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Complex tv - Mittell, Sintesi del corso di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

Riassunto del libro "Complex Tv: Teoria e tecnica dello storytelling delle serie tv" di Mittell.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

In vendita dal 08/03/2021

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COMPLEX TV
JASON MITTEL
Mittel, accademico statunitense, scrive questo libro sulla serialità televisiva e il sistema nella quale si è sviluppata.
Analizza le serie tv complesse e, oltre a occuparsi di elementi centrali per capire il funzionamento di queste, dedica
molto spazio anche al tema della loro ricezione e decodifica da parte dello spettatore.
Nel 2001 sulla televisione americana sono comparse tre serie tv di spionaggio: The Agency, Alias e 24. Il destino di
queste tre serie offre una panoramica su quei cambiamenti dello storytelling televisivo che hanno avuto inizio negli
anni 2000.
INIZI: Le serie tv potrebbe andare avanti all'infinito ma devono pur cominciare da qualche parte. Questo capitolo
analizza in che modo la puntata pilota di una serie ne presenta tutte le caratteristiche.
AUTORIALITA’: la tv oggi ha dato vita a una forma unica di autorialità portando la formazione del ruolo del
cosiddetto “showrunner”. Questo capitolo analizza qui para testi concessi dalla tecnologia, come podcast, contenuti
extra nei dvd, post sui blog, che hanno permesso agli autori di interagire direttamente con gli spettatori.
PERSONAGGI: Questo capitolo affronta il modo in cui i personaggi delle serie tv funzionano in relazione ai vincoli del
mezzo televisivo e alla necessità di un'evoluzione scandita sul lungo termine. Molte serie complesse hanno scelto di
avere per protagonisti degli antieroi.
COMPRENSIONE: Una delle sfide di una narrazione seriale di lunga durata e quella di assicurarsi che lo spettatore
capisca sempre ciò che sta succedendo, a prescindere dalla modalità di visione. Questo capitolo si basa su alcune
teorie cognitive inoltre analizza i diversi modi in cui le serie gestiscono suspense, sorpresa, attesa e curiosità.
VALUTAZIONE: in questo capitolo viene proposto un modello di valutazione contestualizzata.
MELODRAMMA SERIALE: Questo capitolo affronta il ruolo del melodramma nelle narrazioni seriali di oggi. Viene
analizzato in che modo le reazioni emotive suscitate dal melodramma seriale sono serviti a rendere le serie tv
complesse appetibili tanto gli uomini quanto alle donne.
PARATESTI ORIENTATIVI: le abitudini di visione degli spettatori si sono adattate all' era digitale dando vita a nuovi
modi di fruire prodotti televisivi. Vengono esaminati quei paratesti nati per aiutare gli spettatori a comprendere la
temporalità, i personaggi, le trame e la spazialità della tv complessa.
TRANSMEDIA STORYTELLING: come le serie tv hanno sviluppato strategie narrative più complesse, così la
televisione ha allargato il proprio raggio d'azione grazie a un gran numero di nuovi schemi e piattaforme. Questo
capitolo analizza il modo in cui le narrazioni televisive si sono ampliate attraverso estensioni transmediali, come i
videogiochi, i siti internet, i video online.
FINALI: La televisione commerciale americana è caratterizzata da un modello per il quale una serie di successo può
non finire mai, un episodio finale sinonimo di fallimento commerciale.
Il concetto di poetica storica colloca le evoluzioni della forma all'interno dei suoi specifici contesti di produzione,
circolazione e ricezione all'interno dei quali le innovazioni vengono considerate come il risultato di numerose entità
che concorrono a trasformare norme e potenzialità.
La poetica cognitiva serve per comprendere meglio il processo della visione o della lettura, dobbiamo ricorrere a ciò
che sappiamo di cognizione percezione e ipotizzare in che modo gli elementi formali di un testo vengano recepiti
dallo spettatore senza ridurre gli spettatori e loro meccanismi mentali, la psicologia cognitiva può rivelarci diversi
modi in cui immaginiamo che gli spettatori si appassionano ai film o alla televisione.
Poetica orientata al lettore: analizzando le serie TV complesse da 30 m di oggi, si cerca di comprendere il legame
tra le loro strategie narrative e le più diffuse pratiche di ricezione di questi programmi.
Definizione base di storytelling seriale televisivo: un programma televisivo seriale crea un mondo narrativo
duraturo popolato da un gruppo coerente di personaggi che vivono una catena di eventi in un certo arco di tempo.
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COMPLEX TV

JASON MITTEL

Mittel, accademico statunitense, scrive questo libro sulla serialità televisiva e il sistema nella quale si è sviluppata. Analizza le serie tv complesse e, oltre a occuparsi di elementi centrali per capire il funzionamento di queste, dedica molto spazio anche al tema della loro ricezione e decodifica da parte dello spettatore. Nel 2001 sulla televisione americana sono comparse tre serie tv di spionaggio: The Agency, Alias e 24. Il destino di queste tre serie offre una panoramica su quei cambiamenti dello storytelling televisivo che hanno avuto inizio negli anni 2000. INIZI: Le serie tv potrebbe andare avanti all'infinito ma devono pur cominciare da qualche parte. Questo capitolo analizza in che modo la puntata pilota di una serie ne presenta tutte le caratteristiche. AUTORIALITA’: la tv oggi ha dato vita a una forma unica di autorialità portando la formazione del ruolo del cosiddetto “showrunner”. Questo capitolo analizza qui para testi concessi dalla tecnologia, come podcast, contenuti extra nei dvd, post sui blog, che hanno permesso agli autori di interagire direttamente con gli spettatori. PERSONAGGI: Questo capitolo affronta il modo in cui i personaggi delle serie tv funzionano in relazione ai vincoli del mezzo televisivo e alla necessità di un'evoluzione scandita sul lungo termine. Molte serie complesse hanno scelto di avere per protagonisti degli antieroi. COMPRENSIONE: Una delle sfide di una narrazione seriale di lunga durata e quella di assicurarsi che lo spettatore capisca sempre ciò che sta succedendo, a prescindere dalla modalità di visione. Questo capitolo si basa su alcune teorie cognitive inoltre analizza i diversi modi in cui le serie gestiscono suspense, sorpresa, attesa e curiosità. VALUTAZIONE: in questo capitolo viene proposto un modello di valutazione contestualizzata. MELODRAMMA SERIALE: Questo capitolo affronta il ruolo del melodramma nelle narrazioni seriali di oggi. Viene analizzato in che modo le reazioni emotive suscitate dal melodramma seriale sono serviti a rendere le serie tv complesse appetibili tanto gli uomini quanto alle donne. PARATESTI ORIENTATIVI: le abitudini di visione degli spettatori si sono adattate all' era digitale dando vita a nuovi modi di fruire prodotti televisivi. Vengono esaminati quei paratesti nati per aiutare gli spettatori a comprendere la temporalità, i personaggi, le trame e la spazialità della tv complessa. TRANSMEDIA STORYTELLING: come le serie tv hanno sviluppato strategie narrative più complesse, così la televisione ha allargato il proprio raggio d'azione grazie a un gran numero di nuovi schemi e piattaforme. Questo capitolo analizza il modo in cui le narrazioni televisive si sono ampliate attraverso estensioni transmediali, come i videogiochi, i siti internet, i video online. FINALI: La televisione commerciale americana è caratterizzata da un modello per il quale una serie di successo può non finire mai, un episodio finale sinonimo di fallimento commerciale. Il concetto di poetica storica colloca le evoluzioni della forma all'interno dei suoi specifici contesti di produzione, circolazione e ricezione all'interno dei quali le innovazioni vengono considerate come il risultato di numerose entità che concorrono a trasformare norme e potenzialità. La poetica cognitiva serve per comprendere meglio il processo della visione o della lettura, dobbiamo ricorrere a ciò che sappiamo di cognizione percezione e ipotizzare in che modo gli elementi formali di un testo vengano recepiti dallo spettatore senza ridurre gli spettatori e loro meccanismi mentali, la psicologia cognitiva può rivelarci diversi modi in cui immaginiamo che gli spettatori si appassionano ai film o alla televisione. Poetica orientata al lettore: analizzando le serie TV complesse da 30 m di oggi, si cerca di comprendere il legame tra le loro strategie narrative e le più diffuse pratiche di ricezione di questi programmi. Definizione base di storytelling seriale televisivo : un programma televisivo seriale crea un mondo narrativo duraturo popolato da un gruppo coerente di personaggi che vivono una catena di eventi in un certo arco di tempo.

La complessità e il suo contesto Nell’ultimo ventennio si è sviluppato un nuovo modello di racconto, un modello che Mittel chiama “complessità narrativa”. Bisogna considerare la complessità narrativa come un modello narrativo a sé stante. Un modello narrativo è un insieme storicamente identificato di regole per la costruzione e comprensione di una narrazione. La poetica delle serie tv complesse La complessità narrativa ridefinisce le forme a episodi in accordo a una narrazione seriale, cioè continuativa e cumulativa, che ci porta avanti nella storia e ogni episodio non è a sé stante. I prototipi della televisione complessa sono apparsi negli anni ’90. I quattro elementi costitutivi principali di una narrazione seriale sono il mondo narrativo, i personaggi, gli eventi e la temporalità. Scomponendo la serialità in questi quattro elementi si nota subito come anche le serie più episodiche siano comunque serializzate in qualche modo. Una delle difficoltà della tv seriale è riuscire a comunicare agli spettatori le proprie norme intrinseche affinché lo spettatore capisca quale livello di continuità debba aspettarsi dalla serie. Esistono diversi tipi di eventi narrativi: gli eventi maggiori, detti nuclei , sono imprescindibili per il funzionamento della catena di eventi di una trama; gli eventi minori, detti satelliti, possono essere omessi senza inficiare la comprensione della storia anche se contribuiscono al ritmo. Il tempo è un elemento essenziale di qualsiasi racconto tre tipologie di flusso temporale esistono nello storytelling: il tempo della storia (storytime) è il modo in cui il tempo trascorre all'interno del mondo narrativo. Il secondo è il tempo del discorso (discourse time) è invece la struttura temporale scelta per raccontare la storia e di solito differisce dal tempo della storia. Il terzo è il tempo del racconto (narration time) che è il tempo materialmente necessario raccontare e a fruire la storia. In letteratura il tempo del racconto è molto variabile. Parlando di cinema e televisione è meglio parlare di tempo dello schermo (screen time) che di tempo del racconto. Il compito più importante del tempo dello schermo, nella ricerca di un equilibrio tra la forma a episodi e il serial, è quello di creare delle sequenze di apertura e chiusura di ogni episodio che delimitano sia la puntata in quanto porzione di un racconto più ampio sia l'intervallo tra gli episodi. Contesti e vincoli della complessità Negli anni ’90, alcuni cambiamenti fondamentali riguardanti l'industria dei media, la tecnologia e comportamenti del pubblico coincidono cronologicamente con la diffusione della complessità narrativa. Un fattore che ha influenzato la diffusione della complessità narrativa in televisione è stato la grande legittimazione del mezzo e il conseguente aumento di attrattività dei suoi autori. La maggior parte delle serie tv di successo non ha in sé quell’elemento che è stato a lungo considerato fondamentale per una storia ben raccontata: un finale. A differenza di quasi ogni altro medium narrativo, la televisione commerciale americana si basa su quello che possiamo definire un modello infinito di racconto. In questa era è nata anche la critica televisiva online, sia all'interno di forum, sia in siti commerciali. Gli autori partecipano e usano i forum per verificare la comprensione e la soddisfazione legate alla loro serie. Elemento importante di novità è stata la diffusione dei cofanetti che raccolgono le serie tv in dvd, che hanno consentito una modalità di visione che ha rivoluzionato il ruolo compatto dalle serie tv nello scenario culturale. Infatti, con un cofanetto dvd, una serie di tv diventa un oggetto tangibile che può essere acquistato e collezionato. La proliferazione dei canali ha permesso la trasmissione regolare delle repliche, grazie alla quale lo spettatore può facilmente rimettersi al pari con una serie. Tecnologie come i videoregistratori digitali e lo streaming online permettono agli spettatori di decidere quando guardare un programma o un episodio. L’estetica funzionale e lo storytelling spettacolare. Una delle reazioni più interessanti degli autori a queste innovazioni è stata la creazione di uno storytelling più autoreferenziale di quello che caratterizza la tv tradizionale. L'estetica funzionale delle serie tv complesse raggiunge il suo apice nei momenti spettacolari, gli effetti speciali. La televisione complessa propone una nuova modalità di spettacolo, l'effetto speciale narrativo, quando una serie tv fa del suo meglio per confondere e stupire lo spettatore e che infrange le convenzioni televisive. Quindi, la tv complessa invoglia gli spettatori a una nuova modalità di coinvolgimento, invitandoli a interessarsi attivamente anche alla forma.

L'autorialità come prodotto della funzione seriale Durante il processo di ricezione l'autorialità è forse persino più vivida perché è allora che la retorica dell'autore entra in azione influenzando interpretazione giudizio e coinvolgimento degli spettatori appellandosi a una teoria sviluppata per la letteratura concetto di autore implicito. La costruzione dell'autore non è già innescata nell'opera poiché l'autorialità esiste soltanto nel momento della ricezione quando si innesca il discorso sul ruolo dell'autore. Per identificare questo fenomeno con una denominazione particolare che ci permette di distinguere l'autorialità televisiva da quella autorialità implicita sviluppata per la letteratura utilizziamo il termine autore desunto. La funzione dell'autore desunto è la produzione da parte degli spettatori di un autorialità responsabile della narrazione del testo basata sugli elementi del testo e sui discorsi intorno adesso. La forma seriale è identificata proprio dagli intervalli tra le porzioni di testo nel quale gli spettatori sono costretti a prendere una pausa dalla narrazione interrompendo così la propria immersione E durante questi intervalli che la funzione dell'autore desunto diventa più evidente sia attraverso il discorso sull'autorità sia attraverso le ipotesi su ciò cui quegli stessi autori stanno lavorando in quel momento. Sempre in riferimento a Breaking Bad la presenza di una voce dello showrunner nei paratesti invoglia gli spettatori a dare un volto a questa intenzionalità collegandola a una proiezione ipotetica della persona di gilligan che nell'immaginario dei fan incarna l'intero staff. Un piccolo concetto che però è rilevante possiamo suddividere i fan in due tipologie di fandom cioè il fandom creativi e i fandom trasformativi. Solitamente i fandom trasformativi che sono quelli che runner un ruolo di divinità Anzi ne contesta non lavoro risultano per la maggior parte delle volte donne mentre sono quelli che appunto innalzano la figura di showrunner era divinità sono invece per la maggior parte delle volte uomini. Proprio come succede con la religione questa autore onnipotente è conosciuto soltanto attraverso discorsi testi e paratesti e si lascia intravedere quando sembra essere in atto qualcosa di più grande del semplice scorrere della vita di personaggi e lo spettatore spera che gli eventi visti sullo schermo non siano una sequenza casuale ma facciano parte di un piano più ampio e risulta ovvio che alcuni spettatori abbiano necessariamente bisogno di questa figura in quanto quando la serie risulta complessa nella comprensione e risulta mediata loro possono affidarsi completamente a questa figura che conosce interamente il mondo narrativo ovvero la figura dello showrunner. Per concludere, la funzione dell'autore desunto costituisce un modello per l'uso pragmatico di un creatore immaginato e onnipotente che guidi la nostra comprensione della narrazione a prescindere delle caotiche realtà collaborative nelle quali le nostre storie realizzate serializzate prendono vita.

3. PERSONAGGI Quasi tutti gli sceneggiatori televisivi affermati identificano nei personaggi il fulcro del loro processo creativo è l'unità di misura è successo: se riesci a creare personaggi convincenti, è probabile che un'ambientazione delle sottotrame coinvolgenti verranno fuori da sé. I personaggi sono generati dalle testo ma prendono vita soltanto quando leggiamo guardiamo la storia di cui sono protagonisti e vanno intesi come rielaborazioni di persone vere e non semplicemente come immagini e suoni sono schermo. Creazione, vincoli e concezioni dei personaggi I personaggi televisivi nascono dalla collaborazione tra attori che li impersonano e i producer che ne decidono azione dialoghi. Siccome si instaura un rapporto tra i personaggi e gli spettatori fare operazioni di re-casting potrebbe risultare pericoloso per quanto riguarda una serie televisiva in quanto si perde il rapporto che si è instaurato con l'attore precedente. L'industria ha attribuito agli attori un ruolo di pubblicità che permettono di sponsorizzare la serie. Il riconoscimento all'interno di una serie TV è molto importante perché gli spettatori possono tramite questo riconoscimento distinguere i diversi ruoli all'interno della serie e suddividere i personaggi in modo fluido e significativo in protagonisti, comprimari, camei e comparse. Per interazioni parasociali si intende la coerenza di dei personaggi televisivi, la necessità commerciale dal momento

che uno dei motivi principali che spingono gli spettatori a seguire un programma è l'instaurarsi di un rapporto, come detto prima, a lungo termine con i suoi personaggi. Il riconoscimento degli spettatori nei confronti dei personaggi può essere di tre tipi: il riconoscimento, l'allineamento e l'attaccamento. L'allineamento è costituito da due elementi principali: l'affiancamento in cui seguiamo le esperienze di alcuni specifici personaggi e l'accesso stati d'animo, ragionamenti ed etica personale. L'allineamento consiste nel trascorrere del tempo con i personaggi cui si è affezionati e nell'accedere a loro stati d'animo, nelle serie tv ci comunicano gli stati d'animo attraverso l'accumularsi di segnali esteriori che possano vedere o sentire dialoghi e qualsiasi tipo di segnale sottolineato dalla narrazione. Tutti questi segnali fanno parte del processo cognitivo divisione. Da parte degli spettatori passare tempo con i personaggi permette di creare questa sorta di lettura della mente dove lo spettatore crea questo gioco nei confronti del personaggio e vuole capire meglio come il personaggio ragiona al suo interno questo processo di lettura della mente avviene soprattutto durante le pause tra episodi. I personaggi seriali e la loro possibilità di cambiare Gli spettatori delle serie TV si appassionano un sistema duraturo e dinamico che non ha un testo fisso il film. Identifichiamo i personaggi non soltanto in quanto parte di un gruppo definito ma anche di episodio in episodio, tra intervalli di varia durata, in termini sia del tempo dello schermo che di tempo del racconto. Anche se sembra che i personaggi si evolvano durante lo sviluppo di una serie televisiva. Molte volte i personaggi sono più stabili e coerenti di quanto si pensi infatti il mutamento che noi vediamo nei personaggi in realtà è provocato dal mutamento che abbiamo noi nei loro confronti in base alle azioni che fanno. Questo concetto si collega perfettamente all'attaccamento che è derivato dalla valutazione morale dei personaggi con cui siamo allineati perché è in base alle empatia nei loro confronti che decidiamo di appassionarci alle loro storie. Molte volte la modifica che noi abbiamo del rapporto con il personaggio è dato da come questo personaggio interagisce con gli altri personaggi all'interno della serie. Un modello comune del cambiamento di un personaggio è la crescita del personaggio che richiama un processo di maturazione al quale il personaggio è sempre più realizzato e completo. Un altro modello è l'educazione del personaggio per cui un personaggio già adulto impara una lezione importante e alla fine della serie è diventato una persona nuova, solitamente questo tipo di educazione lascia immutati sia la modalità del personaggio sia il nostro attaccamento nei suoi confronti. Un altro tipo di cambiamento del personaggio è la revisione del personaggio che si ha quando un personaggio subisce un cambiamento improvviso spesso legato a una situazione soprannaturale o fantastica che genera trasformazioni fisiche o cloni e noi spettatori conserviamo il ricordo degli eventi e dei rapporti precedenti al mutamento. Come ultimo modello abbiamo la trasformazione del personaggio ovvero quando un adulto affronta un graduale mutamento della moralità del carattere e dell'idea di sé stesso che si manifesta con un cambio del comportamento e ha ripercussioni a lungo termine. Il bisogno di personaggi stabili e coerenti è una delle spinte principali del racconto seriale perché lo spettatore ha il desiderio di instaurare un’interazione parasociale con loro e potrebbe rimanere deluso se questi cambiamenti li cambiassero in un modo che ne compromette il fascino iniziale. Non a caso azione personaggio rimane un espediente sporadico nella maggior parte dei programmi ma guardando da vicino il modo in cui viene rappresentata si può evincere che è una delle più innovative possibilità della TV complessa un esempio è il processo di trasformazione del personaggio di Walter White in Breaking Bad. Antieroi La trasformazione, come già vista in precedenza, spesso porta appunto a creare questi personaggi, che piacciono molto, ovvero: gli antieroi. L'attrattiva degli antieroi non solo cavalca la spregevolezza ma in parte deriva dalla sua fascinazione che la stessa pregevolezza suscita negli spettatori ossia le azioni immorali di questi personaggi che intrigano gli spettatori o generano in loro “l'innata fascinazione che proviamo a immaginare esperienze che non abbiamo l'opportunità ho il coraggio di fare nella vita reale”. Questa fascinazione è anche data dalla cosiddetta intelligenza machiavellica cioè questa intelligenza nel muoversi e

informazioni a uno spettatore tramite la modalità metanarrativa che al contempo conferisce allo storytelling una specifica personalità. Un'altra tecnica per riportare certi eventi della serie all'interno della memoria di lavoro dello spettatore possono essere i flashback. Un altro esempio possono essere i cosiddetti Replay utilizzati soprattutto nelle sitcom. Processo per aiutare la comprensione e per far tornare determinati eventi all'interno della memoria dello spettatore è il cosiddetto recap di inizio episodio. Un altro esempio per ravvivare la memoria possono essere i credits. Il ricordo sorpresa è un punto in cui si viene sorpresi da un'informazione che avevamo già ma che non era attiva nella nostra memoria di lavoro. Il consumo dei testi televisivi va al di là della sola visione e per questo motivo l'industria ha concepito tutta una serie di strumenti extratestuali per aiutare lo spettatore a gestire i propri ricordi. Più comunemente le serie TV rincorrono ai paratesti per rinfrescare la memoria e per orientare i nuovi spettatori. Altri esempi possono essere i recap creati anche dai fan che fungono da riassunti degli episodi. Questa abbondanza di tecniche evidenzia l'importanza del processo di memorizzazione in quell’atto apparentemente immediato che è la comprensione di un racconto. Oltre alla fatica di gestire narrazioni che si dipanano nel corso degli anni gli autori devono anche assicurarsi che gli spettatori seguono la trama senza confondersi, ma nemmeno annoiandosi con spiegazioni ridondanti. L'attività dello spettatore seriale Le diverse condizioni di visione possono influenzare l’investimento emotivo dello spettatore nei confronti dei personaggi. Guardare una serie TV con una conoscenza parziale degli antefatti po' quindi suscitare negli spettatori domande ipotesi non previste dagli autori, ampliando così la gamma dei potenziali risvolti narrativi in relazione alle diverse condizioni divisione.

5. VALUTAZIONE Il giudizio di valore è un atto di persuasione piuttosto che una dimostrazione anche più di altri tipi di analisi il giudizio è un invito al dialogo, considerato che discutere delle opere culturali è uno dei modi più piacevoli di interessarci ad esso ed alimentare il rispetto per le opinioni e le intuizioni altrui. Una serie deve fornire un quadro normativo attraverso cui lo spettatore capisca come accogliere lo storytelling e lo stile il testo deve parlare ai suoi spettatori e guidarli spiegando loro come devono guardarlo. Complesse lavorano su più livelli proponendo a diverse tipologie di spettatori sia un divertimento superficiale se rimandi più profondi. Le qualità della complessità La qualità della complessità e i tentativi di definire la TV di qualità solitamente partono da alcune somiglianze sottintese definendo la qualità in contrapposizione al suo ipotetico posto e usandola in pratica per stabilire che alcune serie sono meglio di altre. Più che in base alla condivisione di elementi formali e tematici i programmi di qualità vengono accumulati in virtù di presunti indicatori di prestigio come contenuti seri, stile cinematografico e innovazioni che rispecchiano quegli spettatori dal gusto anti-televisivo per i quali questi programmi costituiscono un'eccezione, e che dicono <<questo è l'unico programma che guardo>>. Definizione di Robert Thomson riguardo la televisione di qualità:” il modo migliore per definire la TELEVISIONE di qualità e STABILIRE ciò che non lo è. E non è TELEVISIONE normale.” Quando gli studiosi americani si spingono a parlare di valutazione si rifanno di solito quella tradizione degli studi culturali che inserisce le questioni di gusto ed estetica tra quelle costruzioni sociali che alimentano le dinamiche e le gerarchie del potere. Per valutazione si intende capire qual è il valore intrinseco al testo che va scoperto dal critico così come un esperto stabilisce il prezzo di un oggetto d'antiquariato, si basa di norma su una lettura attenta secondo la quale il valore è intrinseco al testo e aspetta che sia Il critico a svelarne la verità. Mentre il giudizio è l’analisi di criteri estetici, caratteristiche testuali e circolazione culturale, questo giudizio riguarda il processo culturale della fruizione attraverso cui vengono generati il significato e il valore. TV complessa non è sinonimo di TV di qualità però possiamo considerare la complessità come un canone di valore, un obiettivo a sé stante di molte serie di oggi, e ciò implica che l'utente dell'opera

complessa dovrebbe fruirla interamente e attentamente e che questo coinvolgimento dovrebbe offrirgli un'esperienza diversa da una meno attenta o parziale. La complessità non è necessariamente un indicatore di valore, ad esempio, una narrazione complessa che sacrifica la coerenza non è all'altezza di nessuna analisi valoriale. Il realismo televisivo non mira a una rappresentazione corretta del mondo reale quanto a creare un mondo finzionale che restituisca l'illusione della verosimiglianza ma viene considerato realista quando sembra spontaneo, anche se nessun prodotto mediale si può avvicinare a una rappresentazione verosimile spontanea della complessità del mondo. Per complessità centrifuga si intende una narrazione che tende ad ampliarsi verso l'esterno facendo muovere i personaggi in un mondo narrativo in continua espansione. In una serie TV centrifuga non c'è solo un fulcro narrativo ma ci viene raccontato ciò che succede tra i personaggi e le istituzioni man mano che si allargano il orizzonti di azione. La sua varietà risiede nella complessa rete di interconnessioni instaurata dal sistema sociale piuttosto che nella profonda psicologia di ogni personaggio o del suo ruolo nella storia. Solitamente in una narrazione del genere le logiche del sistema hanno la meglio sulle azioni o motivazioni dei personaggi. Invece per complessità centripeta si intende quella nella quale i personaggi sono spinti verso un centro gravitazionale interno man mano che vengono approfonditi gli antefatti e le psicologie che generano l'azione, ad esempio in Breaking Bad quasi tutti gli eventi sono innescati dalle decisioni di Walt piuttosto che dal sistema sociale o dalle circostanze. In una narrazione del genere si ha sempre l'impressione che degli eventi che hanno riguardato i nostri personaggi nel passato possano comunque tornare e avere un impatto sul destino dei personaggi. Questa forza centripeta crea un mondo narrativo complesso che non estingue i misfatti passati dai suoi protagonisti chi si rifiuta di fargli passare liscia e quelle trasgressioni, o in termini di conseguenze pratiche o a livello psicologico. Non esiste un'essenza universale della complessità cui tutta la televisione debba aspirare ma, al contrario, la complessità può essere ricreata da ogni testo mediante uno specifico set di parametri e obiettivi estetici. Attraverso l'analisi della complessità centrifuga e della densa complessità centripeta possiamo capire in che modo le serie creano il proprio mondo narrativo e i suoi personaggi nonché come fanno a predisporre le nostre aspettative.

6. MELODRAMMA SERIALE La televisione complessa è una modalità di narrazione connessa a un certo tipo di produzione di ricezione che abbraccia una vasta gamma di programmi e attraversa moltissimi generi. La TV complessa dà luogo a una notevole commistione tra i generi facendo si, che le regole e gli assunti di ogni categoria si intrecciano, si fondano e si rigenerino. Il melodramma è più una modalità che un genere : si tratta infatti di un approccio all'emotività allo storytelling e alla moralità che attraversa parecchi generi e parecchie forme mediali. Le soap opera e le questioni di genere Per <> sottintende un insieme di trame cumulative e dal finale aperto. Per <> si intende: mondi narrativi e personaggi tipici delle strisce a fumetti e delle Comedy radiofoniche ma non necessariamente collegati a delle trame cumulative. Per storytelling paradigmatico si intende il piacere di guardare il ripercuotersi di un dato evento all'interno della comunità dei suoi personaggi piuttosto che lo sviluppo della trama. La ridondanza narrativa delle soap opera dipende dall' espediente della ripetizione diegetica che da un lato aiuta gli spettatori a ricordare e dall'altro rende piacevole osservare in che modo reagiscono i personaggi al racconto di eventi passati. Un episodio di una soap opera vede alternarsi nell'arco di un'ora dalle quattro alle sei sottotrame selezionate tra le decine di opzioni attive in quel dato momento. La scena finale di ogni sottotrama si chiude di solito con un finale sospeso carico di suspense che innescherà a sua volta una ripetizione all'interno dell'episodio che riprenderà questa sottotrama. Le soap opera abbracciano quindi la ridondanza e i tempi lunghi ma, piuttosto che considerare e gestire la

attraverso timeline grafiche o elenchi testuali. Una delle pratiche orientative è il riepilogo ossia il riassunto del materiale narrativo in modo chiaro e lineare, ad esempio, che è uno strumento di orientamento comune come le sequenze all'inizio delle puntate dove viene detto ciò che è accaduto nelle puntate precedenti. Un'altra pratica ricorre all'analisi esaminando il materiale narrativo attraverso una rappresentazione spesso grafica o video che amplia il lavoro già fatto dal riepilogo. Anche se molti dei paratesti creati dai fan reinterpretano i personaggi, come fanno le fanfiction O i remix video, nella maggior parte dei casi essi non sono orientativi poiché tendono più a espandere i mondi narrativi verso altre possibilità che ad approfondirli, o quantomeno mirano a spiegazioni e analisi più emotive. Spazi per partecipativi le pagine Wiki gestite dai fan Così come l'architettura narrativa di Lost si è spinta molto più in là delle innovazioni di Twin Peaks in termini di complessità anche il disco cifrante di oggi si è evoluto per permettere al fandom investigativo di essere più esaustivo, veloce, partecipativo e multimediale. Le regole riguardanti l'ufficialità sono oggi molto più chiare e dividono i contenuti su tre livelli: ufficiale, semi- ufficiale e non ufficiale, lasciando l'ultima parola agli autori della serie che siano sceneggiatori o anche producer. Ad esempio, sia per i producer di Lost così come per i fan il sito LOSTPEDIA è soprattutto un archivio di informazioni neutrali, implementato e il reso meno affidabile da un certo numero di speculazioni e teorie arbitrarie. Orientamento e penetrabilità il fandom investigativo Parlare metaforicamente di <<penetrabilità>> farebbe pensare che gli spettatori scavino per scoprire qualcosa che si trova già lì sotterrato, ma molto spesso, il fandom investigativo si dedica ad analisi che propongono uno sguardo alternativo alla serie che non tenga conto delle intenzioni degli ideatori, questo tipo di paratesti penetra nella serie per ampliare il terreno dell'esperienza narrativa senza che il risultato finale aiuti lo spettatore a orientarsi. I media spalmabili incoraggiano una diffusione orizzontale che non va di pari passo con un coinvolgimento a lungo termine. I media solitamente interessano un numero molto ridotto di persone ma chiedendogli più tempo ed energie nel processo di approfondimento verticale della loro complessità. Riconoscere le potenzialità specifiche delle serie complesse non significa sostenere che siano migliori di quelle convenzionali ma sottolineare in che modo abbiano ampliato il ventaglio delle modalità di coinvolgimento e alimentato quel tipo di fandom investigativo che sembra essere un elemento fondamentale della televisione contemporanea.

8. TRANSMEDIA STORYTELLING Nel XXI secolo sono emerse estensioni narrative innovative che vanno sotto il nome di transmedia storytelling una pratica che espande sensibilmente la portata di una serie televisiva in una gamma di altri media, dai libri ai blog, dai videogiochi ai puzzle. In un palinsesto sempre più intasato sperimentare strategie transmediali nuove è un modo per farsi notare e per finalizzare gli spettatori. Ci sono dei paratesti che fungono da espansioni continuative della narrazione dei quali. I paratesti orientativi sono quelli che aiutano gli spettatori a comprendere una narrazione. Il transmedia storytelling è un processo in cui gli elementi essenziali di una fiction sono sistematicamente disseminati su diversi canali con l'obiettivo di creare un'esperienza di intrattenimento unificata e coordinata idealmente ogni medium da il proprio personale contributo allo svolgimento della storia. Transmedialità sbilanciata presenta un testo base chiaramente identificabile è una serie di estensioni trasmetta le periferiche più o meno integrate nella narrazione. In molti nell'industria televisiva pensano e considerano la transmedialità come un modo per mantenere viva l'attenzione degli spettatori durante questi intervalli periodici. Precedenti di televisione transmediale Nella TV complessa personaggi e ambientazioni sono trattati in modo cumulativo e coerente all'universo narrativo in cui tutto ciò che succede e ogni personaggio che vediamo fanno parte di un mondo narrativo persistente. Uno dei primi esempi di libro canonicamente integrato risale alla serie Twin Peaks si tratta della pubblicazione del

diario segreto di Laura Palmer nel 1990 tra la prima e la seconda stagione, questo è un esempio di estensione diegetica ovvero un oggetto appartenente al mondo narrativo che viene immesso nel mondo reale. I giocatori esplorano rappresentazioni virtuali dei mondi creati nelle serie TV ampliando così la propria esperienza narrativa e prendendo parte all'universo funzionale. I vincoli dell'industria e le norme del consumo televisivo richiedono che le estensioni transmediali di un franchise seriale premino coloro che le consumano senza penalizzare quelli che non lo fanno. Lost nella televisione trash mediale Quando la narrazione viene estesa verso l'esterno come location e ambientazioni con una prospettiva che potremmo definire storytelling centrifugo. A prescindere da quanto piacevoli fossero questi giochi per i fan adesso non erano in grado, spesso non erano in grado di soddisfare la regola chiave aggiungere elementi al racconto del franchise senza togliere nulla all'esperienza televisiva principale. <> è la transmedialità incentrata sui personaggi Se Lost utilizzava la transmedialità per espandere il proprio Universo narrativo verso l'esterno Breaking Bad crea invece un tipo di transmedialità che si Ripiega su se stessa attraversando uno storytelling centripeto. <> and <> due modelli di transmedialità La transmedialità <> cerca di estendere la narrazione in modo canonico spiegando nell'universo narrativo con precisione e coerenza e facendosi che gli spettatori lo comprendano e apprezzino più a fondo. La concezione di transmedialità <> pone eventualità ipotetiche piuttosto che certezze canoniche invitando gli spettatori a immaginare storie alternative senza preoccuparsi della loro potenziale canonicità. L'obiettivo la transmedialità <> è quello di sganciarsi dal testo principale è di proiettarsi in dimensioni parallele mettendo in primo piano il tono, il mood, i personaggi e lo stile più che la continuità con la trama e il mondo narrativo canonico.

9. FINALI Il rischio di una sospensione prematura può disincentivare gli spettatori dal provare a vedere una nuova serie per il timore che essa venga cancellata prima di qualsiasi spiegazione o sviluppo narrativo sufficiente. Un tipo di chiusura è il wrap up e avviene quando la fine di una serie non è stata del tutto arbitraria ma nemmeno del tutto programmata. Di solito wrap up si verificano alla fine di una stagione quando si è giunti a un naturale momento di pausa ma non ci sono i presupposti per cominciare una nuova stagione. Meno comune è la conclusione che avviene quando i producer riescono a realizzare un episodio finale sapendo per certo che la serie chiuderà. Per cessazione si intende una sospensione che non stabilisce che si tratti della fine della serie. Il contrario di una cessazione è una rinascita che si ha quando una serie già conclusa torna in televisione o anche su un altro Medium. Il finale è una conclusione con un <<party d'addio>>. Prepararsi alla fine la metanarrazione delle stagioni conclusive di The Wire e Lost. Le strategie narrative utilizzano utilizzate da entrambe le serie per arrivare alla conclusione hanno diversi punti in comune e identificano un procedimento chiave è ricorrente per concludere una serie TV: un'involuzione della direzione della metafiction. Sigmatico ossia fare avanzare la trama mentre paradigmatico significa che innesca relazioni ed emozioni dei personaggi.