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Cosa fa l'educatore e cos'è l'educazione
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Una definizione di pedagogia ci è stata fornita da MAURO LAENG, all'interno dell' "Enciclopedia Pedagogica", il quale afferma che la pedagogia è una scienza dell'educazione) e della formazione dell'uomo, e ha come oggetto d'indagine l'educazione e la formazione dell'uomo durante tutta la sua vita. La pedagogia ci fornisce gli strumenti culturali e concettuali per intervenire correttamente in questi processi. La pedagogia è stata definita scienza a partire dal 900 e si sviluppa come tale dalla seconda metà del 900; infatti si comincia a riflettere sulla scientificità della pedagogia solo nel corso dell'800 e dopo un lungo processo di studio, sperimentazione, di analisi e messa in discussione che ha portato alla formulazione della definizione. Questo processo prende il nome di EPISTEMOLOGIA, che però non riguarda solo la pedagogia bensì tutte le scienze. Inizialmente la pedagogia era una branca della filosofia, è sicuramente una scienza molto giovane ma ha una lunghissima tradizione di studi e per tale motivo abbiamo ereditato dat passato una certa visione della pedagogia, la quale ci ha insegnato che l'educazione nasce con l'uomo ma non è un processo sempre uguale poiché è sempre "in situazione", cambia e muta a seconda dei contesti, delle persone e degli obiettivi. CHE COS'È LA FORMAZIONE? Quando parliamo di formazione facciamo riferimento al macro contenitore, cioè al processo globale che tiene in sé sia i processi educativi, sia i processi legati all'istruzione. In questo processo globale e complesso, secondo le visioni contemporanee, il soggetto viene visto come protagonista dei processi educati, il protagonista è quindi un attore attivo che partecipa attivamente al processo di ricerca della forma più ricca del proprio sè, che inizia con l'infanzia, che dura durante l'adolescenza, l'età adulta e l'età senile. Il processo di formazione dura tutto l'arco della vita, infatti noi oggi parliamo di LIFE LONG LEARNING e di EDUCAZIONE PERMANENTE. Questo processo di formazione lo possiamo intendere anche come processo di autoformazione, in quanto è un processo sempre aperto che arriva fino all'età senile, non sempre prevedibile mosso dall'aspirazione al miglioramento e all'emancipazione, questa visione di formazione ci viene offerta da FRANCO CAMBI. Secondo invece una visione più precisa di formazione di RICCARDO MASSA, lui fa riferimento ad una formazione come processo di crescita professionale, lo lega molto alla dimensione aziendale e professionale, quindi ad un ambito specifico di interventi e di saperi che sono legati alle prestazioni professionali. All'interno della formazione abbiamo anche il concetto di educazione e istruzione. CHE COS'È L'EDUCAZIONE? Quando parliamo di educazione possiamo dire che, a differenza della formazione, è un processo che ha un carattere più sociale e istituzionale ed è sempre situato. DUCCIO DEMETRIO ci dice che l'educazione è riferita per convenzione al mondo dei valori e pone maggiore rilievo sulla dimensione della conformazione sociale e della guida. È un processo da cui scaturiscono socializzazione e inculturazione, l'educazione consente di avviare i primi processi di socializzazione. Inoltre per avviare un processo educativo intenzionale sono necessari tre fattori, Demetrio ci parla di tre fattori costitutivi dell'esperienza educativa:
l'emancipazione e dell'autonomia del soggetto. CHE COS'È L'ISTRUZIONE? L'istruzione è un processo molto iperstrutturato, graduale e formale rispetto agli altri e ha come oggetto dei contenuti disciplinari orientato all'acquisizione di contenuti specifici e alla costruzione di un sapere, inoltre è un processo che ci permette un riconoscimento delle conoscenze apprese, in quanto alla fine di un processo di istruzione acquisiamo una certificazione. Le Esperienze formative si suddividono in : FORMALE, NON FORMALE E INFORMALE ESPERIENZE FORMALI: queste esperienze possiamo ricondurre ad esperienze legate a contesti della formazione formale come la scuola, l'università e i centri di alta formazione e di aggiornamento professionale. Queste esperienze sono tenderzialmente obbligatore e strutturate legate al concetto di istruzione che consentono di acquisire un titolo di studio. Ha un carattere fortemente intenzionale ed è un processo consapevole, esplicito e manifesto. ESPERIENZE NON FORMALI: queste esperienze le sleghiamo dal concetto di istruzione e rientrano nella sfera dell'educazione; si realizzano al di fuori dell'ambiente scolastico e universitario (es. educative territoriali, centri sportivi, educazione nei contesti museali, associazione culturali ecc.), ma sono comunque esperienze educative intenzionali, esplicite, manifeste, consapevoli, dotate di un progetto educativo che ci consentono di acquisire delle competenze ma che non consentono di acquisire un certificato. ESPERIENZE INFORMALI: queste esperienze non sono riconducibili a spazi e luoghi caratterizzati da un progetto educativo esplicito, non è dotato di intenzionalità e non è prevista una netta distinzione tra educando ed educatore ma possono comunque formare. (in compagnia di amici, parenti, al cinema, social network ecc.). La famiglia va collocata nell'ambito NON FORMALE, la famiglia si impegna in un processo di educazione del minore in maniera intenzionale, in quanto i genitori sono ben consapevoli quando nasce la propria figlia del compito educativo che spetta loro e vi è ancora la distinzione tra educatore ed educando. Possiamo però scindere il non formale in due percorsi:
comporta la possibilità di decidere autonomamente il coinvolgimento, tra queste esperienze: la scuola, i laboratori le esperienze non dichiaratamente intenzionali tendono a modificare comportamenti e abitudini senza essere direttamente esplicitato, la consapevolezza è solo dei promotori, un esempio sono le campagne pubblicitarie. Le esperienze non intenzionali sono esperienze in cui non vi è progettualità educativa esplicita ma parte del produttore, è inoltre l'arca delle esperienze collettive coinvolgenti per senso di appartenenza e stile di vita, come le catastrofi naturali o le esperienze sportive.
invariati:
completamente diversa dalla propria. L'educatore non può immaginare l'altro diverso da quello che viene realmente ritenuto di essere, deve insistere su questa diversità e cercare di rendere proporzionato il soggetto a un modello auspicato dalla società.