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CONTABILITA' NAZIONALE, MACROECONOMIA
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Il PIL (Prodotto Interno Lordo) misura il valore dei beni e dei servizi finali prodotti in un paese in un periodo (di solito un anno). Importante: il PIL misura valore, quindi per sommare prodotti diversi (pere + automobili) usiamo i prezzi.
Contiamo solo beni finali (non beni intermedi) per evitare doppi conteggi: se l’acciaio entra in un’automobile, contiamo solo il valore finale dell’automobile. Esempio nel PDF: impresa 1 (acciaio) ricavi 100, impresa 2 (auto) ricavi 200 → PIL = 200 (non 300). Il PIL è anche il reddito nazionale: salari + profitti + altri redditi = PIL (identità importante). Il PIL può essere misurato in tre modi equivalenti: produzione (valore aggiunto), reddito, spesa. Il PDF spiega tutti e tre con l’esempio a due imprese.
PIL nominale (Yn): valore del PIL ai prezzi correnti (prezzi dell’anno considerato). Esempio: Yn2016 = P2016 · Q2016 → se P2016=4 e Q2016=8 → Yn2016 = 32€ (esempio del PDF). PIL reale (Yr): valore del PIL a prezzi costanti (annovero base), cioè si fissa un anno base e si valuta con quei prezzi per isolare la variazione delle quantità. Esempio: con anno base 2015 e P2015=2, Yr2016 = P2015 · Q2016 = 2 · 8 = 16€. Così confrontiamo quantità senza l’effetto prezzi. Perché ci interessa il PIL reale? Perché gli economisti vogliono sapere se l’economia ha prodotto più quantità, non solo valore aumentato dai prezzi. Se il PIL nominale cresce ma quello reale cala → significa che sono aumentati solo i prezzi (inflazione), non la produzione.
La formula del PDF:
Esempio numerico: P2015 = 2, P2016 = 4 → π2016=(4−2)/2=1=100%\pi_{2016} = (4-2)/2 = 1 = 100%π2016=(4−2)/2=1=100%. (iperinflazione: i prezzi raddoppiano.)
Nota pratica: quando senti dire “crescita del 3%” si riferiscono quasi sempre al PIL reale (crescita delle quantità).
Il PDF sottolinea che il PIL nominale cambia perché: cambiano i prezzi; cambiano le quantità; cambiano entrambe.
Alcune identità chiave: Y ≡ C + Iex-post + G (uso della produzione). Y ≡ C + S + TA − TR (distribuzione del reddito e usi). Qui TA sono le imposte, TR i trasferimenti, S i risparmi. Da queste identità si ricava la relazione di equilibrio tra risparmio aggregato e impiego dei risparmi:
Questo esempio dice esattamente perché separare effetti prezzo/quantità è fondamentale.