Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Contabilità e Bilancio - Appunti, Dispense di Contabilità Aziendale

Appunti di Contabilità e Bilancio in cui si trattano i seguenti argomenti: i principi contabili e la disciplina (nazionale ed internazionale) del bilancio; le forme del bilancio; la struttura e il contenuto del bilancio di esercizio; l'analisi di elementi tali le immobilizzazioni materiali (+ ammortamento e svalutazione), i contributi in conto capitale, le spese di manutenzione, le costruzioni in economia, il leasing, le immobilizzazioni immateriali, le rimanenze di magazzino (e le loro forme di valutazione); gli strumenti finanziari derivati; le partecipazioni ed i modi di valutazione delle partecipazioni; i titoli di debito; i titoli dell'attivo circolante; i fondi rischi e oneri e TFR; e le imposte sul reddito d'esercizio.

Tipologia: Dispense

2020/2021

In vendita dal 06/08/2023

isokres
isokres 🇮🇹

4.4

(14)

18 documenti

1 / 40

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
07/02/2022
CAPITOLO 1
L'armonizzazione internazionale dei principi contabili
Sono vigenti delle norme mirate ad identificare dei bilanci validi a livello europeo,
dato che l'obiettivo generale del bilancio consiste proprio nell'armonizzazione
internazionale attraverso un processo di convergenza. Oggigiorno si è ancora
all'interno di tale processo, iniziato nell'Unione Europea nel 1978 e nel 1983 attraverso
due direttive. In particolare, in Italia, il bilancio segue già una disciplina nazionale
(127/1991), che negli anni dovrebbe coinvolgere anche schemi di bilanciare
internazionali.
Sono stati, così, predisposti gli International Financial Reporting Standards (IFRS,
adottati in UE con il regolamento 1606/2002) per quanto riguarda le società quotate,
anche se ogni stato dell'UE ha esteso l'applicazione dei principi anche ad altre
tipologie di aziende e di bilanci (aziende bancarie ed assicurative + bilanci di
esercizio in Italia). In questo caso si parla proprio di disciplina internazionale, anche
quando le scelte specifiche di ciascun paese non favorisce concretamente
l'armonizzazione.
La disciplina del bilancio di esercizio
La disciplina internazionale, dunque, impone agli enti di interesse pubblico la
redazione di bilanci secondo gli IFRS omologati dalla UE.
La normativa che deve essere adottata, invece, secondo la disciplina nazionale parte
dal Codice Civile. L'OIC è un Istituto presente a livello nazionale che si occupa di
integrare il Codice civile con documenti e principi contabili.
La disciplina nazionale
Il codice civile disciplina la redazione del bilancio delle Spa e delle altre società di
capitali, come le Srl, le quali sono obbligate a rendere pubblici i propri bilanci,
presentandoli all'esterno, il che non è invece richiesto alle società di persone, alle
Spa e alle imprese individuali.
Il bilancio può essere differente in base alle dimensioni della società: una società
medio-grande presenta un bilancio in forma ordinaria; una società di piccole dimensioni
richiede la redazione di un bilancio in forma abbreviata e nelle micro-società si parla,
invece, di bilancio delle micro-imprese.
Il bilancio delle micro-imprese
Le micro-imprese sono le imprese che per due anni consecutivi non superano due
di tali indicatori: il totale dell'attivo di Stato patrimoniale di 175 mila euro; il totale dei
ricavi delle vendite e delle prestazioni di 350 mila euro; e il totale dei dipendenti
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28

Anteprima parziale del testo

Scarica Contabilità e Bilancio - Appunti e più Dispense in PDF di Contabilità Aziendale solo su Docsity!

CAPITOLO 1

  • L'armonizzazione internazionale dei principi contabili Sono vigenti delle norme mirate ad identificare dei bilanci validi a livello europeo , dato che l'obiettivo generale del bilancio consiste proprio nell' armonizzazione internazionale attraverso un processo di convergenza. Oggigiorno si è ancora all'interno di tale processo, iniziato nell' Unione Europea nel 1978 e nel 1983 attraverso due direttive. In particolare, in Italia, il bilancio segue già una disciplina nazionale (127/1991) , che negli anni dovrebbe coinvolgere anche schemi di bilanciare internazionali. Sono stati, così, predisposti gli International Financial Reporting Standards (IFRS, adottati in UE con il regolamento 1606/2002 ) per quanto riguarda le società quotate , anche se ogni stato dell'UE ha esteso l'applicazione dei principi anche ad altre tipologie di aziende e di bilanci ( aziende bancarie ed assicurative + bilanci di esercizio in Italia ). In questo caso si parla proprio di disciplina internazionale , anche quando le scelte specifiche di ciascun paese non favorisce concretamente l'armonizzazione.
  • La disciplina del bilancio di esercizio La disciplina internazionale , dunque, impone agli enti di interesse pubblico la redazione di bilanci secondo gli IFRS omologati dalla UE. La normativa che deve essere adottata, invece, secondo la disciplina nazionale parte dal Codice Civile. L' OIC è un Istituto presente a livello nazionale che si occupa di integrare il Codice civile con documenti e principi contabili.
  • La disciplina nazionale Il codice civile disciplina la redazione del bilancio delle Spa e delle altre società di capitali , come le Srl , le quali sono obbligate a rendere pubblici i propri bilanci , presentandoli all'esterno, il che non è invece richiesto alle società di persone, alle Spa e alle imprese individuali. Il bilancio può essere differente in base alle dimensioni della società : una società medio-grande presenta un bilancio in forma ordinaria; una società di piccole dimensioni richiede la redazione di un bilancio in forma abbreviata e nelle micro-società si parla, invece, di bilancio delle micro-imprese.
  • Il bilancio delle micro-imprese Le micro-imprese sono le imprese che per due anni consecutivi non superano due di tali indicatori: il totale dell'attivo di Stato patrimoniale di 175 mila euro; il totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni di 350 mila euro; e il totale dei dipendenti

occupati in media di 5 persone. In questo caso specifico si redige un bilancio di esercizio composto solamente dallo stato patrimoniale e dal conto economico con redazione del bilancio in forma abbreviata, come previsto. Tuttavia, le micro-imprese no n si occupano di redigere il rendiconto finanziario e talvolta nemmeno la nota integrativa e la relazione sulla gestione.

  • Il bilancio in forma abbreviata Le imprese piccole/medio-grandi che, al contrario, rispettivamente non superano e superano due di tali indicatori: il totale dell'attivo patrimoniale di 4,4 milioni di euro; il totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni di 8,8 milioni di euro; e il totale di dipendenti occupati in media di 50 persone; no n redigono il rendiconto finanziario , ma solamente un bilancio in forma ridotta.
  • Il bilancio in forma ordinaria Talvolta si parla di bilancio in forma ordinaria , quando le imprese includono al suo interno lo Stato patrimoniale , il Conto economico ( secondo il Codice civile ), il Rendiconto finanziario ( OIC 10 e IAS 7 ) e la Nota integrativa (come da Codice civile ).
  • Relazione sulla gestione
  • Le fonti Le fonti possono essere di tipo giuridico o professionale : le fonti giuridiche ...
  • L'organismo italiano di contabilità Il cosiddetto " istituto nazionale per i principi contabili " integra la disciplina del Codice civile in presenza di bilanci. Perciò, l'OIC si occupa di definire ed aggiornare i principi contabili nazionali, anche per tenere conto delle innovazioni introdotte, ad esempio, dai decreti legislativi del 2015.
  • La disciplina internazionale A livello internazionale esistono documenti, ossia gli IASB o IFRS , che disciplinano internazionalmente i bilanci. Tali principi presentano come unica differenza la data di emanazione ( IAS fino al 2001, IFRS dal 2002; e i documenti interpretativi SIC fino al 2001 e IFRIC dal 2002).
  • L'armonizzazione tra la disciplina nazionale e internazionale Le due discipline sono in corso di armonizzazione , soprattutto grazie al Decreto Legislativo 139/2015 che ha introdotto degli elementi tipici della disciplina

composizione e finalità del bilancio con uno stato mentale corretto ed oggettivo , oltre a seguire i principi della chiarezza, della veridicità e della correttezza. Proseguendo con il terzo comma , si specifica che se le informazioni richieste dalle disposizioni di legge non sono sufficienti a fornire una rappresentazione corretta, è necessario fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo. Il quarto comma , invece, spiega che le norme da seguire per redigere il bilancio non siano necessariamente obbligatorie da rispettare quando ciò include effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta. Ciononostante, rimangono in vigore gli obblighi sulla tenuta regolare delle scritture contabili. Il quinto comma , inoltre, riguarda l'incompatibilità tra la disposizione di articoli e la rappresentazione veritiera e corretta, dato che esprime la mancata necessità di applicare la disposizione stessa ( deroga ). La nota integrativa serve a motivare la deroga e ad indicarne l'influenza, la derivazione e gli effetti sulla definizione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Infine, il sesto comma impone che il bilancio venga redatto in unità di euro e senza cifre decimali , ad eccezione della nota integrativa (anche migliaia di euro). L'OIC 11 include il principio dell'omogeneità della moneta di conto , che esprime la necessità di convertire anche la moneta non di conto in euro. Negli esempi di situazioni riguardanti la disciplina nazionale, si hanno in ordine come parti della clausola generale non correttamente applicate: il principio di correttezza, il principio di chiarezza, il primo comma, la veridicità e il quinto comma. [Domande possibili: Elenchi dei principi di redazione del bilancio, elementi della clausola generale].

  • I principi di redazione (2423 bis) I termini chiave nella valutazione delle voci sono prudenza e continuazione dell'attività e si deve tenere conto anche della sostanza dell'operazione nella rilevazione delle voci (1). Inoltre, bisogna indicare solamente gli utili realizzati alla chiusura dell'esercizio (2) e si devono contare i proventi e gli oneri di competenza (3), così come dei rischi e delle perdite di competenza (4). Il quinto principio spiega che gli elementi eterogenei inclusi nella stessa voce debbano essere valutati separatamente (5) e il sesto implica che i criteri di valutazione non possano essere modificati ad un esercizio all'altro (6). In sintesi, i principi possono essere ricondotti ai postulati dell'OIC 11: Prudenza, prospettiva di continuità aziendale, sostanza su forma, competenza e costanza dei criteri di valutazione.
  • L'OIC 5 è riconducibile alle aziende in fase di liquidazione. =/= OIC 11 In particolare, il principio di continuità aziendale non è affatto scontato, data anche la situazione aziendale nel periodo della pandemia. Esso, infatti, indica che tutto il processo di costruzione del bilancio debba essere fondato su questa prospettiva. Si deve tenere conto, inoltre, del fatto che la prudenza implichi la necessità di inserire i costi ipotizzati ma non i ricavi ipotizzati (concezione troppo soggettiva).
  • Disciplina nazionale (ulteriori principi di redazione -OIC 11) Ulteriori principi di redazione da considerare sono l'utilità , la comparabilità , la conformità ai principi contabili, la funzione informatica e la completezza della nota integrativa, così come la verificabilità. (6)
  • Principi di redazione non correttamente applicati negli esempi: Valutazione separata, continuità aziendale, costanza, competenza e prudenza
  • Disciplina internazionale Nel caso particolare della disciplina internazionale, il Framework for the Preparation and Presentation of Financial Statements e lo IAS1 definiscono lo scopo del bilancio come quello di fornire delle informazioni utili agli utilizzatori privilegiati del bilancio , ossia i primary users o investors (che si occupano di prendere decisioni in merito al finanziamento dell'azienda), oltre ad essere significativi per i clienti , per i fornitori e per lo Stato per il pagamento delle imposte. I principi generali possono essere suddivisi in caratteristiche fondamentali e in caratteristiche migliorative : le prime sono la significatività (nella ricerca di rappresentare un bilancio utile all'investitore, con un valore predittivo e confirmatorio , perché le informazioni confermano le previsioni fatte e confermano il valore odierno di un bene (im)materiale) e la rappresentazione fedele (basata sul principio di neutralità e di correttezza , di completezza ed attendibilità ) [2]; mentre le seconde riguardano i miglioramenti che avvengono seguendo i principi di comparabilità ( costanza di applicazione dei criteri di valutazione ), di verificabilità, di tempestività (subito dopo la chiusura dell'esercizio , ma non sempre il 31/12 data la possibile stagionalità dell'attività, come nel caso del calcio) e di comprensibilità. [4]

CAPITOLO 3

LA STRUTTURA E IL CONTENUTO DEL BILANCIO DI ESERCIZIO

  • La composizione del bilancio di esercizio Il bilancio di esercizio è composto da quattro documenti : lo Stato patrimoniale , il

speculativo. Per quanto concerne gli anticipi ai fornitori, si fa riferimento alle immobilizzazioni materiali negli anticipi per l'acquisto di macchinari o di impianti ; e alle rimanenze per gli anticipi per l'acquisto di merci e di materie. A proposito dello Stato patrimoniale, si deve chiarire che no n esiste uno schema predefinito di valori da esprimere ma solo un elenco di voci minime necessarie (a. immobili, impianti e macchinari ; g. rimanenze di magazzino ; l. fondi rischi e oneri ). La classificazione avviene secondo due criteri alternativi: corrente/non corrente (metodo consigliato), che richiede che i valori vengano ripartite in attivo e passivo , circolante e non circolante ; e liquidità/esigibilità, ossia uno schema che ragiona sul momento in cui l'attività viene trasformata in valori ( aspetto prettamente finanziario ).

  • Bilancio di esercizio, con particolare riferimento al Conto Economico Gli schemi obbligatori e vincolanti , sotto questa prospettiva, invece, consistono in: macro-classi , rappresentate da lettere alfabetiche maiuscole; e classi di valori con numeri romani, le quali sono entrambe obbligatorie; e le voci con numeri arabi e lettere alfabetiche minuscole. Nel conto economico, inoltre, bisogna indicare il valore delle voci corrispondenti all'anno precedente. In aggiunta, vi è da definire lo scopo del conto economico in quanto esso serve a rappresentare la situazione reddituale dell'impresa in funzionamento con una sintesi di valori economici positivi e negativi in base alla competenza economica. Esso viene spiegato dall' articolo 2425 del Codice Civile e vi si chiarisce che esso debba essere esposto in forma scalare e classificato secondo il criterio dei costi per natura , mentre la sua esposizione avviene in modo ancora differente rispetto allo stato patrimoniale. All'interno del conto economico è possibile individuare i resi (storno dei ricavi di vendita) e gli abbuoni sulle vendite , intesi come i ricavi di vendita, così come sugli acquisti sotto forma di costi d'acquisto (inseriti al netto del costo originale stesso); la variazione delle rimanenze data dal valore di produzione dei prodotti finiti (A, voce 2) e dal costo di produzione delle materie prime (B, voce 11) [lo stesso vale per le rimanenze di merci, ossia di materiali che non subiscono alcun processo produttivo da parte dell'azienda=/= A.2.]; e, infine, le sopravvenienze e plus/minusvalenze attive (valore positivo) o passive (costo), anche se non è prevista una sezione poste straordinarie. In un esempio, se si hanno 80 rimanenze iniziali di prodotti finiti e 100 rimanenze finali di prodotti finiti, la variazione tra un anno e l'altro è di +20 e deve essere contabilizzata nella macroclasse A con segno 20. Al contrario, se si hanno 170 rimanenze iniziali e 140 rimanenze finali, la variazione di

prodotti finiti è di -30 ed è da togliere dal valore sviluppato dal calcolo delle vendite. In aggiunta, bisogna ricordare che i costi nello schema del conto economico possano essere classificati per natura oppure per destinazione.

  • Il conto economico ( IAS 1 ) Tale articolo ha la funzione di accogliere anche proventi e oneri non realizzati ( other comprehensive income, altri elementi di reddito omnicomprensivi/totali ) alla fine dell'esercizio, derivanti dalla rivalutazione di certi elementi patrimoniali , come affermato nella par. 7. Al di là della parte ordinaria, dunque, p necessario illustrare in un'ulteriore parte gli oneri e i proventi per garantire una visione più ampia del reddito. A livello internazionale, si ha la possibilità di adottare due differenti schemi di conto economico: uno simile a quello adottato a livello nazionale e uno senza ripartizione classica in cui i costi sono classificati per "destinazione" o funzione (=/= per natura). In un'esempio, se si ha un fabbricato dal valore di costo storico di 10.000 e dal costo rivalutato di 50.000, la plusvalenza è di 40. A proposito della struttura del conto economico secondo l'approccio del cosiddetto comprehensive income, bisogna differenziare lo schema unico che sottolinea la formazione del reddito d'esercizio e le altre componenti del CI dai due prospetti distinti. In conclusione, si deve tenere conto della mancata esistenza di uno schema rigido predefinito , dato che si ha solamente un elenco di voci minime necessarie , proprio come nel caso dello stato patrimoniale. Dunque, lo schema civilistico del conto economico presenta cinque macroclassi , a partire dai ricavi di vendita fino agli utili.
  • Il rendiconto finanziario Non sono richiesti degli esercizi di rappresentazione del rendiconto finanziario, ma è necessario conoscerne teoricamente lo schema. Il rendiconto finanziario è obbligatorio da redigere solamente nel caso delle aziende di grandi dimensioni ed è previsto dall' articolo 2423 C.C. La sua definizione è data dall' articolo 2425-ter , che lo definisce come l'insieme dell'ammontare e della composizione delle disponibilità liquide di inizio e di fine esercizio, così come dei flussi finanziari derivanti dall'attività operativa, da quella di investimento e di finanziamento, dunque rappresenta la movimentazione di cassa realizzata nel corso dell'esercizio. Se le entrate di cassa sono di 1000 euro e le uscite di cassa sono di 800 euro, allora la

Tale forma di bilancio, invece, viene redatta unicamente dalle aziende che non superano nel primo esercizio oppure per due esercizi consecutivi in generale i 4, milioni di euro dell'attivo patrimoniale, gli 8,8 milioni di ricavi delle vendite e delle prestazioni e i 50 dipendenti.

  • Il bilancio delle micro-imprese Il decreto legislativo del 2015 si è occupato di delineare anche tale tipologia di bilancio, spiegando che esso riguarda le imprese per due esercizi consecutivi non abbiano superato 175 mila euro di attivo dello SP, 350 mila euro di ricavi e 5 dipendenti; in particolare, esse devono redigere un bilancio super abbreviato che si basa sui regolamenti imposti dall' articolo 2435-bis C.C. Inoltre, le micro-imprese sono esonerate dalla redazione del rendiconto finanziario e della nota integrativa , così come della relazione sulla gestione e sono esonerate anche dalla valutazione degli strumenti finanziari derivati. ESERCIZIO: ... I crediti verso i clienti sono da inserire nei crediti all'interno dell'attivo circolante (C). Gli impianti sono posti nelle immobilizzazioni (B) materiali. Le partecipazioni durevoli sono da inserire nelle immobilizzazioni (B) finanziarie. Gli anticipi a fornitori vanno nella classe delle rimanenze ma nella macro-classe dell'attivo circolante (C). I ratei e risconti vengono posti nei ratei attivi nella macroclasse (D) Ratei e risconti. Il capitale sociale, invece, è inserito nella macro-classe A del patrimonio netto; così come la riserva legale e quella straordinaria. I debiti verso fornitori vanno a loro volta nella sezione debiti (D) e il fondo svalutazione crediti è posto come valore negativo nell'Attivo circolante (C) nella voce dei crediti. Il fondo imposte differite non ha a riferimento un'attività legato allo Stato Patrimoniale e dunque viene posto nei Fondi per rischi ed oneri (B); e il Trattamento di fine rapporto è esso stesso una macro-classe, quindi viene semplicemente inserito in C. Il Fondo ammortamento impianti, invece, è presente nella medesima voce delle Immobilizzazioni (B). I mutui passivi, inoltre, ... I debiti tributari sono nella stessa voce della macro-classe dei debiti (D). Per quanto riguarda le variazioni delle rimanenze dei prodotti finiti (=/= materie prime, il processo produttivo si è già concluso), esse vengono inserite come variazione economica positiva (ricavo già posto in avere) nel valore della produzione (A), come variazione delle rimanenze sempre con segno positivo. Gli interessi passivi, inoltre, sono da collocare nei proventi e oneri finanziari (C) e hanno un segno negativo che facilita il calcolo e ci aiuta a non commettere degli errori quando si fa la somma algebrica finale (deve essere considerato come un costo). Anche il costo del lavoro, la variazione di rimanenze prime e le sopravvenienze vengono poste come valori positivi nei costi della produzione (B): in particolare, la

variazione di materiali il cui processo di lavorazione non si è ancora concluso presenta un segno negativo (anche se è in avere, perché anche se fosse stato in dare il segno, che si adatta ai costi, sarebbe stato negativo (?)). I resi su vendite, in quanto storni, impongono il calcolo della differenza tra i ricavi di vendita ed essi stessi nella stessa voce (ricavi di vendita), lasciando il risultato finale come al netto dei resi. Gli abbuoni attivi su acquisti... Le plusvalenze di realizzo... I ricavi di vendita e gli affitti passivi sono già stati considerati e inseriti. In aggiunta, le imposte sul reddito sono da considerare nell'ultima parte, sottratte alla somma algebrica delle varie macro-classi. Il totale attivo è dato dalla differenza di utile quando si chiude il conto economico e serve per rappresentare il medesimo quando si deve illustrare anche il totale passivo dello Stato Patrimoniale. NB: per determinare il segno dei valori, bisogna determinare se si tratta di un costo o di un ricavo. CAPITOLO 5

  • LE IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI Le immobilizzazioni materiali sono da analizzare a partire dalla loro definizione, proseguendo con la loro classificazione e arrivando, infine, alla valutazione dei loro valori. Le immobilizzazioni sono gli elementi patrimoniali destinati all'uso durevole durante lo svolgimento della gestione, con l'obiettivo di contribuire a formare la struttura tecnica, organizzativa e strategica dell'impresa. La macro-classe Immobilizzazioni (in Attività ) è costituita dalle classi I. immateriali , I. materiali e I. finanziarie. Le immobilizzazioni materiali consistono in terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, altri beni (in funzione delle intenzioni del management, quindi possono essere i computer, le autovetture, dipende dalla destinazione economica e dall'uso pluriennale del bene) e le immobilizzazioni in corso e acconti (es. acconto per lavorazione impianto o fornitura di immobilizzazioni). Il criterio generale di valutazione delle immobilizzazioni materiali consiste innanzitutto nel costo di acquisto (anche rivalutato) o di produzione , cioè il prezzo di acquisto da terze economie sommato agli oneri accessori (es. impianto comprato + costi di trasporto, da capitalizzare nel valore dell'impianto stesso); e il costo di produzione in sé , riguardante la produzione interna dell'immobilizzazione e calcolato come somma di tutti i costi diretti e la quota parte degli altri costi se ricorrenti. Tale costo deve essere, però, considerato al netto del fondo di ammortamento (Costo- fondo= valore contabile netto VCN ) e successivamente ridotto per eventuali

test , ossia un procedimento logico che testa la tenuta del valore , per cui il VCN viene comparato al valore recuperabile, il quale a sua volta è più alto rispetto al fair value al netto dei costi di vendita e rispetto al valore d'uso. ES: VCN= 1.000.000-800.000= 200.000 vs 205.000 (v. recuperabile) [> 180.000 del fair value e = 205.000 del valore d'uso] ---> NO IMPAIRMENT Quando, invece, il VCN=200 e il valore recuperabile= 180, che è maggiore del 180 di fair value e di 175 del valore d'uso, allora vi è un'impairment loss di 20. Per quanto riguarda le micro-imprese e le piccole società , si avvia una procedura semplificata in quanto test per identificare la perdita durevole di valore: al contrario della svalutazione via impairment test richiesta per le imprese medio-grandi, se VCN>valore recuperabile, le tipologie di società sopra-citate ritengono necessaria la svalutazione solo se la somma dei redditi netti di 5 esercizi non supera il totale VC delle immobilizzazioni.

  • Le immobilizzazioni materiali I tipi di esercizi riguardanti questo tipo di immobilizzazioni consiste nei contributi con calcolo del risconto passivo oppure a diretta riduzione dell'immobilizzazione , in manutenzioni ordinarie o straordinarie, così come cicliche, nelle costruzioni in economie ricorrenti e non, nel leasing via metodo patrimoniale oppure metodo finanziario. I CONTRIBUTI IN CONTO CAPITALE
  • La formazione del costo - i contributi I contributi possono essere offerti a livello nazionale o internazionale e sono iscrivibili in bilancio solo nell'esercizio in cui diventa certa la loro erogazione (dopo la richiesta fatta all'ente pubblico) secondo due criteri: attraverso l'accredito graduale al conto economico (con risconto passivo ) oppure con imputazione a diretta riduzione dell'immobilizzazione (con minore ammortamento ). Partendo dall'accredito graduale a conto economico, bisogna innanzitutto registrare l'entrata al ricevimento del contributo, rilevare il risconto passivo in sede di scritture di assestamento di fine esercizio e rilevare l'ammortamento nel medesimo contesto. Nel caso della diretta riduzione dell'immobilizzazione, invece, le scritture contabili da effettuare sono: la registrazione dell'entrata una volta ricevuto il contributo; la riduzione del valore dell'immobilizzazione e la rilevazione dell'ammortamento mentre si effettuano le scritture di assestamento di fine esercizio. ESERCIZIO:

L'Alfa SPA riceve un contributo per impianti di 5000 euro e lo usa per acquistare un bene di 25000 euro, la cui vita utile è stimata essere di 10 anni. Si svolge l'esercizio attraverso i passaggi dell'accredito graduale a conto economico: da 5000 euro in dare (Banca), si passa a 5000 in Avere (Contributi in c/impianti), che viene suddiviso in dieci anni. Dunque, il valore è di 500 euro all'anno e in sede di scritture di assestamento di fine esercizio si rilevano l'ammortamento e il risconto passivo: si fa un ammortamento impianti 2500 che passa all'avere del Fondo omonimo e i Contributi c/impianti di 500 euro passa all'avere degli Impianti stessi. --> 5000-500= 4500 di contributo in c/capitale da stornare ( RISCONTI PASSIVI ) Il secondo metodo è quello della deduzione integrale del contributo in conto capitale del costo dell'immobilizzazione. o costo storico 25.000 oppure quota ammortamento con residuo...

  1. BANCA --> CONTRIBUTI IN C//IMPIANTI [nel secondo metodo ++ Contributo ---> impianti ]
  2. AMM. --> FONDO AMM.
  3. CONTRIBUTO IN C/IMPIANTI ---> RISCONTI PASSIVI [mancante nel secondo metodo]
  • Le spese di manutenzione La manutenzione può essere di tre tipologie: ordinaria , straordinaria o ciclica. Esse implicano tre metodi differenti di contabilizzazione, richiesti in caso di ampliamenti e ammodernamenti, manutenzioni e riparazioni. La manutenzione ordinaria.... Quella straordinaria richiede costi differenti, perché si interviene ad effettuare sostituzioni o miglioramenti delle funzionalità del macchinario , il che tende ad aumentare la sua capacità produttiva e ciò non è nella routine della cura del

Iva c/acquisti 2. Fornitori 12. Fondo manutenzioni cicliche 8000 Manutenzioni cicliche 8000

  • Le costruzioni in economia Le costruzioni in economia sottolineano il fatto che le immobilizzazioni non abbiano sempre un costo d'acquisto, dato che in questo caso esse vengono prodotte direttamente all'interno dell'azienda. Le costruzioni possono essere ricorrenti o non ricorrenti: le prime implicano dei costi diretti capitalizzabili (materie prime + manodopera) e una quota parte di costi indiretti (il responsabile della costruzione dell'impianto) strettamente di produzione capitalizzabili ; le costruzioni in economia non ricorrenti, invece, i costi sono diretti e capitalizzabili. Ciò che non è mai capitalizzabile è: la quota parte costi indiretti riguardante i costi amministrativi, i costi commerciali di vendita e quelli straordinari.
  • Il leasing Il leasing è una procedura che ci permette di acquistare un bene dovendo pagare dei canoni mensili , nonostante questo implichi che il bene rimanga comunque di proprietà del venditore fino alla fine del contratto [=/= locazione o noleggio, dove alla fine del contratto il bene non è comunque di colui che l'ha noleggiata e non vi è un riscatto finale ]. Il contratto di leasing non è trattato in maniera diretta dai principi contabili italiani , ma nella pratica vi sono dei cenni interni all'OIC 1 ad esso e nell'articolo 2427 n.22 del Codice Civile, che definiscono il metodo patrimoniale. Lo IAS 17 (Leasing) viene, invece, sostituito dal 2019 dall'IFRS 16 ed entrambi riguardano il metodo finanziario.

Il leasing può essere di due tipologie:

  1. Il leasing operativo (da valutare con il metodo patrimoniale ): è un contratto di noleggio in cui il conduttore paga un canone periodico per poter utilizzare il bene, dunque si tratta di un'opzione aggiuntiva rispetto al noleggio/affitto. Si preferisce, dunque, pagare dei canoni inferiori al canone di riscatto finale pur di non pagare l'intero prezzo d'acquisto.
  2. Il leasing finanziario ( metodo finanziario ): è un contratto con cui il locatario acquista la proprietà di un bene pagando un canone periodico e un riscatto finale. Dunque, l'obiettivo è quello di finanziarsi senza l'intermediazione di una banca. Si tratta pur sempre di un singolo contratto, redatto in due possibili modi: il metodo patrimoniale e il metodo finanziario.
  • Il metodo patrimoniale Attraverso questo metodo, il leasing viene contabilizzato come un contratto d'affitto. E' un contratto simile a quello di locazione , dunque la proprietà passa alla società conduttrice , la quale crea un maxi-canone (grosso importo rispetto al contratto di leasing che serve ad iniziarlo, è un importo significativo iniziale) e altri canoni di leasing a conto economico, oltre ad occuparsi del risconto attivo per il canone di leasing non di competenza; mentre la società concedente ammortizza i beni e li pone tra le immobilizzazioni. A livello di scrittura in partita doppia, il metodo patrimoniale richiede una scrittura contabile per registrare la fattura del maxi-canone (ammortizzato per non farlo gravare sul primo esercizio); N scritture contabili per registrare le fatture dei canoni e una scrittura contabile di assestamento a fine esercizio per registrare il risconto attivo. Per quanto concerne, invece, la rappresentazione in bilancio , si inserisce all'interno dello stato patrimoniale attivo nella macro-classe D. Ratei e risconti (R. attivo) oppure nel conto economico B. Costo della produzione, che consiste nella registrazione del maxi-canone, sommato agli altri canoni e diminuito del canone non di competenza riscontato.
  • Esempio A: la valutazione dei beni in leasing L'obiettivo è quello di utilizzare il bene, anche perché il riscatto finale alquanto alto rende difficile poter pagare l'intera somma immediatamente. LEASING OPERATIVO--> Corresponsione di un canone di locazione annuo pari a 15.000; maxicanone di 48.000 + IVA; durata di 24 mesi. La quota, quindi, di competenza dell'es del maxi-canone è data dalla divisione di

ESEMPIO C:

La società in data 01/06/20xy concede in locazione finanziaria un automezzo attraverso: canone di locazione mensile di 900 euro + IVA 22% (di cui 100 euro per interessi); maxi-canone iniziale di 5.000 + IVA; durata contratto di 36 mesi e valore di riscatto di 3.500 euro, con vita utile pari a 10 anni.

  • Leasing finanziario (metodo patrimoniale) Nel caso dell'applicazione del metodo patrimoniale , il leasing viene contabilizzato come un contratto d'affitto. La società conduttrice , diversamente da quella nel leasing operativo, deve anche iscrivere il valore del bene al valore del riscatto e l'ammortamento relativo al termine dell'esercizio. Il calcolo dell'ammortamento tiene conto della vita utile o della percentuale di ammortamento per determinare il valore di riscatto (in particolare, bisogna usare la vita utile residua DOPO il termine del contratto ). CAPITOLO 6
  • LE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI Esse sono degli elementi patrimoniali destinati ad essere usati in maniera durevole durante la gestione, contribuendo a formare la struttura tecnica, organizzativa e strategica dell'impresa. (Artt. 2424-25-26-27 C.C.; OIC 24 ; OIC 9 (Impairment test). Nella voce 10 della macro-classe B , si individuano gli elementi da approfondire nella nota integrativa. ll Codice Civile impone che le immobilizzazioni immateriali siano classificate in bilancio secondo 7 tipologie di voci interne allo stato patrimoniale : costi di impianto e ampliamento, costi di sviluppo, diritti di brevetto industriale e di uso delle opere dell'ingegno, concessioni & licenze & marchi & diritti simili, avviamento, immobilizzazioni in corso e acconti, e altre. Tali immobilizzazioni possono essere suddivise in oneri pluriennali o in beni immateriali in base alla propria mancanza di consistenza fisica: i primi sono costi di utilità pluriennale che concorreranno alla produzione futura di redditi , mentre i secondi consistono in beni aventi una propria identificabilità e suscettibili di valutazione autonoma (--->Amm. in base a residua utilità).
  • Gli oneri pluriennali La prima iscrizione degli oneri pluriennali richiede di seguire determinate condizioni per la capitalizzazione dei costi, ossia:
  1. costi effettivamente sostenuti (no auto-valutazione di valori non concreti)
  2. non esauriscono la propria utilità nell'es. di sostenimento (es. brevetto di durata di 5 anni o più)
  3. manifestano una capacità di produrre benefici economici futuri. Essi possono dividersi in costi di impianto e ampliamento (ossia di avviamento di un' attività , di addestramento o di avviamento impianti ) oppure in costi di sviluppo (dal 2016 si possono contabilizzare solamente questi costi e riguarda le attività di ricerca di sviluppo , i cui risultati si ottengono solo dopo un lungo periodo).
  • I beni immateriali Essi possono consistere in diritti di brevetto e di utilizzazione delle opere d'ingegno : brevetti industriali o per modelli di utilità, il cui titolo implica un diritto esclusivo di sfruttamento e che includono la recuperabilità dei costi e la determinazione attendibile del costo per l'impresa. Altre tipologie di beni immateriali possono consistere in concessioni , licenze , marchi , oppure immobilizzazioni in corso e acconti , oltre ad altre immobilizzazioni immateriali.
  • L'avviamento Si tratta di un'attitudine dell'azienda a produrre utili maggiori rispetto a quella ordinaria nell'immediato futuro e non caratterizzati da cespiti. ma negoziazione a valori maggiori : L'avviamento viene rilevato in bilancio nell' attivo (se acquisito a titolo oneroso, determinato dall'acquisto di un'altra società=/=autodeterminazione) e viene ammortizzato secondo la sua vita utile (max. 20 anni, altrimenti 10). Le condizioni di iscrizione dell'avviamento, invece, consistono nel valore costituito da oneri e costi con utilità differita, nel valore quantificabile in quanto incluso nel corrispettivo pagato. L' avviamento , inoltre, non è suscettibile di vita propria indipendente dal complesso aziendale.