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Una panoramica dei concetti fondamentali di analisi matematica, tra cui intervalli, funzioni reali, limiti e derivate. Vengono descritti i diversi tipi di intervalli, le funzioni reali e i loro grafici, i limiti e il teorema della permanenza del segno. Vengono anche introdotti i concetti di massimi, minimi, estremi superiori e inferiori, e derivate, con le relative regole di calcolo. Infine, si discutono le forme di indecisione e il numero di Nepero.
Tipologia: Sintesi del corso
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L’insieme dei numeri reali viene indicato con il simbolo R R+ è l’insieme dei numeri reali positivi R- è l’insieme dei numeri reali negativi Il valore assoluto di un numero viene indicato con |x| Un’equazione di secondo grado Si risolve con la formula: Se il discriminante (radicando) è maggiore di 0 si hanno due soluzioni distinte, se il discriminante è uguale a 0 si ha un’unica soluzione, se il discriminante è minore di 0 non ci sono soluzioni reali La radice di un numero negativo però, non è definita in R di conseguenza occorre introdurre una nuova grandezza chiamata unità immaginaria (indicata con la i minuscola) L’insieme dei numeri complessi si indica con la lettera C , si può considerare un’estensione dei numeri reali e in ogni numero complesso si distingue una parte reale ed una immaginaria. I numeri complessi si rappresentano sul piano di Gauss e l’ascissa rappresenta la parte reale mentre l’ordinata la parte immaginaria. Un numero complesso chiamato z è definito dalla somma tra un numero reale indicato con a e un’unità immaginaria indicata con bi Gli intervalli in R:
Maggioranti e minoranti - insieme limitato Esempio: nell’insieme (-2;1) ad esempio, tutti i numeri k maggiori di 1 sono maggioranti mentre tutti i numeri h minori di -2 sono minoranti Nè maggioranti né minoranti - insieme illimitato Massimi e minimi di un insieme Esempio: x=(-infinito, 3] 3 è un massimo Il massimo si indica con x* mentre il minimo si indica con x con il trattino sopra Estremi inferiori e superiori di un insieme Esempio: x=(-infinito, 3] estremo superiore di x= 3 mentre estremo inferiore di x= -infinito Le Funzioni Reali
Una funzione si dice limitata se la sua immagine è un insieme limitato Se non è limitato diremo che la funzione è illimitata superiormente o inferiormente Se l’immagine della funzione ha un massimo allora la funzione ammette un massimo assoluto o globale. Un punto di massimo assoluto (Xo) è un punto che assume il più grande tra i valori dalla funzione e quindi per ogni x appartenente al dominio la f(x) sarà minore della f(xo). Ugualmente se l’immagine della funzione ha un minimo allora la funzione ammette un minimo assoluto o globale. x* : massimo x con trattino sopra: minimo L’intorno circolare centrato nel punto x (con trattino sopra) e di raggio delta è definito come l’intervallo: Di conseguenza se esiste un intorno di x (trattino) tale che x è il punto di minimo di questo intorno allora x è un minimo locale o relativo. E se esiste un intorno di x* tale che x è il punto di massimo di questo intorno allora x è un massimo locale o relativo. I punti di massimo/minimo assoluti sono anche relativi ma non sempre viceversa. Funzione composta: Date due funzioni y=f(x) e z=g(y) si chiama funzione composta la funzione ottenuta applicando ad x la prima funzione e ad y la seconda funzione ottenendo un valore finale z uguale a z=g(f(x)) Funzione pari/dispari: Una funzione si dice pari quando la f(x) è uguale alla f(-x) Il grafico della funzione pari è simmetrico rispetto all’asse delle y Una funzione si dice dispari quando la f(-x) è uguale a -f(x) Il grafico della funzione dispari è simmetrico rispetto all’origine Il dominio di una funzione pari o dispari è simmetrico rispetto allo 0 Se si guarda una funzione con valore assoluto si eliminano le parti al di sotto della x quindi quelle negative La funzione inversa: Esempio: la funzione inversa di f è f alla meno 1 — è quella funzione che composta ad f coincide con la funzione di partenza
Se esiste la funzione inversa allora la funzione viene detta invertibile e ci dev’essere una corrispondenza biunivoca (ad ogni elemento del condominio corrisponde uno e un solo elemento del dominio) Se una funzione è strettamente crescente allora è invertibile nel suo dominio e la sua inversa è anch’essa strettamente crescente La monotonia è condizione sufficiente ma non necessaria per l’invertibilità Distanza o metrica: Dato l’insieme X si definisce distanza o metrica la funzione d che rispetta i seguenti requisiti:
Algebra dei limiti:
Se f(x) per x che tende a Xo è uguale a +/- infinito allora f si dice infinito di x che tende a Xo. Se f(x) per x che tende a Xo è uguale a 0 invece, f si dice infinitesimo di x che tende a Xo. Se il limite per x che tende ad Xo di f(x)/g(x) è uguale ad l ma diverso da 0 si dice che f(x) e g(x) siano infinitesimi dello stesso ordine. Quando l è uguale a 1 si dicono equivalenti. Quando l è uguale a 0 si dice che f(x) è di ordine superiore rispetto a g(x). Se non esiste il limite si dice che non sono confrontabili. La continuità: Se esiste il limite da sinistra di f(x) e il limite da destra di f(x), sono uguali, sono finiti e sono anche uguali alla f(Xo) allora la funzione si dice continua in Xo. Se i due limiti non sono uguali e non sono finiti allora la funzione si dice discontinua in Xo. Se esiste il limite per x che tende a Xo+ allora la funzione si dice continua da destra in Xo e se esiste il limite per x che tende a Xo- la funzione si dice continua da sinistra in Xo. Tutte le funzioni elementari sono continue nel loro dominio (es: sin x, cos x, x alla a) Discontinuità di 1 specie: Se i limiti da sinistra e da destra sono entrambe finiti ma diversi tra di loro allora si avrà una discontinuità di 1 specie (salto) Discontinuità di 2 specie: Se almeno uno dei due limiti è uguale a +/- infinito o non esiste allora si dice che c’è un punto di discontinuità di 2 specie Discontinuità di 3 specie: Se i due limiti sono finiti e uguali ma diversi dalla f(Xo) allora si avrà una discontinuità di 3 specie detta anche eliminabile Teorema di Weierstrass: Se una funzione f(x) è continua in un intervallo chiuso e limitato [a,b] allora la funzione ammetterà dei massimi e dei minimi globali in quell’intervallo. Teorema di Darboux o dei valori intermedi: Se una funzione f(x) è continua per ogni x appartenente ad un intervallo [a,b] allora almeno in un punto Xo appartenente ad X assume dei valori compresi tra i minimi e i massimi della funzione.
Se f’(x) è maggiore/uguale a 0 la funzione è crescente in I Se f’(x) è minore/uguale a 0 la funzione è decrescente in I Se f’(x) è maggiore di 0 la funzione è strettamente crescente in I Se f’(x) è minore di 0 la funzione è strettamente decrescente in I Teorema di Fermat: Se prendiamo una funzione f(x) derivabile in Xo, se Xo è un punto di massimo o minimo locale della funzione allora la derivata di Xo sarà uguale a 0 e Xo si dirà punto stazionario della funzione (dove la derivata si annulla oppure non è definita). Teorema di Rolle: Se la funzione f(x) è continua nell’intervallo chiuso [a,b], se la funzione f(x) è derivabile nell’intervallo aperto (a,b) e se la f(a) è uguale alla f(b) allora esisterà un punto c appartenente all’intervallo aperto (a,b) tale che la derivata del punto c sia 0 Teorema di Lagrange: Uguale al teorema di Rolle tranne che per l’ultima ipotesi. Esisterà un punto c appartenente all’intervallo aperto (a,b) tale che la derivata di c sia uguale a f(a)-f(b)/a-b Derivata seconda: La derivata di una funzione già derivata si dice derivata seconda della funzione Se la funzione f(x) è derivabile due volte in (a,b) e se la f’’(x) è maggiore o uguale a zero allora la funzione è convessa, se la f’’(x) è minore o uguale a zero la funzione è concava Il punto di flesso a tengente obliqua viene individuato con la derivata seconda Se la f’(Xo) è uguale a 0 avremo un flesso a tangente orizzontale (la derivata si annulla) Se il limite è uguale a +/- infinito avremo un flesso a tangente verticale (particolare punto di non derivabilità)
Il problema di Cauchy: Il problema di Cauchy mette a sistema y’(x)=f(x) (detta equazione differenziale) e y(Xo)=yo Per vedere la continuità di f(x) in un intorno Xo Per dimostrare l’esistenza e l’unicità della soluzione Integrazione di due funzioni razionali fratte: Se il grado del numeratore è maggiore rispetto a quello del denominatore: divisione tra polinomi. Se il grado del numeratore è minore rispetto a quello del denominatore allora ci sono tre casi: se il radicando > di 0 (scomposizione tramite A/ e B/); se il radicando = 0 (è un quadrato); se il radicando < di 0 (arctangente) Integrazione per sostituzione Integrazione per parti Integrali definiti: Trapezoide: figura geometrica delimitata da tre segmenti e una curva Data una funzione f(x) limitata in un intervallo chiuso [a,b], si definisce partizione o suddivisione di [a,b] in n sottointervalli come una successione finita di punti. Poiché la funzione è limitata nell’intervallo [a,b] esistono dei massimi e dei minimi. Vengono poi definite le approssimazioni per difetto e per eccesso (somme superiori e inferiori di Darboux). Gli insiemi delle somme inferiori e superiori sono limitati superiormente e inferiormente e separati. Se l’elemento di separazione è unico S si dice integrale definito di f(x) nell’intervallo [a,b] secondo Riemann Una funzione f(x) è limitata in [a,b] e integrabile secondo Riemann se, scelta una particolare partizione di ampiezza costante, il limite delle somme inferiori è uguale al limite delle somme superiori. Una funzione f(x) è integrabile in [a,b] se:
Teorema della media integrale: f(x) è continua in [a,b] con a diversa da b Dimostrazione: Il valore medio secondo il teorema di Darboux è un valore compreso tra minimo e massimo della funzione Data una funzione f(x) integrabile in un intervallo chiuso I, dicesi funzione integrale una funzione F così definita
Per trovare il gradiente di una funzione si trovano le derivate delle variabili e le si scrivono in verticale tra due parentesi quadre