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chinesiologia articolare, Schemi e mappe concettuali di Chinesiologia

appunti di chinesiologia articolare

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

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riccardo-sartori-10
riccardo-sartori-10 🇮🇹

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chinesiologia→ studio del movimento
può essere applicata in diversi campi:
- formativo
- ricreativo
- educativo
- sportivo
- preventivo
- adattato
- riequilibrio muscolare
- stimolazione propriocettiva (rientro dall’attività)
serve a : ottimizzare il movimento
analisi: capire come un trauma è avvenuto permette di mettere insieme delle tecniche preventive
diagnosi: la fa SOLO un medico, no chinesiologo
prognosi:
autoreferenzialità—> diverse opportunità ma un unico stile
non posiamo basarci su protocolli pre confezionati fissi per ogni situazione.
CHINESIOLOGIA DEL PIEDE E DELLA CAVIGLIA
articolazione che può rispondere a leggi meccaniche.
il piede ha quella che si dice “”malattia biomeccanica”” che si cura solo attraverso il recupero delle funzioni
meccaniche del piede.
dobbiamo capire come il nostro operato modifica la meccanica del piede.
Un asse particolare (asse di henke) che passa in mezzo dell'articolazione sotto astragalico, attorno a
quest'asse succede di tutto e quando un paziente arriva con un sintomo, l'ortopedico si chiede in che modo il
suo operato può alterare la meccanica
è importante che le varie articolazioni siano ben allineate→ caviglia e ginocchio
una cosa è certa: il piede influenza la posture e può creare :
piede piatto→ ginocchio valgo → iperlordosi lombare
ortesi→ plantari
ANATOMIA DEL PIEDE:
nel piede sono presenti:
- calcagno
- astragalo
- scafoidea,
- cuboidi
- 3 cuneiforme
il vero motore del piede è il complesso achilleo plantare, che da la dinamica del piede. non posso pensare ad
una malattia achillea senza pensare come poggia il piede
il piede ha una volta plantare in quanto la volta plantare consente :
- equilibrio stabile
- deambulazione (locomozione)
a mantenere la volta plantare ci sono determinati muscoli cavizzanti:
- tibiale posteriore : che passa dietro al malleolo tibiale e si inserisce nello scafoide
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chinesiologia→ studio del movimento può essere applicata in diversi campi:

  • formativo
  • ricreativo
  • educativo
  • sportivo
  • preventivo
  • adattato
  • riequilibrio muscolare
  • stimolazione propriocettiva (rientro dall’attività) serve a : ottimizzare il movimento analisi: capire come un trauma è avvenuto permette di mettere insieme delle tecniche preventive diagnosi: la fa SOLO un medico, no chinesiologo prognosi: autoreferenzialità—> diverse opportunità ma un unico stile non posiamo basarci su protocolli pre confezionati fissi per ogni situazione.

CHINESIOLOGIA DEL PIEDE E DELLA CAVIGLIA

articolazione che può rispondere a leggi meccaniche. il piede ha quella che si dice “”malattia biomeccanica”” che si cura solo attraverso il recupero delle funzioni meccaniche del piede. dobbiamo capire come il nostro operato modifica la meccanica del piede. Un asse particolare (asse di henke) che passa in mezzo dell'articolazione sotto astragalico, attorno a quest'asse succede di tutto e quando un paziente arriva con un sintomo, l'ortopedico si chiede in che modo il suo operato può alterare la meccanica è importante che le varie articolazioni siano ben allineate→ caviglia e ginocchio una cosa è certa: il piede influenza la posture e può creare : ⇒ piede piatto→ ginocchio valgo → iperlordosi lombare ortesi→ plantari ANATOMIA DEL PIEDE: nel piede sono presenti:

  • calcagno
  • astragalo
  • scafoidea,
  • cuboidi
  • 3 cuneiforme il vero motore del piede è il complesso achilleo plantare, che da la dinamica del piede. non posso pensare ad una malattia achillea senza pensare come poggia il piede il piede ha una volta plantare in quanto la volta plantare consente :
  • equilibrio stabile
  • deambulazione (locomozione) a mantenere la volta plantare ci sono determinati muscoli cavizzanti:
  • tibiale posteriore : che passa dietro al malleolo tibiale e si inserisce nello scafoide
  • peroniero lungo : passa dietro al malleolo laterale, penetra nel piede e si aggancia, in parte, alla base del 5° metatarso e, in parte, all'osso cuneiforme mediale del tarso una volta plantare presenta la chiave di volta (in quanto posta al centro della volta) che è lo scafoide.
  • La volta plantare permette di mantenere l’equilibrio statico e dinamico
  • Volta plantare vero motore dell’ ”organo di movimento”
  • La forma della volta determina la funzione del piede come funziona la volta plantare: A) A. kapandji: dice che ci sono 3 archi
  • arco mediale
  • arco laterale
  • arco trasverso che formano un triangolo che è alla base della dinamica del piede →giustifica la dinamica ma non il carico B) B. Doldo: ha descritto due tipi di piedi:
  • piede astragalico (astragalo, scafoidi e strutture metatarso)
  • piede calcaneare (passa per calcagno e le ultime due strutture metatarsali) → non chiarisce la reale distribuzione dei carichi C) Valenti: Arcosolio→dice che: la volta è una struttura architettonica capace di reggere carichi importanti trasmettendogli ai pilastri e alla parete di fondo (struttura dell’arcosolio). Questa teoria applicata al piede i pilastri sono: calcagno e 5 teste metatarsali esistono diverse patologia in base a come è la curva del piede Si dovrà cercare attraverso ortesi, atti rieducativi o chirurgici di far lavorare la volta plantare secondo le leggi biomeccaniche di un arcosolio ESAME RADIOGRAFICO: metodologia costa - bertani: viene calcolata la curva che si forma dall'intersezione di due rette, l’una dal margine più basso della tuberosità posteriore del calcagno al margine inferiore della testa astragalica, poi alla parte più bassa del primo metatarso Valore normale 125° +- 5°

SEGNI IDENTIFICATIVI:

  • Calcagno in valgismo
  • Astragalo in posizione quasi verticale
  • Scafoide sublussato tutti noi nasciamo con il piede piatto, è fisiologico. solo successivamente tra i 6 e i 12 anni il piede assumerà l’aspetto di un normale piede fisiologico da adulto. → fino a 10 anni è consigliata una terapia con plantari tutte le correzioni sul tendine e sull'allungamento del plantare vanno fatte da in piedi ALLUCE VALGO: l’alluce valgo non è una esuberanza articolare, si tratta di un deragliamento articolare che nasce da un valgismo del retropiede ⇒ Il piede portandosi in pronazione induce un sovraccarico della 1° testa metatarsale con deviazione in valgo della prima art. metatarso falangea L’allineamento è reso stabile dalla presenza di due piccoli binari, i sesamoidi, due ossicini tondi posizionati sotto l’articolazione che assicurano la stabilità ai movimenti di flesso-estensione dell’alluce. Se il metatarso tende a deviare verso l’esterno, i sesamoidi cedono e il metatarso deraglia. l’alluce valgo è una patologia a doppia componente:
  • deformità ossea
  • interessamento dei tessuti molli ⇒ Entrambe le componenti devono essere coinvolte nel trattamento rieducativo - motorio. Infatti ci sono dei muscoli che sostengono questo valgismo e che poi vengono corretti in fase di correzione se la correzione dell’alluce valgo è chirurgica la rieducazione deve comprendere:
  • Mobilizzare attivamente e passivamente l’art. metatarso - falangea
  • Recuperare una dinamica normale del passo
  • Detendere i gruppi muscolari meccanicamente coinvolti
  • Risolvere eventuali edemi

Le patologie da eccesso di pronazione, influenzano la postura e sono:

  • alluce valgo
  • tendinopatia tibiale posteriore
  • ginocchio valgo
  • meniscopatia
  • tendinopatia zampa d’oca Le patologie di eccesso di supinazione:
  • metatarsalgie
  • talloniti (talalgia) →A seconda della sede dove maggiormente si concentra la tensione si determina la patologia, per cui a scopo didattico distinguiamo
  1. sperone calcaneare→ il tendine si calcifica → infiammazione del tendine. si depositano sali di calcio
  2. un calcagno varo → crea un tricipite surale corto
  3. fascite plantare → crea una spina calcaneare → La calcificazione non è la vera malattia, ma l’esito di una malattia cronica del complesso Achilleo - plantare che per anni ha lavorato in tensione come si cura: solo un tendine non in tensione può guarire→ allungare il processo achilleo plantare→ per questo si usano i plantari un paziente con la tallonite arriva a camminare sulle punte così si accorcia il processo achilleo plantare. molte volte dopo allenamento un paziente può avere dolore
  • e non avere più problemi
  • e avere problemi il giorno dopo
  • rompere il tendine processo di eccesso di supinazione hanno influenze posturali come:
  • retropiede varo
  • ginocchio varo
  • meniscopatia mediale
  • trocanterite —-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- ARTICOLAZIONE TIBIO TARSICA: i traumi distorsivi di caviglia sono soprattutto quelli laterali (distorsioni) la caviglia rappresenta una delle articolazioni più colpite da infortuni. a fronte di tanti traumi però non ci sono linee guida da seguire per curare l’infortunio (posto che vai usanza che trovi). il fattore che maggior predisponente di distorsione di caviglia è il fatto di averne già avuti. → instabilità di caviglia e non trauma. esistono 2 tipi di stabilizzatori:
  • passivi : pinza, mortaio, legamenti, conformazione osso
  • attivi : muscoli ⅓ delle tibiotarsiche presenta un quadro di instabilità cronica importante quindi trattare bene il primo evento per evitare futuri infortuni magari più gravi. di fronte ad un trauma distorsivo articolare bisogna fare 2 cose: - radiografia della tibiotarsica
  • soprattutto se primo intervento, va immobilizzato (o con gesso o con tutore)

fattori che predispongono instabilità di caviglia:

**- Lassità capsulo - legamentosa

  • Deficit di forza muscoli Peronei
  • Deficit propriocettivo
  • Piede cavo - retropiede varo —----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------** CHINESIOLOGIA DEL GINOCCHIO la visione delle ginocchia nel tempo è cambiata tantissimo. oggi l’ortopedia ha preso la strada della periferia. nel trattamento di stabilizzazione di un ginocchio instabile dobbiamo tener presente cosa sta all’esterno. la diagnosi la fa il medico il chinesiologo deve interpretarla. il ginocchio deve alternare una stabilità in estensione completa e deve essere molto mobile in flessione. i movimenti principali sono:
    • flesso estensione
    • rotazione sull'asse longitudinale della gamba , che si verifica solo quando ginocchio flesso assi anatomici dell’asse del ginocchio
    • assi anatomici del ginocchio (x y z)
    • asse meccanico dell'arto inferiore che va da testa del femore fino al centro dell'articolazione tibio tarsica. molto importante l’asse meccanica perchè distingue il ginocchio : valgo→ che puo essere contrasto dai muscoli esterrni dell anca (cost ability) varo normale l’asse meccanico è talmente importante che è alla base delle scelte ortopediche. intervento di osteotomia→ rompere la tibia per ripristinare un asse meccanica normale.(recupero dei gradi di vago e di valgo) vizi torsionali ci sono dei vizi che avvengono in altri assi evitare determinate posizioni:
    • posizione a w (antiversione femorale) rieducazione dopo rottura l c a via le stampelle quando :
    • non più ginocchio gonfio
    • no controidicazione
    • estensione = alla controlaterale
    • recuperato schema motorio camminata Rotazione assiale movimento secondario possibile solo in flessione
    • Rotazione interna: 30°
    • Rotazione esterna: 40°

rotatori esterno

  • bicipite femorale rotatori interni
  • muscoli della zampa d’0ca→ sartorio, gracile, semitendinoso come si muove il ginocchio: ROTO SCIVOLAMENTO→ mantenimento del condilo femorale sopra l’articolazione se rottura del crociato, durante il rito scivolamento→ artrosi superfici articolari l’interno la cavità glenoidea è concava e quella esterna è convessa sagittalmente il condilo mediale è stabile il condilo laterale è in equilibrio instabile. la sua stabilità dipende dall’integrità del legamento crociato anteriore e del menisco esterno piatto mediale→ dovrebbe essere differente dal piatto laterale i condili tibiali hanno struttura diversa e quindi anche ruoli differenti il menisco è uno stabilizzatore del ginocchio , stabilizza la glena omerale mediale molto più fisso
  • sacrificare un menisco in un ginocchio instabile è un disastro
  • sacrificare un menisco in un ginocchio stabile non è così un problema meniscectomia su crociato rotto può creare artrosi artrosi→ restrizione della lima articolare, osteosclerosi, osteofiti ruolo dei menischi:
  • Trasformano la forza compressiva in tensione. Non sono pertanto solo degli ammortizzatori ma anche degli stabilizzatori movimento dei menischi:
  • I menischi garantiscono la stabilità del ginocchio seguendo la tibia in flesso - estensione e i condili femorali in rotazione diversi tipi di lesione
  • radiale → più gravi perché fa sì che il menisco non possa più muoversi
  • a flap → danno con pezzo di menisco che si muove e in qualche caso può infilarsi nell’articolazione
  • longitudinale→ coinvolgono corpo del menisco - degenerativa meniscectomia selettiva fatta in caso di lesione a flap dove viene tolto il pezzettino rotto. dopo 15 gg dall’intervento si va in campo. si crea però un problema di stabilità del ginocchio

nel calcio femminile ● rischio 2,6 volte maggiore rispetto agli uomini a causa di : ○ Lassità legamentosa ○ Cedimento in valgo più frequente (fattori anatomici e muscolari) ○ Le dimensioni e la rigidità lineare del LCA sono proporzionali alla forza del m. Quadricipite Femorale ○ Utilizzo contraccettivi orali e in fase pre - ovulatoria ricostruzione del crociato anteriore con gracile- sartorio→ la progressiva ricostruzione del lca è un fattore di rischio di recidiva o di lesione del lca controlaterale crociato formato da:

  • fascio antero mediale
  • fascio postero mediale RIASSUNTO COSE IMPORTANTI:
  • ortopedia e strada della periferia
  • nel momento in cui viene meno l’integrità delle strutture del ginocchio→ patologia degenerativa
  • menisco mediale più accogliente; menisco laterale piu chiuso
  • il menisco non è solo un ammortizzatore ma soprattutto è uno stabilizzatore del ginocchio
  • menisco esterno più mobile, menisco interno più fisso e stabilizzato
  • meniscectomia su menisco mediale e mai su menisco laterale
  • da preferire una lesione al menisco interno che una al menisco esterno
  • menisco interno→ menisco della stabilità
  • menisco esterno→ menisco della mobilità
  • dopo una meniscectomia mediale abbiamo un aumento del carico.
  • vascolarizzazione periferica del menisco
  • lesioni differenti del menisco
  • esistono delle radici meniscali dove il menisco si attacca alla tibia→ una buona percentuale di paziente ha una lesione alle radici. se noi stacchiamo la radice , il menisco viene estruso (estrusione meniscale) operazione al ginocchio
  1. ispezione del ginocchio con telecamera il legamento menisco tibiale
  • stabilizza il menisco
  • previene l’estrusione meniscale
  • resiste alle forze rotazionali i sintomi→ versamento articolare (cisti di baker→sintomi di patologia articolare) e sintomi meccanici. quando il ginocchio versa il paziente non estende non tutti i pazienti possono andare incontro ad un intervento meniscale con paziente giovane il crociato a 3 fasci 2 anteriori:
  • antero mediale
  • postero laterale intervento a doppio fascio , ormai abbandonato visto la grande difficoltà. il futuro del ginocchio dipende dal menisco esterno

1851→ nei traumi del ginocchio

  • lohmann test
  • pivot shift test rottura a manico di secchio→ molto difficile suturarla, di solito in zona bianca legamentizzazione: ci sono 2 momenti fondamentali:
  • incorporazione → bone tendon bone: incorporazione integrale di osso tendine e osso. riabilitazione più aggressiva (fatta dai calciatori) incorporazione più veloce che mi da la possibilità di riabilitazione già dopo 6 settimana in catena aperta
  • rimodellamento →modificazione del semitendinoso a livello intra articolare, uno studio dimostra che la probabilità di ri infortunarsi scende del 51 % per ogni mese successivo all’intervento fino ai 9 mesi cosa dire al paziente:
  • tecnica chirurgica
  • corretto timing di rientro tolgo le stampelle quando : quando può correre: quando preparazione sul campo→ necessari test specifici (test isocinetico e se il paziente è in grado di mantene 8 km /h per 10 minuti) quando si torna a disposizione in squadra? FEMORO ROTULEA: il vasto mediale non è l'unico responsabile dei disturbi femoro rotulei la rotula: 3 funzioni fondamentali:
  • scudo dei condili
  • aumenta il braccio di leva
  • aumenta l’area di contatto tra tendine e femore la rotula scivola → estensione del flessore esiste in catena cinetica aperta più piego il ginocchio e più è forte la forza che spinge la rotula verso i condili la superficie di contatto aumenta all’aumentare della flessione del ginocchio la stabilità dell’articolazione è garantita dal sinergico funzionamento di stabilizzatori ossei e muscolari - legamentosi la rotula la mettiamo alla fine del ginocchio in quanto la stabilità della rotula è legata a dei fattori locali
  • angolo Q→ nella normalità tra 10 e 15°
  • asse del femore
  • legamento patello femorale mediale → principale stabilizzatore passivo della rotula
  • gola trocleare→ la stabilità della rotula è anche in relazione alla forma dell’osso che funge da binario
  • Vmo→ stabilizzatore dinamico della rotula ma anche da fattori globali:
  • valgismo del ginocchio→ aumenta l’angolo Q e aumenta la lateralizzazione della rotula
  • antiversione femorale
  • pronazione sottoastragalica
  • extra torsione tibiale

trasverso : taglia il corpo in due parti: alto e basso. permette movimenti di tipo torsionale rispetto all'asse longitudinale del segmento busto (capo,collo,tronco) laterale: mediale: distale: craniale: caudale: esiste una componente tra assi e piani che conferiscono il movimento:

  • adduzione : avvicinamento al piano mediale del corpo
  • abduzione: allontanamento del pian mediale del corpo → entrambe avvengono nel piano frontale e nell asse sagittale la differenza che esiste tra flessione ed estensione dell’avambraccio sul braccio dalla flessione ed estensione in un piegamento→ nel piegamento abbiamo il peso del ns corpo che grava sulla flessione quali esercizi il kinesiologia deve dare in una spondilosi??--> domanda test domanda su faccette articolari come sono orientate nello spazio—< doamnda test domanda su inversione e eversione biomeccanica di base le leve: i vettori hanno:
  • intensità
  • direzione
  • verso
  • punto di applicazione Per apprendere come il corpo si muove è importante sapere quali sono le forze che sul corpo causano il movimento. anche in un distretto muscolare possono convergere e divergere forze. se vogliamo un movimento armonico dobbiamo comprendere quali sono i fattori vettoriali. chi ha un dolore di spalla magari sete un dolore anteriore ma ad avere male può essere un altro muscolo a causa di un movimento non armonico. le leve godono di 3 elementi fondamentali: **- potenza
  • fulcro
  • resistenza** ce una coppia di forze, quando due forze agiscono in direzioni uguale e contrarie con conseguente effetto di rotazione. le leve sono macchine semplici utilizzate per spostare. Rasta rigida capace di ruotare attorno ad un fulcro. il fulcro è dettato dall'asse di rotazione, da un punto di appoggio o da una presa le leve possono essere:
  1. di primo genere → leve indifferenti: possono essere:
  • vantaggiosa→ braccio della potenza > del braccio della resistenza
  • neutra→ braccio della potenza = braccio della resistenza. equilibrio
  • svantaggiosa→ braccio della potenza < braccio della resistenza. per vincere la resistenza dovrò usare una potenza maggiore
  1. di secondo genere → sono solo ed esclusivamente vantaggiose perché la resistenza è interposta tra fulcro e potenza braccio della potenza sempre > del braccio della resistenza es: cariola
  1. di terzo genere→ leve sempre svantaggiose: la potenza è interposta tra nucleo e resistenza braccio della potenza sempre < del braccio della resistenza es: pinza da cucina in leg extension la leva è super svantaggiosa e quindi non va proposta a chiunque. la potenza si presenta nell’inserzione del quadricipite sotto la rotula per questo è svantaggiosa analisi di figura→ è la descrizione attraversi termini tecnici comportamenti:
  • parziali
  • totali LA POSIZIONE figura che assume il corpo del ginnasta in rapporto all'ambiente esterno ambiente: tra l’asse longitudinale del corpo e il suolo si chiama stazione. tra il baricentro del corpo e il sostegno si chiamano attitudini. LA STAZIONE posizione del corpo mantenuta per un certo periodo che mette in relazione l’asse longitudinale del corpo con il suolo
  • decubito prono
  • decupito supino
  • decubito laterale sinistro o destro ATTITUDINI possono essere:
  • di appoggio,
  • si sospensione
  • di volo
  • natura le attitudini possono essere anche miste
  • sospensione più appoggio
  • presa poplitea→ quando mi attacco con le ginocchia sul palo UBICAZIONE: rapporto tra l’ubicazione del corpo e l’attrezzo
  • di fronte all’attrezzo
  • a distanza dell’attrezzo CLASSIFICAZIONE E CARATTERISTICHE DELLE ARTICOLAZIONI: è importante conoscere una struttura articolare perché nel caso di una patologia degenerativa. devo:
  1. comprendere la patologia
  2. conoscere l’articolazione → per comprendere il meccanismo traumatico così da poter decidere il mio intervento; individuare i movimenti a rischio; predisporre il rinforzo degli stabilizzatori attivi
  3. migliorare la prognosi del danno articolare

la pubalgia non esiste→ non è un sintomo ma è la causa a causa della sua complessità anatomica e alla conseguente maggior difficoltà diagnostica, questa articolazione ha ricevuto in passato minor attenzione da parte della letteratura scientifica dolore tipico dell anca: dolore inguinale irradiato nella parte del ginocchio distinzione tra:

  • dolore inguinale → dolore anche al ginocchio
  • dolore trocanterico →esterno di tipo tendineo quando viene infilato l’ago scopio dentro l’anca ci si rende contro di lesioni pre artrosiche→ nuovo approccio chirurgico e preventivo→ nuove scoperte anatomiche e biomeccaniche la testa del femore è ricoperta da cartilagine , nel momento in cui si usura questa cartilagine , si riduce lo spazio articolare e si crea artrosi, si riduce il rom articolare, si ha debolezza muscolare. se artrosi articolare importante, l’ortopedico ci infila un po di acido ialuronico grazie alla tecnologie che aiutano l’ortopedico ad essere più preciso TEST CLINICI: DI FABER o patrik test flesso abduco + rotazione esterna→ va fatto sempre con patologie ortopediche di anca ginocchio e caviglia. valutare la differenza rispetto al controlaterale il paziente con artrosi dell'anca è quel paziente che fa fatica a mettersi le calze la mattina. dove non lavora l’anca lavora la schiena , per questo è importante fare questo test anche con paziente con dolore alla schiena. DI FADIR flesso adduco ruoto interno per sportivi che presentano “pubalgia” con questo test misuri il conflitto dell’osso, sempre da fare in entrambi i lati del corpo per confrontarli cavità acetabolare: 40% ileo 40% ischio 20% pube labbro acetabolare: contribuisce alla stabilità articolare aumentando del 33% il volume della cavità acetabolare. presenza di liquido sinoviale che fa da guarnizione che distribuisce le forze all’interno dell’articolazione.

Testa femorale: costituita per i ⅔ da una sfera di circa 5 cm di diametro., sostenuta dal collo femorale che la unisce alla diafisi angolo cervico diafisario→ in base alla forma dell’articolazione il soggetto avrà bisogno di più o meno muscolo per mantenersi stabile: coxa vare→ minor necessità di muscolo coxa valga→ maggior bisogno di muscolo offset femorale:--> distanza che intercorre tra il centro di rotazione della testa femorale e la linea che divide in 2 parte l’asse della diafisi femorale. Il braccio di leva degli abduttori è la distanza fra il centro di rotazione e la linea tangenziale alla faccia laterale del gran trocantere Una maggiore lunghezza dell’offset riduce il rischio di attrito femoro-acetabolare, di zoppia e della necessità dell’uso di stampelle, di insorgenza del fenomeno di Trendelemburg e di lussazione e offre maggiore stabilità all’ impianto protesico. protesi dell’anca: c'è il rischio che questa struttura non aderisca completamente→ trocanterite. inserire la protesi dal processo anteriore permette di non staccare il muscolo e il kinesiologo può lavorare da subito e il paziente può già camminare. la coscienza ci impone cmq di tenerlo a riposo ma il lavoro di cost stability può essere fatto subito eccessiva antiversione dell’anca→ quando a pancia in giu la gamba va a toccare il terreno displasia congenita dell’anca—> si va incontro a protesi dell’anca.

muscoli estensori dell’anca:

  • glutei
  • ischio crurali muscoli abduttori dell’anca:
  • M. Medio Gluteo
  • M. Tensore Fascia Lata
  • M. Grande Gluteo
  • M. Piriforme muscoli adduttori dell’anca:
  • grande adduttore
  • muscolo semitendinoso I muscoli rotatori esterni dell’anca
  • M. Piriforme
  • M.Otturatore interno
  • M. Otturatore esterno
  • Mm. Glutei CAM→ nello sportivo può succedere che ci sia una alterazione di movimento tra testa del femore e collo dell’anca nel momento dell’intrarotazione PRINCE→ un altro tipo di conflitto può essere causato da un tetto dell’anca un po più spiovente che va in conflitto con il femore un buon lavoro di cost stability e prevenzione sull’anca e preventivo per queste patologie in anteroversione del bacino il tetto dell'anca è ancora più spiovente. non allenare solo il muscolo ma la catena cinetica completa. allenare anche il mantenimento del baricentro.

COLONNA VERTEBRALE

il mal di schiena non si opera tecnica methier → assirtanza del terapista al paziente basata su allungamenti mckenzie → terapia legata alle faccette articolari lo sport che coinvolge il mal di schiena è il tennis, nel tennis per fare punto si utilizzano, nella maggior parte dei casi, meno di 15 secondi. Nel tennis infatti è richiesta grande esplosività e velocità che stressano la ns schina. la più grande maggioranza di traumi del tennista sono a carico della colonna vertebrale. il servizio è il gesto motorio che impegna di più la colonna (estensione e rotazione) estensione e rotazione→ le vertebre lombari ruotano 1 grado per vertebra quindi il tratto lombare ruota 5 gradi→ NO bene è necessario rinforzare i muscoli della colonna, mesier + cost stability INFORTUNI ALLA SPALLA conflitto subacromiale o tendinopatia della cuffia dei rotatori→ enartrosi prima di lavorare sulla cuffia dei rotatori, devo rinforzare la scapola in quanto è attaccata alla cuffia dei rotatori il gomito del tennista il gomito non può sopportare lo shock dell'impatto senza che il corpo faccia da supporto.

la forza non proviene dalla muscolatura dell'avambraccio ma dalla sommatoria delle forze dell’intera catena cinetica l’amatore soffre di epicondilite→ dolore al gomito il professionista soffre di una patologia mediale : epitrocleite da overuse nel dritto. ci saranno pazienti che avranno delle micro instabilità articolari. i bambini non sono adulti in miniatura: incremento notevole x visite bambini x mal di schiena: 1° lo zaino di scuola non provoca ne scogliosi ne dorso curvo.(carico fino al 15% del peso corporeo) 5 sport per bimbi:

  1. nuoto
  2. basket
  3. ginnastica
  4. atletica leggera 5). tennis→ sport più sconsigliato , ma non c'è nessuna evidenza tra tennis e scoliosi il lavoro di equipe ottimizza il gesto tecnico anatomia colonna vertebrale: struttura delle vertebre:
  • corpo vertebrale
  • peduncoli
  • lamine
  • processi trasversi
  • processo spinoso
  • le faccette articolari sono differenti nei diversi tratti della colonna vertebrale: vertebra dorsale→ orientamento parafernalia (rotazione), il tratto lombare della colonna ha un orientamento parasagittale (flesso estensione). scoliosi della gipo→ dorsale Ci sono dei legamenti che stabilizzano le vertebre lombari e sono più importanti, con oscillamento della colonna questi legamenti aumentano di volume per stabilizzare, problema se diventano ipertrofici. patologia colonna vertebrale→ dolore notturne, rigidità, dolore sacro iliaco→ patologia di tipo reumatico lordosi e cifosi hanno un compito preciso che è quello di dare resistenza alla colonna l’ernia alla schiena è un sintomo non la causa. appiattire le curve del rachide equivale a dimezzare la sua capacità di carico movimenti della colonna→
  • neutralità : faccette articolari non sono impegnate e la vertebrale è in appoggio sul disco nel piano fisiologico
  • flessione: quando la colonna flette avanti, il nucleo polposo si dirige verso dietro aumentando la pressione sulle fibre posteriori dell’anulus, aumenta la tensione di tutti gli elementi legamentosi posteriori.