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Una dettagliata introduzione alle aritmie cardiache, i loro tipi, la loro classificazione e l'analisi dell'ECG. Vengono trattati i ritmi cardiaci normali e patologici, i blocchi atrioventricolari e le extrasistole. Il testo include anche una sezione sulla fibrillazione atriale e ventricolare.
Tipologia: Appunti
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Definizione: le aritmie cardiache sono disturbi del ritmo cardiaco dovute ad alterazione della formazione e/o della propagazione dell’impulso. Le alterazioni della propagazione dell’impulso sono di gran lunga più frequenti e si associano a:
Analisi dell’ECG Si basa sull’analisi delle onde, dei complessi e dei tratti:
Blocco atrioventricolare Si intende un difetto nel sistema di conduzione del cuore, che si verifica nella porzione tra atrio e ventricolo. A differenza del blocco seno ventricolare, nel momento in cui si verifica un blocco atrioventricolare l’impulso elettrico non raggiunge i ventricoli. Anche in questo caso il blocco si può distinguere in tre categorie:
fascio di His è parte del sistema di conduzione del cuore e conduce l’impulso da nodo atrioventricolare ai ventricoli. Un soggetto potrà avere anche diverse extrasistoli durante la giornata non è un problema, però sicuramente si accorgerà di avere un’anomalia, poiché avverte delle palpitazioni. Solitamente sono colpiti da extrasistoli soggetti che fanno abuso di caffeina e tabacco, o soggetti con disturbi dell’intestino. Tachicardie atriali (in genere ben tollerate) Fibrillazione atriale : è un’alterazione del ritmo cardiaco che origina dagli atri del cuore, ed è il risultato di un gran numero di disordini cardiaci ed extracardiaci. Rappresenta la forma più diffusa di aritmia dopo l’extrasistole, con gli uomini che presentano una prevalenza rispetto alle donne, e tutte le malattie cardiache possono essere associate come fattore causale, come fattore di rischio o come conseguenza, alla fibrillazione atriale. La fibrillazione atriale è determinata dall’interazione di tre fattori: trigger (stimolo elettrico che la inizia), substrato (tessuto miocardico vulnerabile), e contesto metabolico e neuroendocrino. Però nonostante i progressi della ricerca sperimentale e clinica, la fisiopatologia della fibrillazione atriale non è ancora stata completamente chiarita. In pratica cosa avviene, che nel normale ritmo cardiaco l’impulso generato dal nodo seno atriale causa la contrazione del muscolo cardiaco permettendo il pompaggio del sangue. Nella fibrillazione atriale, invece gli impulsi che danno luogo alla contrazione atriale si attivano in maniera totalmente disordinata, dando origine a multipli fronti d’onda e a contrazione disordinate e frammentate. Di conseguenza le contrazioni atriali generate saranno inefficaci, quindi la funzione di pompa del cuore perderà il contributo della sistole atriale, e anche se la funzione di pompa è esercitata principalmente dalle contrazioni ventricoli, comunque sia a lungo andare la perdita della contrazione atriale, l’irregolarità e spesso l’accelerazione del battito possono compromettere la funzione ventricolare sinistra, e inoltre la fibrillazione atriale è uno dei principali fattori di rischio per l’ictus. Il tessuto atriale una volta instauratasi la fibrillazione va in contro ad un rimodellamento elettrico e strutturale , cioè modificazioni prima delle caratteristiche elettrofisiologiche e poi della struttura del miocardio, che diventeranno maggiori e stabili in base alla durata dell’aritmia. L’ ECG invece è caratterizzato da assenza delle onde P distinte, presenza delle cosiddette onde F, con morfologia e voltaggio variabile, e con ciclo anch’esso variabile. Inoltre gli intervalli RR, cioè gli intervalli tra due battiti corrispondenti all’attivazione elettrica dei ventricoli, sono completamente irregolari e non seguono uno schema ripetitivo, proprio per questo la fibrillazione atriale è stata definita aritmia totale. Durata del tracciato per la definizione è di 30 secondi. La classificazione delle varie forme di fibrillazione atriale si basa sul criterio della durata, degli interventi terapeutici o dell’associazione ad altre patologie. A tal proposito possiamo distinguere: