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Introduzione ai DBMS: Struttura e modelli dei dati, Schemi e mappe concettuali di Basi di Dati

Una panoramica sui dbms (database management system) e sulle loro caratteristiche fondamentali. Vengono spiegati i modelli di dati, come il modello relazionale, e le loro caratteristiche, come l'indipendenza fisica e logica. Inoltre, vengono descritti i personaggi e gli interpreti dei dbms, come progettisti, amministratori e programmatori. Vengono inoltre spiegati i vincoli intrarelazionali, come le chiavi e i vincoli di integrità referenziale. Infine, vengono descritte le fasi tecniche del progettazione di un sistema informativo.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 18/03/2024

tania-casaburi
tania-casaburi 🇮🇹

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BASE DATI
INFORMATICA: scienza del trattamento razionale dell’informazione, considerata come supporto
alla conoscenza umana e alla comunicazione.
Due punti di vista:
- tecnologico
- metodologico
SISTEMA INFORMATIVO: Componente di un’organizzazione che gestisce le informazioni di
interesse.
In altre parole: insieme organizzato di strumenti automatici, procedure, manuali (etc) orientato
alla gestione delle informazioni rilevanti per un’organizzazione. Gestione intesa come:
- RACCOLTA, acquisizione
- ARCHIVIAZIONE, conservazione
- ELABORAZIONE. Trasformazione, produzione
- DISTRIBUZIONE-SCAMBI DI INFORMAZIONI , comunicazione
Ogni organizzazione ha un sistema informativo, eventualmente non esplicitato nella
struttura.
Quasi sempre il sistema informativo è di supporto ad altri sottosistemi e va quindi studiato
nel contesto in cui è inserito.
Il sistema informativo è di solito suddiviso in sottosistemi (in modo gerarchico o
decentrato) più o meno fortemente integrati.
Il sistema informativo esegue/gestisce processi informativi (cioè processi che coinvolgono
informazioni).
Il concetto di sistema informativo è indipendente da qualsiasi automatizzazione.
Il sistema informativo è parte del sistema organizzativo.
SISTEMA ORGANIZZATIVO: insieme di risorse e regole per lo svolgimento coordinato delle
attività, al fine di perseguire gli scopi.
Per risorse si fa riferimento a:
- persone
- denaro
- materiali
- informazioni
SISTEMA INFORMATICO: porzione automatizzata del sistema informativo. E’ la parte del sistema
informativo che gestisce informazioni di interesse con tecnologia informatica.
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BASE DATI

INFORMATICA: scienza del trattamento razionale dell’informazione, considerata come supporto

alla conoscenza umana e alla comunicazione.

Due punti di vista:

  • tecnologico
  • metodologico

SISTEMA INFORMATIVO : Componente di un’organizzazione che gestisce le informazioni di

interesse. In altre parole: insieme organizzato di strumenti automatici, procedure, manuali (etc) orientato

alla gestione delle informazioni rilevanti per un’organizzazione. Gestione intesa come:

- RACCOLTA, acquisizione - ARCHIVIAZIONE, conservazione - ELABORAZIONE. Trasformazione, produzione - DISTRIBUZIONE-SCAMBI DI INFORMAZIONI , comunicazione

 Ogni organizzazione ha un sistema informativo, eventualmente non esplicitato nella struttura.

 Quasi sempre il sistema informativo è di supporto ad altri sottosistemi e va quindi studiato nel contesto in cui è inserito.

 Il sistema informativo è di solito suddiviso in sottosistemi (in modo gerarchico o decentrato) più o meno fortemente integrati.

 Il sistema informativo esegue/gestisce processi informativi (cioè processi che coinvolgono informazioni).

 Il concetto di sistema informativo è indipendente da qualsiasi automatizzazione.

 Il sistema informativo è parte del sistema organizzativo.

SISTEMA ORGANIZZATIVO : insieme di risorse e regole per lo svolgimento coordinato delle

attività, al fine di perseguire gli scopi.

Per risorse si fa riferimento a:

  • persone
  • denaro
  • materiali
  • informazioni

SISTEMA INFORMATICO : porzione automatizzata del sistema informativo. E’ la parte del sistema

informativo che gestisce informazioni di interesse con tecnologia informatica.

INFORMAZIONE : notizia che consente di conoscere i fatti, in modo più o meno esatto. Devono essere individuate e raccolte e memorizzate in modo che si possano facilmente:

  • RECUPERARE in base ad alcuni criteri di ricerca
  • AGGIUNGERE altre informazioni
  • MODIFICARE
  • CANCELLARE quelle non più necessarie. Le informazioni vengono gestite in forme diverse: linguaggio naturale, disegni, grafici, numeri,

codici.

Esse possono ricorrere a vari supporti: mente umana, carta, dispositivi elettronici.

Le informazioni, nei sistemi informatici, vengono rappresentate attraverso i dati , in modo

essenziale.

DATO : fatto. Elemento certo di una situazione. Ciò che è immediatamente presente alla

conoscenza, prima di ogni elaborazione.

PERCHE’ I DATI?

 Si preferisce l’utilizzo di dati perché la rappresentazione di forme più ricche di informazioni è difficile.

 I dati, inoltre, rappresentano spesso una risorsa strategica perché più stabili nel tempo di altre componenti.

BASE DI DATI : insieme organizzato di dati utilizzati per il supporto allo svolgimento delle attività di un ente, azienda, ufficio, persona.

La base di dati è gestito da: DATA BASE MANAGEMENT SYSTEM (DBMS).

PROBLEMI con i dati che hanno portato alla nascita dei DBMS: Ridondanza – informazioni ripetute;

Rischio di incoerenza – le versioni possono non coincidere;

Concorrenza : in uno stesso istante possono essere attivi vari programmi che operano su uno

stesso file accedendo ai suoi dati.

I DBMS

I DBMS sono software che sono in grado di gestire quelle collezioni di dati che sono:

GRANDI : le basi di dati possono avere dimensioni maggiori della memoria centrale. Ciò implica che il limite deve essere solo quello fisico dei dispositivi;

CONDIVISE : applicazioni e utenti diversi devono accedere ai dati comuni attraverso un meccanismo di controllo di concorrenza. In altre parole, ogni organizzazione è divisa in settori o comunque svolge diverse attività.

2 - Per l’utente : programma a disposizione da eseguire per realizzare una funzione di interesse;

DBMS VS FILE SYSTEM

La gestione di insieme di dati grandi e persistenti è possibile anche attraverso sistemi più semplici: file system.

Questi ultimi prevedono forme rudimentali di condivisione: “tutto o niente”.

I DBMS estendono le funzionalità dei file system.

VANTAGGI DEI DBMS:

  • riduzione di ridondanze e inconsistenze;
  • indipendenza dei dati;
  • gestione centralizzata con possibilità di standardizzazione ed economie di scala;
  • dati come risorsa comune, base di dati come modello della realtà;
  • disponibilità di servizi integrati.

SVANTAGGI DEI DBMS:

  • costo dei prodotto e della transazione verso di essi
  • non scorporabilità delle funzionalità

DATI NEI DBMS

La rappresentazione dei dati avviene a livelli diversi.

I DBMS permettono l’indipendenza dei dati dalla rappresentazione fisica. Tutto ciò attraverso il concetto di modello dei dati.

MODELLO DEI DATI : insieme di costrutti utilizzati per organizzare i dati di interesse e descriverne

la dinamica. Ogni modello di dati prevede alcuni costruttori.

Modello dei dati distinti in:

Modelli logici : adottati dai DBMS per l’organizzazione dei dati. Sono indipendenti dalla struttura fisica. Comprende modello gerarchico, reticolare, relazionale e ad oggetti.

Modelli concettuali : permettono di rappresentare i dati in modo indipendente da ogni sistema cercando di descrivere i concetti del mondo reale. Il più diffuso è il modello ER.

o In tutte le base di dati sono presenti: ISTANZA e SCHEMA. Le istanze sono i valori – che possono cambiare anche molto rapidamente - che può assumere uno schema in un certo istante. Esse sono una componente intensionale. Lo schema - sostanzialmente invariante nel tempo - descrive la struttura (della base dati). E’ il contenuto informativo dei dati. E’ una componente estensionale.

ARCHITETTURA ANSI/SPARC

Una architettura standardizzata (ansi-sparc) è articolata su tre livelli:

  1. Schema logico : descrizione dell'intera base di dati utilizzato nel modello logico “principale” dei DBMS;
  2. Schema interno o fisico : rappresentazione dello schema logico utilizzato per mezzo di strutture fisiche di memorizzazione;
  3. Schema esterno : descrizione di parte della di base dati in un modello logico;

CARATTERISTICHE DELL’ARCHITETTURA ANSI/SPARC

o L'architettura a tre livelli garantisce l' indipendenza dei dati. o L’accesso avviene solo tramite il livello esterno. o Due forme di indipendenza dei dati:  Indipendenza fisica : il livello logico e quello esterno sono indipendenti da quello fisico; l’indipendenza fisica consente di interagire con il DBMS in modo indipendente senza influire sui programmi;  Indipendenza logica : il livello esterno è indipendente da quello logico.

LINGUAGGI:

Data definition language (DDL) : linguaggio di definizione dei dati, schemi (logici, esterni e fisici), autorizzazioni per l'accesso e altre operazioni generali;  Data manipulation language (DML) : linguaggio di manipolazione di dati utilizzato per l'interrogazione e l'aggiornamento delle istanze di base di dati;

PERSONAGGI E INTERPRETI (dei DBMS) sono:

 Progettisti e realizzatori di DBMS;  Progettisti della base di dati e amministratori della base di dati ( DBA );  Progettisti e programmatori di applicazioni: definiscono e realizzano i programmi che accedono alla base di dati.;  Utenti – categorie di individui che possono interagire con una base di dati o DBMS e la utilizzano per la propria attività. Gli utenti vengono divisi in: o Utenti finali ( terminalisti ): eseguono applicazioni predefinite (transazioni); o Utenti casuali : eseguono operazioni non previste a priori, usando linguaggi interattivi.

DATABASE ADMINISTRATOR (DBA) : persona o gruppo di persone responsabile del controllo centralizzato e della gestione del sistema, delle prestazioni, delle affidabilità, delle autorizzazioni. FUNZIONI DEI DBA : progettazione.

MODELLO RELAZIONALE :

Diversamente dal modello gerarchico e reticolare (basati sui puntatori – riferimenti espliciti), il

TIPI DI VINCOLI

I vincoli si distinguono in:

1. Vincoli intrarelazionalivincoli su valori (o dominio)  **_vincoli di ennupla

  1. vincoli interrelazionali_**
    1. VINCOLI INTRARELAZIONALI : soddisfacimento definito rispetto alle singole relazioni della base di dati, i più importanti sono detti chiavi. o Vincoli di tupla : esprimono condizioni sui valori di ciascuna ennupla, indipendentemente dalle altre. Un caso particolare sono i vincoli di dominio: coinvolgono un solo attributo. o Vincoli su valori o di dominio : riferito ai singoli valori che richiede una restrizione del dominio;
    2. VINCOLI INTERRELAZIONALI : interessano più relazioni e ha il ruolo nei modelli basati sui valori. La categoria più diffusa sono i vincoli di integrità referenziale. o INTEGRITA’ REFERENZIALE : informazioni in relazioni diverse sono correlate attraverso valori comuni, in particolare valori delle chiavi (primarie). Le correlazioni debbono essere “coerenti”. I vincoli di integrità referenziali giocano un ruolo fondamentale nel concetto di modello basato sui valori. In presenza di valori nulli i vincoli possono essere resi meno restrittivi. FOREIGN KEY : Un vincolo di integrità referenziale ( foreign key ) fra gli attributi X di una relazione R1 e un’altra relazione R2 impone ai valori su X in R1 di comparire come valori della chiave primaria di R2.

CHIAVE: insieme di attributi che identificano le ennuple di una relazione. Formalmente:  un insieme K di attributi è superchiave per r se r non contiene due tuple distinte t1 e t2.  K è chiave per r se è una superchiave minimale per r (cioè non contiene un’altra superchiave).

CARATTERISTICHE DELLA CHIAVE :

 L’esistenza delle chiavi garantisce l’accessibilità a ciascun dato della base di dati.  Le chiavi permettono di correlare i dati in relazioni diverse.  Una relazione non può contenere ennuple distinte ma uguali.  Ogni relazione ha come superchiave l’insieme degli attributi su cui è definita e ha quindi almeno una chiave.  In presenza di valori nulli, i valori della chiave non permetto di identificare le ennuple e di realizzare facilmente i riferimenti da altre relazioni.

Chiave primaria: è una chiave su cui non sono ammessi valori nulli. Attributo che identifica l’istanza.

Algebra relazionale :

  • DML dichiarativi : specificano le proprietà del risultato (“che cosa”)e come si ottiene ( calcolo Relazionale, SQ, QBE );
  • DML procedurali : specificano le modalità di generazione del risultato (“come”) e come si ottiene;

OPERATORI DELL’ALGEBRA RELAZIONALE: possono essere combinati al fine di formulare interrogazioni. I principali operatori sono :

  1. Operatori di tipo insiemistico : dove le relazioni sono insiemi. I risultati debbono essere relazioni.  Unione, intersezione, differenza ;
  2. Operatori specificiRidenominazione REN : operatore monadico (1 argomento), modifica gli schemi e lascia inalterate le istanze.  Selezione : operatore monadico, produce un risultato che ha lo stesso schema dell’operando, contiene un sottoinsieme delle ennuple dell’operando, quelle che soddisfano una condizione. [Selezione e Proiezione : operatori ortogonali. Selezione: decomposizione orizzontale; Proiezione: decomposizione verticale.]  Proiezione: operatore monadico, produce un risultato che ha parte degli attributi dell’operando e contiene ennuple cui contribuiscono tutte le ennuple dell’operando.

JOIN : permette di correlare dati in relazioni diverse.

CARDINALITA’ DEL JOIN : La cardinalità del Join è compresa tra 0 e il prodotto di R1 e R2. Se il join coinvolge una chiave R2 allora il numero di ennuple è compreso fra 0 e R1. Se il join coinvolge una chiave di R2 e un vincolo di integrità referenziale, allora il numero di ennuple è pari a R1.

Distinguiamo:  JOIN NATURALE O INTERNO: operatore binario, produce un risultato sull’unione degli attributi degli operandi, con ennuple costruite ciascuna a partire da una ennupla di ognuno degli operandi.  JOIN ESTERNO: Il join esterno estende, con valori nulli, le ennuple che verrebbero tagliate fuori da un join (interno). Si divide in: o Sinistro: mantiene tutte le ennuple del primo operando, estendendole con valori nulli, se necessario. o Destro: mantiene tutte le ennuple del secondo operando, estendendole con valori nulli, se necessario. o Completo: mantiene tutte le ennuple di entrambi gli operandi, estendendole con valori nulli, se necessario.

ha un nome e viene rappresentata graficamente da un rettangolo; 2) Relazioni : rappresentano legami logici per l'applicazione di interesse e ha un nome che la identifica e viene rappresentata da un rombo. Ogni relazione ha un nome che la identifica univocamente nello schema. Possono essere ricorsive coinvolge due volte la stessa entità e si stabiliscono i due ruoli, o n-aria se sono coinvolte più di due entità; 3) Attributi : descrivono le proprietà elementari di entità o relazione e associano ad ogni occorrenza un valore appartenente ad un insieme e raggruppa attributi di una medesima entità o relazione ottenendo un attributo composto; 4) Cardinalità delle relazioni : descrivono il numero minimo e massimo di occorrenze di relazioni a cui una occorrenza dell'entità può partecipare e descrivono quante volte un'occorrenza di una entità può essere legata alle altre entità.  Per la cardinalità minima 0 la partecipazione dell'entità è opzionale;  Per la cardinalità massima 1 la partecipazione dell'entità è funzione associata ad una occorrenza dell'entità o a nessuna delle altre entità;  “N” non pone alcun limite. 5) Cardinalità degli attributi : descrivono il numero minimo e massimo di valori dell'attributo associati ad ogni occorrenza ed è pari a (1,1). Si ha multivalore ovvero un attributo con cardinalità massima pari a N; 6) Identificatori delle entità : specificati per ciascuna entità di uno schema e identificano in maniera univoca le occorrenze dell'entità. Attributi sufficienti ad individuare un identificatore (identificatore interno), altrimenti (identificatore esterno); 7) Generalizzazioni : legami logici tra un entità genitore e una figlia, dove la prima è generalizzazione e le seconde sono specializzazioni. Ogni occorrenza di un entità figlia è anche occorrenza dell'entità genitore, ogni proprietà dell'entità genitore è anche proprietà di quelle figlie. Le generalizzazioni sono totali se ogni occorrenza dell’entità genitore è un occorrenza di almeno una delle entità figlie, altrimenti sono parziali. S ono generalizzazioni esclusive se ogni occorrenza genitore è al più una occorrenza di una figlia, altrimenti è sovrapposta.

Lo schema ER viene utilizzato per scopo documentativo, descrizione dei dati di un SI e per la comprensione. E' indispensabile la documentazione di supporto per facilitare l'interpretazione dello stesso e descrivere le proprietà dei dati. ✗ Regole aziendali business rule : qualunque informazione che definisce o vincola qualche aspetto di un applicazione e sono definizioni di un entità, vincoli di integrità sui dati di un app, derivazione attraverso inferenza o calcolo aritmentico; ✗ Asserzioni : affermazioni che devono essere sempre verificate ed enunciate in maniera dichiarativa ✗ Dizionario dei dati : redige la documentazione delle regole aziendali di tipo descrittivo ed è composto da due tabelle, la prima descrive le entità e la seconda le relazioni.