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Cambiamento della tv negli anni 50/60, Appunti di Scienze Sociali

Cambiamento della tv negli anni 50/60 in Italia con anche degli esempi di sceneggiato

Tipologia: Appunti

2024/2025

Caricato il 01/05/2026

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Passaggio anni 50/60 Italia nella tv
Nel passaggio tra gli anni 50’ e 60’ l'Italia è in fase di ricostruzione sia a livello politico che a
livello sociale, sono gli anni del boom economico.
l'Italia agricola divenne ben presto una nazione industriale che nasce da una società dei
consumi, le province rurali vendono il passo ad un naturalismo sempre più aggressivo “
triangolo industriale”: Torino-MIlano-Genova cedendo ad un passaggio sempre più
aggressivo e che cambia il rapporto tra le generazioni.
Tra i risultati di cambiamenti vi e lo sgretolamento elettorale che aveva garantito la
maggioranza delle democrazia Cristiana, così negli anni 60’ si apre una stagione sinistra
centro basata su un'intesa tra la DC e il partito socialista italiano.
Si fa strada a livello politico la corte costituzionale nel 1960 nel 13 luglio si dà maggiore
spazio interno della Rai nella quale la amministrazione e la programmazione e la gestione
stessa e' ancora controllata dalla democrazia Cristiana.
La strategia di questa maggioranza e che si concedono sempre più spazi agli altri partite allo
loro politiche culturali.La dirigenza e di Branabei che governa la per 15 anni in un momento
di cambiamenti tecnologici e sociali, verrà criticato dalla stessa democrazia Cristiana per la
sua autonomia, inserirà diversi dirigenti come vice direttori generali nella PSI ( Giorgio
Bassani).
Guiderà la Rai a livello tecnologico come nel 4 novembre 1961 uscirà un secondo canale
diventando RAI 2–trasmette programmi complessi e di intrattenimento ( idea iniziali del
canale) Bernabei cerca di avere entrambe le sensibilità tenendo per l’ultima parola.
In quegli anni la
“tribuna elettorale” e' una specie di talk show con i politici.
Nel 1954 sono 88 mila gli abbonati che possiedono un TV arrivando fino a oltre 4 milioni
dato dall'incremento del boom economico che diffonde i beni di consumo e vero la fine degli
anni 50 avevano il 12 % delle persone possedevano un TV e nel 65 la metà ne aveva 49%.
Questo dato influenza la modalità di fruizione spettatoriale, nel giro di pochi anni da essere
collettiva si trasforma in privata.
La TV diventa un passatempo privato usato come tempo relax e di isolamento.Una delle
accuse della TV e' di aver danneggiato il tessuto sociale.
Possedere un apparecchio tv spinge le ore di fruizione che non sono più limitate a livello
serale ma anche in quella pomeridiana.
Con l'espansione delle strutture della Rai questo porta ad un aumento di trasmissione delle
ore.
Il palinsesto e' l'ordine della programmazione sia su base giornaliere che settimanali, dato
dalla nascita del secondo canale che però aumenterà l'offerta.
L’idea della TV e' di ampliarsi e accaparrarsi sempre più pubblico mantengo sempre con il
canone, nella metà degli anni 60 si apre ad un tipi di pubblicità sempre più pervasiva.
Le nuove strategie portando una nuova nuova forma di tecnologia Cioè la nascita della
ampex ( registrare su bobine di nastro magnetico).L’ampex monta i programmi registrando e
trasmettendo anche non in diretta arrivando ad un tecnica che si avvicina a quella
cinematografica,l’uso del montaggio permette anche di variare il pov e di ottenere riprese
coreografiche dei numeri di danza e di varietà seriali. La nascita di un archivio storico è
dovuta alla ampex per via delle registrazioni, costruendo una memoria di una televisione di
prima.
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Passaggio anni 50/60 Italia nella tv

Nel passaggio tra gli anni 50’ e 60’ l'Italia è in fase di ricostruzione sia a livello politico che a livello sociale, sono gli anni del boom economico. l'Italia agricola divenne ben presto una nazione industriale che nasce da una società dei consumi, le province rurali vendono il passo ad un naturalismo sempre più aggressivo “ triangolo industriale”: Torino-MIlano-Genova cedendo ad un passaggio sempre più aggressivo e che cambia il rapporto tra le generazioni. Tra i risultati di cambiamenti vi e lo sgretolamento elettorale che aveva garantito la maggioranza delle democrazia Cristiana, così negli anni 60’ si apre una stagione sinistra centro basata su un'intesa tra la DC e il partito socialista italiano. Si fa strada a livello politico la corte costituzionale nel 1960 nel 13 luglio si dà maggiore spazio interno della Rai nella quale la amministrazione e la programmazione e la gestione stessa e' ancora controllata dalla democrazia Cristiana. La strategia di questa maggioranza e che si concedono sempre più spazi agli altri partite allo loro politiche culturali.La dirigenza e di Branabei che governa la per 15 anni in un momento di cambiamenti tecnologici e sociali, verrà criticato dalla stessa democrazia Cristiana per la sua autonomia, inserirà diversi dirigenti come vice direttori generali nella PSI ( Giorgio Bassani). Guiderà la Rai a livello tecnologico come nel 4 novembre 1961 uscirà un secondo canale diventando RAI 2–trasmette programmi complessi e di intrattenimento ( idea iniziali del canale) Bernabei cerca di avere entrambe le sensibilità tenendo per l’ultima parola. In quegli anni la “tribuna elettorale” e' una specie di talk show con i politici. Nel 1954 sono 88 mila gli abbonati che possiedono un TV arrivando fino a oltre 4 milioni dato dall'incremento del boom economico che diffonde i beni di consumo e vero la fine degli anni 50 avevano il 12 % delle persone possedevano un TV e nel 65 la metà ne aveva 49%. Questo dato influenza la modalità di fruizione spettatoriale, nel giro di pochi anni da essere collettiva si trasforma in privata. La TV diventa un passatempo privato usato come tempo relax e di isolamento.Una delle accuse della TV e' di aver danneggiato il tessuto sociale. Possedere un apparecchio tv spinge le ore di fruizione che non sono più limitate a livello serale ma anche in quella pomeridiana. Con l'espansione delle strutture della Rai questo porta ad un aumento di trasmissione delle ore. Il palinsesto e' l'ordine della programmazione sia su base giornaliere che settimanali, dato dalla nascita del secondo canale che però aumenterà l'offerta. L’idea della TV e' di ampliarsi e accaparrarsi sempre più pubblico mantengo sempre con il canone, nella metà degli anni 60 si apre ad un tipi di pubblicità sempre più pervasiva. Le nuove strategie portando una nuova nuova forma di tecnologia Cioè la nascita della ampex ( registrare su bobine di nastro magnetico).L’ampex monta i programmi registrando e trasmettendo anche non in diretta arrivando ad un tecnica che si avvicina a quella cinematografica,l’uso del montaggio permette anche di variare il pov e di ottenere riprese coreografiche dei numeri di danza e di varietà seriali. La nascita di un archivio storico è dovuta alla ampex per via delle registrazioni, costruendo una memoria di una televisione di prima.

Lo sceneggiato: è una delle prime forme di maggiore impegno in cui la Rai è la prima forma seriale della TV italiana. Come progetto pedagogico c'è l'idea di accertare il pubblico portando e raccogliendo e mostrando e facendo fiction che riguardano la cultura italiane quella straniera,le scenografie erano costruite come al teatro con 3 pareti e la 4 parete sono le telecamere che coincidono con il pov dello spettatore, le luci sono diffuse e piatta, il montaggio aveva in diretta alternando il pov delle scene l’azione avviene in diretta ma la regia cambia semplicemente dalla telecamera alternando la visuale. I programmi della Rai venivano fatti in luoghi piccoli e le puntate erano divise tra le 4 alle 8 puntate. Era girato in pellicola o anche trasmesso in diretta.

Il primo sceneggiato che va in onda è "il dottor Antonio” del 855 di Giovanni Ruffini,il primo grande successo e' del 1955 di “ Piccole donne” diretto da Anton Giulio Majano. Dal pov linguistico la TV si avvicina maggiormente al teatro che al cinema. Lo sceneggiato nasce come adattamento ma ben presto si trasforma come opere di lettura di consumo, i generi più portati sono il giallo, la fantascienza e la commedia musicale. Il giallo e' il genere più frequente dello sceneggiato Rai ( consumo di polizieschi). Il primo successo e “ Giallo club-invito poliziesco ” tra il 1959-61 e una trasmissione che mescola la struttura del quiz allo sceneggiato, figura dove abbiamo protagonista il tenente Sheridan ( modello di poliziotto americano) interpretato da Ubaldo Lay. Tra gli anni 60-70 vengono romanzi come Gilbert Keith chesterton “ padre Brown” e “Rex stout". La fantascienza è un laboratorio di sperimentazione che lavora su scenario meno mazziati , lo sceneggiato sperimenta la fantascienza e data da molte forma tecnologica e scenografie aperte —- si avvicina allo stile letterario ( serie b-z) qui si lavora su strutture più legate al letterario. il primo e “ operazione vega” di Friedrich durrenmatt diretto da Vittorio Ottavi. Lo sceneggiato della commedia musicale si trovano esempi come “il giornalino di Gian Burrasca” di Rita pavone e trasmesso in 8 puntate nel 1964-65, la scelta del regista e dell'interprete evidenziano i legami con il genere del musicarello: fatto da scene musicale con all’interno del parlato)---” viva la pappa col pomodoro”. Il romanzo verrà riadattato per inserire contesti musicali.

Lo sceneggiato va alla Rai in cui la medium di apre in un primo prodotto “ odissea” 1968 di Dino de Laurentiis e una serie divisa per 8 puntate da 45 Min, si tratta di coproduzione con un produttore italiano e una cosa cinematografica tedesca Bavaria film. L'odissea e uno dei massimi capolavori della produzione Rai, da un lato lavora sulla divulgazione ( pedagogico) ogni puntata e' preceduta da Ungaretti che legge una poesia ( canto).