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Una profonda analisi della opera di Emil Cioran, intitolata 'La Trasfigurazione della Romania'. Il filosofo rumeno affronta temi come la romenità nazionale, la filosofia della storia e della cultura, e la politica. la controversia sul passato politico di Cioran in Romania, le similitudini e le differenze tra Cioran e Gherasim Luca, e la posizione di Cioran sulla questione ebraica. Inoltre, vengono discusse le implicazioni di questo testo per la generazione intellettuale rumena del periodo.
Tipologia: Appunti
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Nel 2002 il libro di Alexandra Laignel-Lavastine “Cioran, Eliade, Ionesco. L’oublie du fascisme” aveva riaperto il dibattito internazionale sul passato politico romeno di Cioran ed Eliade. Questo studio si impegnava a dimostrare, a partire dagli scritti giovanili, il loro impegno ultranazionalistico e antisemita dei due intellettuali e la loro ostinazione nel voler camuffare dopo il 1945 la loro affiliazione ideologica. Ciò che lasciò perplessi i lettori, fu il fatto che Ionesco in Francia, fosse stato testimone consenziente di questo oblio del fascismo. Proprio lui che, li aveva apertamente combattuti a partire dal 1935. Delle domande erano state poste al lettore circa questo fatto:
dal punto di vista intellettuale, in attesa di avere una collocazione sociale più consona al suo talento e di rendersi più visibile al pubblico che conta.
Nel 1936 Cioran pubblica il suo terzo libro -> La trasfigurazione della Romania È l’unica opera sistematica del filosofo Carattere unico per la tematica che affronta, dedicata alla questione della romenità/specificità nazionale, ossia l’esigenza di individuare le caratteristiche psicologiche del popolo rumeno. Filosofia dell’autore per quanto riguarda i diversi campi d’interesse: filosofia della storia, della cultura e politica di Cioran. A causa dei suoi contenuti questo libro è stato per l’autore una sorta di incubo sino alla fine della sua vita. Per la cultura romena è una realtà scomoda, fuorviante poiché lo vedono come un pretesto utilizzato dagli occidentali per mettere in discussone il valore di Cioran, e non come un motivo per affrontare e chiarire a sé stessi il significato, il valore dell’opera. A partire dal 1945, la corrispondenza con gli amici e con la famiglia dimostra l’insoddisfazione che Cioran provava ogni qual volta qualcuno riprovava ad aprire il capitolo del suo passato romeno. Dove troviamo questo passato scabroso?
Osserva irritato come la “nuova generazione” chiedesse di schierarsi politicamente a favore di uno dei due estremismi. Ciò che attiene alla politica gli sembra pura esteriorità -> equivocabile sintomo di banalità e miseria spirituale. Sarebbe dunque la povertà spirituale a spiegare perché la Transilvania non abbia prodotto cultura. (Nello stesso periodo Rosca sosteneva la sua tesi) Nel 1933 anno in cui la generazione del 27 inizia ad emigrare in massa verso la politica, Cioran resta fermo nel suo credo ed in una lettera (a Tincu > zincu) egli esprime l’augurio che si compia un’apocalisse che distrugga tutte le forme, poiché su questo terreno pulito si possano instaurare le barbarie, primo sintomo di un’aurora di cultura. Nel novembre dello stesso anno si risveglia in sé l’entusiasmo per l’ordine politico Hitleriano (momento in cui si trasferisce Berlino dopo aver vinto una borsa di studio). IN ASPETTI TEDESCHI = Inizierà a scrivere articoli su questo tema e, presto, evidenzierà come in Germania “tutti hanno la coscienza di appartenere al primo paese del mondo mentre i romeni pensano alla propria patria come alla più sfortunata nazione del globo. Hitlerismo destino per la Germania. LA GERMANIA E LA FRANCIA O L’ILLUSIONE DELLA PACE = esaltazione culto dell’irrazionale, esaltazione della vitalità in quanto tale, espansione della forza senza limite e controllo, in Germania si sentiva la necessità di un Fuhrer. Da questo momento l’adesione di Cioran all’estrema destra non è solo ferma ma anche pubblica. Dal 1934 sosterrà l’implicazione dei giovani nella vita politica. Il contatto con la Germania riaccende in lui un vitalismo rivoluzionario ma anche il sentimento di inferiorità che nutre nei confronti della Romania. LA ROMANIA DAVANTI AL GIUDIZIO ESTERO = Elenca punto per punto tutto ciò che i tedeschi sanno sulla Romania ed oltre al complesso di inferiorità pronuncerà affermazioni nel merito della politica estera ed alla propaganda romena nel contesto internazionale minacciato dalla possibile revisione dei trattati politici di pace stipulati a Versailles. Nel luglio 1934, con un’introduzione della redazione di “Vremea”. Da quello che doveva essere un articolo/reportage ne uscì un elogio a Hitler (Aveva fatto massacrare i suoi più vicini collaboratori). Mentre il mondo politico europeo era inorridito da questa faccenda, Cioran evidenziava come Hitler fosse riuscito a togliere il senso critico alla nazione e come la sua figura apparisse come quella di un messia. I due articoli sulla notte dei lunghi coltelli, dove giustifica in modo cinico il crimine politico, rappresentato il punto più basso i cui sia sceso Cioran. Conquistato dall’hitlerismo, egli sogna per il suo paese un fenomeno simile, eliminando la democrazia a favore del fanatismo e della dittatura. Dal 33 al 41 la fedeltà del filosofo a questa scena politica è comprovata nelle pagine de la Trasfigurazione della Romania. Egli sarà il primo esponente che sotto impulso dell’hitlerismo si farà attrarre non solo dal nazismo ma, anche dall’estrema destra legionaria. La Romania non ha storia quindi deve essere svegliata e gettata nel divenire storico -> quindi vi deve essere una rivoluzione in primis nazionale e poi sociale. Poi la ritiene incapace di oltrepassare l’idea di una conservazione territoriale poiché dovrebbe piuttosto perseguire l’ideale di una espansione nazionale. 1) Dispenserà consigli alla gioventù sempre su modello di quella tedesca. 2) Proporrà un campo di concentramento per una moltitudine di politici romeni. 3) Spiegherà la necessità di rinunciare all’economia agraria per il passaggio all’economia industriale – incremento operai. 4) Il regime politico proposto da Cioran è la dittatura fondata sul consenso popolare.
È attorno alla figura di Codreanu che ruota il legionarismo (Fondazione della Legione dell’Arcangelo Michele -1927). Le sue azione più significative vengono descritte nel suo libro “Per i legionari” Nel 1919 Si iscrive alla facoltà di Iasci e si scontra con l’atmosfera dell’uni, a suo dire dominata da “idee anti romene” (Tranne i prof Cuza e Galvanescul). I movimenti operai di Iasci lo avevano persuaso da una possibile minaccia dell’avvento del comunismo, secondo lui sostenuto dalla stampa ebrea e da tutti gli ebrei delle città. Nello stesso anno nella guardia della Coscienza Nazionale (sarà animato da idee comuniste combinate all’interesse per i diritti sociali, contrarietà al capitale estero) -> nascita del partito politico = Socialismo Nazionale Cristiano = 3 gli elementi dell’ideologia di Codreanu: anticomunismo, antisemitismo e nazionalismo romeno nel 1920 partecipando al primo congresso studentesco svoltosi a Cluj, Codreanu ed il gruppo di Iasci impongono al congresso di non accettare gli ebrei nelle organizzazioni studentesche. Anni della sua educazione antisemita -> diverrà presidente dell’associazione degli studenti di legge e fonderà solo per un gruppo ristretto di persone, l’associazione degli studenti cristiani ritenendo che l’esistenza del popolo romeno fosse minacciato da un altro. Durante il suo periodo di studio verrà a conoscenza dell’esistenza di Hitler e più tardi sarà impressionato dalla marcia su Roma, 1922 di Mussolini. E nel dicembre di quell’anno, mentre si trovava ancora in Germania, venne informato che i movimenti studenteschi di medicina avevano imposto il numerus clausus per gli ebrei -> numero chiuso. Egli ha come obiettivo unire il movimento studentesco in un’unica organizzazione e trasformarlo poi in un grande movimento nazionale di tutti i romeni. Per realizzare il suo progetto incontrò gli studenti di Cernauzi, Iasci e Bucarest. Gli studenti di Bucarest ebbero qualche riserva riguardo al suo piano, loro sostenevano rivendicazioni concrete (Riconquistare il paese e toglierlo dalle mani degli ebrei, portare il pane bianco a tavola, ecc) -> questo per Codreanu significava trasferire il movimento su di un piano di rivendicazioni materiali. Al fine di perseguire il proprio fine politico usa come mezzo gli studenti, preoccupati delle aspirazioni e dei bisogni della stirpe. Stessa tattica di Lenin che trasforma il movimento operaio russo, che lottava per le rivendicazioni sociali, in un movimento politico nazionale che lottava per il paese e che chiedeva una nuova forma di Stato. -> radicalizzazione in certi termini Il risultato della sua azione fu la costituzione La lega della difesa nazional cristiana: presidente Cuza, organizzatore Codreanu. Nel 1923:
- dopo che la costituzione romena aveva accordato i diritti civili e politici agli ebrei, Codreanu organizzò una manifestazione di protesta a Iasci che si concluse con la devastazione di un quartiere ebraico. -> arrestato, 1 settimana di carcere. - Con Moza organizzarono una serie di omicidi politici contro romeni infami ed ebrei. Dovevano essere assassinati 6 ministri e banchieri/giornalisti ebrei. - Nell’ottobre mentre stavano rifinendo gli ultimi dettagli degli omicidi vennero forse traditi da uno di loro e vennero arrestati ed interrogati. Fu a questo punto che ammisero la loro volontà di uccidere. -> vennero comunque assolti - Nell’ottobre dell’anno successivo dopo alcuni scontri con la polizia, sempre a Iasci, Codreanu sparò (al termine del processo) al prefetto della polizia Manciu e ad altri poliziotti, uccidendoli. Diede diverse versioni ma fu assolto poiché era stato il capo del movimento di risveglio nazionale.
Nel 1918 vi era stata la Grande Unione (aggiunta di Transilvania, Bessarabia, Bucovina) che aveva portato ad un aumento della popolazione che risultava molto mista dal punto di vista etnico: russi, ebrei, tedeschi, ungheresi, ucraini, ecc. Alcune di queste minoranze, tedeschi ed ebrei, erano molto più sviluppato economicamente e culturalmente rispetto alla maggioranza della popolazione romena. Lingue madri: = vecchio regno -> lingua romena = ebrei delle nuove province unite -> Ungherese in Transilvania. Tedesco in Bucovina. Russo/Ucraino in Bessarabia Il loro alto grado di urbanizzazione indicava la loro appartenenza ad altre culture più sviluppate di quella romena. Ex rimproveri rivolti agli ebrei, erano accusati di non appartenere alla cultura romena poiché tra di loro comunicavano in tedesco e si interessavano alla vita culturale di altre lingue. Dopo la grande Unione gli ebrei entrano in numero significativo nella vita culturale ed artistica della Romania. Lovinescu (storico della letteratura) sottolinea la mancanza di volontà di assimilazione da parte degli ebrei. -> per via probabilmente del loro numero, del loro elevato grado economico, culturale e religioso. Costituirono un elemento destabilizzante che portò invidia, paura ed ostilità nella maggioranza dei romeni. > condizione sfruttata dai nazionalisti estremisti che in quell’epoca erano in forte ascesa nell’Europa interbellica. In seguito alla scissione della lega della difesa nazional cristiana e ad alcuni conflitti con Cuza, il 24 nel 1927 nasce la legione dell’arcangelo Michele -> Egli sosteneva che la legione non dovesse alcuna dottrina e nessun programma: tuttavia nel 1930 fu presentato un programma in vista elle elezioni parlamentari. nella campagna elettorale del 1933 viene presentato un manifesto di tipo fascista. 1 la legione era un movimento di ispirazione cristiana, i primi legionari erano tutti credenti ed era sotto la protezione di San Michele. La preghiera faceva parte del cerimoniale-> considerata elemento decisivo per la vittoria, rivolta non solo a Dio ma, anche alla forza misteriose del mondo invisibile (spiriti dei morti, gli spiriti dei nostri antenati) 2 La legione aveva lo scopo di risolvere i problemi della nazione. > intreccio con la xenofobia, con l’anticomunismo e l’antisemitismo. Ebrei colpevoli di tutti i mali della Romania. Nell’ idea di stirpe di Codreanu si possono distinguere tre entità: L’individuo = La comunità nazionale attuale = Totalità dei membri della medesima stirpe, che vivono nello stato in un preciso momento storico. La stirpe = i vivi, i morti ed i nascituri, si identificano con la nazione. È una stirpe-nazione fondata etnicamente e misticamente (contatto con i morti).
L’opera “Per i legionari” (1936) può essere considerata come un’imitazione del mein Kampf. Senza l’impulso europeo il legionarismo non avrebbe fatto molta strada o, comunque avrebbe assunto la forma di un cattivo ricordo. -> avrebbe perso il suo fondamento ed il suo fascino. Il movimento avrebbe dovuto portare ad un nazionalismo autoctono, cioè ad una romenità senza tracce di imitazione straniera. CAPITOLO 3 – DOTTRINA LEGIONARIA E L’INTELLIGHENZIA INTERBELLICA Crainic ed in particolar modo Nae Ionescu, con la loro pubblicità rivoluzionaria, antisemita, xenofoba, influenzarono una parte della giovane intellettualità prima verso l’ideologia collettivista-rivoluzionaria dell’estrema destra poi verso quella dei legionari. Eugen Ionesco rimprovera/accusa della “nuova – pessima generazione: -> Cosa che poi farà anche Cioran ↓ Nae Ionesco, Eliade MIHAIL SEBASTIAN = Il primo della sua generazione a fare dal 1929 giornalismo politico di estrema destra, dimostrandosi adepto alle idee di rivoluzione, dittatura. Questi giovani intellettuali, professionisti della scrittura, diffondeva ed argomentavano la dottrina del movimento. -> si rifanno alla metafisica -> si sono riversati nel movimento come ruscelli in un fiume portando con sé alluvioni. ↓ Articoli pregni della mistica dell’uomo nuovo, della redenzione della stirpe, della morte, ecc. CIORAN = Era consapevole che il legionarismo avrebbe portato alla completa soppressione delle libertà individuale, di pensiero e di azione. Lui stesso per tutta la vita era stato un ribelle ma egli considerava sé stesso unico massa quindi è facile capire il ruolo che giocava all’interno del suo elitarismo nella formulazione di idee ultra-reazionarie. L’uomo nuovo e l’idea della morte-sacrificio legionario riscossero molto successo. -> Eliade onorò Moza e Marin come martiri, morirono in Spagna “per il trionfo di Cristo” ↓ Altra idea che ebbe successo giornalistico fu quella dei valori ortodossi-cristiani. Spesso l’idea di ortodossia corrisponde a quella dell’idea della creazione rivoluzionaria dell’uomo nuovo -> avendo le fonti vive nel cristianesimo e che questo significhi appunto rovesciamento di tutti i valori, il movimento tenta di creare un uomo nuovo. Eliade non ha portato a termine la teoria del profetismo romeno, cioè del popolo romeno come popolo eletto ma ha insistito, deformandone i contenuti. Ernest Bernea sosteneva che ortodossia e nazionalismo andassero di pari passo, motivo per il quale l’antisemitismo romeno era superiore agli altri antisemitismi. Il punto di vista più sfumato dal punto di vista e più complesso nei confronti delle minoranze nazionali lo si ha da Cioran che al riguardo aveva un atteggiamento ambivalente. Aveva violente esplosioni con un importante effetto stilistico ma riconosceva che i motivi del disastro romeno andavano rintracciati non nelle minoranze ma proprio nell’essere nazionale dei romeni. Eliade fortemente catturato dagli slogan dell’estrema destra legionaria, riprende in maniera appassionata gli scritti che Codreanu e Marin rivolgono allo stato romeno. diventa intollerante e nel Natale del 1936 protestò poi durante la stagione teatrale erano stati messi in scena nella capitale 3 spettacoli ungheresi era stato proiettato un film a favore di una Transilvania ungherese squadre sportive romene costituite all’80% da ragazzi giudaico-ungheresi, ergo sarebbe stato meglio perdere piuttosto che vincere con elementi che non ti appartengono né etnicamente, né spiritualmente
NB!!! Nel periodo interbellico lo stato romeno aveva in qualche modo alimentato queste accuse poiché nel periodo interbellico aveva non aveva promosso una politica coerente e a lungo termine in modo da poter attutire il risentimento covato dai romeni nei confronti di quelle minoranze molto più agiate, senza al contempo ledere alcune minoranze delle quali facevano parte anche cittadini romeni. Ionescu-Crainic-Eliade-Noica hanno accusato la democrazia. -> Dan Botta accuso lo stato di aver alfabetizzato i romeni-> scuola che uniforma -> Mihail attacca il sistema d’insegnamento sostiene l’idea del numerus clausus per gli ammessi all’università, incoraggiando la rinuncia a qualsiasi criterio di progresso, alla cultura democratica – bisognava limitare il numero di studenti // Estrema destra sempre contraria all’Europa idem con Hitler. // classe contadina deve essere lasciata nella sua tranquillità senza troppa istruzione e cultura. Cioran in tutto ciò ne rimase fuori poiché egli si focalizzò nei punti forti della dottrina. Scrive sullo Stato – sulla rivoluzione – sulla dittatura – sul collettivismo nazionale – sulle minoranze razionali. Il suo punto di vista riguardo questi problemi differiva da quello della dottrina ufficiale legionaria. CAPITOLO 4 – FILOSOFIE PARALLELE: SPENGLER E CIORAN
Per Spengler -> solo il popolo che adempie ad alcune condizioni restrittive si può definire nazione. La sua nascita presuppone l’aggressione delle collettività umane straniere -> Passione di Cioran per la guerra tratto da Spengler. Idee Spengleriane di gran moda in Europa > seducenti per Cioran poiché in sintonia ed in continuità con la metafisica ed il pensiero di Schopenhauer CAPITOLO 5 – CRITICA FISIOGNOMICA DELLA ROMANIA Cioran nei suoi scritti denuncia e condanna i fatti con tono perentorio. Fedele al modello Spengleriano e alle proprie osservazioni sulla realtà romena, Cioran inserisce la Romania tra le piccole culture/periferiche e come forma di comunità umana, la pone fra i popoli e non tra le nazioni. Contrariamente all’opinione generale (quindi le guerre, le invasioni) Cioran spengleriamente afferma che la storia romena è dovuta alla sua sostanza deficitaria quindi alla mancanza di un’anima formata. Rimarcando la mancanza di coraggio e la timidezza dei romeni davanti alla realtà, Cioran reagisce nei confronti della storia rumena allo stesso modo di Budai-Deleanu. Egli in un suo scritto ritrae i romeni definendoli zingari e sbeffeggiandoli per la loro eterna paura davanti al nemico, per poi descrivere come davanti ai turchi, si danno alla fuga. -> sono una cultura del momento, dell’immediato, tutte le cose accadono qui e ora. La scrittura di Cioran raggiunge una frenesia incontrollabile nel momento in cui discute dell’assenza, nei romeni, di uno stile di vita guerriero e aggressivo -> così non avevano provato la forza attraverso così non lo avevano fatto neanche attraverso le rivoluzioni che a suo avviso sono fenomeni superiori alle guerre. Ne il libro delle lusinghe afferma che il dolore è:
SPENGLER= la sua visione della storia è organicistica: vede le civiltà come degli organismi viventi, e, appunto come questi ultimi, anche esse vivono un processo naturale che va dalla nascita, allo sviluppo, alla maturità, alla vecchiaia e, infine, alla morte. -> per le piccole civiltà accettare questa visione rappresenta la condanna a un eterno anonimato Proprio per questi popoli l’unica possibilità è di bruciare le tappe, solo saltando le tappe storiche avrebbero la possibilità di recuperare la loro arretratezza. -> quindi tappa diversa dall’organicismo -> devo prendere quella della discontinuità. Idea del salto storico condivisa anche da Lovinescu SALTO STORICO cosciente, premeditato e volontario Cioran corregge la filosofia spengleriana aggiungendo un volontarismo. Cioran ha due punti di riferimento: Ambiente intellettuale romeno e tedesco frequentato da Cioran offriva con facilità informazioni dirette sull’ideologia dell’estrema sinistra. (+ destra) Prende spunto dal marxismo. Desiderava per la Romania un volto europeo, un paese dinamico, basato su una civiltà metropolitana ed industriale. Rimproverava al nazionalismo romeno un certo numero di insufficienze:
Vasile Martin, uno dei principali ideologi del legionarismo, aveva accusato gli ebrei di essere un corpo estraneo che arriva a falsificare la vita del popolo – Cioran afferma che impediscono l’unità nazionale facendo una critica circoscritta all’ambito politico nazionale Impiego di molti cliché da parte dei legionari – Non presenti da Cioran UGUAGLIANZE CON I LEGIONARI VI sono troppi ebrei Accusano la democrazia romena di essere asservita agli ebrei Eliminare tutti gli ebrei (anche se secondo Cioran sarebbe stato impossibile) Colui che nel 1936 si sarebbe suicidato se fosse stato ebreo nel 1956 scopre nell’esemplarità della resistenza ebraica la forza di rimanere in vita post Seconda guerra mondiale Un popolo di solitari Saggio in cui Cioran ammette di essersi sbagliato nel 1936, chiedeva perdono a coloro che aveva offeso sempre attraverso il modo con il quale li aveva attaccati. Fu tormentato sino alla morte dall’ossessione di voler cancellare la sua antica colpa nei confronti degli ebrei. Aveva ripetutamente scritto sugli ungheresi, incapaci di creare una propria storia nonostante tutti gli anni di dominio. unisce l’ammirazione al disprezzo. Cioran scrisse il libro e gli articoli satelliti in una Romania che solo da poco era divenuta la Grande Romania. Essa si era costituita come una nuova patria, formata da territori di diversa provenienza amministrativa (diverte tradizioni) molto diverse tra loro. Si cercò di porre rimedio e stabilizzare questa situazione ma non vi fu il tempo necessario per attuare uno sviluppo economico globale del paese che si sviluppare delle reazioni nazionaliste. Durante il periodo interbellico vi furono una serie di esplosioni nazionaliste e xenofobe, in Romania ma anche in tutto il resto dell’Europa. Egli non riuscì ad essere immune all’ambiente che lo circondava (aveva 25 anni) – la sua famiglia era stata deportata, perseguitata durante la Prima guerra mondiale_ non sapeva che stava scrivendo delle cose delle quali poi se ne sarebbe pentito. CAPITOLO 8 – IL PENSIERO DI UN’ALTRA ROMANIA La tdr è il libro più terrificante che sia mai stato scritto da un romeno sui romeni e sulla Romania.
Sogna:
era al potere e lo stato era diventato nazional legionario, con Noica in testa l’élite intellettuale della sua generazione, celebrava la rivoluzione e la dittatura legionaria. Durante questo ultimo soggiorno n Romania scrive :
Con Nae Ionescu la generazione scopre i vantaggi del cristianesimo ortodosso – Cioran prende le distanze dall’ortodossismo e dallo spiritualismo, in una rivoluzione nazionale nulla ha a vedere con lo spirituale ed il religioso. Uomo nuovo del tutto assente nel suo pensiero Leader = Eliade -> generazione orientata in maniera autoctonista. Sentimento antifrancese, poiché essi avevano impregnato e falsificato le strutture autoctone della Romania. – Cioran ammira quelli francesi come fenomeni storici, ed è contro l’autoctonismo. Antiliberale ed antidemocratica -> Cioran a favore per un po’ della democrazia poi basta perché questa intralciava la trasfigurazione. Apolitica ma nei primi anni della sua esistenza essa si era politicizzata. Il primo fu Mihail, divenuto commentatore politico. - Cioran apolitico convinto poi contaminatosi successivamente con elementi di estrema destra CIORAN E L’IDEOLOGIA LEGIONARIA Nel suo libro non hai mai fatto cenno al legionarismo, forse per evitare di metterlo al servizio di un’unica forza politica o perché esistevano delle differenze di vedute tra Cioran e il legionarismo. Nessuna traccia dell’ortodossismo Movimento xenofobo e antisemita – Per Cioran il problema non sono gli stranieri, anzi ne prova ammirazione per il fatto che era riusciti a sottomettere i romeni. antidemocratico e liberale – Cioran era stato a favore della democrazia poiché per un certo periodo era riuscito a garantire al popolo un periodo di distensione -> appena uscito dal dominio degli stranieri. La morte legionaria e l’eroismo al servizio della stirpe romena – Cioran rimase immune a questo Era riuscito (Codre) a creare un clima di solidarietà, forte carica dal punto di vista affettivo. Organizzazione paramilitare – Cioran ne era affascinato Movimento anticomunista – Cioran estremamente sensibile alla miseria, alla povertà delle masse tanto che auspicava una cosa simile per la Romania. Difesa della rivoluzione come mezzo per sostituire lo stato democratico – Per Cioran rivoluzione permanente ed imposizione di metodi dittatoriali. CAPITOLO 11 – I PASSI DEL SOFISTA Forma di estraniamento e presa di distanza dal proprio libro, torna alla posizione apolitica di partenza -> il suo primo libro in francese rappresenta una sorta di addio e dichiarazione di rottura. Ritratta tutte le idee del passato, ammette di averle condivise ma di non crederci più. Fattori che hanno portato al cambiamento: