

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
La conduzione elettrica del cuore, descrivendo i ritmi cardiaci e le loro origini. Vengono presentate le caratteristiche del qrs complesso stretto e largo, e il ruolo dell'onda p nell'analisi dell'ecg. Anche il concetto di circuito di rientro e la sua relazione con le aritmie.
Tipologia: Appunti
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


L’impulso Nel nodo seno atriale l’impulso si genera spontaneamente ad una frequenza comprese tra i 60-70 battiti per minuto. Ogni zona del sistema di conduzione cardiaca ha una frequenza di scarica spontanea, e se una zona non batte più si ha un ritmo più basso ad una frequenza più bassa. Tutte le cellule sono quindi in grado di depolarizzarsi e di propagare l’impulso. Un ritmo che parte dai ventricoli è un ritmo ventricolare basso, ed ha una frequenza che arriverà massimo a 30-40 battute per minuto, in questo caso il tratto Q-R-S si allarga sempre di più. Un ritmo che parte dalla giunzione atrio ventricolare ha frequenza di 50 battiti per minuto ed ha un complesso Q-R-S stretto. Quindi il Q-R-S da una parte è stretto e dall’altra è largo, poiché da un lato l’impulso ha le stesse caratteristiche e si muove ortodropicamente, cioè si muove secondo sistema di conduzione anatomicamente dedicato a quello, mentre se l’impulso origina da una regione dove non dovrebbe originare, per propagarsi a tutto il cuore fa dei giri non anatomicamente giusti, e tutto ciò crea ritardo nel tempo impiegato. Il Q-R-S largo è di origine ventricolare perché fa più giri, mentre il Q-R-S stretto è di origine sopra ventricolare perché si muove ortodropicamente. Un criterio elettrocardiografico per la distinzione dell’origine del battito è la larghezza o no del Q-R-S e la presenza dell’attività atriale, quindi presenza dell’onda P. Di conseguenza, possiamo dire che due sono gli elementi per decidere se un ritmo è sinusale o no, e se è a partenza ventricolare o no, e tali elementi sono: la presenza dell’onda P e la larghezza del complesso Q-R-S. Infatti l’analisi dell’ECG si basa sull’analisi delle onde, dei complessi e dei tratti:
Ritmo sinusale È il ritmo che origina dal nodo del seno con frequenza compresa tra 60 e 100 battute al minuto con onda P inferiore a 200 millisecondi, un intervallo inferiore a 200 millisecondi, ed un Q-R-S inferiore a 100 millisecondi. Inoltre il ritmo sinusale ha conduzione atrio ventricolare, nonché intraventricolare. Il ritmo sinusale è in realtà il ritmo che definisce la nostra frequenza cardiaca, e questo stimolo poi attraverso il miocardio dell’atrio si propaga al nodo atrio ventricolare. Quest’ultimo accetta gli impulsi provenienti dall’alto e li propaga attraverso la zona della giunzione atrioventricolare nelle due branche, destra e sinistra, dove quest’ultima si divide in due fascicoli, anteriore e posteriore. Circuito di rientro E’ un circuito a base anatomica precisa, ed è l’alterazione elettrica che si verifica a carico di un distretto in cui esiste la possibilità che un impulso trovi due vie, ad impedenze diverse, cioè una percorribile con più facilità ed una con meno. Questo sistema farà in modo che ci sarà un punto con maggiore facilità ed uno con meno facilità, e quindi si creerà un percorso alternativo a quello normale dove l’impulso entra ed esce creando un meccanismo di rientro e di uscita costante. Questa è la base delle aritmie ipercinetiche, quando non originano dal seno atriale. I circuiti di rientro possono essere di 2 tipi: