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attenzione e adhd appunti, Appunti di Psicobiologia

appunti per quanto riguarda elementi di psicobiologia

Tipologia: Appunti

2025/2026

Caricato il 11/05/2026

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alice-rossi-60 🇮🇹

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L attenzione
-L’attenzione non è solamente rivolta all’esterno. Si può essere attenti anche a ciò che
avviene internamente, ai propri pensieri (mind wondering).
-L’attenzione è un costrutto difficilissimo da descrivere in poche parole perché è un costrutto
eterogeneo. Tutti quanti abbiamo la sensazione di sapere che cos’è l’attenzione, ma darne
una definizione è veramente complicato.
Lo psicologo Wiliam James diceva: è la capacità di prendere possesso da parte della
mente in una forma chiara e vivida di uno tra diversi e simultanei oggetti nello spazio o
sequenze di pensieri. Porre attenzione implica il distogliere l’attenzione da qualcosa per
volontariamente gestirne altre”.
-Questa definizione richiama una delle caratteristiche fondamentali dell’attenzione, cioè il
fatto che è una capacità limitata: porre attenzione a qualcosa significa togliere risorse
attentive a qualcos’altro.
-Varie forme di attenzione sono fra loro interconnesse Si immagini di essere in un parcheggio
insieme a un amico per prendere l’auto e fare ritorno a casa; mentre prestiamo attenzione” alla conversazione
con l’amico (attenzione acustica), ci si accorge di non ricordare esattamente dove è stata lasciata l’auto; si è
andati senza pensare dove solitamente si parcheggia, ma non è lì che è stata lasciata la propria vettura (si è
andati in modalità disattenta, in modalità automatica). A quel punto, si inizia a passare in rassegna le varie auto
presenti alla ricerca della propria (attenzione selettiva – Visual search: cerco la mia macchina in mezzo ai
distrattori, che sono le altre auto). La ricerca non sarà ovviamente casuale, ma guidata dalle conoscenze
dell’autovettura (target). Se quello che si cerca è un’utilitaria di colore rosso, si presterà poca attenz ione ad auto
di dimensioni grandi o di colore diverso dal rosso. Quando poi sembra di essere vicini alla zona dove si pensa si
trovi l’auto, si può utilizzare un sistema che le case automobilistiche montano sulla maggior parte delle auto
moderne (e che risulta essere di grande utilità per le persone distratte): utilizzare il telecomando dell’auto per
accendere da remoto i fari, oppure attivare il clacson (Questo fa in modo che l’attenzione si orienti nello spazio in
maniera automatica). Infine, mentre si è ancora intenti nella ricerca dell’auto, si ponga il caso di ricevere una
chiamata sul cellulare. L’attenzione verrà in questo caso “catturata” dalla suoneria del telefono in modo del tutto
automatico. In questo semplice esempio è possibile riconoscere gli effetti di diverse forme di attenzione.
Cercare l’autovettura fra tutte quelle intorno richiede di eseguire un’attenta analisi delle autovetture nelle diverse
aree nel parcheggio (attenzione selettiva-spaziale). Operazioni di monitoraggio attentivo sono invece state
messe in atto quando ci si è accorti che un comportamento automatico (andare a cercare l’auto dove la si
parcheggia di solito) non ha portato a trovare l’autovettura. Utilizzare il trucco di ac cendere da remoto i fari o il
clacson dell’auto ha richiesto invece la gestione del livello di allerta per sfruttare le informazioni provenienti da
questi segnali. Infine, mentre tutte queste risorse attentive sono state dislocate volontariamente (top-down), il
suono del cellulare ha catturato l’attenzione (processo bottom -up) in modo automatico, distraendo
momentaneamente la persona da ciò che stava facendo.
La firma principale dell’ADHD è l’incapacità di gestire le risorse attentive per lungo tempo
in compiti monotoni lunghi e soprattutto in quei compiti che richiedono un’inibizione delle
risposte dominanti.
-Potremmo definire l’ATTENZIONE come quell’insieme dei processi che eseguono delle
selezioni (scelte) nell’elaborazione dell’informazione celebrale. Visto che il cervello è un
sistema a capacità limitata che non può contemporaneamente analizzare tutti I segnali che
gli arrivano dal mondo esterno, il sistema nervoso ha evoluto dei meccanismi per restringere
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L’ attenzione

  • L’attenzione non è solamente rivolta all’esterno. Si può essere attenti anche a ciò che avviene internamente, ai propri pensieri ( mind wondering ).
  • L’attenzione è un costrutto difficilissimo da descrivere in poche parole perché è un costrutto eterogeneo. Tutti quanti abbiamo la sensazione di sapere che cos’è l’attenzione, ma darne una definizione è veramente complicato. →Lo psicologo Wiliam James diceva: “è la capacità di prendere possesso da parte della mente in una forma chiara e vivida di uno tra diversi e simultanei oggetti nello spazio o sequenze di pensieri. Porre attenzione implica il distogliere l’attenzione da qualcosa per volontariamente gestirne altre”.
  • Questa definizione richiama una delle caratteristiche fondamentali dell’attenzione, cioè il fatto che è una capacità limitata : porre attenzione a qualcosa significa togliere risorse attentive a qualcos’altro.
  • Varie forme di attenzione sono fra loro interconnesse → Si immagini di essere in un parcheggio insieme a un amico per prendere l’auto e fare ritorno a casa; mentre “prestiamo attenzione” alla conversazione con l’amico (attenzione acustica), ci si accorge di non ricordare esattamente dove è stata lasciata l’auto; si è andati senza pensare dove solitamente si parcheggia, ma non è lì che è stata lasciata la propria vettura (si è andati in modalità disattenta, in modalità automatica). A quel punto, si inizia a passare in rassegna le varie auto presenti alla ricerca della propria (attenzione selettiva – Visual search: cerco la mia macchina in mezzo ai distrattori, che sono le altre auto). La ricerca non sarà ovviamente casuale, ma guidata dalle conoscenze dell’autovettura (target). Se quello che si cerca è un’utilitaria di colore rosso, si presterà poca attenzione ad auto di dimensioni grandi o di colore diverso dal rosso. Quando poi sembra di essere vicini alla zona dove si pensa si trovi l’auto, si può utilizzare un sistema che le case automobilistiche montano sulla maggior parte delle auto moderne (e che risulta essere di grande utilità per le persone distratte): utilizzare il telecomando dell’auto per accendere da remoto i fari, oppure attivare il clacson (Questo fa in modo che l’attenzione si orienti nello spazio in maniera automatica). Infine, mentre si è ancora intenti nella ricerca dell’auto, si ponga il caso di ricevere una chiamata sul cellulare. L’attenzione verrà in questo caso “catturata” dalla suoneria del telefono in modo del tutto automatico. In questo semplice esempio è possibile riconoscere gli effetti di diverse forme di attenzione. Cercare l’autovettura fra tutte quelle intorno richiede di eseguire un’attenta analisi delle autovetture nelle diverse aree nel parcheggio (attenzione selettiva-spaziale). Operazioni di monitoraggio attentivo sono invece state messe in atto quando ci si è accorti che un comportamento automatico (andare a cercare l’auto dove la si parcheggia di solito) non ha portato a trovare l’autovettura. Utilizzare il trucco di accendere da remoto i fari o il clacson dell’auto ha richiesto invece la gestione del livello di allerta per sfruttare le informazioni provenienti da questi segnali. Infine, mentre tutte queste risorse attentive sono state dislocate volontariamente (top-down), il suono del cellulare ha catturato l’attenzione (processo bottom-up) in modo automatico, distraendo momentaneamente la persona da ciò che stava facendo. → La firma principale dell’ ADHD è l’incapacità di gestire le risorse attentive per lungo tempo in compiti monotoni lunghi e soprattutto in quei compiti che richiedono un’inibizione delle risposte dominanti.
  • Potremmo definire l’ ATTENZIONE come quell’insieme dei processi che eseguono delle selezioni (scelte) nell’elaborazione dell’informazione celebrale. Visto che il cervello è un sistema a capacità limitata che non può contemporaneamente analizzare tutti I segnali che gli arrivano dal mondo esterno, il sistema nervoso ha evoluto dei meccanismi per restringere

l’elaborazione su un sottoinsieme di informazioni che si ritiene siano particolarmente interessanti e importanti per quel determinato compito. ➢ L’attenzione è un processo multimodale. Riguarda infatti tutti i sensi: la visione, l’acustica, il tatto… ➢ L’attenzione può essere vista come un cancello che influisce sulla percezione ma ovviamente anche sull’apprendimento in generale (se le informazioni non entrano o entrano in maniera errata, verranno apprese in maniera meno efficace) ➢ Alcuni stimoli possono attrarre la nostra attenzione in maniera automatica ( processi bottom-up ) ➢ Altre volte siamo noi a decidere volontariamente le cose sulle quali vogliamo fare attenzione ( processi top-down ) →Esistono diversi tipi di attenzione:

  1. Esterna : Attenzione rivolta agli eventi dell’ambiente esterno
  2. Interna : Attenzione rivolta ad un pensiero invece che un altro o alla selezione di una risposta invece di un’altra
  3. Overt : Attenzione che viene direzionata verso uno stimolo muovendo gli occhi su di esso. L’attenzione Overt sembra attivare aree anche coinvolte negli spostamenti oculari come i campi visivi frontali e il collicolo superiore.
  4. Covert : Attenzione direzionata in un certo luogo o su un certo stimolo senza che si spostino anche gli occhi (l’attenzione si può muovere nello spazio indipendentemente dallo sguardo). L’attenzione Covert sembra essere mediata da un’estesa rete frontoparietale.
  5. Divisa : Dividere l’attenzione su più di una stimolazione (Esempio: parlare al telefono col vivavoce mentre si guida. Si possono fare le 2 cose in contemporanea, soprattutto quando uno dei 2 compiti viene automatizzato. Guidare all’inizio richiede molte risorse attentive, dopodiché viene automatizzato e ne richiede meno)
  6. Sostenuta : Attenzione necessaria per monitorare in modo continuo determinati stimoli
  7. Transiente : guidata da uno stimolo transiente nel tempo, come un flash o un suono e, quindi, breve →Un tentativo di sistematizzazione è il modello di Posner e Boies , che hanno classificato i processi attentivi in 3 gruppi principali ( TRE SISTEMI di Posner e Boies ):
  8. **Sistema di SELEZIONE o ORIENTAMENTO
  9. Sistema ESECUTIVO
  10. Sistema di ALLERTA** → Sistema di SELEZIONE o ORIENTAMENTO : è quel tipo di attenzione che ci permette di selezionare informazioni rilevanti e di orientare l’attenzione nello spazio. È un’attenzione che può essere focalizzata su un solo input sensoriale ( Esempio 1- input acustico : siamo in un pub, ci sono più fonti acustiche, ma noi poniamo l’attenzione solo su quello che ci sta

questo caso non stiamo manipolando niente da un punto di vista attentivo). Quello che viene manipolato in questa condizione di baseline è il tempo che intercorre tra l’indizio (cue) neutro e l’apparizione dello stimolo. Si valutano i tempi di reazione per le risposte corrette → in media un soggetto ci mette 350 millisecondi a premere il tasto e questa performance non varia al variare dell’intervallo tra la presentazione dell’indizio e lo stimolo successivo. →adesso si manipola l’attenzione, ad esempio inserendo un cue valido in circa il 25% delle prove (sposto l’attenzione dei soggetti proprio dove apparirà lo stimolo). Con il cue valido diventiamo più veloci. Ma a 0 (quando il cue compare nello stesso momento dello stimolo) non siamo più veloci. Il vantaggio del cue valido aumenta all’aumentare dell’intervallo tra cue e stimolo → dato che l’attenzione è limitata, per postarla ci vuole tempo. Il processo attentivo di spostamento dell’attenzione nello spazio, anche indotto da uno stimolo improvviso e inaspettato, richiede comunque tempo. L’attenzione, in questo caso visiva, è limitata nel tempo e nello spazio. →Con un cue invalido (ad esempio, sposto l’attenzione a destra ma lo stimolo lo sparo a sinistra), invece, c’è un costo attentivo. Questo ci dice che l’attenzione è limitata, perché se la sposto da un lato, la tolgo dall’altro.

  • Quindi, l’attenzione può migliorare il processamento di un’informazione, ma può anche peggiorare perché, se tu non hai attenzione in quella zona peggiori la performance. → Monkey illusion:
    • Ai partecipanti viene chiesto di contare il numero di passaggi di palla eseguiti da una squadra, mentre un individuo vestito da gorilla attraversa la scena. Inoltre, cambia anche lo scenario sul fondo. Molte persone, concentrate sul compito, non notano affatto il gorilla o lo scenario che cambia.
    • Quando percezione e attenzione non sono allineate, è possibile “non vedere” informazioni che comunque stiamo processando. L’attenzione è limitata. Se monitoriamo qualcosa, ce ne perdiamo altre. → Visual search : →Cercare il target in mezzo a distrattori. Il visual search è super allenato nei controllori dell’aeroporto che cercano oggetti pericolosi dentro le valigie. Quello che devono fare i controllori dell’aeroporto è proprio cercare il target in mezzo a distrattori e lo devono fare in maniera seriale. Questo tipo di attenzione dipende dal set size (dal numero di elementi che dobbiamo processare), perché quest’attenzione lavora in maniera seriale e non parallela. Ma non sempre lavora in maniera seriale ( Pop out).

Pop out: →Quest effetto si chiama Pop out perché l’informazione rilevante emerge senza bisogno di spostare l’attenzione in maniera seriale. Questo è un fenomeno che viene sfruttato nelle pubblicità per attirare l’attenzione in maniera automatica.

  • Indipendentemente dal numero di distrattori, la tua attenzione viene attirata dallo stimolo diverso.
  • La dipendenza dal set size non è tutto o nulla, può essere modulata modulando la differenza dello stimolo target dai distrattori. →Secondo questa teoria possiamo distribuire l’attenzione (come singola entità) su più oggetti in parallelo (non in modo seriale) ma più oggetti dobbiamo controllare, meno risorse possiamo assegnare ad ognuno di essi. → Cueing spaziale → La facilitazione nel percepire un target in una data posizione (es. Paradigma di Posner) evolve nello sviluppo. Durante la vita, precocemente soprattutto, diventiamo sempre più veloci a spostare l’attenzione nello spazio. Infatti, a circa 4 mesi di età si inizia a vedere il vantaggio indotto da un cue spaziale congruente. →L’ attenzione visiva temporale : Anche nel tempo, l’attenzione ha risorse limitate → Attentional blink. L' attentional blink è il fenomeno per cui è difficile rilevare un secondo stimolo bersaglio se questo appare a breve distanza da un primo bersaglio (tra 200 e 500 millisecondi), a causa dell'attenzione momentaneamente focalizzata sull'elaborazione del primo. Si manifesta in compiti rapidi (come la presentazione seriale rapida) in cui l'elaborazione del primo target impedisce al cervello di registrare correttamente il secondo. →Esempio: si vede una serie di lettere in successione rapida e si deve dire qual è la lettera presentata dopo la W. Se lo stimolo F (che è quello che segue la W ) viene presentato immediatamente dopo la W riusciamo a vederlo (quasi 100% di risposte esatte) perché abbiamo aperto il “cancello”, è entrata la W e fa in tempo ad entrare subito anche l’altro target. A mano a mano che andiamo avanti, intorno ai 200- 300 millisecondi di distanza c’è la caduta principale dell’attenzione. Per 200-300 millisecondi siamo praticamente ciechi a quello che avverrà successivamente. L’attenzione non è solo limitata nello spazio, ma è anche limitata nel tempo. → L’attenzione selettiva acustica:
  • L’attenzione selettiva acustica è la capacità di concentrarsi su uno specifico stimolo uditivo quando ci troviamo in un ambiente ricco di rumori. Un esempio tipico è l’effetto “Cocktail

Test di stroop: →Se chiediamo a dei soggetti di dire di che colore è l’inchiostro con cui è scritta la parola “verde” questi sono più bravi quando la parola “verde” è scritta con l’inchiostro verde, rispetto a quando, ad esempio, è scritta con l’inchiostro blu. (I soggetti devono inibire una risposta dominante, che in questo caso è la lettura) → Flanker task:

  • Utilizza dei cue visivi. La versione più comune presenta una linea di frecce, dove bisogna dire la direzione della freccia centrale, ignorando quelle laterali, che possono essere congruenti (stessa direzione) o incongruenti (direzione opposta). L'obiettivo è valutare come l'interferenza degli stimoli irrilevanti influenzi la velocità e l'accuratezza della risposta (anche se il compito è: “giudica la freccia centrale, ignorando quello che c’è intorno” non possiamo fare a meno di farci influenzare). Questo tipo di compiti attivano particolarmente la corteccia frontale, si risolvono prevalentemente con sistemi frontali. ➢ Congruente : I flanker e il bersaglio si muovono nella stessa direzione. Questo rende il compito più facile e veloce. ➢ Incongruente : I flanker e il bersaglio si muovono in direzioni opposte. Questo rende il compito più difficile e lento. ➢ Neutro : I flanker non forniscono alcuna informazione direzionale, come dei quadrati. → Sistema di allerta o vigilanza : Una distinzione importante per quanto concerne il sistema di ALLERTA o VIGILANZA è quella fra Allerta FASICA e Allerta TONICA (o vigilanza sostenuta).Allerta fasica : un cue, per esempio un suono, scollegato rispetto al task (Es: compito di visual search) è in grado di aumentare la vigilanza e migliorare la performance. È come se la soglia attentiva si alzasse temporaneamente. ➢ Allerta tonica : Capacità di mantenere nel tempo una prestazione attentiva sufficiente per il rilevamento di uno stimolo infrequente (caso degli uomini-radar). È la capacità di accorgersi di stimoli isolati o di modifiche minime in stimoli ripetitivi (dopo 30 minuti si ha un primo notevole decremento di attenzione sostenuta).

test di attenzione sostenuta :

  • è un test in cui i soggetti ADHD farebbero molto male
  • Durante la Seconda Guerra mondiale la marina militare era interessata a scoprire quanto le persone potevano restare a fissare i radar o ad ascoltare i segnali acustici dei sonar.
  • Mackworth (1950) elaborò un test in cui i soggetti dovevano osservare un target che si muoveva nel quadrante. Quando il target saltava una posizione avevano il compito di premere un pulsante. →Questo esperimento mise in luce che gli errori aumentavano con l'aumentare del tempo in cui i partecipanti eseguivano il task. Dopo 30 minuti, si ha un primo notevole decremento di attenzione sostenuta. Dopo 45 minuti, la performance è quasi dimezzata. Dopo un’ora, la performance è nettamente crollata. → Neglect :
  • è una forma di inattenzione. Sono soggetti che a seguito di lesione in corteccia fronto- parietale destra, non pongono attenzione alla parte sinistra del mondo sia interiore che esterno, ma anche loro stessi (ad esempio possono anche farsi la barba da un lato e basta). Si comportano come se la parte sx del mondo non esistesse. → Simultanagnosia :
  • L’agnosia in generale è un deficit di categorizzazione e di riconoscimento.
  • Nella simultanagnosia non si riconoscono più gli oggetti quando sono presentati simultaneamente. La simultanagnosia è legata all’attenzione: questi soggetti non riescono a selezionare gli oggetti attentivamente. Si crede che i soggetti con simultanagnosia non riescano a selezionare attentivamente gli stimoli. → Compito di tracking attentivo di elementi nello spazio che si muovono in un paziente adulto con simultanagnosia :
  • Il soggetto vede 4 palline verdi che si muovono in maniera random sullo schermo in mezzo alle palline rosse (distrattori). Poi ad un certo punto le palline diventano tutte rosse e al soggetto viene chiesto di dire quali erano verdi all’inizio.
  • Questi compiti creano problemi ai pazienti con simultanagnosia.
  • Il grafico mostra l' Accuratezza nel compito di tracciamento in funzione del Numero di distrattori presenti. I controlli mantengono un' accuratezza quasi perfetta indipendentemente dal numero di distrattori. Il paziente con simultanagnosia mostra un netto calo di accuratezza all'aumentare dei distrattori: gli bastano 2 distrattori e il compito quasi non riescono più a farlo.