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Concetto Di Statistica - Appunti
Tipologia: Appunti
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La statistica è un insieme di metodi per raccogliere e analizzare dati ed elementi per la soluzione di un problema scientifico o pratico.
Lo scopo della statistica è lo studio di un fenomeno collettivo, cioè di situazioni singole ripetibili con caratteristiche comuni, riscontrando le regolarità che sono alla base del fenomeno collettivo.
Nata dall’esigenza di dirigere l’azione politica ( o degli statisti, da cui deriva il suo nome ) con la precisa misurazione degli elementi su cui l’azione si doveva esercitare (misura della popolazione, della ricchezza nazionale e delle sue componenti, misura e controllo della sanità) si è sviluppata con lo studio sistematico di metodi di misura in grado di soddisfare tali scopi, successivamente è stata sollecitata, oltre che dalle scienze, da diverse attività concrete ( la produzione, la conoscenza dei mercati, le modificazioni dell’opinione pubblica in tema di consumi, di orientamenti culturali e politici) a sviluppare nuove metodologie rivolte ad orientare l’azione pratica. Attualmente la conoscenza dei metodi statistici è un presupposto indispensabile per la maggior parte delle ricerche scientifiche ( biologia, medicina, fisica, scienze sociali); e di importanza grandissima in molte attività pratiche, soprattutto nel campo dell’economia, sia su scala nazionale ( economia politica applicata ) che per le singole unità economiche (gestione economica dell’impresa ). Lo studio statistico può interessare il fenomeno nella sua totalità considerando tutti i componenti di esso, detta popolazione o universo , oppure solo una sua parte rappresentativa che è detta campione. La Statistica è una scienza che utilizza il metodo matematico e che si occupa di studiare e descrivere i fenomeni della realtà nei suoi aspetti numerici. Le sue regole e le valutazioni qualitative sono raggiunte dall’analisi dei rilevamenti delle quantità opportunamente calcolati. Essa è una scienza relativamente giovane, ed è presente in tutte le scienze e rappresenta uno strumento essenziale per la scoperta di leggi e relazioni tra fatti concreti. Interviene in tutte le situazioni nelle quali occorre assumere decisioni in condizioni di incertezza ( quando le possibili scelte sono più di uno ) e si configura come un momento importante della ricerca scientifica, della pianificazione economica e dell’azione politica, in particolare, negli aspetti demografici e sanitari. L’etimologia della parola “Statistica” deriva dal vocabolo italiano “Stato” e fa riferimento, alla constatazione per cui le prime informazioni su fenomeni reali sono state raccolte ed organizzate ad opera degli organismi statali che ne erano anche i principali utilizzatori. Il termine “Statistica” è inteso nella sua forma più larga, come raccolta di informazioni organizzate e gestite dallo “Stato”. La prima apparizione del vocabolo “statistica” in questa accezione sembra essere quella dell’italiano Ghislini che, nel 1589, indica la Statistica come “descrizione delle qualità che caratterizzano e degli elementi che compongono uno Stato”. Con la nascita dei grandi Stati europei, si attribuisce all’analisi statistica dei fenomeni collettivi un interesse pubblico che spinge progressivamente le nazioni occidentali a dotarsi di Istituti “centrali” di Statistica, deputati per legge alla raccolta, organizzazione e diffusione di dati sulla popolazione, sulle abitazioni, sulle risorse economiche e su tutti gli aspetti rilevanti della vita collettiva di una nazione, di una Comunità di stati (Unione Europea) o dell’intero pianeta ( O.N.U ) Oggi, gli organismi pubblici che istituzionalmente raccolgono e diffondono informazioni statistiche sono innumerevoli ed agiscono secondo una gerarchia di competenze che individua nell’Ente locale la sede prioritaria di raccolta del dato elementare, mentre la verifica, l’aggregazione e la pubblicazione sono di competenza dell’Ente centrale (per l’Italia è l’ISTAT ) L’aspetto moderno e completo della statistica si ha oggi, quando di fronte alla realtà che cambia velocemente, vi sono risultati che meritano più fiducia di altri perché si ripetono con maggiore regolarità. Questo può essere percepito soprattutto in rapporto al clima e all’alternanza
delle stagioni ma riguarda anche i raccolti agricoli, le malattie, le vicende umane, ecc. In tali contesti, la mente umana registra regolarità senza certezze, convinzioni non sicurissime, ripetizioni di eventi non sempre garantiti da un esito univoco. Diventa evidente la connessione tra le osservazioni incerte e la possibilità di prevederle, controllarle e simularle. Così, all’inizio del novecento, in coincidenza con le grandi innovazioni scientifiche moderne, nasce e si diffonde una impostazione verso lo studio della realtà che trova nell’ inferenza il suo nucleo principale e nella probabilità gli strumenti essenziali per assumere decisioni in caso di diverse opzioni possibili. Il metodo statistico diviene nei fatti la metodologia della ricerca scientifica e pratica nelle analisi dei risultati di laboratorio. La metodologia statistica viene suddivisa tradizionalmente in due gruppi, strettamente collegati tra di loro :
La teoria delle decisioni statistiche
Ha il compito di ottenere, tra diverse alternative possibili, un risultato che sulla base delle perdite o guadagni a seguito delle possibili decisioni, individui quella che porta al risultato “migliore”.
Il metodo statistico, come abbiamo anticipato, ha lo scopo di descrivere ed interpretare i fenomeni collettivi ( demografici, economici, sociali, sanitari…..) che riguardano gruppi o come si dice in maniera tecnica in statistica popolazione , cioè un insieme di elementi che hanno caratteristiche comuni che prendono il nome di individui o unità statistiche. Costituiscono popolazioni statistiche: L’insieme delle persone che vivono in Italia ( popolazione in senso demografico ) Le aziende artigiani delle Marche Gli studenti dell’ITAS La produzione di automobili in Italia o in Europa Le precipitazioni nevose sui Sibbillini.
Nello studio di un fenomeno collettivo il numero che rappresenta quante unità statistiche presentano una modalità di un certo carattere si chiama dato statistico e può avere due significati diversi: Può esprimere quante volte si manifesta quella modalità; in tal caso si dice frequenza della modalità Può esprimere una misura; ed in tal si chiama intensità della modalità.
Le frequenze si indicano con la lettera f,munita di un indice ( numerico o letterale ) che indica la modalità a cui è riferita, sono sempre rappresentati da numeri naturali, 0,1,2,3,4,…. Le intensità si indicano con la lettera I, munita di indici che possono essere numeri non interi.
Esempi : se in un gruppo di candidati di N persone si contano 10 con la licenza media, 5 con il diploma di scuola media e 3 con la laurea, si dice che le frequenze assolute sono, rispettivamente:
fm = 10; fd = 5; fl= 3;
N = fm + fd + fl = 18
Si pesano un certo numero di persone, il primo pesa 75,50 KG, il secondo 81,30 Kg ed il terzo 64.80 Kg. Il carattere Peso è rappresentato dai numeri indicati e si dice che è l’intensità del carattere peso.: I 1 = 75,50; I 2 = 81,30; I 3 = 64,80; In statistica vengono utilizzate le Tabelle, che raccolgono le unità o le intensità delle diverse modalità raccolte. Le tabelle prendono il nome di distribuzioni di frequenza o di intensità che indicano la suddivisione del totale tra le diverse voci. Le tabelle sono diverse se si riferiscono a caratteri qualitativi o quantitavi e a distribuzioni di frequenza o di intensità
Esempi:
La composizione di un certo numero di persone distinte per titolo di studio, costituisce una distribuzione di frequenza. Il carattere qualitativo del fenomeno è Il titolo di studio, le sue modalità : Licenza elementare, Licenza media, Diploma secondaria, Laurea; i dati statistici sono i numeri che rappresentano delle frequenze.
Titolo di studio
Nº di persone Licenza elementare 1254 Licenza media 2510 Diploma secondaria 1350 Laurea 412 Totali 5526
Le esportazioni dell’Italia verso i paesi della U.E. in un dato anno, classificate per settore, costituiscono una distribuzione di intensità, come nella tabella successiva.
Il carattere qualitativo del fenomeno è esportazioni per settore nel 2006 , le sue modalità: Agricoltura,Industria, Servizi ; i dati statistici invece sono costituiti dal valore in miliardi di euro.
In statistica si definiscono 2 tipi di frequenze:
frequenza assoluta : è il numero di volte che si verifica un evento a prescindere dal numero totale delle prove. frequenza relativa : è il rapporto tra la frequenza assoluta e il numero di prove eseguite; viene misurata con un numero decimale compreso tra 0 e 1, o in percentuale.
Se chiamiamo quindi frequenza relativa p i delle modalità e n il numero totale dei casi p i = ….frequenza assoluta……………. nº delle volte in cui si è verificato
Un esempio :
La tabella seguente indica i voti riportati da uno studente durante il corso di studi universitario e la loro frequenza ,cioè il numero di volte in cui ogni dato (voto) si è verificato.
La frequenza relativa è un numero compreso tra 0 e 1.
Pari a : 17
e così via.
La somma di tutte le frequenze relative di una distribuzione è pari all’unità ( 1 ).
Lo studio di una popolazione ( statistica ) rispetto ad un suo carattere, consiste nell’esaminare com’è la distribuzione del carattere o modalità degli individui della popolazione stessa.
Se classifichiamo la popolazione C, rispetto al carattere X, possiamo individuare la modalità di ciascun individuo della popolazione C, quindi si raggruppano insieme gli individui che posseggono la stessa modalità
Esportazioni anno 2006 SETTORE Valori in MD di € Agricoltura 85 Industria 315 Servizi 105 Totali 505
Voti Frequenza Assoluta Frequenza Relativa
20 1 0,
21 2 0,
22 2 0,
23 1 0,
24 1 0,
25 2 0,
26 4 0,
27 2 0,
28 1 0,
30 1 0,
Totale 17 1,
Successivamente i dati raccolti vengono classificati ( suddivise in classi omogenee )
La raccolta si presenta sotto forma di prospetti dette Tabelle statistiche
Se la raccolta viene eseguita secondo un solo carattere e con un numero finito di modalità le tabelle hanno la forma di quelle viste nella pagina precedente.
Se un carattere quantitativo è continuo, si ricorre alla distinzione in classi di ampiezza della stessa grandezza. Queste classi prendono il nome di classi di intensità e le frequenze relative classi di frequenze
Questa tabella raccoglie un carattere quantitativo continuo ( l’altezza degli alunni di una classe ) suddivisa in classi d’intensità di 10 cm a partire da 140, la prima classe non comprende la statura 150, la seconda comprende 150 ma non 160 e cosi via.
Molto spesso la raccolta dei dati statistici avviene prendendo in considerazione due caratteri ( per esempio altezza e sesso ), in questo caso di ogni unità statistica vengono indicati due caratteri , che costituiscono i valori dei due caratteri.
La rappresentazione di queste distribuzioni statistiche così rappresentate prendono il nome di tabella a doppia entrata
Sesso/Altezza 140-150 150-160 160-170 170-180 180-190 Totali Maschi 1 10 4 2 1 18 Femmine 2 5 3 1 0 11 Totali 3 15 7 3 1 29 Alla raccolta dei dati segue, in genere, la rappresentazione degli stessi in Grafici o diagrammi statistici ed alla elaborazione matematica dei dati ( metodologia statistica ).
SERIE E SERIAZIONI STATISTICHE I dati possono essere raggruppati in tabelle secondo caratteri quantitativi modalità o con caratteri quantitativi classi di intensità.
Se la tabella è relativa ad un carattere qualitativo, si ha una serie statistica,; se il carattere è di tipo quantitativo si ha una seriazione statistica.
Altezza degli alunni di una classe
Frequenza
Totale 29
Una serie si dice temporale o storica quando i dati di un fenomeno vengono raccolti in relazione al tempo : la popolazione italiana dal 1960 ad oggi, le vendite di autovetture dal 2000 al 2006…..
La serie si dice di luogo o territoriale quando espone la distribuzione di un fenomeno nello spazio : la produzione italiana di pomodori per regione, il reddito distinto per provincia…. La tabella accanto formata da due colonne, rappresenta un carattere qualitativo ( le regioni ) e a destra le relative frequenze assolute ( i comuni) e la tabella è detta distribuzione di frequenza e rappresenta una serie statistica. Il carattere ( variabile ) che può teoricamente assumere qualunque valore fra due dati valori è detta continua altrimenti è discreta. Il numero N di bambini di una famiglia può assumere una qualunque dei valori 0,1,2,3,.. ma non dei valori come 1,5 o 3, è una variabile discreta. L’altezza di un individuo, che può essere 170 cm, 170,12 secondo la precisione della misurazione, è una variabile continua. In generale le misurazioni danno dati continui e le enumerazioni dati discreti.
Tabella N° 1 Numero dei comuni italiani distinti per Regione (dati ISTAT)
Questa è invece una seriazione statistica ; il carattere quantitativo ( età del padre) è di tipo discreto.
Tabella N. 2 Maschi e femmine nati vivi secondo l’età del padre. ( ISTAT )
Regioni
Numero di Comuni Piemonte 1. Valle d’ Aosta 74 Lombardia 1. Trentino-A. Adige 339 Bolzano-Bozen 116 Trento 223 Veneto 582 Friuli-V. Giulia 219 Liguria 235 Emilia-Romagna 341 Toscana 287 Umbria 92 Marche 246 Lazio 375 Abruzzi 305 Molise 136 Campania 549 Puglia 257 Basilicata 131 Calabria 409 Sicilia 390 Sardegna 370 ITALIA 8.
Età del padre Numero dei nati … ….. 25 32650 26 38336 27 41166 28 42750 29 42717 … ….
Rappresentazione grafica dei dati
Dopo aver rilevato e tabulato e rielaborato i dati relativi alle distribuzioni statistiche risulta utile visualizzarli con opportune rappresentazioni grafiche.
Secondo il tipo e la finalità dell’indagine statistica vengono utilizzati diagrammi di vario tipo:
Le rappresentazioni grafiche esprimono al meglio ed in modo immediato le caratteristiche delle distribuzioni statistiche. La visione diretta di un grafico associato ad una tabella è in grado di rappresentare e interpretare in modo rapido i risultati e gli scopi delle rilevazioni.
Ad esempio la tabella seguente contiene i dati relativi alle nuove abitazioni costruite in italia da 1996 al 2006. Se si riportano i dati in un grafico si ottiene il diagramma sotto.
Dalla lettura del diagramma si ricava facilmente che dal 96 al 2001 il numero delle costruzioni è stato in continua crescita raggiungendo il massimo proprio in quel anno, per poi diminuire sempre più sino a ritornare nel 2006 ai valori del 96.
40000
42000
44000
46000
48000
50000
52000
1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Rappresentazione grafica di caratteri qualitativi.
Grafici a colonne ( ortogrammi )
I grafici a colonne sono costituiti da rettangoli con base uguale e altezza proporzionale alle frequenze. Nella seguente tabella sono riportati le assenze complessive degli studenti dell’ITAS nel primo quadrimestre raggruppate per mese.
0
5
10
15
20
25
30
settembre ottobre novembre dicembre
Nº di giorni
Se per una modalità si hanno delle sottoclassi questi possono essere rappresentati con un grafico a colonne particolare detto a pila. Il diagramma rappresenta bene il fenomeno che mette in evidenza la presenza di maggior personale generico nell’industria meccanica, mentre nel settore elettrico prevalgono i qualificati, nella chimica gli specializzati.
0
20
40
60
80
100
120
meccanica elettrica chimica
operai generici Operai qualificati Operai specializzati
mesi assenze settembre 16 ottobre 20 novembre 22 dicembre 25
operai occupati nell'industria Qualifica (^) meccanica elettrica chimica Operai specializzati 14 21 85 Operai qualificati 21 40 16 operai generici 42 13 11 totale 77 74 112
Ideogrammi
Si rappresenta graficamente il carattere del fenomeno in numero o in grandezza proporzionali alle varie frequenze.
Se vogliamo rappresentare il numero di libri venduti in Italia si disegnano delle figure che lo rappresentino ed il cui numero cambia al variare dei valori.
Cartogramma Queste sono rappresentazioni di distribuzioni statistiche di tipo territoriali attraverso l’uso di carte geografiche del territorio preso in considerazione sulle quali le diverse intensità sono rappresentate da segni. Risulta più efficace a volte rappresentare le intensità con disegni.
Si rappresenta l’area geografica a cui si riferisce il fenomeno e si visualizza il suo andamento colorando le varie zone oppure con altri diagrammi posti nelle varie parti della carta geografica.
1 Ascissa o valori della x
Ordinata o valori della y
Diagrammi cartesiani
Il tipo di rappresentazione statistica più frequente e comune è il diagramma cartesiano utilizzato soprattutto per una distribuzione delle modalità di un carattere quantitativo. Si disegna nel piano un sistema di coordinate cartesiane ortogonali. Le unità di misura sono arbitrarie, ma congruenti alla rappresentazione in modo che i dati siano facilmente distinguibili e siano equilibrate, non è necessario che queste siano identiche per l’ascissa e l’ordinata; per esempio si può fissare l’unità U per l’ascissa e l’unità V per l’ordinata. Occorre evitare che la rappresentazione risulti troppo appiattita o troppo allungata, anche se spesso non è possibile a causa delle notevoli differenze che possono esserci tra i valori delle modalità e le rispettive quantità o frequenze.
Diagramma cartesiano con carattere discreto
abbiamo un numero finito n di modalità quantitativo distinte: x1 , x2, x3……. xn con x 1 < x2 , x3…..< x (^) n , a cui corrispondono le intensità ( frequenze) f1 , f2, f3, …….fn Il grafico cartesiano della distribuzione sarà formato dagli n punti : P 1 = ( x1, f 1 ); P 2 = ( x2, f 2 ); …… Pn = ( xn, fn );
1 2 3 4 5
x f
1 10 2 23 3 40 4 47 5 20
40 47 40
20
10
(5,20) Coordinate del punto P 4
Poligono delle frequenze cumulate (ogiva )
Per il calcolo delle frequenze cumulate si sommano o le frequenze o le frequenze cumulate, aggiungendo progressivamente al valore il dato successivo.
0
0,
0,
0,
0,
1
1,
46 49 52 55 58
Istogrammi con classi di ampiezza diversi
Quando le modalità di carattere quantitativo sono ripartite in classi che non hanno la stessa ampiezza, si fissa sull’ascissa una successione di segmenti pari all’ampiezza di ciascuna classe.
Pensionati per anni di età Età valore centrale frequenze
frequenze relative
Frequenze cumulate x f p 46 5 0,05 0, 49 18 0,18 0, 52 42 0,42 0, 55 27 0,27 0, 58 8 0,08 1 100 1
Giovani da 6 a 25 anni che frequentano una scuola- dalle elementari all'università a Macerata classi di età Abitanti Studenti 3-6 1800 1450 6-14 4540 4000 14-18 5150 3580 18-25 (^3850 1080 )
Istogramma con classi di uguale ampiezza
Si disegnano dei rettangoli con base X e altezza Y riferita alle frequenze assolute. Si utilizzano per le seriazioni continue con classi di ampiezza uguale.
0,0%
5,0%
10,0%
15,0%
20,0%
25,0%
30,0%
19-24 25-34 35-44 45-54 54-64 oltre 64
Numero di lettori di quotidiani per classi d’età in Italia età Lettori % 15-24 274 11,0% 25-34 648 26,0% 35-44 574 23,0% 45-54 574 23,0% 54-64 300 12,0% oltre 64 125 5,0% 2495 100,0%
Nel primo caso si prendono in esame tutti le unità di una popolazione ma quando questa è troppo numerosa o difficilmente contattabile, la rilevazione diventa o non praticabile o altamente dispendiosa sia in termini economici che di tempo.
In questi casi la rilevazione viene eseguita su di un campione, formato da una parte della popolazione ( universo) che lo rappresenta ( in alcuni casi il campione può rappresentare una frazione piccolissima della popolazione, per esempio i dati sugli ascolti televisivi gestiti dall’Auditel sono effettuati su di un campione di poche migliaia di famiglie su di un totale di circa 20 milioni di famiglie italiane ).
In questi casi diventano importanti il metodo della scelta del campione sia il controllo dei risultati; i metodi ed i procedimenti matematici utilizzati appartengono alla statistica detta inferenza.
Dal punto di vista della durata della raccolta dei dati, possiamo avere rilevazioni:
occasionali che sono svolte in situazioni particolari e scarsamente ripetibili, risultati di un referendum, i danni di una catastrofe naturale, sondaggi relativi a specifici prodotti. periodiche svolte sistematicamente ad ogni intervallo di tempo come per esempio i censimenti. continue senza interruzione di tempo, come per la raccolta dei dati anagrafici.
La raccolta dei dati
La raccolta indiretta
Dopo aver definito l’oggetto della raccolta dei dati è necessario definire con precisione i metodi di raccolta.
I metodi di raccolta, sono parecchi: il metodo scelto deve rispondere sostanzialmente a quattro requisiti : adeguatezza, precisione, tempestività, costo limitato per numero di informazione raccolta.
Possiamo distinguere i metodi di raccolta dei dati in tre grandi categorie, a seconda cioè che si faccia ricorso alla elaborazione di dati già pubblicati; alla rielaborazione di dati disponibili all’interno di un ente che li raccoglie per altri fini; o, infine, ed è il complesso di metodi maggiormente importante nella pratica degli studi economici e sociologici, alla rilevazione diretta dei dati che non sono stati precedentemente registrati da alcuno.
Le fonti secondarie pubbliche Il massimo ente italiano in questo campo, l’Istituto Centrale di Statistica, raccoglie e pubblica sistematicamente dati sull’andamento dei fenomeni più disparati: da quelli meteorologici ai dati sulla popolazione ed ai principali fenomeni economici. Moltissimi dati sulle attività economica sono raccolte dalle Camere di Commercio.
Esistono Istituti analoghi in tutti i paesi avanzati e presso le organizzazioni economiche internazionali: l’U.E. le Nazioni Unite che pubblicano molti dati che costituiscono una fonte importante per molte ricerche.
Oltre agli enti pubblici costituiscono fonti secondarie i dati in possesso di organizzazioni private come la Confidustria o le Associazioni Sindacali di lavoratori dipendenti ed autonomi.
Il vantaggio delle fonti secondarie è costituito dal basso costo e da una accessibilità rapida ai dati stessi.
Le fonti secondarie interne
In molti casi è possibile riutilizzare per gli scopi della ricerca dati già raccolti o registrati per fini diversi, nello stesso ente interessato all’indagine o presso altri enti. Ad esempio per studiare i livelli
medi delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti si possono rilevare le retribuzioni denunciate dalle aziende ai fini delle previdenziali.
Per studiare l’andamento dei consumi è sufficiente analizzare gli ordini per la fatturazione al cliente, lo studio dei numeri dei biglietti venduti giornalmente sulle ferrovie ed altri mezzi di trasporto possono permettere una prima approssimazione sui movimenti dei pendolari.
Un esempio : negli anni sessanta, quando ancora si usavano i fazzoletti di stoffa da uomo, un fabbricante chiese ad una società specializzata nella ricerca di mercato di valutare il mercato complessivo dei fazzoletti da uomo in Italia. L’esame del problema rilevò che le dimensioni risultavano essere standardizzate sia nelle dimensioni che nel tipo di tessuto ( salvo alcune eccezioni ), quindi bastava analizzare i dati sulla produzione di questo tessuto aggiungere le importazioni e togliere le esportazioni per ottenere le dimensioni dei consumi italiani senza alcuna rilevazione.
La rilevazione diretta dei dati all’origine.
Quando i dati non sono reperibili né fra i dati pubblicati né all’interno di enti rilevati per altri scopi, occorre organizzare una loro rilevazione.
I metodi utilizzati a questo scopo si possono dividere in due grandi categorie: metodi basati sull’osservazione, e metodi basati su questionari.
Metodi basati sull’osservazione
Questi metodi rilevano i dati che interessano semplicemente osservando ciò che avviene. Questi si distinguono in metodi basati sull’osservazione pura e metodi basati sull’osservazione in condizione predisposte.
Vi sono molti esempi basati sull’osservazione pura : le rilevazioni dei vigili urbani per determinare i provvedimenti relativi alla circolazione automobilistica nelle grandi città e al collocamento dei semafori. Analogamente gli studi circa la predisposizione dei banchi all’interno dei grandi magazzini ( layout ) sono effettuate con la conta dei clienti nei diversi punti del grande magazzino stesso.
In altri casi vengono predisposte diverse condizioni e osservandone i risultati.
In molti casi la rilevazione sia del primo tipo che del secondo può essere effettuato con mezzi meccanici ed elettronici.
Il metodo del questionario
Il metodo del questionario parte dal presupposto intuitivo che per ottenere informazioni che interessano da persone o da aziende basta domandarlo.
Questo metodo presenta alcuni vantaggi ed alcuni limiti. Un vantaggio è che permette di raccogliere molte più informazioni di quanto consente l’osservazione di alcuni comportamenti e poi risulta più veloce. I limiti sono dovuti al fatto che esso si basa sulla buona volontà della persona intervistata. Il questionario, cioè il documento che contiene le domande da porre all’intervistato, ed eventualmente le istruzioni all’intervistatore, è uno strumento complesso e delicato da costruire e da usare. La guida fondamentale è costituito dagli obiettivi della ricerca e del relativo progetto.
Tipi di questionari
L’intervista può essere effettuata con una serie di domande accuratamente studiate in anticipo e in questo caso si parla di questionario strutturato; oppure soltanto sulla base di una serie di punti da