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ASPETTI MEDICI DELLE MALATTIE-REUMATOLOGIA, Appunti di Reumatologia

Appunti precisi di aspetti medici delle malattie, parte di reumatologia, tratti da lezioni in presenza e slide.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 30/09/2024

Giuliaunipv16
Giuliaunipv16 🇮🇹

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MALATTIE REUMATICHE: colpiscono tutto il corpo, possiamo andare a identificare varie condizioni come
l’osteoporosi
l’artrosi
reumatismi extra-articolari, fibromialgia
artriti
connettiviti
vascutiti
MALATTIE INFIAMMATORIE E DEGENERATIVE
ITI: suffisso che caratterizza di natura prettamente infiammatoria
OSI: suffisso che caratterizza le condizioni di natura prettamente degenerativa
DOLORE INFIAMMATORIO E DOLORE MECCANICO
Noi abbiamo prettamente due tipi di dolore, infiammatorio e meccanico. Il dolore infiammatorio ce l’ho
nelle condizioni infiammatorie, Presente soprattutto la notte ed al mattino, è associato ad una rigidità
mattutina superiore alla mezz’ora, trae beneficio dall’attività fisica moderata; quando il paziente si ferma,
per periodi più o meno prolungati, alla ripresa delle attività, si associa a rigidità e impaccio motorio. E’ il
dolore caratteristico delle differenti forme di artrite
5 segni cardinali del dolore. Calor, ginocchio infiammato è caldo, maggior flusso di sangue che arriva al
rubor e al tumor con gonfiore, dolore e functio laesa perdita di funzionalità.
Fondamentalmente il soggetto con artrite ha Rigidità mattutina o morning stiffness: sensazione di impaccio
motorio al risveglio o alla ripresa delle attività dopo un periodo di riposo; diminuisce con il movimento, non
è valutabile dall’osservatore, viene riferita dal paziente. Se la sua durata è superiore ai 30 minuti è
orientativa per un processo infiammatorio articolare (artrite)
il dolore meccanico Dolore localizzato, presente prevalentemente al carico, peggiora con l’attività fisica e
trae beneficio dal riposo; la rigidità mattutina si protrae solo per pochi minuti. E’ caratteristico dell’artrosi.
Dolore fibromialgico: diffuso, costante, aggravato da fattori ambientali e da stress. Associato a facile
affaticabilità e colon irritabile. È influenzabile per i recettori nocicettori, quando c’è ambiente pioggia i
nocicettori scaricano di più e quindi si sente più dolore. Unico caso in cui c’è correlazione tra sintomo e
tempo. I pazienti con fibromialgia hanno una soglia del dolore molto più bassa. Può esere l’esordio di
qualcos’altro come lupus, ipertiroidismo
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MALATTIE REUMATICHE: colpiscono tutto il corpo, possiamo andare a identificare varie condizioni come  l’osteoporosi  l’artrosi  reumatismi extra-articolari, fibromialgia  artriti  connettiviti  vascutiti MALATTIE INFIAMMATORIE E DEGENERATIVE ITI: suffisso che caratterizza di natura prettamente infiammatoria OSI: suffisso che caratterizza le condizioni di natura prettamente degenerativa DOLORE INFIAMMATORIO E DOLORE MECCANICO Noi abbiamo prettamente due tipi di dolore, infiammatorio e meccanico. Il dolore infiammatorio ce l’ho nelle condizioni infiammatorie, Presente soprattutto la notte ed al mattino, è associato ad una rigidità mattutina superiore alla mezz’ora, trae beneficio dall’attività fisica moderata; quando il paziente si ferma, per periodi più o meno prolungati, alla ripresa delle attività, si associa a rigidità e impaccio motorio. E’ il dolore caratteristico delle differenti forme di artrite 5 segni cardinali del dolore. Calor, ginocchio infiammato è caldo, maggior flusso di sangue che arriva al rubor e al tumor con gonfiore, dolore e functio laesa perdita di funzionalità. Fondamentalmente il soggetto con artrite ha Rigidità mattutina o morning stiffness : sensazione di impaccio motorio al risveglio o alla ripresa delle attività dopo un periodo di riposo; diminuisce con il movimento, non è valutabile dall’osservatore, viene riferita dal paziente. Se la sua durata è superiore ai 30 minuti è orientativa per un processo infiammatorio articolare (artrite) il dolore meccanico Dolore localizzato, presente prevalentemente al carico, peggiora con l’attività fisica e trae beneficio dal riposo; la rigidità mattutina si protrae solo per pochi minuti. E’ caratteristico dell’artrosi. Dolore fibromialgico : diffuso, costante, aggravato da fattori ambientali e da stress. Associato a facile affaticabilità e colon irritabile. È influenzabile per i recettori nocicettori, quando c’è ambiente pioggia i nocicettori scaricano di più e quindi si sente più dolore. Unico caso in cui c’è correlazione tra sintomo e tempo. I pazienti con fibromialgia hanno una soglia del dolore molto più bassa. Può esere l’esordio di qualcos’altro come lupus, ipertiroidismo

TUMEFAZIONI

  • Da deformità ossea : è una tumefazione dura, può coinvolgere l’articolazione in toto (ad esempio i noduli di Heberden e Bouchard nell’artrosi primaria delle mani) o alcuni suoi segmenti (ad esempio in caso di alluce e ginocchio valgo è presente una tumefazione esclusivamente mediale)
  • Da versamento articolare : è causata da un aumento del liquido sinoviale nella cavità articolare; può avvolgere l’articolazione in toto o essere maggiormente evidente in corrispondenza di loci minoris resistentiae della capsula articolare o dei tessuti molli periarticolari; tipicamente è flottante, molle o teso/elastico; la sua consistenza può variare in relazione all’entità del versamento ed alla capacità di distensione della capsula articolare. Può essere espressione di artrite (reumatoide, da microcristalli, settica etc…), ma si può formare anche per altri motivi (versamento post- traumatico, artrosi in fase flogistica). ARTROCENTESI per esame del liquido sinoviale
  • Da sinovite : può coinvolgere l’articolazione in toto od essere localizzata. Può essere molle ma non è flottante; consistenza a volte teso-elastica. E’ associata all’iperplasia sinoviale che è caratteristica dei processi artritici. Ipertrofia per troppa produzione di liquido sinoviale.
  • Extra-articolare : tumefazione rilevata in corrispondenza dell’articolazione, ma che coinvolge strutture extraarticolari: -BorsITI (da microcristalli ad esempio) -TenosinovITI
    • DattilITI in corso di entesoartrite -Noduli sottocutanei (ad es. noduli reumatoidi) si associano ai pazienti con AR LA FUNCIO LESA Functio lesa, o incapacità/limitazione nell’effettuare l’escursione articolare per problematiche articolari ed extra-articolari; può essere:  irreversibile : degenerazione capi articolari sino all’anchilosi ossea, lesioni tendinee complete –  reversibile : flogosi articolare e periarticolare INDICI DI FLOGOSI Ci sono tanti indici di flogosi, non solo PCR e VES. Insulto infiammatorio PCR sale molto rapidamente, finisce e altrettanto rapidamente scende. La VES ci mette più tempo a salire, quindi per tutta a vita del globulo rosso cade più velocemente. Finita l’infiammazione scende lentamente. PCR indice a breve termine, la VES ti permette di guardare le 2 settimane precedenti. ECCEZIONE con LES attivo, la PCR è bassa e la VES è alta.

Comparsa di danni radiologici ( erosioni ). Le erosioni in corso di AR sono marginali, si formano nel punto in cui la membrana sinoviale, bersaglio PRIMARIO dell’AR, giunge in contatto con la cartilagine articolare e l’osso subcondrale. Le erosioni possono essere presenti dall’esordio, e se non li curi entro 3 anni si arriva al 60% di casi. Manifestazioni periarticolari

  • Tenosinoviti essudative e stenosanti • Sindromi canalicolari (tunnel carpale, tarsale etc.) • Rotture tendinee • Borsiti, cisti sinoviali • Rottura cisti poplitea Interessamento atlo-epistrofico con lussazione: manifestazione tardiva e grave Membrana sinoviale presente nel ginglimo. FATTORI REUMATOIDI Autoanticorpi diretti contro il frammento Fc (frazione costante) delle IgG (immunoglobuline di classe g) Dosaggio di routine:
  • latex test per FR IgM
  • positivo in circa il 70% dei casi di AR
  • specificità bassa SOGGETTI SANI Soggetti con età > 65 anni 16 % Maschi con età < 65 anni 3,6 % Femmine con età < 65 anni 4,6 % CONDIZIONI ASSOCIATE Sindrome di Sjögren: positiva al fattore reumatoide al 80% dei casi Crioglobulinemia mista: positive al fattore 100% FUMO Anticorpi anti peptidi citrullinati nell’AR sono più specifici del FR, si associano a malattia grave ed erosiva soprattutto se c’è FR. MANIFESTAZIONI EXTRA- ARTICOLARI Noduli reumatoidi Sindrome secca di sjrogren Neuropatie periferiche (sindrome del tunnel carpale per interessamento della guaina dei tendini flesssori della mano) Aterosclerosi più grave causa di morte con pazienti con AR. TRATTATA COME
  • DMARDs (sinonimo di farmaco di fondo, in grado cioè di bloccare la malattia) • Farmaci bio(tecno)logici • Piccole molecole

SPONDILOENTESOARTROPATIE

Gruppo eterogeneo di condizioni che ha delle caratteristiche comuni. La più nota è la spondiliteanchilosante. Spondilo: colonna Entesi: punto di inserzione del tendine sull’osso (tendine d’achille e fascia plantare) Artropatia: patologia articolazione in questo caso infiammatoria (artrite) CRITERI PER LA DIAGNOSI Dolore infiammatorio al rachide , la sintomatologia ha una cronicità. Sinovite asimmetrica o prevalente agli arti inferiori. Familiarità ha un ruolo importante con marcatore genetico HLA B27. Presenza di psoriasi. Malattie infiammatorie intestinali croniche. Malattie da processi infettivi (uretrite, cervicite). Dolore gluteo alternato bilaterale, causato dalla sacroileite. Entesopatia. SPONIDLOENTESOARTRITI SIERONEGATIVE LABORATORIO NON c’è positività del fattore reumatoide. In genere se è positivo lo è per altre cause. Elevata incidenza di HLA B

  • 90% spondilite anchilosante
  • 70% forme reattive
  • 30% artropatia psoriasica (variabile spondilitica)
  • 5-8% popolazione generale LESIONE FONDAMENTALE: ENTESITE Punto di partenza è la membrana sinoviale, ma non è il target principale. La malattia parte dall’entesi. Un po’ al di sotto del punto di passaggio come osteiti, fino ad arrivare alla periostite. Può interessare secondariamente le articolazioni e dare artrite. SPONDILITE ANCHILOSANTE Importante la diagnosi precoce, devo sapere che Colpisce soggetti giovani e di sesso maschile (rapporto M/F: 9/1); insorgenza rara dopo i 45 anni. Il fatto che la SA sia rara nelle donne non esclude che una donna possa avere una SA. La sua prevalenza nella razza caucasica è pari allo 0,05-0,1% della popolazione. SINTOMI
  1. Rachialgia infiammatoria : dolore notturno al rachide, a partenza dal tratto lombare, associato ad una rigidità mattutina superiore ai 30 minuti. Perché il paziente spesso sottovaluta il sintomo?
  • Dolore non costante (43% casi)
  • Dolore lieve, intensificazione graduale (30%)
  • Attribuzione a varie ed altre cause (postura, attività lavorativa, passa con l’ attività fisica, etc)
  1. Sciatica mozza : dolore gluteo, irradiato posteriormente sino al cavo popliteo (da sacroileite). Sembra una sciatica ma non arriva al piede

Coinvolgimento scheletrico: Interessamento articolazioni costo vertebrali, Valutare espansibilità gabbia toracica. Quando c’è infiammazione non è detto che vedo bene il tessuto osseo. squadramento della vertebra, segno particolare viene giù dritta. ARTRITE PSORIASICA

  • Poliarticolare (4 articolazioni): sia simmetrica (simil AR) sia asimmetrica
  • Oligo-articolare (<4 articolazioni): in genere asimmetrica
  • A carico IFD mani
  • Assiale (simil spondilite anchilosante)
  • Mutilante
  • Entesitica (prevalente) È presente dattilite edema infiammatorio delle parti molli del dito, tendini flessori in particolare, con manifestazione di “dito a salsicciotto” Laboratorio:
    1. Elevazione Ves e PCR (non sempre)
    2. Fattore reumatoide negativo (non sempre)
    3. HLA-B27 + (nella variante simil-spondilitica) Radiologia
    4. Colonna a canna di bambù
    5. Sacroileite
    6. Entesite
    7. Piccole articolazioni SPONDILO-ENTESOARTRITI ENTEROPATICHE Spondiloartrite in corso di IBD Interessamento scheletrico: Spondilite con sacroileite Possibile oligo- monoartrite periferica, in genere agli arti inferiori. Entesiti e tendiniti Altre manifestazioni extraGI: uveiti (3- 11%) congiuntiviti ed episcleriti Eritema nodoso, pioderma gangrenoso SPONDILO-ENTESOARTRITI REATTIVE : agenti patogeni coinvolti
  • Yersinia enterocolitica (trasmissione oro-fecale)
  • Chlamydia (trasmissione sessuale) Insorgenza: ~ 1-3 settimane dopo un’infezione genitourinaria o gastroenterica, Non è un’artrite infettiva, ma post infettiva , con patogenesi immunomediata. Frequente associazione con HLA B27. Associazione di artrite simmetrica sieronegativa con uno o più delle seguenti manifestazioni: -uretrite/cervicite (80%) -dissenteria (20%) - congiuntivite/iridociclite (70%) - balanite (50%) - ulcere orali (30%) - cheratoderma (20%) ARTRITE REUMATOIDE AD ESORDIO SIMIL-POLIMIALGICO
  • artrite reumatoide dell’anziano • possibile esordio con dolore acuto e intenso a carico dei cingoli scapolare e pelvico (tipo polimialgia reumatica) • fattore reumatoide solitamente negativo
  1. Prevalenza: 52·5 casi per 100 000 abitanti con età superiore ai 50 anni
  2. Ratio femmine/maschi= 2-4/
  3. Età di esordio > 50 anni Dolore infiammatorio 2) Parametri di laboratorio 3)Quadro radiologico
  4. VES e PCR aumentate 2. Fattore reumatoide negativo 3. Anemia normocitica (frequente) ARTERITE GIGANTOCELLULARE
  5. Anziani 2. VES e PCR alte 3. Cefalea 4. Claudicatio masseterica 5. Febbre 6. Tosse (stizzosa) 7. Perdita di peso 8. Cecità (otticopatia) 9. Accidenti cerebro-vascolari 10. Dissecazione aortica….. Sia la polimialgia reumatiche sia l’arterite gigantocellulare si trattano con il cortisone (molto di più nell’arterite però) CONNETTIVITI Termine generico che indica una patologia infiammatoria del tessuto connettivo. Esso è rappresentato estremamente nel nostro corpo, dopo l’acqua. Quindi le connettiviti possono interessare tutti gli organi e gli apparati. Sono caratterizzate da una base autoimmune, da una prevalenza nel sesso femminile, da manifestazioni di artrite, dolori articolari senza apparente flogosi, dolori muscolari diffusi. Il fenomeno di Raynaud, sintomi sistemici (febbre, astenia). Quali sono le connettiviti? Sclerosi sistemica, SLE, miopatie infiammatorie idiopatiche, sindrome di Sjogren, connettiviti indifferenziate e di overlap. Dal punto di vista clinico l’opzione migliore per trattare la connettivite è quella di fare una diagnosi precoce. Posso così iniziare la terapia prima di un danno cronico, mi permette di fare un follow-up, mi permette di prevedere altre manifestazioni d’organo. Non è semplice fare la diagnosi precoce. Noi abbiamo degli anticorpi antinucleo che sono rivolti contro degli antigeni del self presenti nel nucleo delle cellule. Si definiscono con immunofluorescenza in diretta su cellule Hep2.
  • Anti-SSA/Ro presente nel LES (30%) soprattutto lupus cutaneo subacuto e lupus neonatale. Presenti anche in altre connettiviti Altri autoanticorpi
  • anti-C1q: in corso di nefrite lupica (specifici)
  • anti-cardiolipina / anti-Beta2 GPI: sindrome da anti-fosfolipidi Manifestazioni cliniche in corso di LES  Sintomi sistemici (febbre, astenia, calo ponderale) 90%  Artralgie / Artrite 80-90%  Interessamento cutaneo e mucoso 50-70%  Anemia / citopenie (leucociti,piastrine) 50%  Interessamento pleurico (pleurite) 40-50%  Interessamento polmonare 10%  Interessamento pericardico (pericardite) 30%  Interessamento miocardico (miocardite) 5%  Interessamento renale 40-50% Interessamento SNC 30%  Vasculiti / tromboflebiti 10-20%  Fenomeno di Raynaud 25%  Linfoadenomegalia 10-20% Interessamento cutaneo:
  • Fenomeno di raynaud
  • Rash molare
  • Fotosensibilità
  • Rosacea, se è interessato il solco naso…
  • Lesioni discoidi con afte orali
  • Sierositi quindi pleuriti e pericardite Interessamento del sistema nervoso: Neurologico • Epilessia (grande e piccolo male, etc) • Ictus • Disordini del movimento (chorea) • Cefalea • Mieliti trasversa • Neuropatia craniale • Neuropatia periferica Psichiatrico • Organic brain syndrome • Psicosi • Psiconeurosi • Disfunzioni neurocognitive Interessamento ematologico Anemia emolitica : 10-15% casi- test di Coombs diretto, reticolocitosi. NB: frequente l’anemia delle malattie croniche o legata ai trattamenti immunosoppressivi Leucopenia : 50% circa casi- sia neutropenia che linfopenia. Rischio di infezioni opportunistiche solo per valori estremamente bassi di leucociti. NB: può essere associata anche ai trattamenti immunosoppressivi Leucocitosi : legata a processi infettivi o alla terapia steroidea Piastrinopenia: 7-52% casi- anticorpi anti-PLT. Manifestazioni emorragiche per plt < 20.000/ul (porpora, petecchie, franchi sanguinamenti) NB: può essere associata anche ai trattamenti immunosoppressivi SCLEROSI SISTEMICA

Malattia sistemica autoimmune caratterizzata da alterazioni funzionali e strutturali dei vasi sanguigni, fibrosi cutanea e degli organi interni, attivazione del sistema immunitario Rapporto maschi/femmine: 1/8 Esordio: ad ogni età, più frequente tra i 45 ed i 64 anni SEGNI Sclerosi cutanea , Spessore marcato della pelle, generalmente partendo dalle dita. Non raramente associato a microcheilia, pelle scolorita e flessione delle dita. Teleangectasie : Dilatazione anomala dei capillari superficiali rossi, blu o viola, arteriole o venule tipicamente localizzate appena sotto la superficie della pelle. Ipertrofia cuticolare e Letto delle unghie con pieghe e macroemorragie Ulcere cutanee e calcinosi Interessamento articolare nella SSc ARTRITE / ARTRALGIE ANCHILOSI FIBROSA, TENDINOPATIA OSTEOLISI ACRALE (ischemica) Interessamento gastroenterico nella SSc Bocca : secchezza mucose, carie dentali Esofago : ipomotilità terzo inferiore, reflusso, stenosi post-esofagitica Piccolo intestino: ipomotilità, stasi, malassorbimento, pseudo-ostruzione Colon: ipomotilità, pseudodiverticoli Ano: turbe sfinteriche Interessamento cardiaco nella SSc Cardiomiopatia Pericardite Aritmie (alterazione più frequente) Crisi renale sclerodermica

  • Nei primi 2-3 anni di malattia • Spesso accompagnata da ipertensione maligna • Insufficienza renale acuta o subacuta • Spesso anemia microangiopatica • Morte nel 50% dei casi (pre-terapia) • Associata ad anticorpi anti-RNA polimerasi • Rara in Italia • Associata all’uso di steroidi ad alto dosaggio • Trattamento ACE-inibitori (GOLD STANDARD) Stretto controllo dei valori pressori Dialisi se necessario Miositi Malattie rare, bassa prevalenza e incidenza. Tra i 50 e i 60 anni. prevalenza leggera per il sesso femminile. Per le forme infantili sono comuni ad interessamento cutaneo dermomiositi. C’è una predisposizione genetica, associazione con HLA-DRB1. Trigger:
    • Le statine, farmaci che in una rara percentuale danno problemi muscolari.
    • Ipotesi virali Caratteristiche muscolari Le malattie infiammatorie idiopatiche hanno un pattern infiammatorio prossimale, stringe la mano ma no solleva la bottiglia d’acqua. Prevalentemente degli estensori rispetto ai flessori. Qualche volta c’è alterazione della voce. Debolezza del diaframma.

Criteri classificativi ACR del 1990 Storia di dolore diffuso perdurante almeno da tre mesi Definzione: dolore diffuso = DOVUNQUE Dolore alla digitopressione in 11 su 18 punti tender sostanzialmente si considerano le sedi (wpiwidespread pain index), l’entita’ del dolore (ss-symptom severity score) e la sua durata (almeno 3 mesi), escludendo altre cause inserimento inoltre nella ss scale di di 1. sensazione di affaticamento 2. sonno non ristoratore 3. sintomi cognitivi REUMATISMI EXTRA ARTICOLARI LOCALIZZATI

  • Tendiniti (epicondilite, spalla dolorosa, De Quervain etc), • Borsiti (olecranica, prerotulea, sottoacromiale etc), • Fasciti (fascite plantare, Dupuytren), • Entesiti (tendine di Achille, tendine rotuleo etc), • Sindromi da intrappolamento (sd del tunnel carpale, sindrome del canale di Guyon, sindrome del tunnel tarsale) Sintomatologia: tendinopatia della cuffia dei rotatori Functio laesa deficit mobilizzazione arto (rotazione e abduzione) Esame obiettivo: tendinopatia cuffia dei rotatori Manovra dell’arco doloroso : dolore tra i 60 ed i 120 ° di escursione (tendinopatia del sopraspinato) Segno dell’arto cadente : incapacità di mantenere l’arto abdotto a 90° contro resistenza (rottura della cuffia) Borsite subacromion deltoidea

Frequentemente associata a tendinite della cuffia dei rotatori, di cui può mimare il quadro clinico. Spesso legata alla deposizione di cristalli di idrossiapatite (possibili forme acute). dolore provocato dalla palpazione della borsa sottoacromiale. Tenosinovite del capo lungo del bicipite Dolore in regione anteriore della spalla con irradiazione lungo il ventre del bicipite, esacerbato dalla palpazione del tendine. Reumatismi extra-articolari localizzati: il gomito Gomito del golfista: corrispettivo all’epitroclea del gomito del tennista (entesopatia prossimale dei flesso- pronatori della mano) SD TUNNEL CARPALE Sofferenza neuropatica legata alla compressione del nervo mediano all’interno del canale del carpo. Dolore, parestesie e disestesie nel territorio innervato dal n. mediano (prime 3 dita e porzione esterna del 4°,dito); ipoestesia in fase avanzata. Sintomi inizialmente notturni, poi anche durante il giorno. Più tardivamente deficit motorio, ipotrofia dell’eminenza tenar Meccanismi patogenetici sd tunnel carpale

  1. Ispessimento legamento trasverso del carpo
  2. Tenosinovite dei flessori:
  3. Alterazioni morfostrutturali delle ossa del carpo i segni di Tynel e Phalen hanno una bassa sensibilità e specificità per la diagnosi di Sd del tunnel carpale LOMBALGIA Sindrome algica che colpisce la regione lombare bassa, lombosacrale e sacroiliaca, talora irradiato agli arti inferiori, Dal 65% all’85% della popolazione avrà nel corso della sua vita un episodio di mal di schiena.

Artrite gottosa Artrite gottosa acuta: Dolore straziante esordio improvviso Arti inferiori, articolazioni periferiche 50% nell'alluce Le articolazioni sono rosse, gonfie e doloranti (mimano l'artrite suppurativa/infettiva). Spesso, c'è un po' di stress prima dell'attacco: eccessiva indulgenza alimentare, assunzione eccessiva di alcol, stanchezza fisica o emotiva. Il dolore scompare con la terapia o spontaneamente dopo un paio di giorni (periodo intercritico). La malattia può recidivare anche dopo anni di quiescenza. C’è anche quella cronica per il 10-15% dei pazienti e consiste in attacchi multipli di gotta acuta. ARTROSI Malattia degenerativa dell’articolazione con iniziale degradazione della cartilagine articolare e successivo interessamento dell’osso subcondrale, caratterizzata da un dolore di tipo meccanico, presenza di tumefazioni ossee (disassamenti, osteofiti), scrosci articolari, limitazione funzionale

  1. Rapporto F/M: 1-2/1 (tranne: artrosi primaria delle mani, F/M: 9/1) 2) Più frequente negli anziani Artrosi primaria Artrosi localizzata Artrosi generalizzata Artrosi erosiva delle dita Artrosi secondaria A traumatismi Ad anomalie di sviluppo (es displasia congenita dell’anca) A turbe biomeccaniche * Ad alterazioni della struttura ossea (es: morbo di Paget osseo) A malattie metaboliche ed endocrine (es emocromatosi, acromegalia) A malattie ereditarie del connettivo (es sindrome di Marfan, iperlassità legamentosa) A malattie ematologiche * Ad artriti (es artrite reumatoide) Artrosi endemiche (rare) Fattori coinvolti nello sviluppo dell’artrosi
  • Invecchiamento • Fattori genetici • Fattori metabolici • Fattori biochimici • Stress biomeccanici • Stress ripetuti Artrosi: sintomatologia
  • Irradiazione del dolore : Artrosi cervicale: in caso di compressione delle radici nervose quadro di cervico- brachialgia Artrosi lombare: in caso di compressione delle radici nervose quadro di lombo-sciatalgia o di cruralgia Coxartrosi: dolore irradiato distalmente sino al ginocchio omolaterale –Riduzione dell’escursione articolare (difficoltà ad accovacciarsi, a fare scale con gradini alti) –Possibili episodi di tumefazione articolare –Comparsa di noduli in corrispondenza delle articolazioni (noduli di Heberden alle art. interfalangee distali, noduli di Bouchard alle art. interfalangee prossimali) Sedi articolari più colpite: coxo-femorale, ginocchio, colonna vertebrale, mani (articolazioni interfalangee distali e prossimali, articolazione trapezio- metacarpale); più raramente spalla, gomito, tibio-tarsica.

OSTEOPOROSI

L’osteoporosi è un disordine scheletrico caratterizzato da compromessa resistenza ossea che predispone l’individuo ad un aumentato rischio di frattura. La resistenza ossea riflette principalmente l’integrazione di densità ossea e qualità ossea. Osteoporosi primaria (involutiva): Post-menopausale Senile Idiopatica del giovane adulto Osteoporosi secondaria: A malattie (artrite reumatoide, malattie endocrine etc.) A farmaci (cortisone, eparina etc) Ad immobilità La riduzione della massa ossea è ASINTOMATICA! IS

  • Le fratture osteoporotiche più comuni sono quelle vertebrali. • Il 30-50% circa delle donne ed il 20-30% circa degli uomini andrà incontro nell’arco della vita a questo tipo di frattura e la metà di loro avrà fratture vertebrali multiple. • Sono generalmente localizzate a livello medio-toracico e lombare alto (le due regioni della colonna vertebrale più compromesse dal punto di vista biomeccanico) • Meno spesso si rilevano a livello toracico e lombare basso • Le vertebre cervicali e quelle dorsali alte sono raramente o mai coinvolte • Dal punto di vista morfologico possono essere:  fratture biconcave (le altezze vertebrali anteriore e posteriore sono integre con compressione centrale), tipiche in sede lombare;  fratture a cuneo (l’altezza posteriore è relativamente conservata con collasso anteriore), più frequenti nella regione medio-toracica;  fratture dell’intero corpo vertebrale • La frattura a cuneo è la più frequente (51%), seguita rispettivamente da quella biconcava (17%) e da quella dell’intero corpo vertebrale (13%) Clinica delle fratture vertebrali Dolore acuto • Intenso e invalidante (da 2 a 6 settimane) • Talvolta preceduto da un episodio traumatico di modesta entità • Irradiato anteriormente, esacerbato dai movimenti del tronco o dallo starnuto, recede con il riposo • Peggiora con la stazione eretta • Raramente si irradia agli arti inferiori • Possono essere presenti sintomi di accompagnamento come nausea, dolore addominale e toracico Le conseguenze della frattura di femore • Entro 12 mesi dopo una frattura di femore • 24% recupera una piena autonomia2 • 20% dei pazienti muore1 • 22% dei pazienti viene ammesso in una struttura assistenziale
  • La frattura del femore è quasi sempre sintomatica e richiede l’ospedalizzazione • Quando la frattura è scomposta, all’evento traumatico fa seguito la comparsa del dolore e dell’impotenza funzionale, con incapacità di mantenere la stazione eretta e di deambulare • In seguito a trauma lieve, la frattura può