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Coloranti e microscopia, Sbobinature di Istologia

Preparazione del campione; colorazioni principali; colorazione di pas; reazione di Feulgen; AB (Alcian Blu); immuni isto chimica e immunofluorescenza; immunogold; metodi per localizzare l’antigene; anticorpi

Tipologia: Sbobinature

2021/2022

Caricato il 05/04/2023

ebbbb21
ebbbb21 🇮🇹

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PREPARAZIONE CAMPIONI PER LA MICROSCOPIA: FASI
è un procedimento a tappe:
1. dissezione, prelievo del tessuto dell’organo d’interesse.
2. fissazione, per mezzo di agenti fisici ma soprattutto chimici
3. inclusione del frammento in un mezzo che dia sostegno e consistenza tale
(abbastanza dura) per consentire di passare alla fase successiva
4. taglio, ottenimento di sezioni sottili (tra i 5 e i 10 micron per la microscopia ottica,
meno per l’elettronica) che consentano alla luce/elettroni di passare attraverso la
sezione
5. colorazione, per ovviare il problema della scarsità di contrasto che hanno
normalmente i tessuti essendo costituiti per la maggior parte di acqua. Applichiamo
quindi delle colorazioni per mettere in evidenza o le strutture (morfologia) oppure
per evidenziare specifici componenti chimici del tessuto, per vedere dove si
localizzano, se ci sono e la loro abbondanza.
COLORAZIONI PRINCIPALI
le colorazioni possono essere di tipo istomorfologico (come la classica ematossilina eosina
che permette di evidenziare un po’ tutti i tipi di tessuto: l’ematossilina colora i nuclei,
l’eosina si occupa di evidenziare i citoplasmi e in molti casi anche la componente
extracellulare) e istochimiche che non servono per evidenziare strutture particolari ma la
presenza di specifiche sostanze e molecole verso le quali i coloranti utilizzati si legano in
modo selettivo.
-COLORAZIONE DI PAS (periodic acid schi): si incontra, per esempio,
nelle sezioni di tiroide in quanto il contenuto del follicolo tiroideo è
estremamente PAS-positivo, contenendo proteine glicosidiche. il
trattamento delle sezioni con acido periodico ossida i gruppi alcolici
degli zuccheri in gruppi aldeidici e il reattivo di Schi (un tipo di
fucsina) reagisce con questi gruppi aldeidici dando una colorazione
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PREPARAZIONE CAMPIONI PER LA MICROSCOPIA: FASI

è un procedimento a tappe:

  1. dissezione, prelievo del tessuto dell’organo d’interesse.
  2. fissazione, per mezzo di agenti fisici ma soprattutto chimici
  3. inclusione del frammento in un mezzo che dia sostegno e consistenza tale (abbastanza dura) per consentire di passare alla fase successiva
  4. taglio, ottenimento di sezioni sottili (tra i 5 e i 10 micron per la microscopia ottica, meno per l’elettronica) che consentano alla luce/elettroni di passare attraverso la sezione

5. colorazione, per ovviare il problema della scarsità di contrasto che hanno

normalmente i tessuti essendo costituiti per la maggior parte di acqua. Applichiamo quindi delle colorazioni per mettere in evidenza o le strutture (morfologia) oppure per evidenziare specifici componenti chimici del tessuto, per vedere dove si localizzano, se ci sono e la loro abbondanza. COLORAZIONI PRINCIPALI le colorazioni possono essere di tipo istomorfologico (come la classica ematossilina eosina che permette di evidenziare un po’ tutti i tipi di tessuto: l’ematossilina colora i nuclei, l’eosina si occupa di evidenziare i citoplasmi e in molti casi anche la componente extracellulare) e istochimiche che non servono per evidenziare strutture particolari ma la presenza di specifiche sostanze e molecole verso le quali i coloranti utilizzati si legano in modo selettivo.

  • COLORAZIONE DI PAS (periodic acid schi): si incontra, per esempio, nelle sezioni di tiroide in quanto il contenuto del follicolo tiroideo è estremamente PAS-positivo, contenendo proteine glicosidiche. il trattamento delle sezioni con acido periodico ossida i gruppi alcolici degli zuccheri in gruppi aldeidici e il reattivo di Schi (un tipo di fucsina) reagisce con questi gruppi aldeidici dando una colorazione

fucsia/rosa. Questa metodica è utile per evidenziare POLISACCARIDI (glicogeno, amido, cellulosa) e anche glicoproteine. TUBULI RENALI: gli orletti a spazzola (glicocalici + microvilli delle cellule del tubulo) si colora fortemente del PAS. FEGATO: accumuli di glicogeno, si colora fortemente con la pas. gli epatociti sono molto colorati

  • REAZIONE DI FEULGEN : colorazione istochimica che mette in evidenza il DNA (cromatina in interfase e cromosomi in divisione mitotica) mentre nucleolo e citoplasma rimangono incolori. Le sezioni sono trattate con acido cloridrico che libera il gruppo aldeidico del desossiribosio il quale reagisce con reattivo di Schi dando un prodotto colorato ben visibile.
  • ALCIAN BLU (AB) : colorante basico e proprio per questo si lega con componenti acide come: -GAG (glicosaminoglicani) acidi - proteoglicani acidi - mucine acide prodotte dalle cellule mucipare dell’epitelio intestinale e respiratorio. La mucosa (approfondita in istologia, tessuto epiteliale), ha una funzione difensiva: si possono fare indagini istomorfometriche, quindi contare la densità /concentrazione di queste cellule per paragonare il tessuto d’interesse con quello di altre zone lontane da patogeni, non interessati dalla parassitosi. IMMUNOISTOCHIMICA E IMMUNOFLUORESCENZA Si tratta di tecniche ampiamente utilizzate per l'identificazione e la localizzazione di costituenti cellulari e tissutali in situ. Si basano sull' impiego di anticorpi diretti contro l'antigene di interesse; il prefisso immuno designa il fatto che vado ad isolare particolari componenti cellulari e dei tessuti utilizzando degli anticorpi contro uno specifico antigene, sfruttando il legame specifico tra antigene e anticorpo (molecole proteiche costituito da catene pesanti e leggere disposte a Y, la zona terminale delle catene è variabile nel senso che si adatta unicamente ad un diverso antigene: vengono prodotti dai linfociti B che ha incontrato uno specifico antigene. I linfociti si trasformano in plasmacellule adibite alla produzione di anticorpi). Sono metodiche fondamentali per capire l'origine e la funzione di vari tipi cellulari, per la diagnosi di malattie (usando anticorpi diretti contro Marker specifici, prodotte da cellule neoplastiche e quindi se individuate danno conferma della malattia permettendo anche di tipizzare la patologia) e la tipizzazione delle neoplasie, per l'identificazione di recettori cellulari, citochine e fattori di crescita. SONO COLORAZIONI MOLTO SPECIFICHE. Una volta applicato l’anticorpo sulle sezioni, questo si lega all’antigene (se lo trova): il legame dell’anticorpo (Ab) con l’antigene (Ag) è rivelato da marcatori legati all’anticorpo.

METODI PER LOCALIZZARE L’ANTIGENE

Ci sono due metodi possibili: METODO DIRETTO: l’anticorpo diretto contro l’antigene è marcato lui stesso con il marcatore (fluorescente, enzimatico). METODO INDIRETTO: si utilizza l’anticorpo diretto contro l’antigene (molecola di interesse) che non è marcato: questo anticorpo viene definito primario. Viene utilizzato anche un anticorpo secondario marcato con marcatore che è diretto contro l’anticorpo primario. VANTAGGIO : il segnale è fortemente amplificato e facilmente visibile poichè più molecole si riescono a legare. IMMAGINE A DX: la beta tubulina è un costituente dell’unità eterodimerica che costituisce i microtubuli, marcati in verde.

come si procurano gli anticorpi primari o secondari? ce ne sono tantissimi in commercio che possono essere immediatamente utilizzati ( si può chiedere anche uno specifico anticorpo per uno specifico antigene se non è presente in catalogo) oppure in laboratorio si producono utilizzando gli animali: si utilizzano per questa pratica i topi e i conigli, iniettandogli l’antigene stesso. Si preleva il plasma dell’animale e lo si purifica. NB: Una singola molecola antigenica possiede determinanti antigenici o epitopi, ciascuno dei quali viene riconosciuto da un clone di linfocita B che produce anticorpi solo nei confronti del singolo epitopo. sulla base di ciò, gli anticorpi si dividono in due sezioni: