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Brancusi, Modigliani e Chagall, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Una comparazione tra due artisti del Novecento, Costantin Brancusi e Marc Chagall, analizzando le loro opere e le loro influenze. Si approfondiscono le ricerche formali di Brancusi e il suo allontanamento dalla mimesi, mentre Chagall elabora uno stile personale che unisce le sue origini contadine e la cultura ebraica alle provocazioni delle avanguardie. Vengono analizzate alcune opere significative di entrambi gli artisti, come 'Il bacio' di Brancusi e 'Io e il villaggio' di Chagall.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 12/03/2023

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Constantin Brancusi (1876-7957)
Scultore romeno naturalizzato francese, nasce ad Hobita in Romania.
Le sue forme organiche si allontanano da tutto ciò che si conosceva fino a quel momento.
Ricerca formale universale → fuori da ogni cornice spazio-temporale
Problematiche: Come semplificare il linguaggio? L’arte primitiva lo ispira.
Il bacio (1907-1908), pietra - Craiova
Abbandonare il principio della mìmesis per superare il legame
tra Arte e Natura.
Il bacio = primordiale essenzialità
La luce, la lavorazione della materia diventano parte
integrante del linguaggio dell’opera.
Musa dormiente (1910), bronzo - Centre Pompidou
Forma sintetica, quasi astratta.
Gli occhi sono appena segnati e paiono chiusi. Il
naso invece è più evidente e in rilievo. Il viso appare
come una maschera astratta.
La superficie della scultura è lucida e riflette la luce
creando un effetto smaterializzante in contrasto
con la fessura della bocca e i capelli che risultano
più scuri e suggeriscono un maggior peso del
materiale. Il contrasto materico valorizza la
lucentezza del viso.
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Constantin Brancusi (1876-7957)

Scultore romeno naturalizzato francese, nasce ad Hobita in Romania. Le sue forme organiche si allontanano da tutto ciò che si conosceva fino a quel momento. Ricerca formale universale → fuori da ogni cornice spazio-temporale Problematiche: Come semplificare il linguaggio? L’arte primitiva lo ispira.

Il bacio (1907-1908), pietra - Craiova

Abbandonare il principio della mìmesis per superare il legame tra Arte e Natura. Il bacio = primordiale essenzialità La luce, la lavorazione della materia diventano parte integrante del linguaggio dell’opera.

Musa dormiente (1910), bronzo - Centre Pompidou

Forma sintetica, quasi astratta. Gli occhi sono appena segnati e paiono chiusi. Il naso invece è più evidente e in rilievo. Il viso appare come una maschera astratta. La superficie della scultura è lucida e riflette la luce creando un effetto smaterializzante in contrasto con la fessura della bocca e i capelli che risultano più scuri e suggeriscono un maggior peso del materiale. Il contrasto materico valorizza la lucentezza del viso.

Maiastra (1912), ottone lucidato - Collezione Peggy Guggenheim (Venezia)

Ricerca temi archetipici e cerca ispirazione anche tra la cultura tradizionale e popolare romena da cui prenderà l’idea della Maiastra (uccello mitologico di natura benevola).

  • immagini dalle radici simboliche primordiali
  • soggetti facilmente riconducibili a forme pure
  • pluralità di materiali
  • basamento come elemento decisivo per la percezione dell’opera nella sua integrità
  • luce come elemento caratterizzante dell’opera Forma aerodinamica, che è contraddetta dal petto gonfio e stondato, come se l’uccello fosse nell’atto di cantare e si ergesse in tutta la sua imponenza e potenza. La sua testa piccola e terminante con un becco appena dischiuso, è ottenuta dallo schiacciamento del collo.

Uccello nello spazio (1923) , marmo

L'evoluzione stilistica di Brâncuși porta lo scultore a semplificare ancor più le forme: → eliminazione di ogni elemento descrittivo → riproduzione della forma essenziale generatrice dell’opera Brâncuși scolpisce l’anima dell’oggetto che vuole rappresentare. È una scultura in potenza che racchiude ogni possibile sviluppo. Questa scultura suggerisce solamente il volo, le ali sono racchiuse sul corpo e la scultura è pronta a librarsi nello spazio. È l’osservatore che deve completare la narrazione.

Nudo sdraiato a braccia aperte (1917), olio su tela - collezione privata

  • Inquadratura dall’alto.
  • Classicismo: uso elegante della linea.
  • Contrasto tra rosso e azzurro per far risaltare il corpo.
  • Pennellate decise, pastose, cariche di colore che danno volume.

Marc Chagall (1887-1985)

Nato in un paesino sul confine tra la Polonia e l’impero Russo, nel 1910 si trasferirà a Parigi a Montparnasse in un edificio chiamato ‘ L’alveare ’ (La Ruche), spazio condiviso con diversi artisti tra cui Apollinaire, Max Jacob, Soutine, Léger e Delaunay. In questi anni Chagall elabora uno stile personalissimo:

  • origini contadine e cultura ebraica (attaccamento alle origini)
  • provocazioni avanguardie (attenzione a tutto ciò che c’è di nuovo) ⇒ linguaggio poetico e visionario Influenze :
  • Tradizione yiddish (cultura popolare ebraica sviluppatasi in Europa centrale e orientale)
  • Colorismo vivace dei Fauves
  • Libertà inaugurata dalle avanguardie ⇒ Traduce in pittura le immagini assurde e soprannaturali delle favole ribaltando le regole tradizionali di rappresentazione dello spazio e della forma. Il sotto e il sopra si equivalgono: come nei sogni, tutto è possibile e vero.

Io e il villaggio (1911), olio su tela - Museum of Modern Art NY

Proiezione di un’immagine mentale. Fantasia pura dove la realtà è esclusa volutamente dal dipinto. L’immagine si sviluppa partendo dal piccolo albero (forse è un albero della vita) tenuto in mano dal protagonista verde del dipinto, penetra nel cerchio. E’ un atto di amore per il suo luogo natio, popolato da chiese ortodosse e sinagoghe. Nel piccolo paese agricolo uomini e animali vivono in interdipendenza. E’ la ragione per cui il contadino (dx) e la mucca (sx) hanno le bocche e gli occhi sulla stessa direttrice. Gli uomini e gli animali sono dunque parte della vita dell’universo. La testa dell’uomo è verde, come l’erba dei campi che lavora, mentre quella della mucca è bianca, come il latte che produce, e azzurra. Fra le due teste passano le immagini del villaggio e della pacifica e modesta vita che vi si svolge. Il dipinto rientra a pieno titolo nella tipologia cubista per la frammentazione e la successiva ricomposizione delle forme, che per Chagall sono soprattutto “rappresentazioni di pensiero”.