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Compositori Fiamminghi, Appunti di Musica

compositori fiamminghi, libro di storia della musica occidentale

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 27/10/2017

Leo.Di
Leo.Di 🇮🇹

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I COMPOSITORI FIAMMINGHI
Tra la fine del 300 e l’inizio del 400 le due ars (italiana e francese) andarono ad assimilarsi. I compositori
iniziavano a spostarsi fra le varie corti europee per arricchire il proprio bagaglio culturale e tecnico. Uno di
questi fu Filippotto da Caserta, un compositore campano attivo in varie corti ed è uno dei maggiori esponenti
dell’ “ars subtilior” (il nuovo stile che coniugava elementi italiani e francesi ottenendo risultati di estrema
complessità e raffinatezza). Si assisteva, in un certo senso, ad una francesizzazione della polifonia prodotta
in Italia. In seguito, nel 400, i musicisti italiani si ritirarono di nuovo nel mondo della tradizione orale
abbandonando il campo della polifonia e le corti di tutta l’Europa cominciarono a richiedere musicisti
provenienti dalle Fiandre (zona che comprende Belgio, Olanda, Lussemburgo e una parte del territorio
francese), ovvero i cosiddetti “fiamminghi” che diedero un grande contributo alla produzione musicale del
400 e del 500. I fiamminghi vengono suddivisi in sei generazioni e tra le più importanti vi erano la prima
(che riguardava Guillaume Dufay) e la terza (che riguardava Josquin Desprez).
GUILLAUME DUFAY: scrisse per lungo tempo in Italia (Rimini, Pesaro, Bologna, Ferrara) e nel 1439 si
trasferì nella città di Cambrai, dove prestò servizio fino alla morte, sia pur con ulteriori parentesi lavorative
italiane.
JOSQUIN DESPREZ: ripercosse strade molto simili a quelle di Dufay frequentando le corti più importanti
della penisola. Dopo un breve periodo trascorso in Francia, i suoi contatti con la corte ferrarese (ricordiamo
che aveva scritto una missa in cui le note del tenor re ut re ut re fa mi re suggeriscono le vocali della dedica
al duca Ercole I: Hercules Dux Ferrariae) gli permisero di essere nominato maestro di cappella a Ferrara.
Altri nomi di compositori fiamminghi importanti sono: Cipriano de Rore (O sonno), Philippe Verdelot
(Divini occhi sereni, Fuggi fuggi cor mio), Johannes Ockenghem (considerato il principe della musica e
maestro di Desprez).
Accanto a molte chanson profane, i fiamminghi produssero una gran quantità di musica sacra dato che essi
occupavano spesso il ruolo di maestri di cappella.
Se la face ay pale (missa e chanson), Nuper rosarum flores
Missa Hercules dux ferrariae, l’homme armè
L’ HOMME ARME’: Josquin Desprez viene considerato per la musica come Michelangelo per l’arte. L
homme armè è una canzone attribuita a Robert Norton, ma Josquin Desprez la usò come “cantus firmus”, per
la sua messa “L’homme armè”. Ricordiamo dunque che per cantus firmus di una messa o di un mottetto si
intende, appunto, la melodia preesistente a tale composizione o alla quale i compositori costruiscono la trama
polifonica (un altro esempio che possiamo fare è quello della missa “Se la face ay pale” di Dufay, il cui
cantus firmus è la melodia di una chanson anonima. La melodia dell’homme armè preesistente è affidata al
tenor. Ad essa il compositore ha aggiunto le altre tre voci che sono di libera invenzione. Una messa costruita
con questo tipo di tecnica si dice “messa su cantus firmus”. Nel Kyrie la melodia inizia sul do, nel Floria sul
re e così via (quindi la melodia si trasporta di un tono). Quindi in questa messa il cantus firmus inizia ogni
volta da una delle sei note che compongono l’esacordo naturale. Si può dunque sintetizzare la messa così:
(KYRIE – DO ) ( FLORIA – RE ) (CREDO – MI ) (SANCTUS – FA) (AGNUS I E II – SOL)
(AGNUS III – LA)
Di norma il cantus firmus nelle diverse sezioni della messa non è trasportato, per questo è molto particolare
quella di Desprez. Molti vedono questa messa di Desprez come un omaggio a Ockenghem. Infatti il segno
numerico di Ockenghem è il numero 64 che, non a caso, è anche il numero delle note presenti nel cantus
firmus della missa “l’homme armè”. Una cosa particolare del kyrie è un canone che viene seguito tra tra il
superius (la voce superiore) e il tenor: il superius costituisce il dux (la voce che inizia la melodia) e il tenor
costituisce il comes (la voce conseguente) ed i valori di durata delle note del comes sono sempre accresciuti
rispetto a quelli del dux. Tale principio viene detto “per aumentazione”.

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I COMPOSITORI FIAMMINGHI

Tra la fine del 300 e l’inizio del 400 le due ars (italiana e francese) andarono ad assimilarsi. I compositori iniziavano a spostarsi fra le varie corti europee per arricchire il proprio bagaglio culturale e tecnico. Uno di questi fu Filippotto da Caserta, un compositore campano attivo in varie corti ed è uno dei maggiori esponenti dell’ “ars subtilior” (il nuovo stile che coniugava elementi italiani e francesi ottenendo risultati di estrema complessità e raffinatezza). Si assisteva, in un certo senso, ad una francesizzazione della polifonia prodotta in Italia. In seguito, nel 400, i musicisti italiani si ritirarono di nuovo nel mondo della tradizione orale abbandonando il campo della polifonia e le corti di tutta l’Europa cominciarono a richiedere musicisti provenienti dalle Fiandre (zona che comprende Belgio, Olanda, Lussemburgo e una parte del territorio francese), ovvero i cosiddetti “fiamminghi” che diedero un grande contributo alla produzione musicale del 400 e del 500. I fiamminghi vengono suddivisi in sei generazioni e tra le più importanti vi erano la prima (che riguardava Guillaume Dufay) e la terza (che riguardava Josquin Desprez).

GUILLAUME DUFAY: scrisse per lungo tempo in Italia (Rimini, Pesaro, Bologna, Ferrara) e nel 1439 si trasferì nella città di Cambrai, dove prestò servizio fino alla morte, sia pur con ulteriori parentesi lavorative italiane.

JOSQUIN DESPREZ: ripercosse strade molto simili a quelle di Dufay frequentando le corti più importanti della penisola. Dopo un breve periodo trascorso in Francia, i suoi contatti con la corte ferrarese (ricordiamo che aveva scritto una missa in cui le note del tenor re ut re ut re fa mi re suggeriscono le vocali della dedica al duca Ercole I: Hercules Dux Ferrariae) gli permisero di essere nominato maestro di cappella a Ferrara.

Altri nomi di compositori fiamminghi importanti sono: Cipriano de Rore (O sonno), Philippe Verdelot (Divini occhi sereni, Fuggi fuggi cor mio), Johannes Ockenghem (considerato il principe della musica e maestro di Desprez).

Accanto a molte chanson profane, i fiamminghi produssero una gran quantità di musica sacra dato che essi occupavano spesso il ruolo di maestri di cappella.

  • Se la face ay pale (missa e chanson), Nuper rosarum flores
  • Missa Hercules dux ferrariae, l’homme armè

L’ HOMME ARME’: Josquin Desprez viene considerato per la musica come Michelangelo per l’arte. L’ homme armè è una canzone attribuita a Robert Norton, ma Josquin Desprez la usò come “cantus firmus”, per la sua messa “L’homme armè”. Ricordiamo dunque che per cantus firmus di una messa o di un mottetto si intende, appunto, la melodia preesistente a tale composizione o alla quale i compositori costruiscono la trama polifonica (un altro esempio che possiamo fare è quello della missa “Se la face ay pale” di Dufay, il cui cantus firmus è la melodia di una chanson anonima. La melodia dell’homme armè preesistente è affidata al tenor. Ad essa il compositore ha aggiunto le altre tre voci che sono di libera invenzione. Una messa costruita con questo tipo di tecnica si dice “messa su cantus firmus”. Nel Kyrie la melodia inizia sul do, nel Floria sul re e così via (quindi la melodia si trasporta di un tono). Quindi in questa messa il cantus firmus inizia ogni volta da una delle sei note che compongono l’esacordo naturale. Si può dunque sintetizzare la messa così:

(KYRIE – DO ) ( FLORIA – RE ) (CREDO – MI ) (SANCTUS – FA) (AGNUS I E II – SOL) (AGNUS III – LA)

Di norma il cantus firmus nelle diverse sezioni della messa non è trasportato, per questo è molto particolare quella di Desprez. Molti vedono questa messa di Desprez come un omaggio a Ockenghem. Infatti il segno numerico di Ockenghem è il numero 64 che, non a caso, è anche il numero delle note presenti nel cantus firmus della missa “l’homme armè”. Una cosa particolare del kyrie è un canone che viene seguito tra tra il superius (la voce superiore) e il tenor: il superius costituisce il dux (la voce che inizia la melodia) e il tenor costituisce il comes (la voce conseguente) ed i valori di durata delle note del comes sono sempre accresciuti rispetto a quelli del dux. Tale principio viene detto “per aumentazione”.