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Fisiologia del Cuore: Definizioni, Fasi, Volume e Pressione, Appunti di Cardiologia

Una panoramica dettagliata delle definizioni fondamentali riguardanti la diastole e la sistole, i volumi tele diastolico e telesistolico, la gittata sistolica, le pressioni sistolica e diastolica, il ciclo cardiocircolatorio e la differenza di tensione di ossigeno arteriovenosa. Inoltre, vengono trattati i recettori e i sistemi neuroendocrini coinvolti nel controllo cardiovascolare.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 08/06/2021

maria-grazia-porcaro
maria-grazia-porcaro 🇮🇹

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DEFINIZIONI GENERALI
DIASTOLE
Proto diastole: fase iniziale
Meso diastole: fase intermedia
Tele diastole: fase finale, corrisponde al momento di massimo riempimento e punto di partenza della
sistole.
SISTOLE
Avviene quando si chiudono le valvole mitrale e tricuspide, e contemporaneamente si aprono la valvola
polmonare e aortica grazie alla pressione superiore del ventricolo SX rispetto a quella vigente in aorta. Per
svuotarsi il cuore si tende con contrazione isometrica, e fino a quando la contrazione non è completa il
cuore non si svuota.
PRE – CARICO E POST – CARICO
Il precarico non è altro che il ritorno venoso, ed ha anche funzione di dare al cuore la capacità di
distendersi.
Il postcarico è la pressione che si oppone allo svuotamento del ventricolo.
VOLUME TELEDIASTOLICO E VOLUME TELESISTOLICO
Il volume tele diastolico è il volume alla fine della diastole, mentre il volume tele sistolico rappresenta ciò
che vi resta quando il cuore si è svuotato, e ciò che resta è inversamente proporzionale alla forza
sviluppata, quindi alla contrattilità, significa quindi che più ne rimane e più è peggio.
GITTATA SISTOLICA ( V.T.D – V.T.S )
Volume che ad ogni contrazione viene eiettato.
FORMULA DELLA FRAZIONE DI EIEZIONE ( V.T.D. – V.T.S / V.T.D. )
È la % di sangue eiettato ad ogni contrazione.
PRESSIONI
È l’unica forza che guida l’ossigeno verso i tessuti, e più ci si allontana dal cuore più la pressione si riduce e
quindi bisogna generarla localmente.
PRESSIONE SISTOLICA E DIASTOLICA
Pressione sistolica, è la pressione misurata durante la sistole, cioè lo svuotamento. In pratica rappresenta la
massima pressione sviluppata dal cuore quando il contenuto della sistole si riversa nei vasi.
Pressione diastolica, invece è la pressione misurata durante il riempimento. In realtà non si sviluppa una
vera e proprio pressione, perché quando il cuore si riempie si ha un rilassamento, il muscolo si rilascia e
quindi non viene sviluppata pressione. Però nel vaso sarà sviluppata una forza data dalla muscolatura del
vaso (tono vascolare) e quindi la pressione diastolica dipenderà dal volume e tono del vaso.
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DEFINIZIONI GENERALI

DIASTOLE

Proto diastole: fase iniziale Meso diastole: fase intermedia Tele diastole: fase finale, corrisponde al momento di massimo riempimento e punto di partenza della sistole. SISTOLE Avviene quando si chiudono le valvole mitrale e tricuspide, e contemporaneamente si aprono la valvola polmonare e aortica grazie alla pressione superiore del ventricolo SX rispetto a quella vigente in aorta. Per svuotarsi il cuore si tende con contrazione isometrica, e fino a quando la contrazione non è completa il cuore non si svuota. PRE – CARICO E POST – CARICO Il precarico non è altro che il ritorno venoso, ed ha anche funzione di dare al cuore la capacità di distendersi. Il postcarico è la pressione che si oppone allo svuotamento del ventricolo. VOLUME TELEDIASTOLICO E VOLUME TELESISTOLICO Il volume tele diastolico è il volume alla fine della diastole, mentre il volume tele sistolico rappresenta ciò che vi resta quando il cuore si è svuotato, e ciò che resta è inversamente proporzionale alla forza sviluppata, quindi alla contrattilità, significa quindi che più ne rimane e più è peggio. GITTATA SISTOLICA ( V.T.D – V.T.S ) Volume che ad ogni contrazione viene eiettato. FORMULA DELLA FRAZIONE DI EIEZIONE ( V.T.D. – V.T.S / V.T.D. ) È la % di sangue eiettato ad ogni contrazione. PRESSIONI È l’unica forza che guida l’ossigeno verso i tessuti, e più ci si allontana dal cuore più la pressione si riduce e quindi bisogna generarla localmente. PRESSIONE SISTOLICA E DIASTOLICA Pressione sistolica, è la pressione misurata durante la sistole, cioè lo svuotamento. In pratica rappresenta la massima pressione sviluppata dal cuore quando il contenuto della sistole si riversa nei vasi. Pressione diastolica, invece è la pressione misurata durante il riempimento. In realtà non si sviluppa una vera e proprio pressione, perché quando il cuore si riempie si ha un rilassamento, il muscolo si rilascia e quindi non viene sviluppata pressione. Però nel vaso sarà sviluppata una forza data dalla muscolatura del vaso (tono vascolare) e quindi la pressione diastolica dipenderà dal volume e tono del vaso.

CICLO CARDIOCIRCOLATORIO

Il sangue proveniente dal ritorno venoso sistemico arriva alle sezioni destra, e attraverso le vene cave raggiunge l’atrio destro e da qui il sangue raggiungerà il ventricolo destro e poi l’arteria polmonare, dove avrà inizio il circolo arterioso polmonare, e avremo questo punto in circolo sangue venoso e nei polmoni avverrà lo scambio di gas. Dal circolo venoso polmonare il sangue raggiunge l’atrio sinistro, e da qui il sangue ossigenato si porta al distretto cerebrale e anche verso gli altri distretti. Il sangue venoso rientrerà tramite il ritorno venoso del piccolo circolo grazie alle vene polmonari, e a questo punto avremo sangue arterioso che il ventricolo sinistro metterà in circolo come sangue arterioso in aorta. Infine il sangue passato in aorta per arrivare al cervello passa per l’arteria carotidea (ne sono 2 e passano anteriormente allo sternocleidomastoideo). DIFFERENZA DI TENSIONE DI OSSIGENO ARTEROVENOSA Rappresenta la differenza di contenuto di ossigeno tra sangue arterioso e sangue venoso. Questa differenza sarà diretta conseguenza del consumo di ossigeno, ed anche indici di capacità da parte dei polmoni di scambiare gas, in pratica significa quanto ossigeno si riesce a far entrare nel torrente circolatorio e quanta anidride carbonica si riesce ad estrarre. RECETTORI La funzione di un mediatore dipende dal suo recettore, in particolare, dalla sua attività, cioè se attiva o inibisce, ma anche dalla sua collocazione si avrà risposta dell’organo allo stimolo. Avremo di conseguenza afferenze ed efferenze, dove le afferenze trasmettono dalla periferia al centro, mentre l’efferenze trasmetto la risposta del sistema nervoso alla periferia, quindi gli afferenti rilevano le situazioni (distensioni dei vasi, i volumi, ecc.). SISTEMA ADRENERGICO È costituito oltre dai nervi che rilasciano epinefrina e norepinefrina, anche dai suoi recettori:

  • Recettori alfa: sono 5, ma consideriamo solo alfa 1 e 2;
  • Recettori beta: abbiamo beta 1 e 2. CONTROLLO NEURORMONALE Gestisce la FC, che è gestiti attraverso i neurotrasmettitori alfa e beta, e l’integrazione del SNC. Inoltre ci sono altri sistemi coinvolti, e sono:
  • Sistema parasimpatico: si basa sulla trasmissione colinergica, ed è quello predominante in condizioni di riposo;
  • Sistema simpatico: ci si basa prendendo le pulsazioni al polso, verificando così il bilancio simpato – vogale di individuo sano. Durante l’inspirazione il battito è veloce, mentre quando si espira il battito rallenta;
  • Recettori atriali: rilevano lo stiramento e agiscono tramite secrezione di mediatori ormonali, quali l’ormone nadiuretico e antidiuretico, che hanno attività opposte.