Per un cavallo la felicità è correre, per l’uomo invece la felicità è avere il logos perché l’uomo essendo un animale razionale, trova la felicità ragionando→ questa è la virtù umana (=comportamento giusto). Secondo Aristotele, esiste una parte della nostra anima che dobbiamo controllare (parte sensitiva) che causa problemi all’uomo perché le passioni, sentimenti e istinti, ci possono portare agli estremi (es. ho fame, ho fame, ho fame → mangia, mangia, mangia) che danneggiano la nostra vita. Nella nostra vita quotidiana, quindi, dobbiamo fare intervenire la parte intellettiva affinché moderi quella sensitiva→ questo si chiama il giusto mezzo. Il giusto mezzo Es. → c’è un incendio → mi butto nel fuoco → comportamento eccessivo c’è un incendio → scappo → per Aristotele è un comportamento eccessivo sbagliato ⇩ davanti a un incendio rifletto, attuo il comportamento medio→ è giusto non scappare, non buttarsi nel fuoco, ma chiamare i soccorsi Per Aristotele nella vita quotidiana dobbiamo adottare un comportamento medio evitando gli eccessi che sono dannosi. Comportamento medio → nel Medioevo chiamato aurea mediocritas. In questa maniera secondo Aristotele si può arrivare alla felicità che si suddivide in due parti: ➢ virtù → felicità più alta dove solo pochi arrivano ➢ felicità del giusto mezzo → è inferiore, ma vivere una vita media senza eccessi, permette di realizzarci Nel libro di Aristotele (“Etica”), si spiega la teoria del giusto mezzo. Aristotele parla di un giusto mezzo uguale per tutti? No, perché ad esempio un giusto mezzo di una persona povera, è diverso da una persona ricca → se quest’ultima ad esempio donasse 50 Euro, quella povera ne potrebbe donare 5. Non è possibile scrivere un elenco sul giusto mezzo. Ognuno di noi se lo deve cercare. Quando uno lo ha trovato, non è valido per tutta la sua vita, ma può cambiare. C’è un collegamento tra etica e felicità: L’etica è una teoria di Aristotele. Secondo lui se raggiungiamo dei comportamenti giusti, “otteniamo” la felicità. Teoria di Aristotele sui comportamenti giusti → sono i comportamenti moderati, quindi la teoria sul giusto mezzo. Se una persona si comporta in modo moderato senza gli eccessi, raggiunge la felicità.

Per scegliere il giusto mezzo, dobbiamo usare la parte intellettiva. Dobbiamo controllare gli eccessi che provengono dalla parte sensitiva ↓ ce l’hanno sia gli uomini che gli animali Ognuno di noi ha una propria visione del mondo, dalla quale può ricavare un proprio giusto comportamento. Platone non è convinto del giusto comportamento mobile → lui ha una visione statica della vita ↪ se io ragiono, arrivo al concetto di giustizia che è uguale per tutti, è universale ed eterno → non cambia mai. Se ragionassimo, arriveremo tutti agli stessi concetti Socrate ≠ Platone Socrate è convinto che se un individuo ha capito cosa fare, lo fa. Platone è convinto che se un individuo ha capito cosa fare, può essere che non lo faccia, poiché esiste la parte concupiscibile che trascina l’individuo agli eccessi, ai desideri del corpo. La dottrina dell’amicizia Aristotele ha scritto alcune pagine sull’amicizia e non sull’amore, perché secondo lui l’amicizia è più importante dell’amore → è una passione, un sentimento che ci trascina e ci acceca→ ci porta quindi a degli eccessi ed è poco controllabile. Anche l’amicizia è un tipo di amore, ma è più tiepido dell’amore ed è più facile controllarla→ Aristotele la considera un tipo di affetto ideale delle persone. Vivendo con gli altri è meglio l’amicizia che l’amore dal punto di vista dei rapporti umani. Non denigra l’amore comunque, perchè è la condizione della famiglia. Per Aristotele l’amicizia è divisa in tre parti: ➔ amicizia dei giovani → stare insieme, trascorrere il tempo insieme. Sul piacere ➔ amicizia basata sull’utile → relativa alle persone anziane che insieme cercano di risolvere i problemi ➔ amicizia relativa ai filosofi → sviluppano un’amicizia riflettendo insieme. Sulla conoscenza; è il sentimento di amicizia migliore, basato sul bene L’uomo è un animale politico Aristotele definisce l’uomo un animale politico → si realizza solo se vive con gli altri. Per Aristotele l’uomo che sta da solo o è un Dio, o è una bestia: l’uomo è un animale sociale (politico) destinato quindi a vivere con gli altri, in società. Aristotele si è dedicato alla forma di società. Inserisce tutto questo nel suo libro “Politica” → in questo libro descrive le varie forme di Governo esistenti. Secondo Aristotele ci sono tre forme possibili di Governo: ➔ monarchia → governa una sola persona ➔ aristocrazia → a governare sono i migliori ➔ politeia (o politia) → forma di Governo in cui a governare è la maggioranza. Persegue la felicità di tutti Non c’è una forma di Governo migliore dalle altre, però Aristotele afferma che ci sono delle degenerazioni: la monarchia può degenerare in tirannia→ il monarca vuol fare il bene dei cittadini, mentre il tiranno fa il bene per sé stesso. L’aristocrazia può degenerare in oligarchia→ nell’aristocrazia si governa per il volere del popolo, mentre nell’oligarchia seguono i propri interessi.

Sia Aristotele che Platone hanno una visione negativa della massa ↓ ↓ pensa che la i cittadini tendono alle cose materiali→ loro nascono già così, non sono diventati così→ maggior parte non si può affidare loro il Governo perché non ragionano della gente fosse costituita da poveri, schiavi, ignoranti Per fare il bene di tutti, bisogna avere una prospettiva più ampia su come governare. Per Aristotele e Platone → le persone che reputano che per governare si debbano sapere le cose che ci stanno dietro ogni scelta, devono governare. Aristotele → ha scritto molto sul teatro. I greci ( o le persone in generale) in quel periodo amano andare a teatro perché si immedesimano nei personaggi, provando emozioni (viste in modo negativo → parte sensitiva) e quindi finita la rappresentazione, si purificano (catarsi). Catarsi = purificazione → gli spettatori provano le emozioni vedendo uno spettacolo e si svuotano quando termina→ sono quindi privi di emozioni e per Aristotele usano il logos per arrivare al giusto mezzo. Psicologia, Psichiatria e Psicoanalisi Psicologia → discorso razionale dell'anima. Uno psicologo sa come funziona la nostra mente. Lo psicologo non è un medico, ma può dare qualche consiglio Psichiatria→ lo psichiatra è il “medico” dell’anima che lavora ad esempio presso gli ospedali Psicoanalisi → nata nel 1900 da Freud. Lui è un medico laureato in medicina. Per Freud i disturbi mentali si curano parlando, facendo vari incontri, parlando sui sogni e vita della persona. Per diventare psicoanalista, non occorre laurearsi in medicina. Un psicoanalista cura, ma non può prescrivere ricette → per Freud bisogna scaricare delle tensioni emotive. Secondo Aristotele lo Stato è qualcosa di naturale perché l’uomo è fatto per vivere in società e non da solo. Per Socrate è anche naturale stare insieme dandosi delle leggi, delle regole, un Governo. E’ naturale quindi stare insieme in uno Stato. Ci sono delle persone che pensano che lo Stato sia artificiale, come Hobbes → lui infatti pensa che gli uomini siano stanchi di sbranarsi a vicenda e quindi hanno deciso di creare uno Stato per sopravvivere. Anche Rousseau pensa che lo Stato sia artificiale, poiché gli uomini hanno creato lo Stato per difendere la loro proprietà. Chi la pensa come loro, viene chiamato contrattualista. Per Aristotele il fine dello Stato è assicurare la felicità a tutte le persone: ➔ un buon Governo assicura la prosperità materiale (cibo, vestiti…) ➔ numero contenuto di cittadini ➔ buone condizioni geografiche ➔ cittadini intelligenti → che usano la ragione nella parte intellettiva ➔ funzioni ben distribuite ➔ comando agli anziani → sono più saggi → ragionano e pensano meglio ➔ educazione uguale a tutti i cittadini → comportarsi bene con il giusto mezzo Per Aristotele l’amore è più eccessivo, l’amicizia è più contenibile → l’amicizia è meno travolgente e coinvolgente Per Alberoni (sociologo, studia i comportamenti della società)→ l’amicizia è grazie ad un incontro inatteso