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La Trasfigurazione della Romania di Emil Cioran: Tra Tradizione e Rinnovamento, Appunti di Letteratura

Una profonda analisi della opera di Emil Cioran, intitolata 'La Trasfigurazione della Romania'. Il filosofo rumeno affronta temi come la romenità nazionale, la filosofia della storia e della cultura, e la politica. la controversia sul passato politico di Cioran in Romania, le similitudini e le differenze tra Cioran e Gherasim Luca, e la posizione di Cioran sulla questione ebraica. Inoltre, vengono discusse le implicazioni di questo testo per la generazione intellettuale rumena del periodo.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 25/06/2020

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PREFAZIONE
Nel 2002 il libro di Alexandra Laignel-Lavastine “Cioran, Eliade, Ionesco. L’oublie du fascisme” aveva
riaperto il dibattito internazionale sul passato politico romeno di Cioran ed Eliade. Questo studio si
impegnava a dimostrare, a partire dagli scritti giovanili, il loro impegno ultranazionalistico e antisemita dei
due intellettuali e la loro ostinazione nel voler camuffare dopo il 1945 la loro affiliazione ideologica.
Ciò che lasciò perplessi i lettori, fu il fatto che Ionesco in Francia, fosse stato testimone consenziente di
questo oblio del fascismo. Proprio lui che, li aveva apertamente combattuti a partire dal 1935.
Delle domande erano state poste al lettore circa questo fatto:
- All’inizio del libro
1) Semplice amnesia
o
2) Testimonianza dello spaesamento politico vissuto in Romania da tutta la generazione di scrittori cui
l’autore si sentiva elettivamente di appartenere.
- Alla fine del libro
“Bisogna bruciare Eliade e Cioran? Sta al lettore disporne”. Il rogo dei loro libri era stato implicitamente
confermato poiché essi non volevano riconoscersi colpevoli e non rinnegavano il fatto di essere stati
complici, dalla parte del male.
Talvolta la fretta di accumulare delle prove, ignorando eventuali ambiguità e l’incapacità/disattenzione nel
non prendere le dovute distanze dalle proprie convinzioni ideologiche, porta a commettere degli errori.
Errori contestati da Marta Petreu, (scrittrice che si occupò di un importante studio nel 1999 del passato
politico di Cioran in Romania) che accusò pubblicamente la Laignel-Lavastine di plagio e di essere stata
copiata male.
Traiettoria scrittoria di Cioran, il quale fu tra i primi della sua generazione ad impegnarsi politicamente
sulla stampa.
- Sin dai suoi primi articoli giornalistici pubblicati nel 1932, si delinea una scrittura del dolore con titoli che
emanano una negatività. La morte, l’angoscia, la malattia, la miseria, ecc. Sono temi dominanti della
pubblicistica dell’epoca intorno a cui si muove il vitalismo esistenziale romeno (Trairismul), che caratterizza
la “giovane generazione” della quale Cioran ne faceva parte. Nelle sue opere si sentono gli echi delle letture
di Dostoevskij, Schopenhauer, Nietzsche.
corrente di pensiero che esalta la vita puramente ridotta all’esistenza dell’individuo
Giovane generazione che possiamo considerare come figlia del professore Nae Ionescu, un controverso
antirazionalista romeno, trascinatore di indiscusso fascino per moltissimi intellettuali, angosciati dalla
marginalità della cultura romena e quindi desiderosi di riscatto. Non a caso molti si ritroveranno poi a
frequentare la frizzante Parigi con scrittori del calibro di Sartre e Camus.
Scrive vari articoli, tutti inerenti alla sfera della psiche ed agli stati depressivi. Poi, durante la ricerca di nuovi
interlocutori per la pubblicazione di periodici, egli incontra e stringe amicizia con l’influente promotore
dell’associazione culturale “Criterion” Petru Comarnescu.
- Egli nelle lettere inviate ad i suoi interlocutori, affermò che non amava scrivere. Tuttavia, la mole dei suoi
scritti era esorbitante e questo a prova del fatto che, (come dice lui stesso) lo faceva solo per sopravvivere
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PREFAZIONE

Nel 2002 il libro di Alexandra Laignel-Lavastine “Cioran, Eliade, Ionesco. L’oublie du fascisme” aveva riaperto il dibattito internazionale sul passato politico romeno di Cioran ed Eliade. Questo studio si impegnava a dimostrare, a partire dagli scritti giovanili, il loro impegno ultranazionalistico e antisemita dei due intellettuali e la loro ostinazione nel voler camuffare dopo il 1945 la loro affiliazione ideologica. Ciò che lasciò perplessi i lettori, fu il fatto che Ionesco in Francia, fosse stato testimone consenziente di questo oblio del fascismo. Proprio lui che, li aveva apertamente combattuti a partire dal 1935. Delle domande erano state poste al lettore circa questo fatto:

  • All’inizio del libro 
    1. Semplice amnesia o
    2. Testimonianza dello spaesamento politico vissuto in Romania da tutta la generazione di scrittori cui l’autore si sentiva elettivamente di appartenere.
  • Alla fine del libro  “Bisogna bruciare Eliade e Cioran? Sta al lettore disporne”. Il rogo dei loro libri era stato implicitamente confermato poiché essi non volevano riconoscersi colpevoli e non rinnegavano il fatto di essere stati complici, dalla parte del male. Talvolta la fretta di accumulare delle prove, ignorando eventuali ambiguità e l’incapacità/disattenzione nel non prendere le dovute distanze dalle proprie convinzioni ideologiche, porta a commettere degli errori. Errori contestati da Marta Petreu, (scrittrice che si occupò di un importante studio nel 1999 del passato politico di Cioran in Romania) che accusò pubblicamente la Laignel-Lavastine di plagio e di essere stata copiata male. Traiettoria scrittoria di Cioran , il quale fu tra i primi della sua generazione ad impegnarsi politicamente sulla stampa.
  • Sin dai suoi primi articoli giornalistici pubblicati nel 1932, si delinea una scrittura del dolore con titoli che emanano una negatività. La morte, l’angoscia, la malattia, la miseria, ecc. Sono temi dominanti della pubblicistica dell’epoca intorno a cui si muove il vitalismo esistenziale romeno (Trairismul), che caratterizza la “giovane generazione” della quale Cioran ne faceva parte. Nelle sue opere si sentono gli echi delle letture di Dostoevskij, Schopenhauer, Nietzsche.  corrente di pensiero che esalta la vita puramente ridotta all’esistenza dell’individuo Giovane generazione che possiamo considerare come figlia del professore Nae Ionescu, un controverso antirazionalista romeno, trascinatore di indiscusso fascino per moltissimi intellettuali, angosciati dalla marginalità della cultura romena e quindi desiderosi di riscatto. Non a caso molti si ritroveranno poi a frequentare la frizzante Parigi con scrittori del calibro di Sartre e Camus. Scrive vari articoli, tutti inerenti alla sfera della psiche ed agli stati depressivi. Poi, durante la ricerca di nuovi interlocutori per la pubblicazione di periodici, egli incontra e stringe amicizia con l’influente promotore dell’associazione culturale “Criterion”  Petru Comarnescu.
  • Egli nelle lettere inviate ad i suoi interlocutori, affermò che non amava scrivere. Tuttavia, la mole dei suoi scritti era esorbitante e questo a prova del fatto che, (come dice lui stesso) lo faceva solo per sopravvivere

dal punto di vista intellettuale, in attesa di avere una collocazione sociale più consona al suo talento e di rendersi più visibile al pubblico che conta.

  • Nonostante fu impossibilitato a vivere a Bucarest (viveva solo di giornalismo) egli risiedeva in Sibiu, una città con biblioteche prestigiose gli permettevano di stare al passo con il pensiero filosofico del tempo e sperimentare tutte quelle esperienze che poi trascriverà nelle pagine del suo primo libro. Grazie allo scambio epistolare riuscì a mantenere vivi i contatti con i membri dell’associazione. Per mezzo di queste missive riusciamo a scorgere 2 aspetti rivelatori della composizione di “Al culmine della disperazione”:
    1. Di natura intima
    2. Di natura intellettuale
  • La situazione sociale in Romania è drammatica per i neolaureati, i posti all’uni sono ancora occupati dalla generazione intellettuale precedente quindi l’unica speranza restava nelle borse di studio per l’estero e nella pubblicazione di un libro anche a proprio spese. Cioran nonostante la giovane età pretendeva di avere un posto di rilievo tra i suoi pari di “Criterion”, in cuor suo sentiva il desiderio di essere parte attiva della società anche se questo sarebbe significato andare contro tutti.
  • Ricevette una borsa di studio per Berlino, qui ebbe la possibilità di conoscere illustri maestri. Restò sempre in contatto con i compagni di “Criterion” (in particolare con il fondatore Petru Comarnescu) e riferì loro di aver iniziato a studiare buddhismo per non lasciarsi contaminare dall’hitlerismo, tentativo del tutto vano poiché probabilmente fu in questo periodo (scalata del nazismo al potere) che toccò l’apice negativo della sua esistenza. In una delle sue lettere farà riferimento al prestigioso premio istituito a Bucarest per gli scrittori emergenti “premi per i giovani scrittori” e ringrazierà per quello ricevuto. Alcuni membri della giuria diedero le loro dimissioni poiché all’interno di essa vi erano molti componenti di Criterion che assegnarono i premi ai loro beniamini. Non a caso i vincitori di quell’anno (1934) furono: Ionescu, Cioran, ecc. Intanto a Berlino Cioran, forse per la prima volta nella sua vita, la vergogna di essere romeno. Bisogna sottolineare come il punto di rottura in Cioran si sia verificato poiché da una parte era cittadino in una realtà/Germania nazificata e dall’altra vedeva il suo paese (la Romania) in preda alla corruzione politica ed economica dilagante. Egli finirà con il provare fascino per lo scenario nazista e per l’immagine del Fuhrer; a distanza di anni parlerà di tutto ciò con rimorso nei Cahiers e proverà profonda vergogna intellettuale per il cedimento psichico avuto a Berlino. Ne il “Précis de décomposition” farà una dura requisitoria contro ogni forma di fanatismo. La rivoluzione in Romania era avvertita come imminente. Mosca, Roma, Berlino picchiavano prepotentemente alle porte di Bucarest. Dopo un soggiorno estivo nel 1933 Ionescu era felice della rivoluzione nazista. “Tutti i testi che hanno un certo rilievo storico, riflettono il contesto ambientale in cui sono stati redatti. Il male del 900 perciò deve essere indagato non solo nel suo legame con la morte ed il nulla ma, anche con l’ostinata passione per la vita.

 CAPITOLO 1 – PRELUDIO

Nel 1936 Cioran pubblica il suo terzo libro -> La trasfigurazione della Romania  È l’unica opera sistematica del filosofo  Carattere unico per la tematica che affronta, dedicata alla questione della romenità/specificità nazionale, ossia l’esigenza di individuare le caratteristiche psicologiche del popolo rumeno.  Filosofia dell’autore per quanto riguarda i diversi campi d’interesse: filosofia della storia, della cultura e politica di Cioran. A causa dei suoi contenuti questo libro è stato per l’autore una sorta di incubo sino alla fine della sua vita. Per la cultura romena è una realtà scomoda, fuorviante poiché lo vedono come un pretesto utilizzato dagli occidentali per mettere in discussone il valore di Cioran, e non come un motivo per affrontare e chiarire a sé stessi il significato, il valore dell’opera. A partire dal 1945, la corrispondenza con gli amici e con la famiglia dimostra l’insoddisfazione che Cioran provava ogni qual volta qualcuno riprovava ad aprire il capitolo del suo passato romeno. Dove troviamo questo passato scabroso?

  1. Ne la “Trasfigurazione della Romania”
  2. Nei vari articoli pubblicati da Cioran tra il 1931 e 1941, con le esplicite convinzioni politiche del giovane filosofo *L’interesse di Cioran per la politica è stato la conseguenza delle sue preoccupazioni precoci per la filosofia della politica e della scuola. In principio era apolitico. Eliade, il capo di Criterion, aveva proclamato sin dall’inizio il rifiuto del politico. La proclamazione di Eliade a favore di una spiritualità avversa alla politica rappresentò una certa novità nello spazio della cultura romena (vi era stata sempre un’assunzione di incarichi politici e nazionali -> cambiamento -> intellettuali manifestano l’intenzione, dopo la Prima guerra mondiale e dopo la realizzazione dell’Unione di dedicarsi solo ed esclusivamente alla cultura) Mentre l’intellighenzia romena predisponeva, sia con la generazione di Blaga sia con quella di Eliade, il sottrarsi alle responsabilità politiche...L’intellighenzia europea si orientava in maniera opposta, passando dalla spiritualità pura all’impegno nella vita politica. La svolta inaugurata dalla generazione di Blaga con la realizzazione della Grande Romania si sviluppò e proseguì. Cioran si interessò alla filosofia della storia e della cultura (diceva che non si sarebbe mai potuto impegnare nella vita politica). Molti degli articoli che pubblica tra il 1931 ed il 1933 sono intrisi di termini e idee di provenienza spengleriana, egli infatti utilizza la classificazione utilizzata da Spengler. Cioran parla di culture grandi/originali e culture piccole che imitano le prime. Sempre in quest’ottica definisce ad esempio: l’universo studentesco bucarestino un mondo popolato da ragazzi umili e ben educati, senza una prospettiva storica, con una coscienza rurale e quindi incapaci di comprendere i problemi posti dalla società. Egli evidenza la mancanza della monumentalità della cultura romena, la mancanza di uno stile

Osserva irritato come la “nuova generazione” chiedesse di schierarsi politicamente a favore di uno dei due estremismi. Ciò che attiene alla politica gli sembra pura esteriorità -> equivocabile sintomo di banalità e miseria spirituale. Sarebbe dunque la povertà spirituale a spiegare perché la Transilvania non abbia prodotto cultura. (Nello stesso periodo Rosca sosteneva la sua tesi) Nel 1933 anno in cui la generazione del 27 inizia ad emigrare in massa verso la politica, Cioran resta fermo nel suo credo ed in una lettera (a Tincu > zincu) egli esprime l’augurio che si compia un’apocalisse che distrugga tutte le forme, poiché su questo terreno pulito si possano instaurare le barbarie, primo sintomo di un’aurora di cultura. Nel novembre dello stesso anno si risveglia in sé l’entusiasmo per l’ordine politico Hitleriano (momento in cui si trasferisce Berlino dopo aver vinto una borsa di studio). IN ASPETTI TEDESCHI = Inizierà a scrivere articoli su questo tema e, presto, evidenzierà come in Germania “tutti hanno la coscienza di appartenere al primo paese del mondo mentre i romeni pensano alla propria patria come alla più sfortunata nazione del globo. Hitlerismo destino per la Germania. LA GERMANIA E LA FRANCIA O L’ILLUSIONE DELLA PACE = esaltazione culto dell’irrazionale, esaltazione della vitalità in quanto tale, espansione della forza senza limite e controllo, in Germania si sentiva la necessità di un Fuhrer. Da questo momento l’adesione di Cioran all’estrema destra non è solo ferma ma anche pubblica. Dal 1934 sosterrà l’implicazione dei giovani nella vita politica. Il contatto con la Germania riaccende in lui un vitalismo rivoluzionario ma anche il sentimento di inferiorità che nutre nei confronti della Romania. LA ROMANIA DAVANTI AL GIUDIZIO ESTERO = Elenca punto per punto tutto ciò che i tedeschi sanno sulla Romania ed oltre al complesso di inferiorità pronuncerà affermazioni nel merito della politica estera ed alla propaganda romena nel contesto internazionale minacciato dalla possibile revisione dei trattati politici di pace stipulati a Versailles. Nel luglio 1934, con un’introduzione della redazione di “Vremea”. Da quello che doveva essere un articolo/reportage ne uscì un elogio a Hitler (Aveva fatto massacrare i suoi più vicini collaboratori). Mentre il mondo politico europeo era inorridito da questa faccenda, Cioran evidenziava come Hitler fosse riuscito a togliere il senso critico alla nazione e come la sua figura apparisse come quella di un messia. I due articoli sulla notte dei lunghi coltelli, dove giustifica in modo cinico il crimine politico, rappresentato il punto più basso i cui sia sceso Cioran. Conquistato dall’hitlerismo, egli sogna per il suo paese un fenomeno simile, eliminando la democrazia a favore del fanatismo e della dittatura. Dal 33 al 41 la fedeltà del filosofo a questa scena politica è comprovata nelle pagine de la Trasfigurazione della Romania. Egli sarà il primo esponente che sotto impulso dell’hitlerismo si farà attrarre non solo dal nazismo ma, anche dall’estrema destra legionaria. La Romania non ha storia quindi deve essere svegliata e gettata nel divenire storico -> quindi vi deve essere una rivoluzione in primis nazionale e poi sociale. Poi la ritiene incapace di oltrepassare l’idea di una conservazione territoriale poiché dovrebbe piuttosto perseguire l’ideale di una espansione nazionale. 1) Dispenserà consigli alla gioventù sempre su modello di quella tedesca. 2) Proporrà un campo di concentramento per una moltitudine di politici romeni. 3) Spiegherà la necessità di rinunciare all’economia agraria per il passaggio all’economia industriale – incremento operai. 4) Il regime politico proposto da Cioran è la dittatura fondata sul consenso popolare.

 CAPITOLO 2 – DOTTRINA LEGIONARIA

È attorno alla figura di Codreanu che ruota il legionarismo (Fondazione della Legione dell’Arcangelo Michele -1927). Le sue azione più significative vengono descritte nel suo libro “Per i legionari”  Nel 1919 Si iscrive alla facoltà di Iasci e si scontra con l’atmosfera dell’uni, a suo dire dominata da “idee anti romene” (Tranne i prof Cuza e Galvanescul). I movimenti operai di Iasci lo avevano persuaso da una possibile minaccia dell’avvento del comunismo, secondo lui sostenuto dalla stampa ebrea e da tutti gli ebrei delle città. Nello stesso anno nella guardia della Coscienza Nazionale (sarà animato da idee comuniste combinate all’interesse per i diritti sociali, contrarietà al capitale estero) -> nascita del partito politico = Socialismo Nazionale Cristiano =  3 gli elementi dell’ideologia di Codreanu: anticomunismo, antisemitismo e nazionalismo romeno  nel 1920 partecipando al primo congresso studentesco svoltosi a Cluj, Codreanu ed il gruppo di Iasci impongono al congresso di non accettare gli ebrei nelle organizzazioni studentesche. Anni della sua educazione antisemita -> diverrà presidente dell’associazione degli studenti di legge e fonderà solo per un gruppo ristretto di persone, l’associazione degli studenti cristiani ritenendo che l’esistenza del popolo romeno fosse minacciato da un altro.  Durante il suo periodo di studio verrà a conoscenza dell’esistenza di Hitler e più tardi sarà impressionato dalla marcia su Roma, 1922 di Mussolini. E nel dicembre di quell’anno, mentre si trovava ancora in Germania, venne informato che i movimenti studenteschi di medicina avevano imposto il numerus clausus per gli ebrei -> numero chiuso. Egli ha come obiettivo unire il movimento studentesco in un’unica organizzazione e trasformarlo poi in un grande movimento nazionale di tutti i romeni.  Per realizzare il suo progetto incontrò gli studenti di Cernauzi, Iasci e Bucarest. Gli studenti di Bucarest ebbero qualche riserva riguardo al suo piano, loro sostenevano rivendicazioni concrete (Riconquistare il paese e toglierlo dalle mani degli ebrei, portare il pane bianco a tavola, ecc) -> questo per Codreanu significava trasferire il movimento su di un piano di rivendicazioni materiali.  Al fine di perseguire il proprio fine politico usa come mezzo gli studenti, preoccupati delle aspirazioni e dei bisogni della stirpe. Stessa tattica di Lenin che trasforma il movimento operaio russo, che lottava per le rivendicazioni sociali, in un movimento politico nazionale che lottava per il paese e che chiedeva una nuova forma di Stato. -> radicalizzazione in certi termini  Il risultato della sua azione fu la costituzione La lega della difesa nazional cristiana: presidente Cuza, organizzatore Codreanu. Nel 1923:

- dopo che la costituzione romena aveva accordato i diritti civili e politici agli ebrei, Codreanu organizzò una manifestazione di protesta a Iasci che si concluse con la devastazione di un quartiere ebraico. -> arrestato, 1 settimana di carcere. - Con Moza organizzarono una serie di omicidi politici contro romeni infami ed ebrei. Dovevano essere assassinati 6 ministri e banchieri/giornalisti ebrei. - Nell’ottobre mentre stavano rifinendo gli ultimi dettagli degli omicidi vennero forse traditi da uno di loro e vennero arrestati ed interrogati. Fu a questo punto che ammisero la loro volontà di uccidere. -> vennero comunque assolti - Nell’ottobre dell’anno successivo dopo alcuni scontri con la polizia, sempre a Iasci, Codreanu sparò (al termine del processo) al prefetto della polizia Manciu e ad altri poliziotti, uccidendoli. Diede diverse versioni ma fu assolto poiché era stato il capo del movimento di risveglio nazionale.

 Nel 1918 vi era stata la Grande Unione (aggiunta di Transilvania, Bessarabia, Bucovina) che aveva portato ad un aumento della popolazione che risultava molto mista dal punto di vista etnico: russi, ebrei, tedeschi, ungheresi, ucraini, ecc. Alcune di queste minoranze, tedeschi ed ebrei, erano molto più sviluppato economicamente e culturalmente rispetto alla maggioranza della popolazione romena. Lingue madri: = vecchio regno -> lingua romena = ebrei delle nuove province unite -> Ungherese in Transilvania. Tedesco in Bucovina. Russo/Ucraino in Bessarabia Il loro alto grado di urbanizzazione indicava la loro appartenenza ad altre culture più sviluppate di quella romena. Ex rimproveri rivolti agli ebrei, erano accusati di non appartenere alla cultura romena poiché tra di loro comunicavano in tedesco e si interessavano alla vita culturale di altre lingue.  Dopo la grande Unione gli ebrei entrano in numero significativo nella vita culturale ed artistica della Romania. Lovinescu (storico della letteratura) sottolinea la mancanza di volontà di assimilazione da parte degli ebrei. -> per via probabilmente del loro numero, del loro elevato grado economico, culturale e religioso.  Costituirono un elemento destabilizzante che portò invidia, paura ed ostilità nella maggioranza dei romeni. > condizione sfruttata dai nazionalisti estremisti che in quell’epoca erano in forte ascesa nell’Europa interbellica.  In seguito alla scissione della lega della difesa nazional cristiana e ad alcuni conflitti con Cuza, il 24 nel 1927 nasce la legione dell’arcangelo Michele -> Egli sosteneva che la legione non dovesse alcuna dottrina e nessun programma:  tuttavia nel 1930 fu presentato un programma in vista elle elezioni parlamentari.  nella campagna elettorale del 1933 viene presentato un manifesto di tipo fascista. 1 la legione era un movimento di ispirazione cristiana, i primi legionari erano tutti credenti ed era sotto la protezione di San Michele. La preghiera faceva parte del cerimoniale-> considerata elemento decisivo per la vittoria, rivolta non solo a Dio ma, anche alla forza misteriose del mondo invisibile (spiriti dei morti, gli spiriti dei nostri antenati) 2 La legione aveva lo scopo di risolvere i problemi della nazione. > intreccio con la xenofobia, con l’anticomunismo e l’antisemitismo. Ebrei colpevoli di tutti i mali della Romania. Nell’ idea di stirpe di Codreanu si possono distinguere tre entità:  L’individuo =La comunità nazionale attuale = Totalità dei membri della medesima stirpe, che vivono nello stato in un preciso momento storico.  La stirpe = i vivi, i morti ed i nascituri, si identificano con la nazione. È una stirpe-nazione fondata etnicamente e misticamente (contatto con i morti).

L’opera “Per i legionari” (1936) può essere considerata come un’imitazione del mein Kampf. Senza l’impulso europeo il legionarismo non avrebbe fatto molta strada o, comunque avrebbe assunto la forma di un cattivo ricordo. -> avrebbe perso il suo fondamento ed il suo fascino. Il movimento avrebbe dovuto portare ad un nazionalismo autoctono, cioè ad una romenità senza tracce di imitazione straniera.CAPITOLO 3 – DOTTRINA LEGIONARIA E L’INTELLIGHENZIA INTERBELLICA Crainic ed in particolar modo Nae Ionescu, con la loro pubblicità rivoluzionaria, antisemita, xenofoba, influenzarono una parte della giovane intellettualità prima verso l’ideologia collettivista-rivoluzionaria dell’estrema destra poi verso quella dei legionari. Eugen Ionesco rimprovera/accusa della “nuova – pessima generazione: -> Cosa che poi farà anche Cioran ↓ Nae Ionesco, Eliade MIHAIL SEBASTIAN = Il primo della sua generazione a fare dal 1929 giornalismo politico di estrema destra, dimostrandosi adepto alle idee di rivoluzione, dittatura. Questi giovani intellettuali, professionisti della scrittura, diffondeva ed argomentavano la dottrina del movimento. -> si rifanno alla metafisica -> si sono riversati nel movimento come ruscelli in un fiume portando con sé alluvioni. ↓ Articoli pregni della mistica dell’uomo nuovo, della redenzione della stirpe, della morte, ecc. CIORAN = Era consapevole che il legionarismo avrebbe portato alla completa soppressione delle libertà individuale, di pensiero e di azione. Lui stesso per tutta la vita era stato un ribelle ma egli considerava sé stesso unico massa quindi è facile capire il ruolo che giocava all’interno del suo elitarismo nella formulazione di idee ultra-reazionarie. L’uomo nuovo e l’idea della morte-sacrificio legionario riscossero molto successo. -> Eliade onorò Moza e Marin come martiri, morirono in Spagna “per il trionfo di Cristo” ↓ Altra idea che ebbe successo giornalistico fu quella dei valori ortodossi-cristiani. Spesso l’idea di ortodossia corrisponde a quella dell’idea della creazione rivoluzionaria dell’uomo nuovo -> avendo le fonti vive nel cristianesimo e che questo significhi appunto rovesciamento di tutti i valori, il movimento tenta di creare un uomo nuovo.  Eliade non ha portato a termine la teoria del profetismo romeno, cioè del popolo romeno come popolo eletto ma ha insistito, deformandone i contenuti.  Ernest Bernea sosteneva che ortodossia e nazionalismo andassero di pari passo, motivo per il quale l’antisemitismo romeno era superiore agli altri antisemitismi. Il punto di vista più sfumato dal punto di vista e più complesso nei confronti delle minoranze nazionali lo si ha da Cioran che al riguardo aveva un atteggiamento ambivalente. Aveva violente esplosioni con un importante effetto stilistico ma riconosceva che i motivi del disastro romeno andavano rintracciati non nelle minoranze ma proprio nell’essere nazionale dei romeni. Eliade fortemente catturato dagli slogan dell’estrema destra legionaria, riprende in maniera appassionata gli scritti che Codreanu e Marin rivolgono allo stato romeno.  diventa intollerante e nel Natale del 1936 protestò poi durante la stagione teatrale erano stati messi in scena nella capitale 3 spettacoli ungheresi  era stato proiettato un film a favore di una Transilvania ungherese  squadre sportive romene costituite all’80% da ragazzi giudaico-ungheresi, ergo sarebbe stato meglio perdere piuttosto che vincere con elementi che non ti appartengono né etnicamente, né spiritualmente

NB!!! Nel periodo interbellico lo stato romeno aveva in qualche modo alimentato queste accuse poiché nel periodo interbellico aveva non aveva promosso una politica coerente e a lungo termine in modo da poter attutire il risentimento covato dai romeni nei confronti di quelle minoranze molto più agiate, senza al contempo ledere alcune minoranze delle quali facevano parte anche cittadini romeni. Ionescu-Crainic-Eliade-Noica hanno accusato la democrazia. -> Dan Botta accuso lo stato di aver alfabetizzato i romeni-> scuola che uniforma -> Mihail attacca il sistema d’insegnamento sostiene l’idea del numerus clausus per gli ammessi all’università, incoraggiando la rinuncia a qualsiasi criterio di progresso, alla cultura democratica – bisognava limitare il numero di studenti // Estrema destra sempre contraria all’Europa idem con Hitler. // classe contadina deve essere lasciata nella sua tranquillità senza troppa istruzione e cultura. Cioran in tutto ciò ne rimase fuori poiché egli si focalizzò nei punti forti della dottrina. Scrive sullo Stato – sulla rivoluzione – sulla dittatura – sul collettivismo nazionale – sulle minoranze razionali. Il suo punto di vista riguardo questi problemi differiva da quello della dottrina ufficiale legionaria.  CAPITOLO 4 – FILOSOFIE PARALLELE: SPENGLER E CIORAN

  1. Al culmine della disperazione 1934 -> fondamento metafisico schopenhaueriano
  2. Il libro delle lusinghe 1936-> fondamento metafisico schopenhaueriano
  3. La trasfigurazione della Romania fine 1936-> fondamento spengleriano La trasfigurazione della Romania è un libro di filosofia della cultura e della storia, incentrato sullo studio del “Caso della Romania” Il filosofo riversa le sue angustie nei confronti della Romania all’interno dello scenario politico dell’estrema destra. Ad oggi questo scritto di Cioran (tdr) può sembrare incoerente ed ermetico ma questo accade poiché non vige più lo stesso pensiero filosofico che vi era nel periodo interbellico. Una delle componenti più importanti del codice Cioraniano, risiede nella filosofia di Spengler della storia e della cultura. Influenzato da lui sin dai 18 anni. Spengler gli permette di comprendere l’esistenza di un numero limitato di forme storiche e di come queste siano le civiltà. All’interno dell’opera troviamo 4 affermazioni generali sulla storia, racchiuse con un tratto di penna in una sola frase, sempre tutte e quattro sono riprese in altri luoghi del libro. Le grandi civiltà sono, nella visione di Spengler:
  • il fenomeno fondamentale della storia: sono organismi e la storia mondiale è la loro biografia complessiva.
  • Il loro numero è limitato (conta 8 civiltà e descrive in particolare quella faustiana -> occidentale)
  • il loro carattere di organismi indipendenti fanno sì che la storia sia discontinua.  Per entrambi, non tutto ciò che accade o esiste nell’universo dei grandi gruppi umani ha qualcosa in comune con la storia.  Per Speng____Passano alla storia solo le grandi civiltà poiché quelle piccole sono pressoché considerate inutili -> si agirano attorno alle grandi civiltà  Cioran prendeva in considerazione sia le piccole che le civiltà intermedie, valuta la possibilità che una piccola cultura possa sollevarsi dalla propria miseria e di giungere a quelle intermedie.

Per Spengler -> solo il popolo che adempie ad alcune condizioni restrittive si può definire nazione. La sua nascita presuppone l’aggressione delle collettività umane straniere -> Passione di Cioran per la guerra tratto da Spengler. Idee Spengleriane di gran moda in Europa > seducenti per Cioran poiché in sintonia ed in continuità con la metafisica ed il pensiero di Schopenhauer  CAPITOLO 5 – CRITICA FISIOGNOMICA DELLA ROMANIA Cioran nei suoi scritti denuncia e condanna i fatti con tono perentorio. Fedele al modello Spengleriano e alle proprie osservazioni sulla realtà romena, Cioran inserisce la Romania tra le piccole culture/periferiche e come forma di comunità umana, la pone fra i popoli e non tra le nazioni. Contrariamente all’opinione generale (quindi le guerre, le invasioni) Cioran spengleriamente afferma che la storia romena è dovuta alla sua sostanza deficitaria quindi alla mancanza di un’anima formata. Rimarcando la mancanza di coraggio e la timidezza dei romeni davanti alla realtà, Cioran reagisce nei confronti della storia rumena allo stesso modo di Budai-Deleanu. Egli in un suo scritto ritrae i romeni definendoli zingari e sbeffeggiandoli per la loro eterna paura davanti al nemico, per poi descrivere come davanti ai turchi, si danno alla fuga. -> sono una cultura del momento, dell’immediato, tutte le cose accadono qui e ora. La scrittura di Cioran raggiunge una frenesia incontrollabile nel momento in cui discute dell’assenza, nei romeni, di uno stile di vita guerriero e aggressivo -> così non avevano provato la forza attraverso così non lo avevano fatto neanche attraverso le rivoluzioni che a suo avviso sono fenomeni superiori alle guerre. Ne il libro delle lusinghe afferma che il dolore è:

  • una via
  • una causa dell’individuazione
  • una forma insolita di pedagogia, poiché attraverso la sofferenza l’individuo si modifica (quindi si può fare anche con le civiltà) Violenza (secondo Spengler) = manifestazione naturale di un organismo storico maturo. !!! = di tutta l’esistenza romena rumena, politica e culturale del presente e del futuro, Cioran riconosce la realtà e il valore di un unico autore = EMINESCU. La metafora, forse di origine spengleriana, del risveglio della Romania dal sonno, si addice a Cioran. In Cioran sono presenti due filoni antinomici: 1. Romantico, decadente, morboso 2. L’altro costruttivo, di lotta e di pensiero messo al servizio di una grande causa Nel secondo filone si manifesta la tradizione transilvana degli intellettuali lottatori e messianici che hanno messo a servizio il loro talento al servizio degli interessi collettivi dei romeni della Transilvania. -> creando una coscienza nazionale e una Romania accordata alla modernità e all’Occidente.

 CAPITOLO 6 – FILOSOFIE PARALLELE: LOVINESCU E CIORAN

SPENGLER= la sua visione della storia è organicistica: vede le civiltà come degli organismi viventi, e, appunto come questi ultimi, anche esse vivono un processo naturale che va dalla nascita, allo sviluppo, alla maturità, alla vecchiaia e, infine, alla morte. -> per le piccole civiltà accettare questa visione rappresenta la condanna a un eterno anonimato Proprio per questi popoli l’unica possibilità è di bruciare le tappe, solo saltando le tappe storiche avrebbero la possibilità di recuperare la loro arretratezza. -> quindi tappa diversa dall’organicismo -> devo prendere quella della discontinuità. Idea del salto storico condivisa anche da Lovinescu SALTO STORICO  cosciente, premeditato e volontario Cioran corregge la filosofia spengleriana aggiungendo un volontarismo. Cioran ha due punti di riferimento: Ambiente intellettuale romeno e tedesco frequentato da Cioran offriva con facilità informazioni dirette sull’ideologia dell’estrema sinistra. (+ destra) Prende spunto dal marxismo. Desiderava per la Romania un volto europeo, un paese dinamico, basato su una civiltà metropolitana ed industriale. Rimproverava al nazionalismo romeno un certo numero di insufficienze:

  • non essere rivoluzionario, nutrire un patriottismo sentimentale e inefficace (che non ha dato un orientamento al paese, tradizionalista quindi preoccupato del passato ma non del presente, indifferente ai problemi che attanagliavano la società), più concentrato sulla questione stranieri che sull’avvenire della Romania. Cioran viene da una famiglia della piccola borghesia intellettuale tipica della Transilvania. È lecito supporre quindi che una tradizione di famiglia, filoeuropea e favorevole all’industrializzazione abbia reso Cioran sensibile alla sintesi lovineschiana  (Il sincronismo culturale parte dalla premessa che la cultura di un popolo deve svilupparsi simultaneamente con le culture dei paesi più avanzati del mondo in maniera che non si verifichino differenze qualitative rilevanti.)  CAPITOLO 7 – LA QUESTIONE DEGLI STRANIERI Il motivo per il quale l’odio verso lo straniero è una dominante nel nazionalismo romeno è da ricercarsi nel fatto che il suo popolo è sempre stato dominato. Nel 1936, 18 anni dopo la formazione della grande Romania, Cioran serbava ancora vivo nella memoria il ricordo dello straniero che aveva sottomesso il suo paese. Usa la parola straniero in maniera ambigua:  per indicare globalmente i popoli e le nazioni che hanno dominato le provincie romene nel passato.  definisce stranieri quei cittadini romeni che appartengono ad un’altra etnia, diversa da quella romena. -> alcuni diventati nel frattempo romeni a seguiti della guerra d’indipendenza e dell’unione.  qualifica stranieri gli ebrei che sono entrati in Romania dopo l’Unione. Avversione verso lo straniero viene giustificata in alcuni punti, non addossa a loro le mancate realizzazioni romene. -> Questo problema finirebbe col distogliere dal principale obiettivo (quando antisemitismo diventa la caratteristica principale del nazionalismo) a differenza

 Vasile Martin, uno dei principali ideologi del legionarismo, aveva accusato gli ebrei di essere un corpo estraneo che arriva a falsificare la vita del popolo – Cioran afferma che impediscono l’unità nazionale facendo una critica circoscritta all’ambito politico nazionale  Impiego di molti cliché da parte dei legionari – Non presenti da Cioran UGUAGLIANZE CON I LEGIONARI  VI sono troppi ebrei  Accusano la democrazia romena di essere asservita agli ebrei  Eliminare tutti gli ebrei (anche se secondo Cioran sarebbe stato impossibile) Colui che nel 1936 si sarebbe suicidato se fosse stato ebreo nel 1956 scopre nell’esemplarità della resistenza ebraica la forza di rimanere in vita  post Seconda guerra mondiale Un popolo di solitari Saggio in cui Cioran ammette di essersi sbagliato nel 1936, chiedeva perdono a coloro che aveva offeso sempre attraverso il modo con il quale li aveva attaccati. Fu tormentato sino alla morte dall’ossessione di voler cancellare la sua antica colpa nei confronti degli ebrei. Aveva ripetutamente scritto sugli ungheresi, incapaci di creare una propria storia nonostante tutti gli anni di dominio. unisce l’ammirazione al disprezzo. Cioran scrisse il libro e gli articoli satelliti in una Romania che solo da poco era divenuta la Grande Romania. Essa si era costituita come una nuova patria, formata da territori di diversa provenienza amministrativa (diverte tradizioni) molto diverse tra loro. Si cercò di porre rimedio e stabilizzare questa situazione ma non vi fu il tempo necessario per attuare uno sviluppo economico globale del paese che si sviluppare delle reazioni nazionaliste. Durante il periodo interbellico vi furono una serie di esplosioni nazionaliste e xenofobe, in Romania ma anche in tutto il resto dell’Europa. Egli non riuscì ad essere immune all’ambiente che lo circondava (aveva 25 anni) – la sua famiglia era stata deportata, perseguitata durante la Prima guerra mondiale_ non sapeva che stava scrivendo delle cose delle quali poi se ne sarebbe pentito.  CAPITOLO 8 – IL PENSIERO DI UN’ALTRA ROMANIA La tdr è il libro più terrificante che sia mai stato scritto da un romeno sui romeni e sulla Romania.

  1. Spiega le origini romene su base Spengleriana
  2. Prende alcuni dei tratti da Iovinescu: Sviluppo del paese bruciando le tappe e favorevole all’urbanizzazione, alla borghesia ed al liberalismo.
  3. Rifiuto dell’idea di una Romania logica, ordinata e placata ( Maglavit – manifestazione irrazionale delle profondità psichiche dei romeni) Rifiuta la democrazia ma non del tutto, essa può essere impiegata in nazioni con un’ossatura storica .> essa dovrà essere sostituita con un regime dittatoriale e questa sostituzione comporterà una rivoluzione coordinata e guidata da un movimento nazionale. Il vero nazionalismo, l’unico adeguato al momento, era quello messianico, frenetico ed apocalittico -> ad esso spettava il compito di traghettare la Romania dalla democrazia alla dittatura. Le sue idee lo portano per certi versi lontano da tutte le direzioni politiche contemporanee.

Sogna:

  • una Romania in grado di avere il controllo sui Balcani ma sa che non è fattibile poiché non ancora matura.
  • il passaggio dalla forma agraria e contadina a quella industriale e urbana
  • risolvere il problema della giustizia sociale (miseria del popolo, forza delle masse operaie) La Romania dovrà scegliere tra la formula classica -> della democrazia e del capitalismo o tra la formula moderna -> del collettivismo (nazionale) ( attraverso la rivoluzione) A favore della rivoluzione grazie alla quale è possibile avere la soppressione di un ordine sociale ed instaurarne un altro. Quelle in Italia e Germania sono state una tappa perché non hanno modificato in maniera permanente alcun assetto sociale. (guarda Russia e Francia). Dittatura = esasperazione della politica -> mezzo mediante il quale la popolazione romena avrà l’opportunità di crescere. Si auspica che, analogamente a Russia e Germania, si originerò un grande fenomeno politico che coinvolgerà tutti i membri della nazione nella rivoluzione nazionale. La Germania potrà insegnare ai romeni – il culto cosciente della forza, associazione di un movimento ai problemi di giustizia sociale. La Russia potrà insegnare ai romeni – la frenesia dell’industrializzazione, affermazione assoluta della giustizia sociale. All’inizio pone correttamente la questione sul problema nazionale ma poi arriva a delle conclusioni estremiste e megalomani. = Romania piccola cultura, non è una nazione ma un popolo. Se si agisce senza perdere di vista il bene comune sarà possibile raggiungere la felicità generale. Poi punta tutto sulla dittatura, su politiche prima di estrema destra e poi di estrema sinistra. Il suo programma di trasfigurazione del paese fu portato avanti, per un certo periodo di tempo, nei suoi punti principali. Colui che condivideva lo stesso sogno per la Romania era Ceasciescu. -> periodo in cui la rivoluzione veniva proclamata continuamente e le masse venivano persuase di detenere il potere politico. La grandezza all’estero che Cioran sognava per la Romania si materializzò con il governo di Ceasciescu :
  • vennero allontanati gli stranieri
  • l’esodo dei tedeschi e degli ebrei risolse alcune delle possibili tensioni etniche Durante il suo governo la Romania divenne un paese industrializzato ed elettrificato, furono costruiti caseggiati e costruzioni di grandi dimensioni. Egli visse con la convinzione di poter fare grandi cose per il suo paese, non risparmiò nulla nel tentativo di avverare la sua visione. Cioran iniziò a detestare Ceasciescu.  CAPITOLO 9 – EPILOGO ROMENO l’uscita nel 1936 della tdr fu l’inizio di un periodo complicato per Cioran che si protrasse almeno sino al
  1. Nonostante le molteplici reazioni agli scritti Cioran continuò a pubblicare scritti contenenti lezioni di pedagogia nazionale. Prosegue la sua lotta contro le deficienze costitutive della romenità e del romenismo.

era al potere e lo stato era diventato nazional legionario, con Noica in testa l’élite intellettuale della sua generazione, celebrava la rivoluzione e la dittatura legionaria. Durante questo ultimo soggiorno n Romania scrive :

  • Parigi provinciale -> saggio dal tono Spengleriano su Parigi -L’inganno dell’agire -> articolo in cui Cioran spiega il meccanismo delle rivoluzioni I servizi segreti aprirono un fascicolo a carico di Cioran:
  • denuncia di Radulescu, presso il ministero della propaganda, che accusò Cioran di voler dividere Romania e Transilvania. Anni in cui grazie alle sue opere si può notare una maturità, ambiva a progetti più modesti, solidi ed accettabili per la Romania. Nel 1941 trovò un impiego effettivo in camp diplomatico. ( fatto strano che la sua candidatura fosse stata approvata, in quel preciso momento storico vi era una caccia sistematica e l’arresto di tutti i legionari, e Cioran aveva ostentato la sua simpatia alla legione) -> incarico che durò circa 2 3 mesi, non abbiamo una m0tivazione ufficiale. Dal 1941 al 1945 abbiamo poche tracce di Cioran. Scrive un testo sulla Francia, nel quale mostra di essere sazio di tutti quei fanatismi che avevano imperversato negli utili tempi in Europa. Si separa da qualsiasi tipo d’amore per il suo paese d’origine e dichiara che il patriottismo è l’espressione sentimentale di una solidarietà animale. Parigi come modello di una civiltà che si sottrae all’eccesso nazionalista. Nel 1945 abbiamo Ionescu che descrive Cioran come un uomo che ammette gli errori politici del passato. Nel 1946 le sue lettere esprimono chiaramente la volontà di chiudere con le vecchie idee politiche e della sua decisione di non impegnarsi più in nessuna causa.  CAPITOLO 10 – CIORAN NEL PAESAGGIO IDEOLOGICO ROMENO Centro propulsivo di tutta la questione fu la facoltà di Lettere e filosofia dell’università di Bucarest. Il nucleo della generazione del 27 era costituito da Ionescu e dai collaboratori del giornale Cuvantul. -< avvicinamento all’associazione culturale Junimea. Man mano che la generazione si afferma sempre di più nella vita culturale romena si trasforma in un fenomeno che ingloba tutti i centri culturali del paese. Esistenza e ideologia culturale marcate da:
    1. dalla crisi europea susseguitasi alla Prima guerra mondiale
    2. 1918 costituzione Grande Romania, sforzi per una cultura nazionale di rilievo -> dopo questo avvenimento gli intellettuali si erano sentiti in dovere di legittimare la Romania dinanzi agli occhi dell’Europa. La crisi dell’umanesimo e del razionalismo portò al proliferare di filosofie irrazionali, alla nascita dell’esistenzialismo ed alle ricerche in direzione religiosa. Nel 1928 Eliade chiese ai giovani intellettuali romeni di vivere e di creare come se quello fosse l’ultimo anno della loro vita CARATTERISTICHE GENERAZIONE 27 -> Aveva un suo manifesto  Ostilità contro la generazione dei vecchi – Cioran la pensa alla stessa maniera

 Con Nae Ionescu la generazione scopre i vantaggi del cristianesimo ortodosso – Cioran prende le distanze dall’ortodossismo e dallo spiritualismo, in una rivoluzione nazionale nulla ha a vedere con lo spirituale ed il religioso. Uomo nuovo del tutto assente nel suo pensiero  Leader = Eliade -> generazione orientata in maniera autoctonista. Sentimento antifrancese, poiché essi avevano impregnato e falsificato le strutture autoctone della Romania. – Cioran ammira quelli francesi come fenomeni storici, ed è contro l’autoctonismo.  Antiliberale ed antidemocratica -> Cioran a favore per un po’ della democrazia poi basta perché questa intralciava la trasfigurazione.  Apolitica ma nei primi anni della sua esistenza essa si era politicizzata. Il primo fu Mihail, divenuto commentatore politico. - Cioran apolitico convinto poi contaminatosi successivamente con elementi di estrema destra CIORAN E L’IDEOLOGIA LEGIONARIA  Nel suo libro non hai mai fatto cenno al legionarismo, forse per evitare di metterlo al servizio di un’unica forza politica o perché esistevano delle differenze di vedute tra Cioran e il legionarismo.  Nessuna traccia dell’ortodossismo  Movimento xenofobo e antisemita – Per Cioran il problema non sono gli stranieri, anzi ne prova ammirazione per il fatto che era riusciti a sottomettere i romeni.  antidemocratico e liberale – Cioran era stato a favore della democrazia poiché per un certo periodo era riuscito a garantire al popolo un periodo di distensione -> appena uscito dal dominio degli stranieri.  La morte legionaria e l’eroismo al servizio della stirpe romena – Cioran rimase immune a questo  Era riuscito (Codre) a creare un clima di solidarietà, forte carica dal punto di vista affettivo. Organizzazione paramilitare – Cioran ne era affascinato  Movimento anticomunista – Cioran estremamente sensibile alla miseria, alla povertà delle masse tanto che auspicava una cosa simile per la Romania.  Difesa della rivoluzione come mezzo per sostituire lo stato democratico – Per Cioran rivoluzione permanente ed imposizione di metodi dittatoriali.  CAPITOLO 11 – I PASSI DEL SOFISTA Forma di estraniamento e presa di distanza dal proprio libro, torna alla posizione apolitica di partenza -> il suo primo libro in francese rappresenta una sorta di addio e dichiarazione di rottura. Ritratta tutte le idee del passato, ammette di averle condivise ma di non crederci più. Fattori che hanno portato al cambiamento:

  • lo choc della guerra
  • gli orrori dell’olocausto
  • paura delle conseguenze riguardo il suo militare nell’estrema destra Il rinnegato = parla di sé stesso e di come abbia creduto a degli ideali che ora lo fanno arrossire.