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Arte del Rinascimento, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Piero della Francesca, Mantegna, Bramante, Antonello da Messina: biografia e opere principali degli autori

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 28/02/2026

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ilaria-tondini-2 🇮🇹

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IL RINASCIMENTO
Piero della francesca
Fu pittore, matematico e trattatista, maestro della prospettiva e della luce.
Unisce rigore geometrico, monumentalità delle figure e colorismo luminoso,
influenzando l'Italia settentrionale.
Vuole ricondurre la molteplicità delle forme naturali a prototipi geometrici
regolari e misurabili
Influenzato dalla pittura Fiamminga
Città importanti in cui studia: Firenze e Urbino
I 3 trattati: Libellus de quinque corporibus regolaribus, De prospectiva
pingendi, Trattato d’Abaco. Questi identificano il confronto tra matematica
abachistica e la geometria euclidea
Libellus de quinque corporibus regolaribus: dedicato a Guidobaldo da
Montefeltro; al centro ci sono i 5 poliedri regolari ( tetraedro, cubo, ottaedro,
icosaedro, dodecaedro)
Verrà ripreso da Albrecht Durer
LA FLAGELLAZIONE DI CRISTO
1. E’ l’opera che meglio rappresenta l’importanza per Piero della prospettiva e
delle proporzioni
2. Scena in un’architettura classica (greca, capibile dagli architravi)
3. Soffitti cassettonati
4. Pavimento geometrico
5. Tutto è studiato in modo scientifico: spazio diviso in due attraverso la sezione
aurea
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IL RINASCIMENTO

Piero della francesca

● Fu pittore, matematico e trattatista, maestro della prospettiva e della luce. ● Unisce rigore geometrico, monumentalità delle figure e colorismo luminoso, influenzando l'Italia settentrionale. ● Vuole ricondurre la molteplicità delle forme naturali a prototipi geometrici regolari e misurabili ● Influenzato dalla pittura Fiamminga ● Città importanti in cui studia: Firenze e Urbino ● I 3 trattati: Libellus de quinque corporibus regolaribus, De prospectiva pingendi, Trattato d’Abaco. Questi identificano il confronto tra matematica abachistica e la geometria euclidea ● Libellus de quinque corporibus regolaribus: dedicato a Guidobaldo da Montefeltro; al centro ci sono i 5 poliedri regolari ( tetraedro, cubo, ottaedro, icosaedro, dodecaedro) ● Verrà ripreso da Albrecht Durer

LA FLAGELLAZIONE DI CRISTO

  1. E’ l’opera che meglio rappresenta l’importanza per Piero della prospettiva e delle proporzioni
  2. Scena in un’architettura classica (greca, capibile dagli architravi)
  3. Soffitti cassettonati
  4. Pavimento geometrico
  5. Tutto è studiato in modo scientifico: spazio diviso in due attraverso la sezione aurea

IL BATTESIMO DI CRISTO

  1. Realizzata per i monaci camaldolesi di borgo San Sepolcro, in particolare in memoria di Traversari ( umanista e priore dell’ordine morto nel 1439)
  2. Costruito grazie a precisi rapporti matematici e geometrici: opera composta da figura quadrata sormontata da un semicerchio, le ali della colomba sono la base del triangolo equilatero
  3. Al centro dell'opera c’è la figura di Cristo, la colomba ( spirito santo) e la scodella c0n la quale S. Giovanni sta battezzando Cristo
  4. Luce omnidirezionale + chiaroscuro netto che annulla le ombre
  5. I 3 angeli a sinistra dell’albero sono vestiti in modo orientale per ricordare il concilio di trento (1439). Indossano abiti con i colori bianco, rosso e blu ( simboli della trinità) e sono legati dal tenersi per mano, che allude all’unità delle Chiese); il palmo abbassato dell’angelo a sinistra simboleggia la concordia
  6. Composizione dell’opera basata sul numero 3
  7. Identità personaggi di destra: probabilmente dignitari bizantini giunti a Firenza per il concilio di Trento

● Interesse antichità classica ● Pala di San Zeno: prospettiva per illusionismo, cornice a modello classico con loggia quadrata.

IL CRISTO MORTO

  1. L’opera presenta uno scorcio prospettico
  2. I dettagli anatomici rendono tangibile la realtà della morte: torace gonfio, piaghe ai piedi e alle mani, colore livido con bagliori contrastanti
  3. Giace su una lastra di marmo che rappresenta la Pietra su cui Cristo è stato cosparso da unguenti prima della sepoltura ( rito ebraico)
  4. Accanto a lui vi sono la Maddalena, la Madonna e San Giovanni
  5. Lo spazio è ridotto per accentuare la centralità del Cristo, impedendo all’osservatore di distogliere lo sguardo
  6. Doppia costruzione spaziale: prospettiva centrale per il piano di marmo e proiezione assonometrica per il corpo. Una prospettiva rigorosa avrebbe diminuito le dimensioni del busto e della testa, rendendo i piedi sproporzionatamente grandi.
  7. La figura di Cristo è spostata a sinistra, bilanciata dalla testa con la funzione di guidare l’occhio lungo una linea diagonale e per enfatizzare la centralità di Cristo.
  8. Grande sintesi tra realismo e astrazione
  9. Tecnica della tempera magra, che produce opacità simile agli affreschi antichi

LA CAMERA PICTA

  1. Scandisce le superfici con delle paraste che introducono a un finto loggiato, segnando un limite tra spazio reale e dipinto.
  2. Elementi funzionali ( porte, finestre, caminetto) e strutturali ( piani di imposta della volta)
  3. Il camino funge da piano d’appoggio per le figure nella scena della famiglia Gonzaga
  4. Aveva funzione di rappresentanza ( dei Gonzaga e del potere della corte di Mantova) + funzione di stanza per i ricevimenti ufficiali
  5. La luce parte dall’oculo centrale del soffitto con una gradazione del chiaroscuro calcolata, che accentua la coincidenza tra ambiente reale e disegnato; con le tende abbassate crea profondità
  6. Gli elementi decorativi: la volta a padiglione è suddivisa in vele con gli emblemi dei Gonzaga, ritratti di imperatori romani e figure mitologiche; vi è anche un oculo centrale con scorcio prospettico
  7. Le pareti simulano una loggia sostenuta da pilastri, su un paesaggio esterno: due sono nascoste da finti tendaggi, le altre mostrano le scene dei Gonzaga
  8. Con questa commissione si vuole celebrare la casata dei Gonzaga con i suoi valori ideologici e le virtù del governo, nobilitando la vita di corte Quattrocentesca con riferimenti al passato.

L’ANNUNCIAZIONE

  1. Modifica radicalmente l'iconografia tradizionale dell’Annunciazione escludendo l’angelo dalla scena, ma lo sguardo di Maria fa capire la sua presenza a destra
  2. La composizione della figura di Maria è data da una configurazione geometrica piramidale
  3. Le mani di Maria sono un elemento chiave che riflette la luce e trasmette significato; il suo volto è ovale, definito dall’ombra