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Una panoramica approfondita sui concetti fondamentali della statistica descrittiva, come la classificazione delle variabili (qualitative e quantitative), gli strumenti della statistica descrittiva (distribuzione di frequenza, rappresentazione grafica, indici sintetici), le misure di tendenza centrale (media, mediana) e di variabilità (varianza, deviazione standard, coefficiente di variazione). Vengono inoltre trattati gli argomenti della distribuzione doppia di frequenza, della regressione lineare semplice e del coefficiente di determinazione. Questo documento rappresenta un valido supporto per lo studio e l'approfondimento dei principali temi della statistica descrittiva, utile sia per studenti universitari che per professionisti che necessitano di una solida base teorica in questo ambito.
Tipologia: Appunti
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È la disciplina che si occupa dell’elaborazione dei risultati dell’osservazione di uno o più caratteri posseduti dagli elementi di un insieme determinato, con l’intento di o Esprimere un giudizio e/o o Prendere una decisione In merito ad alcuni aspetti di una realtà di interesse che, in quanto riferita ad un insieme e non ai
La statistica, quindi, è l'insieme delle metodologie per. Raccogliere, organizzare, sintetizzare, analizzare, interpretare le manifestazioni dei fenomeni collettivi e, laddove, vene sano le condizioni, generalizzare le evidenze osservate e trasformale in informazioni utili per i processi decisionali. L’assenza della statistica La ragion d’essere della statistica è la presenza di un certo livello di variabilità nei dati. Nello studio dei fenomeni collettivi si è consapevoli che al variare dell’unità statistica u entro una certa popolazione P= (u) variano certe caratteristiche misurate su u. In altre parole, per lo studio di un fenomeno caratterizzato da assenza e variabilità non serve scomodare uno statistico. La statistica è quindi il fondamento logico e metodologico per la risoluzione dei problem decisionali in condizioni di incertezza. Le branche della statistica
Le informazioni tratte dal processo di organizzazione e sintesi consentono di un prevenire ad una conoscenza del fenomeno collettivo studiato che è limitata all’insieme di dati osservati. Caratteri statistici o variabili o carattere statistico= variabile
Insieme finito o infinito di unità che non interessano prese singolarmente ma per il contribuito che danno allo studio del fenomeno collettivo d’interesse. Esaustività: l'insieme dei valori della variabile deve includere tutti i possibili valori teoricamente osservabili della stessa. Non sovrapposizione: la variabile non può assumere valori diversi su una stessa unità statistica.
Perché studiare la statistica? Perché la statistica fornisce metodi, strumenti che permettono di prendere decisioni consapevoli basate su informazioni incomplete. Le scienze empiriche usano in maniera massiccia la Statistica al fine di studiare ed interpretare fenomeni di natura sociale e/o economica. ORIGINI DELLA STATISTICA
popolazione
Una caratteristica rilevata su una unità statistica prende nome di variabile o carattere. I possibili valori di una variabile prendono il nome di MODAITA’
Indagine Gallipoli:
Per indagine campionaria si intende un modo di rilevare informazioni:
Sono attivissime e su svariati argomenti, difficili farne una difficile elencazione. In primo luogo, è necessario decidere se l’indagine sarà:
Stratificati A grappolo A stadi La selezione è affidata a regole probabilistiche. La probabilità che ogni soggetto ha di sere estratto è nota. Il campione è detto rappresentativo.
Le cause dell’errore di non-risposta:
Ripartizione della modalità in classi per:
Una distribuzione di frequenza raggruppata in classi consiste nel raggruppamento in classi esaustive e mutuamente esclusive che riportino il numero di osservazioni che riportino il numero di osservazioni in ciascuna classe.
Pro
Distribuzione senza moda: se tutte le osservazione hanno valore differente, la frequenza di tutte le modalità è pari a una. Distribuzione multimediale: se più di una modalità ha la stessa frequenza massima.
Se abbiamo l'elenco esaustivo del valore assunto da ogni osservazione della popolazione
Se abbiamo la distribuzione di frequenza della variabile X, non ripartita in classi, che può assumere k modalità.
Un quintale-p, è quel valore che divide una distribuzione statistica in p parti uguali, ognuna delle quali contiene la p-esima parte della numerosità della distribuzione totale.
La variabilità indica il grado di dispersione di un carattere, cioè la tendenza delle unità di un collettivo ad assumere diverse modalità del carattere
Differenza tra il terzo quartale e il primo quartile dei valori osservati: Differenzia interquartile IQR= Q (3) - Q ( 1 ) Rispetto all’intervallo di variazione non risente di dati anomali (outliers) Prende in considerazione soltanto il 50% di termini della distribuzione Può essere = 0 anche se l variabilità della distribuzione non è nulla, quando q(1) e q(3) hanno lo stesso valore.
Se i dati sono riferiti all'intera popolazione (obiettivo: descrivere i dati)
Se i dati sono riferiti a un campione