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Arte India seconda parte, Appunti di Storia Dell'arte

appunti delle lezioni di storia dell'arte dell'india

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/01/2020

Fuoco.Fatuo94
Fuoco.Fatuo94 🇮🇹

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ARTE DELL'INDIA
21/03
I Kushana sono molto importanti perchè il loro territorio comprende il Gandhara, sono importanti
anche perchè il loro territorio comprende anche una zona della pianura gangetica e la cittadina di
Mathura (a sud di Delhi) è una delle capitali dei Kushana. Qui con essi nasce una scuola di arte
importantissima: sarà uno dei centri di produzione artistica più importante.
L'arte è riconoscibile per una pietra, l'arenaria rossa, tipica di Mathura che è screziata di giallino.
Mathura è una città molto legata al culto di una divinità dell'Induismo che è Krisna.
Il culto locale oggi è legato alla divinità di Krisna, che è una discesa del dio Tara (un'incarnazione di
Visnu). Krisna nasce in modo autonomo ma viene poi inglobata nel culto di Visnu come la
principale delle sue discese.
Perchè Mathura legata al culto di Krisna? Perchè secondo il mito Krisna sarebbe nato e cresciuto tra
i mandriani di Mathura. Di fatto questo legame di Mathura a Krisna in realtà nonostante i testi lo
leghino dai primi secoli d.C, in realtà il culto di Krisna a Mathura è abbastanza recente perchè si
afferma dal 1500 in poi. La Mathura antica non è legata al culto di Krisna ma ciò si stabilisce tardi.
La figura è legata al buddhismo e a alcune raffigurazioni dei primi dei degli induismo ma non è un
orientamento di questo tipo.
La figura antropomorfa del Buddha si riferisce a Mathura, ma nello stesso periodo si riferiscono le
prime figure delle divinità dell'Induismo.
Mathura oggi sta sulla città antica e gli scavi sono complessi per via della presenza di abitato. Sono
stati ritrovati alcuni pezzi che sono conservati nel museo della città.
I Kusana regnano nei primi 3 secoli d.C circa, ma i
problemi di datazione sono molteplici. Sappiamo da
iscrizioni i principali re Kusana che non sono nomi
indiani. È stato difficile creare una cronologia.
Dalle scritture sappiamo che il più importante dei
sovrani era Kanishka. Un altro, il predecessore, era
Vima Kadphises (pronuncia vima kadfises).
Kanishka è ricordato come un gran protettore del
buddhismo e costui aveva costruito lo stupa più
grandioso dell'epoca in un posto vicino a Taxila
(Pakistan) in un posto che si chiama Shahjikidheri
(in cui è stato ritrovato un reliquario dedicato a
Kanishka).
Oggi si è abbastanza sicuri che il 127 d.C sia la data di accesso al trono di questo sovrano, è stata
trovata un'iscrizione in Afghanistan che ha permesso questa datazione. Di questo sovrano e del
predecessore si sono conservate delle statue ritratto trovate in un santuario di cui resta solo un
impianto (piccolo tempio di mattoni con cella rotonda) due delle quali in buono stato.
Tutte le statue Kusana ritrovate
sono senza testa.
In Afghanistan è stato trovato un
santuario simile delle statue di
Kusana, a Surkh kotal , e questo
tempio era proprio dedicato a
Kanishka "il tempo di Kanishka il
vittorioso".
si nota in questa statua dei
caratteri non indiani, pantaloni
larghi, stivali grossi.
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ARTE DELL'INDIA

I Kushana sono molto importanti perchè il loro territorio comprende il Gandhara, sono importanti anche perchè il loro territorio comprende anche una zona della pianura gangetica e la cittadina di Mathura (a sud di Delhi) è una delle capitali dei Kushana. Qui con essi nasce una scuola di arte importantissima: sarà uno dei centri di produzione artistica più importante. L'arte è riconoscibile per una pietra, l'arenaria rossa, tipica di Mathura che è screziata di giallino. Mathura è una città molto legata al culto di una divinità dell'Induismo che è Krisna. Il culto locale oggi è legato alla divinità di Krisna, che è una discesa del dio Tara (un'incarnazione di Visnu). Krisna nasce in modo autonomo ma viene poi inglobata nel culto di Visnu come la principale delle sue discese. Perchè Mathura legata al culto di Krisna? Perchè secondo il mito Krisna sarebbe nato e cresciuto tra i mandriani di Mathura. Di fatto questo legame di Mathura a Krisna in realtà nonostante i testi lo leghino dai primi secoli d.C, in realtà il culto di Krisna a Mathura è abbastanza recente perchè si afferma dal 1500 in poi. La Mathura antica non è legata al culto di Krisna ma ciò si stabilisce tardi. La figura è legata al buddhismo e a alcune raffigurazioni dei primi dei degli induismo ma non è un orientamento di questo tipo. La figura antropomorfa del Buddha si riferisce a Mathura, ma nello stesso periodo si riferiscono le prime figure delle divinità dell'Induismo. Mathura oggi sta sulla città antica e gli scavi sono complessi per via della presenza di abitato. Sono stati ritrovati alcuni pezzi che sono conservati nel museo della città. I Kusana regnano nei primi 3 secoli d.C circa, ma i problemi di datazione sono molteplici. Sappiamo da iscrizioni i principali re Kusana che non sono nomi indiani. È stato difficile creare una cronologia. Dalle scritture sappiamo che il più importante dei sovrani era Kanishka. Un altro, il predecessore, era Vima Kadphises (pronuncia vima kadfises). Kanishka è ricordato come un gran protettore del buddhismo e costui aveva costruito lo stupa più grandioso dell'epoca in un posto vicino a Taxila (Pakistan) in un posto che si chiama Shahjikidheri (in cui è stato ritrovato un reliquario dedicato a Kanishka). Oggi si è abbastanza sicuri che il 127 d.C sia la data di accesso al trono di questo sovrano, è stata trovata un'iscrizione in Afghanistan che ha permesso questa datazione. Di questo sovrano e del predecessore si sono conservate delle statue ritratto trovate in un santuario di cui resta solo un impianto (piccolo tempio di mattoni con cella rotonda) due delle quali in buono stato. Tutte le statue Kusana ritrovate sono senza testa. In Afghanistan è stato trovato un santuario simile delle statue di Kusana, a Surkh kotal , e questo tempio era proprio dedicato a Kanishka "il tempo di Kanishka il vittorioso". si nota in questa statua dei caratteri non indiani, pantaloni larghi, stivali grossi.

Immagine : Statue of Kanishka the Great Kushan Ruler 2nd CE, Mathura Museum 2011 L'Immagine (1) presenta un abbigliamento più schematico rispetto all'immagine afghana (3). la (1) è stata fatta da artigiani indiani che non capivano esattamente come era l'abbigliamento. Questa immagine (1) è molto più piatta. L'arte partica ha molti influssi ellenistici ma si distingue perchè è frontale e piatta e si distingue molto da quella indiana. Le armi sono molto particolari perchè indiane. La monetazione è interessante. Vima è il primo che conia monete d'oro. Le monete presentano sempre che la religiosità di questi sovrani era eclettica. Esse in realtà raffigurano Siva. Da una parte si notano le teste dei sovrani (come in questo caso quella di Kanishka), quindi importante il ritratto che non è inteso come lo intendiamo noi, non è una caratteristica tipica dell'arte indiana. Il concetto di somiglianza nel corso del 900 è stato discusso, ma in un discorso semplice definiamo "somiglianza" quando si ha un ritratto che cerca di definire le caratteristiche fisionomiche di una persona. In India questo avverrà solo in epoca islamica con la miniatura. Si cercherà, anche grazie all'influsso occidentale di riprodurre su carta le caratteristiche del viso. In India antica e classica si hanno sempre ritratti convenzionali. Ciò che abbiamo non ci fa mai vedere le caratteristiche della fisionomia delle persone. Un re è raffigurato con le caratteristiche del suo ruolo, ma non ha un viso diverso dal re suo figlio ad esempio. La ritrattistica è convenzionale. Grazie all'iscrizione possiamo sapere se è un ritratto, ma se non è presente non lo sappiamo. Una testimonianza importante (opera teatrale del II-III sec d.C) sanscrita in cui vi è un principe dell'India settentrionale legato al poema Ramayana che torna nella sua città dopo essere stato in esilio, va in un tempio chiamato Devakula (quindi come il santuario di Mathura) ed entra in questo santuario e vede le statue dei suoi antenati. A un certo punto vede una statua nuova e chiede al custode del tempio di chi è la statua e gli dice che è quella del padre che è morto nel frattempo. Questa è una prova concreta che in questi santuario quando vi erano statue dinastiche non si ricerca la somiglianza. Dalle monete invece ci si fa un'idea di come fossero le caratteristiche fisiche. Interessante inoltre è vedere il pantheon. Si ha una prima raffigurazione del dio Siva, che si riconosce dall'animale che lo accompagna, il toro. Vahana è il veicolo. In più vediamo il tridente tipico di Siva. Nella monetazione si hanno anche delle divinità occidentali come Mitra, un dio solare. La più importante moneta è quella del dio Kanishka che venera il Buddha. l'iscrizione è greca.

il luogo dove è stato trovato questo oggetto è Bhutesar, la cancellata di uno stupa buddhista che ha delle figure femminili estremamente sensuali sopra un vahana, un demonietto. In alto c'è la cimasa della cancellata e questa era la parte esterna. Nella parte superiore si hanno delle coppie che ad esempio si guardano allo specchio, altri porgono da bere ecc e sotto delle figure prosperose e poco vestite ma estremamente ornate che compiono varie azioni legate alla sfera amorosa. Quella a destra ha a fianco un pappagallo. Non è chiaro il ruolo di queste figure. Forse sono yakshi (divinità della fecondità) o altro. Immagine: Si tratta di un tipo di statuaria con arcaismo presente al museo di Delhi (questo esempio), ma ve ne sono 4 esempi e sono bifronti. Non è una scena religiosa, forse di un'opera teatrale molto famosa che si chiama "il carrettino di argilla" in cui la protagonista è una cortigiana che si innamora di un giovane, entrambi con sentimenti nobili. Sono donne oneste, generose. Questa è una delle poce cose che abbiamo che non ha un contenuto strettamente religioso e si pensa che fosse una scultura di un palazzo oppure in un teatro. I teatri sono fisicamente scomparsi ma si hanno descrizioni nella letteratura. è un pilastro di uno stupa. Viene interpretata come figura di un giovane principe, ma per molto tempo veniva raccontata come la storia di un giovane asceta che si chiama Rishyashringa (il corno delle gazzelle). È figlio di un asceta e di una gazzella, ma perchè la gazzella avrebbe ingoiato lo sperma dell'asceta e il figlio sarebbe nato con un corno (nascita unicorno?). Questo ragazzo è casto, nella città vicina c'è siccità e questa terminerà se egli si sposerà e rinuncerà alla castità.

la statua raffigura il dio del sole. Il sole si chiama Surya ed è importante in epoca vedica. Nell'epoca Kusana arriva il culto del sole che arriva dall'iran e visualizza il sole come una divinità che viaggia su un carro trainato da cavalli. Questa è una delle prime immagini del dio del sole su un carro. La cosa particolare è che questo dio non è vestito da indiano, ha stivali centro-asiatici, ha un copricapo simile a quello dei sovrani Kusana. Il fatto che sia vestito così lo vedremo in tutte le raffigurazioni del dio sole. Avrà dei templi molto importanti. Il dio sole è sempre raffigurato fino a epoca tarda con caratteristiche che lo avvicinano a uno di questi personaggi centro-asiatici. il dio sole avrà sempre gli stivali. La figura piccola ai piedi della divinità è Aruna. ARTE INDIA 22/

  • i monumenti scavati nella roccia nascono come buddhisti e poi diventano anche hindu. Una prima fase è connaturato allo sviluppo della religione. Ad eccezione di alcuni stupa, non ci restano templi buddhisti costruiti o monasteri. Ciò che resta soprattutto in Gandhara fa parte di un discorso archeologico. C'è tutta una prima fase di architettura indiana anche sacra che non è di pietra. Intorno al I sec a.C in poi si diffonde l'usanza di scavare nel fianco di colline rocciose dei templi o residenze per monaci. Ci sono complessi monastici fatti di sale di culto buddhiste con annesse residenze per i monaci, tutto scavato nella roccia. Questi edifici riproducono in modo fedele quelli che erano i monumenti costruiti scomparsi. Da questi monumenti ci facciamo un'idea di come erano i monumenti. Vengono conservate anche le sculture. Si hanno molti monumenti che poi verranno adottati anche nell'Induismo. Si avranno templi in grotta dal V sec in poi e anche qui scavati nella roccia. Non si ha il tetto ma la facciata e l'interno.
  • Lo scavo di templi monolitici a tutto tondo. Il fianco di una collina o di una roccia veniva scolpito, si tratta di enormi sculture, in cui si hanno dei templi completi ma non costruiti, ricavati dal materiale. Prima di essere bravi architetti con la pietra, gli indiani sono bravi scultori. Prima di imparare a

delle colonne in modo che possiamo fare la prasakshina. (vedi le piante sul libro) C'è una prima fase di queste grotte più antica che è aniconica (dal 100 a.C). le grotte dei secoli successivi avranno le immagini del Buddha. Una complicazione nello studio di questi luoghi è che diversi di questi luoghi è che sono stati occupati e scavati in più secoli. Questo rende la datazione non semplice. Una buona parte di questi scavi hanno parecchie iscrizioni che danno informazioni su chi li ha patrocinati e i patroni delle grotte nella fase più antica sono i Satavahana (=quelli dei 100 cavalli) i quali hanno patrocinato le grotte ma magari solo delle parti. La datazione si rifà a uno studio fatto da Vidya Dehejia. Immagine: karle maharastra, 50- d.C il soffitto è a volta a botte. Il prototipo del chaityagriha è in legno, i listelli in alto sono applicati alla volta della roccia. In altre grotte ci sono listelli non più di legni applicati ma scolpiti nella roccia. In una grotta scavata questi costoloni non hanno motivo di esserci se non per imitazione degli edfici strutturali, sono decorativi. Le navate laterali possono essere a semivolta, una struttura trilobata o piatti.

Immagine: spaccato di Percy Brown del chaityagriha di karle Immagine: ingresso della karle: finestra cuspidata in questi monumenti si vede una sorta di finestra a ferro di cavallo, o arco carenato: inizia più largo e poi nei secoli si restringe ma forma una cuspide in alto. Nell'edificio costruito questa è la finestra che dà la luce internamente. Immagine: ingresso grotta 19, Ajanta inizialmente erano grate di legno che facevano passare luce e aria, ovviamente non avevano le grate in metallo. Queste finestre si chiamano chandrashàla (=sala della luna) o gavaksha (=occhio di bue, go=mucca, vacca). Queste erano un elemento comunissimo nell'architettura dell'epoca. Le case dell'epoca culminavano in questi abbaìni. Le città di legno non le abbiamo più ma si hanno riprodotte su alcuni monumenti. Da esse vediamo le finestre uguali a quelle che si ritrovano sui monumenti in grotta. Avevano tetti in legno con copertura di paglia ed è chiaramente architettura lignea per i travetti. L'ultimo piano delle case aveva le chandrashala. L'attico è tipico nelle case indiane fino ad oggi perchè nelle varie stagioni si abitano varie stanze.

Uno dei primi aniconico, privo di facciata (forse doveva avere qualcosa in legno), le colonne sono molto semplici senza capitalli nè basi e tutta la decorazione è intorno e riproduce in modo sistematico gli edifici dell'epoca che vengono qui scolpiti nella roccia. Immagine: sito di Bhaja, Maharastra di fianco all'ingresso di un chatyagriha ci sono due immagini che non si sa cosa rappresentano. Una specie di sovrano su un carro trainato da cavalli che calpesta una specie di demonessa. Dall'altra parte invece un sovrano su un elefante il quale calpesta un albero ghirlandato con scene di danza e di feste. C'è anche un altro albero con appesi degli uomini, con la proboscide sta scrollando un albero. Queste raffigurazioni non hanno una spiegazione certa. Immagine: grotta di Bedsa Ultima metà del II sec a.C, è un luogo con colonne molto particolari riprese da molti monumenti dell'epoca: hanno capitelli a campana rovesciata, i cavalieri in coppia di buon auspicio. Immagine: tempietto davanti alla grotta di Karle Questo sito di Karle (pronuncia Karla) è spettacolare perchè davanti all'ingresso della grotta è stato costruito un tempietto dedicato a una divinità femminile hindu chiamata hekvira (?) che è molto frequentato soprattutto nelle feste autunnali e primaverili. È la sostituzione di un culto più recente di uno più antico.

Gli elefanti sono simbolo di stabilità e spesso vengono posti nella fascia inferiore come basamento. Poi si vedono coppie scarsamente abbigliate. Al centro un'immagine del Buddha aggiunta in seguito. Sono considerati ritratti idealizzati dei patroni forse del luogo. i capitelli di Karle o Bedsa sono quelli tipici dell'epoca molto decorati, con sovrani o figure a cavallo di animali. Si vede conservato anche un parasole di legno e lo stupa monolitico che ha assunto una valenza propria e non più un contenitore di reliquie. LEZIONE 23 MARZO AUDIO DA SENTIRE 4/ (senti registrazione prima parte) la finestra-arco cambia forma, si restringe ma si tratta sempre della stessa tipologia. I travetti che in questa immagine sono in pietra, sono gli stessi che venivano realizzati in legno. Immagine: stupa ad Ajanta_ gli elementi di questo stupa intagliato sono uguali a quello di Sanchi. Lo stupa monolitico e quindi non è reliquiario in questi siti: dentro non è stata nascosta l'urna con le reliquie. Lo stupa qui è interamente scavato e intagliato nella pietra. Lo stupa ha assunto un valore autonomo in quanto forma. Lo stupa stesso è sacro perchè rappresenta il Buddha, rafforzato qui dall'immagine del Buddha stesso. Per il Mayana il Buddha ha 3 corpi:

  1. trascendente, la buddhità
  2. di fruizione, che può essere rappresentato
  3. quello con cui viaggia tra gli uomini tutta la molteplicità di queste grotte non rappresenta soltanto il Buddha Sakyamuni, ma questi sono i molteplici Buddha che sono passati in una dimensione di beatitudine nelle varie epoche del mondo ma sono tutti uguali perchè la buddhità è un valore unico. Litania di Buddha =ripetizione di Buddha, i tanti Buddha che sono vissuti

Immagine: vihara 17, vessantara jataka l'immagine ci fa vedere l'interno di un palazzo, gli abbigliamenti, dei volti più ritrattistici e ci fa vedere bene come erano dipinti. Non c'è una vera prospettiva ma è a volo di uccello. Non c'è una luce direzionale ma diffusa e ci sono dei tocchi di bianco o delle alternanze di colore nei diversi incarnati che danno risalto alle immagini. Questi sono fatti a secco sulla roccia lisciata preparata con paglia e fango, uno stratto di stucco e sopra a secco. La modalità dei dipinti di Ajanta: sono molto diversi come organizzazione rispetto alle immagini viste finora. Non tutti questi dipinti sono così, ma vi è un tipo particolare che implica una lettura complessa. L'interpretazione è stata studiata da Schlingloff e da Deheja. Il tipo di raffigurazione è "reticolo". Non è una disposizione continua. Le scene che succedono nello stesso posto vengono dipinte circa nella stessa zona del dipinto. Per capire cosa succede bisogna andare avanti e indietro. In un totale di 25 scene si trovano diversi luoghi. Sono scene raggruppate da un punto di vista temporale ma soprattutto per luogo in cui avvengono. Se si considera la difficoltà di lettura, il buio che caratterizza queste grotte ci dà l'idea della difficoltà di fruizione (dovevano esserci dei monaci che illustravano il tutto perchè altrimenti non si vedono nè capiscono) e la difficoltà di esecuzione. Le possibilità di ore di luce sono ridotte e infatti ci sono dubbi su come abbiano dipinto in così poco tempo. Un'ipotesi è che utilizzassero dei teloni bianchi per irrorare la luce. Immagine: grotta 1 , avalokiesvara bodhisattva affianca l'ingresso del vestibolo della cella in fondo. Verso il vestibolo le figure sono più iconiche. avalokitesvara =signore che guarda giù benevolo, viene detto anche padmapani(=con in mano un loto). È il bodhisattva più famoso, andando verso la Cina e il Giappone viene trasfigurato in donna. La corona di gemme è magnificente, il viso è assorto e benevolo con lineamenti particolari (l'arco delle sopracciglia qui sono l'arco del dio amore Kama). I piccoli tocchi di bianco illuminano la figura, i gioielli sono particolari e dettagliati. Le mani sono molto belle e qui regge un fiore di loto. È un'immagine di profonda spiritualità. Questo corpo è trasfigurato, potente, non è umano, ma è un pretesto per rappresentare l'essere sopranaturale. MANCA LEZIONE 5 APRILE SENTIRE AUDIO

(ASCOLTA LA PRIMA MEZZORA DI AUDIO)

avatara=discesa Visnu discende sulla terra con un avatara ogni volta che il dharma, la legge, il bene è minacciato quindi lui scende a ristabilire il dharma. Gli avatara sono in diversi periodi cosmici e cominciano dal pesce che è il protagonista di una storia che è il diluvio universale. Una serie di avatara che si concludono con l'avatara del futuro. Non sono personaggi che hanno un culto ma c'è un mito in cui si esplicano e viene raffigurato dall'arte. Ci sono dei miti che non sono raffigurati se non in modo secondario. Krisna è un personaggio molto importante, e anche Rama è un eroe protagonista che incarna Visnu. Lo status dei dieci avatara è molto diverso. Immagine: Grotte di Udaygiri, Vidisha Il cinghiale si trova raffigurato all'interno di una grotta (circa a 7 metri) che raffigura il mito del varaha: un demone ha fatto sprofondare la dea terra nelle acque cosmiche e quindi la terra sta affondando. Visnu in genere viene raffigurato in forma antropomorfa (in questo caso con muso da cinghiale e corpo umano) in questa posizione (canonica in cui viene raffigurata una divinità, posizione di sforzo). Il varaha si tuffa nelle acque cosmiche e ripesca la terra la quale si aggrappa a una zanna del cinghiale e torna fuori dalle acque cosmiche. In questa scena si vedono delle schiere di veggenti e quello con il cappuccio serpentino che è il demone. Queste creature serpentine sono comuni nell'arte indiana. Nel mito hindu il demone non è necessariamente cattivo: esistono due categorie principali. Ci sono i deva (che sono i dei principali) e quelli che chiamiamo demoni si chiamano asura (parola molto antica). sura=dio, a privativa. Gli asura sono coloro che ostacolano il dharma. In genere nei miti c'è un asura che minaccia l'ordine cosmico e che viene vinto da un deva. Il nostro asura qui ha un cappuccio serpentino come si adatta a un essere acquatico. I naga sono i cobra, il serpente per eccellenza (naga coluber) e sono animali sacri. Hanno la tipica ambivalenza delle divinità popolari hindu che sono pre-buddhisti che non diventano mai divinità cosmiche ma parte del culto popolare da un'antichità indefinibile fino a oggi e sono sempre ambivalenti perchè pericolose e benevole allo stesso tempo (sono divinità di ceto più basso). Sono divinità molto legate alla fertilità e alle feste, vengono onorati al fine di avere figli. Qui i naga non hanno un cappuccio solo, ma più cappucci di serpenti. La posizione è una mudra che si chiama anjali (una mudra di saluto), si tratta di una mudra di preghiera, di rispetto. Questo demone-serpente sta salutando con rispetto il varaha e anche questa è una cosa tipica di questi miti e raffigurazioni. Tipicamente e soprattutto nei miti che riguardano Visnu, quando Visnu sconfigge un nemico, Visnu non lo annienta ma risparmia la sua vittima e la vittima riconosce la superiorità di Visnu e diventa un devoto secondo il concetto di devozione e amore che va sotto il nome di bhakti.

Sulle altre 3 facciate di questo tempio sono raffigurati dei pannelli che raffigurano 3 momenti importanti legati a Visnu. Immagine: Visnu Shesha Su uno dei pannelli viene raffigurato Visnu con 4 braccia, è disteso, contrariamente alle immagini del Buddha è sessuato. Ha la tipica gioielleria del dio, e qui è tipica del dio Visnu. È serenamente disteso mentre una donna con una tipica parrucca (o acconciatura) che gli massaggia i piedi. Essa è la sua sposa ed è la stessa dea Sri (=Laksmi). A un certo punto diventa la sposa e viene raffigurata con lui. Questo gesto di massaggiare i piedi è una pratica normale in India fino ad oggi. il cobra ha tante teste, sotto ci sono le spire dell'animale. Significato scena: un momento importante di un mito hindu famoso. Ci sono vari miti di creazione in India. Il tempo viene concepito come un susseguirsi di ere. L'unità minore è la juga: c'è un'età dell'oro e attraverso quattro fasi il benessere del mondo decresce fin quando c'è una specie di catastrofe cosmica variamente intesa, c'è un periodo di quiescenza e poi tutto riparte. Il ciclo è fatto da 4 mahajuga (?) e poi un ciclo più grande. Anche il dio che presiede alla creazione in questo sistema ha una vita lunghissima. C'è un periodo in cui l'universo vive e una fase in cui esso è in una fase di quiescenza. Nel periodo di quiescenza Visnu dorme sulle acque cosmiche. Il grande cobra Ananta (=infinito) o si chiama anche Shesha (colui che resta, dopo il ciclo cosmico). La creazione non è concepita ex nuovo ma come un'emanazione. La divinità che ha questo compito è brahma il quale emana da sè, contiene tutti i semi dell'esistente. La divinità è l'embrione dell'esistente. È presente un fiore di loto che è simbolo di crescita e generazione, quindi non c'è solo il simbolo di rinascita e qui i loto non viene raffigurato come al solito dall'ombelico del dio ma dietro ma comunque indica che Visnu dà inizio all'esistente. Il tempio a cui appartiene il pannello è visnuita. Le altre divinità sono figure secondarie e quindi qui si vede cosa succede. Brahma crea, sappiamo che è lui perchè ha 4 teste. Si vede la testa di un antilope. È presente il figlio di Siva che si chiama Skanda, il quale è dell'India del sud ma assimilato come figlio di Siva e sta a cavallo di un elefante e poi vi è la coppia Siva-Parvati a cavallo del toro che è il veicolo di Siva. Le altre figure sono attendenti. Le immagini sotto non è molto chiaro a chi corrispondano. L'interpretazione migliore è che siano personaggi del Mahabarata. In mezzo si vedono personaggi che insegnano il dharma. Ci sono 5 figure maschili e 5 femminili: i 5 personaggi principali sono i fratelli Pandava, destinati alla vittoria destinati a portare la vittoria (figli di Pandu, ma in realtà figli di divinità) 11/ intorno al VI sec. Si ha un esempio grandioso di questa tipologia di monumenti che si trova su un'isola, Elephanta che è appena fuori Mumbai. È un isolotto che sono state elevate a ramo di grandi città dagli inglesi. Si sale su una zona ripida e sulla parte in alto dell'isolotto sono contenuti dei templi in grotta. Quello importante è il tempio del dio Siva.

Immagine: pianta tempio Siva, elephanta cave : si entra da nord. Idealmente si dovrebbe entrare a est, c'è un mandapa e una cella che contiene il linga di Siva. Poi vi sono due templi accessori. I numeri sono le grandi sculture, rilievi che si trovano all'interno di questa grotta. Essi sono rilievi alti circa 5 metri che riproducono vari momenti del mito di Siva. Il gruppo di 5-4-3 è importante e il rilievo 4 è il più importante. Ci sono due assi in questo scavo: uno che dà l'orientamento del tempio, e uno è verticale che porta davanti a quel capolavoro (4). Immagine: dio Siva : è stata classificata come trimurti (tri=tre, murti=immagine quindi immagine divina). Brahma, Visnu e Siva sono le tre divinità più importanti. Brahma è un dio molto antico, fa la parte del creatore ma è una divinità che non ha un culto oggi in India. Si dice che a un certo punto Siva si sia manifestato come un enorme linga e gli altri dei hanno cercato di capire l'inizio e la fine del linga ma non ha nè inizio nè fine. Visnu va sotto terra a cercare la base di questo linga. I miti che riguardano il varaha di Visnu comportano uno scavo. Il cinghiale è un animale che scava e forse ha ispirato questo tipo di visione. Visnu torna in superficie per dire "non ho trovato la fine". Il veicolo di Brahma si chiama hamsa ed è un grande uccello bianco che di solito rappresenta l'anima. È una sorta di oca ma questa parola in poesia viene tradotta con cigno. Si tratta di una grande oca himalayana. Questa immagine a 3 teste è considerata trimurti. L'immagine centrale è un volto meditativo e maschile (è l'immagine pacificata). Sulla spalla destra del dio si ha il volto che è l'immagine terribile del dio Siva. L'altro volto è Uma (o Parvati=figlia della montagna) ed essa è l'unica che può combattere il mostro. In una serie di testi detti Purana, grandi enciclopedie dell'Induismo composti dal V sec in poi si basano sul fatto che la divinità interviene perchè c'è un demone che non è in sè malvagio ma vuole prendere il potere ma questo porterebbe il mondo nel caos e quindi il dio deve intervenire. Parvati quindi deve sposare Siva. Uma è un altro nome di Parvati (etimologia meno chiara, il volto femminile regge il fiore di loto. La sua teologia considera Siva l'unione degli opposti. I due si possono vedere raffigurati come coppia amorosa oppure viene mostrato direttamente metà uomo e metà donna. Questa iconografia si chiama Ardhanarishvara (= "il signore che è mezzo uomo e mezza donna"). Soprattutto il viso centrale è tipica di una divinità di un'altra dimensione ed è un volto molto assorto ma allo stesso tempo riesce a manifestare le qualità di Siva, quindi sia il dio dell'ascesi sia anche la

Per leggere questa immagine : una delle mani del dio tiene un oggetto, si tratta di un tamburello che si chiama dàmaru. Come si manifesta secondo molti testi dell'India l'inizio della creazione? Si manifesta con una vibrazione perchè l'elemento più sottile (l'etere) è la prima cosa creata. Il tamburello di Siva esprime l'inizio della creazione. Come esprimere il tempo? Con la danza, il ritmo della danza di Siva è il tempo che scorre. Il tutto si conclude con la dissoluzione del tutto, raffigurato dalla fiamma. Quindi viene rappresentato il ciclo del tempo e questo è il significato centrale della danza di Siva. Ai piedi di Siva c'è un demonietto che viene calpestato dal dio. Questo mostriciattolo viene chiamato Apasmàrapurusha (=demone dell'oblio), si può chiamare anche come demone dell'ignoranza. In realtà questo demone è l'ignoranza in quanto dimenticanza. Gli uomini potenzialmente sarebbero onniscenti perchè l'atman è onniscente ma per la loro ignoranza o per il velo della maya dell'illusione ottica ha cancellato davanti a loro il sapere delle cose. Gli uomini hanno dimenticato le cose e devono recuperarle. I dreds dietro Siva sono i suoi capelli. Ci sono fiori tra la sua capigliatura. Spesso viene raffigurato il fiore di datura (allucinogeno, letale) che è una pianta sacra a Siva. Tutto ciò che è selvaggio e dotato di un potere anche di tipo allucinatorio-sciamanico è legato a Siva. Sulla parte sinistra della capigliatura vi è la dea Ganga. La dea Ganga è la via lattea, ma a un certo punto un asceta chiede a Siva che la Ganga cada sulla terra perchè ci sono degli antenati che sono stati inceneriti e le ceneri devono essere purificate. Se essa scendesse sulla terra distruggerebbe la terra allora Siva si offre di farla rimbalzare nei suoi capelli. L'orecchino di destra è femminile mentre l'altro no. Arte nell'India del Sud La zona a sud dell'India ha una cultura totalmente diversa. L'India del sud parla lingue non indo- europee ma dravdica. Si esprime con il tamil classico e ha dato origine nei secoli a cavallo dell'era volgare (III a.C-III d.C) alla letteratura del Sangam (=assemblea dei poeti) che avrebbe avuto la base nella città di Màdurai. Questa poesia si divide in poesia di guerra e d'amore. Questa gente del sud ha delle divinità e culti diversi salvo che a un certo punto avviene la sanscretizzazione. La cultura che viene dal nord che si è elaborata in sanscrito, viene accettata e fatta propria dall'India meridionale. Si afferma la dinastia dei Pallava che è molto importante per l'India del sud e in generale. Iniziano ad emergere nel VI secolo fino a circa il X secolo, dopo la dinastia Gupta. Questa dinastia ha un regnante che riesce ad avere grandi risorse economiche e abbellisce quello che è il porto della dinastia Pallava. Questo sovrano si chiama Mahamalla (=il grande lottatore), è il suo soprannome e probabilmente non fonda ma abbellisce quello che oggi è il Mamallapuram , è il nome comune del luogo ma viene poi sanscretizzato con Mahabalipuram. È un luogo importante perchè riprende le divinità e le idee sanscrite ma ha un'originalità creativa e nel giro di pochi decenni.

la dinastia dei Pallava significa "germoglio". In alcuni testi il nome compare come Pahlava, che designa un gruppo sociale persiano-iranico. Secondo alcuni studiosi questi Pallava sarebbero emigrati dal nord-est, ma non è molto accreditata come ipotesi. Le iscrizioni sono in sanscrito, in prakrito o in tamil. In tutte queste iscrizioni, questi sovrani chiamano sè stessi con un numero molto alto di epiteti che si chiamano biruda. Il primo sovrano si chiama Mahendravarman. Nei nomi dei Pallava c'è spesso il suffisso varman (=scudo, protezione) cioè che hanno come protezione Indra. Questo sovrano regna a cavallo del 600, e le prime cose che troviamo di questo sovrano sono templi in grotta. Immagine Il sovrano Mahamalla (soprannome) si chiamava Narasimhavarman : è un nome che ha come protezione narasimha (=uomo-leone e si tratta di una delle discese sulla terra di Visnu). Regna dal 630 a 668 ed è colui che abbellisce il sito di Mahabalipuram. Questo è un porto vicino alla città di Kanchipuram (kanchi=cintura). Lungo la costa c'è una collina rocciosa sulla quale si accentrano i monumenti Pallava (templi in grotta), due grandi rilievi scolpiti nella roccia che sono forse i più grandi della scultura dell'arte indiana, e una tipologia che finora non abbiamo ancora incontrato e qui ne abbiamo la manifestazione più antica: templi monolitici, ricavati da un unico pezzo di roccia. Questi di Mahamallapuram sono molto piccoli. La costa è stata colpita di riflesso dallo tsunami del 2004 e pare da una leggenda di viaggiatori del 700 in cui pare che sotto questo mare in India in questa zona ci siano altri resti dell'antico abitato. Nella letteratura di viaggio dell'800 il luogo è noto come il luogo delle 7 pagode. Probabilmente sul Grande rilievo veniva fatta scorrere dell'acqua e nella spaccatura ci sono raffigurati dei naga con testa umana e corpo di serpente. Immagine