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Commento del primo canto della Divina Commedia
Tipologia: Sbobinature
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Dante usa la frase “nostra vita” e non “vita umana” perché dante crea un cammino parallelo. Da una parte c’è il dante personaggio quindi “mi ritrovai” dall’altra parte vi è “nostra vita” quindi un Dante personaggio che si fa carico di un percorso che dev’essere di tutta l’umanità, perché l’umanità si trova senza una guida in un momento di peccato quindi quello che il cammino di Dante deve fare per se stesso e per l’umanità è ritrovare la diritta via cioè la strada che porta verso Dio, verso la luce a partire dal momento in cui lui partiva dal peccato, dal buio. Nella prima parte dell’inferno vi è molto spesso questa polarità, da una parte la luce che nei primi canti è lontanissima e dall’altra la selva oscura, cioè il peccato di Dante e di tutta l’umanità si trovano. Secondo dante l’uomo ha smarrito la retta via a causa del libero arbitrio perché Dio lascia la possibilità agli uomini di scegliere, alcuni uomini sbagliano e si ritrovano appunto nel peccato. Mentre il Dante personaggio è smarrito nella via e dante narratore sta cercando di raccontare quello che gli è successo. La figura retorica “selva selvaggia” serve a rafforzare il significato, una strada difficile che non riesce ad abbandonare. La selva è un topos cioè un luogo che ricorre spesso nel medioevo che in questo caso diventa un simbolo del peccato. La divina commedia è un raro caso di poema che non inizia con un'invocazione alle muse, i modelli principali in questo canto sono: la bibbia e l'eneide. Virgilio resterà comunque uno dei suoi modelli principali in tutto il testo. Dante inizia direttamente con un'introduzione e questa è una scelta abbastanza nuova. Per quanto riguarda la struttura lirica vi è la celebre struttura dantesca: ABA BCB CDC, mentre riguardo al verso, è il più usato della letteratura italiana che è l'endecasillabo, è il verso che ha come ultima sillaba accentata la decima.Dante ci racconta cos'è successo quando è entrato nella selva selva ma c sta anche raccontando qual è la situazione in cui si trovava, Dante che per una vitaintera è immerso in questa situazione di peccato da cui non riusciva ad uscire, è una situazione che si potrebbe definire una sorte di morte dell'anima per l'umanità. Dante vuole però lasciarci uno spiraglio di speranza affermando che vi è anche qualcosa di bene che egli ha trovato, ma prima di raccontarlo racconterà tutte le cose che egli ha visto, e tutto ciò lo ha visto nella prima parte del suo viaggio. Lo smarrimento di Dante sembra che derivasse dalla morte di Beatrice, lei che poi sarà nel paradiso la sua guida, quindi rappresenterà la sua strada per arrivare alla fine del viaggio verso la grazia divina. Dante ci dice di essere assonnato per far immaginare la sua coscienza piena di peccato tanto da essere un po' offuscata. Dante vede il sole che sorge, che non solo conduce ognuno in maniera esatta per tutte le strade ma conduce anche ogni peccatore verso la grazia. Mentre prima vi era l'opposizione tra il buio della selva e la luce verso cui gli uomini aspirano così ora vi è l'opposizione tra il colle che dante vede e la selva, che viene detta "valle" per mettere in opposizione il colle che appunto tende verso l'alto, quindi verso dio e la selva che lo lascia in basso. Dante userà molto spesso delle lunghe perifrasi, soprattutto astronomiche che per comprenderle è stato necessario andare a leggere una serie di trattati medievali. Dante ci spiega che ha trascorso tutta la notte all'interno della selva e usa l'immagine del lato nel cuore perchè secondo la medicina medievale il lato del cuore è quel punto in cui si concentrano tutte le emozioni. Quindi dante si descrive come una persona in uno dei momenti più emozionanti, anche in senso negativo, della sua vita. La prima similitudine del poeta è che Dante è come un naufrago, ed è sopravvissuto al naufragio. Pelago è il mare, e quando arriva alla riva, si guarda indietro con una certa intensità, al tal punto che la sua anima nonostante sia in salvo. Il corpo è fermo, è arrivato sulla riva, salvo, ma l'anima ancora è agitata per la situazione di pericolo in cui si è trovata. Dante usa un'altra perifrasi "che non lasciò giammai persona viva" riferendosi alla selva. Dopodichè si riposa e ricomincia il cammino, al punto che il piede stabile è quello che sta più in basso. Questo ci fa capire che Dante sta salendo il colle. Ma dante non riesce a proseguire la sua salita perchè viene interrotto da una lonza, probabilmente la lonza secondo i bestiari medievali è un'incrocio tra un leopardo e una leonessa o tra un leone e una leopardessa. Allegoricamente rappresenta la lussuria. "leggera e presta molto" è una dittologia sinonimica, cioè due sinonimi. La lonza impedisce il cammino a dante perchè la strada che dante vorrebbe fare senza sforzo è quella della grazia, ma per arrivarci deve appunto compiere tutto il suo cammino come comprenderà nel corso del viaggio, dante si guarda più volte indietro "per ritornar più volte vòlto" un'altra figura etimologica, che in questo caso serve per rafforzare quello che egli ci sta dicendo. Dante ci spiega attraverso una perifrasi astronomica che ci troviamo al sorgere del sole come quando dio creò tutto, non è una scelta casuale. Continua dicendo che la visione di queste stelle gli hanno fatto ben sperare perchè vede non solo la prima ora del giorno ma anche la primavera. Ma non era tranquillo perchè ad un certo punto gli appare alla vista un leone, che è l'allegoria della superbia. L'entusiasmo viene subito smorzato. Dante usa la parola "parere" non con il significato di sembrare ma la certezza, la descrizione di un fatto. Il leone va contro dante e anche l'aria ha paura. Una lupa, la cui rappresentazione allegorica è l'avarizia, era talmente magra che sembrava carica di tutti i desideri, l'avarizia e la cupidigia che ha fatto soffrire molti, e la vista di questa lupa gli da tanta angoscia, e in corpo tanta pesantezza, e questa pesantezza rappresenta il peccato che lo trascina in basso e non riesce a farlo arrivare in alto, al punto che Dante perse la speranza di arrivare in alto alla visione della grazia. dante personaggio perde la speranza di compiere il suo viaggio e completare la salita. L'uomo si dispera e spesso Dante ci rappresenta come il peccato avvolte convinca l'uomo a non proseguire questo viaggio a causa delle difficoltà iniziali. Dopo aver avuto un momento in cui credeva di vedere la luce e continuare la salita ma dopo aver visto le tre fiere si dispera perchè capisce che lo stanno respingendo di nuovo verso il buio (la selva). Egli si trova in un momento in cui per uscire dalla selva
quindi dalla sua condizione, è necessario un aiuto. Quest'aiuto è rappresentato da Virgilio dante non sa chi ha d'avanti, vede semplicemente una persona che sembra esser stata a lungo in silenzio, e chiede di avere pietà di lui, chiunque egli sia un'ombra o un uomo vero. Dante comprende che per completare il suo viaggio è necessario avere l'ausilio della ragione che trovandosi lui in una situazione di peccato era stata a lungo inascoltata. Mi rispose che non era un uomo reale ma lo era e che i suoi genitori erano lombardi che vuol dire in questo caso genericamente come italia settentrionale. Nacque intorno al 70 avanti cristo quando giulio cesare aveva già 30 anni ma non aveva ancora così tanto potere e che giulio morì prima di poter apprezzare virgilio. Virgilio visse sotto il buon Augusto, iniziano in questi versi i primi di una lunga serie di riferimenti all'impero romano. Dicendo quand'è nato spiega perchè Virgilio si trovi nel limbo, egli muore nel 19 a.C quindi prima della venuta di Cristo. Virgilio conosce l'oltretomba e inizia ad essere descritto come una figura un po' più stilizzata poi man mano che dante lo descrive comincia ad acquisire una certa fisicità. Dopo la sua descrizione della sua nascita e del tempo spiega chi è a livello letterario. Prima Virgilio spiega qual è l'opera che lo ha reso celebre, cioè l'Eneide (principale fonte della divina commedia), e successivamente chiede a dante il motivo per cui egli stia fermo in quel e posto e perchè stesse tornando indietro attraverso la selva e non cerca di salire verso il colle che è l'origine di tutte le gioie. Virgilio sa qual è la strada per la felicità e sembra quasi che la sua voce nasconda un po' di rimpianto, perchè appunto trovandosi nel limbo non può fare quella strada che dante potrà percorrere. Dante ha capito con chi sta parlando e parla con lui attraverso la metafora della fonte del fiume, Virgilio è la fonte di conoscenza e modello per Dante, infatti una volta capito chi fosse gli rispose con una forte di timore reverenziale. Lo definisce onore e lume degli altri poeti, perchè illumina la strada degli altri poeti attraverso la sua conoscenza. Dante racconta a Virgilio che ha letto e riletto le sue opere e "lo tuo volume" è una metonimia per intendere tutte le opere di virgilio. Inoltre gli dice di essere il suo maestro e che è da lui che ha appreso lo stile tragico che gli ha dato prestigio. Virgilio spiega a dante che non puo' salire sul colle perchè la cupidigia (lupa) impedisce all'umanità di raggiungere la grazia. Questa bestia per la quale Dante chiede soccorso a Virgilio, non da scampo agli uomini, ostacola chiunque a tal punto di uccidere chiunque cerchi di andare avanti, ed è talmente malvagia e crudele che dopo essersi saziata ha più fame di prima. "Malvagia e ria" è un'altra dittologia sinonimica. L'avidità si unisce agli uomini, e questi uomini saranno sempre di più finchè non arriverà il veltro. Il veltro è un cane da caccia che dovrebbe cacciare la lupa e farla morire nelle sofferenze, una profezia di qualcuno che arriverà a salvare l'umanità, eliminando la cupidigia. Il veltro non sarà avido, nel senso che ne terra ne il veltro lo nutrirà, la terra intesa come "domini" , quindi non sarà qualcuno avido di terre da possedere e non sarà avido neanche di feltro cioè di denaro. Il feltro è una lega metallica fatta di stagno e piombo, le uniche cose che ciberanno il veltro saranno la sapienza, l'amore e la virtù. Quindi si ci aspetta da questa profezia qualcuno che sia un salvatore politico e religioso e la sua origine sarà umile, tra feltro e feltro (i feltri sono i panni poveri). "feltro e feltro" potrebbe anche indicare Feltre e Monte Feltro, due luoghi da cui ebbe origine Cangrande Della Scala, uno dei personaggi che ebbe grande importanza nella vita di Dante. Questo veltro deve salvare l'italia e sarà la salvezza della povera Italia per cui sono morti Camilla, Eurialo, Turno e Niso in battaglia per le ferite. Dante a quest punto per fare esempi di persone morti per l'italia usa una serie di esempi tratti dall'Eneide. Camilla figlia del re dei Volsci, Turno re dei Rutuli, Eurialo e Niso tutti personaggi presenti nell'Eneide. Il veltro deve cacciare la lupa per ogni città e deve riportare l'invidia da dov'è venuta, cioè dall'inferno. Lucifero è l'invidia prima perchè è colui che ha mandato l'invidia nel mondo per condurlo a peccare. Virgilio spiega a Dante che per il suo bene crede che sia meglio fare il viaggio in questo modo e che sarà lui la sua guida e a condurlo inizialmente nell'inferno e le anime infernali sono in una posizione immutabile e vi sono anime che si trovano lì dall'inizio dei tempi "gli antichi spiriti" che sono da così tanto tempo nell'inferno e si trovano in una situazione che non può cambiare in nessun modo e invocano una seconda morte, anche se il loro corpo è gia morto vorrebbero che morisse anche la loro anima per non soffrire più. Mentre le anime del purgatorio sono contenti di purgarsi nel fuoco perchè sperano un giorno di arrivare alle beate genti. Vi è una totale differenza di condizione, le anime infernali soffrono perchè sanno che la loro situazione non può cambiare le anime del purgatorio sono felici anche se soffrono ma sanno che la loro condizione migliorerà. Virgilio non può andare oltre il purgatorio, e nel corso del viaggio si fermerà e lascerà Dante con un'anima più degna (Beatrice) e spiega anche il perchè non potrà andarci. Dio, colui che governa tutto l'universo da lassù non vuole che Virgilio entri nella sua città. "Felice colui cu' ivi elegge!" è un 'altro rimpianto di Virgilio. Dio è rappresentato come un imperatore e per Dante egli ha un trono, non è una scelta casuale, perchè Dante credeva che l'impero e la chiesa dovessero essere unite. La porta di san Pietro è la porta del purgatorio. Dante convinto dalla narrazione che Virgilio gli ha fatto del viaggio gli chiede di condurlo ai regni di cui gli ha detto, di mostrargli i dannati. Allora Virgilio cominciò a camminare e Dante lo seguì e inizia la prima di una lunghissima serie di canti in cui Virgilio cammina avanti e Dante lo segue.