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Appunti del corso Commercio Internazionale e Globalizzazione
Tipologia: Appunti
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La Bilancia dei pagamenti misura e contabilizza le possibili transazioni economiche tra paesi, ovvero residenti e non residenti. Il punto di riferimento è il manuale del fondo monetario internazionale. Residente = qualunque impresa o individuo che abbia il proprio centro di interesse economica in un paese per almeno 1 anno all’interno dell’economia del paese. Il flusso circolare dei pagamenti: i redditi finanziano la spesa, la spesa stimola la produzione, la produzione genera redditi. Obiettivi principali:
il reddito nazionale lordo disponibile GNDI (che include i trasferimenti netti dall'estero solo in un'economia aperta). Il flusso dei pagamenti in un'economia aperta: incorporare i conti della bilancia dei pagamenti
I grafici mostrano il risparmio, gli investimenti e le partite correnti come percentuale del PIL di ciascuna sottoregione per quattro gruppi di paesi avanzati. Gli Stati Uniti hanno visto diminuire sia il risparmio che gli investimenti dal 1980, ma il risparmio è diminuito ulteriormente rispetto agli investimenti, aprendo un ampio deficit delle partite correnti che si avvicina al 6% del PIL negli ultimi anni. L'esperienza del Giappone è l'opposto: gli investimenti sono diminuiti ulteriormente rispetto al risparmio, aprendo un ampio surplus delle partite correnti di circa il 3-5% del PIL. Anche l'area dell'euro ha registrato un calo del risparmio e degli investimenti, ma nel complesso è stata più vicina all'equilibrio. Altri paesi avanzati (ad esempio, paesi dell'UE non appartenenti all'area dell'euro, Canada, Australia, ecc.) hanno avuto la tendenza a registrare ampi disavanzi delle partite correnti. Squilibri globali
Teoria dell'equivalenza ricardiana: un calo del risparmio pubblico è completamente compensato da un contemporaneo aumento del risparmio privato per far fronte alle tasse future. Gli studi empirici non supportano questa teoria: il risparmio privato non compensa completamente il risparmio pubblico nella pratica. I consumi non aumentano perché ci si aspetta una tassazione domani; quindi, l’aumento del deficit non si dovrebbe riflettere nel CA; quindi, Sp aumenta e non c’è legame tra deficit pubblico e CA. La spesa pubblica aumenta oggi allora domani aumenteranno anche le tasse e i redditi che io ricevo oggi non li spendo ma li tesorizzo e vanno ad aumentare il risparmio privato. Quindi se c’è un deficit pubblico (T-G) il risparmio privato aumenta. Non c’è quindi un legame tra il deficit pubblico e il Current Account (il legame si rompe). Alcuni studi hanno fatto notare che la ricardian equivalence è difficile da realizzare dal momento in cui gli operatori economici hanno razionalità limitata, hanno uno short horizon e non pensano nel medio-lungo periodo. Più recentemente, si è sostenuta l’idea che esistono diverse tipologie di agenti, alcuni dei quali possono permettersi di risparmiare ed altri che invece sono vincolati dal punto di vista della liquidità cioè sono costretti a spendere ciò che ricevono sotto forma di reddito (o la maggior parte di esso). Questa espressione inerisce, in economia, al bilancio di un Paese (deficit o surplus del governo) e alla situazione finanziaria del commercio estero (attivo o passivo delle partite correnti). Cosa si intende? Ci spiega che se il Current Account è negativo e il risparmio privato copre gli investimenti nazionali allora necessariamente deve corrispondere ad un risparmio pubblico di tipo negativo. In termini dinamici, supponiamo di avere un grosso deficit pubblico a cui non corrisponde una grossa variazione nella differenza tra risparmio privato e investimento. Necessariamente questa situazione si ripercuote sul Current Account. Possiamo dire che è il Deficit pubblico che causa il Current Account Deficit? Questa relazione ci dice semplicemente che se il risparmio privato – investimento è più o meno stabile nel tempo le oscillazioni del Current Account seguono quelle del Deficit pubblico e viceversa. Non possiamo dire che una causa l’altra a meno che non sposo determinate teorie.
3. The Balance of Payments La bilancia dei pagamenti è sempre in pareggio, CA non è necessariamente nullo. BOP=CA+KA+FA sono i documenti essenziali per la bilancia dei pagamenti. Contabilità per le transazioni di attività:
Gli avanzi delle partite correnti devono essere compensati da disavanzi sul lato attivo. Analogamente, i disavanzi delle partite correnti devono essere compensati da avanzi sul lato attivo. Legame con la ricchezza del paese.
4. Ricchezza esterna Possiamo calcolare la ricchezza esterna di un paese d'origine con il resto del mondo (ROW) sommando tutti i beni ROW di proprietà del paese d'origine (crediti domestici nei confronti degli stranieri) e quindi sottraendo tutti i beni domestici di proprietà di ROW (crediti degli stranieri nei confronti del paese d’origine). Differenza fra titoli che ho comprato dal resto del mondo e quelli che ho emesso = POSIZIONE FINANZIARIA INTERNAZIONALE. Ricchezza esterna (W) = ATTIVITÀ ROW di proprietà del paese domestico - Attività domestiche di proprietà di ROW
GRAVITY MODEL ricollegabile a H-O Caratteristiche dei modelli nel settore dell'industria Riferimento principale: Equilibrio generale in microeconomia Tecnologie: rendimenti costanti su scala (CRS) o RS crescenti (IRS); uguale o diverso tra i paesi; Numero di paesi: caso di piccoli paesi vs mondo a 2 paesi Struttura del mercato:
Cobb-Douglas non considera la sostituibilità, quindi è una visione limitante. La max fornisce quote costanti di reddito speso per i diversi beni. CES possiede una elasticità di sostituzione costante. La max fornisce quote costanti di reddito
rispetto a quello “ideale” (es. spesa min per aumentare l’utilità di un’unità).
Yotov Ipotesi generali: Hp 1: le merci sono differenziate per paese di origine. Hp 2: la fornitura di beni da ogni paese è fissa Qi,il prezzo è pi HP 3: il reddito nominale nel paese i è Yi = piQi Hp 4: la spesa aggregata nel paese i è la Ei = φiYi = φipiQi; nota: se φi > 1 paese i ha un deficit, se 0 < φi < 1 esegue un surplus; per semplicità assumiamo φ = 1, non avanzo o disavanzo, ma è possibile generalizzare.
è il termine di dimensione: il commercio aumenta con le dimensioni dell’economie dei partner. Altra interpretazione: in un mondo senza attriti la quota di spesa per i beni del paese i è uguale alla quota di produzione mondiale del paese i.
ti,i è il costo commerciale bilaterale (distanza geografica) Pi è il termine di resistenza multilaterale interna – la facilità di accesso al mercato dell’importatore j riferito al livello di concorrenza in j.
riferimento alla possibilità per le imprese per il paese i di servire mercati diversi da quello domestico.
axk^ * xk^ + ayk^ * yk^ = Lk^ non c’è disocuupazione axk^ * xk^ = quantità di lavoro che mi serve per produrre un’unità di x nel paese k ayk^ * yk^ = quantità di lavoro che mi serve per produrre un’unità di y nel paese k Moltiplicando x e y ottengo la quantità di lavoro che dovrebbe essere impiegata per produrre nei due settori. La quantità di lavoro impiegata nei due settori deve essere uguale al labor enowent, cioè alla dotazione totale dei fattori (lavoro). L/ay axk^ / ayk La produttività marginale non è decrescente ma costante. L’aumento della produzione di un bene comporta una diminuzione della produzione dell’altro bene, dunque un trasferimento delle risorse. axk^ * xk^ * ayk^ * yk^ = si ottiene la PPF per il singolo lavoratore che fronteggia nel paese A e B. Lk VANTAGGIO ASSOLUTO = un paese ce l’ha quando ha tecnologie superiori in tutti i settori, quindi una produttività maggiore in tutti i settori. VANTAGGIO COMPARATO = si ha una tecnologia superiore relativa in un settore, di conseguenza l’altro paese avrà un vantaggio comparato nella produzione dell’altro bene. Contesto di autarchia
Paese A: prezzo uguale alla quantità di lavoro per il salario. P sarà costante perché ci si trova in un’economia chiusa e il salario sarà dato. I prezzi in autarchia sono uguali alla quantità di lavoro necessaria per produrre una unità del bene X moltiplicata per il salario da pagare, il prezzo sarà uguale al costo marginale, quindi si avrà un vantaggio (costante se si assume che il salario sia dato) Stessa cosa per il bene Y nel paese A. L’arbitraggio vuole che il salario pagato nei due settori sia uguale. Il prezzo relativo in autarchia è fissato dalla tecnologia mentre in genere è generato dalla domanda e offerta. In questo caso si ha solo l’offerta. Le preferenze sono molto importanti se si vuole determinare le quantità di equilibrio.
Apertura al commercio internazionale
Questo conferma le conclusioni di Ricardo ma è applicato ad un contesto con un continuum di beni invece che due. CASO 2: Progresso tecnologico nel Paese H Il progresso tecnologico fa diminuire Il coefficiente di produzione, a(z), quindi diminuisce la quantità di lavoro necessaria a produrre un’unità di bene. A(z) si sposta a destra, verso l’alto. Aumenta il salario relativo perché aumenta l’offerta di lavoro. L’avanzamento tecnologico beneficia il Paese H ma anche il Paese F che può acquistare da H a prezzi inferiori. CASO 3: Introduzione dei costi di trasporto Per esportare, il prezzo del bene z deve comunque essere inferiore nel Paese H rispetto al Paese F. Analogamente per le importazioni; H importa da F se il bene z ha un prezzo più alto in H di quanto costi produrre un’unità di quello stesso bene in F. Risultati: c’è una quota di beni che ad H non conviene esportare a causa dei costi di trasporto beni non commerciabili. Il contributo di DFS consiste nel fatto che, anche se le preferenze sono le medesime nei due Paesi, la presenza di beni non commerciabili incide sulla ragione di scambio internazionale. Pertanto, una lezione significativa del DFS è che i miglioramenti della produttività in condizioni di concorrenza vengono trasmessi oltre i confini nazionali: non vi è alcun guadagno assoluto per un paese e una corrispondente perdita assoluta per l'altro paese. MODELLO DORNBUSH - FISHER – SAMUELSON (1) Il Modello DFS, in economia, è un tipo particolare di modello ricardiano con un continuum di beni. Esso prende il nome dalle iniziali dei suoi ideatori, Rudi Dornbusch, Stanley Fischer e Paul Samuelson. Ipotizziamo di avere uno stato X, in un mondo in cui si produce un tot di beni utilizzando un solo fattore di produzione, il lavoro. Supponiamo che vi sia perfetta concorrenza e che non vi siano costi di trasporto né barriere protezionistiche. Definiamo:
classico David Ricardo (1772 – 1823) a un numero concettualmente infinito di merci, e il modello integra denaro e pagamenti in quello che essenzialmente era stato un modello di baratto. Dal DFS si può ricavare una maggiore comprensione delle determinanti dei modelli del commercio internazionale. Il modello assume la tradizionale struttura classica di due paesi commerciali e del lavoro come unico fattore di produzione. Supponiamo che i paesi siano A e B. Il paese A esporta qualsiasi bene in cui il salario dei lavoratori di A (WA) moltiplicato per il tempo di lavoro necessario per produrre un'unità del bene (LA) è inferiore al salario dei lavoratori di B ( WB) moltiplicato per il tempo di lavoro necessario per produrre un'unità di quel bene in B (LB); cioè, A esporta qualsiasi bene dove WA · LA < WB · LB. Il Paese A importa merci dove WA · LA > WB · LB. In alternativa, il paese A esporterà merci in cui (WA/WB) < (LB/LA) e importerà merci per le quali (WA/WB) > (LB/LA) e, in DFS, un continuum di merci è specificato in decrescente ordine di (LB/LA). (In questa discussione si assume per semplicità che non vi siano costi di trasporto e che il tasso di cambio sia fissato a un'unità della valuta di A = un'unità della valuta di B.) Quindi, se il rapporto salariale (WA/WB ), un esame dei tempi di lavoro può determinare quali beni nel continuum saranno esportati da A a B e quali da B ad A. Ma cosa determina il rapporto salariale? Come notato sopra, (WA/WB) determinerebbe, se confrontato con i rapporti (LB/LA), il modello commerciale; tuttavia, lo stesso modello commerciale determinerebbe anche (WA/WB). Ad esempio, se il modello commerciale è tale che la maggior parte dei diversi beni vengono esportati da A a B e pochi beni vengono esportati da B ad A , allora, in sostanza, c'è una forte domanda per i beni di A (e quindi per A ' s lavoro) e un surplus commerciale per il paese A. Questa domanda di manodopera di A aumenterà WA rispetto a WB. Con l'aumento di WA, alcune merci precedentemente esportate da A a B [perché (WA/WB) < (LB/LA) per quelle merci] non verrà più esportato ma verrà importato da A perché (WA/WB) è aumentato. Con questa interazione del modello commerciale e dei tassi salariali, viene stabilito un modello commerciale di equilibrio. L'equilibrio avviene con scambi equilibrati (esportazioni = importazioni per ogni paese) e, per il bene limite nel continuum tra le merci esportate da A e quelle esportate da B , (WA/WB) = (LB/LA). Tutte le merci in cui (WA/WB) < (LB/LA) — le merci con rapporti (LB/LA) più elevati — saranno esportazioni di A. Tutte le merci per le quali (WA/WB) > (LB/LA) — le merci con i rapporti inferiori (LB/LA) — saranno B ' s esportazioni. L'articolo originale del DFS ha quindi introdotto i costi di trasporto, le merci non scambiate, il tasso di cambio e altre considerazioni, ma il contributo principale è stato la determinazione simultanea dei tassi salariali relativi e del modello commerciale. Da questa posizione di equilibrio è possibile analizzare l'impatto dei cambiamenti nei vari elementi economici. Ad esempio, supponiamo che tutti i consumatori distolgano i loro gusti relativamente dai beni di A e verso i beni di B. La nuova domanda di beni di B aumenterà il salario in B rispetto al salario in A , un cambiamento che farà sì che alcuni dei beni di esportazione di B diventino beni di esportazione di A. Al nuovo equilibrio, il commercio equilibrato sarà ripristinato, il paese B esporterà meno merci diverse rispetto a prima e B ' i salari di s saranno aumentati rispetto ad A ' s. Consideriamo poi le conseguenze forse sorprendenti di un aumento uniforme della produttività in tutte le industrie del paese A. Con questo aumento di produttività, LA (tempo di lavoro necessario per un'unità di produzione) diminuisce in ciascuna delle industrie di A e ci sarà un numero maggiore di beni diversi esportati da A a B rispetto a prima [perché (LB/LA) sarà ora essere maggiore di (WA/WB) per alcuni beni per i quali (LB/LA) era precedentemente inferiore a (WA/WB)]. Tuttavia, con una maggiore domanda di beni di A , (WA/WB) aumenterà e alcune delle nuove esportazioni da A torneranno ad essere importazioni da B. Nel modello, però, il risultato finale è che, in rete, il numero di beni diversi esportati da A è aumentato e (WA/WB) è aumentato. Il reddito reale è aumentato in A , poiché i suoi salari sono aumentati mentre il costo di produzione dei suoi beni è diminuito. È importante sottolineare che anche il reddito reale nel paese B è aumentato. Anche se il salario di B è diminuito rispetto al salario di A, il reddito assoluto di B è aumentato perché l'aumento della produttività ha fatto importare B da A meno caro. Pertanto, una lezione significativa del DFS è che i miglioramenti della produttività in condizioni di concorrenza vengono trasmessi oltre i confini nazionali: non vi è alcun guadagno assoluto per un paese e una corrispondente perdita assoluta per l'altro paese. EATON E KORTUM È un modello che si può applicare alla realtà. Estensione del modello di Ricardo. Tanti beni e tanti Paesi, non solo 2 come in Ricardo; 1 fattore produttivo; produttività che dipende dal settore e dal Paese; costi di trasporto; prezzo che dipende dal costo di produzione e dal costo di trasporto. Invece che avere tutti i valori della produzione di tutti i settori di tutti i Paesi, assumiamo di conoscere una distribuzione di probabilità; sappiamo con una certa probabilità quale potrà essere la produttività nel settore J all’interno del Paese i. Abbiamo una distribuzione di Frechet dove i due parametri sono: Ti = Produttività media nel Paese i; ci dice la forza dei vantaggi assoluti ed è un parametro specifico del Paese. Θ = Approssima la variabilità delle produttività. Se assume un valore molto alto significa che la produttività all’interno dei vari Paesi sono molto simili e quindi i vantaggi comparati sono meno rilevanti. Θ è anche chiamato “Trade Elasticity”. Questo parametro è uguale per tutti i Paesi. Cruciale per determinare i gains from trade. Si assume quindi che i Paesi abbiano produttività medie diverse ma la stessa distribuzione attorno alla media della produttività. Se i Paesi hanno T diverse, alcuni avranno alta produttività e altri bassa = vantaggio
Iniziamo a vedere gli effetti del commercio internazionale sulla distribuzione del reddito. Fattore mobile: Lavoro, che non può essere pagato diversamente nei due settori, come in Ricardo. Fattori specifici: Possono essere utilizzati solo in un settore (capitale specifico) e sono fissi – capitale e terra. Ipotesi: a) Due settori (agricoltura e manifattura) b) Tre fattori (lavoro, terra e capitale) c) Concorrenza perfetta d) Non ci sono costi di trasporto Più capitale per una stessa quantità di lavoro, aumenta la produttività. In equilibrio il salario pagato è uguale alla produttività marginale e si ha perfetta mobilità del fattore lavoro. Si stabilirà un numero di lavoratori nei due settori tale poi per cui il salario sarà uguale nei due settori. Questo modello si orienta in un mercato di concorrenza perfetta dove non ci sono ostacoli al commercio internazionale. 3 Fattori: lavoro, terra e capitale: I fattori mobili sono quelli che si ricollocano senza costi aggiuntivi (il lavoro: stesso salario - prendo un lavoratore e lo metto dove voglio senza cambiare salario) I fattori specifici sono quelli utilizzati all’interno di un settore produttivo (immobili: terra e capitale entrambi in quantità fissa). Ci sono 2 settori (manifatturiero e agricolo) I lavoratori possono muoversi tra i settori mantenendo lo stesso salario. produzione marginale MPL = salario nominale Questo modello come quello riccardiano, si basa sulla forza dei vantaggi comparati. Non c’è disoccupazione. La funzione di produzione manifatturiera di QM (produz. manifatturiera) = F(L,K medio ) La funzione di produzione agricola QA (produz. agricola) = F(L,K medio ) Se aumento K (capitale) e non L(lavoro) la produttività aumenta. Equilibrio del mercato del lavoro: MPL→ produttiv. Marginale P→ produttività W→ salario Wm = Pm x MPLm Wa= Pa x MPLa L’apertura al commercio internazionale eguaglia i prezzi in equilibrio con la produttività marginale: Pm/Pa= MPLa / MPLm
Vantaggio comparato: il mio prezzo autarchico più basso del prezzo internazionale. Se sono in grado di produrre a prezzo più basso ho vantaggi comparati. Ho un vantaggio comparato su m: Quindi aumento la produttività del bene m (esporto) e diminuisco la produzione del bene a (importo), riallocando i lavoratori da a ad m, poiché il modello non prevede disoccupazione. Se cresce Pm il salario nominale aumenta (non in modo proporzionale) e quindi la produttività si sposta verso l’alto nella curva. La variazione % del salario nominale è minore della variazione del prezzo di equilibrio manifatturiero ma maggiore della variazione del prezzo d’equilibrio agricolo che è = 0. Cosa succede se mi apro al commercio internazionale? Ha un vantaggio comparato chi può produrre a prezzi più bassi grazie a costi di produzione inferiori e vendere al prezzo internazionale che è più alto (prezzo relativo di autarchia < prezzo internazionale). Quindi mi colloco su una curva di indifferenza più alta. Questo fa aumentare la produttività marginale in quel settore (manifattura) e quindi aumenta anche il salario nominale; aumenta anche l’occupazione nella manifattura. Decresce la produzione e l’occupazione nell’altro settore. Effetti dell'aumento del PM I lavoratori sono licenziati nel settore A, ma aumentano i trasferimenti al settore M. Nota: nel modello non c'è disoccupazione; due considerazioni: La disoccupazione di solito dipende dal ciclo economico ed è difficile includere l'analisi del ciclo economico all'interno dei modelli commerciali. I dati mostrano che i lavoratori in cassa integrazione di solito trovano un altro lavoro dopo un periodo di disoccupazione che può variare a seconda della loro età, delle loro competenze e del settore colpito. Conseguenze del modello: Conseguenza 1 (produzione): la produzione di M (il bene di esportazione) aumenta e la produzione di A (il bene di importazione) diminuisce. Il salario nominale aumenta ma meno rispetto allo spostamento in alto della curva di domanda. Conseguenza 2 (retribuzione al fattore mobile): Il potere d'acquisto del salario aumenta rispetto a A (bene di importazione), ma diminuisce rispetto a M (bene di esportazione). L'aumento o la diminuzione del salario reale complessivo dipende dalla composizione del bilancio dei lavoratori. Conseguenza 3 (retribuzione ai fattori specifici): La remunerazione reale aumenta per K (capitale) utilizzato in M (settore export) e diminuisce per T (terra) utilizzato in A (settore import). Aumenta la condizione dei proprietari del fattore specifico utilizzato nel settore di export e il contrario per quella dei proprietari del fattore specifico utilizzato nel settore di import. Dove, quindi, aumenta la produttività, aumenta anche la rendita reale del capitale; il contrario invece per la terra. Complessivamente si sta meglio, ma alcuni ci perdono e altri ci guadagnano. Caratteristiche principali: