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presentazione dell'artista Berthe Morisot, artista donna dell'impressionismo
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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22 febbraio 2022
22 febbraio 2022
È il 14 gennaio 1841 quando a Bourges nasce, in un’agiata famiglia borghese, Berthe Morisot , pronipote di Jean-Honore Fragonard , celebre pittore francese, esponente del Rococò: un destino che sembra scorrere nelle vene della pittrice sin dalla sua nascita. Trasferitasi a Passy, nei pressi di Parigi, con la famiglia (1851), la piccola Berthe subisce il fermento culturale parigino appassionandosi alla pittura; una passione che all’inizio coltiva con il supporto della famiglia, divenendo poi la sua ossessione. Impossibile, però, per la Morisot accedere all’Accademia: una possibilità al tempo preclusa alle donne; solo nel 1897 l’École des beaux-arts aprirà le proprie porte anche all’universo femminile. la giovane Berthe, con la sorella Edma, sarà allieva di Camille Corot, che le insegnerà a dipingere “sul motivo”, a diretto contatto con la natura, durante lunghe escursioni settimanali. Dal maestro apprende la libertà d’esecuzione, l’attenzione per gli effetti di luce studiati sul vero che costituiscono le premesse fondamentali per la sua adesione alla poetica impressionista. Sarà la famiglia ad alimentare la sua attitudine alla pittura, inconsapevole delle conseguenze; prima Berthe approfondisce la tecnica sotto la guida del neoclassicista Geoffrey- Alphonse Chócarne, poi con Joseph Guichard, allievo di
22 febbraio 2022 luce nell’atelier costruito nel giardino della casa dei genitori, frequentata in quegli anni da un’élite intellettuale di cui facevano parte personaggi quali Degas, Baudelaire, Fantin-Latour, Tissot, Puvis de Chavannes. Nel 1868 Fantin-Latour le presenta Edouard Manet , influente capofila dei giovani pittori, futuri protagonisti della stagione impressionista, che si battevano per il rinnovamento dell’arte. Ne nasce un rapporto strettissimo, di reciproca stima e ammirazione. Berthe diviene la modella preferita di Manet, che la raffigura in una bellissima serie di ritratti (raccolti a Martigny in una sezione della mostra), tra cui “Le Repos”, “Berthe Morisot con ventaglio”, “Berthe Morisot a lutto”. Nel 1874 Berthe sposa il fratello di Edouard, Eugène , e, nello stesso anno, prende parte alla prima mostra degli Impressionisti presso lo studio di Nadar. Da quel momento, come scrive Wilhelm, “Berthe Morisot è la donna dell’Impressionismo (…) accolta senza riserve e considerata un modello d’indipendenza e di talento oltre che di grazia”. Nella fluidità della stesura, nello scorrere della luce, si coglie la volontà (davvero “impressionista”, ma trasportata sul piano dell’emozione passeggera, fugace) di “fissare qualcosa di ciò che passa”. Questa libertà di condotta giunge, nelle opere della maturità, a dissolvere le forme nella luce e nel colore, con esiti innovativi,
22 febbraio 2022 Berthe Morisot muore a soli 54 anni nel 1895. Un anno più tardi, la retrospettiva organizzata presso la galleria Durand Ruel da Degas, Renoir, Monet, con prefazione in catalogo di Mallarmé, sarà l’estremo omaggio con cui i più grandi protagonisti dell’impressionismo testimoniano la loro amicizia e la loro ammirazione per il talento della “bella pittrice”. “Ragazza riservata e che parlava a voce bassa, sottile come un giunco, occhi neri e profondi, che amava vestirsi di nero e all’ultima moda e leggere romanzi in voga.” Éduard Manet
22 febbraio 2022
Luminosa, misteriosa, irrequieta, poetica; così può essere definita l’ arte di Berthe Morisot. Un corpus di poco più di 400 quadri che tocca diverse tematiche dove è impossibile non notare un certo dualismo , anche antitetico per certi versi, che rappresenta il contrasto che Berthe Morisot, in quanto donna del 1800, ha dovuto vivere. Da una parte la spinta individuale ed emancipatoria, che si tradusse nella pittura all’aria aperta – marine, paesaggi, ritratti en plen air – tipica dell’Impressionismo e di un’arte che voleva liberarsi, uscire dalle sale e da canoni dei saloni ufficiali. Ma a quel tempo per una donna era difficile avere una professione ordinaria, figuriamoci fare l’artista. Dipingere all’aperto, passare molto tempo fuori casa, era considerato disdicevole e sensibile ad attacchi e pregiudizi. Perciò – come ironica risposta o paradossale capovolgimento – l’altra metà della produzione di Morisot consiste in scene domestiche, tenere, famigliari. Donne eleganti ritratte in casa o in giardino, particolari dell’abbigliamenti, ritratti della sorella, della madre – La culla, La lettura tra le opere più celebri – e soprattutto della figlia Julie.
22 febbraio 2022
Una tecnica delicata, vivida, fatta di pennellate luminose che si susseguono con tocchi di colore che regalano freschezza, tranquillità. Frammenti di vita in cui è l’introspezione dei personaggi a farla da padrone; opere che raccontano di una donna sola che ritrova colore nell’affettività familiare, nella realizzazione di un sogno, quello di dipingere. Attimi di un’esistenza costruita sui sentimenti. Berthe Morisot, Giorno d’estate
22 febbraio 2022 Dalla metà degli anni Settanta l’artista realizza una serie di opere incentrate sul tema del ballo, dipingendo immagini femminili in procinto di partecipare ad una serata importante. E infatti ci troviamo dinanzi al ritratto di una giovane donna presumibilmente dell’alta società che, seduta, assiste ad un ballo. È vestita con un abito da sera azzurro con increspature nello scollo a barca, diremmo oggi, che lascia scoperte le spalle, con delle applicazioni floreali. Lo sguardo appare concentrato su ciò che si sta svolgendo davanti a lei nella sala da ballo in cui si trova, in un misto di probabili emozioni che vanno dall’esitante seduzione, lievemente accennato dai grandi occhi scuri cui si avvicina il ventaglio, alla serietà con cui osserva la scena alla sua destra. Potremmo parlare di una sorta di clima galante per Al ballo che, come giustamente fanno notare Benedetti e Perin , evoca la pittura settecentesca alla Watteau o Hogarth.
22 febbraio 2022 La palette che ella utilizza a livello cromatico vede predominare l’opalescenza dell’incarnato sottolineato dalle punte di grigio argento dell’abito e dei guanti con cui fa contrasto il nero corvino dell’acconciatura raccolta e fermata con dei fiori (in pendant con quelli del vestito) e lo sfondo vivacizzato da pennellate di verde brillante, rosso rubino e giallo azzurro dei dettagli floreali sulla sinistra. Raffinata ed elegante nella posa, resa con colpi di pennello già impressionisti, Al ballo è uno dei dipinti più apprezzati e rappresentativi di Berthe Morisot.
22 febbraio 2022 bambina che riposa beata, come lo testimonia l’espressione dolce e tranquilla del suo volto. La figura centrale ritratta nel dipinto è Edma, sorella della Morisot, intenta a vegliare con cura la sua bambina Blanche mentre dorme nella culla. Il rigore compositivo e il raffinato contrasto dei colori sono sintomo di una sensibilità artistica già prettamente matura. Il velo della culla, pur nella sua impalpabile leggerezza, definisce un netto volume piramidale che riempie di sé la metà destra del dipinto. Il volto pensoso e teneramente intento della giovane madre risulta allineato con la testa della piccola dormiente lungo la diagonale ideale che collega il vertice superiore sinistro a quello inferiore destro della tela.
22 febbraio 2022 La giovane indossa abiti dal taglio tipicamente ottocentesco. Se guardiamo la sua veste a righe blu e nere ci rendiamo conto che essa è in perfetta sintonia con le parti dipinte di scuro della tela e con il laccio che circonda il collo della figura femminile stessa. Inoltre, la camicia di pizzo della donna ha la stessa consistenza leggera dalla tenda che copre la culla e del tendaggio che le sta dietro le spalle. L’azione, prettamente materna e protettiva, è resa ancor più tenera dal gesto della madre che con premura sistema il velo della culla. Inoltre, il legame istintivo, intimo e naturale, tra la madre e la piccola bambina, e in generale che sussiste tra una madre e un figlio, è volutamente sottolineato dalla assunzione della medesima postura: entrambe le figure, dipinte in modo speculare, hanno, infatti, una mano appoggiata al viso. E, ancora oggi, il dipinto “ La culla ” evocando quel sentimento materno e protettivo viene considerato una della più importanti opere d’arte di Berthe Morisot. L’atmosfera è rilassata, i volti sono delicati, tutto sembra richiamare una soave melodia; le forme morbide e le tonalità chiare, dove predomina il colore del bianco che si affianca al colore del blu della veste della donna, richiamano pennellate veloci, accostate le une alle altre, idonee a donare la giusta dose di luminosità e di vivacità