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analisi di alcune opere del secondo classicismo greco (le opere sono: afrodite cnidia, apollo sauroctonos, hermes con dioniso bambino e lisippo)
Tipologia: Appunti
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Per la prima volta una dea viene rappresentata nuda mentre appoggia un panno sopra un anfora prima di un bagno rituale. Ha il corpo sinuoso a S che impone la presenza di un appoggio adeguato, in questo caso l’anfora e il panno sono parte della composizione dove le pieghe del drappo generano ombre che contrastano con la pelle liscia della dea. Afrodite ha la testa leggermente inclinata, le ginocchia sono vicine e con la mano destra si copre le parti intime con un atteggiamento di stupore causato da un inaspettato intruso e del sopraggiungere dell’atteso amato. Prassitele avvicina spesso le reazioni delle divinità con quelle umane. In quest’opera lo spettatore riesce a immedesimarsi di colui che è la causa dell’espressione della dea e diventare parte della scultura.
Questa statua ritrae un giovane Apollo, che ancora fanciullo si appoggia con morbido abbandono al tronco di un albero (che è anche necessario per reggere la statua). Ha la testa ruotata verso sinistra, la gamba sinistra che è spostata posteriormente e il piede sinistro è accostato al tallone destro in modo che la gamba sinistra sia completamente priva da alcun appoggio. Il giovane dio è colto nel momento in cui sta per trafiggere una lucertola con uno stilo o con una freccia. Per la prima volta viene rappresentato un dio che sta giocando, una attività che nessuno scultore avrebbe mai associato a un essere divino.
Questa statua mostra Hermes mentre, in una sosta durante un viaggio, si riposa e fa giocare il fratellino Dioniso con forse un grappolo d’uva. La due divinità sono rappresentate in un attimo molto dolce, mentre Hermes guarda sorridendo il bambino, questi inclina la testa tendendo la piccola mano sinistra verso l’uva. La dolcezza la grazia dipendono dalla sinuosità del corpo di Hermes che poggia sul vicino tronco d’albero. L’attenzione ai particolari anatomici dimostrano un effetto pittorico che prende vita proprio dai passaggi delicati dal chiaro scuro provocati dalla luce e dalle ombre.
L’atteggiamento del soggetto è molto diverso dalle posizioni normali delle statue maschili, perché rappresenta un giovane atleta nel momento della purificazione dagli oli e dal sudore dopo una competizione. Il bacino è ruotato, mentre i fianchi sono stretti e il torace allungato e sinuoso. Le spalle sono quasi su una linea orizzontale poiché le braccia sono sollevate, mentre la testa, ruotata verso destra, rialzata e lievemente inclinata su un lato, si presenta piccola e con i capelli corposi e mossi. È evidente pure come al lato sinistro, con la gamba portante e il braccio nell’atto di raschiare, si opponga a quello destro con la gamba in riposo e il braccio levato su cui si compie un’azione. Le braccia sollevate e con il sinistro che attraversa orizzontalmente il busto introducono una nuova relazione con lo spazio. Esperienze della cultura ellenistica