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Tutte le basi di chimica organica unipi
Tipologia: Appunti
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Da una soluzione acquosa di alpha d glucopiranosio si arriva ad una condizione di equilibrio. Solo lo 0,003 per cento in forma aperta, si ha una rotazione della rotazione specifica- mutarotazione, Interinversione tra alpha e beta, beta è la più stabile perché il gruppo oh legato al C1 nella forma beta è più lontano, rispetto alla alpha, al gruppo ossidrilico del c2. Chiralità importante per enzimi e recettori, interazione di un enzima con il substrato o di un recettore con il ligando richiede il riconoscimento e la chiralità, la disposizione dei gruppi da una parte o dall’altra, la forma attiva è solo una. Poiché α e β hanno rotazioni specifiche diverse, il passaggio da una forma all’altra fa cambiare nel tempo la rotazione osservata della soluzione fino al valore di equilibrio mutarotazione. Reattività chimica dei gruppi funzionali La reattività prevede delle trasformazioni chimiche caratterizzate da processi accompagnati da rottura di legami chimici e formazione di nuovi legami. Le reazioni chimiche si dividono in ossido riduzione e non ossido riduzione. In alcuni processi questa rottura è associata a variazione del numero di ossidazione di elementi presenti nella molecola. Legami c-c: varia nel numero di ossidazione, si può rompere in due modi, scissione omolitica o eterolitica. La prima è caratterizzata da ciascun atomo di c che trattiene uno dei due elettroni di legame, si ottengono due radicali. La seconda genera degli ioni, uno dei due c trattiene entrambi gli elettroni formando un carbo anione e l’altro diventa un carbo catione. Vanno all’atomo più elettronegativo (gli elettroni). I carbo cationi sono una specie attratta da specie chimiche di segno opposto, con elevata densità elettronica. Il carbo anione invece è una specie con carica positiva o specie che può accogliere gli elettroni che ha il carbo anione, quindi deve avere disponibile orbitali vuoti ( ione H+). Le specie con carica positiva, elettrofili. Con carica negativa sono nucleofili ( entrambi forti perché c’è la carica). Elettrofili: cercano elettroni e sono attratte da cariche negative, possono avere carica positiva o parziale positiva e un ottetto incompleto. Nucleofili: donano elettroni, hanno densità elettronica elevata, va verso cariche positive. Possono avere carica positiva o doppietti elettronici liberi. Radicali liberi: stabilità legata alla sostituzione dell’atomo di carbonio radicalico. Radicale metilico, etilico, isopropilico o ters butilico. La forma più stabile è il ters butilico dove il c che porta l’elettrone spaiato è più sostituito. Gruppi funzionali: alcani non rientrano perché hanno reattività limitata dovuta alla forza dei legami singoli e alla scarsa polarizzazione di questi legami. Se ho un legame forte che unisce i due c sarà necessario l’impiego di elevata energia per romperlo- scarsa reattività. Reazioni caratteristiche: di tipo radicalico, ovvero di combustione e di alogenazione. 1 ossidazione con l’ossigeno che genera anidride carbonica e acqua( es metano con ossigeno brucia, è di ossido riduzione, nel metano il c ha il numero di ossidazione più basso che può avere (-4), mentre C nel CO2 ha il più alto (+4) e O (-2). Alogenazione, produce alogenuri alchilici ( alogeni legati a catene carboniose con legami semplici) serve luce o calore che genera radicali, la reazione parte con la formazione del radicale cloro che poi va ad attaccare il c dell’alcano e genera un radicale alchilico, poi va avanti e c’è la dissociazione del cloro per riscaldamento o irraggiamento, si forma il radicale cloro che interagisce con il metano, gli strappa h e si forma alogenuro. L’alogenazione degli alcani è una reazione di sostituzione radicalica che, in presenza di luce o calore, porta alla formazione di radicali. Il radicale cloro strappa un atomo di idrogeno all’alcano, formando un radicale alchilico che reagisce ulteriormente producendo un alogenuro alchilico. Il radicale metilico forma un altro radicale cloro che può anche formare il dicloro metano se reagisce con un cloro metano. Sono reazioni di sostituzione. Le fasi di terminazione sono quelle
che si hanno quando due radicali si uniscono. Gli alogenuri possono essere primari secondari o terziari in base a come è sostituito il c a cui è legato l’alogeno. Secondario il c ha legame con altri due gruppi alchilici, primario solo con uno, terziari il c ha le altre valenze occupate. Gli alogenuri sono composti polari ( alogeni formano anioni spontaneamente perché sono molto vicini all’ottetto) la reattività varia a seconda dell’alogeno, sono solubili in solventi organici ma non in acqua, hanno punti di ebollizione e fusione piu alti degli alcani, aumentano con aumentare della lunghezza e del peso molecolare. Reazioni : sostituzione nucleofila:( due tipi SN1 e SN2) e eliminazione:( E1 e E2). Avvengono contemporaneamente così che uno considera una reazione parallela. Se voglio usare un alogenuro per avere un prodotto di reazione specifico, devo fare una sostituzione e dovrò lavorare in condizioni che favoriscono la sostituzione e limitano la eliminazione. Se voglio trasformarlo in un alchene devo togliere due legami, uno del C alpha e uno al C beta, si elimina acido alogenidrico e ho eliminazione. Gli alogenuri alchilici ottenuti sono composti molto reattivi e possono andare incontro a reazioni di sostituzione nucleofila. In queste reazioni, il legame C–X è polarizzato, con il carbonio parzialmente positivo e l’alogeno parzialmente negativo, rendendo il carbonio un centro elettrofilo. Un nucleofilo, ricco di elettroni, attacca quindi il carbonio dell’alogenuro alchilico e l’alogeno, che agisce da gruppo uscente, viene eliminato e sostituito dal nucleofilo. In questo modo si ottiene un nuovo composto in cui il nucleofilo prende il posto dell’alogeno. Le sn1 sono quelle che interessano carboni legati all’alogeno molto sostituti, Carboni terziari che generano carbo cationi. Se ho un alogenuro primario è sn2. Se è secondario possono essere entrambe. Sn1 avviene in due fasi, una lenta e una veloce. Quella lente vede la dissociazione dell’alogenuro alchilico che mi da il carbo catione, che per formarsi deve essere stabile, i carbo cationi sono tanto più stabili quanto più sono sostituti, questo sarà il meccanismo per i carbo cationi terziari. La fase lenta è la rottura eterolitica con formazione del carbo catione, determina la velocità del processo, che dipende dalla concentrazione dell’alogenuro alchilico. Formato il carbo catione ho la fase veloce, incontro tra specie con carbo catione e nucleofilo, si forma il prodotto. Fattori che influenzano questa reazione: carbo catione, la carica positiva sul c lo rende reattivo e in grado di legarsi ad anioni o di sottrarre elettroni a molecole vicine. Sono favorite nei composti terziari a carica dell’effetto induttivo, ovvero effetto elettron- attrattore che sviluppa il carbonio con carica positiva del carbo catione che, a causa della mancanza di elettroni, attira a sé le cariche elettroniche dei gruppi sostituenti adiacenti aumentandone la stabilità. Il carbo catione terziario è il più stabile perché è legato a 3 gruppi alchilici che sono elettron donatori. Gruppi uscenti come gli alogenuri ( cloruro, bromuro…) favoriscono le sn1. Utilizzo del solvente polare protico stabilizza la formazione del carbo catione, perché specie cariche hanno affinità per specie polari. Il nucleofilo non influenza la velocità della reazione, perché non entra nella fase che regola la velocità che è la prima reazione, la formazione del carbo catione che dipende dell’alogenuro ed è influenzata dal solvente usato. SN2 : meccanismo a singolo stadio, il nucleofilo attacca l’alogenuro alchilico quando il gruppo uscente (alogeno) è ancora legato al carbonio. Quindi non ho formazione del carbo catione. Si ha la rottura del legame carbonio alogeno e ho la formazione di un nuovo legame carbonio nucleofilo, tutto questo in un solo stadio. Reazione favorita dalla facilità con cui il nucleofilo può interagire con il c legato all’alogeno, quindi il carbonio deve essere poco sostituito, primario. La velocità di questa reazione è un passaggio solo ed è determinata dalla concentrazione di entrambi i reagenti, alogenuro e nucleofilo. Quindi : i primari reagiscono più velocemente , i terziari non reagiscono. Nucleofili più forti favoriscono la reazione SN2. Alogeni più grandi sono migliori gruppi uscenti rispetto a cloro o fluoro, non c’è polarità quindi reazione favorita da solventi aprotici. Eliminazione: reazioni importanti per la sintesi degli alcheni, partendo da un alogenuro alchilico ,se trattato con base, quindi con una specie con carica negativa accettore di idrogeni. Nucleofilo: interagisce con carboni con carica positiva, base: accettore di H+. Se si tratta un alogenuro con una base, la base prende l’idrogeno e si libera l’alogeno come
Nel caso di un alchene asimmetrico l’addizione di HX potrebbe fornire due isomeri costituzionali. Il carbo catione secondario è più stabile. L’addizione che procede attraverso la formazione del carbo catione più stabile costituisce la regola di Markovnikov: nell’addizione di HX a un alchene, l’atomo di H si addiziona al c del doppio legame che lega il maggior numero di H. Nell’addizione ionica di un reagente non simmetrico del tipo X-Y a un doppio legame, la parte positiva (elettrofila) del reagente che si addiziona attacca l’atomo di c del doppio legame in modo da formare il carbo catione più stabile. Queste addizioni sono regiospecifiche, ovvero forniscono uno dei due isomeri possibili. La stabilità dei carbo cationi è influenzata da: effetti induttivi e iper coniugazione. EFFETTO INDUTTIVO: il legame c-c nell’etano è apolare; i gruppi metilici alle estremità del legame sono infatti equivalenti: CH3-CH3. Nel caso del cloruro di etile, il legame c-cl è fortemente polarizzato a causa della presenza del cl, che è più elettronegativo di c. Tale polarizzazione si trasmette attraverso i legami sigma della molecola. La trasmissione dell’effetto attrattivo esercitato da cl attraverso i legami sigma è detto effetto induttivo, che nel caso specifico è di attrazione elettronica. Se al posto di un atomo elettronegativo avessimo una carica positiva, l’effetto sarebbe analogo. Per stabilizzare una carica positiva servono dei gruppi elettron donatori. I gruppi alchilici sono elettron donatori in grado di stabilizzarla per effetto induttivo. EFFETTO IPERCONIUGATIVO: l’orbitale p vuoto del c sp2 sul quale si trova la carica positiva può sovrapporsi parzialmente all’orbitale sp3 del legame c-h del d adiacente. Si ha quindi una parziale delocalizzazione della densità elettronica del legame c-h nell’orbitale p vuoto. Così la carica positiva viene dispersa e stabilizzata. Oltre all’effetto induttivo, anche questo fa sì che il carbo catione terziario sia il più stabile. ADDIZIONE ANTI- MARKOVNIKOV DI HBr: HBr si addiziona al doppio legame olefinico mediante addizione elettrofila (reazione di idroalogenazione), cioè un meccanismo in accordo con la regola di Markovnikov. In presenza di perossidi organici, HBr si lega al carbonio meno sostituito, mentre H si lega a quello più sostituito. Si forma un radicale alchilico più sostituito, perché è più stabile, quindi secondario. È l’opposto di Markovnikov. Succede quasi solo in un caso ben preciso: addizione di HBr in presenza di perossido. ADDIZIONE DI ACQUA AGLI ALCHENI: ho bisogno della presenza di acido per rendere l’acqua un migliore elettrofilo, perché l’acido protona l’acqua e viene fuori un o con carica positiva, più suscettibile alla attrazione degli elettroni p greco. l’addizione elettrofila di H2O al doppio legame olefinico è una reazione catalizzata dagli acidi, che avviene secondo una reazione che segue la regola di Markovnikov. L’unico alcol primario che può essere prodotto è l’etanolo da etilene. Il carbo catione si genera sul c più sostituito e poi h20 si riprende h+ dall’acqua protonata e l’acidità funziona da catalizzatore. Idroborazione- ossidazione: il prodotto è anti Markovnikov e il meccanismo è tale che si ha il legame del gruppo alcolico la c meno sostituito. Questa reazione serve per ottenere un alcol primario da un alchene. Mi serve acqua ossigenata in ambiente alcalino. Il boro ha un orbitale libero e si comporta da acido, accoglie elettroni e attacca il c meno sostituito. Si ottiene un alcol meno sostituito. Idrogenazione catalitica: addizione sin. Ossidazione: aumenta del numero dei legami c - h , quando aumentano gli h , aumenta lo stato di riduzione, se aumenta il numero dei legami c-h si ha l’ossidazione. Agenti ossidanti : ossigeno, ozono, perossido, permanganato… dagli alcheni si può avere formazione di epossidi, reazione con il permanganato che porta alla formazione di glicol o diolo, reazioni di scissione ossidativa con la rottura del doppio legame e i due c sono legati all’ossigeno, si formano composti carbonilici. Dagli alchini per scissione ossidativa si ottengono gli acidi carbossilici. Dagli alcoli si ottengono aldeidi o acidi carbossilici.
Il meccanismo anti della reazione di alogenazione è dovuto ad un atomo di bromo che si lega dalla parte opposta all’altro. La reazione di addizione può formare nella molecola un centro chirale, allora si parla di miscela racemica, se invece nell’alchene c’era già un c chirale, e si genera un altro c chirale, il prodotto sarà con due centri chirali e avrò la miscela di diastereoisomeri. ALCOLI : composti organici caratterizzati dalla presenza di un ossidrile legato a un c saturo. Formula -OH (gruppo ossidirlico). Denominazione: si aggiunge il suffisso -olo al nome dell’alcano corrispondente. Gli alcoli possono essere primari, secondari o terziari, in base a quanti legami fa il carbonio che porta il gruppo -OH. Gli alcoli e i fenoli hanno un legame O-H polarizzato a causa della differenza di elettronegatività. Si formano legami H intermolecolari, che provocano un aumento della t eb rispetto agli alcani. Gli alcoli primari sono poco ingombranti stericamente, quelli terziari tanto. La reattività degli alcoli è condizionata dalle caratteristiche del gruppo funzionale alcolico. L’ossigeno ossidirlico polarizza sia il legame O-H che il legame C-O. Quindi l’H ossidrilico si può comportare da acido debole, l’O ossidrilico da base forte. Le coppie elettroniche non condivise, rendono l’ossigeno ossidrilico una base forte e un buon nucleofilo. In presenza di acidi forti gli alcoli si comportano da basi forti. La protonazione dell’alcol converte una base forte (OH-), che è un pessimo gruppo uscente, in una base debole (H2O), che è un buon gruppo uscente. Si hanno così reazione di sostituzione nucleofila. Non avviene in modo diretto, perché l’ossidrile è un pessimo gruppo uscente. (A differenza degli alogeni). Se il gruppo OH viene convertito in un buon gruppo uscente, gli alcoli possono subire reazioni di sostituzione nucleofila e di beta eliminazione: gli alcheni sono preparati per beta eliminazione ( si elimina un idrogeno dal carbonio beta e un gruppo uscente ( acqua o X) d si forma il doppio legame), gli alogenuri alchilici per sostituzione nucleofila. Grazie alla beta eliminazione, OH e H sono rimossi rispettivamente dal c alpha e dal c beta. Gli alcoli terziari sono i più semplici da disidratare. Alcuni alcoli primari e secondari, quando disidratati, possono subire una trasposizione dello scheletro degli atomi di c. Disidratazione degli alcoli secondari e terziari: eliminazione mono molecolare E1, in tre stadi ( si forma il carbo catione). Alcol terziario: -stadio 1: reazione acido base, -stadio 2: rottura eterolitica del legame C-O, -stadio 3: trasferimento di un protone. Alcol secondario: -stadio 1: reazione acido base, -stadio 2: rotture eterolitica del legame C-O, -stadio 3: trasposizione, -stadio 4: trasferimento di un protone. Si forma in quantità prevalente l’alchene più stabile (regola di Zaitsev). Disidratazione alcoli primari: E2 in due stadi (non si ha la formazione del carbo catione). -stadio 1: reazione acido base, -stadio 2: reazione acido base e rottura etero litica del legame C- O. I nucleofili e le basi sono strutturalmente simili: entrambi hanno una coppia non condivisa di elettroni e un legame p greco. Le basi attaccano protoni, i nucleofili attaccano altri atomi elettron poveri (c). Generalmente una base forte è anche un nucleofilo forte. La nucleofilicità va di pari passo con la basicità nei seguenti casi: 1 per due nucleofili con lo stesso atomo nucleofilo, più forte è la base e più forte è il nucleofilo. 2 un nucleofilo carico negativamente è sempre più forte del suo acido coniugato. 3 muovendosi da destra verso sinistra in un periodo della tavola periodica, la nucleofilicità aumenta parallelamente con la sua basicità. Quando l’ingombro sterico diventa importante la nucleofilicità non è sempre correlata alla basicità. L’ingombro sterico diminuisce la nucleofilicità, ma non la basicità. La basicità ha a che fare con i protoni, che sono piccoli e facilmente accessibili e non risentono dell’ingombro sterico. I nucleofili attaccano affollati atomi di c e i gruppi voluminosi non agevolano l’attacco. Condizioni essenziali per avere la reazione di sostituzione nucleofila: la presenza di un buon gruppo uscente e di un buon nucleofilo. La reazione acido base è molto veloce: HX protona rapidamente il gruppo OH dell’alcol formando un buon gruppo uscente (H2O) e un buon nucleofilo (X-). Il meccanismo della sostituzione di H2O non X- dipende dalla struttura del residuo alchilico R. Ordine di scissione dei vecchi legami sigma e di formazione dei nuovi legami sigma nella Sn: 1 la scissione e la formazione di legami
parziale carica negativa sull’ossigeno rende la reazione di addizione nucleofila suscettibile di catalisi acida. La disposizione trigonale piana dei gruppi attorno al carbonio carbonilico rende l’attacco nucleofilo agevole. I nucleofili che interagiscono con il carbonile possono essere forti o deboli, quello forte è carico, se è attratto da un c positivo avrà una carica negativa e viceversa. Se è forte l’attacco è diretto senza la catalisi acida, perché se si protona l’ossigeno gli elettroni p greco migrano dal c all’ o e fanno diventare positivo il c carbonilico. Questa avviene con il nucleofilo debole. Quindi se è debole non ha un’effettiva carica e per favorire la reazione bisogna esaltare l’aspetto di attrazione per il nucleofilo del c con la catalisi acida, l’H+ viene catturato dal doppietto elettronico dell’ossigeno, si forma il legame O-H+, gli elettroni passano all’H+ con orbitale vuoto e la carica positiva passa sull’ossigeno. Poi per effetto mesomerico la carica positiva passa al carbonio. Quindi si genera una carica positiva e il nucleofilo può tranquillamente interagire con il c anche se è debole, e si ha addizione nucleofila. H si addiziona a O e il nucleofilo si lega al c. Quindi il composto carbonilico si trasforma in un alcol, ora ho ibridazione sp 3. Stereochimica delle reazioni di addizione nucleofila:
reazione di condensazione aldolica. In realtà la disidratazione del prodotto di addizione è un processo in 2 stadi, il cui meccanismo è E1cb. E1cb differisce dai meccanismi più generali E1 e E2 per la formazione di un intermedio anionico (carbanione). La stabilità del composto carbonilico a,ß- insaturo non consente alla seconda reazione di tornare indietro e di formare nuovamente il composto B -idrossi carbonilico. Reazione retro- aldolica: Indipendentemente dal fatto che si operi sotto catalisi acida o basica, gli stadi della reazione aldolica sono di equilibrio.
biologiche. Possono essere saturi (se la loro molecola presenta solo legami singoli C-C) o insaturi (se presentano doppi legami C=C). Nella maggior parte degli insaturi predomina l'isomero cis. Proprietà fisiche acidi carbossilici: Sono composti polari. La presenza di O carbonilici e OH permettono la formazione di legami a idrogeno con sé stessi e con l'H2O. I forti legami H sono i responsabili degli elevati punti di ebollizione, più alti rispetto a quelli degli alcoli di analogo PM. Gli acidi a basso PM sono miscibili in H2O in tutte le proporzioni. Man mano che la lunghezza della catena idrocarburica aumenta, la solubilità in H2O diminuisce. Acidità: Gli acidi carbossilici sono acidi deboli. I valori di Ka cadono nell'intervallo tra 10-4 e 10- (pka = 4.0 -5.0). La ionizzazione di un acido carbossilico produce un anione carbossilato per il quale possiamo scrivere due strutture limite di risonanza equivalenti, in cui la carica (-) e' distribuita su atomi di O. Piu stabile è l'anione che si genera dall'acido, piu' l'equilibrio e' spostato a dx e piu' acido è il composto. La sostituzione al C alpha con un atomo o gruppo di atomi con EN > C (es. OH, NH3+, CI, F) aumenta l'acidita' degli acidi carbossilici. Questo effetto decade rapidamente aumentando la distanza dal gruppo COOH. Reazioni con le basi: Gli acidi carbossilici sono in grado di formare sali con basi forti come NaOH, KOH e anche con basi deboli come NaHCO3. I sali degli acidi carbossilici sono solubili in acqua. I Sali possono essere ritrasformati nei rispettivi acidi carbossilici per semplice trattamento con acidi forti (es. HCI. Riduzione degli acidi carbossilici: Il Gruppo COOH e' uno dei gruppi funzionali organici piu' resistenti alla riduzione. Non subisce la riduzione catalitica (alcheni) e non e' ridotto da NaBH (aldeidi e chetoni). Il reagente piu' comunemente usato e l'idruro di alluminio e litio (LiAIHA4). Derivati degli acidi carbossilici: Sono spesso indicati con il termine DERIVATI ACILICI perché contengono il gruppo acilico (o acile): R-C=O. Struttura: Il C carbonilico è ibridato sp2 (struttura trigonale piana). L'elettronegatività di O provoca la polarizzazione del gruppo carbonilico. I derivati degli atomi carbossilici (RCOZ) contengono tutti un atomo Z con doppietti elettronici non condivisi. Possono essere quindi scritte 3 formule di risonanza. La maggiore basicità del gruppo NR'2 porta a una maggiore stabilizzazione della struttura di risonanza 3 e quindi dell'ibrido di risonanza. Sostituzione nucleofila di RCOZ: I composti carbonilici legati a gruppi uscenti (Z) danno reazioni di sostituzione nucleofila. In pratica reagiscono con nucleofili per formare prodotti di sostituzione. Il processo è costituito da 2 stadi: nel 1° si ha attacco nucleofilo, mentre nel 2° si ha la perdita del gruppo uscente. Nel complesso si ha addizione nucleofila-eliminazione al carbonio acilico. Per aldeidi e chetoni, che non dispongono di buoni gruppi uscenti, la reazione complessiva è di sola addizione nucleofila. Addizione nucleofila (Nu:-) al carbonile elettrofilo, con produzione di un intermedio ibridato sp3. Questo stadio è identico al 1° stadio dell'addizione nucleofila a aldeidi e chetoni, anche per le condizioni operative impiegate. Eliminazione: l'atomo elettronegativo Z è un buon gruppo uscente. La sua eliminazione avviene a seguito del ripristino di un legame p greco ad opera di un doppietto elettronico non condiviso dell'O. Questa reazione viene spesso indicata come sostituzione nucleofila acilica, per distinguerla dalla sostituzione nucleofila al C sp3, che avviene per gli alcoli (Alcoli primari SN2: Alcoli secondari e terziari SN1). Quanto più Z ha caratteristiche di buon gruppo uscente, tanto più è reattivo nella sostituzione nucleofila acilica. Cloruri acilici: I cloruri degli acidi carbossilici prendono il nome del gruppo acilico al quale si aggiunge il termine cloruro.
Anidridi: Anidridi simmetriche: sono nominate combinando il nome dell'acido progenitore con il termine anidride. Anidridi miste: sono nominate mettendo in ordine alfabetico i nomi degli acidi progenitori e cambiando la parola acido col termine anidride. Esteri: Un estere contiene due gruppi alchilici, ai quali deve essere assegnato un nome: si tratta del gruppo acilico (RCO-) e del gruppo alchilico (R'), entrambi legati ad un atomo di ossigeno:
identificare sia [1] il gruppo/i alchilico/i legato/i a N, che [2] il gruppo acilico. Per indicare il nome bisogna: nominare i gruppi alchilici legati all'atomo di N: il prefisso N precede il nome di ciascun gruppo alchilico, per indicare che questi gruppi sono legati al N; per le ammidi terziarie, se i gruppi alchilici legati all'atomo di N sono uguali utilizzare il prefisso di. Se invece sono diversi, disporre i nomi secondo l'ordine alfabetico, ognuno preceduto dalla lettera N;
Ammine aromatiche: L'esempio più comune è l'anilina. Le ammine aromatiche si considerano derivati dell'anilina. Composti Eterociclici contenenti N: Hanno nomi specifici accettati dalla IUPAC. L'N ha sempre il numero 1 nella numerazione del ciclo. Proprietà fisiche:
degli alcoli. I legami idrogeno N-H...N sono piu' deboli di quelli O-H...O.
3º nessuno. Questo, e la ramificazione hanno effetto sul p.e. Basicità delle ammine: Le ammine sono le più comuni basi organiche. Le ammine alifatiche hanno pkb ~ 3-4 e pKa dell'acido coniugato (ione ammonio) di circa 10-11. Acidi con pKa inferiore a 10 sono in grado di protonarle. Fattori che influenzano la basicità delle ammine: AMMINE
basicità. Un pKa più elevato indica una base più forte. Nelle ammine gli orbitali dell'azoto sono ibridati sp3. Il lone pair che abita uno dei quattro orbitali conferisce carattere basico alle ammine. I gruppi alchilici legati all'azoto, per effetto induttivo positivo, aumentano la densità di carica nell'orbitale atomico. L'ammoniaca (pKa= 9.3) è meno basica delle ammine 1° (metilammina pKa=10,64) ‹ di quelle 2° (dimetilammina pKa= 10,71). La differenza è dovuta all'effetto induttivo del gruppo alchilico. Le ammine 3° sono livemente meno basiche (trimetilammina pKa=9.77). Questo è dovuto a fattori sterici. Le ammine 3° sono nucleofili più forti. Le ammine aromatiche sono molto meno basiche delle ammine alifatiche e dell'ammoniaca. L'anilina, ad esempio, è circa un milione di volte meno basica della cicloesilammina.