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riassunto contabilità e bilancio. riassunto di slides e spiegazioni aggiuntive dei professori
Tipologia: Appunti
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Il sistema informativo di bilancio rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico d’esercizio. È composto da 4 documenti:
sull’andamento della gestione, nel suo complesso e nei vari settori in cui essa ha operato, con particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti
relazione in cui riferisce sui risultati dell’esercizio sociale e sulle attività svolte nell’adempimento dei propri doveri
della contabilità e sulla corrispondenza del bilancio alle scritture contabili Il codice distingue le società di capitali in 3 categorie:
genericamente nell’ordine della loro liquidità. Lo IAS 1 non prevede una struttura rigida dello schema di stato patrimoniale. È possibile inoltre inserire nello schema di stato patrimoniale voci addizionali, intestazioni se si ritengono rilevanti per la comprensione della situazione patrimoniale e finanziaria. Conto economico È in forma scalare per evidenziare il progressivo formarsi del risultato dell’esercizio. Espone il valore e i costi della produzione. I componenti di reddito sono classificati in base alla loro natura. Evidenzia due risultati: la differenza tra valore e costi della produzione e il risultato prima delle imposte. Valore della produzione È dato dalla somma di 5 voci:
costo di produzione. Nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato. Con gli stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi. Costo di acquisto=prezzo effettivo di acquisto+oneri accessori-sconti. Tra gli altri costi ragionevolmente imputabili non rientrano le spese generali e le spese amministrative, in quanto non afferiscono direttamente al processo produttivo. Sono inoltre da escludere le spese commerciali in quanto relative esclusivamente all’aspetto distributivo Cosa significa valore di mercato? Costo di sostituzione: per materie prime e sussidiarie ed i semilavorati d’acquisto. Il costo di sostituzione rappresenta il costo con il quale in normali condizioni di gestione una determinata voce in magazzino può essere riacquistata o riprodotta. Valore netto di realizzo: per le merci, i prodotti finiti, i semilavorati di produzione ed i prodotti in corso di lavorazione. Il valore netto di realizzo rappresenta il prezzo di vendita nel corso della normale gestione, al netto dei costi di completamento e delle spese dirette Di vendita che possono ragionevolmente prevedersi. I lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza. Il codice civile offre quindi la possibilità di effettuare la valutazione della commessa in via di esecuzione optando tra due criteri alternativi: criterio della commessa completata e criterio della percentuale di completamento Valutazione delle immobilizzazioni materiali Poiché si tratta di feniche partecipano al processo di produzione in più esercizi amministrativi, si rende necessario far sì che linee sostenuto per la loro acquisizione sia attribuito gradualmente ai diversi periodi nei quali essi hanno continuato alla gestione, fino al momento in cui tali beni esauriscono la loro funzionalità. Questo è l’ammortamento. In tal modo il valore di acquisizione del fattore produttivo viene distribuito lungo l asta vita utile e correlato ai ricavi generati. Inoltre il suo valore si riduce nel tempo man mano che la sua utilità si esaurisce. Immobilizzazioni materiali: terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, altri beni, immobilizzazioni in corso e acconti Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di acquisto si computano ance i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativo al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il vene può essere utilizzato. Con gli stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi. Costo di acquisto= prezzo di acquisto+oneri accessori diretti-sconti. Al costo di acquisto si possono aggiungere a determinate condizioni eventuali oneri finanziari su capitale do prestito. Il valore del cespite inclusivo degli interessi capitalizzati non può superare il valore recuperabile tramite l’uso.
Costo di produzione= costi diretti industriali+ quota costi generali di produzione. Se i cespiti sono disponibili sul mercato la valutazione si effettua al minore tra costo e prezzo di mercato. Al costo di produzione si possono aggiungere, a determinare condizioni, eventuali oneri finanziari su capitale di prestito. Il valore del cespite inclusivo degli interessi capitalizzati non può superare il valore recuperabile tramite l’uso. Leasing Il leasing è un contratto per mezzo del quale il concedente concede ad un utilizzatore l’uso di un bene di un corrispettivo periodo. Possono essere oggetto del contratto di leasing beni materiali o immateriali. Esistono 2 tipologie di leasing.
trasferimento al locatario della parte prevalente dei rischi e dei benefici inerenti ai beni che en costituiscono oggetto.
determinato utilizzando tassi d’interesse, per ogni singolo contratto, pari all’onere finanziario effettivo attribuibile ai contratti stessi e riferibile all’esercizio. L’ammontare complessivo al quale i beni oggetto di locazione sarebbero stato iscritti alla data di chiusura dell’esercizio qualora fossero stati iscritti alla data di chiusura dell’esercizio qualora fossero stati considerati immobilizzazioni, con separata indicazione di ammortamenti, rettifiche e riprese di valore che sarebbero stati inerenti all’esercizio. Contributi i conto impianti specifici Sono le somme erogate dallo stato o da altro enti pubblici su investimenti fatti dall’impresa per l’acquisto, la riattivazione o l’ampliamento di immobilizzazioni materiali ammortizzabili. Il momento della loro iscrizione in bilancio è quello in cui l’impresa riceve comunicazione scritta della delibera formale di erogazione del contributo da parte dell’ente pubblico. La contabilizzazione può venire in uno dei seguenti modi alternativi:
scopo è di rappresentare nei conto economico l’utilità ceduta dall’immobilizzazione nella produzione del pericolo e di determinare un valore netto contabile più significativo ai fini del calcolo della plusvalenza o minusvalenza. La quota ammortamento è correttamente determinata secondo il criterio pro-rata temporis. IAS/IFRS Leasing finanziario: secondo i principi contabili internazionali, per il criterio di prova za della sostanza economica sulla forma giuridica dell’operazione, quando cn il contratto di leasing si trasferiscono di fatto tutti. Rischi e i benefici derivanti dall’utilizzo dell’immobilizzazione, l’operazione deve essere rilevare con il metodo finanziario. Manutenzioni cicliche: la rilevazione delle manutenzioni cicliche mediante un apposito fondo oneri futuri non è ammessa dai principi contabili internazionali Valutazione successiva all’iscrizione iniziale: i principi contabili internazionali prevedono che le immobilizzazioni materiali possano essere valutate secondo modello del costo ee fair value (in tal caso il valore contabile viene adeguato al valore di mercato) Rivalutazioni: è possibile rivalutare i beni solo se si adotta il dello del fair valide. È preclusa qualsiasi possibilità di rivalutazione chi sceglie il modello del costo, anche in presenza di leggi speciali. Valutazioni delle immobilizzazioni immateriali Risorse aventi una particolare connotazione immateriale, ottenute dall’impresa in conferenza di un accadimento passati e capaci di generare benefici economici futuri. Per l’iscrizione è necessario che sia avvenuto nel passato un evento economico tale da garantire il controllo della risorsa considerata e che questa sia in grado di generare benefici economici futuri. Oneri pluriennali: costi di impianto e di ampliamento, costi di sviluppo. Sono i costi sostenuti dall’impresa per l’acquisizione o la produzione di risorse e condizioni produttive aventi utilità pluriennale. I costi di impianto e di ampliamento sono sostenuti in modo non ricorrere ma in precisi e caratteristici momenti della vita dell’impresa. I costi di sviluppo sono oneri sostenuti per ottenere nuovi prodotti, processi produttivi, innovazioni tecnologiche ed industriali. Sono finalizzate all’applicazione dei risultato della ricerca o fai altre conoscenze possedute o acquisite in un progetto per la produzione di materiali. Si distinguono in ricerca base per studi con utilità generica, ricerca applicata per studi con specifico progetto. Beni immateriali: diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell’impegno, concessioni, licenze, marchi e diritti simili. Sono diritti che assicurano un controllo legale delle risorse detenute e che tutelano l’impresa dallo sfruttamento altrui del la medesima risorsa. Devono essere controllabili dall’impresa, identificabili, misurabili in modo relativamente affidabile, trasferibili autonomamente in quanto separabili e valutabile in modo autonomo rispetto all’azienda. I diritti di brevetto sono diritti che assicurano l’esclusivo sfruttamento di un’invenzione entro limiti stabiliti dalla legge. Possono costituire oggetto di brevetto le invenzioni industriali, i modelli di utilità e i disegni ornamentali, i costi relativi all’acquisto a titolo di proprietà o di licenza d’uso del software applicativo tutelato dalla legge. I diritti di utilizzazione delle opere dell’igneo sono costituiti
ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato. Ammortamento Il costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilità di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati decoro essere motivati nella nota integrativa. I costi di impianto e ampliamento devono essere ammortizzati entro 5 anni. I costi di sviluppo sono ammortizzati secondo la loro vita utile o 5 anni. Fino a che l’ammortamento non è completato possono essere distribuiti dividenti solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati. L’ammortamento dell’avviamento è effettuato secondo la sua vita utile. Nei casi eccezionali in cui non è possibile stimarne la vita utile è ammortizzato entro 10 anni. Adeguamento del valore- svalutazione Il VNC dell’immobilizzazione deve essere confrontato con il maggiore fra il valore recuperabile tramite l’uso e il valore recuperabile tramite l’alienazione. Se il VNC è superiore al valore recuperabile vi è una svalutazione. Ad ogni data di riferimento del viatico occorre valutare se esistono indicatori di perdita di valore. In vaso di perdite durevoli di valore alla data di chiusura dell’esercizio l’immobilizzazione deve essere svalutata e il suo VNC deve essere ricondotto al valore recuperabile. Il maggiore tra valore d’uso e valore recuperabile tramite l’alienazione se inferiore al VNC rappresenta il nuovo valore a cui l’immobilizzazione deve essere iscritta in bilancio. La svalutazione costituisce un componente negativo di reddito. Negli esercizi successivi se sono venuti meno i motivi che hanno portato a saltare il cespite è necessario procedere a un ripristino di valore. Le rettifiche di valore relative all’avviamento non possono essere ripristinate. IAS/IFRS Per poter iscrivere una risorsa immateriale nell’attivo patrimoniale decoro essere soddisfatte tre condizioni: l’autonoma identificabilità, controllo dell’attività e ottenimento di futuri benefici economici. I costi di impianto e ampliamento non possono essere capitalizzati. Dopo l’iscrizione iniziale da effettuarsi al costo l’impresa deve scegliere se continuare a valutare al costo o al fair value. Il metodo del costo rivalutato consiste nel rivalutare il costo dell’attività immateriale al valore corrente dell’attività stessa dedotti l’ammortamento accumulato e le perdite di valore. La contabilizzazione secondo il metodo del costo rivalutato risulta difficile da applicare, poiché per molte delle attività immateriali non sussiste il fondamentale presupposto dell’esistenza di un mercato attivo. Le immobilizzazioni immateriali con vita utile defila son assoggettate ad ammortamento. Le immobilizzazioni immateriali con vita utile indefinita non si ammortizzano ma devono essere sottoposte all’impairment test da effettuarsi ogni anno. Anche l’avviamento non p soggetto ad ammortamento ma sottoposto ad impairment test annualmente. Valutazione dei titoli e delle partecipazioni Titoli: quote di prestito emesse dallo stato, da enti pubblici o da società di capitali. Attribuiscono al possessore la qualifica di creditore dell’ente o della società che li ha emessi. Hanno un rendimento fisso
Partecipazioni: quote del capitale di una società. Attribuiscono al possessore la qualifica di comproprietario della società della quale ha acquistato la partecipazione. Hanno un reddito variabile. Vanno nelle immobilizzazioni finanziarie I criteri di valutazione dei titoli di debito e delle partecipazioni sono stabiliti dal legislatore. L’art. 2426 definisce i criteri di valutazione in funzione della destinazione dell’investimento e distingue tra i titoli di debito e le partecipazioni destinati ad essere realizzato nel breve periodo e quelli destinati ad essere mantenuti nel patrimonio della società nel lungo periodo. Valutazione delle attività finanziare a lungo periodo I titoli di debito destinati a permanere nel patrimonio aziendale nel lungo periodo sono assimilati dal codice civile alle immobilizzazioni e devono essere valutati al costo di acquisto, svalutabile in presenza di perdite permanenti di valore. Metodo del costo bisogna quantificare il costo di acquisto e la perdita permanente di valore che impone la svalutazione del costo di acquisto. Il costo di acquisto è costituito dal prezzo pagato, al quale devono essere aggiunti i costi accessori. Il prezzo corrispondente alla quotazione del titolo al costo secco e il costo specifico sostenuto per l’acquisto del titolo. Qualora non fosse possibile individuare il costo specifico il costo dei beni fungibili può essere calcolato con MCP, FIFO e LIFO. Se il valore del titolo alla data di chiusura dell’esercizio risulta durevolmente inferiore al valore du costo, si è in presenta di una perdita durevole di valore. In tal caso il titolo deve essere iscritto tale minor valore. La rettifica di valore deve essere imputata in conto economico alla voce rettifiche di valore attività finanziarie. Nel caso in cui in un successivo esercizio siano venuti meno i presupposti della rettifica per effetto della ripresa del mercato e quindi del presunto valore di realizzo del titolo, la rettifica stessa deve essere annullata fino ma non oltre al ripristino del costo di acquisto originario. Il ripristino di valore deve essere imputato in conto economico alla voce rettifiche di valore di attività finanziarie. Le partecipazioni destinate ad essere mantenute nel lungo periodo sono assimilate alle immobilizzazioni e devono essere valutate al costo di acquisto, svalutabile in presenza di perdite permanenti di valore. Il costo originario di acquisto della partecipazione è quindi iscritto nella voce corrispondente alla partecipazione acquistata. Ogni anno può modificarsi in seguito a aumento di capitale sociale, diminuzione del capitale sociale o svalutazione per perdita durevole di valore. Il risultato d’esercizio conseguito dalla partecipata ha effetto sul sistema di valori della partecipante. In caso di utile, solo se distribuito come dividendo, nell’esercizio di assunzione della relativa delibera di destinazione del risultato, secondo il principio di cassa; in caso di perdita, solo se la stessa è ritenuta indicativa di una perdita permanente di valore della partecipazione. -metodo del patrimonio netto Le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni controllate o collegate possono essere valutate per un importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio delle imprese medesime, detratti i dividendi del bilancio consolidato nonché quelle necessarie per il rispetto degli articoli del codice civile. Secondo il metodo del patrimonio netto, il costo originario della partecipazione deve essere periodicamente rettificato al fine di riflettere nel bilancio della partecipante, secondo il principio di competenza, le variazioni che il patrimonio netto della partecipata subisce negli esercizi seguenti alla data di acquisto. Il costo originario, sostenuto per l’acquisizione di una partecipazione in un’altra società, viene periodicamente rettificato al fine di riflettere nel bilancio del titolare della partecipazione, nello stesso esercizio nel quale sono conseguiti la quota ad esso spettante degli utili o delle perdite conseguite dalla partecipata, a
Partecipazioni non quotate: -non hanno un mercato ufficiale di scambio e il loro valore di realizzo è rappresentato dall’ammontare he il detentore dell’investimento ritiene di poter ragionevolmente ricavare dalla loro vendita in condizioni normali
Si tratta di passività e oneri potenziali che incorporano un certo grado di incertezza. Le attività e gli utili potenziali non sono rilevate a bilancio per il rispetto del principio della prudenza. Gli accantonamenti ai fondi ricci e oneri sono iscritti fra le voci dell’attività gestionale a cui si riferisce l’operazione. Gli accantonamenti per rischi e oneri relativi all’attività caratteristica e accessoria sono iscritti prioritariamente fra le voci della classe B del conto economico. Gli accantonamenti per rischi e oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell’esercizio sono indeterminati o l’ammontare o la data della sopravvenienza. I fondi sono iscritti nel rispetto del principio di competenza. Il codice civile non detta criteri di valutazione specifici per gli accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri, si applicano i principi generali del bilancio. Fondi per oneri: rappresentano passività di natura determinata ed esistenza certa, stimate nell’importo o nella data di sopravvenienza, connesse a obbligazioni già assunte alla data di bilancio, ma che avranno manifestazione numeraria negli esercizi successivi Fondi per rischi: rappresentano passività di natura determinata ed esistenza probabile i cui valori sono stimati. Si tratta di passività potenziali connesse a situazioni già esistenti alla data del bilancio, ma caratterizzate da uno stato di incertezza il cui esito dipende dal verificarsi o meno di uno o più eventi in futuro. La valutazione delle potenzialità di rischio e perdita può presentare livelli diversi d’incertezza e gradi diversi di difficoltà nella misurazione della stima degli accantonamenti ai fondi. Nella stima degli accantonamenti si deve tener conto di tutti gli elementi di costo già noti e determinabili alla data di bilancio.la misurazione degli accantonamenti ai fondi potrete non concludersi con la definizione di un importo puntuale e preciso, ma con la determinazione di un campo di variabilità du valori. In tale caso, l’accantonamento rappresenterà la migliore stima fattibile tra i limiti massimi e minimi. Le metodologie utilizzate devono rispettare i requisiti di imparzialità, oggettività e verificabilità. Alla fine di ciascun esercizio occorre valutare la congruità dei fondi iscritti, procedendo al riesame di quelli iscritti in un periodo precedente, allo scopo di verificarne la corretta misurazione alla data del bilancio. Poiché il processo di stima degli accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri è per su natura complesso, l’aggiornamento dei valori si basa sull’acquisizione di neve informazioni disponibili e sull’esperienza in merito ai presupposti o fatti sui quali era stata fondata la stima precedente. L’utilizzo del fondo è effettuato solo per le spese e passività per le quali esso era staso costituito. Nel caso in cui il fondo sia insufficiente a coprire gli oneri effettivamente sostenuti, la differenza è rilevata nelle voci di conto economico in coerenza con l’accantonamento originario. La riduzione del fondo eccedente è contabilizzato fra i componenti positivi del reddito nella stessa area in cui era stato rilevato l’originario accantonamento. IAS Gli IAS non operano distinzioni fra fondi rischi e fondi oneri, ma tra passività probabili e passività potenziali. Le passività probabili sono quelle che soddisfano le seguenti tre condizioni: l’impresa ha un’obbligazione attuale quale risultato di un evento passato, è probabile che per adempiere all’obbligazione si renderà necessario l’impiego di risorse economiche, può essere effettuata una stima attendibile dell’importo necessario all’adempimento. Non si possono iscrivere i fondi per manutenzione ciclica o per copertura perdite società partecipate.
-principio dell’inerenza: le spese e gli altri componenti negativi sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri provati che concorrono a formare il reddito o che non vi concorrono in quanto esclusi. La valutazione delle rimanenze Le variazioni delle rimanenze finali dei beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa e beni destinati a essere impiegati nella produzione concorrono a formare il reddito dell’esercizio. Per evitare una sottovalutazione delle rimanenze di magazzino il TUIR prevede una serie di disposizioni che individuano il valore minio che può essere loro attribuito ai fini fiscali. Qualora l’impresa utilizzi un criterio di valutazione del magazzino diverso da quelli fiscalmente ammessi il valore fiscalmente riconosciuto al magazzino non può essere inferiore a quello determinato applicando il metodo del LIFO a scatti. Se però in bilancio è iscritto un valore superiore, quest’ultimo assume automaticamente rilevanza fiscale. Se vengono adottati i metodi del CMP, FIFO, LIFO i valori ottenuti anche se inferiori al lifo a scatti annuale assumono rilevanza anche ai fini fiscali. Il TUIR consente di valutare le rimanenze al minore tra il costo e il valore di mercato. Se in un esercizio il valore unitario medio dei beni è superiore al valore normale medio di essi nell’ultimo mese dell’esercizio, il valore minimo è terminato moltiplicando l’intera quantità dei beni per il valore normale. Anche per gli ammortamenti il legislatore fissa dei limiti massi per la loro deducibilità. Gli ammortamenti sono consentiti per i beni materiali strumentali solo a partire dall’esercizio della loro entrata in funzione. Non sono consentiti per i beni la cui cessione genera rimani e per i beni patrimoniali. Le quote di ammortamento ammesse in deduzione devono essere ragguagliate alla durata dell’esercizio. Ammortamento ordinario: la deduzione è ammessa in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione al costo dei beni dei coefficienti stabiliti con decreto ridotti alla metà per il primo esercizio. I coefficienti sono stabiliti per categorie di beni omogenei in base al normale periodo di deperimento e consumo nei vari settori produttivi. Il legislatore prevede che ove l’aliquota stanziata civilisticamente risulti maggiore di quella ordinaria prevista ai fini fiscali, l’ammortamento venga riconosciuto nei limiti della misura ordinaria. Viceversa se l’ammontare civilistico risulta inferiore a quello determinabile con l’applicazione dell’aliquota fiscale ordinaria, agli effetti fiscali è riconosciuto limitatamente a quanto stanziato agli effetti civilistici. Se i beni non ancora completamente ammortizzati a livello fiscale sono oggetto di dismissione, il loro costo residuo è fiscalmente deducibile. Ammortamento integrale: per i beni il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro è consentita in alternativa all’ammortamento la dizione integrale delle spese di acquisizione nell’esercizio in cui sono state sostenute. Il procedimento di ammortamento interale non è un obbligo ma è una facoltà accordata all’imprenditore che può invece optare per il regime naturale dell’ammortamento. Sempre per esigenza di tutela del gettito è posto un limite alla deducibilità immediata delle spese ordinarie di manutenzione dei beni di proprietà. Le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione imputate a conto economico sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili quale risulta all’inizio dell’esercizio del registro dei beni ammortizzabili. Per le spese fai nuova costruzione il limite percentuale si calcola per il 1° esercizio sul costo complessivo quale risulta alla fine dell’esercizio. Ai fini del calcolo del 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili non vanno considerati né i beni utilizzati in leasing né quelli per cui è sostenuto un costo relativo a un servizio periodico di manutenzione. Le spese eccedenti il
milite del 5% sono deducibili per quote costanti nei 5 esercizi successivi. In caso di cessione a titolo oneroso di beni strumentali o patrimoniali, se gli stessi sono stati posseduti per non meno di 3 anni la plusvalenza può concorrere alla formazione del reddito o per intero dell’esercizio in cui è stata realizzata o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi. Fiscalmente l’accantonamento operato al fondo rischi su crediti è ammesso fino al limite massimo dello 0.5% dell’ammontare dei crediti commerciali. La consistenza del fondo rischi su crediti non può superare il 5% dell’ammontare dei crediti. L’ammontare dei crediti da considerare è sempre quello al netto della loro parte coperta da garanzia assicurativa. Gli utili distribuiti a soggetti ires da società di capitali, cooperative, mutue assicuratrici residenti in Italia non concorrono a formare il reddito della società o dell’ente ricevente per il 95% del loro ammontare. L’imposta lorda corrente IRES si ottiene moltiplicando il reddito imponibile ai fini ires per l’aliquota di imposta. L’imposta carente netta è determinata sottraendo le detrazioni d’imposta da quella lorda. L’imposta da versare si calcola sottraendo all’imposta lorda gli acconti già versati, le ritenute alla fonte a titolo di acconto e i crediti di imposta spettanti in base a particolari disposizioni di legge. I valori civilistici e fiscali delle poste di bilancio possono essere diversi per via della discrepanza tra la normativa prevista dal codice civile e quella basata sul tuir. L’iscrizione di imposte differite attive e passive a integrazione delle imposte correnti è necessaria al fine di rappresentare correttamente in bilancio le imposte di competenza. Dall’applicazione dei diversi criteri civilistici e fiscali di valutazione, si originario differenze tra reddito imponibile e reddito civilistico ante imposte che possono essere differenze permanenti o temporanee. Le differenze permanenti non determinano anticipazione o posticipazione d’imposta e non hanno impatto sul reddito di futuri esercizi. Non generano imposte differenti. Le differenze temporanee negative sono deducibile e generano imposte differite attive, quelle positive sono imponibili e generano imposte differite passive. La riclassificazione del bilancio Le analisi di bilancio sono volte all’acquisizione di informazioni reddituali, finanziarie e patrimoniali relative all’impresa per valutarne lo stato di salute e per stabilire le azioni di governo più opportune. Valutare la situazione reddituale significa accertare la capacità/ incapacità dell’impresa di conseguire il suo obiettivo istituzionale. Il processo di analisi di bilancio consiste nella riclassificazione delle sintesi di bilancio, con lo scopo di rendere omogenei i dati per poter procedere al calcolo degli indici e dei flussi, del calcolo degli indici e dei flussi con lo scopo di rendere omogenei i dati ai fini della seconda fase. Lo scopo della riclassificazione-conto economico Conto economico per aree di gestione Conto economico con aggregazione funzionale dei costi Conto economico a costi complessivi variabili del venduto Conto economico a valore aggiunto e margine operativo lordo
Conto economico a valore aggiunto La riclassificazione del conto economico a valore aggiunto consente di verificare se l’impresa produce ricchezza in termini reddituali. Il valore aggiunto rappresenta il maggior valore imputabile al prodotto realizzato rispetto alla sommatoria dei valori dei fattori produttivi acquisiti esternamente da terze economie, impiegati per produrlo. Stato patrimoniale secondo il criterio di liquidità/esigibilità decrescenti Le attività sono ripartite in attività a breve termine entro 12 mesi e a medio-lungo termine oltre i 12 mesi. Le passività possono esser dei breve o medio-lungo termine. I mezzi propri accolgono i capitali provenienti dal soggetto economico dell’impresa, caratterizzati da una permanenza a tempo indeterminato. Indici di bilancio L’analisi per indici calcola quozienti e margini tra grandezze desunte dai bilanci riclassificati e consente di delineare un sistema organico di informazioni per valutare lo stato di salute economico-finanziario e la bontà della gestione di impresa. Si procederà a delineare un sistema di indici di bilancio che consenta di mettere a fuoco la posizione dell’impresa in relazione alla redditività, liquidità e solidità patrimoniale. La redditività è la capacità dell’impresa di remunerare congruamente tutti i fattori produttivi impiegati, quali il capitale di debito, di rischio e il lavoro. La redditività del capitale investito esprime la redditività di tutti gli investimenti aziendali. Una fondamentale esigenza per l’analista d’impresa consiste nel valutare se l’investimento nel capitale di rischio costituisca una conveniente opportunità di impiego di capitale. L’indicatore che s utilizza a detti fini è l’indice di redditività del capitale proprio ROE che si costituisce rapportando l’utile netto dell’esercizio RN al patrimonio netto. Il ROE misura in termini percentuali la redditività netta del capitale di rischio conferito dai proprietari dell’impresa. Indici di liquidità Liquidità o solvibilità: attitudine dell’impresa ad onorare con tempestività, puntualità e convenienza nel breve termine gli impegni di pagamento assunti, ricorrendo in modo fisiologico alla gestione finanziaria per fronteggiare gli eventuali sfasamenti che si presentino tra entrate e uscite monetarie. Attività vive: liquidità immediate, liquidità differite e disponibilità. Indici di solidità solidità: L’equilibrio della stretta finanziaria dell’impresa in termini di scadenze degli impieghi e adeguatezza delle fonti di finanziamento presenti per farvi fronte. La fisiologica composizione delle fonti di finanziamento, in termini di adeguatezza della proporzione tra mezzi di terzi e mezzi propri. Il rendiconto finanziario La risorsa finanziaria oggetto di analisi costituisce una quantità-fondo, mentre le forze che ne hanno comportato la variazione costituiscono flussi finanziari. I flussi che incrementano la consistenza di un fondo vengono definiti fonti, i flussi che determinano la
quantità fondo presa in esame sono definiti impieghi. Il rendiconto finanziario è un prospetto che consente di comprendere cause che determinano la cavazione delle risorse finanziarie dello stato patrimoniale in un determinato arco temporale per effetto della gestione aziendale. Le risorse finanziarie considerate possono essere la cassa e le altre disponibilità liquide o la posizione finanziaria netta. L’obiettivo del rendiconto finanziario è spiegare perché le risorse finanziarie hanno subito una variazione nel corso dell’esercizio. Il rendiconto permette di valutare le risorse finanziarie prodotte/assorbite dall’attività operativa e le modalità di impiego/copertura, la capacità della società o del gruppo di affrontare gli impegni finanziari a breve termine, la capacità della società o del gruppo di autofinanziarsi. Dal rendiconto finanziario risultano per l’esercizio a cui è riferito e per quello precedente, l’ammontare e la composizione delle disponibilità liquide all’inizio e alla fine dell’esercizio, ed i flussi dell’esercizio derivanti dall’attività operativa, da quella di investimento, da quella di finanziamento. Le disponibilità liquide, ovvero il flusso di cassa, sono rappresentate dai depositi bancari e postali, dagli assegni e dal senato e valori in cassa. Il codice civile non stabilisce particolari modalità di redazione del rendiconto finanziario. La disciplina del rendiconto finanziario è recepita nell’OIC 10. Stato patrimoniale e conto economico sono classificati per pertinenza gestionale. I documenti necessari per elaborare il rendiconto finanziario dell’esercizio sono due stati patrimoniali consecutivi e il conto economico dell’esercizio. Nella prassi ai usa articolare il rendiconto finanziario suddividendo le fonti e gli impieghi in 3 macro-flussi: A. Flusso di cassa prodotta o assorbita dalle operazioni riferibili all’attività operativa che comprende le operazioni connesse all’acquisizione, produzione e distribuzione di beni e alla fornitura di servizi, anche se riferibili a gestioni accessorie, nonché le altre operazioni non ricomprese nell’attività di investimento e finanziamento B. Flusso di cassa prodotta o assorbita da attività di investimento C. Flusso di cassa prodotta i assorbire da arrivata di finanziamento Flusso di cassa riconducibile all’attività operativa L’attività operativa è composita da operazioni che si concretizzano sin ricavi e in costi necessari per produrre tali ricavi. Le operazioni dell’attività operativa sono riflesse nel conto economico e rappresentano anche le foni di finanziamento dell’impresa. Da esse si genera la liquidità necessaria per finanziarie la gestione futura. Essendo le operazioni dell’attività operativa riflesse nel conto economico, il flusso di liquidità ad esse relative è determinato partendo dal risultato ante imposte del conto economico. Quest’ultimo viene successivamente rettificato per trasformare i componenti positivi e negativi di reddito in incassi e pagamenti, ovvero in flussi di cassa. Le rettifiche da apportare all’utile di esercizio riguardano: