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come si scrive una tesi, Schemi e mappe concettuali di Cultural Studies

istruzioni su come si scrive una tesi di laurea

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2025/2026

Caricato il 26/02/2026

stamatia-portanova
stamatia-portanova 🇮🇹

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Scrivere la tesi di laurea
Docenti, scegliere, contattarlo
Tempi giusti (3 mesi triennale, 6 mesi magistrale, non di meno categorica. La
tesi verrà approvata solo se c’è tutta, non contattare docente all’ultimo minuto
per approvazioni e scelta correlatore)
Primo discorso:
Parole chiave per la tesi: impegno (reciproco), chiarezza, onestà (attenzione al
plagio).
Cos’è la tesi? Letteralmente, la parola ‘tesi’ fa riferimento a una ‘ipotesi’: quindi
è una ipotesi di lavoro, o una domanda, da cui si parte, e da elaborare (più che
rispondere o risolvere) attraverso un lavoro di ricerca. (es. cosa ha generato il
thatcherismo, le condizioni in cui si afferma?) La scrittura è basata quindi su
una ricerca accademica di tipo sistematico, e non semplicemente riassuntiva o
descrittiva (saggio accademico e non blog). E’ la domanda che deve guidare la
ricerca e focalizzare lo studio.
E’ importante pensare a un progetto che possa essere realizzato
realisticamente e dignitosamente nel tempo a disposizione (evitare scopi
troppo ampi).
Di solito, dopo il primo colloquio di approccio, io faccio scrivere una specie di
proposta di tesi, da inviarmi con:
titolo e argomento
domanda/progetto di ricerca
motivo della scelta
perché è importante (riferimenti a teorie e ricerche preesistenti)
approccio
eventuali problemi da anticipare
almeno 4 testi o 8 articoli di bibliografia iniziale
Successivamente
Domande utili per cominciare il lavoro e ampliare la propria proposta di tesi:
- Qual è lo scopo/argomento della ricerca?
- Perché è interessante o importante?
- Cosa è stato detto/fatto in questo campo di studi finora?
- Come sono collegate le diverse prospettive sull’argomento? Quali
interpretazioni si possono dare di tali prospettive e delle loro connessioni
o differenze?
- C’è qualcosa di mancante o problematico negli studi fatti finora, e perché
è importante aggiungerlo o discuterlo? Come si intende farlo?
RICORDIAMOCI: Lo scopo della tesi è dimostrare competenza e familiarità con
la letteratura del campo e le teorie più importanti.
Alcune caratteristiche della tesi: l’argomentazione di una tesi si divide in
capitoli, abbiamo quindi fin dall’inizio un indice della tesi, elemento
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Scarica come si scrive una tesi e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Cultural Studies solo su Docsity!

Scrivere la tesi di laurea Docenti, scegliere, contattarlo Tempi giusti (3 mesi triennale, 6 mesi magistrale, non di meno categorica. La tesi verrà approvata solo se c’è tutta, non contattare docente all’ultimo minuto per approvazioni e scelta correlatore) Primo discorso: Parole chiave per la tesi: impegno (reciproco), chiarezza, onestà (attenzione al plagio). Cos’è la tesi? Letteralmente, la parola ‘tesi’ fa riferimento a una ‘ipotesi’: quindi è una ipotesi di lavoro, o una domanda, da cui si parte, e da elaborare (più che rispondere o risolvere) attraverso un lavoro di ricerca. (es. cosa ha generato il thatcherismo, le condizioni in cui si afferma?) La scrittura è basata quindi su una ricerca accademica di tipo sistematico, e non semplicemente riassuntiva o descrittiva (saggio accademico e non blog). E’ la domanda che deve guidare la ricerca e focalizzare lo studio. E’ importante pensare a un progetto che possa essere realizzato realisticamente e dignitosamente nel tempo a disposizione (evitare scopi troppo ampi). Di solito, dopo il primo colloquio di approccio, io faccio scrivere una specie di proposta di tesi, da inviarmi con: titolo e argomento domanda/progetto di ricerca motivo della scelta perché è importante (riferimenti a teorie e ricerche preesistenti) approccio eventuali problemi da anticipare almeno 4 testi o 8 articoli di bibliografia iniziale Successivamente Domande utili per cominciare il lavoro e ampliare la propria proposta di tesi:

  • Qual è lo scopo/argomento della ricerca?
  • Perché è interessante o importante?
  • Cosa è stato detto/fatto in questo campo di studi finora?
  • Come sono collegate le diverse prospettive sull’argomento? Quali interpretazioni si possono dare di tali prospettive e delle loro connessioni o differenze?
  • C’è qualcosa di mancante o problematico negli studi fatti finora, e perché è importante aggiungerlo o discuterlo? Come si intende farlo? RICORDIAMOCI: Lo scopo della tesi è dimostrare competenza e familiarità con la letteratura del campo e le teorie più importanti. Alcune caratteristiche della tesi: l’argomentazione di una tesi si divide in capitoli, abbiamo quindi fin dall’inizio un indice della tesi, elemento

importantissimo, che evidenzia i punti principali dell’argomentazione. All’inizio l’indice è provvisorio, ma serve come mappa per orientarsi. Come si costruisce? Numero e titolo dei capitoli, breve abstract di ogni capitolo o sua divisione in paragrafi, libri di rif. Esempio:

1. La comunità hacker

1.1 Il concetto di hack

 Semplicità, competenza sofisticata, illecità (Turkle 1984 in Jordan e Taylor 1998)

 Molteplici gli attacchi hacker (Turgeman-Goldschmidt 2005)

 Produzione particolare SW (Hannemyr 1999)

 Trovare un modo per far accadere le cose (Nissenbaum 2004)

 Stile e virtuosismo (Levy 1984 in Wark 2006)

 L’hacker come attore di appropriazione

 Bennato usando Mackay e Gillespie 1992

1.2 L’importanza dell’hacker

 Napster, open source (Nissenbaum 2004, Moodi 2001 in Wark 2006)  Creative

commons (Lessig 2004)

 Internet (Nissenbaum 2004)

 Opposizione sociale: Zapatista (Nissenbaum 2004)

1.3 La rappresentazione sociale dell’hacker

 L’etichetta ha cambiato senso molte volte (Levy 1984+Hannemyr 1999 in

Turgeman-Goldschmidt 2005)

 Anche il senso è cambiato molte volte (Hafner e Markoff 1993+Chandler 1996 in

Turgeman- Goldschmidt 2005)

 La fantascienza lo dipinge come un essere virtuale (Thomas 2004)

 Hacker come drogato (Thomas 2004)

Conclusione: ripetizione dell’argomento principale e un breve riassunto dei risultati del lavoro. In quale modo si è contribuito al campo di studio scelto, riferimento ai problemi e limiti della propria ricerca, e indicazione di aree per la discussione futura. Altro elemento importantissimo, la bibliografia, da compilare attenendosi scrupolosamente alle regole (sicuramente in ordine alfabetico per cognome), e da concordare con relatrice/relatore. La bibliografia si mette insieme consultando le bibliografie dei testi che leggete, e poi i cataloghi delle biblioteche. Come procurarsi i libri: biblioteche e prestito interbibliotecario, Amazon, libreria. Le riviste scientifiche pure sono molto importanti per vedere le tendenze di studio, e spesso sono più aggiornate dei libri, ma anche difficili da recuperare. Poi c’è la cosiddetta ‘letteratura grigia’: documenti prodotti da organizzazioni, come associazioni di categoria o imprese, spesso disponibili su Internet… Draft (bozze di articoli su riviste scientifiche). TUTTO IL RESTO NON PUO’ ESSERE USATO: WIKIPEDIA NO, TRECCANI SI, MA IN MANIERA LIMITATA Controllare Riferimenti nel testo, note numerate a fondo pagina. Citazioni. Il lavoro fondamentale, senza il quale non si può cominciare a scrivere la tesi, è leggere i testi, studiarli approfonditamente. Quello che verrà ‘giudicato’ in seduta di laurea è infatti la capacità di usare le fonti, i testi, per sviluppare il vostro ragionamento o argomentazione. Bisogna poi usare un linguaggio appropriato (ricordarsi che siamo in ambito accademico, e non informale). Come si valuterà il lavoro: aspetto formale (il cosiddetto format, ordine e precisione, spazi, margini, carattere etc). Organizzazione chiara e logica della struttura, citazioni, note e riferimenti in modo corretto, eventuali immagini con didascalie tavole etc. Accuratezza del linguaggio: grammatica, vocabolario, punteggiatura, registro e stile accademico appropriato, chiarezza dell’espressione, chiarezza nell’argomentare il discorso, coesione e fluidità nella transizione tra le parti. Conoscenza di teorie e letteratura sull’argomento: relazione della letteratura ricercata con la propria domanda di ricerca (i testi giusti), non solo patchwork di idee, ma giusta proporzione tra citazioni e commenti, o anche critiche, propri. Lavoro proprio nell’usare la teoria. Chiarezza della domanda posta.