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un confronto tra la ninfa Calipso e Penelope, moglie di odisseo
Tipologia: Appunti
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La figura di Penelope, donna paziente e devota è molto importante per capire quella di Ulisse. È una donna che attende il ritorno del marito, in viaggio per moltissimi anni se consideriamo la guerra di Troia e le peregrinazioni nel Mediterraneo, ma che non perde la speranza di rivederlo. La stessa speranza di poter riabbracciare il proprio amore alberga in Ulisse. Penelope, dunque, è la meta, il premio, la mortale che viene preferita a molte dee. Non a caso, quindi, Omero la descrive come la donna piena di virtù per eccellenza che resiste ai Proci con l’inganno della tela che fila di giorno e disfa ogni notte per respingerli.
Calipso vive sull’isola di Ogigia in una grotta dove accoglie Ulisse quando approda solo sull’isola, dopo essere scampato alle tempeste di Scilla e Cariddi. I due diventeranno amanti ma Ulisse sa che deve fare di tutto per tornare ad Itaca, perché la sua casa e la sua sposa sono sempre nella sua mente. In realtà però l'eroe non sembra avere tutta questa fretta: trascorre insieme a Calipso ben 7 anni e saranno solo gli dei a convincere la ninfa, che addirittura era intenzionata a concedergli il dono dell’immortalità, a lasciarlo partire inviandole Mercurio come messaggero. Calipso deve obbedire ma è distrutta: la perdita dell’amato la rende furiosa e piena di dolore. Il suo amore è sincero ma la sua rabbia lo è ancora di più. Calipso quindi non è un obbiettivo, un traguardo, come lo è Penelope, bensì è un “momento di passaggio” Questi due personaggi sono estremamente diversi, sia per la loro natura (una divinità, l'altra mortale), sia per il carattere, sia per il ruolo che hanno nell’opera. Possiamo vedere questa differenza in molti loro atteggiamenti: La prima, Penelope, è triste per la mancanza del suo amato e fa di tutto per restargli fedele. La sua malinconia si può notare soprattutto quando omero la descrive tessere, mentre intona una canzone malinconica. La seconda, Calipso, si innamora di Odisseo e vive felice con lui facendo di tutto per convincerlo a restare con lei, tanto da offrirgli l’immortalità. Anche qui possiamo notare questa felicità quando Omero la descrive tessere (non piena di malinconia come Penelope, bensì intonando un’allegra canzone). Quando però Odisseo deve partire, lei lo saluta carica di tristezza, consapevole che non lo rivedrà mai più. Un’altra differenza tra i due personaggi è l'autorità a cui devono sottostare. Penelope deve sottostare al volere dei Porci e a quello di suo figlio Telemaco Calipso, essendo sola sull’isola, non deve sottostare a nessuna autorità maschile